Autore: Angelo Marchese

  • Hamilton: “Troppa la differenza di motore. Non penso che riusciremo a colmare il gap nel 2026”

    Hamilton: “Troppa la differenza di motore. Non penso che riusciremo a colmare il gap nel 2026”

    Il Red Bull Ring si è rivelato un autentico campo minato per la Ferrari.

    Dopo il trionfo firmato da Lewis Hamilton in Catalogna, la scuderia di Maranello ha dovuto incassare un week-end in netta controtendenza, con il pilota britannico che, infatti, non è riuscito ad andare oltre la quinta posizione.

    In terra austriaca, nonostante i piccoli aggiornamenti deliberati sulla Power Unit, la SF-26 ha palesato ancora una volta un deficit di cavalli nei confronti di Mercedes e Red Bull, a cui si è sommata una cronica difficoltà nel mantenere un passo gara costante.

    Esattamente l’opposto di quanto accaduto a Barcellona, il sette volte Campione del Mondo ha dovuto fare i conti con un degrado anomalo degli pneumatici: un surriscaldamento severo che, con ogni probabilità, va ben oltre la gestione delle alte temperature dell’asfalto di Spielberg e va ricercato nel set-up messo in pista.

    Tuttavia, nel bilancio complessivo continuano a esserci alcune note positive che Lewis potrà tenersi strette in vista di Silverstone, il suo Gran Premio di casa, tra cui una ritrovata precisione di guida e un ottimo feeling con la vettura, soprattutto nel confronto diretto con Charles Leclerc.

    Al termine di una domenica faticosa, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Hamilton ha analizzato il suo fine settimana come segue:

    Già venerdì avevo capito che fossimo veloci in curva, ma anche che in rettilineo perdessimo circa sei decimi dalle Mercedes. Ieri, in qualifica, siamo riusciti a colmare il divario, ma oggi si è aggiunto anche il surriscaldamento e la macchina scivolava troppo“.

    Il britannico ha poi continuato la sua disamina, spostando l’attenzione sulle problematiche del propulsore Ferrari:

    Penso che il gap di potenza sia troppo grande e non so se sia colmabile in una sola stagione. Ci vogliono mesi e mesi per sviluppare, testare e aggiornare il motore. Io non ho informazioni al riguardo, penso che potremo fare comunque un altro progresso, ma più avanti nella stagione. Ci aspettano alcune gare impegnative prima di quel momento, a partire da Silverstone, dove di solito vado bene, ma il problema sarà alla fine dei rettilinei“.

  • Hamilton: “Siamo pronti a cogliere le nostre opportunità. Proviamo a vincere”

    Hamilton: “Siamo pronti a cogliere le nostre opportunità. Proviamo a vincere”

    Con tanti occhi puntati addosso, dopo le straordinarie performance mostrate a Barcellona, Lewis Hamilton è riuscito a strappare il terzo miglior giro delle qualifiche austriache, conquistando una seconda fila che vale oro, soprattutto per quanto aveva mostrato la Ferrari durante le prove libere del venerdì.

    Il sette volte Campione del Mondo, nonostante l’errore nel primo tentativo del Q3, ha mantenuto la giusta freddezza ed è riuscito a concludere a soli 59 millesimi dal suo compagno di squadra, Charles Leclerc.

    I due alfieri della Rossa, tuttavia, non sono riusciti ad avvicinarsi abbastanza alla pole position siglata da George Russell, a riprova della già prevista superiorità della Mercedes sul tracciato di Spielberg.

    L’attenzione del muretto del Cavallino è ora completamente rivolta alla gara. Le alte temperature che stanno attanagliando il Red Bull Ring, infatti, costringeranno tutti i piloti a una meticolosa gestione degli pneumatici o a seguire strategie alternative: una situazione, questa, che potrebbe sorridere proprio al numero 44, capace più volte in carriera di sfruttare al massimo queste dinamiche.

