Autore: Angelo Marchese

  • Horner allontana le voci su Alpine: il futuro di Chris è ancora tutto da definire

    Horner allontana le voci su Alpine: il futuro di Chris è ancora tutto da definire

    Il periodo di gardening leave di Christian Horner, iniziato dopo il licenziamento dalla Red Bull a metà 2025, è ormai in dirittura di arrivo e il manager britannico sarà presto liberato dall’intreccio contrattuale che lo legava al suo ex team.

    Durante questi mesi trascorsi lontano dal paddock della Formula 1, il nome del dirigente inglese è stato più volte accostato ad Aston Martin, dove avrebbe ritrovato il suo fidato Adrian Newey, prima che subentrassero i rumor secondo cui Horner sarebbe interessato a completare l’acquisizione del 24% delle quote dell’Alpine.

    Per la scuderia transalpina, d’altronde, l’uscita di scena dalla compagine sociale di Otro Capital sembra ormai solo questione di tempo, con l’affare francese che ha stuzzicato il palato anche di Mercedes e Steve Cohen, il miliardario proprietario dei New York Mets.

    Ospite d’onore del Gran Premio di Jerez della MotoGP, Horner è stato interpellato sulla faccenda dai microfoni di Sky Sport MotoGP, senza però dare risposte certe sulla sua prossima destinazione.

    Io in Alpine? Ci sono sempre delle congetture che circolano. Per il momento sono ancora in pausa e non ho fretta, quando finirà vediamo. In questo momento mi sto divertendo a guardare agli altri sport“, ha dichiarato il manager, mantenendo il profilo basso che lo ha contraddistinto in questi mesi di silenzio forzato.

    Christian, probabilmente sorpreso dalla lucida manovra di Marc Marquez dopo la caduta durante la Sprint Race, che gli ha ricordato il temperamento del suo ex campione olandese Max Verstappen, si è poi espresso con entusiasmo sulla massima categoria a due ruote.

    Sono qui come ospite di MotoGP e Liberty Media. Ho avuto un po’ di tempo per guardare altre gare, sono sempre stato fan del campionato e dunque essere qui è fantastico. Poi sono fan di Marc Marquez, lui è il Verstappen della MotoGP“, ha concluso Horner, tracciando un parallelo tra i due fuoriclasse che condividono la stessa fame di vittoria e lo stesso approccio senza compromessi alla corsa.

  • Stella: “Lambiase sarà la ciliegina sulla nostra torta”

    Stella: “Lambiase sarà la ciliegina sulla nostra torta”

    L’approdo di Gianpiero Lambiase in McLaren a partire dal 2028, nel ruolo di Chief Racing Officer, rappresenta per l’ingegnere italo-inglese un’opportunità professionale irrinunciabile, confermata anche dalle parole di Jos Verstappen.

    Per lo storico braccio destro di Max, questo passo non significa soltanto un significativo avanzamento di carriera, ma anche la prospettiva di inserirsi in un contesto completamente diverso da quello di Milton Keynes.

    Secondo Andrea Stella, sono stati diversi i fattori che hanno convinto “GP” a compiere questo passo decisivo, a partire dalla ritrovata attrattività della scuderia di Woking e dalla volontà di far parte di un ambiente orientato alla sinergia collettiva:

    L’arrivo di Gianpiero è la ciliegina su una torta che ha già tutti gli ingredienti giusti. Per me sarà un supporto fondamentale nel ruolo di Chief Racing Officer, posizione che attualmente ricopro insieme a quella di team principal. La Formula 1 di oggi è molto diversa da quella di inizio carriera: le dimensioni dei team sono più che raddoppiate e il ruolo di team principal è diventato estremamente complesso. Io e Zak abbiamo costruito una struttura orizzontale, in cui è fondamentale garantire che tutti i leader abbiano la giusta autonomia e supporto a lungo termine. Con questo approccio, il doppio ruolo stava diventando insostenibile“.

