Autore: Simone Pietro Zazza

  • Gasly: “Monza è la pista delle mie prime volte

    Gasly: “Monza è la pista delle mie prime volte

    La Formula 1 è quello sport che, a volte, contro ogni pronostico, regala scenari del tutto inaspettati.

    In un week-end dove si pronosticava il dominio Mercedes, la possibile rincorsa Ferrari e la rimonta di un Norris sempre in palla nelle ultime gare, le qualifiche del Gran Premio d’Italia hanno emesso invece il clamoroso verdetto di un Pierre Gasly in pole position con l’Alpine, la prima nella carriera del francese.

    Il palcoscenico è quello di Monza, lo stesso tracciato sul quale il portacolori della scuderia transalpina vinse sei anni fa, all’epoca come pilota AlphaTauri.

    A onor del vero, entrambi i piloti della compagine francese, sin dalle prime tornate messe a segno in qualifica, avevano iniziato a inanellare una serie di riscontri cronometrici decisamente competitivi, confermando l’ottimo stato di forma dell’A526, la quale, tuttavia, non pareva poter essere all’altezza delle vetture di vertice, soprattutto perché da queste ultime ci si attendeva il solito approccio più conservativo nelle fasi iniziali della sessione.

    Sorprendentemente, invece, il livello della vettura d’oltralpe non è calato, permettendo al pilota con il numero 10 di piazzare la zampata nell’ultimo e decisivo tentativo, battendo il favoritissimo George Russell con un margine di sei centesimi di secondo.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    In attesa di scoprire se la compagine di Enstone sarà protagonista anche nella gara di domani, Pierre Gasly si gode il magico momento, arrivato dopo la tanto discussa revoca del podio di Monaco.

    Nelle interviste concesse a Sky Sport F1 Italia, il parigino ha commentato la propria strabiliante prestazione, in quella che, vista la sua residenza milanese, può essere considerata per certi versi una gara di casa:

    “La squadra e la macchina sono state veramente buone, ma mai mi sarei aspettato di essere in pole. Qui ho anche vinto la mia prima gara, Monza è la pista delle mie prime volte. Da nove anni sognavo questo risultato, non ho mai avuto una macchina per lottare per la prima posizione, e oggi la macchina era incredibile. Sappiamo che domani sarà dura, le vetture dietro di noi sono molto veloci, ma mi preparerò al meglio per farmi trovare pronto”.

  • Stewart: “Gli italiani siano fieri di Antonelli, sta facendo un lavoro fantastico”

    Stewart: “Gli italiani siano fieri di Antonelli, sta facendo un lavoro fantastico”

    Esattamente due anni fa, nel corso delle prime prove libere del Gran Premio d’Italia, Andrea Kimi Antonelli esordiva in Formula 1 con la Mercedes, dando inizio alla sua avventura nella categoria regina dell’automobilismo.

    Scelto da Toto Wolff come erede di Lewis Hamilton, il talento italiano ha dovuto affrontare una sfida quantomai ardua: rimpiazzare un sette volte Campione del Mondo all’interno di una squadra abituata a vincere, dividendo il box con un compagno solido e ingombrante come George Russell.

    Nonostante un 2025 vissuto tra alti e bassi, accompagnato da qualche critica di troppo, era fisiologico che il giovane prospetto della Stella a Tre Punte necessitasse di tempo per maturare. 

    Non a caso, nella stagione in corso il salto di qualità compiuto dal classe 2006 è stato impressionante, certificato da numeri straordinari: 6 vittorie, 6 pole position, 10 podi e la leadership in classifica alla vigilia della gara di casa, con ben 61 punti di vantaggio sulla coppia Russell-Hamilton.

    Per il Motorsport tricolore il cammino di Antonelli ha un valore storico: l’ultimo pilota italiano a presentarsi a Monza da leader del mondiale è stato infatti Alberto Ascari nel lontano 1953.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    La crescita del talento di Brackley ha smentito gli scetticismi di dodici mesi fa, conquistando persino i miti assoluti del Circus. 

