Autore: Angelo Marchese

  • Russell: “Tutti tentano di rallentarci, non è giusto”

    Russell: “Tutti tentano di rallentarci, non è giusto”

    Dopo aver cannibalizzato i primi due round stagionali, la Mercedes sbarca tra le curve veloci di Suzuka con il peso dei riflettori e un bagaglio di interrogativi scomodi.

    La superiorità tecnica mostrata dalla scuderia di Brackley, infatti, è finita sotto la lente d’ingrandimento della concorrenza, costringendo il team a una difesa serrata per legittimare un’egemonia che sembra non aver rivali.

    Alle perplessità sulla Power Unit e il suo rapporto di compressione, dopo l’ultimo Gran Premio in Cina i dubbi sulla legalità della W17 si sono amplificati a causa del particolare utilizzo dell’aerodinamica attiva sull’ala anteriore: una dinamica che la FIA ha graziato accettando il labile chiarimento della Stella, che ha liquidato il tutto come un “semplice errore di calcolo”.

    In Giappone, a fare da scudo umano e mediatico alle accuse mosse contro la squadra anglo-tedesca, è sceso in campo George Russell, apparso risoluto nel difendere il primato tecnico della sua monoposto:

    Questo sport va così, è sempre successo. Il nostro team ha lavorato duro per metterci in questa posizione e il miglior team dovrebbe vincere: noi abbiamo avuto quattro anni difficili mentre Red Bull e McLaren vincevano e dominavano. Solo perché ora siamo tornati al top non credo sia giusto che tutti cerchino di rallentarci, specialmente visto che sono passate appena due gare di una stagione lunghissima. Le cose cambieranno: sappiamo che la Red Bull è sovrappeso, che la McLaren non ha portato ancora aggiornamenti. Non dobbiamo dimenticare queste cose: noi ora abbiamo un vantaggio e speriamo di mantenerlo, ma non è garantito“.

    Il pilota britannico ha poi preso una posizione anche sul caso dell’ala anteriore emerso a Shanghai:

    Non è stato intenzionale e di certo non è stato un vantaggio: era un problema, qualcosa da risolvere. Non c’è alcun vantaggio perché quando freniamo l’ala resta ancora aperta. Tecnicamente non posso aiutarvi a capirlo perché non lo so neanche io. L’ala posteriore ha l’aria a favore quando si chiude, mentre per l’ala anteriore è il contrario. Deve superare il vento contrario e serve una pressione maggiore“.

  • Marko: “Questo sport ormai vive solo dello spettacolo offerto dalle Ferrari in partenza”

    Marko: “Questo sport ormai vive solo dello spettacolo offerto dalle Ferrari in partenza”

    Le sostanziali novità introdotte dal nuovo regolamento tecnico, palese dichiarazione d’intenti per aumentare lo spettacolo in Formula 1, hanno invece deluso gran parte degli appassionati della classe regina, costretti ad assistere a sorpassi quasi esclusivamente di potenza e a vedere i loro beniamini incatenati alla gestione maniacale dell’elettrico.

    Una dinamica che, pur moltiplicando i superamenti rispetto alle stagioni precedenti, ha svuotato la pista di quell’adrenalina che è il cuore pulsante del Motorsport: quella scintilla da cui nascono emozioni autentiche e passione viscerale.

    A fotografare impietosamente la situazione è stato Helmut Marko.

    L’austriaco, ai microfoni di OE24, sebbene abbia lasciato uno spiraglio alla speranza, ha analizzato l’attuale Formula 1 fornendo un quadro a dir poco esplicativo:

    Se mi sono abituato alla Formula 1? No, al momento lo sport vive solo dello spettacolo offerto dalle Ferrari in partenza. Se togliamo questo, in fondo non succede granché. La maggior parte dei sorpassi non sono veri sorpassi, ma solo superamenti di potenza. Però siamo ancora all’inizio della stagione e forse le cose cambieranno con il passare delle gare“.

    L’ex consulente della Red Bull si è poi espresso con convinzione sul duello interno alla Mercedes, schierandosi apertamente:

    La Mercedes è in un campionato a sé e credo che non stia neppure mostrando tutto il suo vero potenziale. Kimi Antonelli è un buon pilota ed è sempre stato veloce, ma nella lotta per il titolo tutto parla in favore di George Russell, lui ha un’enorme esperienza“.

    Infine, interpellato su Adrian Newey e la sua nuova avventura in Aston Martin, Marko ha rivelato quanto segue:

    Io e Adrian ci siamo sentiti, e purtroppo non se la sta passando bene. Nel progetto Aston Martin ci sono problemi che non saranno per niente facili da risolvere“.

