Autore: Davide Scotto Di Vetta

  • Norris è stato costretto a non esprimere opinioni sul regolamento tecnico 2026

    Norris è stato costretto a non esprimere opinioni sul regolamento tecnico 2026

    Alla vigilia del nuovo ciclo regolamentare inaugurato in questo 2026, quando le perplessità sui primi riscontri in pista erano già numerose, Lando Norris fu tra i piloti a lanciare fin da subito l’allarme sulla possibile mancanza di sicurezza legata alla gestione estremizzata dell’energia elettrica delle Power Unit.

    Il Campione del Mondo in carica non esitò a definire le nuove vetture come le “peggiori nella storia di questo sport”, sottolineando come gli enormi cambiamenti implementati potessero essere pericolosi per l’incolumità dei protagonisti.

    Parole rivelatesi quasi profetiche dopo il pauroso incidente occorso tra Franco Colapinto e Oliver Bearman a Suzuka, un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi e che figura tra i principali fattori alla base delle modifiche regolamentari ufficializzate nei giorni scorsi.

    Le critiche alle nuove norme, provenienti soprattutto dai piloti, sono state una costante di questo inizio di stagione; pertanto, ha destato scalpore quanto accaduto allo stesso Norris in una recente intervista concessa a Donald McRae per The Guardian.

    Durante l’incontro, l’entourage dell’alfiere McLaren ha esplicitamente proibito al proprio assistito di rispondere a qualsiasi domanda sull’argomento legato alle norme tecniche attualmente vigenti.

    McRae ha riportato l’episodio nella parte conclusiva del pezzo pubblicato sul quotidiano britannico, descrivendo una scena quasi surreale:

    “A dieci minuti dalla fine dell’intervista pongo una domanda sul regolamento. Il manager di Norris non è presente di persona, ma sul tavolo è stato posizionato un cellulare. Da lì si sente improvvisamente la sua voce, e ci informa che è vietato fare domande su questo argomento. È stata la sua unica interruzione durante l’intervista”.

    Il giornalista ha poi spiegato di essersi rivolto direttamente a Lando per sottolineare l’importanza della questione, ma a quel punto un giovane rappresentante del management, presente nella stanza, è intervenuto per troncare il discorso dichiarando: “Il tempo a nostra disposizione è terminato”.

    Oltre al tema regolamentare, McRae era stato istruito poche ore prima dell’intervista a non porre domande riguardanti il rapporto di Norris con Max Verstappen o George Russell.

    Nonostante il tentativo del pilota di opporsi timidamente, dicendosi disposto a rispondere, il nativo di Bristol ha dovuto infine arrendersi all’inflessibilità del suo team di comunicazione.

    Norris ha chiuso l’incontro con un sorriso imbarazzato e un laconico Non sono io il capo, una frase che sintetizza bene come la libertà di espressione dei piloti possa essere vincolata da rigide strategie comunicative.

    In una fase così delicata per la Formula 1, il silenzio imposto al Campione del Mondo in carica evidenzia quanto gli interessi esterni possano arrivare a limitare una delle voci più autorevoli e ascoltate all’interno del paddock.

  • Alesi: “Ferrari ha vissuto un 2025 catastrofico, ora mi sta impressionando”

    Alesi: “Ferrari ha vissuto un 2025 catastrofico, ora mi sta impressionando”

    In un avvio di stagione caratterizzato dal dominio Mercedes, la Ferrari è stata l’unico team capace di rappresentare, seppur solamente a tratti, una reale minaccia per le W17 di George Russell e Andrea Kimi Antonelli.

    Anche se le Frecce d’Argento sono riuscite a conquistare le prime tre gare dell’anno con ampio margine, a Maranello si respira un clima di fiducia alimentato dalle solide prestazioni della SF-26 nelle mani di Charles Leclerc e Lewis Hamilton.

    Lo step in avanti rispetto a un 2025 deludente è evidente e a riconoscere la qualità del lavoro svolto è Jean Alesi, che in un’intervista esclusiva a RacingNews365 ha promosso senza riserve l’operato della Scuderia:

    “Alla fine dello scorso anno mi chiesero come fosse andata la Ferrari e risposi «una catastrofe». Non dissi nulla di sbagliato, avevo raccontato i fatti. Ora invece sono molto soddisfatto di come hanno iniziato la stagione, si sono presentati con una vera Ferrari. Sono rimasto davvero impressionato”.

