Autore: Angelo Marchese

  • Vasseur: “Le strategie per la gara sono aperte, e attenzione al meteo”

    Vasseur: “Le strategie per la gara sono aperte, e attenzione al meteo”

    Le qualifiche del Gran Premio d’Olanda si sono rivelate una doccia fredda per la Ferrari, costretta ad accontentarsi della terza fila con il quinto tempo di Lewis Hamilton e il sesto di Charles Leclerc.

    Un verdetto amaro, soprattutto alla luce delle premesse incoraggianti emerse nei turni precedenti e del cauto ottimismo che si respirava nel box di Maranello. Se da una parte il pilota britannico è riuscito a compiere un passo avanti sul giro secco, dall’altra il monegasco non ha replicato la brillantezza mostrata al venerdì.

    Ad aggravare la situazione in pista hanno contribuito anche le scelte del muretto, che non è riuscito a interpretare al meglio l’arrivo della pioggia e la corretta gestione dell’energia della batteria lungo l’arco del giro.

    Su un tracciato selettivo e stretto come quello di Zandvoort, dove i sorpassi restano un’impresa e la posizione di partenza è quasi metà dell’opera, la domenica del Cavallino si preannuncia in salita. L’imperativo per il Gran Premio resta comunque la rimonta, come spiegato dal team principal Frederic Vasseur ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    Chiaramente questo non era il nostro obiettivo. Abbiamo lavorato per massimizzare i giri di preparazione e il giusto timing, ma con la pioggia nel finale abbiamo perso un po’ la bussola. Il lato positivo è che abbiamo un set di soft nuovo per la gara, anche se, come abbiamo visto stamattina, è molto difficile sorpassare e sarebbe stato meglio impiegarlo per ottenere una posizione di partenza migliore in griglia. Non credo che il doppio giro di lancio sia stato il problema principale: in questo week-end siamo un passo indietro rispetto alla McLaren e ci mancano due o tre decimi. Loro hanno svolto un ottimo lavoro nel giro conclusivo, preferendo una preparazione singola. Ora siamo concentrati sulla gara: Charles è riuscito a compiere un sorpasso al mattino e noi abbiamo quel treno di gomme nuove in più, quindi dobbiamo guardare avanti con fiducia. Le strategie sono aperte e c’è anche la variabile meteo in ballo: avremo diverse opportunità per giocare d’attacco“.

  • Leclerc: “È stato il mio miglior giro in questo 2026”

    Leclerc: “È stato il mio miglior giro in questo 2026”

    Le qualifiche brevi del Gran Premio d’Olanda si sono chiuse con la terza posizione per Charles Leclerc, staccato di soli 55 millesimi dalla pole position conquistata da George Russell.

    Un segnale chiaro e positivo da parte del monegasco, chiamato al rientro dalla pausa estiva a recuperare terreno in classifica iridata, in particolar modo nel confronto diretto con il compagno di squadra Lewis Hamilton, riscattando le sbavature della prima parte di campionato.

    A impressionare è stata soprattutto la rapidità con cui il numero 16 ha trovato il feeling con il nuovo fondo introdotto dalla Ferrari a Zandvoort: un aggiornamento montato sulla sua monoposto solo a ridosso del turno pomeridiano, senza aver avuto modo di provarlo nelle libere in via precauzionale.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Resta tuttavia un pizzico di amaro in bocca per una prima fila sfumata nell’ultimo settore, complice il calo di erogazione della potenza elettrica sul rettilineo finale. Nonostante questo deficit, Leclerc si è espresso con ottimismo ai microfoni della Formula 1:

    Ovviamente avrei preferito partire davanti, ma alla fine sono molto contento di come sia andata oggi. Penso sia stato il mio miglior giro di qualifica quest’anno: significa che stiamo lavorando nella giusta direzione anche per trovare quel feeling che a volte è mancato durante la stagione. È un buon passo avanti e, soprattutto dopo la sosta estiva, fa piacere ritrovare queste sensazioni. Ci è mancato davvero poco per la pole, ma siamo pienamente in lotta. Mi sono trovato a mio agio con la vettura fin dal mattino, sul passo gara è più difficile capire dove siamo per via del meteo variabile nelle prove, quindi dovremo attendere la Sprint, ma è senza dubbio un inizio di week-end positivo“.