  • Ferrari, SF-26 orfana delle “alette” su halo dopo la Sprint Race cinese per evitare proteste (e squalifiche)

    Ferrari, SF-26 orfana delle “alette” su halo dopo la Sprint Race cinese per evitare proteste (e squalifiche)

    A Shanghai, in occasione del secondo Gran Premio della stagione, la Ferrari ha portato in pista sulla SF-26 non solo la tanto discussa ala posteriore rotante, ma anche un’altra novità tecnica: delle piccole alette montate lateralmente sul pilone centrale dell’halo, poi rimosse nel giro di poche ore al termine della Sprint Race.

    Come riportato da The Race, il team di Maranello ha deciso autonomamente di smontare queste componenti aerodinamiche dopo alcune interlocuzioni con la FIA, con l’obiettivo di scongiurare il rischio di una squalifica derivante da un eventuale reclamo dei rivali o da un intervento d’ufficio degli stessi commissari tecnici.

    Le alette in questione, progettate per ottimizzare i flussi d’aria intorno al casco e all’abitacolo del pilota, non erano state dichiarate illegali nemmeno a seguito dei primi controlli tecnici.

    Tuttavia, erano posizionate in una zona della vettura pressoché blindata dal regolamento. Il codice tecnico vieta, di fatto, qualsiasi modifica alla carrozzeria al di sopra della zona del muso e in prossimità dell’halo. La Ferrari avrebbe però tentato di aggirare queste restrizioni sfruttando un vuoto normativo legato al windscreen (parabrezza).

    Gli ingegneri del Cavallino hanno, infatti, realizzato le alette in materiale trasparente, sostenendo che si trattasse di parte integrante del deflettore stesso – l’unico componente per cui la trasparenza è obbligatoria – spingendo al contempo le specifiche tecniche fino ai limiti imposti dalle norme 2026 sulle dimensioni del windscreen.

    Nonostante le incertezze regolamentari, non è escluso che la Ferrari possa tornare a presentare la soluzione alla FIA con argomentazioni più solide, ma resta da valutare se valga davvero la pena portare avanti una battaglia per dei guadagni cronometrici minimi.

    In ogni caso, dopo aver stupito tutto il paddock con l’ala posteriore ribaltabile e il flap posizionato dietro il tubo di scarico, la squadra di Maranello appare più combattiva che mai sul fronte ingegneristico, con molte frecce a disposizione da scoccare nella sfida con la Mercedes.

  • Sainz: “Questa non è Formula 1, stanno vendendo lo spettacolo sbagliato”

    Sainz: “Questa non è Formula 1, stanno vendendo lo spettacolo sbagliato”

    Le prime due gare della stagione 2026, a Melbourne e a Shanghai, hanno messo a nudo quello che il nuovo ciclo regolamentare può offrire in termini di adrenalina al volante e spettacolo in pista.

    Il cuore della questione risiede nella nuova unità propulsiva: con le Power Unit ibride che devono ricavare il 50% della potenza dalla componente elettrica, lo stile di guida dei piloti della classe regina ha subito una trasformazione radicale.

    Gli alfieri della Formula 1, infatti, sono ora chiamati a gestire con maniacale precisione parametri come il deployment e il recupero dell’energia, sacrificando inevitabilmente quella dimensione di lotta pura e viscerale che ha sempre contraddistinto le sfide di quelli che erano considerati i più grandi tra gli “eroi dell’asfalto”.

    L’esempio più emblematico di questa metamorfosi resta quello invocato, tramite team radio, da Charles Leclerc, che ha paragonato il suo duello con George Russell in Australia a una partita di Mario Kart.

    Una battuta, certo, ma che dietro nasconde una verità scomoda e difficile da ignorare.

    La situazione, infatti, è ben più grave di quanto i primi due appuntamenti stagionali possano lasciar intendere a uno sguardo superficiale.

    Basta allargare l’orizzonte alle altre discipline del Motorsport per rendersi conto con brutale chiarezza di quanto la pura essenza delle corse – almeno seguendo le attuali norme del nuovo regolamento – sia stata asportata dal cuore della classe regina con crudeltà e incoscienza.

    Senza più staccate al cardiopalma, senza sfide ruota a ruota in cui conta la traiettoria migliore piuttosto che il kilowatt residuo in batteria, senza quell’attesa febbrile del sorpasso capace di far balzare dalla sedia milioni di appassionati, i paragoni si sono moltiplicati in modo tanto inevitabile quanto malinconico.

    Dalle GT3 alle Indycar, che si tratti di tifosi o addirittura degli stessi telecronisti, risuona un unico, amaro coro: “Questo è il vero Motorsport”.

