Autore: Valentina Cardellino

  • Hamilton: “Ho dimostrato a ex piloti molto lontani dai miei standard che si sbagliavano”

    Hamilton: “Ho dimostrato a ex piloti molto lontani dai miei standard che si sbagliavano”

    I primi tre appuntamenti di questa nuova stagione hanno risvegliato timidamente gli animi degli uomini e dei tifosi della Ferrari, rifugiatisi in uno stato di apatico torpore in seguito a un 2025 che, ad eccezione di rari acuti, ha visto la monoposto della Rossa protagonista solamente di sfortunate circostanze.

    Con la paternità delle poche occasioni che hanno portato la vettura dello scorso anno sul podio attribuibile quasi esclusivamente alla figura di Charles Leclerc, una pioggia di dubbi e aspre critiche si è abbattuta su Lewis Hamilton. 

    Durante il suo primo anno alla corte del Cavallino Rampante, l’inglese ha faticato ancor più del compagno monegasco a comprendere una macchina che, oltre a non assecondare il suo stile di guida, differiva profondamente dalle Mercedes a cui era stato abituato nell’ultimo decennio.

    Accuse, quelle che hanno colpito il sette volte Campione del Mondo, nate anche e soprattutto dal terreno fertile delle dichiarazioni di ex alfieri della classe regina. 

    Proprio loro sono stati punti, non senza un tocco di vendicativa ironia, dallo stesso nativo di Stevenage in una lunga intervista pubblicata dal sito ufficiale della Formula 1:

    “Quando hai delle annate difficili, sei circondato da domande: ho visto molti piloti, che non si sono avvicinati neanche minimamente al mio livello di successo, parlare di me in modo negativo, cosa che continuano a fare. E proprio per questo è stato grandioso iniziare bene la nuova stagione e dimostrare che continuo ad avere quello che serve per competere per le prime posizioni”.

    Dopo essersi concesso tale sfogo, l’epta-iridato ha rivolto la propria attenzione alla stagione in corso, durante la quale l’attuale competitività lo ha visto comunque in grado di centrare un quarto e un terzo posto. 

    Risultati che per Hamilton devono tornare a essere la normalità, nella speranza che gli aggiornamenti in arrivo sulla SF-26 possano saziare la sua rinnovata fame di vittoria:

    “Sono stato a Maranello e questo è il momento giusto per incontrare le persone di ogni reparto e dire: «queste sono le componenti della monoposto con cui sto avendo più problemi, potete lavorarci?». L’anno scorso non potevamo avere questo tipo di incontri perché non avrebbe avuto alcun senso per la macchina che avevamo, ma siamo riusciti ad averli nuovamente in programma quest’anno”.

  • Ferrari, ADUO in arrivo: la conferma arriva da Antonelli

    Ferrari, ADUO in arrivo: la conferma arriva da Antonelli

    Niente è più travolgente del senso di onnipotenza che porta con sé una striscia di risultati positivi all’interno dei confini in continuo e rapido cambiamento della classe regina e nessuno, più di chi è aggrappato al vertice della classifica iridata, ne teme l’altrettanto straordinaria fugacità.

    Ed è proprio nella culla creatasi dalla potente combinazione di queste due sensazioni che sembrano nascere le recenti rivelazioni che Kimi Antonelli ha riservato ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, rilasciate dopo essersi affermato in Giappone come il più giovane leader della lotta mondiale della storia della Formula 1.

    Ad infestare i deboli, prematuri sogni iridati del giovane pilota bolognese, dopo la lotta intestina intrattenuta con George Russell, sembra stia giungendo anche un’opprimente nube di rosso, che minaccia di accecarlo fin dal ritorno in pista previsto per il primo fine settimana del mese di maggio.