  • Wolff: “Non sopporto la procedura di partenza con secondi aggiuntivi e allarme antincendio”

    Wolff: “Non sopporto la procedura di partenza con secondi aggiuntivi e allarme antincendio”

    L’avvento delle Power Unit con ripartizione paritetica tra spinta termica ed elettrica ha profondamente modificato le dinamiche della Formula 1, come ben delineato nel corso di questa stagione.

    Nonostante l’aumento di sorpassi di matrice artificiale, sbandierati da Liberty Media come un trionfo per lo show, l’orizzonte della massima categoria sembra comunque sorridere alle richieste dei puristi.

    Se da un lato il ritorno alle iconiche architetture V10 o V12 resta una suggestione irrealizzabile, dall’altro la rotta tracciata da FIA e Formula 1 per il prossimo ciclo regolamentare punta a ridimensionare il peso della componente elettrica, restituendo centralità al motore termico.

    A confermare questa traiettoria, in un’intervista rilasciata alla testata RacingNews365, è stato il team principal della Mercedes Toto Wolff:

    Sto parlando con il presidente Ben Sulayem e con Stefano Domenicali, oltre che con gli altri costruttori di motori. Al momento questi motori piacciono solo a chi vuole tanti sorpassi. Personalmente non sopporto le vetture che salgono di giri sulla griglia di partenza per 10 secondi prima del via: sembra un allarme antincendio. Nel medio-lungo termine, parlando di un orizzonte di tre o quattro anni allo stato attuale, torneremo a un motore a combustione che rappresenti più del 50% delle prestazioni. Ben Sulayem vuole un V8, che ha un bel suono, e una batteria più limitata. Penso che il rapporto sarà di circa 80:20, con una potenza complessiva di 1.000 cavalli. Non sono sicuro che sarà aspirato o meno, ma credo che questa sia la direzione verso cui sta andando la Formula 1 e, da purista, la cosa mi piace“.

    Il manager austriaco ha poi fatto il punto sui correttivi e sugli sviluppi previsti per gli attuali propulsori nel breve periodo:

    Abbiamo davanti altri anni con queste Power Unit, ma bisogna riprogettare il motore. Se aumenti il flusso di carburante, che è ciò che stiamo facendo, hai più cavalli, e poi c’è dell’hardware che devi adattare. Avremmo voluto 50 kilowatt in più per il prossimo anno, ma la Ferrari ha posto il veto. Quindi avremo uno step di 20 kilowatt e poi, nel 2028, uno step di 50 kilowatt“.

  • Newey: “Il rapporto con Honda è decisamente migliorato”

    Newey: “Il rapporto con Honda è decisamente migliorato”

    Dopo un inizio di stagione a dir poco disastroso, l’Aston Martin è riuscita a portare in Ungheria una AMR26 profondamente rivisitata, frutto del lavoro incessante condotto da Adrian Newey.

    Da cenerentola della griglia – tacciata fin troppe volte di esprimere prestazioni quasi da Formula 2 – la vettura di Silverstone ha compiuto un salto in avanti significativo.

    Certo, il tredicesimo e il quattordicesimo posto colti a Budapest, rispettivamente da Lance Stroll e da Fernando Alonso, non fanno gridare al miracolo, ma raccontano solo una parte della verità. La squadra inglese ha infatti deliberato un pacchetto riorganizzato su molteplici fronti, che richiede un periodo di studio e affinamento al pari di una monoposto nuova di zecca.