    Tra questi c’è Sir Jackie Stewart, che attraverso le pagine di Autosprint ha elogiato senza riserve il numero 12:

    “Kimi sta svolgendo un lavoro strepitoso. Sta mostrando di essere estremamente veloce, ma non solo. Il suo livello di maturità è molto raro per i piloti della sua età, e di questa dote deve andare particolarmente fiero, perché è la più difficile da acquisire”.

    A causa della penalità per la sostituzione della Power Unit, il leader della classifica scatterà dal fondo della griglia questa domenica. 

    Il tre volte iridato scozzese, tuttavia, resta convinto che il calore del pubblico brianzolo saprà spingere la sua rimonta:

    “Sono sicuro che la passione che sentirà attorno a lui gli darà un’ulteriore spinta in gara, e senza dubbio se la merita tutta”.

  • Norris: “Il Mondiale? La strada è lunga, voglio essere ottimista”

    Norris: “Il Mondiale? La strada è lunga, voglio essere ottimista”

    Come ormai di consueto nelle ultime stagioni, la McLaren ha dimostrato di essere una squadra incredibilmente efficace nello sviluppo della propria monoposto, e la pole position conquistata da Lando Norris nel Gran Premio d’Olanda costituisce un’ulteriore testimonianza del lavoro magistrale svolto dalla compagine di Woking in fabbrica, viste le difficoltà incontrate a inizio 2026.

    Il portacolori del team inglese, in qualifica, si è imposto stampando uno strepitoso 1:11.163, con il quale si è aggiudicato la seconda partenza dal palo consecutiva in condizioni di pista incerte, visto l’arrivo della pioggia nel finale.

    L’incognita per il campione del mondo in carica sta nel passo gara: nella Sprint Race la MCL40 non ha retto il confronto con la W17 e la SF-26, patendo nella gestione degli pneumatici, aspetto che ha comportato per il pilota inglese la perdita della seconda posizione in favore di Leclerc.

    Non a caso, lo stesso Norris, come dichiarato nella conferenza stampa post-qualifica, non sembra illudersi in vista della corsa domenicale, ammettendo di temere le criticità già affrontate:

    “Non so quanto abbia influito la pioggia, certamente la pista si è raffreddata e le gomme sembrano aver funzionato meglio. Mi aspettavo una lotta serrata, motivo per cui sapevo che avrei dovuto attaccare, anche perché non avevo nulla da perdere. Ma la macchina in sé non è cambiata molto, non è parsa migliorata negli aspetti in cui abbiamo faticato: semplicemente i nostri problemi sono stati mascherati dal basso carico di benzina e dalle gomme nuove. Siamo molto forti nelle curve veloci e fatichiamo in quelle lente, e per noi saranno proprio quelle le più difficili”.

    Il classe 1999 ha poi commentato la possibilità di ricucire il divario di 90 punti che lo separa in classifica dalla vetta occupata da Antonelli, scherzando su alcuni episodi che in passato hanno favorito la potenziale rimonta degli avversari:

    “La strada per il titolo è ancora lunga. Sono ottimista, credo che avremo delle possibilità. Poi, chissà, magari entrambe le Mercedes saranno squalificate a Las Vegas, oppure non sfrutteranno un pit-stop gratis in Qatar”.

  • Russell: “Bello tornare in prima posizione, ma dobbiamo mantenere lo slancio positivo”

    Russell: “Bello tornare in prima posizione, ma dobbiamo mantenere lo slancio positivo”

    Al rientro dalle vacanze estive, con una proposta di matrimonio felicemente accettata, George Russell sembra aver trovato il giusto feeling con la sua W17 tra le tortuose curve di Zandvoort.

    In un week-end strutturato secondo il formato Sprint, nel venerdì del Gran Premio d’Olanda il britannico ha centrato la pole position delle qualifiche brevi, aggiudicandosi la partenza dal palo nella gara del sabato, in una lotta per la prima posizione rivelatasi serratissima, con ben quattro piloti racchiusi in un solo decimo di secondo.

