Autore: Ilaria Carrain

  • Vasseur: “I piloti Ferrari possono contare su un trattamento paritario”

    Vasseur: “I piloti Ferrari possono contare su un trattamento paritario”

    L’episodio relativo al duello interno tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton durante le prime curve del Gran Premio d’Italia ha lasciato più di uno strascico, alimentando discussioni nei giorni successivi sulla linea di gestione dei due piloti decisa da Frederic Vasseur.

    Proprio il team principal francese, durante il media day di Madrid, è tornato sulla vicenda, toccando punti importanti in un’intervista esclusiva rilasciata a Motorsport.com Italia:

    “Abbiamo avuto dei buoni incontri con Lewis e Charles. Si sono chiariti insieme e ho ricordato loro alcuni principi fondamentali del mio modo di gestire la squadra. Il mio lavoro è proteggere le centinaia di persone del team e assumermi le responsabilità. È quello che ho chiesto anche ai piloti”.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    È proprio sul tema della responsabilità che Vasseur ha posto l’accento, soffermandosi su come spesso le dichiarazioni vengano isolate all’esterno:

    “Non sto chiedendo loro di non essere aperti o di non essere duri. Ma molto spesso con noi sono molto più tranquilli di quanto poi non siano quando vanno a parlare con la stampa. Lewis mi ha detto: «Fred, l’80% del mio messaggio era positivo e loro hanno preso il 20% negativo». Ma sappiamo tutti come funziona. Se dici che la squadra sta facendo un buon lavoro e poi aggiungi un «però», sarà quella parte a diventare il titolo”.

    A fine gara, lo stesso Hamilton aveva fatto intendere l’assenza di regole di ingaggio tra i due compagni, ma Vasseur ha respinto con fermezza questa lettura:

    “Dire che non esistono «rules of engagement» non rispecchia la realtà. Non si può pretendere che nei contratti siano riportati tutti i possibili scenari che si possono trovare in pista, perché inevitabilmente tutto diventerebbe un problema di interpretazione. «Io ero lì», “no, eri cinque centimetri più indietro». Non risolvi nulla. I principi sono chiari e i piloti li conoscono”.

    Il team principal ha infine chiarito la posizione della Ferrari sulla gerarchia interna in ottica campionato:

    “I piloti Ferrari possono contare su un trattamento paritario, poi potrebbe arrivare un momento in cui dovremo decidere, se uno dei due sarà fuori dalla lotta. In quel caso sarà una mia decisione“.

  • Hamilton: “La scia sarà fondamentale, dovremo sfruttarla”

    Hamilton: “La scia sarà fondamentale, dovremo sfruttarla”

    Il venerdì di Monza si è chiuso con un grande punto di domanda per quel che riguarda la sfida per la pole position che si terrà sabato.

    Nella seconda sessione di prove libere del Gran Premio d’Italia, Lewis Hamilton ha faticato a trovare il feeling ottimale con la vettura, come mostrato dai quattro decimi e mezzo che lo hanno separato dal leader George Russell.

    Il sette volte Campione del Mondo non ha usato mezzi termini nel descrivere le criticità riscontrate durante le FP1 e le FP2, esprimendo anche insoddisfazione per l’assetto della sua SF-26.

    Queste le sue parole, pronunciate ai media presenti (tra cui GPBlog.com):

    “La velocità in rettilineo è un problema non da poco. Basta guardare la telemetria, perdevo qualcosa come 6 decimi rispetto a George solo nei rettilinei. Dobbiamo lavorare su questo aspetto. E poi c’è anche l’assetto: è stato davvero molto difficile ottenere il miglior tempo dalla macchina. Per qualche ragione nelle FP2 non è stato semplice guidarla. Abbiamo apportato un paio di modifiche, ma…”.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    La distanza così ampia dal pilota numero 63 della Mercedes apre ora a diverse strade che il team di Maranello dovrà valutare per trovare un giusto equilibrio ed estrarre il massimo potenziale dalla Rossa:

    “Potremmo tornare indietro, ma valuteremo se sarà possibile migliorare la macchina. Dobbiamo verificare da cosa dipenda questa mancanza in rettilineo, se magari è legata al deployment. Il motore però è un miglioramento e sono grato del lavoro fatto dai ragazzi in fabbrica. I nostri avversari forse hanno meno resistenza aerodinamica sui rettilinei, lo esamineremo”.