    Al termine della giornata, ai microfoni di Sky Sports F1 UK, Hamilton ha analizzato quanto accaduto in pista, dichiarando quanto segue:

    Penso che tutti fossimo molto vicini: le differenze sono state minime. La squadra ha fatto un ottimo lavoro con gli aggiornamenti, specialmente sul motore. Ieri eravamo abbastanza distanti, ma abbiamo fatto alcune modifiche alla vettura e siamo riusciti a ridurre quella differenza. Sfortunatamente, il mio primo giro in Q3 non è stato ideale. Ho commesso un errore, quindi ho dovuto recuperare molto nell’ultimo tentativo: è molto più difficile quando non hai un giro di sicurezza registrato. È fantastico essere lì davanti, accanto a Charles. Il rettilineo fino alla terza curva è lungo, quindi spero che possiamo lottare per un buon risultato. La Mercedes è davvero veloce questo fine settimana. Non so se avremo il loro passo, ma con la strategia o qualche opportunità possiamo provare a vincere. In ogni caso, l’importante è massimizzare i punti per la squadra“.

  • Antonelli: “Abbiamo una buona base di partenza, ma dobbiamo continuare a lavorare”

    Antonelli: “Abbiamo una buona base di partenza, ma dobbiamo continuare a lavorare”

    Presentatosi in forma smagliante in terra austriaca, Andrea Kimi Antonelli ha concluso le prime due sessioni di prove libere in prima posizione, segnando il miglior crono di giornata in 1:07.014.

    Il giovane talento italiano, reduce dal brutto ritiro a Barcellona per problemi sulla sua Power Unit, è sceso subito in pista con un piglio aggressivo, affrontando senza paura i cordoli del Red Bull Ring e sfruttando al massimo la potenza della sua Mercedes.

    Il modo in cui il diciannovenne bolognese ha approcciato il tracciato di Spielberg è brillante: traiettorie eseguite al millimetro, alta sensibilità in frenata e un ottimo uso delle marce per riuscire a ottenere la massima trazione in uscita di curva.

    Inoltre, un esempio lampante di quanto Kimi abbia fin da subito trovato fiducia con la sua W17 è il distacco inflitto al suo compagno di squadra, George Russell, staccato di ben 623 millesimi e in evidente stato di difficoltà.

    Al termine del venerdì austriaco, ponendo l’accento sulla necessità di gestire le elevate temperature di esercizio, Antonelli ha analizzato così quanto accaduto in pista:

    Per noi è stata una giornata positiva e produttiva. Fin dalle FP1 mi sono sentito a mio agio in macchina, il che ci ha fornito una buona base di partenza su cui lavorare man mano che avanzavamo nelle sessioni. Le condizioni di caldo continueranno a rendere le cose piuttosto impegnative, soprattutto in termini di gestione delle gomme. È importante mantenere gli pneumatici nella giusta finestra operativa senza che si surriscaldino, quindi, questo è un aspetto su cui continueremo a concentrarci. Abbiamo raccolto molte informazioni utili, ma c’è ancora del lavoro da fare e la situazione probabilmente evolverà durante la notte. Analizzeremo tutto nei dettagli e ci concentreremo sull’apportare i giusti miglioramenti in vista delle qualifiche“.

  • Coulthard: “Sainz è frustrato, vuole al più presto un top team”

    Coulthard: “Sainz è frustrato, vuole al più presto un top team”

    Ben lontani dalle aspettative di inizio stagione, i risultati ottenuti fin qui dalla Williams sono stati a dir poco deludenti.

    A masticare amaro sono soprattutto i piloti della storica scuderia inglese, che hanno visto la possibilità di una FW48 capace di lottare per le posizioni importanti infrangersi contro la dura realtà di un progetto nato male.

    Nonostante la frustrazione maggiore sia probabilmente quella di Alexander Albon, per Carlos Sainz la situazione non è molto diversa.

    Il madrileno, rimasto orfano del sedile Ferrari, aveva scelto la compagine di Grove rifiutando diverse alternative, Audi in primis, proprio per scommettere sul trend di crescita che i britannici stavano mostrando.