    La buona notizia per il numero 63 sta anche nel risultato di Andrea Kimi Antonelli, quinto, e di Lewis Hamilton, settimo, i due piloti che al momento occupano rispettivamente la prima e la seconda piazza nella Classifica Mondiale: in modo particolare, il nativo di King’s Lynn punta a ricucire il divario di 59 lunghezze dal compagno di squadra, e anche i punti nelle gare Sprint possono rivelarsi preziosissimi nel prosieguo dell’annata.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media ©

    Risultati del genere possono rappresentare una grande iniezione di fiducia, soprattutto per un pilota reduce da un momento delicato. Nelle interviste di rito concesse alla Formula 1 al termine della Sprint Qualifying, l’alfiere della Stella ha commentato con visibile entusiasmo l’ottimo venerdì disputato, ripartendo proprio dalle difficoltà incontrate nella prima metà di campionato:

    “È bellissimo tornare qui a Zandvoort dopo la pausa, è un circuito che amo e dove serve tanta confidenza. I Gran Premi prima della pausa estiva sono stati veramente duri, e per questo è decisamente soddisfacente tornare a commentare una prima posizione. Le qualifiche Sprint sono sempre parecchio impegnative, hai un solo tentativo con le gomme morbide e la pista continua a evolversi giro dopo giro, ma direi che è andata molto bene, soprattutto perché siamo riusciti a battere McLaren e Ferrari, entrambe apparse fin da subito avversarie molto veloci. Un risultato del genere è un grande incoraggiamento per tutta la squadra in vista della gara di domenica, ma dobbiamo mantenere lo slancio positivo anche nella giornata di domani”.

  • Vasseur: “Il Mondiale? Non ci penso. Sono concentrato sullo sviluppo della SF-26”

    Vasseur: “Il Mondiale? Non ci penso. Sono concentrato sullo sviluppo della SF-26”

    Al termine della prima metà della stagione 2026, il bilancio complessivo della Ferrari registra un netto passo in avanti rispetto alle difficoltà incontrate nel 2025.

    La SF-26 si è dimostrata da subito una monoposto competitiva e solida nei suoi punti di forza, riconosciuti dagli stessi avversari, concretizzando le proprie qualità con due successi di tappa.

    L’attesa per un titolo iridato che manca a Maranello da quasi vent’anni continua ad alimentare le speranze dei tifosi, spingendo la squadra a mantenere ritmi serrati sul fronte dello sviluppo tecnico.

    In vista del rientro dalla pausa estiva tra Zandvoort e Monza, il reparto corse ha in cantiere un nuovo pacchetto di aggiornamenti per affinare le prestazioni della monoposto, a cui si aggiunge l’atteso evoluzione della Power Unit resa possibile dal sistema ADUO.

    A questo approccio aggressivo sul piano ingegneristico si contrappone la prudenza dei vertici del Cavallino nelle dichiarazioni pubbliche. In un’intervista concessa ad Auto Hebdo, il team principal Frederic Vasseur ha chiarito la propria filosofia operativa per la seconda parte di campionato:

    “Quando mi sveglio la mattina non penso ai titoli, non conosco nemmeno il distacco preciso con la Mercedes davanti o la McLaren dietro. Mi focalizzo sulle gare, una dopo l’altra, e sullo sviluppo. Due anni fa, quando eravamo in lotta per il Titolo Costruttori, a metà stagione non eravamo da nessuna parte. Per me, concentrarsi sulla lotta per il campionato è una perdita di energie e di tempo”.

    Nella stessa occasione, il manager francese ha espresso una riflessione critica sull’operato di una parte dei media, difendendo la coesione del proprio gruppo di lavoro:

    “Tutte le squadre hanno le loro caratteristiche. Noi siamo un team italiano e, come in genere i latini, siamo più emotivi rispetto ai tedeschi o agli inglesi. Ma a volte ho letto degli attacchi da parte della stampa contro i miei collaboratori, citando persino nomi di persone da rimpiazzare. Un comportamento simile non lo trovo utile per i miei ragazzi, e non è giusto, perché contribuisce a disunire la squadra”.

