Autore: Debora Agarossi

  • Piastri: “Le domande che prima mi faceva Webber ora me le pongo da solo”

    Piastri: “Le domande che prima mi faceva Webber ora me le pongo da solo”

    Dopo il secondo posto nel Mondiale dello scorso anno e un inizio di stagione altalenante, Oscar Piastri ha scelto di intervenire su uno degli aspetti più delicati della sua carriera, ovvero la gestione del proprio entourage.

    Il pilota della McLaren, infatti, ha preferito ridisegnare parzialmente la propria struttura di supporto, con una modifica significativa che riguarda il ruolo del suo storico manager, Mark Webber.

    L’obiettivo non sembra essere una semplice riorganizzazione logistica, bensì un passo preciso verso una nuova fase della carriera dell’australiano, sempre più orientata all’autonomia decisionale e alla crescita personale all’interno del paddock.

    A confermarlo è stato lo stesso Piastri, che ai microfoni di Fox Sports ha voluto chiarire la natura della scelta, allontanando qualsiasi ipotesi di tensione interna:

    “Non c’è stato nulla di specifico che abbia portato a questo cambiamento. Abbiamo semplicemente deciso di fare le cose in modo un po’ diverso. Mark è ancora molto coinvolto e siamo rimasti in contatto costante nelle ultime settimane”.

    Le parole del venticinquenne evidenziano come il rapporto tra i due resti solido, nonostante una presenza meno costante nei week-end di gara, ma mostrano anche un’evoluzione personale ormai evidente:

    “Prima c’erano molte domande che non mi ponevo nemmeno: era Mark a farle per me. Adesso invece mi vengono naturali, fanno parte del mio modo di lavorare. È un cambiamento normale, legato all’esperienza che sto accumulando. Abbiamo quindi deciso che, semplicemente, non sarà più presente in pista così spesso. Tuttavia, continua a essere una parte molto importante del mio percorso e del mio team, soprattutto per quanto riguarda le decisioni più grandi fuori dalla pista“.

    Si tratta di un’evoluzione più che di una rottura: Webber continuerà infatti a gestire gli aspetti strategici e commerciali, mentre sul campo il riferimento principale sarà Pedro Matos, figura già centrale nel percorso di crescita di Piastri sin dalle categorie propedeutiche.

    La scelta, dunque, nasce da una precisa volontà di rinnovamento. Un passaggio quasi fisiologico per un pilota che, dopo anni di apprendistato e una rapida ascesa, sente la necessità di assumere un controllo sempre maggiore del proprio percorso.

  • Norris: “Per la F1 il nostro pensiero non conta. Basta che i fan si divertano”

    Norris: “Per la F1 il nostro pensiero non conta. Basta che i fan si divertano”

    Con il quinto posto nel Gran Premio del Giappone, Lando Norris ha confermato come la McLaren stia mettendo le cose a posto, risultando costante in qualifica, solida in gara e capace di portare due vetture nelle prime cinque posizioni dopo il doloroso doppio ritiro sofferto in Cina.

    Al netto della soddisfazione per i progressi del team, tuttavia, il Campione del Mondo ha lasciato trasparire, velata dal suo gelido sarcasmo inglese, una profonda insoddisfazione per l’attuale regolamento tecnico, un malessere ormai condiviso dalla quasi totalità dei protagonisti di questo campionato.

    Interrogato su quali cambiamenti vorrebbe vedere in vista di Miami, Norris è stato netto ai microfoni di ViaPlay:

    Non importa ciò che i piloti dicono, non verrà ascoltato, l’unica cosa che conta sono i fan“.

    Alla puntualizzazione dell’intervistatore riguardo alla necessità di una soddisfazione anche per chi sta al volante, la replica di Lando è stata chiara e senza filtri:

    Chiaramente non è così“.

    Il sarcasmo del britannico è emerso anche nel siparietto con Max Verstappen avvenuto poco prima della sua intervista, con i due scoppiati a ridere mentre l’olandese raccontava le proprie disavventure con l’energia elettrica.

