Autore: Ilaria Carrain

  • Horner su Drive to Survive: “Uno spettacolo teatrale, Steiner ha fatto carriera senza un podio in F1”

    Horner su Drive to Survive: “Uno spettacolo teatrale, Steiner ha fatto carriera senza un podio in F1”

    La figura di Christian Horner continua a pesare nel paddock anche ora che il suo ruolo operativo è sospeso, almeno per il momento.

    L’ex team principal della Red Bull è infatti al centro delle voci che lo vorrebbero in Ferrari, seppure il percorso per vestirsi di rosso appaia parecchio complicato.

    In una recente intervista ad Autosport, Horner è tornato sui rapporti costruiti nel paddock e sul modo in cui Netflix li ha raccontati con “Drive to Survive“, a partire dalla rivalità con Toto Wolff, che la serie ha reso ancora più marcata:

    “Toto è un avversario formidabile e la Mercedes è una squadra enorme. Ma lui è emotivo, competitivo, determinato, e abbiamo vissuto una bella rivalità. Nutro un enorme rispetto per ciò che ha fatto e per i risultati che ha raggiunto, ma credo che in tutti gli sport ci debba essere rivalità. Non si può essere tutti migliori amici in ogni momento: non sarebbe fedele alla realtà”.

    A suo avviso, però, il confronto non deve degenerare sul piano personale:

    “È positivo avere una rivalità, purché non sfoci sul piano personale. Le rivalità danno una spinta allo sport e credo che anche all’interno di una squadra sia necessario avere il fuoco dentro se si vuole vincere”.

    Il discorso è poi passato al modo in cui la serie ha raccontato il paddock, con una stoccata a Guenther Steiner, personaggio che dalla notorietà televisiva ha ricavato molto più di quanto ottenuto in pista:

    “Quando le telecamere sono arrivate per la prima volta, era tutto molto autentico. Poi, con il passare delle stagioni, si è avvertito che c’era molta più attenzione all’immagine personale e tutto è diventato un po’ più simile a uno spettacolo teatrale. Guenther Steiner ha costruito una carriera grazie a questo… voglio dire, non credo abbia mai ottenuto un podio in Formula 1! Ma buon per lui. È un personaggio, un personaggio piuttosto spaventoso quando lavorava per noi, ma sì, ha portato nello sport una fan base completamente nuova, e questo è stato fantastico”.

  • Verstappen: “Sensazioni da 2023? Quasi, ma vincere oggi è più difficile”

    Verstappen: “Sensazioni da 2023? Quasi, ma vincere oggi è più difficile”

    Max Verstappen mette finalmente la propria firma anche su Singapore, un tracciato su cui in carriera non era mai riuscito a vincere.

    Il pilota della Red Bull ha costruito a Marina Bay un week-end impeccabile, vincendo la Sprint Race, conquistando la pole position e controllando la gara principale dall’inizio alla fine.

    La corsa si è indirizzata già alla prima curva, dove l’olandese ha chiuso la porta a Charles Leclerc con una grande staccata, difendendo una prima posizione che su un tracciato come questo pesa enormemente sull’esito finale.

    Un risultato che conferma la crescita della squadra di Milton Keynes, che sembra aver finalmente decifrato la RB22 e accorciato il distacco da una Mercedes che a inizio stagione appariva irraggiungibile.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT images

    Al termine del Gran Premio, Super Max ha analizzato così la propria domenica ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “Abbiamo avuto qualche problema con la distribuzione dell’energia nei primi giri e per questo Charles mi era così vicino. Una volta che l’abbiamo sistemato è stato tutto più lineare e sono riuscito a gestire bene le gomme. Mi sono costruito un buon vantaggio per evitare gli undercut da parte dei piloti che mi stavano dietro ed è esattamente il modo in cui vuoi correre qui”.

    Dopo le vittorie consecutive di Sepang e Singapore, Verstappen è stato infine interpellato sulla possibilità di rivivere sensazioni simili a quelle del 2023:

    “Mi piacerebbe, e quasi mi sembra così. Però è ancora più difficile vincere rispetto a quell’anno“.

  • Leclerc: “Domani possiamo lottare per la pole position”

    Leclerc: “Domani possiamo lottare per la pole position”

    Nella Sprint Qualifying di Singapore, Charles Leclerc ha mostrato fin da subito un ottimo feeling con la SF-26, chiudendo al secondo posto l’SQ1 per poi balzare al comando nell’SQ2.