  • Antonelli: “Ci aspettavamo di faticare a Budapest, ma abbiamo limitato i danni”

    Antonelli: “Ci aspettavamo di faticare a Budapest, ma abbiamo limitato i danni”

    Nonostante la sanzione di tre posizioni in griglia inflitta per non aver rispettato la bandiera gialla nel Q3, Andrea Kimi Antonelli ha chiuso la prima straordinaria parte della sua stagione 2026 con un podio nel Gran Premio d’Ungheria.

    Scattato dalla settima casella e dopo una fase iniziale condotta in gestione, il talentuoso pilota italiano ha costruito la propria rimonta grazie a un passo gara eccellente.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Sfruttando la strategia azzardata della Ferrari e il ritiro di Piastri, il classe 2006 è risalito fino al terzo posto nel finale, con la concreta possibilità di insidiare persino il secondo gradino di Max Verstappen, prima che un gruppo di doppiati gli facesse perdere tempo prezioso.

    In ogni caso, complici il quinto posto di Hamilton e il settimo di Russell, quest’ultimo penalizzato da un problema al via, il leader del Mondiale allunga ulteriormente in classifica, portandosi a +50 sul ferrarista e a +59 sul compagno di squadra.

    La pausa estiva porta con sé una certezza incrollabile: la costanza e la solidità di Antonelli, al momento, sono inarrivabili per chiunque.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Un vantaggio in classifica che, pur non essendo ancora definitivo, inizia ad assumere i contorni di un margine sempre più complesso da colmare.

    Nelle interviste concesse ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, il giovane talento bolognese ha commentato la sua prestazione a Budapest, spiegando le motivazioni che hanno spinto la Mercedes a scartare l’ipotesi della sosta unica:

    “In macchina mi sentivo molto bene, ma il team temeva un cedimento strutturale delle gomme, e anche io, a essere sincero, stavo cominciando a vedere le tele. A 17 giri dalla fine, in quelle condizioni, non ero sicuro nemmeno io. È stato un grande lavoro di squadra: abbiamo portato a casa un ottimo risultato e siamo riusciti a limitare i danni. McLaren ha fatto un grande passo in avanti questo week-end, mentre noi abbiamo faticato leggermente di più. Ce lo aspettavamo, perché l’Hungaroring è una pista su cui si scivola molto e con un alto degrado termico. Sono certo che il team lavorerà sodo per migliorare la macchina e tornare dalla pausa ancora più forti”.

  • Leclerc: “Non credo che il vantaggio visto nelle prove sugli avversari sarà lo stesso in qualifica”

    Leclerc: “Non credo che il vantaggio visto nelle prove sugli avversari sarà lo stesso in qualifica”

    Il venerdì del Gran Premio d’Ungheria ha palesato una Ferrari in grande spolvero, forte del primo e del secondo posto arpionati al termine della seconda sessione di prove libere da Lewis Hamilton e Charles Leclerc.

    Pur essendo troppo presto per proclamare la scuderia di Maranello la netta favorita per la vittoria finale del week-end di Budapest, indubbiamente i pronostici della vigilia si dimostrano veritieri sul potenziale della SF-26 tra le tortuose curve dell’Hungaroring.

    Dopo essersi aggiudicato le FP1, Charles Leclerc ha concluso la giornata alle spalle del compagno di squadra, complice una tornata non eccezionale messa a segno dal monegasco nel corso della propria simulazione di qualifica.

    Pur con dei riscontri che sul giro secco hanno mostrato finora un confronto impietoso tra la Rossa di Maranello e la diretta concorrenza, qualche dubbio persiste invece sul passo gara: Antonelli ha sfoggiato un ritmo notevole, mentre il ferrarista con il numero 16, a parità di mescola e complice il tanto traffico incontrato, non ha potuto girare con pista libera, aspetto che ne ha condizionato la costanza e il potenziale stesso, fatta eccezione per alcuni lampi promettenti emersi nel corso della simulazione.

    ll nativo di Monaco, tuttavia, non è apparso preoccupato dei mancati riscontri con il serbatoio carico, né ha ostentato eccessiva sicurezza per la temporanea prima fila centrata nelle prove insieme ad Hamilton.