    L’ingegnere di Orvieto ha poi sottolineato come la scelta di Lambiase sia il riflesso della nuova credibilità acquisita dal team, non solo per i risultati in pista ma per la cultura aziendale costruita negli ultimi anni:

    L’arrivo di Lambiase è un’ulteriore conferma di quanto la McLaren sia diventata attraente per i migliori talenti. Questa credibilità è il risultato del duro lavoro svolto da tutti gli uomini e le donne della McLaren per costruire una cultura che permetta alle persone di crescere e contribuire all’obiettivo comune, in un ambiente sano e piacevole. Oltre ai risultati in pista, sono convinto che ciò abbia contribuito alla decisione di Gianpiero di unirsi a noi“.

  • Antonelli: “Mio padre ha un enorme impatto su di me. Mi aiuta a tenere i piedi per terra”

    Antonelli: “Mio padre ha un enorme impatto su di me. Mi aiuta a tenere i piedi per terra”

    Con ben 72 punti messi in cascina nelle prime tre tappe della stagione, Andrea Kimi Antonelli si sta preparando alla ripartenza della Formula 1 con la stessa lucidità che lo ha portato a diventare leader del Mondiale. 

    Se la pausa forzata ha concesso ai team il tempo necessario per affinare i progetti tecnici, anche i piloti hanno sfruttato queste settimane lavorando intensamente tra test Pirelli e sessioni al simulatore. 

    Proprio in questo contesto di motori spenti, il giovane talento italiano ha mostrato una consapevolezza rara per la sua età, analizzando il proprio stato di forma con estrema fiducia:

    È stato un inizio migliore di quanto tutti noi avessimo previsto o sperato. Le aspettative ora sono diverse, ma cerco di mantenere la stessa mentalità delle prime tre gare. Voglio concentrarmi solo sul presente, sul processo e sull’alzare l’asticella poco alla volta, perché i concorrenti si avvicineranno. In generale mi sento più forte e molto più in controllo della situazione. Questa esperienza gioca un ruolo enorme quest’anno: mi sento più rilassato, più fiducioso“.

    Oltre alla crescita individuale, il diciannovenne bolognese ha voluto sottolineare la solidità del legame con George Russell. Nonostante la lotta per il titolo piloti li veda protagonisti, Antonelli ha ribadito come la priorità rimanga la crescita collettiva della Mercedes, evitando che la rivalità interna possa compromettere l’attuale momento di grazia del team di Brackley:

    Il rapporto con George è molto forte e non è cambiato. C’è molto rispetto tra noi, stiamo lavorando bene e c’è una bella dinamica nel team. Certamente mi sento un contendente, sono qui per vincere gare e campionati, ma siamo entrambi consapevoli che è fondamentale mantenere una buona atmosfera per aiutare la Mercedes a vincere il Mondiale Costruttori. Entrambi non vogliamo sprecare l’opportunità offerta da questa macchina così competitiva“.

    A fare da collante a questa scalata verso il vertice del motorsport rimane l’influenza costante della famiglia

    Kimi ha infatti concluso la sua disamina con parole cariche di affetto nei confronti del padre Marco, indicato ancora oggi come il pilastro fondamentale per la sua stabilità emotiva e professionale:

    Mio padre ha ancora un grande impatto su di me, abbiamo un legame fortissimo. È la persona che mi ha insegnato quasi tutto ciò che so e che riesce sempre a mantenermi con i piedi per terra in ogni occasione“.

  • Williams a Miami con una FW48 alleggerita per risalire la china

    Williams a Miami con una FW48 alleggerita per risalire la china

    In questo avvio di stagione turbolento, dettato da un regolamento tecnico di complessità inedita, tra le scuderie più in difficoltà figura inevitabilmente la Williams: la sua FW48 porta con sé un fardello pesante, e non solo in senso figurato.

    Il team britannico, assente allo shakedown di Barcellona per via di un telaio bocciato ai crash test omologati dalla FIA, ha dovuto iniziare il campionato con una vettura che accusa circa 20 chilogrammi di sovrappeso rispetto al limite minimo consentito.

    Un handicap strutturale simile a un’enorme zavorra che, sommato ad altre criticità tecniche, ha inevitabilmente compresso le performance, spegnendo l’ottimismo che alla vigilia splendeva sulla squadra di Grove.

    Il mese di stop forzato, causato dalle tensioni in Medio Oriente, potrebbe però rivelarsi proficuo per la storica scuderia inglese.

    Questa sosta ha permesso agli ingegneri di concentrare risorse ed energie su un programma di alleggerimento mirato della FW48, eliminando la pressione delle scadenze immediate imposte dal calendario di gara.

