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  • Leclerc: “È stato il mio miglior giro in questo 2026”

    Leclerc: “È stato il mio miglior giro in questo 2026”

    Le qualifiche brevi del Gran Premio d’Olanda si sono chiuse con la terza posizione per Charles Leclerc, staccato di soli 55 millesimi dalla pole position conquistata da George Russell.

    Un segnale chiaro e positivo da parte del monegasco, chiamato al rientro dalla pausa estiva a recuperare terreno in classifica iridata, in particolar modo nel confronto diretto con il compagno di squadra Lewis Hamilton, riscattando le sbavature della prima parte di campionato.

    A impressionare è stata soprattutto la rapidità con cui il numero 16 ha trovato il feeling con il nuovo fondo introdotto dalla Ferrari a Zandvoort: un aggiornamento montato sulla sua monoposto solo a ridosso del turno pomeridiano, senza aver avuto modo di provarlo nelle libere in via precauzionale.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Resta tuttavia un pizzico di amaro in bocca per una prima fila sfumata nell’ultimo settore, complice il calo di erogazione della potenza elettrica sul rettilineo finale. Nonostante questo deficit, Leclerc si è espresso con ottimismo ai microfoni della Formula 1:

    Ovviamente avrei preferito partire davanti, ma alla fine sono molto contento di come sia andata oggi. Penso sia stato il mio miglior giro di qualifica quest’anno: significa che stiamo lavorando nella giusta direzione anche per trovare quel feeling che a volte è mancato durante la stagione. È un buon passo avanti e, soprattutto dopo la sosta estiva, fa piacere ritrovare queste sensazioni. Ci è mancato davvero poco per la pole, ma siamo pienamente in lotta. Mi sono trovato a mio agio con la vettura fin dal mattino, sul passo gara è più difficile capire dove siamo per via del meteo variabile nelle prove, quindi dovremo attendere la Sprint, ma è senza dubbio un inizio di week-end positivo“.

  • Binotto: “Sainz in Audi? Accostamento che fa piacere, ma sono felice della nostra attuale coppia”

    Binotto: “Sainz in Audi? Accostamento che fa piacere, ma sono felice della nostra attuale coppia”

    Il nome di Carlos Sainz non poteva che essere tra i più chiacchierati di questa “silly season”.

    Il profilo dello spagnolo, forte delle vittorie conquistate in Formula 1 durante il suo trascorso in Ferrari, appare infatti difficilmente allineabile ai risultati ottenuti dalla Williams nella prima metà del campionato 2026.

    Una stasi prestazionale che ha inevitabilmente alimentato i rumor di mercato attorno al madrileno, facendo moltiplicare le indiscrezioni sul suo futuro.

    Tra le opzioni più accreditate spicca il presunto interessamento della Audi. Un’ipotesi che, se confermata, assumerebbe un significato particolare per Mattia Binotto, attuale responsabile del progetto Formula 1 della Casa di Ingolstadt, che ai tempi della sua gestione a Maranello volle personalmente Sainz per sostituire Sebastian Vettel.

    A fare chiarezza sulle voci è stato lo stesso Binotto che, in un’intervista rilasciata a Planet F1, ha commentato l’eventualità di ritrovare lo spagnolo sotto la propria gestione.

    Conosco Carlos molto bene ed è comprensibile che il suo nome venga accostato alla Audi, ma posso dire che sono estremamente soddisfatto della nostra coppia attuale“, ha chiarito il manager italo-svizzero. “Quando si parla di Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto si sottolinea spesso il mix tra esperienza e gioventù, io preferisco valutarli diversamente: sono due piloti estremamente veloci ed è questo che mi rende felice della nostra formazione“.

    Binotto ha poi evidenziato come l’accostamento di profili di alto livello rappresenti un riconoscimento importante per la crescita della scuderia di Ingolstadt, ormai impegnata nel consolidamento di una struttura da vertice.