    Nel momento decisivo, però, il monegasco non è riuscito a ripetersi, preceduto sul traguardo da Max Verstappen e George Russell.

    Il tracciato cittadino, privo di lunghi rettilinei, sembra comunque esaltare i punti di forza della SF-26 sul giro secco, permettendo di valorizzare al meglio l’efficacia della monoposto a centro curva.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT images

    Sorpassare a Marina Bay resta tuttavia un’impresa complessa, elemento che rende la posizione di partenza un fattore determinante per l’esito della gara breve.

    Al termine della sessione, Leclerc ha analizzato la propria prova ai microfoni di F1 TV, mostrandosi moderatamente soddisfatto ma lucido sul divario che ancora separa la Rossa dai primi:

    “Penso di aver tirato fuori il massimo dal tempo a disposizione. Gli altri hanno completato due giri di raffreddamento, noi soltanto uno, ma non deve essere una scusa. Nelle ultime tre o quattro gare abbiamo perso qualcosa in termini di prestazione pura e non siamo ancora abbastanza veloci per batterci alla pari con loro. Credo comunque che la vettura abbia ancora del potenziale inespresso. Domani, ottimizzando alcuni dettagli, potremmo essere lì davanti o comunque molto vicini, in piena lotta per la pole position. Nel complesso non è andata male, ma ci manca ancora qualcosina per poter fare davvero la differenza”.

  • Hamilton: “Ogni volta che vengo a Singapore sogno di ripetere la pole position del 2018”

    Hamilton: “Ogni volta che vengo a Singapore sogno di ripetere la pole position del 2018”

    Lewis Hamilton è arrivato a Singapore fresco del terzo posto conquistato con le unghie e con i denti nel Gran Premio del Bahrain in Malaysia.

    Archiviata la gara a Sepang, il pilota della Ferrari si è presentato nel paddock di Marina Bay con l’umore alto, convinto che la configurazione del tracciato e la presenza della Sprint possano andare incontro alle caratteristiche della SF-26.

    Queste le dichiarazioni rilasciate da Lewis a F1 TV:

    “Siamo qui per attaccare. Credo che il format Sprint renda questo week-end il più stimolante dell’anno, sarà una vera sfida. Sulla carta i circuiti cittadini si addicono alla nostra macchina e su questo tracciato ad alto carico i rettilinei non sono così lunghi, quindi dovremmo patire meno il deficit di potenza che ci separa dagli altri propulsori e al tempo stesso dovremmo riuscire a sfruttare la velocità in curva della SF-26″.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT images

    Su un tracciato cittadino come questo, dove la confidenza con la vettura sarà uno dei fattori decisivi, il programma ridotto lascia pochissimo tempo per costruire il feeling, chiedendo ai piloti maggiore velocità di adattamento.

    Il sette volte Campione del Mondo ha infatti poi spostato il focus verso il lavoro che il team dovrà affrontare per preparare al meglio l’esecuzione del fine settimana, lasciando spazio a qualche ricordo personale su questo circuito:

    “Tutte le volte che vengo qui l’obiettivo è rifare il giro da pole del 2018 che fu veramente eccezionale. Abbiamo una sola sessione di prove libere e dovremo accertarci di avere un assetto solido in grado di assorbire o di copiare bene tutti i bump che caratterizzano questa pista”.

  • Hamilton: “Quella di Sepang era una gara che potevamo vincere”

    Hamilton: “Quella di Sepang era una gara che potevamo vincere”

    Il Gran Premio del Bahrain in Malaysia ha riportato in scena l’Hamilton dei tempi migliori, autore di una rimonta che lo ha condotto dalle retrovie fino al terzo posto, interrompendo un digiuno di cinque gare senza podi per la Ferrari.

    Il britannico ha letteralmente ricostruito la propria gara dopo una partenza disastrosa, complice la scelta delle gomme soft su pista bagnata che lo aveva fatto scivolare nelle ultime posizioni.

    Hamilton ha poi tenuto un ritmo forsennato, risalendo fino alla quarta piazza e ricucendo un gap di dieci secondi nei confronti di Isack Hadjar.
    La Safety Car nel finale ha semplificato il compito del britannico, che ha approfittato della situazione per sorpassare il pilota della Red Bull, regalando ai tifosi della Rossa un finale inatteso dopo una partenza complicata.

    Proprio sulla scelta delle gomme allo start, Hamilton è tornato a lungo ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, ripercorrendo i momenti vissuti nei minuti precedenti al via.