    A confermarlo è stato Alexander Albon, il quale ha espresso piena fiducia nel lavoro del team:

    Ovviamente la possibilità di migliorare l’auto grazie a questa pausa vale per tutti, ma noi possiamo trarne un vantaggio maggiore rispetto alle altre squadre. Stiamo lavorando sodo per l’aggiornamento di Miami e il programma rientra nei tempi. Saremo in fabbrica ogni settimana e lavoreremo molto al simulatore. Se tutto andrà secondo i piani, a Miami correremo con meno peso. È pur vero che, allo stesso tempo, stiamo perdendo del tempo prezioso in pista, ma per migliorare bisogna sempre esplorare la vettura un po’ di più“.

  • Alonso: “La AMR26 cambierà radicalmente. Sogno un percorso in stile McLaren 2023-2024”

    Alonso: “La AMR26 cambierà radicalmente. Sogno un percorso in stile McLaren 2023-2024”

    Dopo un inizio di stagione da incubo, con una vettura problematica sotto molteplici aspetti tecnici, Aston Martin sta cercando di risollevarsi dall’abisso in cui è sprofondata facendo del duro lavoro la giusta spinta per ritornare a galla.

    La AMR26, dopo aver deluso profondamente le altissime aspettative generatesi intorno ad Adrian Newey e Honda, potrebbe infatti subire una metamorfosi imponente.

    L’obiettivo dell’azienda di Silverstone pare proprio essere quello di rimodellare l’intero progetto, studiando approfonditamente i dati raccolti e senza puntare a migliorie utili solo sul breve periodo.

    A confermarlo, durante il week-end di Suzuka, è stato Fernando Alonso, il quale si è così espresso al riguardo:

    Abbiamo corso senza troppi problemi nelle ultime due gare. Ovviamente, in termini di prestazioni, siamo nelle retrovie. Cerchiamo di restare uniti, di restare forti e di dare tempo a entrambe le fabbriche di risolvere la situazione. Stanno lavorando a pieno regime, ma in Formula 1 le cose non accadono dall’oggi al domani, e credo che dovremo passare alcuni mesi con la vettura attuale. Non miglioreremo questa macchina se sappiamo che cambierà completamente tra un paio di mesi. Abbiamo visto la McLaren nel 2023: erano ultimi nelle prime gare e alla fine del 2024 erano davanti. Forse è troppo ottimistico, è uno scenario da sogno. Ma, in un certo senso, sappiamo che la stagione è lunga. Sicuramente c’è un potenziale enorme, sulla macchina e sul motore, quindi abbiamo solo bisogno di tempo e pazienza“.

  • Gasly: “Troppe critiche a questa Formula 1. Si sottovaluta il ruolo del pilota”

    Gasly: “Troppe critiche a questa Formula 1. Si sottovaluta il ruolo del pilota”

    Nonostante i motori spenti e i paddock mediorientali vuoti, in attesa dei correttivi regolamentari previsti all’orizzonte, questo mese di pausa forzata della Formula 1 si sta rivelando più febbrile che mai.

    Le settimane che precedono il Gran Premio di Miami sono cariche di tensione, scandite dalle attesissime riunioni della Federazione Internazionale, mentre tra gli appassionati serpeggia la speranza di ritrovare a maggio una classe regina capace di offrire nuovamente lo spettacolo adrenalinico che solo la massima categoria del Motorsport sa regalare.

    Eppure, tra le richieste di modifica e le discussioni più animate, c’è chi – pur riconoscendo la necessità di ritoccare le regole – si rifiuta di leggere la situazione esclusivamente in chiave negativa.

    Dopo la gara in Giappone, che lo ha visto protagonista di una lunghissima difesa contro Max Verstappen, Pierre Gasly si è presentato dinanzi ai media con un atteggiamento meno allarmato rispetto ai colleghi, sottolineando come i piloti, nonostante i vincoli imposti dalla gestione della batteria, possano ancora fare la differenza.

