Autore: Ilaria Carrain

  • Il fondatore della Formula E: “Questa F1 nasce per volontà di Wolff”

    Il fondatore della Formula E: “Questa F1 nasce per volontà di Wolff”

    L’inizio della nuova era tecnica di Formula 1 non è stato esattamente lo start che la Federazione Internazionale auspicava.

    La grande rivoluzione ha infatti scatenato un rincorrersi di polemiche sulle nuove dinamiche di gara, in particolare sui meccanismi di partenza e sui sorpassi.

    Proprio questi ultimi sono stati definiti artificiali da molti addetti ai lavori, con gli stessi piloti che li hanno paragonati più volte a quelli dei videogames e, in particolare, di Mario Kart.

    Già durante i test, Max Verstappen non aveva usato mezzi termini, liquidando il nuovo regolamento come una “Formula E sotto steroidi” e accusando i vertici di aver snaturato la categoria in favore di una gestione elettrica determinante.

    Al centro del nuovo sistema c’è proprio il ciclo di carica e scarica della batteria, componente diventata molto più decisiva non solo nel successo dei sorpassi, ma anche nella prestazione in qualifica.

    Proprio su questo scenario è intervenuto recentemente Alejandro Agag, il fondatore della Formula E, che ha svelato chi realmente si trova dietro a questa spinta al cambiamento. Queste le sue parole, rilasciate a Marca:

    “Mi piace, perché capisco cosa sta succedendo. Guardare la Formula E è come guardare ora la Formula 1. Il tema della ricarica e dello scaricamento della batteria lo abbiamo da 12 anni… Quando la Mercedes se n’è andata da qui, era perché voleva copiare quello che c’era in Formula E e trasferirlo in Formula 1. I grandi ispiratori di quanto sta accadendo ora in Formula 1 sono la Mercedes e Toto Wolff. Allora Toto, che era qui, ha visto cosa c’era e ha detto: «Porterò tutto questo in Formula 1 e unirò Formula 1 e Formula E». E siccome l’idea è venuta a lui, ha un vantaggio e questo si vede nella differenza che ha rispetto agli altri…”.

  • Leclerc: “Mi sono divertito con Lewis, ma il passo di Mercedes è stato impressionante”

    Leclerc: “Mi sono divertito con Lewis, ma il passo di Mercedes è stato impressionante”

    Nel pieno del Gran Premio di Cina, ci sono due Ferrari sul tracciato di Shanghai che mostrano agli appassionati di Formula 1 un duello pulito, onesto e di qualità.

    Al volante ci sono Charles Leclerc e Lewis Hamilton, gli unici capaci di regalare spettacolo in una gara che ha visto ancora una volta la Mercedes godere di un vantaggio tecnico immenso da colmare, almeno per ora.

    A spuntarla è stato il pilota britannico, che ha conquistato il terzo posto e il suo primo podio in Ferrari. Il monegasco, invece, è rimasto con l’amaro in bocca per un bloccaggio che gli è costato la posizione a favore del compagno di squadra.

    Dopo aver terminato la gara al quarto posto, Leclerc è tornato sul duello con Hamilton, spiegando ai microfoni di Sky Sport F1 Italia di essersi davvero divertito.

    Queste le sue parole:

    “Lewis è stato più bravo oggi e andava più forte di me, fin dalle FP1 è andato più forte. Sono ovviamente contento per il suo podio, ma al contempo deluso perché io ne sono rimasto fuori. Alla fine abbiamo dato tutto e mi sono veramente divertito nella gara”.

    Passando invece al confronto con la Mercedes, il pilota numero 16 ha analizzato con realismo il distacco dalle Frecce d’Argento.

    Se Russell ha lottato per qualche giro insieme alle due Ferrari, alla fine è comunque riuscito a scavalcare entrambi, blindando il secondo posto dietro ad Antonelli, che era già scappato via fin dai primi giri:

    “Quello che abbiamo visto oggi è purtroppo quello che ci aspettavamo dall’Australia, ma che non avevamo ancora visto completamente. Il passo che hanno fatto vedere è stato impressionante. L’unica speranza è quella di riuscire a fare sessanta giri stando lì a tentare un attacco a ogni curva e forse così possiamo vincere”.

  • Leclerc: “In gara possiamo giocarcela, andiamo in pista per vincere”

    Leclerc: “In gara possiamo giocarcela, andiamo in pista per vincere”

    Dopo una Sprint Race che aveva già mostrato una SF-26 competitiva, la Ferrari ha battuto un ulteriore colpo nelle qualifiche del Gran Premio di Cina, con il distacco dalla Mercedes che è sceso dagli 8 decimi di una settimana fa in Australia ai 3 decimi e mezzo sulla complicata pista di Shanghai.