    “È stata un’esperienza dolorosa. Sono entrato in corsia box, ho guardato e ho visto che era ancora bagnato. Poi sono andato al muretto, ho guardato la pista ed era ancora bagnata. La gara veniva posticipata e normalmente avrebbe dovuto asciugarsi, però c’erano tanti schizzi anche sulla griglia. Mi dicevo: «sono sicuro che si asciugherà», però vedo che è ancora bagnata. Pensavamo che anche Max avrebbe montato le gomme d’asciutto. Pensavamo fosse la scelta giusta e invece è andata al contrario. Quando ce ne siamo accorti era troppo tardi”.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT Media

    Nonostante l’errore iniziale, il pilota britannico ha sottolineato il lavoro del muretto di Maranello, capace di rimediare con una giusta strategia nel resto della gara.

    “Mantenere la macchina in pista è stata davvero dura dopo quella scelta, però il team ha fatto un ottimo lavoro con i pit-stop. I meccanici hanno fatto un lavoro fantastico. Abbiamo fatto tutte le scelte giuste anche nelle tempistiche. La strategia dopo quel momento è stata buona. Ero a un minuto e ho concluso al terzo posto ed è davvero fantastico. Sono molto grato di questo”.

    Interpellato da Sky Sports F1 UK se con una mescola diversa in partenza avrebbe potuto vincere la gara, Hamilton ha risposto con un secco: “Sì”.

  • Russell: “Incredibile la pressione esercitata da Verstappen, è uno dei migliori di sempre”

    Russell: “Incredibile la pressione esercitata da Verstappen, è uno dei migliori di sempre”

    La gestione del week-end di Baku da parte di George Russell è stata a dir poco impeccabile.

    Al netto di una monoposto apparsa estremamente a suo agio sul tracciato cittadino azero, il pilota britannico è stato dominante fin dalle prime prove libere, senza commettere sbavature né in qualifica né in gara e gestendo con lucidità anche la pressione di Max Verstappen nell’ultimo terzo di gara.

    Un successo che ha premiato la capacità di Russell di approfittare della brutta qualifica di Antonelli, scattato sedicesimo e risalito soltanto fino alla quinta posizione al traguardo.

    Quanto accaduto a Baku permette al pilota numero 63 di guardare con più fiducia alla lotta iridata, con Antonelli avanti di 66 punti in classifica e un titolo ormai indirizzato verso Brackley dopo un digiuno che dura dal 2020.

    Al termine della corsa, il vincitore ha analizzato la propria prestazione ai microfoni di Sky Sports F1 UK, ripercorrendo in particolare i momenti di maggiore apprensione nel finale:

    “È stato un ottimo fine settimana, diventato un po’ teso alla fine. Max stava spingendo forte e il nostro ritmo era incredibile. Stavamo guadagnando quasi un secondo al giro su tutti gli altri. Poi quando è uscita quella bandiera gialla ho mollato l’acceleratore e quando ho ripreso a spingere ero senza turbo, quindi mi sono ritrovato senza potenza. È stato lì che quasi mi ha passato. Sentivo di essere sulla strada giusta per continuare ad aprire il gap e di essere davvero in grande sintonia in questo fine settimana. Spero che continui”.

    Ph. Finlay Williams / WHYOUT images

    Infine, intercettato da DAZN Spagna, George ha sottolineato la grande pressione esercitata da Verstappen ed elogiato lo stesso olandese:

    “Avere attaccato alle mie spalle Verstappen, uno dei più grandi piloti della storia, è stato davvero incredibile. È stata la più grande pressione che abbia mai provato in Formula 1. È stato come concatenare una sessione di qualifica dopo l’altra. Ho spinto davvero forte”.

  • Vasseur: “Stupito dal motore Mercedes? La domanda la farei alla FIA”

    Vasseur: “Stupito dal motore Mercedes? La domanda la farei alla FIA”

    Per la Ferrari, le qualifiche a Baku si sono chiuse con un secondo posto per Charles Leclerc e una sesta posizione per Lewis Hamilton, alle prese con una sessione complessa che ha evidenziato la netta superiorità della Power Unit Mercedes.

    Al termine delle prove ufficiali, Frederic Vasseur ha analizzato le criticità riscontrate dalla Scuderia ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “È stata una sessione complicata, però rispetto a ieri la temperatura è calata enormemente e questo ha portato a strategie diverse tra i primi tre team, cosa che in qualifica non succede spesso. Russell ha fatto tre giri consecutivi, noi due e la McLaren uno più uno. Per la specificità della pista, bassa aderenza e tanto vento, sapevamo che sarebbe stato un po’ al limite”.

