Autore: Debora Agarossi

  • Verstappen: “Colapinto non merita di essere sospeso per una gara”

    Verstappen: “Colapinto non merita di essere sospeso per una gara”

    Max Verstappen ha sfiorato la vittoria a Baku, tagliando il traguardo a meno di due decimi da George Russell al termine di una rimonta dall’ottava alla seconda posizione che ha restituito una Red Bull ben diversa da quella intravista nelle qualifiche.

    Il quattro volte Campione del Mondo, ai microfoni di ViaPlay, ha individuato nella gestione dell’energia elettrica il principale divario rispetto alla Mercedes, apparsa in grado di disporre di una maggiore riserva di batteria nel tratto centrale del circuito, tra Curva 4 e Curva 7.

    “Ci mancava qualcosa nel deployment, loro potevano utilizzare più batteria. Per tutto il secondo settore, tra Curva 4-5 e Curva 6-7, riuscivano a sfruttare più energia e noi semplicemente non l’avevamo. Da questo punto di vista sono stati migliori di noi. La differenza era di circa tre decimi in quel tratto e poi tocca provare a recuperarli nelle curve. Alla fine ci è mancato circa un decimo, ed è un peccato”, ha spiegato l’olandese.

    La lettura del week-end passa così dalla capacità della RB22 di ritrovare competitività sulla lunga distanza dopo una sessione di qualifica che l’aveva relegata in quarta fila.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT images

    Il passo mostrato da Verstappen ha permesso al team di Milton Keynes di risalire fino a contendere il successo alla Stella, evidenziando una consistenza che la Ferrari non è riuscita a esprimere con la medesima continuità.

    In conferenza stampa, il pilota della Red Bull ha poi commentato la sanzione inflitta a Franco Colapinto per l’incidente innescato alla ripartenza, assumendo una posizione differente rispetto a Lando Norris, che aveva auspicato un provvedimento più severo.

    “Il pilota che ha causato l’incidente ne è consapevole e si scusa. Insomma, capita: un piccolo errore, un calcolo sbagliato. È sfortunato che abbia coinvolto così tante vetture, ma una sospensione per una gara mi sembra eccessiva”, ha concluso Verstappen.

  • La strategia Ferrari passa anche dalle Power Unit

    La strategia Ferrari passa anche dalle Power Unit

    In casa Ferrari sono ore di attenta valutazione sul fronte Power Unit in vista del Gran Premio dell’Azerbaijan, con la decisione sull’eventuale arretramento in griglia di Charles Leclerc che resta ancora aperta.

    Sebbene l’introduzione di una quinta unità motrice sia considerata un passaggio inevitabile per entrambi i piloti prima del termine del Mondiale, la scelta di scontare la penalità già sul tracciato cittadino di Baku, contrariamente a quanto trapelato inizialmente, non è una certezza granitica, ma un’opzione che verrà soppesata giovedì prossimo.

    Il quadro ruota attorno alle condizioni del motore in specifica ADUO 2 montato da Leclerc a Monza, sottoposto a controlli approfonditi a Maranello dopo l’incidente nel fine settimana italiano e risparmiato nell’ultima tappa per ragioni precauzionali.

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    Durante le prime sessioni di prove libere sulle rive del Mar Caspio, il monegasco tornerà a girare proprio con quell’unità – come riportato da The Race in un articolo a cura di Rosario Giuliano – per saggiarne sul campo l’effettiva integrità e il livello di affidabilità.

    Sarà dunque soltanto al termine delle FP2 che il muretto box scioglierà le riserve: se il propulsore di Monza darà garanzie piene e il livello di competitività della monoposto lo consentirà, la Scuderia potrebbe anche decidere di rinviare l’introduzione della nuova specifica, mentre in caso contrario delibererà il passaggio al quinto motore approfittando delle opportunità di sorpasso offerte dal lungo rettilineo azero.

  • Ferrari, previsto per la tappa di Austin un corposo pacchetto di aggiornamenti

    Ferrari, previsto per la tappa di Austin un corposo pacchetto di aggiornamenti

    Dalla tappa di Barcellona, il divario tra McLaren e Ferrari è andato progressivamente ampliandosi: da un lato Woking ha impresso un ritmo costante al proprio programma di sviluppo, dall’altro Maranello si è trovata costretta a rallentare la marcia a causa di alcune soluzioni che, in galleria del vento, non hanno restituito i valori di rendimento auspicati.

