Autore: Angelo Marchese

  • Montoya: “Leclerc vincerà a Monaco, ma mi piacerebbe che Hamilton lo battesse”

    Montoya: “Leclerc vincerà a Monaco, ma mi piacerebbe che Hamilton lo battesse”

    Il fine settimana del Gran Premio di Monaco si conferma, come da tradizione, uno dei momenti più viscerali e attesi dagli appassionati della Formula 1, capace di regalare un mix unico di fascino puro e brividi a ogni muretto sfiorato di pochi millimetri.

    La particolare conformazione del circuito cittadino di Montecarlo azzera i vecchi valori in campo e si presta a pronostici diversi dal solito, dove la monoposto in grado di generare il maggior carico aerodinamico parte con lo status di favorita assoluta.

    Quest’anno la scelta sembra ricadere sulla Ferrari grazie al suo telaio, che dovrebbe permettere ai piloti del Cavallino di sfrecciare tra le vie del Principato senza accusare quel gap motoristico che ne ha compromesso le prestazioni in questo avvio di stagione.

    A confermare questa tesi è Juan Pablo Montoya, il quale, intervistato ai microfoni di talkSPORT BET, si è espresso al riguardo in modo chiaro:

    Innanzitutto, le macchine saranno più piccole e il dispiegamento di potenza sarà pazzesco. Le velocità di arrivo al Casinò e alla chicane, ad esempio, saranno molto più elevate. Dal punto di vista delle prestazioni, questo sarà il momento d’oro delle nuove vetture. Il minor carico aerodinamico renderà la guida più dipendente dal pilota. Penso che la favorita sia la Ferrari, sono fortissimi nelle curve a bassa velocità e Monaco è il circuito in cui il deficit di potenza è meno rilevante“.

    L’ex pilota colombiano ha poi continuato la sua disamina, dichiarando apertamente di voler assistere a un duello ravvicinato tra i due alfieri della Rossa:

    È sempre stato un circuito di Charles, ma se Lewis riuscisse a batterlo a Monaco, sarebbe un duro colpo per Leclerc e un grande successo per Hamilton. Continuo a pensare che Charles vincerà a Monaco, a meno che non si trovi davvero in difficoltà, ma mi piacerebbe molto vedere Lewis batterlo. Se dovessi scommettere, punterei su Charles. Se, invece, volessi rischiare grosso, allora punterei su Lewis“.

  • Russell: “È un momento difficile, qualcosa non sta andando nel verso giusto”

    Russell: “È un momento difficile, qualcosa non sta andando nel verso giusto”

    Il tracciato di Montreal si è dimostrato un vero campo di battaglia per i due piloti della Mercedes, capaci di duellare con carattere e di spingersi al limite, prima che un guasto sulla W17 di George Russell congelasse la sfida, costringendo quest’ultimo alla resa.

    Il britannico, proprio nel momento clou della lotta con Andrea Kimi Antonelli, è infatti stato appiedato da un improvviso problema alla sua Power Unit – la cui origine è ancora da chiarire – e una volta parcheggiata la monoposto si è lasciato andare a un momento di sfogo a dir poco emblematico.

    Si è trattato di una vera e propria doccia fredda per il numero 63, già sottoposto da settimane al pressing psicologico e prestazionale del giovane italiano, che ora si ritrova a dover rincorrere nel Mondiale con un pesante passivo di 43 punti in Classifica Piloti.

    Rientrato nel paddock ancora visibilmente scosso, Russell non ha nascosto la sua profonda amarezza per quanto accaduto, esprimendosi come segue:

    Non me ne va una giusta al momento. Sarebbe sicuramente stato meglio se mi fosse successo a Miami, quando ero sesto, o in altre occasioni, e non a Montreal quando ero primo. C’è qualcosa che non sta andando nel verso giusto per me. Non voglio augurare sfortuna a qualcun altro, vorrei solo lottare e giocare le mie carte equamente, avendo le stesse opportunità. Al momento, la fortuna non è dalla mia parte“. 

  • Vasseur: “Non siamo soddisfatti dei risultati delle qualifiche”

    Vasseur: “Non siamo soddisfatti dei risultati delle qualifiche”

    Le qualifiche del Gran Premio del Canada, specchio fedele di quanto già visto nelle sessioni Sprint, hanno emesso un verdetto limpido e spietato per la Ferrari.

