Tag: Gran Premio di Cina

  • FIA, le dichiarazioni di Tombazis sono gravissime e inaccettabili

    FIA, le dichiarazioni di Tombazis sono gravissime e inaccettabili

    Le dichiarazioni rilasciate da Nikolas Tombazis nel corso delle prime prove libere del Gran Premio del Giappone non sono state solamente un maldestro tentativo di gettare acqua sul fuoco, ma rappresentano una pericolosissima ammissione di debolezza da parte di chi dovrebbe essere il garante supremo del regolamento.

    Definire la chiusura ritardata del flap Mercedes come un “piccolo inconveniente meccanico” che non merita attenzione è un insulto alla logica di uno sport che, per definizione, vive di millesimi e inevitabilmente di millimetri.

    Il responsabile tecnico FIA delle monoposto, ha parlato di un approccio “pragmatico”, spiegando che la Federazione non è pronta e intenzionata a portare ogni minima irregolarità davanti ai commissari per evitare di dimezzare la griglia.

    Un’argomentazione che baratta la certezza del diritto con una presunta salvaguardia dello spettacolo, trasformando il regolamento tecnico in un canovaccio interpretabile a piacimento.

    Se un’ala si muove fuori dai tempi consentiti, la vettura è irregolare. Punto. E non esiste una zona grigia dove il dolo o il guasto meccanico possano sanare una chiara violazione del regolamento tecnico.

    La conformità di una vettura, peraltro, non è un concetto elastico legato al vantaggio aerodinamico ottenuto: un’auto è regolare oppure non lo è.

    Introdurre la variabile del “guadagno prestazionale” per decidere se sanzionare o meno un’infrazione significa smantellare la certezza delle norme.

    Se un componente non rispetta i parametri prefissati, l’irregolarità sussiste per il solo fatto di esistere, indipendentemente dalle intenzioni del team o dall’effettiva utilità tecnica del malfunzionamento.

    Ancora più grave è il distinguo fatto rispetto al “plank”: secondo Tombazis, l’usura del fondo garantisce un guadagno diretto, mentre un flap mobile sarebbe sostanzialmente una questione secondaria.

    È una visione miope che ignora come ogni deviazione dai parametri prefissati influisca sul bilanciamento o sulla velocità di punta.

    Affermare che “correrebbero la metà delle macchine” se si applicasse il regolamento alla lettera è, inoltre, una dichiarazione gravissima e kafkiana: è ammettere che la Formula 1 attuale è un autentico far west dove la FIA ha deciso di chiudere un occhio per pigrizia o, peggio, per timore reverenziale verso i costruttori e coloro che ancora si sforzano di seguire questo sport (se di sport ancora si tratta).

    La Formula 1 non ha bisogno di pacche sulla spalla, ha bisogno di una Federazione che faccia rispettare le regole che lei stessa ha scritto.

    Tollerare queste anomalie in nome della “complessità delle auto” significa autorizzare i team a testare i limiti della legalità, sapendo che, mal che vada, riceveranno solo un invito a risolvere il problema per la gara successiva (o addirittura per l’anno successivo).

    Ed è francamente inammissibile.

  • Ali bi-fase, la FIA accetta le spiegazioni della Mercedes: semplice errore di calcolo in Cina

    Ali bi-fase, la FIA accetta le spiegazioni della Mercedes: semplice errore di calcolo in Cina

    Le immagini della W17 di Andrea Kimi Antonelli raccolte durante il Gran Premio di Cina hanno acceso un pesante faro sulla gestione dell’aerodinamica attiva in casa Mercedes, sollevando dubbi sulla legalità di un sistema apparso fin troppo “malleabile”.

    I filmati hanno mostrato una transizione dell’ala anteriore tutt’altro che lineare: il flap, invece di scattare tra le due configurazioni fisse previste dal regolamento, è parso indugiare in uno stato intermedio durante la frenata, per poi chiudersi completamente solo nelle fasi finali di approccio al tornantino.

    Una dinamica che si scontra frontalmente con l’Articolo 3.10.10 del regolamento tecnico, il quale impone una transizione netta tra le modalità “straight” e “corner” in un tempo massimo di 0.4 secondi.

    Il comportamento osservato a Shanghai non solo ha superato ampiamente la soglia dei 400 millisecondi, ma ha palesato l’esistenza di stati intermedi tassativamente vietati, spingendo diversi team rivali (McLaren e Ferrari in primis) a chiedere chiarimenti formali alla Federazione.

    La difesa di Brackley, accettata senza alcun problema come soddisfacente dai commissari, poggia su un banale errore di calcolo idraulico.