    Spostando poi l’attenzione su Fred Vasseur, il sessantunenne di Montfavet ha sottolineato le enormi difficoltà derivanti dal guidare il muretto della Rossa, una posizione dove ogni pressione viene inevitabilmente amplificata rispetto a qualsiasi altro team della griglia:

    “Fred sta facendo un ottimo lavoro sin dal primo giorno. Fare il team principal dev’essere incredibilmente complesso e alla Ferrari è tutta un’altra storia: tutto è moltiplicato del 100%. Al momento non c’è una sola persona che possa davvero fare la differenza all’interno di una struttura di Formula 1. Vasseur lo scorso anno era molto frustrato, perché tenere tutti uniti era difficile. C’erano molte critiche nei suoi confronti e nei confronti della squadra e questo aveva compromesso l’equilibrio interno al team. Ora siamo solamente all’inizio, ma sembra che la Ferrari sia sulla strada giusta“.

    La sensazione è che a Maranello abbiano finalmente smesso di inseguire i problemi per concentrarsi sulle prestazioni. La strada verso il vertice occupato da Mercedes è ancora lunga, ma la base di partenza della SF-26 e la stabilità ritrovata all’interno del reparto corse suggeriscono che la Ferrari sia tornata a essere un fattore determinante in questo nuovo ciclo tecnico della Formula 1.

  • Leclerc: “Ferrari unisce bimbi, anziani, tutti. Per questo è unica e speciale”

    Leclerc: “Ferrari unisce bimbi, anziani, tutti. Per questo è unica e speciale”

    Essere Ferrari” è molto più di una mera espressione divenuta popolare sui social negli ultimi anni: è da sempre un manifesto di identità, un senso profondo di unità e appartenenza alla Scuderia di Maranello, chiamando tutti, che si tratti di dipendenti, tifosi o piloti, a contribuire, ciascuno nel proprio ruolo, nella rincorsa verso il vertice.

    Essere Ferrari significa contribuire ogni giorno a qualcosa di più grande, ognuno con il suo ruolo, ognuno in modo costruttivo“, parole pronunciate qualche anno fa dal Presidente John Elkann, e che sintetizzano una filosofia condivisa e vissuta dentro e fuori dalla pista.Dal suo debutto con la Rossa nel 2019, nessuno ha incarnato questo spirito tanto quanto Charles Leclerc, distintosi per una dedizione e una resilienza che hanno fatto innamorare i tifosi, sempre pronto a gettare il cuore oltre l’ostacolo per la squadra, lottando contro qualsiasi avversità, vetture poco competitive e momenti in cui cedere allo sconforto sarebbe stato facilissimo.

    Nella recente intervista rilasciata al podcast “Passa dal BSMT“, il talento monegasco ha parlato proprio dell’unicità di far parte del mondo Ferrari, nel suo caso, prima da tifoso, poi da protagonista in pista:

    Essere un pilota della Ferrari è veramente speciale. Io sono stato da entrambi i lati: prima sono stato dal lato del tifoso, quello che guardava tutti i Gran Premi la domenica, tifando Ferrari e sperando che la Rossa vincesse. E adesso sono dal lato dove sono io in macchina e ho tutto il sostegno che prima ero abituato a dare, e che do sempre seppur in maniera diversa, perché adesso, essendo pilota, non posso permettermi di avere determinate emozioni, essendo dentro la macchina, e questo deve rimanere da parte. Però la passione e l’amore che ho per questa squadra rimane intatto. È quello che rende la Ferrari speciale“.

    Responsabilità, passione e un senso di appartenenza unico al mondo, che da sempre rendono la Ferrari un fenomeno globale che valica qualsiasi confine e unisce diverse generazioni, di cui Charles è, dal 2019 a oggi, uno degli interpreti più autentici:

    “È incredibile perché si tratta di un brand che riunisce tutte le generazioni, dai bimbi alle persone più anziane, e vediamo tantissima gente in tutto il mondo che tifa e che sogna la stessa cosa, ovvero riportare la Ferrari in cima, e questa è una grande motivazione”.