    Sulla scia in qualifica, vero e proprio jolly a Monza per compensare il gap in rettilineo, il britannico non ha avuto dubbi:

    “Sarà fondamentale e cercheremo di sfruttarla”.

  • Vasseur: “La Power Unit è la chiave, dobbiamo mantenere altissima la concentrazione”

    Vasseur: “La Power Unit è la chiave, dobbiamo mantenere altissima la concentrazione”

    La Ferrari si appresta ad affrontare il week-end più importante e sentito della stagione, quello di casa a Monza.

    Il Cavallino Rampante giunge a questo appuntamento dopo il rientro amaro di Zandvoort, dove l’esecuzione del fine settimana non ha permesso alla SF-26 di raccogliere quanto sperato.

    In un’intervista esclusiva a Motorsport.com, il team principal della Ferrari, Frederic Vasseur, ha sottolineato quanto sia fondamentale curare ogni dettaglio per restare agganciati alla lotta iridata:

    “Credo che negli ultimi due o tre anni abbiamo fatto un salto gigante in termini di esecuzione. Per quanto riguarda la strategia e i pit-stop stiamo lavorando bene. Abbiamo sprecato occasioni soprattutto negli ultimi due fine settimana, ma non sono sicuro che ne abbiamo perse più di McLaren o Mercedes dall’inizio della stagione. Tuttavia, se vuoi vincere il campionato non puoi lasciare punti per strada. Dobbiamo conquistare il massimo dei punti possibili”.

    Oltre alla gestione di ogni singola gara, la sfida per rimanere competitivi si gioca sulle novità e sulla ricerca dei limiti della SF-26:

    “Ci sono due gare parallele: quella dello sviluppo, in cui gara dopo gara porti componenti per alzare il potenziale della macchina, e poi quella in cui devi essere al limite del tuo potenziale. Regolamenti, gestione dell’energia e pneumatici sono diversi rispetto allo scorso anno: questo significa che sul tavolo ci sono molti più interrogativi e per questo tutti commettiamo più errori. Il mio compito è anche quello di ridurre al minimo questi sbagli. Non importa cosa facciano gli altri, noi dobbiamo minimizzare i nostri”.

    A Monza, la Scuderia avrà finalmente a disposizione il secondo pacchetto ADUO, un fattore che su una pista come quella italiana potrebbe aiutare a colmare parte del gap dai motorizzati Mercedes:

    “La Power Unit è la chiave. Da un giro all’altro si possono ancora verificare oscillazioni di prestazione. Molto meno rispetto a quanto visto in Cina o in Australia, dove a volte perdevamo quattro o cinque decimi. Ora ne perdiamo uno o due, ma a Zandvoort un paio di decimi significavano quattro posizioni sulla griglia. Vuol dire che dobbiamo mantenere altissima la concentrazione”.

  • Leclerc: “Abbiamo un programma di sviluppo estremamente aggressivo”

    Leclerc: “Abbiamo un programma di sviluppo estremamente aggressivo”

    A Zandvoort è tutto pronto per l’inizio della seconda metà di stagione, e in casa Ferrari filtra ottimismo in vista del fine settimana.

    Durante il media day, Charles Leclerc ha analizzato il punto debole della SF-26, ovvero la differenza di cavalli rispetto ai rivali, difendendo però la linea aggressiva di Maranello.

    “C’è un programma di sviluppo molto chiaro e ci sono ancora molte cose che vogliamo migliorare”, ha detto il monegasco alla stampa presente, tra cui AutoRacer.it. “È molto chiaro dove si trovassero le principali limitazioni di questa prima parte di stagione: il motore e la potenza che abbiamo al momento rispetto alle Power Unit Mercedes e Red Bull sono gli aspetti in cui manchiamo di più. La comunicazione è sempre fondamentale, ma quest’anno i minimi errori che puoi fare in termini di programmazione o cose simili durante il fine settimana hanno un impatto massiccio.”

    Charles ha poi lodato l’atteggiamento della Ferrari, rivendicando il coraggio del team nella gestione degli aggiornamenti:

    “Abbiamo avuto un approccio molto aggressivo quest’anno rispetto ad altri, credo in primo luogo in termini di innovazione, e penso che questo sia un segnale positivo a dimostrazione del fatto che stiamo cercando soluzioni inedite attorno ai regolamenti. In secondo luogo, il piano serrato nel portare aggiornamenti: la produzione ha fatto un lavoro incredibile per la prima metà della stagione lavorando a pieno regime per farci ricevere i pezzi il prima possibile, e questo fa molta differenza.”