    La SF-26, infatti, continua a confermarsi una monoposto eccellente dal punto di vista telaistico, ma penalizzata da un deficit di potenza cronico, capace di spegnere ogni velleità di gloria.

    I piloti della Rossa, dopo aver illuminato i primi due settori del tracciato di Montreal per tutto il week-end, si sono puntualmente inchinati alla dura legge del cronometro sul lungo rettilineo canadese.

    Il risultato? Un amaro quinto e un incolore ottavo posto in griglia, rispettivamente per Lewis Hamilton e Charles Leclerc.

    La mancanza di velocità di punta, tuttavia, rischia di non essere l’unica spina nel fianco del Cavallino in vista della gara. L’elevata probabilità di pioggia e il crollo delle temperature stanno rimescolando le carte, trasformando il muretto della Scuderia in una polveriera di strategie, nel tentativo di raddrizzare un fine settimana finora da dimenticare.

    A entrare nel merito della questione è stato Frederic Vasseur, il quale, al termine della giornata, si è espresso come segue:

    Non possiamo massimizzare una sessione con un quinto e un ottavo posto quando eravamo secondi nel primo tentativo. Lewis ha fatto un ottimo primo giro in Q3, mentre il secondo è stato più complicato. Charles, invece, sta avendo più difficoltà fin dall’inizio del week-end. Ieri aveva qualche difficoltà con i freni, oggi con la finestra di funzionamento degli pneumatici. Credo che sia una sfida per tutti, perché fa più freddo rispetto a un anno fa e abbiamo una mescola più dura. Partiamo da qui e vedremo domani. Le condizioni probabilmente saranno completamente diverse, sarà la prima volta che correremo con queste gomme e con questo regolamento in queste condizioni: sarà una sfida entusiasmante. Non so se questo giocherà a nostro favore oppure no. Dobbiamo concentrarci su quello che possiamo fare, su come reagire e anticipare la situazione, in modo da essere già pronti a tutto“.

  • Hamilton potrebbe restare in Ferrari almeno fino alla fine del 2028

    Hamilton potrebbe restare in Ferrari almeno fino alla fine del 2028

    “Penso che resterò qui per parecchio tempo, per cui vi conviene abituarvi”.

    È attraverso queste parole che, durante la conferenza stampa canadese, Lewis Hamilton aveva immediatamente rimandato al mittente le voci su un suo possibile ritiro.

    D’altronde, quando un campione del suo calibro inizia a mostrare i primi segni di debolezza – forse solo temporanei – la nostalgia degli appassionati per gli “anni d’oro” inizia a mescolarsi con il timore del capolinea, creando un corto circuito simile a quando si arriva alle ultime pagine di un romanzo travolgente.

    Ma l’imperativo impresso sulla sua pelle, quel “Still I Rise” diventato mantra generazionale, parla chiaro: rialzarsi sempre, finché scorre nel sangue anche solo una goccia di quella passione che lo ha proiettato sul tetto del mondo.

    Il 2026 del numero 44 è iniziato proprio sotto questo segno.

    Il sette volte iridato, seppur a sprazzi, è sembrato tornato a divertirsi in pista: il suo primo podio con la Ferrari in Cina, le battaglie con Charles Leclerc e la ritrovata ricerca del limite ne sono la prova lampante.

    Oltre alle prestazioni, dalla sua parte c’è anche una solida certezza contrattuale.

    Come rivelato da Martin Brundle, il pilota britannico stringe tra le mani una clausola esclusiva che gli riserva il diritto di prolungare di un biennio il matrimonio con la Rossa, restando così padrone assoluto del proprio destino.

    A tal proposito, vi riportiamo di seguito le parole del commentatore inglese di Sky Sport F1:

    Lewis si diverte molto di più con queste vetture rispetto a quelle a effetto suolo. Sembra più a suo agio e più felice. C’è sicuramente una ritrovata energia che non vedevamo da un anno o due. Ma dall’altra parte del garage ha Charles Leclerc, che è in ottima forma. Tuttavia, a quanto ho capito, Lewis ha un’opzione unilaterale a proprio favore anche per il 2028, se desidera rimanere alla Ferrari. Quindi, penso che ciò che sta dicendo nelle interviste sia una risposta a chi lo sta spingendo a ritirarsi. Lewis è fatto così, si trova in un’ottima posizione e non rinuncerà a tutto questo a meno che non sia costretto a farlo“.