  • Vasseur: “A Miami comincia un nuovo campionato”

    Vasseur: “A Miami comincia un nuovo campionato”

    Non può certo definirsi una qualifica indimenticabile, quella vissuta sul circuito di Suzuka dalle Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton.

    I due piloti della Rossa, infatti, dovranno accontentarsi di scattare rispettivamente dalla quarta e dalla sesta posizione nella gara di domani, e sebbene persista una certa dose di ottimismo derivante dall’ottimo passo gara mostrato nelle prove libere, rimangono dubbi sull’evidente mancanza di performance palesata nella terza sessione di qualifica.

    Facendo un rapido paragone dei tempi sul giro registrati in Q2 e Q3, è evidente come Leclerc sia stato un decimo più lento nel giro decisivo che gli è valso la quarta posizione, mentre Hamilton sia riuscito a migliorarsi solo di una manciata di millesimi.

    Al contempo, sia i piloti Mercedes che McLaren hanno abbassato il loro limite di alcuni decimi.

    Interrogato sull’argomento al termine delle qualifiche, Frederic Vasseur ha così replicato ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “Non è solo questione di gestione di energia o solo di prestazione, ma anche estrarre il meglio dal pacchetto che abbiamo. Oggi dovremo capire perché abbiamo fatto meglio in Q2 che in Q3. Ma stasera, poi, ci concentreremo sulla gara di domani, perché è domani che conta. Concentriamoci sulla partenza e poi sulla gara, per avere una buona strategia. Il nostro passo è buono, quindi è tutto aperto.

    La gestione dell’energia, tuttavia, è senz’altro stata un fattore da tenere in ampia considerazione, come ammesso successivamente anche dal team principal del Cavallino quando gli è stato chiesto di commentare la prestazione di Hamilton:

    “Lewis non ha perso slancio in qualifica. Penso che molto derivi dalla gestione dell’energia, da quanta se ne usa in alcune curve, non erogarne troppa, non andare troppo presto sull’acceleratore. A volte è controintuitivo per i piloti, ma il regolamento è questo e dobbiamo adattarci a quello che c’è. A un certo punto della qualifica eravamo lì, per cui dovremo lavorare in futuro per fare giri migliori in Q3″.

    In conclusione, il manager di Draveil ha gettato uno sguardo al futuro prossimo, nello specifico a maggio e al Gran Premio di Miami, lasciando intendere che un ingente pacchetto di aggiornamenti debutterà sulla SF-26 in Florida, magari sfruttando il sistema ADUO (Additional Development and Update Opportunities), per il quale Ferrari ritiene di avere tutti i requisiti necessari per rientrarvi:

    “Abbiamo un deficit prestazionale rispetto a Mercedes e questo è chiaro. Questo significa che dobbiamo fare un lavoro migliore, ma nel complesso non siamo lontani e sappiamo che da Miami potrebbe esserci un altro campionato. Dobbiamo continuare a fare tanti punti, salire sul podio e non essere lontani da Mercedes. Il tasso di sviluppo nel Mondiale sarà molto alto, per questo dovremo continuare a spingere in questi mesi per accumulare punti e risultati“.

  • Hamilton: “In 20 anni di F1 non ho mai guidato auto così divertenti. Sono come i kart”

    Hamilton: “In 20 anni di F1 non ho mai guidato auto così divertenti. Sono come i kart”

    Non accenna a placarsi il dibattito sul nuovo ciclo tecnico inaugurato dalla Formula 1, con l’opinione pubblica divisa tra convinti sostenitori, detrattori nostalgici del passato e neutralisti che preferiscono attendere prima di emettere un giudizio.

    Alla vigilia del Gran Premio del Giappone, terzo appuntamento del Mondiale 2026, nel paddock ci si interroga soprattutto su come le caratteristiche del circuito di Suzuka possano influire sulla gestione dell’energia elettrica, il conseguente super-clipping in rettilineo e quello che è stato ribattezzato, dopo le gare in Australia e Cina, “yo-yo racing“.

