Autore: Nicholas Gataleta

  • Hamilton: “A Zandvoort il team non ha fatto quel che avrebbe dovuto fare: ci è costato il podio”

    Hamilton: “A Zandvoort il team non ha fatto quel che avrebbe dovuto fare: ci è costato il podio”

    Un grande rammarico.

    È questo il sentimento che si respira in casa Ferrari al termine del Gran Premio d’Olanda, che ha visto il Cavallino lasciare Zandvoort ai piedi del podio, con Lewis Hamilton quarto e Charles Leclerc quinto.

    Un risultato che, per quanto visto in gara, lascia inevitabilmente l’amaro in bocca, perché la SF-26 ha mostrato un potenziale che avrebbe potuto regalare alla Rossa ben altro, ma a pesare sono state la qualifica del sabato – handicap alla base di tutto soprattutto su una pista del genere – e una gestione strategica tutt’altro che impeccabile.

    In particolare, la gara di Hamilton – al netto di qualche difficoltà di troppo nelle due partenze – ha restituito indicazioni positive, con il britannico che ha potuto contare su una SF-26 competitiva e dotata di un ottimo passo, un potenziale che però, tra le caratteristiche di Zandvoort e una gara trascorsa spesso in aria sporca, non ha potuto sfruttare fino in fondo.

    A complicare ulteriormente i piani ci ha pensato la strategia, con la Ferrari che, nel momento in cui Leclerc si è ritrovato impegnato nella lotta con Russell, ha scelto di non richiamare immediatamente ai box il monegasco, finendo di conseguenza per rallentare anche Hamilton alle sue spalle che, via radio, si è lasciato andare a parole piuttosto eloquenti.

    Nel finale, dopo il pit-stop effettuato in regime di Safety Car, il numero 44 si è quindi gettato a capofitto all’inseguimento delle due Mercedes nel tentativo di agguantare almeno il terzo gradino del podio, ma l’esposizione della Virtual Safety Car ha di fatto congelato le posizioni.

    In questo sport è impossibile essere perfetti “, ha esordito nel post-gara il britannico ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    In fabbrica stanno facendo un lavoro eccezionale, cercando di tirare fuori il massimo dalla macchina e portando tutti gli aggiornamenti possibili. Anche oggi i ragazzi hanno fatto un gran lavoro ai box, ma in gara ero su una strategia diversa rispetto a Charles e avevo più velocità di lui. Ho perso diversi secondi alle sue spalle perché il team non ha fatto ciò che avrebbe dovuto o, comunque, non ha preso la decisione giusta. Credo che alla fine il podio sia stato perso proprio lì “.

  • Leclerc: “Con il passo gara che abbiamo tutto è possibile”

    Leclerc: “Con il passo gara che abbiamo tutto è possibile”

    Se il meteo olandese ha dato prova di essere variabile e in continua evoluzione, lo stesso si potrebbe dire della Ferrari, protagonista a Zandvoort di un sabato a due facce che lascia in seno al Cavallino qualche amarezza di troppo.

    In particolare per quanto riguarda Charles Leclerc, che dopo il buon secondo posto nella Sprint Race – in cui la SF-26 aveva fornito segnali incoraggianti con il monegasco unico in grado di animare la corsa grazie a un’ottima gestione delle gomme soft e al bel sorpasso ai danni di Lando Norris –, nel pomeriggio ha dovuto fare i conti con uno scenario decisamente diverso.

    A differenza delle dirette rivali, capaci di compiere un netto passo avanti rispetto al venerdì, la Rossa non è riuscita a migliorarsi in modo incisivo: il numero 16 ha dato la sensazione di non avere tra le mani una vettura in grado di compiere il salto di qualità nel momento decisivo delle qualifiche, chiudendo il Q3 con un sesto tempo che lascia inevitabilmentel’amaro in bocca.