    Interpellato sull’ampio divario accusato nei confronti di Russell e sulle concrete possibilità di successo nella corsa azera, il team principal di Maranello ha mantenuto un approccio prudente:

    “Se guardiamo le qualifiche sicuramente Russell è davanti, ma lotteremo e spingeremo fino alla fine. La gara è sempre un pochino diversa. È vero che fin dalle FP1 è sembrato imbattibile in questo fine settimana, però vedremo”.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT Media

    Il manager francese ha poi esaminato la prestazione di Hamilton nel Q3, compromessa da un lieve impatto contro le barriere nel momento decisivo:

    “Ha avuto un contatto con il muro nell’ultimo giro e questo lo ha costretto a inseguire, e qui i margini sono molto ristretti. Era da solo e quindi senza scie, e questo gli è costato uno o due decimi. Domani la gara sarà lunga e dovremo avere un passo forte e costante. Sappiamo che abbiamo un degrado molto basso a Baku e questo forse renderà più difficile superare”.

    Sollecitato infine da Carlo Vanzini sui riscontri cronometrici dell’ultimo settore e sulla leadership tecnica del propulsore della Stella, Vasseur ha chiuso con una frecciata politica:

    “Questa domanda non la devi fare a me, ma alla FIA. Io ti darei una risposta diversa probabilmente. Sembra strano effettivamente, però alla fine oggi non dipende solo dal motore ma anche dalla resistenza all’avanzamento. Penso che Max abbia avuto un problema alla batteria, non so se nell’ultimo giro o no”.

  • Baku, Leclerc non si sbilancia sulla eventuale sostituzione della Power Unit

    Baku, Leclerc non si sbilancia sulla eventuale sostituzione della Power Unit

    In casa Ferrari il capitolo Power Unit continua a tenere banco.

    Al centro della contesa c’è l’unità in specifica ADUO 2 utilizzata a Monza da Charles Leclerc, rimasta a riposo nella tappa di Madrid in via precauzionale dopo l’incidente rimediato sul tracciato brianzolo e ora pronta a tornare della partita.

    Le dichiarazioni del monegasco in conferenza stampa hanno apparentemente raffreddato la pista del sacrificio annunciato, frenando i facili paragoni con la risalita vincente firmata in Italia da Andrea Kimi Antonelli:

    “Prendere una penalità e poi fare quello che ha fatto Antonelli a Monza? Beh, Kimi ha fatto una grande rimonta, ma non so se per noi sarebbe realistico fare qualcosa del genere se dovessimo ricevere una penalità sulla griglia”.

    Ph. Finlay Williams / WHYOUT images

    La vera novità emersa dalle parole del ferrarista riguarda l’effettiva integrità dell’unità già omologata, che lascia a Maranello pieno margine di manovra:

    “Il motore di Monza è disponibile in questo momento e possiamo usarlo, anche se non voglio entrare nei dettagli del nostro programma e spiegare quale Power Unit utilizzeremo. È un’opzione strategica che non vogliamo svelare adesso, ma quel motore è nel pool di unità che possiamo montare, e questo è un aspetto positivo per noi”.

    La parola passa quindi ai riscontri cronometrici e all’affidabilità: come anticipato da AutoRacer.it, la decisione definitiva sull’eventuale sostituzione della Power Unit verrà presa soltanto al termine delle FP2.

    Saranno i dati della seconda sessione di prove libere a chiarire se il propulsore potrà garantire l’intero chilometraggio del week-end, evitando a Leclerc l’handicap della partenza dal fondo per giocarsi le sue carte in qualifica ad armi pari.

  • Leclerc: “Io sempre oltre il limite? Il concetto è meno drammatico di quanto possa sembrare”

    Leclerc: “Io sempre oltre il limite? Il concetto è meno drammatico di quanto possa sembrare”

    Dietro la figura del pilota di Formula 1 esiste sempre una dimensione personale alimentata da passioni e progetti che affiancano l’impegno sportivo.

    Charles Leclerc non fa eccezione: a 28 anni il monegasco continua infatti a coltivare interessi e ambizioni che si intrecciano con la vita da pilota della Ferrari.