    Un fenomeno, questo, che vede due o più vetture impegnate in una continua lotta di sorpassi e controsorpassi, dovuti principalmente alla diversa disponibilità d’energia, e perciò oggetto di aspre critiche da molti piloti – in particolare Max Verstappen – poiché artefice di duelli ritenuti “artificiali”.

    Un’opinione che non trova d’accordo Lewis Hamilton, protagonista a Shanghai di un’intensa battaglia con Charles Leclerc, definita dallo stesso pilota inglese “il miglior duello avuto” dai tempi del famoso ruota a ruota con Nico Rosberg nel lontano 2014, in Bahrain.

    Il 44 della Ferrari ha proposto una prospettiva diversa del sopracitato effetto yo-yo:

    “Se torniamo indietro ai kart, è la stessa cosa: ci si sorpassa continuamente e non riesci mai a scappare via. Nessuno ha mai definito il karting come yo-yo racing. È la forma di competizione migliore, e la Formula 1 non è stata la miglior forma di competizione da molto tempo. Tra tutte le auto che ho guidato in vent’anni, questa è l’unica con cui puoi davvero seguire un’altra vettura nelle curve veloci senza perdere completamente tutto quello che hai, riuscendo così a rimanere attaccato”.

    Quando gli è stato chiesto il motivo per il quale lui stia amando queste nuove Formula 1 a differenza di un Verstappen costantemente critico, Lewis ha voluto precisare:

    “Non so se userei la parola «amare». Sto solo dicendo che mi sto divertendo a correre. Quando hai una buona macchina e sei competitivo, è bello stare davanti. Pare che molti piloti non si stiano divertendo: io, personalmente, mi sto divertendo. È una macchina più leggera, più agile, più divertente da guidare. Amo la gestione dell’energia? Assolutamente no. In realtà non mi piace per niente. Amo la Straight Mode? Non particolarmente. Ma penso che sia un momento entusiasmante per lo sport. In un periodo in cui la Formula 1 è al suo massimo, credo, dal punto di vista visivo, del brand, e con i maggiori introiti”.

  • Steiner: “Antonelli non vincerà questo Mondiale, ma ci saranno altre occasioni”

    Steiner: “Antonelli non vincerà questo Mondiale, ma ci saranno altre occasioni”

    Archiviato il Gran Premio di Cina e la prima vittoria in carriera di Andrea Kimi Antonelli, la Formula 1 resta in Estremo Oriente e si prepara per il terzo round del Mondiale 2026, in programma questo week-end sullo storico circuito di Suzuka.

    I riflettori saranno puntati, inevitabilmente, proprio sul pilota bolognese, alla ricerca di conferme che possano renderlo ufficialmente un serio candidato alla corona iridata, e quindi avversario del suo compagno di squadra, George Russell.

    E se dopo una prestazione autoritaria come quella sfoderata in Cina da Kimi il rischio di lasciarsi andare a facili entusiasmi è dietro l’angolo, c’è chi, come Gunther Steiner, preferisce un approccio più cauto.

    Intervenuto al The Red Flag Podcast, l’ex team principal della Haas ha riconosciuto il valore del traguardo raggiunto da Antonelli, ma ha altresì invitato a contestualizzarlo, soprattutto in relazione ad uno scenario che vede un testa a testa iridato tra i due piloti Mercedes:

    “Penso che Kimi abbia acquisito molta fiducia, perché gli si è presentata un’occasione e l’ha sfruttata. Tuttavia, in circostanze normali, al momento è molto difficile battere Russell. E credo che lui ne sia consapevole, non perché George sia un pilota migliore, ma perché ha molta più esperienza. Non appena il britannico ha avuto problemi nelle qualifiche, lui ha colto l’occasione, capitalizzandola. È facile commettere un errore quando ci si trova in quella posizione, ma Kimi ha mantenuto la calma”.

    Secondo Steiner, dunque, il vantaggio di Russell non è una questione di puro talento, bensì di esperienza accumulata nel corso delle sette stagioni già disputate in Formula 1 dal nativo di King’s Lynn.