    Proprio un visibilmente deluso Leclerc, ai microfoni di Sky Sport F1, ha spiegato come, oltre al maggiore margine di miglioramento a disposizione degli avversari, a complicare il quadro siano state anche alcune modifiche effettuate nella gestione della Power Unit durante la sessione:

    Il passo non c’era. Ieri è andato tutto in maniera perfetta, ma parlando con George e Lando avevo capito che loro non avevano fatto tutto al meglio, quindi sapevamo che avrebbero avuto più margine di noi. Oggi secondo me abbiamo sbagliato un po’ la strategia del motore: abbiamo cambiato delle cose durante le qualifiche e non è mai l’ideale, perché arrivando in Q3 la Power Unit ha fatto delle cose un po’ strane “.

    Incalzato infine sulle possibilità di rimonta in vista della gara domenicale, il monegasco ha concluso:

    Sicuramente le caratteristiche della pista ci rendono la vita molto più difficile, ma è anche vero che sono 72 giri: con il passo gara che abbiamo dimostrato tutto è possibile, anche se sarà una gara complicata “.

  • Hamilton: “La Ferrari è tornata a essere un esempio per tutta la griglia”

    Hamilton: “La Ferrari è tornata a essere un esempio per tutta la griglia”

    Dopo la tradizionale pausa estiva, la Formula 1 si appresta a riaccendere i motori a Zandvoort, tappa inaugurale di una seconda parte di stagione che si prospetta ricca di contenuti e possibili sorprese.

    Tra le più attese figura inevitabilmente la Ferrari che, dopo una prima metà di campionato nel complesso positiva, arriva sulle sponde del Mare del Nord con l’obiettivo di ripartire da quanto di buono mostrato prima della sosta e con lo stesso atteggiamento aggressivo e propositivo visto finora.

    Un percorso che, tuttavia, non ha riguardato soltanto la SF-26, ma anche l’organizzazione e i processi interni della squadra, un lavoro che – come ribadito da Lewis Hamilton nel corso del media day olandese – si è rivelato fondamentale per la crescita del Cavallino:

    Sono davvero orgoglioso dei passi avanti che abbiamo fatto e non credo di poter chiedere molto di più, se non di essere più efficaci. Abbiamo apportato molti cambiamenti alla squadra, ai processi e alla macchina e credo che ora siamo in una posizione ideale. Ci è voluto un anno intero per entrare in sintonia, e mi ha dato molta fiducia veder realizzate le cose che avevo chiesto. Abbiamo ottenuto risultati, quindi hanno funzionato. Ho la sensazione che ora abbiamo trovato la formula giusta. Siamo nel vivo della lotta, a un passo da dove meriteremmo di stare “.

    Il numero 44 ha poi sottolineato un altro aspetto significativo del lavoro portato avanti a Maranello: la capacità di introdurre soluzioni successivamente riprese anche dagli avversari:

    Tempo fa dissi che la Ferrari doveva essere un esempio e che tutti dovevano seguirla: quest’anno sta accadendo. Siamo degli innovatori, gli altri hanno seguito il design delle nostre ali e del sistema di scarico. Credo proprio che stiamo andando nella giusta direzione “.

    Una direzione che il britannico proverà a confermare già nel fine settimana olandese, su un tracciato sul quale non è ancora riuscito a salire sul gradino più alto del podio:

    Non ho mai vinto qui. Ho vinto praticamente su tutte le altre piste e voglio assolutamente cambiare questa situazione. È un circuito davvero incredibile, che ti dà grande carica e ha un pubblico fantastico

  • Coulthard: “Nessuno come Albon nel karting. A confidarmelo è stato Jos Verstappen”

    Coulthard: “Nessuno come Albon nel karting. A confidarmelo è stato Jos Verstappen”

    Il panorama del Motorsport, in particolare nelle stagioni recenti, è sempre più scandito da affascinanti e irrisolti scenari ipotetici.

    Cosa avrebbe potuto conquistare un determinato talento se avesse avuto tra le mani una monoposto realmente all’altezza delle sue qualità?

    Oppure fino a dove si sarebbe spinta la sua carriera disponendo del sostegno economico ideale per farsi largo nel paddock della Formula 1?

    Non sono rare, infatti, le parabole di giovani promesse capaci di dominare nel karting e nelle categorie formative, costrette poi ad arrestare la propria scalata per motivi di budget o di tempismo.