    Secondo la ricostruzione di Mercedes, il sistema non sarebbe stato progettato per raggirare le norme, ma sarebbe rimasto vittima delle enormi pressioni aerodinamiche generate alle alte velocità del lungo rettilineo di Shanghai.

    In sostanza, la pressione idraulica impostata dal team non era sufficiente a contrastare la forza dell’aria che spingeva il flap verso il basso, impedendogli di tornare nella posizione “corner” finché la velocità della monoposto non fosse scesa sotto una determinata soglia.

    Solo con il calo del carico aerodinamico in staccata il sistema è riuscito a vincere la resistenza esterna, completando il movimento con un ritardo evidente e irregolare.

    Nonostante l’evidenza tecnica di una vettura che ha corso per l’intero Gran Premio con un’ala dal comportamento non conforme ai tempi di attivazione, la FIA ha deciso di non procedere con sanzioni, archiviando il caso come un malfunzionamento involontario.

    Si tratta di una decisione che appare estremamente magnanima, se si considera che in Formula 1 la non conformità tecnica, a prescindere dall’intenzionalità, viene solitamente punita con la squalifica immediata.

  • Oltre il deployment: ecco come Ferrari vuole estrarre nuovi cavalli dalla sua Power Unit

    Oltre il deployment: ecco come Ferrari vuole estrarre nuovi cavalli dalla sua Power Unit

    L’avvio della stagione 2026 ha messo a nudo un verdetto che a Maranello stanno analizzando con estrema attenzione: la Ferrari SF-26 è una vettura eccellente per equilibrio e gestione del telaio, ma paga ancora dazio nei confronti della cavalleria Mercedes. 

    Il cuore della questione risiede nel motore a combustione interna di Brixworth che, stando alle analisi comparative dei competitor, riuscirebbe a sprigionare circa 15 cavalli in più rispetto all’unita termica italiana.

    Per rispondere a questa superiorità, come raccontato da AutoRacer.it, i motoristi del Cavallino Rampante hanno individuato nel famigerato e discusso rapporto di compressione la chiave di volta per il prossimo step evolutivo

    Attualmente la Power Unit di Maranello lavora su un valore di 16.0:1, ma l’obiettivo dei tecnici è quello di innalzare e stabilizzare questa soglia

    Non si tratta solo di una caccia alla potenza pura per chiudere il gap nei confronti della Stella, ma di una scelta mirata all’efficienza: un rapporto di compressione superiore permetterebbe infatti di mantenere le prestazioni costanti nel tempo, limitando il decadimento della spinta con il passare dei chilometri.

    Sul versante dell’energia elettrica, la situazione è più bilanciata. 

    Sebbene l’hardware Ferrari sia considerato all’avanguardia, è nella gestione del deployment che la Mercedes continua a dettare i ritmi. 

    Tuttavia, il lavoro svolto durante le sessioni Sprint ha permesso ai tecnici in rosso di studiare le contromisure, integrando nuove logiche di scarico della potenza che hanno già iniziato a dare frutti in termini di bilanciamento complessivo.

  • Antonelli nella storia della Formula 1: è il più giovane poleman di sempre

    Antonelli nella storia della Formula 1: è il più giovane poleman di sempre

    Le qualifiche del Gran Premio di Cina consegnano alla storia una giornata memorabile per il motorsport tricolore: Andrea Kimi Antonelli conquista la sua prima pole position in carriera e diventa ufficialmente il più giovane poleman nella storia della Formula 1. 

    Il talento italiano ha fermato il cronometro sull’1:32.064, un riferimento inarrivabile per gli altri che sancisce il suo status di nuova stella polare del Circus. 

    La prima fila tutta Mercedes è completata da George Russell, staccato di 222 millesimi, a conferma di una superiorità tecnica della compagine di Brackley che sul giro secco resta ancora il riferimento assoluto grazie all’efficienza della propria Power Unit.

    In casa Ferrari, la seconda fila parla le lingue di Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Il sette volte iridato si è preso la terza piazzola (+0.351), precedendo per un soffio il compagno di squadra monegasco (+0.364). 

    Nonostante un telaio apparso estremamente bilanciato e preciso nei tratti guidati dello Shanghai International Circuit, la SF-26 ha dovuto ancora una volta fare i conti con il gap di potenza nei lunghi rettilinei cinesi, un deficit che ha impedito alle Rosse di insidiare concretamente il primato del giovane bolognese. 

    Alle loro spalle si attestano le McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris, mentre Pierre Gasly porta l’Alpine in settima posizione davanti a un Max Verstappen ancora in evidente crisi d’identità con la sua Red Bull.