    A Zandvoort la Scuderia ha infatti introdotto in pista soltanto circa 3/4 del pacchetto inizialmente programmato, lasciando momentaneamente da parte una porzione significativa del lavoro impostato sul fondo.

    Nel frattempo, McLaren ha costruito il proprio primato tecnico attraverso una sequenza cadenzata e regolare di novità: gli interventi sul fondo hanno trovato piena armonia con l’efficacia dimostrata nella gestione degli pneumatici, consentendo alla MCL40 non solo di generare un carico considerevole, ma di sfruttarlo mantenendo le coperture costantemente nella corretta finestra d’esercizio.

    Un equilibrio evidente soprattutto nella continuità di rendimento mostrata da Lando Norris.

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    A fare la differenza per Woking non è stato un singolo aggiornamento capace di stravolgere i valori, quanto la progressiva stratificazione di piccole evoluzioni sulla piattaforma aerodinamica, mentre la Ferrari doveva frenare per verificare e correggere la propria rotta di sviluppo.

    In questo scenario, l’appuntamento di Austin si profila come il banco di prova decisivo per la squadra guidata da Frederic Vasseur: sul tracciato texano debutterà la restante parte del pacchetto rimasta finora in sospeso, imperniata su un’evoluzione del fondo e sul completamento delle aree aerodinamiche affinate nelle ultime settimane.

    Sarà una verifica cruciale, fondamentale non solo per quantificare il salto prestazionale della SF-26, ma per comprendere se il metodo di sviluppo a Maranello abbia ritrovato la reattività necessaria a ricucire il gap accumulato.

  • Norris: “Ho avuto un week-end perfetto, non vincere è stato frustrante”

    Norris: “Ho avuto un week-end perfetto, non vincere è stato frustrante”

    Lando Norris ha concluso il Gran Premio di Madrid al terzo posto, dopo una corsa che aveva condotto inizialmente in pieno controllo.

    Scattato dalla pole dopo il giro fenomenale del sabato, il britannico aveva costruito rapidamente un margine importante su Andrea Kimi Antonelli e la sua domenica sembrava procedere secondo i piani, fino all’ingresso della Virtual Safety Car.

    La neutralizzazione, scattata subito dopo il passaggio del numero 4 oltre l’ingresso della pit-lane, ha infatti offerto ad Antonelli l’opportunità di effettuare la sosta a regime ridotto, stravolgendo gli equilibri al vertice.

    Norris è dovuto rientrare al giro successivo, quando il regime di VSC si stava ormai concludendo, incappando inoltre in un intoppo al pit-stop che lo ha fatto scivolare al quinto posto, costringendolo a impostare una gara di rimonta.

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    Nell’intervista post-gara, il pilota della McLaren ha spiegato come l’episodio fosse del tutto fuori dal suo controllo

    “La Virtual Safety Car è arrivata dopo che avevo superato la pit-lane, quindi non potevo fare nulla. Ho provato a recuperare su Max, ma è difficile superare e lui non ha commesso errori. Sentivo che meritavamo la vittoria, ma a volte le corse sono così. Ho fatto un giro fenomenale per conquistare la pole e penso di aver disputato una gara perfetta: semplicemente la fortuna non è stata dalla mia parte”.

    Da quel momento Norris ha risalito il gruppo fino alla terza piazza, arrivando anche a ridosso di Verstappen nel finale senza però trovare lo spunto per il sorpasso.

    La frustrazione non nasce dalla posizione finale, ma dalla consapevolezza di aver visto sfumare un successo che sembrava saldamente nelle sue mani:

    “Bastava solo un giro in più di VSC per fare il pit-stop con gli altri. Se la direzione poteva decidere guardando di più la situazione in pista? Sì, ne abbiamo parlato tante volte, ma alla fine non sono io a decidere. Per il resto ho fatto un week-end perfetto, ma non ho vinto, quindi è certamente frustrante”, ha spiegato Norris ai microfoni di Sky Sport F1 Italia

  • Verstappen: “Impossibile tenere il passo con la potenza erogata dalle auto motorizzate Mercedes”

    Verstappen: “Impossibile tenere il passo con la potenza erogata dalle auto motorizzate Mercedes”

    Monza ha messo a nudo uno dei limiti più complessi di questa nuova Formula 1: sul tracciato brianzolo, ora più che mai, il ritmo in curva si rivela inefficace se manca la velocità di punta nei lunghi rettilinei, specie quando un’erogazione dell’energia non ottimale penalizza la fase di accelerazione.

    Max Verstappen si è trovato a fare i conti proprio con questo deficit, che nemmeno il suo talento è riuscito a mascherare.