    Ora, però, con il vento decisamente a sfavore, per il numero 55 quel futuro roseo con la Williams si è trasformato in una prigione, capace di relegarlo alla dura lotta anche solo per qualche punto in classifica.

    A confermarlo ci sono le voci, sempre più insistenti nel paddock, secondo cui il pilota spagnolo e il suo management stiano intrattenendo fitti colloqui con altri team della massima serie.

    Testimone della volontà di Carlos di voler ritornare al vertice è David Coulthard, che ha analizzato la questione ai microfoni del podcast Up To Speed:

    Si vede chiaramente la frustrazione in entrambi i piloti della Williams. Credo che Albon sia persino un po’ più frustrato, visto che è stato appena nominato il pilota con il maggior numero di gare disputate per la Williams. È profondamente legato a quella squadra. Fa parte del suo DNA e ha sempre dato il massimo. Quindi penso che la sua frustrazione sarà maggiore di quella di Carlos, che sta sicuramente tenendo d’occhio la sua prossima opportunità, visto che è passato dalla Ferrari, dove ha ottenuto vittorie, alla Williams, dove si accontenta di conquistare punti. Vuole tornare al vertice, e per raggiungere quella posizione in Williams ci vorranno ancora alcuni anni. Dobbiamo riconoscere i progressi, ma Sainz vuole un top team al più presto“.

  • Vasseur predica calma e spinge la Ferrari: “Giornata storica, ma bisogna continuare ad innovare”

    Vasseur predica calma e spinge la Ferrari: “Giornata storica, ma bisogna continuare ad innovare”

    La vittoria di Lewis Hamilton al Gran Premio di Barcellona ha scritto una pagina storica per la Ferrari.

    Dopo un anno di sofferenze, il Cavallino ha consacrato nel migliore dei modi il matrimonio con il fuoriclasse britannico, consegnandolo alla leggenda come il pilota più vincente di sempre sul tracciato catalano.

    A interrompere la striscia di successi consecutivi della Mercedes è stato, ironia della sorte, proprio l’ex beniamino della Stella, capace di estrarre il massimo potenziale dalla SF-26 e dai cruciali aggiornamenti portati in pista dal team di Maranello.

    Al termine di una domenica memorabile ed emozionante per la Rossa, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Frederic Vasseur ha analizzato quanto successo in pista, tracciando la rotta che il Cavallino dovrà seguire da qui in avanti:

    È una giornata molto bella per il team, per Lewis e per tutti i ragazzi a Maranello. Dobbiamo tenere a mente che stanno spingendo come i matti per migliorare la vettura e questa vittoria è il modo migliore per ringraziarli. È anche un buon modo per approcciarsi alle tappe europee, e ieri abbiamo dimostrato anche di poter lottare per le pole position. Dobbiamo mantenere l’approccio di oggi anche nelle prossime gare, massima concentrazione e attenzione ai dettagli. Bisogna continuare ad innovare perché solo questo può permetterci di farci progredire. Dobbiamo evitare paragoni con la Mercedes, concentrandoci sulla nostra auto e sui nostri piloti, senza creare aspettative e affrontando una gara alla volta”.

    Dall’altra parte del box, quello di Charles Leclerc, non bisogna tuttavia dimenticare il ritiro causato da problemi al servosterzo. A tal proposito, il team principal della Ferrari si è espresso come segue:

    Ovviamente è frustrante non concludere la gara e anche oggi non è stata colpa sua. Ha avuto un problema di affidabilità. Per Charles, l’aspetto positivo è che oggi aveva molta più confidenza con la vettura. Ieri senza l’incidente avrebbe potuto lottare per la pole position, e oggi il passo era molto forte: aveva praticamente rimontato. Ricordo che in Canada aveva problemi di fiducia con la monoposto, oggi invece il feeling c’era“.