    Infine, il pilota numero 16 si è soffermato sul circuito olandese e sui problemi che in passato la Rossa ha dovuto affrontare qui:

    “Storicamente non è stata una pista particolarmente favorevole per noi, ma allo stesso tempo queste vetture sono così diverse che penso si possa rimescolare un po’ l’ordine di forza. È un layout abbastanza tecnico, e normalmente le piste tecniche sono state un po’ più positive per noi quest’anno. Sono ottimista, ma dobbiamo aspettare e vedere. Penso anche che abbiamo compreso bene il motivo per cui faticavamo negli ultimi anni con le precedenti generazioni di auto; tendo a pensare che non avremo gli stessi problemi quest’anno”.

  • Hamilton: “Penso proprio che la seconda metà di stagione sarà molto diversa”

    Hamilton: “Penso proprio che la seconda metà di stagione sarà molto diversa”

    La Formula 1 si prepara ai blocchi di partenza per la seconda parte di stagione, con il Mondiale che fa tappa a Zandvoort questo fine settimana.

    In casa Ferrari il morale è alto, nonostante il Gran Premio in Ungheria prima della sosta non abbia lasciato ai tifosi un dolce ricordo in vista delle vacanze estive.

    Al netto del passo falso di Budapest, le aspettative su un ulteriore salto di qualità del Cavallino restano elevate: la prima metà di campionato ha infatti regalato segnali incoraggianti, coronati dai successi a Barcellona e a Silverstone.

    Se da un lato in gara la SF-26 ha spesso mostrato la bontà del suo telaio, dall’altro la Rossa ha pagato dazio in termini di potenza pura della Power Unit.

    A tracciare la rotta in vista del finale di stagione è stato Lewis Hamilton, mostrandosi fiducioso sugli sviluppi evolutivi in arrivo da Maranello e forte, probabilmente, anche dell’ADUO previsto per Monza.

    Queste le sue parole, rilasciate ad Auto Hebdo:

    “La gestione della stagione è stata incredibile fino ad ora, soprattutto se si considera che probabilmente abbiamo avuto tre o quattro decimi di deficit in velocità di punta e in potenza sui rettilinei. Non abbiamo portato evoluzioni per due week-end e mezzo, ma a breve ne arriveranno delle altre. Penso quindi che la seconda metà della stagione sarà molto diversa”.

  • Vasseur: “Hamilton e Leclerc collaborano e si stimolano a vicenda nel cercare il limite”

    Vasseur: “Hamilton e Leclerc collaborano e si stimolano a vicenda nel cercare il limite”

    Dallo scorso campionato, la Ferrari può vantare una delle coppie di piloti più competitive ed equilibrate della griglia, capace di unire il talento puro di Charles Leclerc all’esperienza di un sette volte Campione del Mondo come Lewis Hamilton.

    Dopo un anno d’esordio in Rosso comprensibilmente complesso – segnato dall’adattamento a una realtà del tutto nuova e dalle difficoltà di una monoposto poco competitiva – il britannico ha mostrato un deciso cambio di passo nel 2026.

    Trovandosi attualmente avanti al compagno di squadra nella Classifica Piloti, Hamilton ha evidenziato una confidenza nettamente superiore al volante della SF-26.

    Di questa accesa rivalità interna ha parlato il team principal della Scuderia, Frédéric Vasseur, ai microfoni di Auto Hebdo.

    Il manager francese ha evidenziato il valore strategico del confronto tra i suoi due alfieri, ribadendo comunque come l’interesse del team debba sempre rimanere prioritario.

    “Una parte fondamentale delle prestazioni nasce proprio dal confronto diretto tra i piloti”, ha spiegato Vasseur. “Succede da noi così come in McLaren e in Mercedes, mentre in Red Bull la dinamica è diversa per altri motivi. Sia Mercedes sia McLaren vivono la nostra stessa situazione: a week-end alterni uno precede l’altro e poi le gerarchie si invertono. È un fattore che fa parte del gioco e spinge verso l’alto il livello generale“.

    Il principio cardine, per Maranello, resta la disciplina in pista e il rispetto dei ruoli:

    “I piloti devono rispettare la squadra così come noi rispettiamo loro, mantenendo sempre un comportamento corretto. Vedo che collaborano e si stimolano a vicenda nel cercare il limite. Il nostro percorso di crescita passa anche da questo: dal fatto che entrambi guidino al 110% in ogni singolo giro. Per loro, fin dalle prove libere, la priorità resta quella di stare davanti al compagno“.