    Il fatto che piloti affermati vengano accostati al nostro team non può che farmi piacere, perché dimostra la crescente credibilità del progetto“, ha aggiunto Binotto. “Significa che la percezione dall’esterno sulla nostra futura competitività non è più una semplice suggestione, ma una certezza. Il nostro obiettivo resta chiaro: vogliamo essere in lotta per il titolo entro il 2030“.

    Dichiarazioni con cui il responsabile del programma Audi, pur ribadendo piena fiducia nel duo Bortoleto-Hulkenberg, accoglie con favore il richiamo che il brand dei Quattro Anelli continua a esercitare sui grandi nomi del mercato piloti.

  • Red Bull, doppio innesto per il dopo Lambiase: McCullough e Hart verso Milton Keynes

    Red Bull, doppio innesto per il dopo Lambiase: McCullough e Hart verso Milton Keynes

    Con l’addio di Gianpiero Lambiase già programmato per il termine della stagione, negli ultimi mesi la Red Bull ha affrontato una delicata riorganizzazione della propria struttura in pista.

    Dopo un’attenta valutazione strategica e una serie di negoziati riservati, il board di Milton Keynes sembra ormai pronto a sciogliere le riserve sul profilo a cui affidare la guida dell’ingegneria di gara.

    Secondo quanto riportato dalla testata tedesca Bild, la scelta sarebbe caduta su Tom McCullough.

    Il britannico dovrebbe quindi abbandonare la carica di Performance Director in Aston Martin per assumere, dalla prossima stagione, la supervisione di tutte le operazioni strategiche e ingegneristiche della Red Bull nei fine settimana di gara, portando in dote un bagaglio tecnico fondamentale per ottimizzare i processi operativi del team.

    La successione di Lambiase richiede tuttavia una soluzione sdoppiata per coprire l’enorme peso specifico del suo doppio ruolo.

    Se a McCullough andrà la gestione macro-operativa, la delicatezza del rapporto diretto come ingegnere di pista di Max Verstappen sarà affidata a Tom Hart.

    Attualmente responsabile delle prestazioni all’interno della scuderia anglo-austriaca, Hart sarà chiamato a raccogliere un’eredità tecnica e psicologica di assoluto rilievo — al netto di possibili colpi di scena di mercato riguardanti il pilota olandese —, affiancando via radio il quattro volte Campione del Mondo durante l’attività in pista.

  • Verstappen: “Sono scioccato per il secondo posto di Budapest, mi domando come abbia fatto”

    Verstappen: “Sono scioccato per il secondo posto di Budapest, mi domando come abbia fatto”

    Quella di Max Verstappen in Ungheria è stata una gara a dir poco eccezionale: un saggio di coraggio, ambizione, cattiveria agonistica e puro controllo del mezzo, capace di lasciare a bocca aperta anche i più navigati della Formula 1.

    Lasciandosi alle spalle l’amarezza delle qualifiche, finite con un brutto testacoda, l’olandese è scattato splendidamente dalla quarta casella, infilandosi già in Curva 1 dietro le due McLaren.

    Da quel momento in poi, ogni tornata si è trasformata per Super Max in una strenua battaglia difensiva contro la Ferrari di Lewis Hamilton. Un duello acceso che si è ribaltato al primo passaggio ai box, scivolato a sfavore dell’olandese, ritrovatosi quindi a dover inseguire lo storico rivale.

    Ma il talento cristallino del nativo di Hasselt tocca il suo massimo bagliore proprio nella fase d’attacco, e anche questa volta Verstappen non ha deluso le attese.

    Tra il boato di un pubblico sbigottito, il quattro volte iridato si è ripreso la posizione sulla Rossa con una staccata da brividi: un capolavoro di aggressività e precisione che resterà negli annali della classe regina.

    Il Gran Premio di Max si è poi tramutato in una rincorsa agli avversari a suon di mescola soft, coronata sotto la bandiera a scacchi con una seconda piazza tanto incredibile quanto inaspettata.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Un risultato d’oro, maturato grazie al ritiro di Oscar Piastri e alla disastrosa strategia del Cavallino, ma costruito soprattutto sulla straordinaria capacità del pilota della Red Bull di domare una RB22 danneggiata, scorbutica e perennemente instabile.