  • Antonelli: “La strada verso la prima curva è lunga e parto dal lato pulito”

    Antonelli: “La strada verso la prima curva è lunga e parto dal lato pulito”

    Il caldo pomeriggio del sabato spagnolo si è rivelato più ostico del previsto per Andrea Kimi Antonelli, che ha ormai abituato appassionati e addetti ai lavori a prestazioni da capogiro.

    Sull’asfalto rovente del Montmelò, il giovane talento italiano non è andato oltre il terzo crono in qualifica, cedendo la prima fila a George Russell e Lewis Hamilton.

    In terra catalana, il diciannovenne bolognese non ha mostrato lo smalto dei giorni migliori nel confronto diretto con il compagno di squadra, pagando a caro prezzo anche il venerdì a mezzo servizio, causato dal sedile lasciato a Frederik Vesti nella prima sessione di libere.

    Lo sguardo del pilota italiano, tuttavia, è già rivolto verso la gara. Le premesse per sognare un altro successo ci sono tutte: l’ottimo ritmo mostrato nelle simulazioni di passo e il lunghissimo rettilineo del tracciato, dove Kimi potrà sfruttare l’effetto scia al via per tentare subito l’attacco, rendono l’ennesima vittoria un’impresa possibile.

    Al termine della sessione, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Antonelli ha analizzato lucidamente le difficoltà riscontrate e le possibilità da sfruttare, esprimendosi nei seguenti termini:

    Questo week-end è stato un po’ più complesso, ma solo sul giro secco. Sui long run, come visto in FP2, sono molto più positivo. Per tutto il fine settimana nel giro veloce andavo in overdrive, spingevo troppo per le condizioni: fa troppo caldo e le gomme fanno fatica a durare per tutto il giro. Non sono mai riuscito ad estrarre il massimo dagli pneumatici e la terza posizione, anche se non mi rende contento, non è male. Partirò dal lato pulito e la strada verso la prima curva è lunga. Sarà molto importante gestire la gomma, per massimizzare il passo gara e avere la chance di vincere, o almeno restare sul podio“.

  • ADUO, la tensione è alle stelle. Ferrari pronta a stravolgere ogni suo piano

    ADUO, la tensione è alle stelle. Ferrari pronta a stravolgere ogni suo piano

    Con il paddock in fermento per le decisioni della FIA sul meccanismo ADUO, il week-end di Barcellona si preannuncia caldissimo, con un possibile terremoto politico tra i motoristi all’orizzonte.

    Il sistema di recupero prestazioni era nato con uno scopo chiaro: aiutare i costruttori in difficoltà a colmare il divario con il team più competitivo.

    Com’è possibile, allora, che il motore Red Bull sia stato preso come benchmark di riferimento anziché quello della Mercedes? La risposta si cela dietro a un paradosso regolamentare. 

    I sistemi di misurazione della FIA si basano esclusivamente sulla potenza del motore a combustione interna (ICE), ignorando del tutto la parte elettrica. È proprio qui che risiede la contraddizione tra la norma e l’obiettivo originario. La conseguenza? La squadra di Toto Wolff potrà ora deliberare aggiornamenti al propulsore ed ampliare il gap sulla concorrenza, nonostante disponga già del sistema ibrido più efficiente del lotto.

    Secondo le ultime indiscrezioni, questa sentenza spingerà le scuderie – Ferrari in primis – a richiedere l’abolizione dell’ADUO o, quantomeno, la modifica dei parametri di misurazione per includere la parte elettrica. 

    Una situazione, questa, che si sarebbe potuta evitare: Nikolas Tombazis, responsabile monoposto della FIA, aveva già proposto una procedura di valutazione più complessa rispetto al solo motore termico, senza trovare però il consenso dei costruttori.

    Questo verdetto, inoltre, si inserisce nella più ampia disputa politica sul regolamento 2027 e sul bilanciamento 60/40 delle future Power Unit, un terreno di scontro in cui la Rossa aveva già manifestato forti preoccupazioni, temendo che questo cambiamento avrebbe favorito ulteriormente il team di Brackley.