    Archiviato un primo esito incoraggiante per il telaio e l’aerodinamica, il focus della scuderia britannica dovrà ora rivolgersi anche alla Spec 2 della Power Unit Honda che, dopo essere stata collaudata durante un filming day, è pronta al debutto ufficiale in occasione del Gran Premio d’Olanda.

    Ricevuta la luce verde per l’utilizzo dei benefici ADUO, i tecnici nipponici si sono concentrati sulla velocizzazione del processo di combustione e sulla riduzione degli attriti interni, con un guadagno stimato nell’ordine di diverse decine di cavalli.

    Non rimane, quindi, che attendere il fine settimana di Zandvoort per verificare se il binomio Aston Martin-Honda sia finalmente pronto a sbocciare secondo le promesse prestagionali, scenario sul quale lo stesso Adrian Newey si è espresso con evidente soddisfazione:

    Credo che ciò che sia realmente progredito sia la relazione con la Honda. Da quello che si può definire un inizio disastroso, l’aspetto positivo, perché si cerca sempre di vedere il lato positivo, è che ha portato Honda e noi di Aston Martin a instaurare una stretta collaborazione, e continuiamo a svilupparla in tutti i settori. Sono quindi molto soddisfatto dei progressi che stiamo facendo dal punto di vista delle relazioni. Di solito, se le relazioni migliorano, anche le prestazioni migliorano“.

  • Ferrari aggressiva: il piano di sviluppi per la seconda metà di 2026 prevede aggiornamenti costanti

    Ferrari aggressiva: il piano di sviluppi per la seconda metà di 2026 prevede aggiornamenti costanti

    In vista della seconda parte di campionato, la Ferrari punta a riaprire la caccia alla Mercedes forte di una SF-26 che, almeno sul fronte della piattaforma tecnica, si è rivelata una base solida e ricca di potenziale da sviluppare.

    Secondo quanto riportato da AutoRacer.it, la Scuderia di Maranello dispone ancora delle risorse necessarie per evolvere la monoposto, complice un progetto di inizio anno nato sano e privo di criticità strutturali.

    La Rossa potrà quindi concentrare le proprie forze sull’incremento puro delle prestazioni, con due importanti evoluzioni già pianificate per la seconda parte del campionato, affiancate da affinamenti di minor entità.

    Il primo appuntamento chiave è fissato per Zandvoort, dove debutterà un’importante evoluzione del fondo introdotto al Montmeló.

    La specifica vista in Spagna si è rivelata una base ideale per il lavoro degli uomini guidati da Frederic Vasseur, intenzionati ora a estrarre ulteriore carico aerodinamico e ad ampliare la finestra di utilizzo della vettura.

    A Monza sarà invece la volta del nuovo turbocompressore, legato agli sviluppi concessi dal regolamento ADUO. L’introduzione della nuova componente meccanica si accompagnerà a una configurazione aerodinamica da basso carico, pensata appositamente per le caratteristiche del tracciato brianzolo.

    La Power Unit aggiornata garantirà un incremento prestazionale sui lunghi rettilinei e diventerà la specifica definitiva con cui la Ferrari affronterà il finale di stagione, in attesa di poter intervenire più a fondo sull’architettura del propulsore nel 2027.

    Lo sviluppo della SF-26 non si fermerà comunque in Brianza: un ulteriore pacchetto, sempre secondo AutoRacer.it, è già in fase di progettazione e potrebbe debuttare nel corso dell’autunno, a conferma della volontà di Maranello di spingere fino all’ultimo sulla vettura attuale.

    La Ferrari si trova così nella posizione di poter evolvere una piattaforma che non ha richiesto costose correzioni in corsa.

    Un fattore strategico che potrebbe rivelarsi un vantaggio rispetto ai rivali diretti: la Red Bull è stata costretta a spendere risorse per rivedere il concept della propria monoposto, la Mercedes appare orientata a concentrare gli sforzi su pochi interventi chiave, mentre la McLaren prosegue nel lavoro di affinamento dell’efficienza complessiva.

