Autore: Carlo Criscione

  • Leclerc: “A fare la differenza in F1 è la testa, non il talento”

    Leclerc: “A fare la differenza in F1 è la testa, non il talento”

    Ormai da diverso tempo, la Formula 1 non è più soltanto una questione di abilità di guida o di pura maestria al volante.

    L’altissimo livello professionistico raggiunto oggi dai piloti, infatti, ha fatto sì che essi debbano eccellere in molteplici aspetti, non ultimo quello psicologico.

    Intervistato da Gianluca Gazzoli nell’ultima puntata del podcast “Passa dal BSMT”, Charles Leclerc ha parlato delle abilità mentali richieste a un pilota di Formula 1, spiegando come sia questo aspetto, e non il talento vero e proprio, a fare la differenza quando ci si confronta ai massimi livelli:

    “Tutti i piloti di Formula 1 hanno talento, ma ciò che fa la differenza è la mentalità. Quando riesci a mettere da parte le emozioni per essere al tuo massimo nel giro che conta in Q3, o in un Gran Premio quando hai la pressione addosso e devi fare un sorpasso, sono queste le cose che pesano rispetto al talento puro”.

    Il ferrarista ha raccontato di aver iniziato questo speciale tipo di preparazione da adolescente, traendone grande beneficio in tutte le fasi successive della propria carriera:

    “Quando avevo 11 anni sono andato in un centro a Viareggio che si chiama Formula Medicine. Lì ho iniziato a fare preparazione mentale per la concentrazione e per imparare a controllare le emozioni nel modo migliore: è stato un grande vantaggio per il resto della mia carriera. Anche in passato vi erano piloti attenti all’aspetto mentale, ma ovviamente adesso, con la tecnologia, c’è molta più consapevolezza e ci sono molti più strumenti per migliorare queste performance. Ad esempio, io uso una fascia che metto in testa e mi dice quando sono concentrato o quando sono rilassato: aiuta tantissimo a capire quali siano le sensazioni che provi quando sei super concentrato, oppure stressato e così via. Aver iniziato a lavorarci così presto mi ha dato la possibilità di essere più consapevole di come mi sentivo, permettendomi di gestire i momenti difficili, o anche quelli positivi, in maniera un po’ più ragionata”.

  • Norris: “Non ho grande fiducia, ma possiamo lottare”

    Norris: “Non ho grande fiducia, ma possiamo lottare”

    Lando Norris scatterà dalla quinta casella della griglia di partenza del Gran Premio del Giappone, preceduto dalle imprendibili Mercedes di Andrea Kimi Antonelli e George Russell, e anche dal proprio compagno di squadra, Oscar Piastri, e dalla Ferrari di Charles Leclerc, che è riuscito a sopravanzare Norris nell’ultimo tentativo del Q3.

    Il pilota inglese ha pagato un distacco di quasi tre decimi da Piastri, frutto anche della limitata attività in pista svolta nella giornata di venerdì a causa di alcuni problemi al sistema idraulico della sua vettura.

    Per questo motivo, nonostante il gap con il compagno di box sia piuttosto netto, Norris si dice comunque soddisfatto del proprio piazzamento:

    “Devo essere soddisfatto del quinto posto. Considerando i problemi che abbiamo avuto finora e il tempo perso, è un buon risultato. Siamo stati molto impegnati a recuperare e non siamo mai riusciti a trovare un ritmo confortevole. Il merito va dato al team, che ha saputo sfruttare il potenziale della monoposto e ha lavorato duramente per risolvere i problemi. Abbiamo sicuramente fatto un passo avanti e sembriamo più vicini ai nostri avversari, il che è un segnale positivo, ma la mancanza di giri ha certamente penalizzato la mia preparazione”.

    Guardando alla gara, Norris ammette di non avere ancora la fiducia necessaria nella propria MCL40, ma confida nella performance ritrovata dal team inglese sulla pista di Suzuka.

    Di seguito, le parole rilasciate da Lando ai canali ufficiali della McLaren:

    “Mi trovo sicuramente in una posizione di svantaggio. Non abbiamo fatto simulazioni di long run, quindi è difficile prevedere il comportamento della vettura o come gestire pneumatici e batteria per tutta la durata della gara. Non sono fiducioso come vorrei, ma la macchina è veloce e Oscar ha fatto un ottimo lavoro conquistando la terza posizione, il che dimostra ciò di cui siamo capaci. Stasera mi preparerò per imparare il più possibile, ma gran parte dell’apprendimento avverrà in pista. Non è l’ideale, ma siamo in una buona posizione per lottare”.