    Con l’annullamento degli appuntamenti in Bahrain e Arabia Saudita, infatti, l’eleggibilità del Cavallino Rampante a beneficiario dell’ausilio rappresentato dall’ADUO si è virtualmente ridotta nei suoi tempi d’attesa e si è trovata ad essere confermata dallo stesso alfiere delle Frecce d’Argento (anche se è doveroso sottolineare che da parte della Federazione Internazionale non è ancora giunto alcun comunicato ufficiale, ndr):

    “So che ci saranno dei cambiamenti grossi: anche l’ADUO che è stato concesso alla Ferrari per esempio, che gli consentirà di sviluppare il motore… Sicuramente si avvicineranno moltissimo, perché comunque la loro macchina va forte e quindi se riescono anche a migliorare il motore si avvicineranno ulteriormente”.

    Quello intrattenuto dalle dichiarazioni di Antonelli, però, rimane un gioco costruito su equilibri estremamente sottili: se da un lato, quindi, il pilota italiano è consapevole dell’ipotetico slancio tecnico di cui potrebbe rendersi protagonista la SF-26 nel futuro prossimo, altrettanto convincente è la sua fiducia nei confronti di una W17 che, almeno in queste battute iniziali della nuova stagione, altro non fa che rispondere ad ogni suo impercettibile comando.

    “Non sono preoccupato più di tanto: alla fine una volta che andrò in pista penserò a fare quello che ho fatto negli scorsi week-end. Poi sono sicuro che comunque anche noi porteremo aggiornamenti abbastanza importanti: la macchina va già forte e c’è una bella dinamica nel team, quindi non sono preoccupato più di tanto, ma sono consapevole che gli altri team arriveranno prima o poi”.

  • Patrese: “La F1 non può permettersi un ritiro di Verstappen”

    Patrese: “La F1 non può permettersi un ritiro di Verstappen”

    Al termine del Gran Premio andato in scena lo scorso fine settimana in Giappone, a tenere banco più di quanto non abbia fatto la lotta intestina di casa Mercedes per la vetta della classifica mondiale è stato il tornado mediatico scatenatosi dopo le ripetute allusioni di Max Verstappen ad un suo ritiro quantomai imminente.

    Ad alimentare il fuoco delle frecciate dell’alfiere olandese, non immune a passate dichiarazioni dalla simile valenza, ha contribuito anche e soprattutto l’incidente che ha avuto come protagonista Oliver Bearman, fortunatamente rimasto illeso nonostante il durissimo impatto a cui la sua vettura è stata costretta per non centrare la monoposto di Franco Colapinto, rallentata nettamente dalla necessità di recuperare energia come da nuovo regolamento.

    Una decisione, quella a cui ha fatto eco ripetutamente il quattro volte Campione del Mondo, che, come sottolineato da Riccardo Patrese ai microfoni di una piattaforma di scommesse sportive, scuoterebbe dalle fondamenta il mondo della classe regina, che senza il nativo di Hasselt perderebbe non solo uno dei grandi protagonisti del suo albo, ma anche una delle figure che attraggono più pubblico tra quelle in griglia:

    “Non possiamo perdere Max dalla Formula 1 perché è il pilota che rende lo spettacolo molto migliore: la Formula 1 non può permettersi di perderlo e i fan non possono permettersi di perdere Verstappen dallo spettacolo”.

    Parole, quelle dell’ex pilota italiano, che sembrano risuonare come un monito all’interno di questo scenario tutt’altro che rassicurante, infiammato da un carattere che Verstappen non ha mai mancato di dimostrare sia nei limiti del tracciato che quando si tratta di mandarle a dire ai vertici della Federazione Internazionale:

    “Max ha già tratto molta soddisfazione da ciò che ha raggiunto. Forse ora dirà: «Basta, ne ho abbastanza, vado a pescare!». Ha un carattere molto forte: se si arrabbia, potrebbe benissimo andarsene. Vediamo cosa propone la FIA per migliorare la situazione: spero che abbiano le soluzioni giuste per accontentare i piloti”.