  • Binotto: “Sainz in Audi? Accostamento che fa piacere, ma sono felice della nostra attuale coppia”

    Binotto: “Sainz in Audi? Accostamento che fa piacere, ma sono felice della nostra attuale coppia”

    Il nome di Carlos Sainz non poteva che essere tra i più chiacchierati di questa “silly season”.

    Il profilo dello spagnolo, forte delle vittorie conquistate in Formula 1 durante il suo trascorso in Ferrari, appare infatti difficilmente allineabile ai risultati ottenuti dalla Williams nella prima metà del campionato 2026.

    Una stasi prestazionale che ha inevitabilmente alimentato i rumor di mercato attorno al madrileno, facendo moltiplicare le indiscrezioni sul suo futuro.

    Tra le opzioni più accreditate spicca il presunto interessamento della Audi. Un’ipotesi che, se confermata, assumerebbe un significato particolare per Mattia Binotto, attuale responsabile del progetto Formula 1 della Casa di Ingolstadt, che ai tempi della sua gestione a Maranello volle personalmente Sainz per sostituire Sebastian Vettel.

    A fare chiarezza sulle voci è stato lo stesso Binotto che, in un’intervista rilasciata a Planet F1, ha commentato l’eventualità di ritrovare lo spagnolo sotto la propria gestione.

    Conosco Carlos molto bene ed è comprensibile che il suo nome venga accostato alla Audi, ma posso dire che sono estremamente soddisfatto della nostra coppia attuale“, ha chiarito il manager italo-svizzero. “Quando si parla di Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto si sottolinea spesso il mix tra esperienza e gioventù, io preferisco valutarli diversamente: sono due piloti estremamente veloci ed è questo che mi rende felice della nostra formazione“.

    Binotto ha poi evidenziato come l’accostamento di profili di alto livello rappresenti un riconoscimento importante per la crescita della scuderia di Ingolstadt, ormai impegnata nel consolidamento di una struttura da vertice.

    Il fatto che piloti affermati vengano accostati al nostro team non può che farmi piacere, perché dimostra la crescente credibilità del progetto“, ha aggiunto Binotto. “Significa che la percezione dall’esterno sulla nostra futura competitività non è più una semplice suggestione, ma una certezza. Il nostro obiettivo resta chiaro: vogliamo essere in lotta per il titolo entro il 2030“.

    Dichiarazioni con cui il responsabile del programma Audi, pur ribadendo piena fiducia nel duo Bortoleto-Hulkenberg, accoglie con favore il richiamo che il brand dei Quattro Anelli continua a esercitare sui grandi nomi del mercato piloti.

  • Red Bull, doppio innesto per il dopo Lambiase: McCullough e Hart verso Milton Keynes

    Red Bull, doppio innesto per il dopo Lambiase: McCullough e Hart verso Milton Keynes

    Con l’addio di Gianpiero Lambiase già programmato per il termine della stagione, negli ultimi mesi la Red Bull ha affrontato una delicata riorganizzazione della propria struttura in pista.

    Dopo un’attenta valutazione strategica e una serie di negoziati riservati, il board di Milton Keynes sembra ormai pronto a sciogliere le riserve sul profilo a cui affidare la guida dell’ingegneria di gara.

    Secondo quanto riportato dalla testata tedesca Bild, la scelta sarebbe caduta su Tom McCullough.

    Il britannico dovrebbe quindi abbandonare la carica di Performance Director in Aston Martin per assumere, dalla prossima stagione, la supervisione di tutte le operazioni strategiche e ingegneristiche della Red Bull nei fine settimana di gara, portando in dote un bagaglio tecnico fondamentale per ottimizzare i processi operativi del team.

    La successione di Lambiase richiede tuttavia una soluzione sdoppiata per coprire l’enorme peso specifico del suo doppio ruolo.