    Allo stesso tempo, si contano diversi piloti che, pur avendo coronato l’obiettivo di raggiungere la massima categoria, non hanno mai goduto del contesto tecnico idoneo per esprimere appieno il proprio potenziale.

    Un tema toccato con estrema lucidità da David Coulthard durante il suo intervento al podcast Up To Speed.

    L’ex pilota scozzese ha svelato un aneddoto significativo avente come protagonista l’attuale prima guida della Williams, Alexander Albon:

    Bisogna provare compassione per Albon, perché si è impegnato al massimo senza però avere la possibilità di dimostrare realmente il suo talento. Ho cenato con Mark Webber, Martin Brundle, Jos Verstappen e Raymond Vermeulen. Stavamo parlando di piloti e di karting e Jos ha detto: «Albon nel karting era il GOAT, era davvero incredibile». Mi ha colpito molto, perché Jos è solitamente piuttosto riservato nei suoi giudizi. Vedremo quindi cosa succederà quando la Williams darà ad Alex una macchina con cui poter lottare “.

    Interrogato sulle ragioni che frenano l’interesse dei top team nei confronti del pilota anglo-thailandese, Coulthard ha argomentato la propria visione, allargando l’analisi anche alle dinamiche interne alla scuderia di Grove:

    Sia Albon che Sainz sono due buoni piloti. Si potrebbe dire che in Formula 1 essere semplicemente bravi non basta: bisogna essere eccezionali. Il punto, però, è che bisogna mettere un pilota nelle condizioni di dimostrare davvero se ha la stoffa oppure no “.

  • Mercedes, previsto un grande aggiornamento dopo la sosta estiva

    Mercedes, previsto un grande aggiornamento dopo la sosta estiva

    Otto vittorie nelle undici gare sin qui disputate, la leadership in entrambi i campionati e una W17 che, come ampiamente previsto, si è confermata la monoposto di riferimento della griglia.

    Ciononostante, in casa Mercedes nessuno ha intenzione di abbassare la guardia. Dopo gli aggiornamenti introdotti nella prima parte della stagione, il team di Brackley è già al lavoro su un nuovo pacchetto di evoluzioni, previsto dopo la pausa estiva, con l’obiettivo di mantenere – e perché no, aumentare – il vantaggio nei confronti dei rivali.

    A confermarlo è stato il vicedirettore tecnico della Stella, Simone Resta, che in un’intervista concessa a FormulaPassion.it ha spiegato la filosofia di sviluppo adottata nel corso di questa stagione:

    La nostra strategia è stata semplice: abbiamo cercato di portare dei pacchetti di una certa dimensione all’inizio dell’anno. Ne abbiamo portato uno importante all’ultimo test, poi un altro in Canada e adesso stiamo lavorando per portarne un altro dopo la pausa, non necessariamente a Zandvoort. Allo stesso tempo, continuiamo a migliorare la macchina gara dopo gara, introducendo piccoli aggiornamenti che rientrano in una strategia di sviluppo costante della vettura “. 

    Oltre agli ottimi risultati ottenuti fin qui, Resta ha poi sottolineato come non siano emerse particolari criticità sulla W17, pur ribadendo la volontà di continuare a migliorarne ogni aspetto:

    In questo momento non vediamo particolari debolezze su nessuno dei concetti, che sia la parte aerodinamica, delle sospensioni, della gestione gomme o dell’integrazione con la Power Unit. Pensiamo di avere una buona base, che finora è stata abbastanza competitiva. Chiaramente, il nostro obiettivo è quello di migliorare qualsiasi cosa ed è quello che continuiamo a fare “. 

    Infine, il tecnico italiano ha rivolto lo sguardo anche al futuro, ricordando come la Mercedes non possa comunque permettersi alcun calo di tensione:

    I regolamenti cambiano di continuo, anche se non in maniera radicale. La prossima stagione avremo dei piccoli aggiustamenti, per cui non ci possiamo rilassare. Gli altri spingono molto sullo sviluppo, perciò dobbiamo fare del nostro meglio per mantenere questa posizione “.