  • Stella: “Il doppio DNS in Cina? Si impara anche da spettatori”

    Stella: “Il doppio DNS in Cina? Si impara anche da spettatori”

    La stagione 2026 è iniziata in maniera disastrosa per il team Campione del Mondo in carica.

    La McLaren ha infatti dovuto fare i conti prima con il ritiro di Oscar Piastri a Melbourne durante i giri di installazione, e poi con il doppio problema alla Power Unit che ha impedito a entrambi i piloti papaya di prendere parte al Gran Premio di Cina.

    Il magrissimo bottino di punti ottenuto, appena 18, posiziona comunque il team inglese al terzo posto della Classifica Costruttori, seppur con un distacco di 49 punti dalla Ferrari e di ben 80 punti dalla Mercedes.

    L’inizio tutt’altro che incoraggiante non ha però demoralizzato il team principal Andrea Stella, il quale si è anzi detto convinto che la propria squadra si trovi in una buona posizione:

    “In questo momento la Mercedes sembra essere in una categoria a sé e noi siamo un po’ più vicini alla Ferrari. Corriamo con l’ambizione di competere per risultati importanti e stiamo perdendo terreno. Ogni giro è importante quest’anno, ma stiamo imparando rapidamente. Con quanto appreso in Australia e nella Sprint in Cina pensiamo di essere in una buona posizione, specialmente nello sfruttamento della Power Unit. Più dati sarebbero stati utili, ma il rimpianto maggiore è di non aver segnato punti, che potrebbero essere pesanti a fine stagione”.

    Nella medesima intervista, concessa ai canali ufficiali della Formula 1, l’ingegnere di Orvieto ha raccontato di aver approfittato dell’assenza in gara di entrambi i propri piloti per analizzare il comportamento in pista dei team rivali:

    “Io e Oscar abbiamo guardato una parte della gara insieme. Commentavamo il comportamento delle gomme, in particolare delle hard, e le caratteristiche delle Power Unit, i duelli, cosa succede quando inizi a lottare con un’altra macchina, l’impatto sui tempi sul giro e come si può rispondere a un sorpasso. Sono tutti insegnamenti che puoi massimizzare da spettatore qualificato che conosce tutto il background, così da capitalizzare qualcosa di utile anche quando sei in una posizione in cui non vorresti essere”.

  • Vasseur avvisa: “Ci aspettiamo molto dal sistema ADUO”

    Vasseur avvisa: “Ci aspettiamo molto dal sistema ADUO”

    Dopo il week-end d’esordio a Melbourne, la Ferrari ha trovato una conferma importante in Cina, riuscendo a stabilizzarsi come seconda forza del Mondiale dietro a una Mercedes attualmente fuori portata.

    Nonostante le risposte positive ottenute dalla pista, la competizione con la W17 è apparsa ancora impari, sia in gara che in qualifica.

    A confermarlo è stato lo stesso team principal della Ferrari, Frederic Vasseur, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “La Mercedes nel complesso è stata sempre qualche decimo più veloce di noi. Riusciamo a tenere il loro passo con l’overtake mode, magari stressando un po’ di più gli pneumatici, ma quando hanno pista libera sono più veloci. In rettilineo hanno un chiaro vantaggio, e dovremo lavorare su questo”.

    La lotta fra Hamilton e Leclerc ha comunque galvanizzato i tifosi del Cavallino, impazienti di rivedere il campione inglese a battagliare per le posizioni di testa, e il manager francese ha rivendicato la scelta di non dare ordini di scuderia:

    “La lotta fra i nostri piloti è stata sotto controllo. Anche se la paura che possa succedere qualcosa c’è sempre, è difficile congelare le posizioni. Alla fine la decisione di lasciarli liberi di correre è stata quella giusta, abbiamo avuto una bella battaglia per il team, la Formula 1 e i fan. Lewis è in una situazione diversa rispetto all’anno scorso. È ancora più dentro il team adesso, perché è stato parte del progetto fin dal primo giorno, ha lavorato al simulatore e ha migliorato il rapporto con la squadra”.

    Infine, interrogato sui prossimi sviluppi da portare in pista, il francese ha chiarito di attendere una risposta dalla Federazione in merito all’ADUO, grazie al quale si potrebbe ridurre il gap attualmente esistente con il propulsore Mercedes:

    “Bisognerà capire quando si aprirà la prima finestra dell’ADUO per lo sviluppo della Power Unit, dal quale ci aspettiamo molto. In ogni caso dovremo lavorare su tutte le aree e i singoli dettagli della vettura. In questo momento siamo davanti a McLaren e Red Bull, ma anche loro reagiranno”.