  • Wolff: “Le due vittorie Ferrari sono arrivate solo per demeriti nostri”

    Wolff: “Le due vittorie Ferrari sono arrivate solo per demeriti nostri”

    La prima metà di stagione della Mercedes è stata caratterizzata da un dominio assoluto sul piano delle prestazioni, come testimoniano in modo inequivocabile le otto vittorie conquistate su undici Gran Premi disputati e le ben dieci pole position messe a referto.

    Un rullino di marcia eccezionale che conferma la bontà del progetto e la superiorità velocistica della monoposto di Brackley sul giro secco e sul passo gara.

    Tuttavia, se la forza complessiva della W17 appare impareggiabile, l’affidabilità della stessa ha destato più di una preoccupazione in questa prima porzione di 2026: George Russell è stato infatti tormentato da innumerevoli problemi e anche Andrea Kimi Antonelli ha pagato a carissimo prezzo le noie meccaniche patite a Barcellona e a Silverstone.

    Ora, pur guidando la Classifica Costruttori con 72 punti di vantaggio sulla Ferrari, la compagine anglo-tedesca non può dormire sugli allori: se le problematiche tecniche non verranno risolte nel breve termine, la Rossa potrebbe anche tentare di approfittarne da Zandvoort in avanti.

    A tracciare il bilancio della prima parte di stagione di casa Mercedes è stato il team principal Toto Wolff, il quale ha spostato lo sguardo proprio sul fattore affidabilità.

    Queste le sue parole, rilasciate in un’intervista rilasciata ai microfoni di RacingNews365:

    “Abbiamo iniziato la stagione in maniera molto solida. Come azienda e team il fatto di integrare Power Unit e telaio ci ha permesso di ottenere risultati dominanti. Ma siamo stati duramente colpiti dall’affidabilità, abbiamo avuto tre o quattro ritiri. Abbiamo perso probabilmente 70 o 80 punti a causa di mancati arrivi al traguardo rispetto alla Ferrari. Oggi abbiamo 70 o qualcosa in più (72, ndr) punti di vantaggio, se ne aggiungiamo altri 70 significherebbe un margine davvero molto, molto più importante. Ma li abbiamo persi e gli altri stanno recuperando terreno.“

    Sui successi della Ferrari a Barcellona e Silverstone, il manager viennese non ha esitato a ridimensionare le vittorie della Rossa, attribuendole piuttosto a passi falsi della Mercedes:

    “In realtà le due vittorie della Ferrari sono arrivate per demeriti nostri. Siamo stati sfortunati a Barcellona con la Virtual Safety Car e poi con i problemi di Kimi a Silverstone. Inoltre, quando qualcuno porta aggiornamenti, sale di livello. Abbiamo visto Ferrari o McLaren portare sviluppi – a differenza nostra – e all’improvviso ci siamo trovati a lottare duramente”.

  • Noble: “Sainz? Le bandiere blu erano ben visibili, la scusa del malfunzionamento non regge”

    Noble: “Sainz? Le bandiere blu erano ben visibili, la scusa del malfunzionamento non regge”

    Il Gran Premio d’Ungheria ha scatenato accese polemiche per l’episodio che ha visto protagonisti Carlos Sainz e Oscar Piastri durante una fase di doppiaggio.

    Come ben noto, lo spagnolo della Williams ha completamente ignorato il pilota della McLaren, costringendo Piastri a una correzione al limite per evitare il contatto e finire fuori pista.

    Nel post-gara, il botta e risposta tra i due è stato infuocato: l’australiano ha definito la manovra una delle cose più stupide mai viste, mentre lo spagnolo ha rispedito le accuse al mittente definendo l’accaduto come un semplice “episodio di gara” e giustificandosi con la mancata segnalazione sul proprio display.

    A scatenare il caos in pista è stato infatti un guasto al sistema GPS della Formula 1, con le indicazioni sul posizionamento delle vetture lungo il tracciato che sono andate completamente in tilt.

    In condizioni normali, l’obbligo di lasciar passare chi sopraggiunge viene comunicato attraverso tre canali: i pannelli luminosi con il numero della vettura interessata, il display sul volante e le indicazioni via radio.