    La sua Red Bull, pur avendo un passo sufficiente per reggere il ritmo del gruppo di testa, non disponeva infatti della velocità necessaria per capitalizzare la scia e sferrare un attacco concreto alle Mercedes.

    L’olandese ha cercato quindi di compensare modificando le traiettorie e tentando più volte l’attacco all’esterno, come ha raccontato a David Coulthard ai piedi del podio:

    “Ho dovuto provarci diverse volte all’esterno, perché tra la Curva 2 e la 4 facevamo davvero molta fatica con l’erogazione dell’energia rispetto ai nostri avversari. In generale, la velocità di punta non era dalla nostra parte. Ho cercato semplicemente di restare aggrappato, ma loro erano un po’ troppo veloci. Provavo a utilizzare la modalità sorpasso, ma a un certo punto ho perso quella possibilità e ho cercato soltanto di fare la mia gara. Sono contento del terzo posto e di essere salito sul podio qui”.

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    Il deficit non riguardava soltanto la velocità di punta, ma anche la capacità di sfruttare l’energia disponibile nei punti decisivi del giro.

    Il quattro volte Campione del Mondo ha provato a utilizzare l’Overtake Mode per costruire la manovra, senza però riuscire a trovare lo spunto sufficiente per completarla, come ha ribadito poi in conferenza stampa:

    “Ho avuto i miei problemi in qualifica, che sono proseguiti in gara, ed è stato molto chiaro che non siamo riusciti a tenere il passo con la potenza erogata dalle macchine motorizzate Mercedes. E su una pista come Monza, questo rende tutto difficile”.

  • Vasseur: “Avevamo il passo per fare molto meglio, probabilmente per vincere”

    Vasseur: “Avevamo il passo per fare molto meglio, probabilmente per vincere”

    La Ferrari lascia Zandvoort con un quarto e un quinto posto, un podio mancato che non riflette pienamente il potenziale mostrato dalla SF-26.

    Dopo la seconda posizione di Charles Leclerc nella Sprint Race, il Cavallino Rampante ha confermato in gara un buon passo con entrambe le vetture, senza però riuscire a trasformarlo in un risultato all’altezza delle aspettative.

    Se la pausa estiva doveva restituire lucidità e ordine, oggi è sembrato accadere il contrario, con decisioni annebbiate dal muretto e un’esecuzione non all’altezza nei box, che hanno contribuito a una gara tutt’altro che pulita.

    Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Frederic Vasseur ha spiegato la genesi della discutibile gestione vista in gara:

    “È stata una gara piuttosto frenetica. Oggi abbiamo avuto una brutta partenza e un brutto pit stop con Charles. Con Lewis invece c’è stato un po’ di equivoco, non volevamo parlare troppo alla radio, ma in quella fase ci aspettavamo di andare fino alla fine. Antonelli stava faticando e per quello non abbiamo cambiato posizione tra i piloti. Probabilmente avremmo dovuto fare meglio, però era anche difficile spiegare la situazione in radio senza rivelare il nostro piano agli altri. Questo ci ha portato a prendere quella decisione”.

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    Il team principal Ferrari non attribuisce però alla strategia il mancato risultato. Per il manager francese, il vero punto debole del week-end resta la qualifica, che ha costretto Leclerc a partire troppo indietro in una pista dove recuperare posizioni è particolarmente complicato:

    “Non penso che ci sia mancato qualcosa realmente a causa della strategia, è stato più che altro in qualifica. Credo che avessimo il passo per fare molto meglio, probabilmente per vincere la gara. È stata una questione di esecuzione. Siamo tutti così vicini: abbiamo visto quattro macchine racchiuse in pochi centesimi. Se non fai un lavoro perfetto, ti ritrovi quinto o sesto e a quel punto è quasi finita. Dobbiamo ricordarci questo a Monza“, ha concluso.

  • Bottas ha deluso Cadillac: Camara il suo erede?

    Bottas ha deluso Cadillac: Camara il suo erede?

    Il futuro di Valtteri Bottas in Cadillac potrebbe essere tutt’altro che scontato, con Rafael Camara che inizia a osservare con crescente interesse il sedile del pilota finlandese. 

    La nuova scuderia statunitense ha scelto la via dell’esperienza per affrontare il proprio debutto in Formula 1, affidandosi allo stesso Bottas e a Sergio Perez, ma il quadro complessivo potrebbe mutare già in vista del 2027.

    Il rendimento del finlandese non avrebbe infatti convinto appieno la dirigenza, che starebbe vagliando soluzioni più giovani per dare continuità e slancio al progetto tecnico. 