  • Hamilton dubbioso: “Non capisco questo regolamento”

    Hamilton dubbioso: “Non capisco questo regolamento”

    Il Gran Premio andato in scena in mattinata fra i ciliegi in fiore del Giappone ha regalato a tifosi e addetti ai lavori un numero di emozioni rimasto confinato tra la lotta intestina avente come protagoniste le due Ferrari e, in maniera particolare, lo show portato sul circuito di Suzuka da Charles Leclerc, autore di una serie di sorpassi da manuale.

    Le stesse micce prestazionali non sono state accese, al contrario, dal suo compagno di squadra, con un Lewis Hamilton che, nonostante il sesto posto in classifica finale a fare da suo risultato migliore degli ultimi tre anni sul tracciato nipponico, non è stato in grado di andare oltre la semplice gestione di gara per difendere la propria posizione a causa della scarsa performance che la sua Power Unit è sembrata offrirgli, soprattutto dal secondo stint in avanti.

    Non c’è quindi da stupirsi se dalle dichiarazioni rilasciate dal sette volte Campione del Mondo al termine del terzo appuntamento stagionale non traspare altro se non il suo totale soccombere a un senso di amara impotenza: la stessa, stando alle parole dell’alfiere britannico, di cui è stata vittima inerme anche la sua vettura.

    “Nel complesso, è stato tutto abbastanza terribile perché ero terzo e ho solo iniziato ad andare indietro, quindi devo capire dove stavo perdendo tutta quella potenza. Fin dall’inizio non riuscivo a tenere il passo degli altri, ho dovuto difendermi per tutto il tempo”.

    “In qualche modo oggi Charles aveva più potenza di me, con la stessa macchina. Quindi devo capire il perché. Lui ha fatto un buon lavoro per arrivare al terzo posto, ma mi mancava potenza”, ha aggiunto Lewis in zona mista.

    A preoccupare maggiormente l’epta-iridato di Stevenage, però, è il futuro prossimo verso cui la sua numero 44 si sta inevitabilmente e rapidamente dirigendo e all’interno del quale, Hamilton si auspica, ad aspettarlo ci sarà una maggiore comprensione di quelli che sono i nuovi meccanismi della classe regina accompagnata da un motore migliorato, su cui il Cavallino Rampante spera di poter mettere la firma, grazie anche all’ausilio dell’ADUO, entro il week-end di Miami:

    “Non capisco questo regolamento: gestisco la batteria dove mi chiedono di farlo, ma per qualche ragione poi mi manca potenza. Non so cosa e quanto si possa fare in un mese, ma speriamo di poter avere un motore nuovo entro Miami e poi vedremo cosa riusciremo a fare in quel momento”.

  • Leclerc cauto: “Noi più lontani da Mercedes di quanto sembra: la vittoria è difficile da centrare”

    Leclerc cauto: “Noi più lontani da Mercedes di quanto sembra: la vittoria è difficile da centrare”

    I primi due appuntamenti di questa stagione hanno presentato allo sguardo scrutatore degli appassionati una situazione che, almeno per quanto riguarda le posizioni al vertice, sembrerebbe volerci comunicare che la lotta da seguire più da vicino sarà quella che avrà come protagoniste una Mercedes al top della forma e una Ferrari che, seppur con un distacco prestazionale non trascurabile, tenta di tenerne il passo.

    Questa tendenza è facilmente individuabile soprattutto nei risultati che il Gran Premio d’Australia e quello di Cina hanno fatto registrare, con una Rossa che, in entrambe le occasioni, ha centrato quel terzo gradino del podio lasciato alla mercé della competizione da parte delle Frecce d’Argento soltanto perché la Federazione Internazionale non permette alle scuderie di far scendere in pista con i propri colori più di due alfieri.

    Nonostante il notevole sforzo compiuto da Lewis Hamilton e da Charles Leclerc per evitare che i colleghi di Brackley acquisiscano un vantaggio spropositato in una fase tanto prematura della stagione, la monoposto del Cavallino Rampante sembrerebbe trovarsi in una condizione di inferiorità rispetto alla W17 che non è da relegarsi solamente a una nuova era a cui gli uomini di Maranello devono ancora adattarsi.