    Potrà Antonelli rappresentare una minaccia per George Russell, pur avendo un bagaglio d’esperienza decisamente inferiore rispetto a quest’ultimo? La risposta dell’altoatesino va dritta al punto:

    “No. Credo sia comprensibile anche il motivo per cui non ce la farà. Il ragazzo ha 19 anni, è al suo secondo anno in Formula 1 e George è un ottimo pilota. Quindi non credo che ce la possa fare quest’anno, ma ci saranno altre occasioni per Kimi. Se non vincerà quest’anno, potrà farlo in futuro, perché è ancora molto giovane. Per me, non deve mettersi troppa pressione addosso per vincere quest’anno. Ha un bel futuro davanti a sé”.

  • Aston Martin non porterà alcuna livrea celebrativa Honda a Suzuka

    Aston Martin non porterà alcuna livrea celebrativa Honda a Suzuka

    “Lance, ci sono stati progressi dopo l’Australia?”

    “No”.

    “Ti senti meglio dopo aver completato più giri a Shanghai?”

    “No”.

    “Ti aspetti progressi nel corso del week-end?”

    “No”.

    “Ci sono aspetti positivi da registrare?”

    “No”.

    Quattro domande, seguite da quattro risposte monosillabiche, che fotografano meglio di qualsiasi analisi la crisi nera che sta attraversando Aston Martin.

    Se le immagini on-board di Fernando Alonso che stacca le mani dal volante per le eccessive vibrazioni della vettura non fossero sufficienti a raccontare l’inizio di stagione della partnership Aston Martin-Honda, la brutalità disarmante utilizzata da Lance Stroll nella zona mista per liquidare la stampa al termine delle qualifiche del Gran Premio di Cina riecheggia forte come una sentenza su quanto sta avvenendo tra le sedi di Silverstone e Sakura.

    Alla luce di quanto visto a Shanghai, del resto, il pessimismo palesato dal pilota canadese appare tutt’altro che ingiustificato. Sebbene entrambi i piloti abbiano completato la Sprint Race da 19 giri, il mesto copione dell’Australia si è ripetuto nella gara principale, con il pilota canadese ritiratosi dopo poche tornate per un problema alla batteria e Alonso fermato dalla progressiva perdita di sensibilità a mani e piedi.

    Il bilancio è drammaticamente negativo, e il caso vuole che il prossimo appuntamento sia proprio il Gran Premio del Giappone, gara di casa per Honda e tradizionalmente evento di celebrazione. Quest’anno, però, potrebbe esserci poco da festeggiare e, secondo quanto riportato da RacingNews365, sarebbe già stata accantonata l’idea di portare in pista una livrea speciale per l’occasione.

    Le priorità, d’altronde, sono ben altre, come dimostrano gli incontri in corso nel quartier generale Honda di Sakura tra i vertici nipponici e di Aston Martin alla ricerca di soluzioni che consentano alle AMR26 di giungere quantomeno alla bandiera a scacchi, e la recente news riguardante il possibile ingaggio di Jonathan Wheatley nel ruolo di team principal.

    E se in Giappone sarà difficile assistere a grossi miglioramenti, per Aston Martin potrebbe rivelarsi di grande aiuto la cancellazione dei GP in Bahrain e Arabia Saudita: sfruttare l’intero mese di aprile senza gare in programma sarà cruciale per lavorare principalmente sulla Power Unit Honda e fornire ad Alonso e Stroll una vettura affidabile e in grado di lottare con la concorrenza.

  • Alonso: “Questo è il Campionato Mondiale di batterie”

    Alonso: “Questo è il Campionato Mondiale di batterie”

    Il Gran Premio di Cina non ha regalato gioia alcuna a Fernando Alonso, che dopo la magra soddisfazione di aver portato a termine almeno la Sprint Race, ha dovuto alzare bandiera bianca dopo 32 giri, decretando così un altro doppio ritiro per Aston Martin in seguito a quello già registrato in Australia.

    La causa dello stop non è da imputare a problemi di affidabilità della AMR26, bensì alle estreme vibrazioni causate dalla Power Unit Honda.