  • Hamilton: “Ho fatto bene a non utilizzare il simulatore, credo che continuerò a non usarlo”

    Hamilton: “Ho fatto bene a non utilizzare il simulatore, credo che continuerò a non usarlo”

    Grazie alla sua sconfinata esperienza sul tracciato di Montreal, Lewis Hamilton è tornato a mostrare il suo volto più competitivo, precedendo il compagno di squadra Charles Leclerc per l’intera prima giornata del fine settimana canadese.

    Il sette volte Campione del Mondo ha artigliato la quinta posizione nella Sprint Qualifying, tenendosi dietro il monegasco e fermandosi a soli 46 millesimi dalla terza piazzola di Lando Norris.

    Eppure, proprio l’ultimo assalto al cronometro – quello che ha decretato la griglia della Sprint Race – ha lasciato l’amaro in bocca al britannico. Appena montata la mescola più morbida per la SQ3, la SF-26 è apparsa improvvisamente più instabile, portando il nativo di Stevenage a commettere sbavature mai viste nelle sessioni precedenti.

    La prestazione del numero 44 resta, comunque, degna di nota, specie se paragonata al suo trend dall’approdo a Maranello.

    Dietro questo exploit si cela una filosofia d’altri tempi, quasi aliena per i piloti moderni: niente simulatore, solo preparazione fisica e mentale.

    Una scelta, la sua, che potrebbe non essere legata ai software della Rossa, ma che inevitabilmente riaccende i riflettori sui fantasmi della correlazione dati, un deficit cronico che già in passato ha frenato il Cavallino.

    Al termine della giornata, Hamilton ha voluto specificare questo “ritorno al passato” sulla preparazione ai Gran Premi, analizzando quanto accaduto come segue:

    È stata sicuramente la miglior sessione di qualifica degli ultimi tempi. Non so perché gli altri guadagnino così tanto nel Q3, forse è questione di motore. Comunque, sono contento di essere tornato in lotta, mi sono divertito tantissimo oggi. Inoltre, credo che non avendo lavorato al simulatore, mi sia sentito molto meglio una volta al volante. Forse seguirò questa strada per il resto dell’anno. Mi ha dato più benefici concentrarmi sull’allenamento e sulla squadra. Abbiamo lavorato tanto con la macchina, cercando stabilità ed equilibrio meccanico, mi sono trovata molto bene“.

  • Russell: “Verstappen al Nurburgring? Lui può fare tutto quello che gli piace, è un lusso”

    Russell: “Verstappen al Nurburgring? Lui può fare tutto quello che gli piace, è un lusso”

    La 24 Ore del Nurburgring di Max Verstappen, nonostante la vittoria sfumata a causa di problemi meccanici, è stata un tripudio di classe e spettacolo per qualsiasi appassionato: un’impresa d’altri tempi, capace di accendere una scintilla nei desideri di molti colleghi della massima serie. 

    Calcare certi palcoscenici, tuttavia, non è concesso a tutti. Come dimostra il divieto assoluto imposto dalla Mercedes ad Andrea Kimi Antonelli di partecipare alla storica gara tedesca, correre in Formula 1 comporta una grandissima responsabilità nei confronti della propria scuderia

    La notte magica di Super Max, scandita da sorpassi al limite e pura adrenalina, è già passata alla storia del motorsport come una pagina memorabile, ma rimane un evento del tutto eccezionale, reso possibile solo dal “guinzaglio lungo” che la Red Bull concede al suo fuoriclasse. 

    A confermarlo è stato George Russell, che, durante il media day del fine settimana in Canada, ha commentato come segue la vicenda: 

    Noi siamo tutti in una posizione diversa rispetto a Max, siamo anche in lotta per il titolo mondiale. Anche Max lo è, però lui è in una posizione di lusso di poter fare un po’ tutto quello che gli piace. Questo è grandioso per lui e ha fatto un ottimo lavoro“. 

    Il pilota britannico ha poi confessato la sua profonda ammirazione per le gare di durata, specialmente per quella che si snoda tra le curve dell’Inferno Verde

    “Fare la 24 Ore del Nurburgring in futuro? Decisamente sì, un giorno mi piacerebbe. Guardare Max correre nel fine settimana è stato davvero molto bello da vedere. Ho seguito quella gara in passato. Queste gare da 24 ore sono gare sempre brutali, tremende, anche in altri circuiti”.

