Autore: Debora Agarossi

  • Vasseur: “Avevamo il passo per fare molto meglio, probabilmente per vincere”

    Vasseur: “Avevamo il passo per fare molto meglio, probabilmente per vincere”

    La Ferrari lascia Zandvoort con un quarto e un quinto posto, un podio mancato che non riflette pienamente il potenziale mostrato dalla SF-26.

    Dopo la seconda posizione di Charles Leclerc nella Sprint Race, il Cavallino Rampante ha confermato in gara un buon passo con entrambe le vetture, senza però riuscire a trasformarlo in un risultato all’altezza delle aspettative.

    Se la pausa estiva doveva restituire lucidità e ordine, oggi è sembrato accadere il contrario, con decisioni annebbiate dal muretto e un’esecuzione non all’altezza nei box, che hanno contribuito a una gara tutt’altro che pulita.

    Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Frederic Vasseur ha spiegato la genesi della discutibile gestione vista in gara:

    “È stata una gara piuttosto frenetica. Oggi abbiamo avuto una brutta partenza e un brutto pit stop con Charles. Con Lewis invece c’è stato un po’ di equivoco, non volevamo parlare troppo alla radio, ma in quella fase ci aspettavamo di andare fino alla fine. Antonelli stava faticando e per quello non abbiamo cambiato posizione tra i piloti. Probabilmente avremmo dovuto fare meglio, però era anche difficile spiegare la situazione in radio senza rivelare il nostro piano agli altri. Questo ci ha portato a prendere quella decisione”.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Il team principal Ferrari non attribuisce però alla strategia il mancato risultato. Per il manager francese, il vero punto debole del week-end resta la qualifica, che ha costretto Leclerc a partire troppo indietro in una pista dove recuperare posizioni è particolarmente complicato:

    Non penso che ci sia mancato qualcosa realmente a causa della strategia, è stato più che altro in qualifica. Credo che avessimo il passo per fare molto meglio, probabilmente per vincere la gara. È stata una questione di esecuzione. Siamo tutti così vicini: abbiamo visto quattro macchine racchiuse in pochi centesimi. Se non fai un lavoro perfetto, ti ritrovi quinto o sesto e a quel punto è quasi finita. Dobbiamo ricordarci questo a Monza“, ha concluso.

  • Bottas ha deluso Cadillac: Camara il suo erede?

    Bottas ha deluso Cadillac: Camara il suo erede?

    Il futuro di Valtteri Bottas in Cadillac potrebbe essere tutt’altro che scontato, con Rafael Camara che inizia a osservare con crescente interesse il sedile del pilota finlandese. 

    La nuova scuderia statunitense ha scelto la via dell’esperienza per affrontare il proprio debutto in Formula 1, affidandosi allo stesso Bottas e a Sergio Perez, ma il quadro complessivo potrebbe mutare già in vista del 2027.

    Il rendimento del finlandese non avrebbe infatti convinto appieno la dirigenza, che starebbe vagliando soluzioni più giovani per dare continuità e slancio al progetto tecnico. 

    Tra i candidati di spicco figura proprio Camara, uno dei talenti più brillanti della Ferrari Driver Academy, già tenuto in forte considerazione dal Cavallino Rampante per un approdo nella massima categoria.

    Per il brasiliano la prima opzione rimane comunque la Haas, dove potrebbe subentrare a Esteban Ocon e affiancare Oliver Bearman.

    L’accordo, tuttavia, non è ancora stato formalizzato e la concorrenza per il secondo sedile del team di Banbury resta particolarmente agguerrita, con Leonardo Fornaroli e Ryo Hirakawa tra i profili monitorati con attenzione.

    La Cadillac potrebbe dunque rappresentare una valida alternativa per Camara, soprattutto in virtù della partnership tecnica con la Ferrari.

    A rendere ancor più fluida la situazione concorre poi la posizione di Colton Herta.

    Il pilota americano, già legato all’orbita Cadillac, sta attraversando una stagione complessa in Formula 2 ed è tuttora alla ricerca dei punti necessari per ottenere la Superlicenza.

