Autore: Simone Pietro Zazza

  • Leclerc: “Al simulatore svolgo sessioni da 8 o 9 ore, per me è come se stessi ai videogiochi”

    Leclerc: “Al simulatore svolgo sessioni da 8 o 9 ore, per me è come se stessi ai videogiochi”

    Da ormai diversi anni, il mondo delle corse fa sempre più affidamento sui simulatori per ottenere un numero maggiore di dati, utili ai team per conoscere in maniera più approfondita la vettura. Le corse virtuali, inoltre, sono diventate uno dei metodi più praticati dai piloti per allenarsi e mantenersi attivi anche nei periodi di stop, grazie anche al crescente numero di titoli pubblicati sul mercato videoludico.

    Max Verstappen è stato il pioniere di questa nuova tendenza del pilota a 360 gradi, disposto a gareggiare sia nella vita reale sia ai simulatori a distanza di poche ore da una sessione all’altra, o addirittura durante i periodi di pausa di un evento reale, come accaduto più volte nel corso dei Gran Premi di Formula 1.

    Nella recente intervista rilasciata al noto podcast “Passa dal BSMT”, Charles Leclerc ha sottolineato l’importanza della simulazione virtuale per un pilota di Formula 1, affermando: “Dopo ogni gara andiamo al simulatore, facciamo i test di correlazione, proviamo a individuare le piccole differenze con la realtà, per poi provare a cambiarle, tentando di rendere i riscontri del mondo virtuale più simili a quelli reali. Siamo arrivati al punto dove facciamo i piccoli cambiamenti che apportiamo nella vita reale e che testiamo una volta scesi in pista, e tutto ciò è veramente molto bello”.

    Il monegasco ha poi evidenziato la frequenza con cui si dedica ai videogiochi e al simulatore: “I videogiochi mi sono sempre piaciuti, durante il COVID giocavo parecchio, ma adesso, considerando anche il matrimonio, il tempo a disposizione si è ridotto parecchio. I giorni liberi non sono più tanti, e tendenzialmente sono al simulatore un giorno prima del Gran Premio e un giorno dopo, con sessioni di circa 8 o 9 ore. Prima ci prepariamo per il week-end vero e proprio, mentre dopo cerchiamo la correlazione tra mondo reale e virtuale. Ad ogni modo, per me usare il simulatore è gratificante ed è come se stessi videogiocando”.

  • Vasseur: “A Miami avremo praticamente una macchina nuova”

    Vasseur: “A Miami avremo praticamente una macchina nuova”

    Il miglioramento rispetto al 2025 è innegabile, ma la trasferta nipponica ha fornito alla Ferrari due riscontri lampanti: Mercedes continua a essere di un’altra categoria, e la McLaren, come al suo solito, pur iniziando in sordina, riesce week-end dopo week-end a indirizzare il proprio percorso di crescita nella giusta direzione.

    La scuderia inglese, seconda con Piastri a Suzuka, ha un potenziale di crescita enorme, sia dal punto di vista telaistico, sia nell’apprendimento della Power Unit Mercedes.

    A Maranello il buon inizio di stagione non deve far dormire sogni tranquilli, perché con un’agguerrita concorrenza le ambizioni di gloria possono svanire in un attimo.

    Ne è consapevole il team principal della Rossa, Frederic Vasseur, il quale, già nella giornata di sabato, aveva indicato Miami come tappa cruciale per quello che, a suo dire, sarebbe stato un nuovo inizio di campionato, ma nell’intervista concessa a Sky Sport F1 Italia dopo la corsa giapponese, il manager francese ha sottolineato di non aspettarsi solamente dalla propria squadra dei netti salti in avanti in Florida:

    Dobbiamo essere chiari: a Miami tutti porteranno delle novità e tutti potranno lavorare sui software, per questo ho detto che scatterà un nuovo campionato. Non saremo gli unici a lavorare tra Giappone e Miami. Sappiamo di avere delle criticità in rettilineo, ma per quello dovremo attendere l’ADUO. Le prestazioni, tuttavia, arrivano da tutte le componenti della macchina: gomme, aerodinamica, assetto, motore, e in questo mese dovremo dedicarci a ogni singolo dettaglio”.