    Se a McCullough andrà la gestione macro-operativa, la delicatezza del rapporto diretto come ingegnere di pista di Max Verstappen sarà affidata a Tom Hart.

    Attualmente responsabile delle prestazioni all’interno della scuderia anglo-austriaca, Hart sarà chiamato a raccogliere un’eredità tecnica e psicologica di assoluto rilievo — al netto di possibili colpi di scena di mercato riguardanti il pilota olandese —, affiancando via radio il quattro volte Campione del Mondo durante l’attività in pista.

  • Serra: “La SF-26 è il progetto a cui ho dedicato più energie”

    Serra: “La SF-26 è il progetto a cui ho dedicato più energie”

    Per i team di Formula 1 la pausa estiva rappresenta uno snodo cruciale, il momento ideale per tracciare i bilanci confrontando le aspettative iniziali con i riscontri della pista e definire la rotta da seguire per la seconda metà di campionato.

    In casa Ferrari si vivono giornate intense e cariche di pressione agonistica. Se da un lato l’occupazione delle posizioni di vertice alimenta le ambizioni del Cavallino, dall’altro le prestazioni mostrate dalla Mercedes impongono la massima attenzione per le prossime gare.

    A Maranello l’imperativo resta uno solo: continuare a evolversi.

    A confermarlo ad Autosprint è stato il direttore tecnico del telaio della Rossa, Loic Serra:

    Un voto a questa Ferrari? Potremo darlo solo a fine stagione. L’aspetto che mi soddisfa maggiormente è la dinamica interna al team. Fin dall’inizio del campionato abbiamo visto come le squadre progrediscano a step non sincronizzati: non appena un costruttore porta in pista degli aggiornamenti compie un balzo in avanti, facendo scivolare indietro chi in quel momento non ha novità. Per questo motivo solo alla fine del campionato avremo un quadro chiaro. In Formula 1 chi non si concentra sul domani è destinato a soccombere“.

    L’ingegnere francese, arrivato a Maranello su forte spinta di Frederic Vasseur, ha poi analizzato la genesi della monoposto:

    Non considero questa vettura come mia, è piuttosto il frutto del lavoro coordinato di un grande gruppo di professionisti. Si tratta senz’altro del progetto a cui ho dedicato più energie da quando sono arrivato in Ferrari, anche perché si inserisce in un nuovo ciclo regolamentare che ci ha imposto di partire da un foglio bianco. Non si è trattato di sviluppare un concetto preesistente, ma di avviare un lavoro da zero a 360 gradi. Un progetto in costante divenire, continuamente soggetto a sviluppi. Se sono soddisfatto? Non ci si può mai ritenere pienamente contenti, bisogna sempre cercare di andare oltre e continuare a spingere“.

  • Norris: “La Formula 1 vuole solo macinare soldi. Pur di avere Audi guardate come è finita”

    Norris: “La Formula 1 vuole solo macinare soldi. Pur di avere Audi guardate come è finita”

    Il 66% di gradimento registrato sulla piattaforma F1 Fan Voice ha permesso a Liberty Media di crogiolarsi su una metrica che il management ha giudicato solida e che ha consentito a Stefano Domenicali di rispedire al mittente tutte le critiche arrivate da piloti e addetti ai lavori.

    Eppure, al di là dei dubbi sulla metodica di questi sondaggi, i conti non tornano del tutto: nonostante i numeri record esibiti dai vertici del colosso statunitense, resta la sensazione strisciante che la massima categoria stia sempre più perdendo quel fascino speciale dei migliori talenti al mondo al volante delle auto da pista più estreme.

    A fotografare la situazione ci ha pensato Lando Norris in un’intervista concessa al The Guardian lo scorso 24 luglio.

    Il britannico, con parole cariche di amarezza, ha condannato in maniera secca la Formula 1 e la Federazione Internazionale, esprimendo profonda preoccupazione.