    Per Camara si delinea così uno scenario quanto mai promettente: se la Haas rappresenta la destinazione d’elezione, un eventuale licenziamento di Bottas potrebbe spalancargli una seconda, concreta opportunità per fare il proprio ingresso in Formula 1.

  • Norris: “Auto vivace e non facile da guidare, ma che passo in Ungheria”

    Norris: “Auto vivace e non facile da guidare, ma che passo in Ungheria”

    Lando Norris ha conquistato la vittoria nel Gran Premio d’Ungheria al termine di una gara che lo ha visto imporsi con autorità, esaltando il potenziale della propria McLaren e cogliendo l’occasione creatasi dopo il controverso episodio tra Carlos Sainz e Oscar Piastri.

    L’alfiere del team di Woking ha dovuto gestire una monoposto tutt’altro che semplice da interpretare, ma proprio la capacità di assecondarne il comportamento ed estrarne il massimo della velocità si è rivelata decisiva.

    Norris ha infatti spiegato, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, di sentirsi particolarmente a suo agio al volante di una vettura così complessa:

    “La macchina è vivace e non facile, ma sento di essere molto bravo a guidare una macchina difficile e molto vivace. Credo di avere ottime idee su come estrarre velocità da questa vettura e su come farla funzionare. Il mio primo giro non è stato il migliore, ma, a parte quello, avevo fiducia nella gara perché il mio passo era fortissimo”.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    La sua sicurezza è stata sostenuta dal grande ritmo mostrato dalla McLaren, che gli avrebbe consentito di mantenere il controllo della corsa anche di fronte a scenari differenti o a una Safety Car, grazie alle garanzie offerte dalle coperture più fresche.

    “Qualunque cosa fosse successa, potevo andare lungo o con la VSC oppure potevo semplicemente entrare ai box e rimontare con le gomme fresche. Il passo era fantastico. Probabilmente è stata una delle mie migliori prestazioni, per cui sono soddisfatto”, ha concluso l’inglese.

    Il successo dell’Hungaroring assume un significato che va ben oltre il semplice risultato di giornata.

    Dopo una prima parte di campionato in cui la McLaren sembrava aver ceduto passo a Ferrari e Mercedes, l’affermazione di Norris restituisce all’ambiente di Woking tutt’altra prospettiva.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Gli aggiornamenti introdotti a Budapest hanno risposto presente e rappresentano solo il primo tassello del pacchetto di sviluppo.

    A Zandvoort è infatti attesa una nuova ala posteriore progettata per lavorare in sinergia con il fondo debuttato in Ungheria, con gli uomini guidati da Andrea Stella convinti di poter estrarre ulteriore potenziale dalla MCL40.

    Il cammino verso l’iride resta proibitivo, ma la prestazione di Norris conferma che la squadra iridata ha ancora tutte le carte in regola per recitare un ruolo di primissimo piano.

  • Norris: “La pole? Mi piace pensare che sia una ricompensa per il lavoro fatto. Ringrazio il team”

    Norris: “La pole? Mi piace pensare che sia una ricompensa per il lavoro fatto. Ringrazio il team”

    Dopo un venerdì dominato dalla Ferrari e un terzo turno di prove libere che aveva già mostrato la crescita della McLaren, Lando Norris ha rispettato le attese conquistando la pole position davanti alle due Rosse, rispettivamente seconda e terza.

    A stravolgere ulteriormente gli equilibri in griglia è poi arrivata la penalità di tre posizioni inflitta a Lewis Hamilton: un provvedimento che ha promosso Charles Leclerc in prima fila al fianco del poleman, facendo scivolare il compagno di squadra in quinta piazza.

    Il risultato ottenuto dalla scuderia di Woking rappresenta una chiara conferma dell’efficacia degli aggiornamenti portati in pista, permettendo alla vettura di compiere un sensibile passo in avanti.

    Il pilota di Bristol non ha comunque nascosto di non aver trovato un bilanciamento ideale, sottolineando come la prestazione sia arrivata soprattutto grazie alla maggiore velocità pura della monoposto e alla capacità del muretto e dei tecnici di affinarne il rendimento curva dopo curva.