    Giunto il turno di Norris, l’intervistatore ha insistito chiedendo se si riferisse proprio alle batterie:

    Davvero? Io non ho mai parlato di batterie quest’anno. È stata probabilmente la miglior gara che abbia mai visto“, ha risposto con un sorriso beffardo.

    Un commento leggero ma puntuale, che si unisce alle frecciate già lanciate da altri colleghi e dallo stesso Norris dopo le qualifiche.

    Ciò che continua a emergere dalle voci dei protagonisti è che pacchi batteria da gestire, vincoli energetici e limiti regolamentari castrano l’istinto e l’abilità individuale, trasformando i piloti in comparse di uno show pensato più per l’intrattenimento che per la pura competizione.

    Se il metro del successo è solo il coinvolgimento del pubblico, allora il piano della Federazione sta funzionando, ma se il cuore della Formula 1 resta l’uomo che guida, il paddock sta inviando un segnale inequivocabile.

    Anche senza il peso mediatico di Verstappen, Norris è il Campione del Mondo in carica e la sua voce si unisce al coro di chi chiede un intervento urgente. Il comunicato ufficiale emesso dalla FIA dopo il Giappone promette modifiche, ma il tempo prima di Miami è poco e serve un gesto deciso.

    Nel frattempo, la posizione della Federazione rimane spiacevolmente inadeguata.

  • Antonelli: “Voglio riportare l’Italia al vertice, oggi ce l’abbiamo fatta”

    Antonelli: “Voglio riportare l’Italia al vertice, oggi ce l’abbiamo fatta”

    La bandiera a scacchi del Gran Premio di Shanghai segna molto più di una semplice vittoria: per Andrea Kimi Antonelli è il momento in cui un sogno diventa realtà.

    Il primo successo in Formula 1 è arrivato al termine di una gara intensa, che il bolognese ha gestito con una prestazione solida e sorprendentemente matura, riportando l’Italia sul gradino più alto del podio dopo quasi due decenni.

    Il risultato va oltre il semplice valore sportivo e, nelle parole dello stesso Antonelli ai piedi del podio, è emersa tutta l’emozione del momento. Intervistato da David Coulthard, il giovane pilota Mercedes non ha nascosto la tensione accumulata durante la gara.

    Grazie mille. Sono quasi senza parole… sto per piangere. Devo ringraziare il mio team: mi hanno aiutato a realizzare questo sogno. Non è stato un avvio facile perché in partenza ho coperto troppo l’interno e ho lasciato spazio alla Ferrari. E poi con quel flat spot alla fine mi sono preso quasi un infarto, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Ieri ho detto che voglio riportare l’Italia al vertice: questo è solo l’inizio. George è un pilota incredibile e sto imparando tantissimo da lui. Dobbiamo concentrarci gara dopo gara e poi vedremo dove saremo alla fine dell’anno“.

    Nonostante l’impresa, Antonelli ha voluto mantenere i piedi ben piantati a terra e analizzare con lucidità la sua gara anche ai microfoni di Mara Sangiorgio su Sky Sport F1 Italia.

    Sono contento della partenza, è stata meglio delle altre volte e poi avevamo un buon passo. Alla fine però mi sono rilassato un po’ troppo e ho fatto un errore: è una cosa che non deve succedere. Durante la gara ero tranquillo e sentivo di avere la situazione sotto controllo. Dedico questa vittoria alla mia famiglia, al team e a tutte le persone che mi seguono. Aver raggiunto uno dei miei più grandi obiettivi mi rende più rilassato e fiducioso, ma battere gli altri non sarà facile“.

    Le parole del giovane bolognese raccontano bene l’equilibrio tra entusiasmo e lucidità dopo una giornata destinata a restare nella storia del Motorsport italiano

    La prima vittoria è arrivata, ora l’obiettivo è dare continuità a un risultato che potrebbe rappresentare solo il primo passo di una brillante carriera in Formula 1.