    La Scuderia di Maranello ha risposto presente nonostante il solido vantaggio motoristico della Mercedes, con Lewis Hamilton in terza posizione e Charles Leclerc subito dietro, in quarta.

    Proprio il monegasco era stato tra i protagonisti delle prime fasi della sessione, firmando la miglior prestazione in Q1 e il secondo tempo in Q2.

    Nel Q3, tuttavia, Leclerc non è riuscito a ripetersi, dovendosi arrendere allo strapotere delle Frecce d’Argento e al proprio compagno di squadra.

    Arrivato ai microfoni di Sky Sport Italia F1, il pilota numero 16 ha analizzato la propria prestazione, sottolineando la poca confidenza con il tracciato cinese.

    Ecco le sue parole:

    “Siamo un po’ più vicini, ma è vero anche che George ha avuto problemi quindi non so come sarebbe finita. Non sono molto contento, ma devo dire che sono pessimo in questa pista, lo sono sempre stato. Ho fatto tanti sforzi negli anni, ma mi manca qualcosa in qualifica su questa pista. Non siamo troppo lontani e con queste macchine quarto, secondo, terzo non cambia tanto rispetto all’anno scorso dove era molto importante la posizione in qualifica. In gara si possono fare cose diverse”.

    L’analisi del monegasco è poi proseguita riflettendo anche sul nuovo approccio con queste vetture, dove la ricerca del limite estremo sembra pagare meno in qualifica:

    “Differenze rispetto a ieri? Dal mio lato ho cambiato alcune cose. Queste macchine in qualifica le devo ancora capire, paga più la costanza. È meglio essere sotto il limite, fare sempre la stessa cosa, che arrivare in Q3 e provare qualcosa. Mi dispiace perché questa era una delle mie forze, ma mi abituerò. In qualifica non mi piace tanto, ci sono cose che possiamo cambiare e che possono aiutare. In gara ce la possiamo giocare, lì la gestione della batteria è diversa, ma a livello di guida puoi rischiare di più”.

    Vincere domani? Noi andiamo con questo obiettivo”, ha concluso Leclerc.

  • Russell: “La partenza? Bisogna aspettarsi l’imprevisto”

    Russell: “La partenza? Bisogna aspettarsi l’imprevisto”

    George Russell scatterà davanti a tutti nella Sprint Race di Shanghai, confermando una superiorità che ormai non sembra più fare notizia.

    La Sprint Qualifying disputata questa mattina ha ribadito i valori già visti in Australia, con una Mercedes capace di blindare l’intera prima fila e di imporre un distacco pesante a tutta la concorrenza.

    Il leader del Mondiale ha inflitto quasi tre decimi al compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli e oltre sei decimi alla McLaren di Lando Norris, un margine che certifica lo stato di grazia della W17 sul giro secco.

    Analizzando la sfida che lo attende domani, Russell ha indicato lo scatto iniziale come l’unico vero punto critico del pacchetto Mercedes.

    “Bisogna aspettarsi l’imprevisto, non so cosa accadrà”, ha ammesso il britannico, sottolineando però il grande lavoro svolto dopo Melbourne per ottimizzare le procedure di avvio.

    “I miei stacchi durante le libere sono stati incoraggianti e, fortunatamente, i piloti che mi partono accanto sono motorizzati Mercedes: spero non siano fulminei come le Ferrari”.

    Oltre alla partenza, resta l’incognita della tenuta sulla distanza, legata soprattutto al fenomeno del graining che lo scorso anno rimescolò le carte proprio sul tracciato cinese.

    Per Russell, la gestione delle coperture sarà il fattore determinante per evitare che il vantaggio velocistico svanisca dopo i primi giri:

    “Le gomme possono calare drasticamente, vedremo cosa riusciremo a fare”.

    La missione della Stella sarà dunque quella di trasformare la pole odierna in una vittoria solida, cercando di non lasciare spiragli alla rimonta delle Rosse.

  • Verstappen: “Ho sostituito il simulatore con una Nintendo Switch, più utile Mario Kart”

    Verstappen: “Ho sostituito il simulatore con una Nintendo Switch, più utile Mario Kart”

    Cosa sarebbe la Formula 1 senza Max Verstappen?