    A tal proposito, l’alfiere francese ha analizzato la situazione esprimendosi come segue:

    Credo che si tenda a sottostimare il ruolo del pilota. Quando affronti il primo settore a Suzuka e hai quel livello di aderenza, della batteria non ti importa un bel niente: devi comunque restare al limite estremo del grip che hai. Certo, concordo con i miei colleghi sulla gestione dell’energia, vediamo tutti le stesse cose e parliamo la stessa lingua. Vogliamo che questo sport sia al top e sono convinto che questa revisione del regolamento andrà nella direzione giusta. Sono sicuro che durante la pausa tutti daranno il massimo per riportare la Formula 1 al suo splendore“.

  • Villeneuve: “Hamilton sta lottando con il posteriore ballerino della SF-26”

    Villeneuve: “Hamilton sta lottando con il posteriore ballerino della SF-26”

    Il Gran Premio del Giappone ha consegnato alla Ferrari un bilancio in chiaroscuro, caratterizzato dalla splendida rimonta di Charles Leclerc, salito sul terzo gradino del podio dopo una serie di duelli mozzafiato, e dalle difficoltà di Lewis Hamilton, che non è riuscito ad andare oltre la sesta posizione finale.

    Se nella prima parte di gara il sette volte Campione del Mondo era apparso in grado di ambire concretamente al podio, il suo secondo stint si è trasformato in un calo inesorabile che lo ha visto scivolare alle spalle del compagno di squadra, di George Russell e di Lando Norris.

    Hamilton ha potuto fare ben poco per difendersi, penalizzato da un calo di potenza della sua SF-25 a cui si è sommata un’instabilità del posteriore più marcata rispetto alla concorrenza, fattore che ha innescato un degrado precoce degli pneumatici e un progressivo innalzamento dei tempi sul giro.

    A fare il punto sulle prestazioni della Ferrari, e di Hamilton in particolare, ci ha pensato Jacques Villeneuve:

    La Ferrari è molto competitiva in gara. I piloti riescono a gestirla bene, possono lottare e la vettura reagisce in modo molto spontaneo. Questo dà loro una sensazione migliore in gara rispetto ai due piloti Mercedes. Ho notato che ogni volta che le Mercedes sono state coinvolte in una lotta poco dopo la partenza, o hanno perso entrambe o hanno ceduto diverse posizioni. Questo con una vettura che rimane la più veloce in pista sul giro, e mi sembra strano. In pista si vede che la Ferrari ha un posteriore più vivace. A volte questo va a svantaggio di Leclerc e Hamilton. Si è potuto vedere, soprattutto con Charles, già nelle prove libere, come il posteriore della vettura gli scivolasse via più volte. Credo che anche Hamilton stia lottando con questo slittamento, e alla fine questo si ripercuote sulle gomme. Quindi, ha dovuto pagarne il prezzo alla fine della gara. È una tendenza che vediamo sulla Ferrari dall’inizio della stagione e che continuerà“.

  • Piastri: “Dopo due DNS sentire di poter lottare per la vittoria è stato speciale”

    Piastri: “Dopo due DNS sentire di poter lottare per la vittoria è stato speciale”

    Dopo non essere riuscito a disputare le prime due gare della stagione, Oscar Piastri ha avuto modo di concludere il suo primo Gran Premio del 2026 in Giappone conquistando una splendida, quanto inaspettata, seconda posizione.

    Il pilota australiano, che già durante tutto il resto del week-end aveva dimostrato di essere molto veloce tra le curve di Suzuka, è riuscito a confezionare una partenza magistrale al via e un solido restart dopo la Safety Car, che, uniti a un passo costante, gli hanno permesso di salire sul podio.

    Il numero 81 è quindi riuscito a precedere il suo compagno di squadra, Lando Norris, ma soprattutto George Russell e Charles Leclerc, sfruttando la lotta di questi ultimi per gestire in sicurezza gli ultimi giri senza commettere sbavature.

    Al termine della gara, con un insolito sorriso radioso dinanzi alle telecamere, Piastri ha analizzato la sua prestazione come segue:

    Sono molto felice, oggi abbiamo fatto tutto il possibile. Ad essere sincero, senza la Safety Car non so come sarebbe andata, ma sono soddisfatto. È stato un inizio di stagione difficile e cogliere un secondo posto e sentire di avere una possibilità di vincere è davvero speciale in questo momento. Sono molto orgoglioso di tutti. Penso che questo fine settimana abbiamo fatto un ottimo lavoro, ottenendo il massimo da tutto ciò che potevamo e abbiamo ottenuto i risultati che meritavamo, anche se siamo sorpresi per come siamo riusciti a tenere il passo. Ovviamente, quando Kimi ha avuto pista libera era molto più veloce di tutti, ma il fatto che io sia riuscito a tenere dietro George e le Ferrari, non proprio con un vantaggio enorme ma comunque sufficiente, è stata una sorpresa positiva“.