  • Vowles: “In inverno perse due settimane fondamentali, ma per noi è stato un bene”

    Vowles: “In inverno perse due settimane fondamentali, ma per noi è stato un bene”

    Dopo un 2025 che aveva riportato la Williams sotto i riflettori, culminato con il quinto posto nel Mondiale Costruttori impreziosito anche dai due podi conquistati da Carlos Sainz, la stagione in corso sembra aver fatto ripiombare il team di Grove nello sconforto più totale.

    Le difficoltà sono emerse addirittura prima che la nuova FW48 scendesse in pista. La scuderia britannica è stata infatti costretta a saltare i primi test collettivi di Barcellona per il mancato superamento dei crash test obbligatori della FIA, presentandosi poi in Bahrain con una monoposto fortemente in sovrappeso.

    Una situazione che ha rallentato notevolmente il lavoro della squadra, finendo inevitabilmente per riflettersi sulle prestazioni e sui risultati raccolti in questa prima parte di stagione e, soprattutto, sul morale dei piloti, con Alexander Albon sempre più insofferente e un Carlos Sainz che, secondo le indiscrezioni di mercato, starebbe addirittura valutando concretamente nuove opportunità in vista del futuro.

    Nonostante ciò, a Grove, almeno stando alle dichiarazioni rilasciate dal team principal James Vowles al podcast Up To Speed, il momento viene letto con maggiore ottimismo e la fiducia nel progetto resta immutata:

    Tutti vogliamo che la Williams torni ai vertici. Ci sono stati alcuni aspetti che non sono andati esattamente come avremmo voluto durante l’inverno. Anche se dall’esterno può sembrare poco, abbiamo perso circa due settimane di lavoro e quindi abbiamo accumulato un ritardo enorme. Ora, però, è tutto sotto controllo. Anzi, penso che questa sia una delle cose migliori che ci potessero capitare. Spesso è più buio prima dell’alba, ed è proprio la situazione in cui ci troviamo oggi “.

    L’ingegnere britannico ha poi spiegato come il budget cap rappresenti sì un elemento positivo per la Formula 1, ma allo stesso tempo un ostacolo per chi, come la Williams, sta cercando di colmare anni di ritardo strutturale:

    Il tetto di spesa è una cosa fantastica. Ci credo pienamente ed è uno dei motivi per cui questo sport è cresciuto così tanto. Allo stesso tempo, però, rappresenta un limite quando, come nel nostro caso, devi recuperare vent’anni di ritardo “.

  • Leclerc: “Sabato avevamo capito che avremmo fatto più fatica del previsto e dobbiamo capire il perché”

    Leclerc: “Sabato avevamo capito che avremmo fatto più fatica del previsto e dobbiamo capire il perché”

    Era la gara in cui provare ad affermarsi, mandare un segnale forte nella rincorsa al Mondiale e rosicchiare punti importanti ai rivali.

    E invece, come in molti temevano, l’Ungheria si è trasformata per la Ferrari in un fine settimana caratterizzato da scelte discutibili e da una gestione della gara tutt’altro che convincente, culminata in una brusca frenata nella lotta al Mondiale.

    All’Hungaroring, infatti, il bottino raccolto dal Cavallino è stato magro e ben al di sotto delle aspettative della vigilia: quarto posto per Charles Leclerc, quinto per Lewis Hamilton.

    In particolare, la gara del monegasco si è rivelata complicata fin dai primi metri, con una partenza difficile che, complice anche lo scatto dal lato sporco della pista, ha visto il numero 16 scivolare immediatamente dalla seconda alla quinta posizione.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Da quel momento in poi, la corsa del pilota di Monte-Carlo è stata sostanzialmente anonima e priva di spunti, con una SF-26 apparsa poco brillante, priva del ritmo necessario per impensierire gli avversari e in evidente difficoltà soprattutto nella gestione delle gomme dure.

    Un aspetto che, col senno di poi, avrebbe forse suggerito al muretto Ferrari di percorrere una strada diversa dal punto di vista strategico.