    Al termine di una domenica ad altissima tensione emotiva, Verstappen ha analizzato la sua gara come segue:

    Per circa l’80% della gara la macchina era estremamente difficile da guidare ed è stato faticoso: avevamo gli stessi problemi delle qualifiche. Quando sono sceso dall’auto, inoltre, ho visto che c’era un buco nella carrozzeria. Ci sono tanti aspetti su cui dobbiamo lavorare. All’ultimo giro mi sono chiesto come diavolo sono arrivato secondo. Ero scioccato, e dire il vero lo sono ancora. Il sorpasso su Lewis? Era l’unica opportunità possibile, ho notato che non stava davvero prestando attenzione, quindi ho deciso per quella mossa: tutto sotto controllo“.

  • Leclerc: “Voglio guardare oltre il Q3 e provare a vincere”

    Leclerc: “Voglio guardare oltre il Q3 e provare a vincere”

    Le qualifiche del Gran Premio d’Ungheria si sono concluse con un esito stravolto dalle decisioni dei commissari arrivate al termine della sessione.

    Se la pole position è finita saldamente nelle mani di Lando Norris, le penalità inflitte a Lewis Hamilton e Andrea Kimi Antonelli hanno ridisegnato la griglia di partenza, consegnando a Charles Leclerc la prima fila.

    Inizialmente terzo a 238 millesimi dal tempo della McLaren e battuto in pista dal compagno di squadra, il monegasco beneficerà dell’arretramento di Hamilton dal secondo al quinto posto per un episodio di impeding.

    Un regalo importante che attenua l’amarezza per un sabato in cui il distacco dal britannico era maturato quasi esclusivamente tra la prima e la dodicesima curva.

    Quella consueta magia dell’ultimo tentativo in Q3, spesso marchio di fabbrica del numero 16, questa volta non si era vista a causa di una SF-26 rivelatasi molto più scorbutica rispetto ai tentativi precedenti.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Tuttavia, per Leclerc si apre ora un’opportunità d’oro per costruire una gara da protagonista, scattando direttamente dalla seconda casella al fianco di Norris e facendo leva su una monoposto particolarmente competitiva sul passo gara.

    Al termine delle caotiche qualifiche ungheresi, il monegasco ha analizzato la propria prestazione ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    Nel secondo run in Q3 l’auto è mancata del tutto, avevo davvero poco grip sul posteriore. Con il cambiamento del vento di oggi, ho fatto tanta fatica in Curva 1 e in Curva 12, e parlo di ben tre decimi. È stata una costante per tutto il giorno rispetto a Lewis, e questo è perché non sono stato abbastanza bravo io. Ho provato a fare qualcosa di diverso, ma ho fatto fatica fino alla fine. È sempre stata una pista difficile per il mio stile di guida, ma voglio anche guardare oltre e provare a vincere. Ieri andavamo molto bene sul passo gara, ma non sono sicuro di dove si trovino gli altri perché hanno fatto grandi step avanti. Avrò anche gomma usata nel primo stint, ma ci proverò comunque“.

  • Vasseur: “Vincere? Si può fare, stiamo crescendo passo dopo passo”

    Vasseur: “Vincere? Si può fare, stiamo crescendo passo dopo passo”

    Sotto il sole della Florida, la Formula 1 è tornata a essere degna del suo nome.

    Le qualifiche di Miami hanno infatti regalato uno spettacolo, con quattro team in battaglia per la conquista della pole position.

    A spuntarla è stata la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, con le Ferrari di Charles Leclerc e di Lewis Hamilton rispettivamente in terza e in sesta posizione.

    In un week-end importante per la SF-26, equipaggiata con un corposo pacchetto di aggiornamenti, il team principal del Cavallino Rampante, Frederic Vasseur, ha fatto il punto della situazione ai microfoni di Sky Sport F1 Italia.