    Di seguito le sue parole a Sky Sport F1 Italia:

    “Abbiamo sicuramente una macchina più veloce. Non direi necessariamente che abbiamo un bilanciamento migliore, perché ho comunque faticato con la vettura, ma siamo riusciti a migliorare le cose a ogni curva. Il fatto che siamo in pole è sicuramente dovuto agli aggiornamenti che abbiamo portato. Devo ringraziare il team, che ha lavorato tantissimo. Penso che sia qualcosa che stavamo aspettando da inizio anno ed è bello essere ricompensati per la prima volta”.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Partire dalla prima casella garantisce al britannico il miglior posizionamento possibile su un tracciato notoriamente ostico per i sorpassi, ma la concorrenza alle sue spalle rimane particolarmente agguerrita.

    Leclerc scatterà al suo fianco con l’obiettivo di insidiarlo fin dallo stacco della frizione, Hamilton sarà costretto a una gara di rincorsa, mentre Oscar Piastri e le Mercedes di Russell e Antonelli saranno pronte ad approfittare di ogni sbavatura.

    “Siamo sembrati molto forti per tutta la stagione e mi piace pensare che questa sia una ricompensa per il lavoro fatto. Sono nella miglior posizione possibile, soprattutto su una pista dove è difficile superare, ma abbiamo tante macchine veloci alle nostre spalle. Mi aspetto una gara dura,” ha infatti concluso Norris.

  • Hamilton: “Il mio incidente in FP3 è costato 2 decimi. Ma sono grato alla squadra: lavoro eccezionale”

    Hamilton: “Il mio incidente in FP3 è costato 2 decimi. Ma sono grato alla squadra: lavoro eccezionale”

    Il sabato di Spa-Francorchamps ha lasciato in casa Ferrari la sensazione di un’occasione parzialmente smarrita.

    La SF-26 aveva infatti mostrato in FP3 un potenziale che, secondo Lewis Hamilton, avrebbe potuto portare la Ferrari a giocarsi un posto nella top three.

    L’incidente del britannico ha però costretto gli uomini di Maranello a una corsa contro il tempo per rimettere la vettura in condizioni di scendere in pista in qualifica.

    Il lavoro della squadra ha permesso al sette volte Campione del Mondo di partecipare alla sessione, ma la macchina restituita al pilota non era più quella che aveva guidato poche ore prima.

    Una differenza che, secondo il numero 44, ha finito per pesare concretamente sul risultato finale:

    “Devo essere enormemente grato alla squadra. I ragazzi hanno fatto un lavoro enorme per assicurarsi che la macchina fosse pronta. In FP3 la vettura mi è sembrata la migliore di tutto il week-end, poi purtroppo l’ho danneggiata e quando sono tornato in pista non era più la stessa macchina, soprattutto in termini di bilanciamento. Penso che avremmo potuto lottare per la top three oggi, se non avessi avuto quel problema in FP3″, ha dichiarato a F1 TV.

    L’inglese ha poi quantificato in un paio di decimi il margine che gli è mancato nel momento decisivo, ribadendo di aver estratto il massimo possibile da una vettura che, dopo l’incidente, aveva perso parte del proprio equilibrio.

    “Quando sono arrivato in qualifica mi mancavano un paio di decimi. La macchina non era identica a quella che avevamo alla fine delle FP3, ma ho fatto il meglio che potevo con quello che avevo. Sono ancora ottimista per la gara. Ci sono diverse possibilità per vedere se riusciremo a salire sul podio. Sarebbe fantastico”.

    Il risultato del sabato non sembra quindi aver spento le ambizioni di Hamilton in vista del Gran Premio. A Spa-Francorchamps, tra strategie, gestione degli pneumatici e condizioni meteorologiche potenzialmente variabili, il quadro può infatti cambiare rapidamente.

