Autore: Davide Scotto Di Vetta

  • Aston Martin non porterà alcuna livrea celebrativa Honda a Suzuka

    Aston Martin non porterà alcuna livrea celebrativa Honda a Suzuka

    “Lance, ci sono stati progressi dopo l’Australia?”

    “No”.

    “Ti senti meglio dopo aver completato più giri a Shanghai?”

    “No”.

    “Ti aspetti progressi nel corso del week-end?”

    “No”.

    “Ci sono aspetti positivi da registrare?”

    “No”.

    Quattro domande, seguite da quattro risposte monosillabiche, che fotografano meglio di qualsiasi analisi la crisi nera che sta attraversando Aston Martin.

    Se le immagini on-board di Fernando Alonso che stacca le mani dal volante per le eccessive vibrazioni della vettura non fossero sufficienti a raccontare l’inizio di stagione della partnership Aston Martin-Honda, la brutalità disarmante utilizzata da Lance Stroll nella zona mista per liquidare la stampa al termine delle qualifiche del Gran Premio di Cina riecheggia forte come una sentenza su quanto sta avvenendo tra le sedi di Silverstone e Sakura.

    Alla luce di quanto visto a Shanghai, del resto, il pessimismo palesato dal pilota canadese appare tutt’altro che ingiustificato. Sebbene entrambi i piloti abbiano completato la Sprint Race da 19 giri, il mesto copione dell’Australia si è ripetuto nella gara principale, con il pilota canadese ritiratosi dopo poche tornate per un problema alla batteria e Alonso fermato dalla progressiva perdita di sensibilità a mani e piedi.

    Il bilancio è drammaticamente negativo, e il caso vuole che il prossimo appuntamento sia proprio il Gran Premio del Giappone, gara di casa per Honda e tradizionalmente evento di celebrazione. Quest’anno, però, potrebbe esserci poco da festeggiare e, secondo quanto riportato da RacingNews365, sarebbe già stata accantonata l’idea di portare in pista una livrea speciale per l’occasione.

    Le priorità, d’altronde, sono ben altre, come dimostrano gli incontri in corso nel quartier generale Honda di Sakura tra i vertici nipponici e di Aston Martin alla ricerca di soluzioni che consentano alle AMR26 di giungere quantomeno alla bandiera a scacchi, e la recente news riguardante il possibile ingaggio di Jonathan Wheatley nel ruolo di team principal.

    E se in Giappone sarà difficile assistere a grossi miglioramenti, per Aston Martin potrebbe rivelarsi di grande aiuto la cancellazione dei GP in Bahrain e Arabia Saudita: sfruttare l’intero mese di aprile senza gare in programma sarà cruciale per lavorare principalmente sulla Power Unit Honda e fornire ad Alonso e Stroll una vettura affidabile e in grado di lottare con la concorrenza.

  • Alonso: “Questo è il Campionato Mondiale di batterie”

    Alonso: “Questo è il Campionato Mondiale di batterie”

    Il Gran Premio di Cina non ha regalato gioia alcuna a Fernando Alonso, che dopo la magra soddisfazione di aver portato a termine almeno la Sprint Race, ha dovuto alzare bandiera bianca dopo 32 giri, decretando così un altro doppio ritiro per Aston Martin in seguito a quello già registrato in Australia.

    La causa dello stop non è da imputare a problemi di affidabilità della AMR26, bensì alle estreme vibrazioni causate dalla Power Unit Honda.

    Le immagini più eloquenti arrivano dagli on-board del pilota asturiano, costretto a sollevare e sgranchire ripetutamente le mani dal volante sui rettilinei, poiché incapace di contrastare le violente vibrazioni della vettura.

    Ai microfoni di DAZN Spagna, il Leone di Oviedo ha spiegato senza giri di parole cosa lo ha costretto a fermarsi:

    “Mi sono ritirato perché le vibrazioni del motore erano eccessive, e dal ventesimo giro non sentivo più mani e piedi. Inoltre, dopo la Safety Car eravamo ultimi con gomme usurate, e continuare fino alla fine non aveva senso”.

    Con il Gran Premio del Giappone in programma tra due settimane, Fernando – per il quale la pazienza mostrata finora sembra inizi a vacillare – ha lanciato un messaggio che suona quasi come un avvertimento al team, in particolare a Honda:

    “Io ho le idee molto chiare su cosa fare da qui al Giappone: tornare a casa, riposarmi, allenarmi duramente e prepararmi al meglio. Spero che alla Honda facciano il loro dovere e che a Suzuka si possano vedere dei progressi”.

    Infine, un commento sul suo scatto al via, ancora una volta eccellente, con tanto di critica, tutt’altro che velata, al regolamento attuale:

    “Le partenze sono un momento in cui tutti abbiamo la stessa batteria a disposizione, siamo tutti carichi al massimo. Il primo giro è un po’ più una questione di istinto, e non il Campionato Mondiale di batterie che abbiamo in questo momento”.

  • Leclerc: “Il nostro vantaggio in partenza non durerà a lungo”

    Leclerc: “Il nostro vantaggio in partenza non durerà a lungo”

    Alla vigilia del Gran Premio di Cina, uno dei temi di discussione principale rimane quanto visto pochi giorni fa a Melbourne, nella gara inaugurale della stagione 2026.

    Nello specifico, il duello tra Charles Leclerc e George Russell durante la prima fase di gara, caratterizzato da innumerevoli sorpassi e controsorpassi, è finito nel mirino di una frangia consistente di tifosi e addetti ai lavori in quanto considerato “artificiale”, poiché basato in maniera eccessiva sul recupero di energia delle Power Unit.

    Interpellato sulla questione dai media, Leclerc ha in primis analizzato il cambiamento avvenuto nell’approcciare un ruota a ruota con questo nuovo ciclo tecnico.

    “Oggi in un confronto in pista bisogna anticipare le situazioni molto di più rispetto al passato, quando un sorpasso andava a segno correndo qualche rischio in più in frenata. Stiamo sperimentando un po’, credo che per tutti i piloti sia così, e gara dopo gara avremo le idee più chiare su ciò di cui abbiamo bisogno e ciò che vogliamo. Al momento c’è molto spazio per l’intuizione, il che crea scenari come quelli visti all’inizio della gara di Melbourne, dove si è visto un effetto yo-yo piuttosto evidente”, ha spiegato il monegasco.

    Il talento della Ferrari ha comunque promosso la lotta con Russell in Australia, ammettendo di essere rimasto sorpreso positivamente dai primi giri percorsi con George e definendo la battaglia più strategica ma divertente.

    L’attenzione si è poi spostata sul GP in programma questo week-end sul circuito di Shanghai, dove Charles spera di colmare il gap prestazionale dalla Mercedes, apparso spaventosamente ampio soprattutto nelle qualifiche australiane.

    Secondo Leclerc, il divario non sarebbe rappresentativo della reale gerarchia dei valori in campo, in quanto la Ferrari sarebbe rimasta lontana dal proprio potenziale massimo a Melbourne. Per Shanghai, l’obiettivo dichiarato è essere più vicini in qualifica e ancor più competitivi in gara.

    La Ferrari può vantare, almeno in questo avvio di stagione, un evidente vantaggio alla partenza, ma Leclerc resta cauto:

    “Penso che per noi sia più facile portare la vettura in una buona finestra per avere un buono spunto al via, mentre per la Mercedes questo aspetto sia più complicato, ma credo che in pochi week-end capiranno come risolvere questa situazione“.