    Il Campione del Mondo in carica ha, infatti, messo a nudo le recenti vicende interne al Circus ed evidenziato una metamorfosi raccapricciante: la classe regina si sta trasformando da categoria di riferimento del Motorsport a semplice asset ad alto rendimento nell’immenso mercato dell’intrattenimento generalista.

    A tal proposito, vi riportiamo di seguito l’intervento integrale di Lando sulla questione:

    Trovo che sia un peccato: la F1 è guidata solo dal business e non dal fine di rendere questo sport il migliore possibile. Si pensa solo a come guadagnare di più, ma uno sport come la F1 non dovrebbe essere gestito così. Tutti vogliono fare soldi, e ci sta far entrare Audi, ma questo ha costretto tutti gli altri a quello che stiamo vedendo oggi: non si tratta più di ottenere le migliori prestazioni da una macchina, ma solo di macinare soldi. Non sarebbe mai dovuta andare così, ma le aziende funzionano in questo modo. La voce più autorevole dovrebbe essere la nostra, quella dei piloti. Non lo dico per egoismo, ma perché abbiamo la visione migliore di come dovrebbero essere le corse. E, invece, abbiamo pochissima voce in capitolo. D’altronde coinvolgere Audi, e altri, è stato considerato più importante rispetto alla nostra soddisfazione“.

  • Verstappen: “Sono scioccato per il secondo posto di Budapest, mi domando come abbia fatto”

    Verstappen: “Sono scioccato per il secondo posto di Budapest, mi domando come abbia fatto”

    Quella di Max Verstappen in Ungheria è stata una gara a dir poco eccezionale: un saggio di coraggio, ambizione, cattiveria agonistica e puro controllo del mezzo, capace di lasciare a bocca aperta anche i più navigati della Formula 1.

    Lasciandosi alle spalle l’amarezza delle qualifiche, finite con un brutto testacoda, l’olandese è scattato splendidamente dalla quarta casella, infilandosi già in Curva 1 dietro le due McLaren.

    Da quel momento in poi, ogni tornata si è trasformata per Super Max in una strenua battaglia difensiva contro la Ferrari di Lewis Hamilton. Un duello acceso che si è ribaltato al primo passaggio ai box, scivolato a sfavore dell’olandese, ritrovatosi quindi a dover inseguire lo storico rivale.

    Ma il talento cristallino del nativo di Hasselt tocca il suo massimo bagliore proprio nella fase d’attacco, e anche questa volta Verstappen non ha deluso le attese.

    Tra il boato di un pubblico sbigottito, il quattro volte iridato si è ripreso la posizione sulla Rossa con una staccata da brividi: un capolavoro di aggressività e precisione che resterà negli annali della classe regina.

    Il Gran Premio di Max si è poi tramutato in una rincorsa agli avversari a suon di mescola soft, coronata sotto la bandiera a scacchi con una seconda piazza tanto incredibile quanto inaspettata.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Un risultato d’oro, maturato grazie al ritiro di Oscar Piastri e alla disastrosa strategia del Cavallino, ma costruito soprattutto sulla straordinaria capacità del pilota della Red Bull di domare una RB22 danneggiata, scorbutica e perennemente instabile.

    Al termine di una domenica ad altissima tensione emotiva, Verstappen ha analizzato la sua gara come segue:

    Per circa l’80% della gara la macchina era estremamente difficile da guidare ed è stato faticoso: avevamo gli stessi problemi delle qualifiche. Quando sono sceso dall’auto, inoltre, ho visto che c’era un buco nella carrozzeria. Ci sono tanti aspetti su cui dobbiamo lavorare. All’ultimo giro mi sono chiesto come diavolo sono arrivato secondo. Ero scioccato, e dire il vero lo sono ancora. Il sorpasso su Lewis? Era l’unica opportunità possibile, ho notato che non stava davvero prestando attenzione, quindi ho deciso per quella mossa: tutto sotto controllo“.