  • Formula 1, salta definitivamente il recupero del Bahrain: al vaglio diversi piani B

    Formula 1, salta definitivamente il recupero del Bahrain: al vaglio diversi piani B

    La Formula 1 si trova nuovamente a dover gestire un delicato risiko politico e logistico per la definizione del calendario 2026

    L’escalation militare nel Golfo Persico ha già imposto una pesante mutilazione alla prima parte del campionato, costringendo gli organizzatori a depennare i round di Bahrain e Arabia Saudita dal programma originario di 24 tappe.

    Se in un primo momento Liberty Media aveva accarezzato l’idea di recuperare la tappa di Sakhir posizionandola nella finestra autunnale tra Singapore e l’Azerbaigian, il progressivo avvitamento della crisi geopolitica ha fatto definitivamente tramontare questa ipotesi.

    Ora il Circus si trova davanti al classico bivio strategico: la necessità commerciale di garantire almeno 22 Gran Premi – soglia minima per blindare i contratti televisivi ed evitare pesanti penali finanziarie – si scontra con una logistica già ridotta all’osso.

    La via d’uscita più accreditata porta alla duplicazione di un evento già in calendario. 

    Sul tavolo dei promotori c’è l’ipotesi di disputare un “double header” a Baku o a Singapore nel periodo compreso tra il 27 settembre e l’11 ottobre. Una soluzione di ripiego che ammortizzerebbe i costi di trasporto per scuderie e materiali, pur lasciando aperti non pochi interrogativi sulla fattibilità pratica e sul gradimento di un secondo weekend consecutivo sulla stessa pista.

    Sullo sfondo resta la suggestione Istanbul Park, ma la candidatura della Turchia sconta tempi tecnici molto stretti: il tracciato necessita di corposi interventi di adeguamento su cordoli e barriere prima di poter riottenere l’omologazione FIA di Grado 1. Uno scenario che, di fatto, ne rallenta l’immediata spendibilità.

    Ancor più impervia la strada che porta a un ritorno last-minute in Europa, con Imola e Portimao che restano suggestioni confinate sulla carta. Subito dopo la tappa di Madrid, il Circus smantellerà le proprie strutture continentali: rimettere in moto la macchina dei bilici e delle hospitality europee per una sola trasferta estemporanea rappresenterebbe un incubo logistico ed economico insostenibile per i team.

    Mentre le squadre digeriscono a fatica la prospettiva di una doppia gara sullo stesso tracciato, Liberty Media deve blindare i delicati equilibri politici del finale di stagione. 

    Con gli appuntamenti di Qatar e Abu Dhabi anch’essi inevitabilmente monitorati speciali a causa dei venti di guerra, la Formula 1 si è imposta una deadline precisa: entro il Gran Premio d’Olanda a Zandvoort andrà presa una decisione definitiva, passaggio obbligato anche per consentire la programmazione logistica dei campionati di Formula 2 e Formula 3.

  • Russell: “Con queste prestazioni non potrò lottare per il titolo. Non meritavo il secondo posto”

    Russell: “Con queste prestazioni non potrò lottare per il titolo. Non meritavo il secondo posto”

    George Russell ha lasciato Silverstone con un secondo posto che vale punti pesanti in classifica e riduce a sole 25 lunghezze il distacco dal leader del Mondiale, Andrea Kimi Antonelli.

    L’ottimo risultato è maturato anche e soprattutto grazie agli episodi che hanno caratterizzato il finale di gara.

    Tra il ritiro del compagno di squadra, l’incidente di Max Verstappen e la Safety Car rimasta in pista fino alla bandiera a scacchi, il pilota Mercedes ha riconosciuto come le circostanze abbiano inciso in maniera significativa sul piazzamento conclusivo.

    Di seguito le sue parole ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “Se mi sarebbe piaciuto affrontare l’ultimo giro? Ovviamente no, perché tutti gli altri avevano gomme nuove e io usate. Probabilmente Charles e Kimi meritavano di finire davanti a me: sento che avrei meritato il terzo posto, ma alla fine sono arrivato secondo. È difficile dire cosa provo, non posso sorridere. Lo farò quando capiremo perché in qualifica perdevo così tanto sui rettilinei. In gara è andata meglio, ma sorriderò davvero quando sarò in grado di giocare alla pari”.