    Per il manager di Draveil, nella lunga inaspettata pausa che separa la tappa nipponica dalla prima trasferta statunitense sarà cruciale spingere con gli aggiornamenti per cominciare ad assottigliare il divario con la Stella:

    “Siamo all’inizio di un nuovo ciclo tecnico, il margine di sviluppo è enorme. Stiamo lavorando su tutte le aree in vista del Gran Premio di Miami, come tutti del resto. Ma se vogliamo raggiungere e stare davanti a Mercedes dobbiamo fare un passo in avanti, ed è per quello che stiamo lavorando”.

  • “In F1 non avvengono miracoli. Speriamo in una seconda metà di 2026 diversa”

    “In F1 non avvengono miracoli. Speriamo in una seconda metà di 2026 diversa”

    Quando nello shakedown di Barcellona la prima Aston Martin firmata Adrian Newey scese in pista, in molti predissero una monoposto competitiva e all’altezza del nome del geniale ingegnere britannico.

    Nel giro di qualche settimana, tuttavia, sono emerse tutte le criticità di un progetto che, alla luce dei fatti, è nato in maniera disastrosa, in uno scenario da incubo semplicemente lontano anche dai peggiori pronostici della vigilia.

    Con una vettura fragile, lenta e con evidenti problemi strutturali, al momento la AMR26 è praticamente una vettura fantasma, il cui unico obiettivo è quello di girare il più possibile per fornire ulteriori dati ai tecnici di Aston Martin per provare a uscire da un abisso quantomai profondo.

    In Giappone, finora, le cose non sono andate diversamente: Alonso e Stroll, dopo le qualifiche disputate nel sabato di Suzuka, occupano le ultime due posizioni della griglia di partenza, e le loro ambizioni sono praticamente nulle in vista della gara.

    Proprio il due volte iridato iberico, in un’intervista concessa a DAZN Spagna, ha palesato tutta la propria disillusione, non solo per la corsa nipponica, ma in generale per il prosieguo di un 2026 che si preannuncia tremendo:

    “Le prime due gare sono state difficili, così come il week-end qui in Giappone finora, ma lo saranno anche le prossime 10 gare e quelle dopo ancora, perché non ci saranno cambiamenti. Il team sta lavorando duramente, ma in F1 non avvengono miracoli da un Gran Premio all’altro. Cercheremo di spingere al massimo, speriamo che nella seconda metà del 2026 le cose possano andare un po’ meglio”.

    In una situazione drastica come quella di Aston Martin, è difficile comprendere quale sia la direzione adottata dal team, poiché spingere troppo implicherebbe problemi tecnici al momento irrisolvibili.

    Tuttavia, il nativo di Oviedo non ha dubbi sulla strategia che adotterebbe:

    “Un team come McLaren ha riscontrato finora diversi problemi, ma quando scendono in pista sono competitivi. Preferisco di gran lunga quel modello, poiché avere un week-end affidabile, ritrovandosi però nelle retrovie, francamente, non dà alcuna soddisfazione”.

  • Bearman, gara sontuosa a Shangai

    Bearman, gara sontuosa a Shangai

    A Shanghai, mentre le luci della ribalta si accendevano per la prima vittoria di Andrea Kimi Antonelli e il primo podio ferrarista di Lewis Hamilton, la cronaca ha finito per trascurare la prova di forza del “primo degli altri”.

    Parliamo di Oliver Bearman, pilota Haas formato dalla Ferrari che, alla sua seconda stagione in Formula 1, sta palesando una crescita formidabile che, unita all’innegabile talento, lo rende uno dei prospetti futuri più interessanti da seguire.