    Secondo quanto appreso da The Race, le concessioni ADUO del 2% ottenute dalla Stella potrebbero stravolgere i piani di Maranello, spingendo gli uomini del Cavallino ad abbandonare eventuali aggiornamenti al motore per concentrarsi su un reset totale, puntando direttamente a un nuovo progetto di Power Unit.

    Cadrebbe, di conseguenza, ogni tipo di veto sulle modifiche all’hardware.

  • Ferrari, arrivano le prime ammissioni sulla mancanza di correlazione tra i dati di pista e simulatore

    Ferrari, arrivano le prime ammissioni sulla mancanza di correlazione tra i dati di pista e simulatore

    Il Gran Premio di Monaco, costellato di penalità e frammentato da incidenti, ha delineato un bilancio dalle tinte fortemente contrastanti per la Ferrari, che è riuscita a conquistare la seconda posizione con Lewis Hamilton, mentre Charles Leclerc è stato costretto al ritiro dopo un impatto contro le barriere a causa di un problema all’impianto frenante.

    Nonostante le difficoltà di una SF-26 non all’altezza delle aspettative, il sette volte Campione del Mondo è riuscito a ottenere il suo ottavo podio sul tracciato di Monte Carlo, agganciando Ayrton Senna in questa incredibile statistica.

    Per il monegasco, invece, i problemi sono stati decisamente più invalidanti. Insieme a un buon passo gara – seppur lontano da quello incredibile della Mercedes di Andrea Kimi Antonelli – il numero 16 ha continuato a fare i conti contro una frenata poco efficiente.

    Una difesa strenua, la sua, interrottasi bruscamente contro le barriere del Principato per cause a lui non imputabili.

    Al termine di una domenica dal sapore agrodolce, il Deputy Team Principal della Rossa, Jerome d’Ambrosio, si è espresso come segue ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    Lewis ha raccolto tutto il possibile, da un paio di gare sta prendendo sempre più confidenza con la macchina ed è finalmente a suo agio. Il gap oggi dalla Mercedes di Antonelli c’era, quindi ha massimizzato quello che poteva. Con Charles qualcosa non ha funzionato, non sempre un incidente è colpa del pilota. Il nostro compito è supportare i nostri piloti, quindi analizzeremo quello che è successo e adotteremo la soluzione migliore. Per ora non pensiamo troppo al Mondiale, ci concentriamo di gara in gara. Ovviamente, la Mercedes ora è davanti e dobbiamo continuare a lavorare per chiudere il gap”. Il braccio destro di Frederic Vasseur ha poi ammesso una discordanza fra i dati e la pista, invitando a un nuovo modo di approcciarsi ai week-end: “Finora non abbiamo avuto sempre una correlazione perfetta tra ciò ci aspettavamo e ciò che poi è accaduto. Dobbiamo arrivare a Barcellona con un modo di fare più analitico: cercando sempre di fare il meglio, ma senza troppe aspettative“.

  • Hamilton: “Volevo la pole, ma la monoposto è peggiorata drasticamente rispetto a ieri”

    Hamilton: “Volevo la pole, ma la monoposto è peggiorata drasticamente rispetto a ieri”

    Dopo una prima giornata all’insegna dell’ottimismo e della fiducia, nel magico sabato del Principato di Monaco in casa Ferrari sono emersi i primi dubbi sulla reale capacità di recitare un ruolo da assoluta protagonista: perplessità che hanno poi trovato conferma nella sessione di qualifiche, conclusa con la terza posizione di Lewis Hamilton, immediatamente seguito da Charles Leclerc.

    Un verdetto discreto, che lascia però un profondo senso di amaro in bocca per aver annientato le speranze dei tifosi e degli uomini in rosso di poter artigliare una prima fila che, alla vigilia, sembrava decisamente alla portata.