    Come riportato dal sito ufficiale della Ferrari, l’alfiere della Rossa ha commentato i risultati del venerdì dell’Hungaroring dichiarando:

    “La nostra performance sembra buona, e questo è sicuramente un aspetto positivo, ma il week-end è ancora lungo e dobbiamo lavorare sodo per assicurarci le prime posizioni anche in qualifica, perché non credo che il vantaggio visto nelle prove sugli avversari sarà lo stesso. Mi aspetto delle qualifiche molto combattute, e noi dovremo svolgere un lavoro perfetto. Se riusciremo a mantenere le stesse sensazioni di guida di FP1 e FP2, sono certo che disputeremo delle buone qualifiche”.

  • Vasseur: “Budapest congeniale alla SF-26? Vero, ma non sopravvalutiamo il nostro ritmo”

    Vasseur: “Budapest congeniale alla SF-26? Vero, ma non sopravvalutiamo il nostro ritmo”

    Con il secondo posto di Charles Leclerc e la quarta piazza di Lewis Hamilton conquistati a Spa-Francorchamps, la Ferrari ha lasciato il Belgio con un bottino di ben 30 punti, che si sommano ai 40 incamerati nel precedente appuntamento di Silverstone.

    Considerando i pronostici delle vigilie, che dipingevano entrambi i fine settimana come tappe in cui la Rossa sarebbe stata costretta a correre in totale difesa, il bilancio complessivo della Scuderia al termine di questo cruciale back-to-back è decisamente consistente.

    I riscontri della pista proiettano stabilmente il Cavallino nel ruolo di principale, e probabilmente unico, sfidante della Mercedes per il prosieguo di questo 2026.

    Prevalere sulle Frecce d’Argento rimane un’impresa titanica, data la solidità strutturale di una W17 esaltata da un Andrea Kimi Antonelli in stato di grazia.

    Resta però il fatto che la SF-26 ha dimostrato di potersela giocare a viso aperto persino sui tracciati storicamente più ostici: una premessa che, in vista del Gran Premio d’Ungheria in programma il prossimo weekend, potrebbe addirittura investire Maranello dei gradi di favorita sui tormentati saliscendi di Budapest.

    Questi risultati sono il manifesto di una ritrovata maturità da parte della compagine italiana, apparsa affamata, aggressiva sul fronte degli sviluppi tecnici così come nelle scelte strategiche, ma al contempo estremamente pragmatica e accorta nelle dichiarazioni pubbliche.

    Un approccio metodologico che traspare chiaramente dalle parole del team principal Frederic Vasseur, il quale, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, ha spento i facili entusiasmi analizzando l’esito della trasferta nelle Ardenne:

    “Non voglio parlare di lotta per il campionato e non voglio nemmeno sognare. Quel che conta sono i risultati reali, e per questo voglio rimanere sulla gara appena conclusa. Come a Silverstone, ci aspettavamo di essere più lenti delle Mercedes, e così è stato, ma con un margine ridotto. Abbiamo svolto un ottimo lavoro, siamo riusciti a lottare per le prime posizioni. Budapest? Il tracciato sarà un po’ diverso, sulla carta più vicino alle caratteristiche della nostra macchina, ma non dobbiamo commettere l’errore di sopravvalutare il nostro ritmo. Dobbiamo concentrarci su noi stessi, puntando a svolgere un lavoro di qualità, come fatto nelle ultime settimane”.

  • Vasseur: “In gara possiamo rimontare, sarà un Gran Premio molto lungo”

    Vasseur: “In gara possiamo rimontare, sarà un Gran Premio molto lungo”

    Nonostante il quinto e il sesto posto ottenuti “sul campo” al termine delle qualifiche del Gran Premio del Belgio, la Ferrari ha diversi motivi per guardare alla gara di domani con ottimismo.

    Il primo aspetto riguarda la penalizzazione di dieci posizioni sulla griglia di partenza inflitta a Lando Norris, aspetto che consente a entrambi gli alfieri della Rossa di avanzare di una casella.