  • Wolff: “Sorpreso dal recupero di Red Bull, sono tornati in lotta con Verstappen”

    Wolff: “Sorpreso dal recupero di Red Bull, sono tornati in lotta con Verstappen”

    Il trionfo di Andrea Kimi Antonelli in Florida ha garantito alla Mercedes un bottino di punti preziosissimo.

    Eppure, nonostante il successo, la tappa americana ha rappresentato il primo vero banco di prova stagionale per la Stella, chiamata a misurarsi con i massicci pacchetti di aggiornamenti introdotti dai diretti concorrenti.

    A Miami, infatti, le scuderie hanno sfoggiato una quantità di novità tecniche sorprendente, capace di rimescolare i valori in campo e stravolgere il comportamento delle monoposto rispetto alle prime uscite dell’anno. In questo scenario di rapida evoluzione, a recuperare terreno sul team di Brackley sono state soprattutto McLaren e Red Bull, con la progressione di quest’ultima che ha lasciato particolarmente stupito Toto Wolff.

    Che questa sarebbe stata la stagione della “guerra degli sviluppi” era già ben noto da tempo, ma il salto prestazionale delle vetture – comprese quelle di metà griglia – ha sicuramente lasciato gli appassionati a bocca aperta.

    Nella terra che batte bandiera a stelle e strisce, infatti, c’è stato un vero e proprio sfoggio di soluzioni ingegneristiche, un arsenale di assi nella manica pronti per essere calati sul tavolo al momento giusto.

    Ne è un esempio la nuova ala posteriore rotante della RB22, capace di portare, in una veste diversa e in tempi record, il concetto “Macarena” firmato Ferrari.

    A tal proposito, in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, il team principal della Mercedes ha analizzato così il momento tecnico:

    Siamo solo all’inizio di questo nuovo ciclo regolamentare e la curva di sviluppo è molto ripida. Quindi ci aspettavamo che McLaren, con un importante pacchetto di aggiornamenti, potesse guadagnare anche mezzo secondo. Devo dire che Red Bull è stata una grande sorpresa perché ha fatto un enorme passo avanti, passando da oltre un secondo di distacco dal leader a essere lì davanti a lottare con Verstappen. Noi porteremo sviluppi anche in Canada, ma penso sia normale durante quest’anno vedere le prestazioni cambiare da gara a gara“.

  • “Gli aggiornamenti di Miami erano solo per portarci in pari con il progetto iniziale”

    “Gli aggiornamenti di Miami erano solo per portarci in pari con il progetto iniziale”

    Il Gran Premio di Miami ha segnato una decisa inversione di rotta per la Williams.

    Grazie al pacchetto di aggiornamenti portato in pista e alle recenti modifiche regolamentari, il team di Grove ha finalmente trovato una boccata d’ossigeno in una stagione iniziata, senza mezzi termini, nel peggiore dei modi.

    La scuderia britannica è stata costretta fin da subito a una rincorsa affannosa, pagando a caro prezzo i ritardi invernali causati dal mancato superamento dei crash test.

    Con pochissime ore di prova all’attivo e una monoposto decisamente sovrappeso, gli uomini di James Vowles hanno quindi dovuto fare gli straordinari per riportare quello spirito positivo con cui avevano sempre guardato al nuovo ciclo tecnico.

    Eppure, c’è un paradosso dietro il doppio piazzamento in zona punti ottenuto in Florida: la FW48 che ha sfrecciato sull’asfalto americano non è un’evoluzione estrema, ma rappresenta semplicemente la versione “nativa” del progetto. Quella che, sulla carta, avrebbe dovuto debuttare già nel round d’apertura in Australia.

    A confermare questa realtà è stato Carlos Sainz.

    L’alfiere spagnolo ha analizzato la situazione con la massima lucidità e onestà intellettuale, esprimendosi nei seguenti termini:

    Finalmente abbiamo montato il pacchetto di sviluppi che sarebbe dovuto arrivare alla prima gara. A causa di tutti i ritardi che abbiamo avuto all’inizio della stagione, ora abbiamo finalmente messo in pista l’auto prevista per il debutto, ed è sul livello delle auto di metà classifica. C’è ancora un grande divario con l’Alpine e con i primi, quindi dobbiamo abbassare la testa, rendere questa la nuova base e iniziare a migliorare. Abbiamo ancora molto peso da smaltire dalla macchina. Penso che la squadra abbia fatto un grande sforzo nelle ultime settimane, ma dobbiamo continuare a spingere perché non siamo ancora dove ci aspettavamo di essere alla fine dello scorso anno, quando speravamo nel 2026. Confidiamo che questo sia l’inizio di un nuovo recupero e credo che entro la fine dell’anno arriveremo dove vogliamo essere. Penso che dovremo arrivare all’ultimo terzo della stagione per vedere una vera svolta“.