    Se le zone nobili della classifica sorridono al tricolore, il fondo della griglia racconta una storia fatta di crisi tecniche profonde e delusioni cocenti. 

    Se si parla molto del momento nero di Aston Martin e delle comprensibili difficoltà di crescita della neonata Cadillac, è la Williams a configurarsi come la vera delusione di questo inizio 2026

    L’eliminazione in Q1 di Alexander Albon, accompagnata da team radio carichi di frustrazione, e il naufragio di Carlos Sainz evidenziano i limiti di una struttura che, nonostante la disponibilità del miglior motore del lotto, non è ancora riuscita a interpretare il nuovo corso regolamentare, restando impantanata nelle ultime file.

  • Russell vince la Sprint Race cinese, Ferrari ripone le proprie speranze nel sistema ADUO

    Russell vince la Sprint Race cinese, Ferrari ripone le proprie speranze nel sistema ADUO

    George Russell concede il bis a Shanghai e si aggiudica la prima Sprint Race del 2026, confermando una superiorità Mercedes schiacciante.

    La gara breve sul tracciato cinese è stata caratterizzata da una fase iniziale – esattamente con accaduto a Melbourne – incandescente, con Lewis Hamilton autore di uno scatto magistrale che lo ha portato a contendere la leadership al numero 63 per diverse tornate. 

    Il duello tra i due ex compagni di squadra ha infiammato i primi giri, mettendo in luce l’ottimo bilanciamento della Ferrari nei tratti guidati, prima che l’efficienza della Power Unit anglo-tedesca permettesse a Russell di riprendere il comando e scavare un solco. 

    Nemmeno l’ingresso della Safety Car nel finale, causata dal ritiro dell’Audi di Nico Hulkenberg, ha rimescolato i valori al vertice: alla ripartenza Russell ha gestito agilmente, chiudendo davanti a un ottimo Charles Leclerc, abile nello scavalcare Hamilton attraverso una migliore gestione degli pneumatici.

    Il “podio” finale vede dunque Russell precedere le due Rosse di Charles e Lewis, quest’ultimo tornato protagonista di una prestazione solida e combattiva.

    Appena fuori dalla top three si è piazzata la McLaren di Lando Norris, seguita da Andrea Kimi Antonelli

    Il giovane talento italiano della Mercedes è stato autore di una gara in salita: dopo una partenza difficile che lo ha visto scivolare a centro gruppo, il bolognese ha dovuto scontare una penalità di 10 secondi – pagata durante la sosta in regime di Safety Car – per un contatto ravvicinato con la Red Bull di Isack Hadjar nelle battute iniziali. 

    Nonostante l’handicap, Kimi è comunque riuscito a risalire fino alla quinta posizione, limitando i danni in ottica campionato. 

    Nelle retrovie prosegue invece il calvario di Max Verstappen, solo nono e ancora una volta lontano dalla zona punti, a conferma di una RB22 che sembra aver perso completamente la bussola.

    Il dominio velocistico della Mercedes, evidente soprattutto nelle fasi di ripartenza e sui lunghi rettilinei cinesi, continua ad alimentare dibattiti e polemiche. 

    Molti appassionati, frustrati da questo predominio, attendono il primo giugno come uno spartiacque decisivo per la questione del rapporto di compressione e delle misurazioni effettuate a caldo

    Tuttavia, è necessario raffreddare gli entusiasmi di chi ipotizza un imminente rimescolamento dei valori: le informazioni raccolte suggeriscono infatti che la Mercedes sia già ampiamente conforme al limite dei 130 gradi

    Si tratta di una soglia termica considerata estremamente conservativa per una rilevazione a caldo, il che rende improbabile che il nuovo protocollo possa limitare l’efficienza della camera di combustione dei motori di Brixworth.

    In questo scenario, l’unica strada percorribile per la Ferrari (a cui va dato il merito di aver realizzato una grande macchina) consiste nello sviluppo integrale di una nuova Power Unit.

    A Maranello i tecnici sono già al lavoro su un nuovo propulsore, con l’obiettivo – qualora i dati a disposizione della FIA lo consentano – di introdurre l’unità aggiornata entro il Gran Premio del Belgio sfruttando le maglie del sistema ADUO.

    La solidità del vantaggio della Stella è emersa chiaramente anche nella gara di oggi: secondo quanto appreso da Motorsport.com Italia, le W17 hanno girato con una mappatura 3.5 su una scala di 5.0, gestendo la corsa con un margine di potenza residua ancora enorme.

    Nonostante la salita appaia ripida, la Scuderia non ha comunque alcuna intenzione di alzare bandiera bianca, facendo leva su una reattività che a Maranello non si vedeva da anni.