    Dopo il magistrale quarto posto ottenuto in Messico lo scorso anno, il britannico ha replicato una grande prestazione, sfruttando l’uscita di scena di Max Verstappen e la clamorosa mancata partenza di entrambe le McLaren.

    Il fenomeno del vivaio della Rossa, dopo essere scattato dalla decima posizione, con un primo giro fulmineo è risalito fino alla sesta piazza, e nel duello con la Red Bull di Isack Hadjar ha schivato miracolosamente la monoposto del francese finito in testacoda con un riflesso degno di nota in Curva 13.

    L’episodio ha fatto perdere tempo prezioso all’alfiere della Haas, retrocesso fino al tredicesimo posto, ma la Safety Car provocata dal ritiro di Stroll ha favorito la rimonta del numero 87, il quale ha sfruttato perfettamente la strategia e il potenziale della propria vettura, gestendo magistralmente il passo gara fino alla bandiera a scacchi, centrando un quinto posto prezioso tanto per lui quanto per il team statunitense.

    Con un ruolo di prospetto sempre più acclamato, Bearman guarda al futuro con i migliori auspici, godendosi il piazzamento della trasferta cinese con entusiasmo, come palesato nelle interviste rilasciate ai media nel dopogara, nelle quali ha affermato:

    All’inizio siamo finiti parecchio indietro. Nei giri successivi sono riuscito a superare alcune vetture; poi la Safety Car è entrata in pista nel momento perfetto, e questo ci ha consentito di pareggiare i conti con la sfortuna iniziale. Da quel momento penso di aver fatto una bella gara, effettuando altri sorpassi in pista. La macchina era veramente veloce, quindi oggi c’è tanto da sorridere”.

  • Russell: “In partenza occhio ai ragazzi in rosso”

    Russell: “In partenza occhio ai ragazzi in rosso”

    Il passo mostrato sul giro secco, già evidente in Australia e confermato nelle qualifiche Sprint in Cina, ha ribadito la superiorità tecnica della W17.

    Tuttavia, dietro le prestazioni cronometriche, sembra nascondersi l’insidia dell’affidabilità: dopo le sostituzioni preventive sulla Power Unit di George Russell a Melbourne, un nuovo allarme è scattato nel Q3 di Shanghai, quando la vettura numero 63 si è improvvisamente arrestata a centro pista per un problema al cambio.

    Nonostante il brivido, l’inglese è riuscito a riavviare la monoposto e a rientrare ai box, tornando in pista per un unico, disperato tentativo allo scadere del tempo. Il risultato è una prova di forza: Russell ha strappato il secondo posto in griglia, blindando una prima fila tutta Mercedes.

    Al termine della sessione, il pilota ha analizzato così le difficoltà incontrate:

    “In questa qualifica abbiamo dovuto limitare i danni, prima nel Q2 per un problema all’ala anteriore, poi nel Q3 quando la macchina si è fermata in mezzo al tracciato. Sono riuscito a ripartire, ma non potevo cambiare marcia. Ho iniziato il mio unico tentativo con la batteria scarica e senza aver preparato bene le gomme; nel complesso la seconda piazza è un ottimo risultato, poteva andare decisamente peggio. Kimi ha svolto un lavoro formidabile, sono molto fiero di lui”.

    Per la gara di domani, Russell non nasconde però la preoccupazione per la minaccia Ferrari. La coppia di Maranello, pronta a scattare dalla seconda fila, rappresenta l’ostacolo principale verso la vittoria:

    “Dobbiamo sempre tenere in conto i ragazzi in rosso: in partenza sono velocissimi e sono sicuro che Lewis sarà parecchio combattivo. Il nostro obiettivo sarà concentrarci su una gara pulita, offrendo al contempo un bello spettacolo ai tifosi. Vedremo cosa saremo in grado di fare”.