    Mentre la massima serie automobilistica è al centro del ciclone in seguito a quanto accaduto durante il Gran Premio d’Australia, il numero 3 di casa Red Bull non smette di scuotere l’ambiente, com’è suo solito fare.

    Arrivato in Cina per il secondo week-end stagionale, l’olandese è tornato sui fatti di Albert Park con un mix di sarcasmo e disarmante onestà, chiamando in causa ancora una volta Mario Kart e l’universo dei videogiochi.

    Queste le sue parole, pronunciate in conferenza stampa:

    “Ho sostituito il simulatore a casa con una soluzione più economica, una Nintendo Switch, mi alleno giocando a Mario Kart. Sul trovare i funghetti sto andando bene, devo lavorare invece sulle tartarughe blu”.

    Super Max ha poi proseguito negando un suo possibile addio al Circus, lanciando però un velato ultimatum alla FIA e ribadendo di non provare divertimento al volante di queste monoposto:

    Non ho intenzione di lasciare la F1, ma al tempo stesso spero che la situazione migliori, ci sono discussioni con la FIA e la FOM per migliorare queste auto, speriamo già dal 2027. Non mi diverto a guidare queste macchine, ma mi piace lavorare con il team e con tutto il personale del nuovo reparto motori. Non posso dire parolacce perché la multa è salata, ribadisco che non ho intenzione di andarmene, ma vorrei divertirmi di più al volante, questo sì. Nel frattempo cercherò di partecipare ad altre corse. Sarò al Nurburgring, spero nei prossimi anni di partecipare anche alla 24 Ore di Spa-Francorchamps e spero anche alla 24 Ore di Le Mans. Le chiamerei delle distrazioni positive”.

  • Leclerc: “Non sono per nulla felice della mia gara e del mio passo, però c’è comunque il sorriso. Secondo me abbiamo tante cose da poter ottimizzare”.

    Leclerc: “Non sono per nulla felice della mia gara e del mio passo, però c’è comunque il sorriso. Secondo me abbiamo tante cose da poter ottimizzare”.

    Sono da poco passate le 5 del mattino in Italia quando la seconda domenica di marzo restituisce un’immagine che ai tifosi mancava da tempo: una Ferrari davanti a tutti.

    È la numero 16 di Charles Leclerc, in testa alla prima curva del Gran Premio d’Australia.

    Il monegasco è stato autore di una partenza perfetta sul tracciato di Albert Park, con uno slalom che gli ha permesso di salire dalla quarta posizione al vertice.

    Nelle tornate successive, il duello con la Mercedes di George Russell ha tenuto la competizione aperta, ma l’equilibrio si è spezzato con la Virtual Safety Car: dopo i pit-stop delle Frecce d’Argento, le Ferrari non hanno potuto nulla contro il passo avversario.

    Al termine della gara, il numero 16 del Cavallino ha commentato così il suo debutto stagionale ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “Non sono per nulla felice della mia gara, però c’è comunque il sorriso. Secondo me abbiamo tante cose da poter ottimizzare. Il primo giro è stato un po’ un disastro, perché dovevamo gestire tantissimi problemi. In questi momenti ci ritroviamo da soli, perché gli ingegneri non ci parlano. La cosa di cui non sono contento è il passo, devo far meglio e oggi non ero al top. Non ho avuto un week-end costruttivo, di quelli in cui dalla FP1 alla FP3 si guida una macchina sempre più costante. Sono andato un po’ a destra e a sinistra con il set-up e questo non va mai bene, infatti oggi non ero nella finestra giusta e ho fatto tanta fatica a finire questa gara al terzo posto. Penso che Lewis fosse un po’ più veloce di me verso la fine. Ieri gli otto decimi di ritardo mi facevano male, mentre oggi sembra che siamo molto più vicini in gara”.

    Sulla partenza, Leclerc ha rivelato i problemi vissuti in Ferrari, nonostante il buono scatto delle due Rosse:

    “Tutti abbiamo avuto tanti problemi durante questa partenza. Le batterie dei piloti Mercedes, avendo parlato con loro, erano a zero. La nostra era un pochino sopra lo zero, ma non tanto. Mi sono accorto che c’era un problema all’inizio del giro, quindi ho provato a gestire nel migliore dei modi questa situazione. Penso che siamo stati i migliori in questa situazione. Non capisco perché abbiamo avuto tutti lo stesso problema: questa è la cosa che dobbiamo analizzare”.

  • Hamilton:”Ho un grande gruppo alle mie spalle. Lavoriamo per vincere”.