    Le immagini più eloquenti arrivano dagli on-board del pilota asturiano, costretto a sollevare e sgranchire ripetutamente le mani dal volante sui rettilinei, poiché incapace di contrastare le violente vibrazioni della vettura.

    Ai microfoni di DAZN Spagna, il Leone di Oviedo ha spiegato senza giri di parole cosa lo ha costretto a fermarsi:

    “Mi sono ritirato perché le vibrazioni del motore erano eccessive, e dal ventesimo giro non sentivo più mani e piedi. Inoltre, dopo la Safety Car eravamo ultimi con gomme usurate, e continuare fino alla fine non aveva senso”.

    Con il Gran Premio del Giappone in programma tra due settimane, Fernando – per il quale la pazienza mostrata finora sembra inizi a vacillare – ha lanciato un messaggio che suona quasi come un avvertimento al team, in particolare a Honda:

    “Io ho le idee molto chiare su cosa fare da qui al Giappone: tornare a casa, riposarmi, allenarmi duramente e prepararmi al meglio. Spero che alla Honda facciano il loro dovere e che a Suzuka si possano vedere dei progressi”.

    Infine, un commento sul suo scatto al via, ancora una volta eccellente, con tanto di critica, tutt’altro che velata, al regolamento attuale:

    “Le partenze sono un momento in cui tutti abbiamo la stessa batteria a disposizione, siamo tutti carichi al massimo. Il primo giro è un po’ più una questione di istinto, e non il Campionato Mondiale di batterie che abbiamo in questo momento”.

  • Leclerc: “Il nostro vantaggio in partenza non durerà a lungo”

    Leclerc: “Il nostro vantaggio in partenza non durerà a lungo”

    Alla vigilia del Gran Premio di Cina, uno dei temi di discussione principale rimane quanto visto pochi giorni fa a Melbourne, nella gara inaugurale della stagione 2026.

    Nello specifico, il duello tra Charles Leclerc e George Russell durante la prima fase di gara, caratterizzato da innumerevoli sorpassi e controsorpassi, è finito nel mirino di una frangia consistente di tifosi e addetti ai lavori in quanto considerato “artificiale”, poiché basato in maniera eccessiva sul recupero di energia delle Power Unit.

    Interpellato sulla questione dai media, Leclerc ha in primis analizzato il cambiamento avvenuto nell’approcciare un ruota a ruota con questo nuovo ciclo tecnico.

    “Oggi in un confronto in pista bisogna anticipare le situazioni molto di più rispetto al passato, quando un sorpasso andava a segno correndo qualche rischio in più in frenata. Stiamo sperimentando un po’, credo che per tutti i piloti sia così, e gara dopo gara avremo le idee più chiare su ciò di cui abbiamo bisogno e ciò che vogliamo. Al momento c’è molto spazio per l’intuizione, il che crea scenari come quelli visti all’inizio della gara di Melbourne, dove si è visto un effetto yo-yo piuttosto evidente”, ha spiegato il monegasco.

    Il talento della Ferrari ha comunque promosso la lotta con Russell in Australia, ammettendo di essere rimasto sorpreso positivamente dai primi giri percorsi con George e definendo la battaglia più strategica ma divertente.

    L’attenzione si è poi spostata sul GP in programma questo week-end sul circuito di Shanghai, dove Charles spera di colmare il gap prestazionale dalla Mercedes, apparso spaventosamente ampio soprattutto nelle qualifiche australiane.

    Secondo Leclerc, il divario non sarebbe rappresentativo della reale gerarchia dei valori in campo, in quanto la Ferrari sarebbe rimasta lontana dal proprio potenziale massimo a Melbourne. Per Shanghai, l’obiettivo dichiarato è essere più vicini in qualifica e ancor più competitivi in gara.

    La Ferrari può vantare, almeno in questo avvio di stagione, un evidente vantaggio alla partenza, ma Leclerc resta cauto:

    “Penso che per noi sia più facile portare la vettura in una buona finestra per avere un buono spunto al via, mentre per la Mercedes questo aspetto sia più complicato, ma credo che in pochi week-end capiranno come risolvere questa situazione“.