    Tra i candidati di spicco figura proprio Camara, uno dei talenti più brillanti della Ferrari Driver Academy, già tenuto in forte considerazione dal Cavallino Rampante per un approdo nella massima categoria.

    Per il brasiliano la prima opzione rimane comunque la Haas, dove potrebbe subentrare a Esteban Ocon e affiancare Oliver Bearman.

    L’accordo, tuttavia, non è ancora stato formalizzato e la concorrenza per il secondo sedile del team di Banbury resta particolarmente agguerrita, con Leonardo Fornaroli e Ryo Hirakawa tra i profili monitorati con attenzione.

    La Cadillac potrebbe dunque rappresentare una valida alternativa per Camara, soprattutto in virtù della partnership tecnica con la Ferrari.

    A rendere ancor più fluida la situazione concorre poi la posizione di Colton Herta.

    Il pilota americano, già legato all’orbita Cadillac, sta attraversando una stagione complessa in Formula 2 ed è tuttora alla ricerca dei punti necessari per ottenere la Superlicenza.

    Per Camara si delinea così uno scenario quanto mai promettente: se la Haas rappresenta la destinazione d’elezione, un eventuale licenziamento di Bottas potrebbe spalancargli una seconda, concreta opportunità per fare il proprio ingresso in Formula 1.

  • Norris: “Auto vivace e non facile da guidare, ma che passo in Ungheria”

    Norris: “Auto vivace e non facile da guidare, ma che passo in Ungheria”

    Lando Norris ha conquistato la vittoria nel Gran Premio d’Ungheria al termine di una gara che lo ha visto imporsi con autorità, esaltando il potenziale della propria McLaren e cogliendo l’occasione creatasi dopo il controverso episodio tra Carlos Sainz e Oscar Piastri.

    L’alfiere del team di Woking ha dovuto gestire una monoposto tutt’altro che semplice da interpretare, ma proprio la capacità di assecondarne il comportamento ed estrarne il massimo della velocità si è rivelata decisiva.

    Norris ha infatti spiegato, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, di sentirsi particolarmente a suo agio al volante di una vettura così complessa:

    “La macchina è vivace e non facile, ma sento di essere molto bravo a guidare una macchina difficile e molto vivace. Credo di avere ottime idee su come estrarre velocità da questa vettura e su come farla funzionare. Il mio primo giro non è stato il migliore, ma, a parte quello, avevo fiducia nella gara perché il mio passo era fortissimo”.

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    La sua sicurezza è stata sostenuta dal grande ritmo mostrato dalla McLaren, che gli avrebbe consentito di mantenere il controllo della corsa anche di fronte a scenari differenti o a una Safety Car, grazie alle garanzie offerte dalle coperture più fresche.

    “Qualunque cosa fosse successa, potevo andare lungo o con la VSC oppure potevo semplicemente entrare ai box e rimontare con le gomme fresche. Il passo era fantastico. Probabilmente è stata una delle mie migliori prestazioni, per cui sono soddisfatto”, ha concluso l’inglese.

    Il successo dell’Hungaroring assume un significato che va ben oltre il semplice risultato di giornata.

    Dopo una prima parte di campionato in cui la McLaren sembrava aver ceduto passo a Ferrari e Mercedes, l’affermazione di Norris restituisce all’ambiente di Woking tutt’altra prospettiva.

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    Gli aggiornamenti introdotti a Budapest hanno risposto presente e rappresentano solo il primo tassello del pacchetto di sviluppo.

    A Zandvoort è infatti attesa una nuova ala posteriore progettata per lavorare in sinergia con il fondo debuttato in Ungheria, con gli uomini guidati da Andrea Stella convinti di poter estrarre ulteriore potenziale dalla MCL40.

    Il cammino verso l’iride resta proibitivo, ma la prestazione di Norris conferma che la squadra iridata ha ancora tutte le carte in regola per recitare un ruolo di primissimo piano.

  • Norris: “La pole? Mi piace pensare che sia una ricompensa per il lavoro fatto. Ringrazio il team”

    Norris: “La pole? Mi piace pensare che sia una ricompensa per il lavoro fatto. Ringrazio il team”

    Dopo un venerdì dominato dalla Ferrari e un terzo turno di prove libere che aveva già mostrato la crescita della McLaren, Lando Norris ha rispettato le attese conquistando la pole position davanti alle due Rosse, rispettivamente seconda e terza.