    Il concetto è stato approfondito anche nell’intervista concessa a F1 TV, dove Russell ha ammesso che il secondo posto porta con sé punti preziosi, ma non modifica il giudizio sulla prestazione complessiva della squadra.

    “È un risultato importante per il campionato e devo continuare a lottare. Ma devo essere sincero: non lotterò per il titolo se le prestazioni continueranno a essere queste. Sono andato via più soddisfatto dal Canada, quando mi sono ritirato mentre ero al comando della gara. Lì sentivo di meritare la vittoria, oggi invece non credo di meritare il posto in cui sono arrivato”.

    Il secondo posto permette a Russell di raccogliere un bottino prezioso, ma le sue parole raccontano una realtà diversa dalla classifica.

    Per il britannico, il podio di Silverstone è soprattutto il risultato di una gara in cui è stato bravo a capitalizzare le opportunità offerte dagli episodi, senza però ottenere quanto desiderato in termini di reale livello di competitività.

  • Hamilton: “Ci manca ancora qualcosa. In pieno gas gli altri si allontanano”

    Hamilton: “Ci manca ancora qualcosa. In pieno gas gli altri si allontanano”

    Lewis Hamilton non è riuscito a replicare la pole position della Sprint Qualifying, chiudendo le qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna in terza posizione alle spalle di Andrea Kimi Antonelli e del compagno di squadra Charles Leclerc

    Il veterano di Stevenage ha confermato la sua presenza stabile nelle posizioni di vertice, senza tuttavia riuscire a capitalizzare fino in fondo il potenziale mostrato il giorno precedente.

    “Non ero semplicemente veloce come ieri. Abbiamo fatto alcune modifiche, niente di grande, ma abbastanza per cambiare un po’ il comportamento della vettura e non mi sono sentito altrettanto a mio agio”, ha spiegato Hamilton ai microfoni di Sky Sports F1 UK.

    Il tema centrale, più ancora del feeling al volante, resta però quello del deployment della Power Unit, un fattore già emerso nella Sprint e tornato a pesare in questa qualifica. 

    Su un tracciato come quello di Silverstone, dove lunghi tratti si percorrono a gas completamente aperto, la differenza strategica rispetto agli avversari diretti diventa macroscopica in fondo ai rettilinei.

    “È lo stesso problema della Sprint. Abbiamo una gestione del deployment diversa rispetto ai nostri rivali. Quando sei in pieno gas senti che la potenza cala e vedi gli altri allontanarsi”, ha ammesso il sette volte Campione del Mondo. 

    Si tratta di un limite legato all’erogazione e allo sfruttamento dell’energia elettrica lungo l’arco del giro, un aspetto che si conferma tra i punti più sensibili su cui i tecnici di Maranello devono ancora lavorare.

    Nonostante questo deficit nei tratti a pieno carico, il quadro complessivo resta decisamente competitivo.

    “Nel complesso siamo messi bene come squadra, ma sappiamo che c’è ancora qualcosa da sistemare. Partire lì davanti, secondo e terzo, ci dà comunque una buona opportunità per domani. Speriamo di poter mettere pressione”, ha concluso Hamilton, proiettandosi già verso la gara di domani.

  • Wolff: “Antonelli ha sbagliato troppo al via, ma ha la mentalità di un campione”

    Wolff: “Antonelli ha sbagliato troppo al via, ma ha la mentalità di un campione”

    La doppietta è stata soltanto sfiorata, ma Mercedes ha lasciato Spielberg con la consapevolezza di aver massimizzato il potenziale a disposizione.

    George Russell ha conquistato la vittoria, Andrea Kimi Antonelli ha completato il podio e Toto Wolff può guardare con soddisfazione a un week-end che conferma il buon momento della scuderia di Brackley.

    Il team principal austriaco, però, preferisce mantenere i piedi per terra. Al microfono di Mara Sangiorgio, ha sottolineato come ciò che conta è la continuità di rendimento, evitando quegli sbalzi di giudizio che troppo spesso accompagnano il mondo della Formula 1.