    Queste le sue dichiarazioni:

    “Se guardiamo questa mattina e ieri, Mercedes oggi è più veloce mentre McLaren volava ieri, noi invece siamo sempre stati terzi. Siamo tutti nella stessa fase di comprensione. L’importante è essere costanti e fare dei buoni punti. Vincere domani? È sempre possibile quando parti dalla seconda fila ed è vero che fin dall’inizio della stagione abbiamo sempre fatto meglio in gara che in qualifica. Ho la sensazione che stiamo migliorando passo dopo passo. La strada è ancora lunga. Penso che la situazione di domani potrà essere anche dettata dal meteo”.

    Il dibattito si è poi spostato sul deficit di cavalli che la monoposto di Maranello sembra pagare sui diretti avversari:

    “Quanti cavalli in meno rispetto a Mercedes e Red Bull? Questo dovrete chiederlo alla FIA e non è solo una questione di cavalli, ma anche di erogazione di potenza. Credo che la Mercedes abbia cambiato la scelta tra ieri e oggi e siamo tutti in un processo di comprensione”.

    L’ingegnere francese ha infine affrontato il tema dell’ADUO, fattore che potrebbe consentire al Cavallino di intervenire sulla Power Unit per colmare il gap:

    “Fiducia nell’ADUO come soluzione? Io non devo avere fiducia o meno, noi dobbiamo concentrarci sullo sviluppo per spingere, portare aggiornamenti sul telaio come abbiamo fatto questo week-end e come faremo il prima possibile anche sul motore. Dobbiamo aspettare che esca il ranking della FIA e dopo capiremo se potremo sviluppare il motore o no. Ogni piccolo centesimo potrà fare la differenza alla fine. Ci sarà una convergenza di prestazioni e noi dobbiamo cercare di trovare quel decimo in più”.

  • Antonelli: “Sprint Qualifying pasticciata, la W17 ha preso vita solamente con le gomme soft”

    Antonelli: “Sprint Qualifying pasticciata, la W17 ha preso vita solamente con le gomme soft”

    I riflettori del venerdì di Miami, tornati ad accendersi dopo un mese di sosta, hanno premiato la competitività della McLaren, capace di monopolizzare la zona alta della griglia con la pole position e il terzo tempo nella Sprint Qualifying.

    A impedire una prima fila tutta color papaya è stato però Andrea Kimi Antonelli, protagonista di una scelta strategica audace: il giovane bolognese è uscito dai box per ultimo nella fase finale dell’SQ3, puntando tutto sull’evoluzione del tracciato e sulla pista più gommata.

    La scommessa ha pagato, permettendogli di scavalcare Oscar Piastri per appena 17 millesimi.

    In una giornata complessivamente opaca per le Frecce d’Argento, Antonelli è riuscito a fare la differenza, infliggendo un distacco pesante di ben quattro decimi al proprio compagno di squadra.

    George Russell è apparso infatti ancora una volta in netta difficoltà nel confronto diretto con l’italiano, attuale leader della classifica iridata, che ha dimostrato una superiore capacità di estrarre il massimo potenziale dalla monoposto nel momento decisivo della sessione.

    Nel post-qualifica, ai microfoni di F1 TV, il pilota della Mercedes ha analizzato la sua prestazione con sincerità, ammettendo di aver vissuto una sessione non priva di ostacoli prima dell’ultimo colpo di reni:

    “È stata una sessione un po’ pasticciata, ho faticato parecchio con la mia macchina. Con le medie non sono riuscito a fare un buon giro, poi con le soft tutto d’un tratto la macchina ha preso vita e io mi sono sentito più a mio agio. Ovviamente è stato un peccato non provare le soft nelle FP1, ma penso che ci fosse un po’ di margine. Penso comunque che malgrado tutto questo sia un risultato discreto. Con il team abbiamo fatto un gran lavoro di recupero e ora guardiamo con ottimismo a domani. Senza dubbio questa sera analizzeremo a fondo per capire cosa potremo fare meglio per andare più veloce domani”.