    Ci sono dei punti interrogativi ” ha esordito nel post gara Charles Leclerc ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia:

    È molto strano che su due piste dove ci aspettavamo di faticare, come Silverstone e Spa, abbiamo conquistato una vittoria e un secondo posto. Su una pista come questa, invece, dove sulla carta ci aspettavamo un week-end migliore, le cose non sono andate come speravamo. Sapevamo che non sarebbe stato facile, perché in Formula 1 non lo è mai. Ci aspettavamo una Mercedes e una McLaren molto forti, però pensavamo che questo circuito fosse più adatto alla nostra macchina. Invece non è stato così. Siamo andati forte venerdì, ma penso che Mercedes e Red Bull girassero con i motori abbastanza sgonfi. Già sabato, però, avevamo capito che avremmo fatto un po’ più fatica e dobbiamo capire il perché. C’è qualcosa che non è in linea con le nostre aspettative “.

  • Hamilton: “Partire quinto cambia tutto, ma in gara proveremo a recuperare”

    Hamilton: “Partire quinto cambia tutto, ma in gara proveremo a recuperare”

    In quello che, fino a pochi secondi dalla bandiera a scacchi, sembrava poter essere un sabato discreto, il responso delle qualifiche del Gran Premio d’Ungheria ha invece restituito a Lewis Hamilton un epilogo dal sapore decisamente amaro.

    Dopo un primo tentativo in Q3 in cui il pilota della Ferrari aveva mostrato i muscoli, portandosi al comando grazie a un tempo estremamente solido, nel secondo e decisivo giro lanciato la SF-26 non è riuscita a migliorarsi a causa di problemi di aderenza, complice probabilmente anche la scelta della Rossa di mandare in pista il numero 44 per primo, decisione che nel post-qualifiche ha alimentato più di qualche interrogativo da parte dello stesso alfiere britannico.

    Ed è proprio da qui che ha preso forma un finale tanto inatteso quanto beffardo, con le McLaren protagoniste assolute.

    Prima è arrivato Lando Norris, capace di soffiare la pole position ad Hamilton per appena 12 millesimi. Poi l’episodio destinato a cambiare definitivamente il volto del sabato del britannico: l’impeding in Curva 1 ai danni dell’altra MCL40 di Oscar Piastri, lanciato nel suo ultimo tentativo, con il numero 44 avvisato via radio dal muretto Ferrari troppo tardi.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Una penalità di tre posizioni tanto inevitabile quanto pesante per il sette volte Campione del Mondo, costretto oggi a scattare dalla quinta casella in griglia.

    Intervistato da Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia e incalzato sulla possibilità che la retrocessione in quinta posizione possa cambiare completamente lo scenario della gara odierna, Hamilton ha risposto senza troppi giri di parole:

    “Sicuramente, è una differenza enorme. È frustrante, però è andata come è andata. Concentriamoci sul fatto che il team ha svolto un lavoro fantastico, tutti in fabbrica stanno continuando a spingere. Siamo arrivati qui per competere per la prima fila ed è un traguardo fantastico che abbiamo raggiunto tutti insieme. È una differenza enorme rispetto all’anno scorso. Domani ci proveremo e tenteremo di recuperare “.

  • Leclerc: “A Budapest da favoriti? Anche a Monaco pensavamo di esserlo”

    Leclerc: “A Budapest da favoriti? Anche a Monaco pensavamo di esserlo”

    È stato un Gran Premio del Belgio tutto cuore e grinta quello vissuto da Charles Leclerc, secondo sotto la bandiera a scacchi al termine di una gara che ha visto il pilota della Ferrari protagonista di una prestazione di altissimo livello, fatta di determinazione, lucidità e carattere.

    Dopo un primo giro praticamente perfetto, che gli ha consentito di conquistare quasi immediatamente la seconda posizione, il monegasco ha saputo sfruttare al meglio la sosta in regime di Virtual Safety Car, ritrovandosi così al comando della contesa.

    Una leadership difesa con le unghie e con i denti dagli attacchi dell’arrembante Mercedes di Andrea Kimi Antonelli che, forte anche del vantaggio sul piano motoristico, giro dopo giro è riuscito a ricucire il distacco e a prendersi infine la vittoria.