    Se da un lato la tecnologia era fuori uso, le bandiere blu sono state comunque sventolate manualmente dai commissari a bordo pista.

    È proprio su questa base che il giornalista Jon Noble ha smontato la tesi difensiva di Sainz, intervenendo durante The Race F1 Podcast:

    “Anche se il sistema automatico sul volante non funzionava, le bandiere blu c’erano comunque. C’erano i commissari lungo il tracciato a sventolare le bandiere blu e ad attivare i pannelli luminosi. Per questo non credo si possa semplicemente usare il malfunzionamento del sistema automatico come scusa per non aver prestato la dovuta attenzione“.

  • Red Bull si muove per blindare Verstappen: nuovo contratto fino al 2029 senza clausole di uscita?

    Red Bull si muove per blindare Verstappen: nuovo contratto fino al 2029 senza clausole di uscita?

    Il futuro di Max Verstappen resta uno dei temi centrali nel paddock, con la Red Bull intenzionata a uscire allo scoperto per muovere le prime carte.

    Secondo quanto riportato da BILD, la dirigenza di Milton Keynes avrebbe infatti presentato un’offerta di rinnovo al quattro volte Campione del Mondo per estendere l’accordo attuale e, soprattutto, eliminare le clausole di uscita.

    Il contratto dell’olandese scade a fine 2028, con l’opzione di svincolo che si attiva automaticamente nel caso in cui non si trovi tra i primi tre del Mondiale prima della pausa estiva.

    Con il sesto posto in classifica maturato alla vigilia di Budapest, la clausola è diventata esercitabile, lasciando a Verstappen la libertà di liberarsi entro ottobre.

    Proprio per evitare incertezze durante il prosieguo della stagione, Oliver Mintzlaff avrebbe proposto un prolungamento fino al 2029, includendo la rinuncia alle clausole rescissorie e un ritocco verso l’alto dello stipendio base, che attualmente si aggira sui 65 milioni di euro all’anno.

    L’offerta è stata presentata diverse settimane fa, ma dal management dell’olandese non è ancora arrivata una risposta formale, anche se l’impressione è che si possa arrivare a un’intesa.

    Recentemente, proprio il manager Raymond Vermeulen aveva ribadito a BILD la volontà di dare priorità alla Red Bull:

    “Abbiamo un contratto fino al 2028. Certo, ci sono clausole rescissorie, ci sono sempre state. Ma non ne abbiamo mai esercitata nessuna. Al contrario. Siamo sempre stati leali e lo rimarremo. Vogliamo continuare il nostro percorso con Red Bull e Max vuole concludere la sua carriera qui, ma ovviamente con la possibilità di vincere”.

  • Antonelli: “A Budapest mi aspetto i top team molto vicini tra loro”

    Antonelli: “A Budapest mi aspetto i top team molto vicini tra loro”

    Pensare gara per gara e imparare a gestire le emozioni.

    È stato questo il consiglio che Roger Federer ha regalato ad Andrea Kimi Antonelli durante il loro incontro a Wimbledon, ed è esattamente con questa filosofia che il pilota italiano sta affrontando la corsa al Mondiale.

    Una lezione che ha dato i primi frutti domenica scorsa in Belgio, dove il leader del campionato è tornato al successo riscattando il guasto di Silverstone che aveva consegnato la vittoria a Charles Leclerc.

    Sul circuito da sempre considerato l’Università della Formula 1, il portacolori della Mercedes è tornato a dettare legge, impensierito soltanto dal monegasco della Ferrari, unico capace di tenere a tratti il ritmo della sua W17.

    Archiviato il capitolo Spa-Francorchamps, dove il bolognese ha allungato in classifica sul compagno di squadra George Russell, costretto al ritiro dopo un contatto con Lewis Hamilton, l’attenzione si è subito spostata verso l’imminente appuntamento di Budapest.

    Nella conferenza stampa post-gara, Antonelli ha analizzato le proprie aspettative in vista dell’Hungaroring:

    “Mi aspetto che tutte e quattro le squadre di punta siano molto vicine perché lì non ci sono particolari problemi di gestione delle batterie. L’utilizzo della potenza sarà estremamente equilibrato, quindi sarà un tracciato per certi versi simile a Monaco, dove si cerca semplicemente di guidare il più velocemente possibile. Sarà interessante: la lotta tra di noi si preannuncia davvero serrata ed è per questo che diventerà fondamentale riuscire a mettere insieme ogni singolo elemento”.