    Hamilton:”Ho un grande gruppo alle mie spalle. Lavoriamo per vincere”.

    L’attesa sta per finire: nella notte italiana che ci attende, le monoposto scenderanno sul tracciato di Albert Park a Melbourne per inaugurare ufficialmente la stagione 2026 di Formula 1.

    In occasione del media day di ieri, Lewis Hamilton si è presentato ai microfoni con un atteggiamento decisamente diverso da quello visto solo pochi mesi fa.

    Senza giri di parole, il britannico ha svelato le proprie ambizioni analizzando le possibili gerarchie della griglia.

    L’obiettivo è vincere, è per questo che stiamo lavorando. Ogni squadra lo fa, ma il nostro traguardo è questo: sfruttare al massimo ogni opportunità, sperando di lottare nel gruppo di testa già dalle prime gare. Non lo sappiamo con certezza. La Mercedes è sembrata particolarmente veloce e non sono sicuro che abbiamo già visto il vero potenziale della Red Bull, quindi è tutto molto emozionante. In ogni caso, sento di avere un grande gruppo di persone alle spalle, concentrato a testa bassa sul raggiungimento delle prestazioni e sulla massimizzazione di ogni fine settimana”, ha dichiarato il sette volte iridato in conferenza stampa.

    Dopo un primo anno a Maranello estremamente complicato – forse il più difficile della sua intera carriera – Hamilton ha archiviato il capitolo 2025, ammettendo di essere completamente concentrato sulla stagione che sta prendendo il via:

    “Ora è molto diverso rispetto a dodici mesi fa ed è una sensazione molto più piacevole. Avendo trascorso un anno nel team, ne ho compreso la cultura e i metodi, trovando il modo migliore di lavorare insieme. Penso che ora siamo a buon punto e mi sento molto in sintonia con la squadra. Siamo molto più felici. Abbiamo fatto un ottimo lavoro nei test invernali, il team ha svolto un compito incredibile in fabbrica e abbiamo imparato molto dall’anno scorso. Ci stiamo lasciando alle spalle gli aspetti negativi per procedere con quelli positivi. Siamo svegli, preparati e sappiamo cosa dobbiamo fare, consapevoli delle enormi sfide poste dai nuovi regolamenti”.

  • Vasseur: “Scenderemo in pista per vincere”.

    Vasseur: “Scenderemo in pista per vincere”.

    Mancano ormai solo pochi giorni allo spegnimento dei semafori a Melbourne, teatro del debutto ufficiale della stagione 2026 di Formula 1, e l’attesa per la rivelazione delle gerarchie in griglia è altissima, con gli occhi inevitabilmente puntati sulla Ferrari dopo i promettenti test in Bahrain.

    In un’intervista esclusiva rilasciata a Motorsport.com Italia, il team principal del Cavallino Rampante, Frederic Vasseur, ha tracciato la bussola da seguire per la Scuderia di Maranello, mettendo l’accento sulla concretezza e sulla solidità del progetto:

    “Non importa il risultato del 2024 o 2025, scendiamo in pista per dare il massimo, competere e con l’obiettivo di vincere. L’affidabilità viene prima di tutto. Se non puoi girare con continuità non raccogli dati, non verifichi la correlazione, di conseguenza non fai passi avanti. Il quadro iniziale è ovviamente sempre importante, meglio iniziare la stagione vincendo la prima gara piuttosto che ritrovarsi distanti, ma l’aspetto cruciale sarà il programma di sviluppo. Credo che in questa stagione ogni upgrade che porteremo in pista comporterà un passo avanti superiore al miglioramento complessivo visto nel 2025″.

    Dopo aver stupito l’intero paddock con la famosa ala innovativa presentata a Sakhir, Vasseur ha spiegato che le evoluzioni tecniche saranno un tema centrale e costante per tutto il campionato, rivendicando l’approccio coraggioso scelto dai tecnici di Maranello per questo nuovo ciclo regolamentare:

    “Bisogna esplorare il regolamento tecnico, essere aggressivi e spingersi al limite, solo così si può essere innovativi. Ma ciò a cui bisogna prestare attenzione è che l’innovazione non riguarda solo la parte visibile della vettura. Sono contento che due soluzioni abbiano attirato l’attenzione della stampa e del paddock, ma in passato abbiamo introdotto altre innovazioni in zone non visibili, parlo di sospensioni, impianto di raffreddamento, motore, e questo credo valga per tutte le squadre”.