    In una recente intervista a La Gazzetta dello Sport, il numero 16 si è aperto proprio su questi temi, spiegando come riesca a conciliare i suoi interessi:

    “Penso si tratti di due aspetti di me che si fondono insieme. La creatività riguarda più l’istinto, mentre la disciplina è legata alla preparazione. Ma sono entrambe necessarie per fare bene qualcosa”.

    Un ragionamento che Leclerc ha voluto approfondire, spiegando come sia proprio il lavoro silenzioso a renderlo pronto ad affrontare i momenti decisivi:

    “In diversi momenti della mia vita ho dovuto compiere scelte molto difficili rapidamente, affidandomi all’istinto. Ma è proprio quando prima c’è un lavoro di preparazione che allora sai su cosa fare affidamento in quei momenti”.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Spesso associato all’idea di superare il limite, complice una vettura che non sempre gli ha permesso di esprimersi ai massimi livelli, il pilota del Cavallino ha ridimensionato questa percezione:

    “Credo sia un concetto un po’ meno drammatico di quanto possa sembrare a chi mi guarda da fuori. Si tratta di cercare di fare il meglio possibile in tutto ciò che ho sotto controllo. Ma è proprio quando pensi di aver fatto tutto nel miglior modo possibile che devi spingerti oltre negli aspetti che prima ti sembravano un limite. Questo è un ideale che mi motiva in tutto quello che faccio, dalle corse ai progetti fuori dalla pista”.

    Una visione che ha portato il monegasco a una definizione di successo diversa da quella che lo ha accompagnato durante i suoi primi anni in Formula 1:

    “Se penso a quando avevo quindici anni, o vicino ai venti, il successo era legato soltanto al risultato finale. Che si trattasse di un Gran Premio o di qualsiasi altra cosa facessi nella vita. Adesso riguarda più il processo. Per me il successo significa riuscire a gestire ogni situazione nel modo in cui volevamo, massimizzando tutto il nostro potenziale. Si basa sulla crescita, non solo sul risultato”.

  • Verstappen: “Senza offesa per nessuno, ma con queste auto il talento viene davvero limitato”

    Verstappen: “Senza offesa per nessuno, ma con queste auto il talento viene davvero limitato”

    Il Gran Premio d’Italia ha offerto un susseguirsi ininterrotto di superamenti lungo tutto l’arco della gara, complici sì i lunghi rettilinei del tracciato brianzolo, ma soprattutto le caratteristiche di queste nuove e discusse Power Unit 2026.

    Proprio da questa dinamica è scaturita l’ennesima, dura presa di posizione di Max Verstappen.

    In un’intervista concessa alla BBC, il numero 3 di casa Red Bull ha rimarcato come, storicamente, fossero la qualità e il coraggio in staccata a scavare il solco tra i fuoriclasse e il resto della griglia: parametri che, a detta del quattro volte iridato, le monoposto odierne hanno progressivamente svuotato di significato:

    “Nella storia di questo sport, di solito il pilota più determinato, quello che frena più tardi, accelera prima e si butta con coraggio ad alta velocità, viene premiato, perché è lì che fai la differenza in curva. Ora invece ti ritrovi a calcolare di continuo: in questa curva dovrei frenare un po’ di più, accelerare dopo, staccare prima oppure alzare il piede per risparmiare energia e avere più velocità di punta in fondo al dritto. Cose del genere. È tutto così innaturale, non è affatto così che dovrebbero funzionare le corse”.

    Un’amarezza che tocca da vicino i migliori “staccatori” della categoria. Non è un mistero che proprio Verstappen, insieme a Charles Leclerc, rappresenti il prototipo del pilota maggiormente penalizzato da questa filosofia regolamentare.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    L’olandese ha poi rincarato la dose sul tema della piattezza imposta dalle vetture moderne, portando a supporto due casi recenti: il rientro lampo di Yuki Tsunoda in Racing Bulls a Zandvoort e il contestuale salto di Liam Lawson sulla Red Bull per sostituire l’infortunato Isack Hadjar:

    “Senza offesa per nessuno, e spero davvero che non nascano polemiche, ma guardate Tsunoda: è salito sulla Racing Bulls in Olanda senza averla mai guidata prima ed è stato subito veloce. Lo stesso vale per Lawson con la nostra macchina. Succede perché queste auto sono insensibili agli input di chi guida. Chiaro, devi comunque mettere insieme un bel giro e i piloti più forti alla fine emergono sempre, ma il vero talento viene pesantemente limitato“.