    A stravolgere ulteriormente gli equilibri in griglia è poi arrivata la penalità di tre posizioni inflitta a Lewis Hamilton: un provvedimento che ha promosso Charles Leclerc in prima fila al fianco del poleman, facendo scivolare il compagno di squadra in quinta piazza.

    Il risultato ottenuto dalla scuderia di Woking rappresenta una chiara conferma dell’efficacia degli aggiornamenti portati in pista, permettendo alla vettura di compiere un sensibile passo in avanti.

    Il pilota di Bristol non ha comunque nascosto di non aver trovato un bilanciamento ideale, sottolineando come la prestazione sia arrivata soprattutto grazie alla maggiore velocità pura della monoposto e alla capacità del muretto e dei tecnici di affinarne il rendimento curva dopo curva.

    Di seguito le sue parole a Sky Sport F1 Italia:

    “Abbiamo sicuramente una macchina più veloce. Non direi necessariamente che abbiamo un bilanciamento migliore, perché ho comunque faticato con la vettura, ma siamo riusciti a migliorare le cose a ogni curva. Il fatto che siamo in pole è sicuramente dovuto agli aggiornamenti che abbiamo portato. Devo ringraziare il team, che ha lavorato tantissimo. Penso che sia qualcosa che stavamo aspettando da inizio anno ed è bello essere ricompensati per la prima volta”.

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    Partire dalla prima casella garantisce al britannico il miglior posizionamento possibile su un tracciato notoriamente ostico per i sorpassi, ma la concorrenza alle sue spalle rimane particolarmente agguerrita.

    Leclerc scatterà al suo fianco con l’obiettivo di insidiarlo fin dallo stacco della frizione, Hamilton sarà costretto a una gara di rincorsa, mentre Oscar Piastri e le Mercedes di Russell e Antonelli saranno pronte ad approfittare di ogni sbavatura.

    “Siamo sembrati molto forti per tutta la stagione e mi piace pensare che questa sia una ricompensa per il lavoro fatto. Sono nella miglior posizione possibile, soprattutto su una pista dove è difficile superare, ma abbiamo tante macchine veloci alle nostre spalle. Mi aspetto una gara dura,” ha infatti concluso Norris.

  • Hamilton: “Il mio incidente in FP3 è costato 2 decimi. Ma sono grato alla squadra: lavoro eccezionale”

    Hamilton: “Il mio incidente in FP3 è costato 2 decimi. Ma sono grato alla squadra: lavoro eccezionale”

    Il sabato di Spa-Francorchamps ha lasciato in casa Ferrari la sensazione di un’occasione parzialmente smarrita.

    La SF-26 aveva infatti mostrato in FP3 un potenziale che, secondo Lewis Hamilton, avrebbe potuto portare la Ferrari a giocarsi un posto nella top three.

    L’incidente del britannico ha però costretto gli uomini di Maranello a una corsa contro il tempo per rimettere la vettura in condizioni di scendere in pista in qualifica.

    Il lavoro della squadra ha permesso al sette volte Campione del Mondo di partecipare alla sessione, ma la macchina restituita al pilota non era più quella che aveva guidato poche ore prima.

    Una differenza che, secondo il numero 44, ha finito per pesare concretamente sul risultato finale:

    “Devo essere enormemente grato alla squadra. I ragazzi hanno fatto un lavoro enorme per assicurarsi che la macchina fosse pronta. In FP3 la vettura mi è sembrata la migliore di tutto il week-end, poi purtroppo l’ho danneggiata e quando sono tornato in pista non era più la stessa macchina, soprattutto in termini di bilanciamento. Penso che avremmo potuto lottare per la top three oggi, se non avessi avuto quel problema in FP3″, ha dichiarato a F1 TV.

    L’inglese ha poi quantificato in un paio di decimi il margine che gli è mancato nel momento decisivo, ribadendo di aver estratto il massimo possibile da una vettura che, dopo l’incidente, aveva perso parte del proprio equilibrio.

    “Quando sono arrivato in qualifica mi mancavano un paio di decimi. La macchina non era identica a quella che avevamo alla fine delle FP3, ma ho fatto il meglio che potevo con quello che avevo. Sono ancora ottimista per la gara. Ci sono diverse possibilità per vedere se riusciremo a salire sul podio. Sarebbe fantastico”.

    Il risultato del sabato non sembra quindi aver spento le ambizioni di Hamilton in vista del Gran Premio. A Spa-Francorchamps, tra strategie, gestione degli pneumatici e condizioni meteorologiche potenzialmente variabili, il quadro può infatti cambiare rapidamente.