    Una frecciata senza scrupoli verso la massima categoria, ma fatta di parole sacrosante che feriscono profondamente chi conosce la storia della Formula 1 e sa di cosa sarebbe capace una monoposto costruita attorno a un regolamento ben congegnato.

    Sulla questione, alle già numerose dichiarazioni rilasciate da piloti e addetti ai lavori che hanno confermato questa visione, si sono aggiunte le parole di Carlos Sainz.

    Lo spagnolo, al termine del Gran Premio di Cina, si è lasciato andare ai microfoni, delineando un giudizio netto e senza filtri che non può che essere condiviso dai veri appassionati:

    Penso che su una pista come quella della Cina la situazione non sia così male, perché disponevamo di grande capacità di recupero. Credo che per circuiti come Melbourne, Monza o Spa serva decisamente un ripensamento. Lo sviluppo farà la sua parte, ma sono sicuro al 100% che questa non sia la Formula 1 che vorrei vedere. Sono anche abbastanza certo che chi sta ai vertici se ne renda conto: guardando a ciò che fanno con la grafica e tutto il resto, cercano di fare del loro meglio per vendere qualcosa che, in fondo, sappiamo tutti non essere lo spettacolo giusto per questo sport. Spero davvero che arrivino presto dei cambiamenti, perché non è il format migliore; tuttavia, finché c’è consapevolezza, credo sia accettabile non avere un inizio di stagione perfetto, ma a patto di intervenire poi per migliorare le cose. Di certo non è una bella immagine per la F1. Il fatto che manchino all’appello due McLaren, una Williams e un’Audi dimostra quanto ci complichiamo la vita nel voler creare motori così sofisticati, con software e batterie incredibilmente complessi. Spetta ai team garantire l’affidabilità, ma con regole così esigenti e restrittive diventa difficile per chiunque, data l’estrema complessità. Onestamente, ho in mente la mia Formula 1 ideale e questa ne è molto lontana. Al contempo, spero che lo sviluppo e l’affinamento dei regolamenti possano rendere le cose migliori in futuro“.

  • Hamilton: “Il team ha fatto un lavoro fantastico, ma dobbiamo colmare il gap motoristico”

    Hamilton: “Il team ha fatto un lavoro fantastico, ma dobbiamo colmare il gap motoristico”

    La Sprint Qualifying del Gran Premio di Cina ha restituito un’istantanea che sa di film già visto: proprio come a Melbourne, il verdetto cronometrico ha premiato una Mercedes ampiamente dominante e in stato di grazia, capace di imporre un ritmo sul giro secco insostenibile per una Ferrari costretta, nuovamente, al ruolo di inseguitrice.

    Il miglior riferimento della sessione per la Scuderia di Maranello porta la firma di Lewis Hamilton. Il britannico ha fermato le lancette su un 1:32.161, un tempo che gli vale la quarta piazzola in griglia per la gara Sprint, ma che evidenzia il pesante distacco di 641 millesimi dalla pole position siglata da George Russell.

    Nonostante il gap dalla vetta, il sette volte iridato è riuscito a mettersi alle spalle il proprio compagno di squadra, Charles Leclerc.

    Mentre il monegasco ha dovuto fare i conti con alcune difficoltà sul fronte elettrico, il numero 44 ha confermato di aver ritrovato quel feeling e quella sensibilità al volante che sembravano smarriti nella passata stagione.

    Questa situazione continua a generare riflessioni contrastanti in casa Cavallino, dove regna la consapevolezza di avere tra le mani una vettura valida, ma ancora incapace di sprigionare l’energia necessaria sui rettilinei, unico vero deficit rispetto alla Stella.

    Il focus si sposta ora sulla Sprint Race di domani, dove Lewis, facendo leva sugli ottimi scatti in partenza della sua SF-26 e sulla distanza ridotta di soli cento chilometri, potrebbe tentare di bissare il successo ottenuto lo scorso anno.

    Al termine della giornata, Hamilton ha commentato così la sua prestazione e il lavoro svolto:

    “Sono soddisfatto, il team ha fatto un lavoro fantastico. Dopo delle prove libere complicate, i miei ingegneri sono riusciti a ribaltare la macchina, che è tornata a darmi buone sensazioni. Sul rettilineo perdiamo troppo tempo, abbiamo tanto lavoro da fare e dobbiamo spingere tantissimo a Maranello per migliorare in termini di potenza. Eravamo consapevoli di questo: la Mercedes è partita prima di tutti nello sviluppo del motore. La monoposto comunque dà sensazioni grandiose, possiamo competere con loro nelle curve, il problema è solo nella potenza. In qualifica non abbiamo usato la nuova ala posteriore, ma mi è sembrata molto buona”.