    Il secondo posto finale rappresenta comunque un risultato di enorme valore, sia dal punto di vista tecnico sia sotto quello emotivo, a conferma della costante crescita della Ferrari e di un Cavallino che adesso può guardare con ancora più fiducia al prossimo appuntamento in Ungheria, dove, almeno sulla carta, la SF-26 potrebbe esaltare ancora di più le proprie caratteristiche.

    Le lacune che ci aspettavamo le avevamo comunque, ma abbiamo fatto di tutto per arginarle “, ha dichiarato Leclerc ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia.

    La partenza è stata divertente, abbiamo avuto un deployment molto forte fuori dalla Eau Rouge e quello mi ha permesso di sorpassare sia Russell che Verstappen sul rettilineo. Poi abbiamo avuto anche un po’ di fortuna con la Virtual Safety Car, ma me la prendo. Facevamo comunque fatica nei rettilinei, però il passo non era male. Sono rimasto sorpreso quando Kimi mi ha passato, perché pensavo che sarebbe andato via facilmente. Invece, con la scia sono rimasto lì e ci ho creduto fino alla fine, ma non ne avevamo abbastanza “.

    Incalzato infine su una Ferrari potenzialmente favorita in Ungheria, il pilota di Monte-Carlo ha preferito mantenere un profilo basso:

    Abbiamo la consapevolezza che la nostra macchina si adatterà di più a Budapest rispetto che qui a Spa-Francorchamps, però anche a Monaco siamo arrivati pensando di essere i favoriti. La Mercedes ha una grande macchina anche quando si tratta di modificare gli assetti per andare forte in circuiti più tecnici, quindi non penso che saremo favoriti. La Mercedes è un passo avanti a noi al momento, ma faremo di tutto per esserci se ci sarà l’opportunità di vincere ” .

  • Leclerc: “Partire dalla seconda fila in Belgio non è poi così male”

    Leclerc: “Partire dalla seconda fila in Belgio non è poi così male”

    È stato un sabato decisamente controverso quello vissuto da Charles Leclerc a Spa-Francorchamps, dove il pilota della Ferrari ha chiuso le qualifiche in quinta posizione al termine di una sessione destinata a far discutere per quanto accaduto sul finale del Q3.

    L’episodio incriminato è arrivato all’uscita dell’ultima curva, quando una bandiera gialla esposta all’ingresso della pit-lane ha costretto il monegasco ad alzare il piede, compromettendo un giro che fino a quel momento lo vedeva in lotta almeno per la terza posizione.

    Al di là della bandiera gialla, però, la prestazione della Ferrari lascia indicazioni incoraggianti.

    La SF-26 si è dimostrata più competitiva del previsto su una pista ritenuta tra le meno favorevoli alle proprie caratteristiche.

    Il quinto posto conquistato dal numero 16 – che diventerà quarto sulla griglia di partenza dopo la penalità di Lando Norris – rappresenta comunque un risultato importante, anche alla luce dell’ottimo passo gara mostrato nelle prove libere, un aspetto che lascia ben sperare in vista del Gran Premio di domani su un tracciato dove partire qualche posizione più indietro non rappresenta necessariamente uno svantaggio.

    Sappiamo che la Mercedes ha una macchina migliore a Spa rispetto a noi, però partire più dietro con questo grande rettilineo che c’è qui non è poi così male ” ha dichiarato Leclerc ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia, prima di fare chiarezza su un problema tecnico che ha condizionato il suo fine settimana:

    Abbiamo avuto dei problemi dal mio lato ieri, soprattutto in FP3 sono peggiorati tantissimo, e quindi abbiamo cambiato qualcosa per la qualifica. C’era un problema specifico che abbiamo risolto perché il distacco era effettivamente troppo grande. Stavolta non erano problemi legati alla guida, anche se si può sempre fare di meglio. Su queste macchine però è sempre molto difficile, sull’acceleratore bisogna andare il più tardi possibile, soprattutto su una pista così “.