    Stando alle dichiarazioni rilasciate dal numero 16 durante la conferenza stampa che ha preceduto il fine settimana di Suzuka, infatti, il gap che separa il suo team di appartenenza da quello tedesco non è così esiguo come spesso gli addetti ai lavori tendono a descriverlo, ma è, al contrario, ancora tutto da scoprire nella sua dimensione effettiva:

    “Non credo che siamo così vicini come forse la gente pensa. Ovviamente nelle prime gare vediamo molte lotte tra le vetture, il che in realtà è piuttosto bello, ma non appena sei un po’ fuori dalla zona ottimale con queste vetture perdi molto tempo sul giro. Quindi la nostra unica possibilità di stare al loro passo è quella di dar loro fastidio nei primi giri, ma non appena loro hanno aria libera, come hanno dimostrato nell’ultima gara, mostrano il loro vero ritmo, e penso che ci siano ancora quei quattro o cinque decimi che abbiamo visto in queste prime due gare”.

    Il monegasco di casa Ferrari ha, quindi, voluto invitare alla pazienza, accennando ad alcune modifiche a cui la SF-26 si assoggetterà nel futuro prossimo, ma dalle quali né gli uomini della Rossa né gli alfieri stessi prevedono scaturire miglioramenti tali da colmare interamente il divario che li separa dall’entrare propriamente in lotta per il titolo o, perlomeno, per la conquista del gradino più alto del podio:

    “Per ora siamo in una posizione discreta, ma ovviamente non siamo qui solo per salire sul podio. Vogliamo vincere delle gare, cosa che al momento sembra molto difficile perché la Mercedes è a un livello molto alto. Ma stiamo lavorando molto duramente e soprattutto il personale in fabbrica sta lavorando con grande impegno per apportare aggiornamenti il prima possibile. So che ci sono diverse novità in arrivo: se questo farà la differenza o meno non lo so e sono abbastanza sicuro che nemmeno gli altri si stiano prendendo una pausa, quindi sarà dura”.

  • Ocon durissimo: “Anche noi vogliamo più sorpassi, ma questo è solo caos”.

    Ocon durissimo: “Anche noi vogliamo più sorpassi, ma questo è solo caos”.

    I cambiamenti apportati dalla Federazione Internazionale alle Power Unit delle vetture della nuova generazione hanno scatenato una tempesta di opinioni che, in maniera particolare a seguito dei primi due appuntamenti della stagione, ha visto lo svilupparsi di non poche perplessità in buona parte dei tifosi e delle stesse personalità di spicco della classe regina.

    La necessità da parte delle monoposto di gestire i livelli di potenza elettrica a loro disposizione è arrivata a tradursi in non poche occasioni in una situazione di sorpasso e contro-sorpasso non gradita dai puristi della categoria, convinti che questa dinamica non faccia altro che rendere ampiamente prevedibile il tornaconto delle mosse degli alfieri.

    Ad aggiungersi a tali voci oppositive è stato anche Esteban Ocon, protagonista di un avvio di stagione poco brillante che non gli ha comunque vietato di esporsi, ai microfoni di RacingNews365, a sfavore del clima che tali normative hanno contribuito a costruire:

    “Non si tratta di go-kart: anche noi vogliamo più sorpassi, ma questo è solo caos. Non puoi mai effettivamente preparare un sorpasso e, se ci riesci, verrai sorpassato a tua volta: non si riesce a consolidare la posizione”.

    Il pilota di casa Haas ha poi voluto mettere l’accento sul rinnovarsi e rigenerarsi del gap prestazionale tra le diverse scuderie, alimentato da un regolamento che, a sua detta, tutto è stato in grado di fare fuorchè donarci uno scontro in pista degno di essere definito tale.

    “È difficile definirla una battaglia giusta, soprattutto tra i diversi team: alcuni riescono a sfruttare di più il deployment, altri sono molto più veloci nelle curve. È un sistema che crea grandissime differenze”.