    Il secondo è invece legato, ancora una volta, alla prestazione della SF-26, pronosticata alla vigilia come la vettura dei team di vertice potenzialmente più in difficoltà e che, invece, ha consentito a entrambi i piloti di lottare per la parte alta della classifica.

    Anche se il distacco dalla pole è più ampio rispetto a quello registrato in Inghilterra due settimane fa, la Rossa è comunque in lizza per il vertice.

    Red Bull si è dovuta affidare a un clamoroso gioco di scie con Hadjar per garantire a Verstappen il secondo posto, e la bandiera gialla esposta all’ultima curva ha costretto i due piloti del Cavallino a dover alzare il piede nell’ultimo e decisivo tentativo, perdendo la possibilità di scavalcare quantomeno Russell.

    Al netto di tutto questo, è lecito puntare su una Ferrari in lotta per il podio nella gara di domani.

    A confermare tali aspettative è stato anche un garibaldino Frederic Vasseur, il quale, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, è apparso alquanto fiducioso al termine delle qualifiche del sabato, in vista del Gran Premio:

    “Non so cosa sia successo all’ultima curva, ma è certo che Leclerc, alzando il piede, abbia perso almeno la posizione su Russell. Con la penalità di Norris comunque riguadagniamo ciò che abbiamo perso. Ad ogni modo, la gara sarà lunga e i distacchi tra le squadre sono minimi. Possiamo rimontare, andiamo sempre meglio la domenica rispetto al sabato e continuiamo a crescere nel corso dei week-end di gara, sessione dopo sessione. Domani vedremo diverse strategie sull’erogazione dell’energia elettrica, vedremo cosa accadrà”.

  • Hadjar: “Felice del quinto posto, ma ci manca proprio passo”

    Hadjar: “Felice del quinto posto, ma ci manca proprio passo”

    Le qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna hanno regalato un esito del tutto eccezionale, considerato l’andamento delle ultime annate.

     Isack Hadjar, quinto al termine del Q3, ha battuto Max Verstappen sul giro secco, precedendo il proprio compagno di squadra di ben due posizioni, con Lando Norris in mezzo a separare i due tori della Red Bull.Nel 2026 tale scenario non costituisce del tutto una novità, poiché il francese aveva chiuso davanti al quattro volte Campione del Mondo anche in occasione delle qualifiche di Melbourne e di Suzuka, nelle quali, tuttavia, il fenomeno di Hasselt non era riuscito ad accedere al Q3.

    In Inghilterra, invece, il talento parigino ha concluso davanti a Super Max con quest’ultimo presente nella sessione decisiva.

    In una stagione fatta di tanti bassi e di alcuni sporadici alti, la Red Bull sembra quantomeno aver risolto il problema del secondo pilota, grazie al rendimento del francese, aspetto che contribuisce ad accrescere la frustrazione di un Verstappen sempre più intollerante verso le vetture 2026.

    Nonostante l’ottimo piazzamento in griglia di partenza, Hadjar pare tuttavia focalizzarsi più sul bicchiere mezzo vuoto, riconoscendo i limiti della vettura del team di Milton Keynes, distante sette decimi dal tempo valso la pole position ad Andrea Kimi Antonelli e carente in termini di passo gara nella Sprint Race. 

    Per tale motivo, il francese, nelle interviste di rito concesse al termine delle qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna, ha commentato con un tono disilluso il risultato, palesando delle preoccupazioni in vista della gara di oggi:

    “Guardando il distacco da Russell, è chiaro che il quinto posto era il risultato massimo verso il quale potevamo ambire. È stata una buona sessione, io mi sento bene in macchina, ma il problema più grande è che ci manca un po’ di passo ovunque. Non riusciamo a eccellere in qualcosa per poi essere deficitari in altro: la verità è che su ogni aspetto siamo un po’ più indietro rispetto agli avversari. Rimane poi il problema delle partenze: nelle prove libere avevamo effettuato alcuni tentativi incoraggianti, ma nella Sprint Race non siamo riusciti a sfruttare al meglio lo spunto, e per noi è sempre un grattacapo”.