  • Lawson incolpevole dell’incidente con Gasly: “Il cambio si è rotto senza darmi preavvisi”

    Lawson incolpevole dell’incidente con Gasly: “Il cambio si è rotto senza darmi preavvisi”

    Lo spettacolare contatto tra Liam Lawson e Pierre Gasly, che ha visto l’Alpine del francese ribaltarsi prima di finire la sua corsa contro le barriere e il neozelandese costretto al ritiro, era stato etichettato come una delle manovre più azzardate e sconsiderate dell’intero Gran Premio di Miami.

    Eppure, i documenti ufficiali emanati dai commissari di gara raccontano una verità ben diversa. Quello tra i due non è stato un errore di valutazione o un eccesso di aggressività, ma una sfortunata collisione innescata da un improvviso guasto alla trasmissione sulla Racing Bulls numero 30.

    Proprio nel momento in cui Lawson ha iniziato la fase di frenata, il cambio della sua vettura è passato improvvisamente in folle, attivando di riflesso il sistema antistallo. Questo imprevisto tecnico ha provocato un inevitabile bloccaggio degli pneumatici, trasformando la monoposto in un proiettile fuori controllo che ha centrato in pieno il numero 10.

    La ricostruzione dei fatti è stata supportata non solo dai concitati team radio tra il pilota e il muretto, ma anche dall’analisi della telemetria. I dati, finiti sotto la lente d’ingrandimento della Direzione Gara al termine della corsa, hanno confermato il guasto meccanico, scagionando Liam senza troppi indugi.

    A fine giornata, Lawson ha voluto chiarire immediatamente la sua posizione e, profondamente dispiaciuto per l’accaduto, si è espresso nei seguenti termini:

    Sono andato da lui per scusarmi, volevo solo spiegargli che non stavo cercando intenzionalmente di forzare la staccata in quel modo, semplicemente non avevo più né cambio né freni. Stavo per frenare all’ultima curva e, quando ho premuto il pedale, abbiamo avuto un guasto al cambio: è andato dritto in folle, non riuscivo a scalare e a rallentare la macchina. È un peccato. Chiaramente questo ha messo fuori gioco Pierre, il che non è positivo; stavano facendo un gran week-end e l’incidente ha costretto al ritiro anche noi. Il cambio si è semplicemente rotto in quell’istante, non ho avuto alcun preavviso“.

  • Wolff avvisa Antonelli: “Ora non cediamo agli entusiasmi, bisogna restare con i piedi per terra”

    Wolff avvisa Antonelli: “Ora non cediamo agli entusiasmi, bisogna restare con i piedi per terra”

    La grande prestazione di Andrea Kimi Antonelli a Miami ha permesso alla Mercedes di conquistare tutte le prime quattro gare della stagione.

    La tappa americana ha rappresentato l’unico scoglio fin qui incontrato dalla Stella, che è riuscita a resistere ai numerosi aggiornamenti introdotti dalle altre scuderie, soprattutto nei confronti di McLaren, senza perdere punti preziosi in ottica iridata.

    La W17, infatti, nel corso del week-end è più volte apparsa in affanno, in particolar modo con George Russell, ma la straordinaria guida del pilota italiano e la potenza della Power Unit di Brackley le hanno permesso anche in Florida di tagliare il traguardo per prima.

    Una prova di forza, questa, a dir poco maestosa, capace di far sognare la squadra anglo-tedesca in grande, consapevole di poter ritrovare quella supremazia iniziale ben presto, grazie alle novità tecniche attese in Canada.

    Al termine della giornata, il team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha analizzato come segue la situazione della sua compagine:

    Spero che Kimi possa continuare su questa scia positiva. La cosa più importante è non lasciarsi trascinare troppo dall’entusiasmo. Ha anche un agguerrito rivale nel suo compagno di squadra, che non è stato soddisfatto della pista questo fine settimana. Quindi è fondamentale restare con i piedi per terra. Abbiamo una buona macchina e speriamo che gli aggiornamenti funzionino nella prossima gara. Questa stagione sarà una sfida di sviluppo: quanto riesci a portare? Sei limitato dal budget cap? Tutti questi fattori giocheranno un ruolo“.