    “Per me è importante avere costanza. In Formula 1 si passa troppo facilmente dall’entusiasmo alla depressione: noi vogliamo avere una traiettoria lineare e portare a casa punti anche quando non si può vincere”.

    Il numero uno della Mercedes ha poi elogiato la gestione della gara, sottolineando come tutto abbia funzionato secondo i piani, dalla Power Unit alle temperature, elementi che hanno consentito alla squadra di esprimere tutto il proprio potenziale lungo i 71 giri del Red Bull Ring.

    Tra i temi del post gara c’è stato inevitabilmente anche Antonelli. Secondo Wolff, il giovane italiano ha compromesso parte della sua corsa nelle primissime fasi, pagando un eccesso di aggressività che gli è costato terreno prezioso nella lotta per le posizioni di vertice.

    “Kimi è andato troppo nei primi giri, frenava troppo tardi e ha sbagliato troppo. Deve analizzare quello che è successo e capire dove può migliorare, ma è una cosa che fa già naturalmente: è una caratteristica da Campione del Mondo”, ha spiegato a Sky Sport F1 Italia.

    Infine, Wolff ha voluto ribadire il proprio approccio nei confronti dei due piloti Mercedes, spiegando di cercare sempre lo stesso equilibrio nella gestione del team:

    “Cerco di essere neutrale. Se posso aiutare i piloti con le mie parole lo faccio allo stesso modo con entrambi. In questi giorni ho parlato tanto con George e mi fa piacere vedere come sono andate le cose”.

  • Allison: “Non è stata la McLaren a fare un passo avanti con gli sviluppi, ma la Ferrari”

    Allison: “Non è stata la McLaren a fare un passo avanti con gli sviluppi, ma la Ferrari”

    James Allison, direttore tecnico del team di Brackley, ha riconosciuto il significativo passo avanti compiuto dalla Ferrari grazie alle novità introdotte nelle ultime gare, indicando proprio la Rossa come il rivale che ha recuperato più terreno.

    Nel corso di un’intervista riportata da Planet F1, l’ingegnere britannico ha ridimensionato il ruolo della McLaren nella crescita del livello competitivo alle spalle della Mercedes, individuando proprio nella compagine di Maranello la squadra che ha sfruttato meglio questa fase iniziale dello sviluppo tecnico.

    “Non sono sicuro che sia stata la McLaren a fare un passo avanti. La Ferrari, invece, ha portato un pacchetto di aggiornamenti molto importante. Con regolamenti così giovani è ancora relativamente semplice trovare prestazione, perché le aree di sviluppo non sono state ancora esplorate completamente. Un pacchetto di aggiornamenti importante vale all’incirca quanto il vantaggio che avevamo sugli altri a inizio stagione. Per questo, se la Ferrari porta sviluppi significativi a una gara e noi non facciamo altrettanto, il divario si riduce fino ad annullare quel margine che prima sembrava confortevole. Credo che sia proprio questo ciò che stiamo osservando”, ha affermato Allison.

    La valutazione del direttore tecnico della Mercedes sottolinea come, in una fase ancora iniziale del ciclo regolamentare, le novità tecniche possano modificare sensibilmente gli equilibri in pista. La situazione, secondo il tecnico britannico, resta comunque in continua evoluzione:

    “Anche noi abbiamo aggiornamenti in arrivo. Se riusciremo a mantenere un ritmo di sviluppo elevato in fabbrica e a portarli in pista al momento giusto, dovremmo essere in grado di ricostruire il vantaggio che avevamo all’inizio della stagione”.

    Mentre Allison si concentra sul lato telaistico, la Ferrari può contare anche su un’arma aggiuntiva sul fronte della Power Unit, ovvero gli interventi concessi dal sistema ADUO.

    Il tempismo con cui Maranello si appresta a deliberare la prima specifica suggerisce inoltre che il piano di sviluppo fosse stato impostato tenendo conto di questa opportunità regolamentare, con effetti potenzialmente significativi sulle gerarchie della seconda parte di stagione.