    Dopo le prime due sessioni di libere, infatti, la SF-26 ha iniziato a perdere lo splendido smalto di inizio week-end già nelle FP3, per poi cedere definitivamente il passo alla Mercedes di Andrea Kimi Antonelli e alla Red Bull di Max Verstappen.

    Per il sette volte iridato si conferma, in ogni caso, un ottimo stato di forma e un feeling solido con la monoposto, ribadito anche tra i muretti e le insidie di una pista unica come quella di Monte Carlo.

    Al termine della qualifica più adrenalinica della stagione, Hamilton ha cercato di analizzare l’andamento della vettura del Cavallino Rampante durante le varie sessioni, evidenziando, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, una parabola discendente che lo ha lasciato interdetto:

    Se pensavo di poter fare la pole? Sì, ma credo che gli altri abbiano fatto un passo avanti rispetto a ieri. In Mercedes hanno ammorbidito parecchio la vettura e si sono avvicinati, mentre noi in qualche modo abbiamo fatto un passo indietro. In realtà non abbiamo cambiato nulla di sostanziale, per cui non so cosa sia successo. Già le FP3 non erano state fantastiche, ma almeno eravamo abbastanza veloci. Nelle qualifiche, invece, le sensazioni della monoposto erano completamente diverse. Non so se anche Charles ha riscontrato le stesse problematiche. Io ho dovuto di continuo apportare modifiche all’ala anteriore, togliendo carico di continuo: è stato tutto un po’ strano“. 

  • Leclerc: “Se risolveremo i problemi ai freni, quella di domani sarà una giornata migliore”

    Leclerc: “Se risolveremo i problemi ai freni, quella di domani sarà una giornata migliore”

    La prima giornata dell’inimitabile Gran Premio di Monaco ha confermato i pronostici della vigilia: la Ferrari c’è, è solida e si candida, senza mezzi termini, al ruolo di favorita.

    A certificarlo sono le seconde prove libere, che hanno visto Lewis Hamilton strappare la miglior prestazione, tallonato da Charles Leclerc a soli 111 millesimi di distacco.

    La SF-26, d’altronde, ha già dimostrato in questa prima parte di stagione di disporre di un telaio eccellente – probabilmente il punto di riferimento del lotto – pagando dazio quasi esclusivamente nei lunghi rettilinei per via del gap motoristico nei confronti di Mercedes e Red Bull.

    Le stradine del Principato, strette e spietate, stanno quindi esaltando le doti native della Rossa, premiandone l’ottimo carico aerodinamico e una straordinaria efficienza meccanica, cruciale per scaricare a terra ogni singolo cavallo in trazione.

    Ma se da un lato il sette volte iridato sta dando continuità alle ottime sensazioni mostrate a Montreal, dall’altro il padrone di casa, pur firmando crono di assoluto rilievo, è sembrato ancora alla ricerca della simbiosi perfetta con la sua monoposto.

    Le difficoltà del numero 16 appaiono comunque circoscritte alla sola fase di frenata, così come accaduto in Canada, un dettaglio su cui gli ingegneri del Cavallino dovranno lavorare sodo nelle prossime ore.

    Al termine della giornata, Leclerc ha analizzato quanto accaduto in pista come segue ai microfoni di Sky Sports F1 UK:

    Oggi è stato molto difficile. Stiamo affrontando un bel po’ di problemi con i freni dal mio lato, quindi stiamo cercando di risolverli. È molto specifico quello che abbiamo ed è un problema simile a quello avuto in Canada. Abbiamo alcune idee per migliorare la situazione, non siamo ancora riusciti a trovare una soluzione chiara, ma spero che ci riusciremo per domani. Di conseguenza la fiducia non è al massimo livello al momento, ma a parte questo quella di Monaco è una pista che amo e sono sicuro che, se risolveremo questi problemi per domani, sarà un bel passo avanti. Alla fine, non è stata una giornata disastrosa, ma Max e Lewis sono stati molto forti. Non sono preoccupato, ma sarà una qualifica difficile“.