  • Russell: “Qualifiche disastrose, ho avuto la sensazione che qualcosa fosse rotto”

    Russell: “Qualifiche disastrose, ho avuto la sensazione che qualcosa fosse rotto”

    Il volto deluso, gli occhi preoccupati: George Russell ha così concluso le qualifiche giapponesi, con un’espressione che vale più di qualsiasi dichiarazione.

    Il pilota britannico, grazie all’impressionante velocità della sua Mercedes, è stato capace di siglare il secondo miglior crono della sessione, ma quei 298 millesimi di distacco da Andrea Kimi Antonelli pesano come piombo.

    Pesano, perché arrivano proprio ora, quando il destino sembrava finalmente sorridergli dopo anni passati a stringere i denti su monoposto inadeguate e mentre ha tra le mani una W17 capace – per il momento – di sbaragliare la concorrenza senza indugi.

    Proprio ora, con il Mondiale che non sembra più il sogno irraggiungibile di un bambino, il dubbio si insinua: è la consapevolezza che il compagno di squadra, giovane e con un talento incredibile, sta bussando alla sua porta con insistenza crescente.

    La gara di domani risulta, quindi, più infuocata che mai, con la speranza di vedere, in una stagione vuota all’orizzonte, trasformarsi il box Mercedes in un autentico ring.

    George è chiamato a dare il massimo per non perdere la leadership del Mondiale e per non dare concretezza a quei pensieri – nascosti pubblicamente – di farsi sormontare dalla sempre più brillante stella italiana.

    Al termine della giornata, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Russell si è espresso come segue:

    Le qualifiche sono state un disastro. Abbiamo cambiato alcune cose sulla macchina, molto piccole, qualcosa che non avrei neanche dovuto notare, ma è sembrato quasi come se qualcosa si fosse rotto. Non so cosa sia successo. Ho dovuto cambiare stile di guida per ovviare a questo problema. Ogni volta che entravo in curva la monoposto scivolava e il posteriore quasi si girava. È una cosa che non avevo mai provato con questa vettura fino ad ora“.

  • Hamilton: “Giornata complicata, ci manca passo”

    Hamilton: “Giornata complicata, ci manca passo”

    La prima giornata di prove libere in Giappone non ha disegnato un quadro favorevole per la Ferrari, la quale appare, al momento, più in difficoltà rispetto a quanto visto in Australia e Cina.

    La SF-26 si è infatti mostrata molto più nervosa tra le curve veloci di Suzuka e, tra i due piloti della Rossa, a pagarne maggiormente le conseguenze è stato Lewis Hamilton.

    Il sette volte Campione del Mondo è riuscito a siglare un crono valsogli solamente la sesta posizione, a ben 847 millesimi dal miglior tempo registrato da Oscar Piastri, ma gli sforzi maggiori sono arrivati con la simulazione di passo gara.

    A differenza di Charles Leclerc, infatti, l’alfiere britannico ha sofferto di grande incostanza durante i long run a causa di uno scarso feeling con la vettura, come da lui stesso sottolineato in un team radio.

    Oltre all’ormai solito deficit di potenza rispetto alla Mercedes, nel Paese del Sol Levante il team del Cavallino sembra non aver ancora trovato il set-up ideale, la cui ricerca sarà fondamentale per un buon proseguimento del week-end.

    Al termine della giornata, Hamilton ha analizzato le prime due sessioni di libere come segue:

    “È stata una giornata un po’ complicata per noi. La macchina nel complesso non è male, ma al momento ci manca un po’ di passo e a livello di bilanciamento non siamo ancora dove vorremmo. Lavoreremo sodo questa sera per migliorare il setup e cercare di fare un passo avanti per domani. Ci sono aree in cui possiamo migliorare, inclusa la gestione dell’energia, e se riusciremo a mettere tutto insieme dovremmo essere in grado di estrarre più prestazione”.