Autore: Nicholas Gataleta

  • Szafnauer: “Gli stipendi dei piloti entrino nel budget cap per il bene della Formula 1”

    Szafnauer: “Gli stipendi dei piloti entrino nel budget cap per il bene della Formula 1”

    Nel mondo della Formula 1, dove velocità e innovazione si traducono in milioni di dollari, uno dei temi più discussi resta quello degli stipendi dei piloti.

    Da una parte c’è chi li considera pienamente giustificati, dall’altra chi ritiene che debbano rientrare nei limiti del budget cap introdotto negli ultimi anni.

    A riaccendere la discussione sono state le recenti dichiarazioni di Rob Smedley, ex tecnico di Ferrari e Williams, e di Otmar Szafnauer, ex team principal di Aston Martin e Alpine, intervenuti nel podcast High Performance Racing.

    La questione sollevata mette a nudo una delle ultime grandi zone d’ombra del regolamento finanziario: l’esclusione dei compensi dei piloti (e dei tre profili più pagati del team) dal tetto di spesa globale.

    Per Smedley, non c’è molto da discutere perché i compensi astronomici dei piloti sono perfettamente in linea con quelli degli altri sport d’elite.

    Secondo l’ex ingegnere di pista di Massa, si tratta di un discorso di proporzioni: se si considerano gli atleti della NBA, della NFL o della Premier League, tutti i campioni percepiscono pacchetti retributivi e bonus davvero ingenti e la Formula 1 non fa eccezione.

    In quest’ottica, non sorprende che nomi come Lewis Hamilton e Max Verstappen guidino la classifica degli ingaggi nella classe regina del motorsport, con compensi che nel 2026 partono da circa 70 e 65 milioni di dollari, cifre destinate a crescere sensibilmente grazie ai bonus legati ai risultati.

    Di diverso avviso è invece Szafnauer, che propone una revisione strutturale del sistema per includere finalmente gli stipendi dei piloti nel tetto di spesa, costringendo così i team a bilanciare gli investimenti tra sviluppo tecnico e talento umano.

    Un buon pilota può valere due decimi al giro, ma anche un aggiornamento tecnico può garantire guadagni simili o superiori. Le squadre dovrebbero essere obbligate a scegliere tra pagare di più un pilota o investire in aggiornamenti, perché entrambe le cose portano allo stesso risultato “, ha affermato Szafnauer.

    Secondo l’ex team principal, l’esclusione degli stipendi dal budget cap rischia di compromettere l’equilibrio competitivo, offrendo alle scuderie più ricche un vantaggio significativo nell’ingaggio dei migliori talenti. Il tutto in un contesto in cui i regolamenti tecnici comprimono sempre più le differenze tra le monoposto, aumentando il peso del fattore umano.

    Man mano che i team si avvicineranno sempre di più in termini di prestazioni, il fattore determinante sarà il pilota. E una volta che ciò accadrà, i loro stipendi saliranno ancora di più, perché il valore della vittoria è alto “, ha concluso Szafnauer, sottolineando come, a suo parere, se la Formula 1 vuole davvero essere equilibrata, la gestione del talento deve smettere di essere una spesa libera.

  • Stella: “Io in Ferrari? Qualche pasticcere invidioso vuole rovinare il dessert di McLaren”

    Stella: “Io in Ferrari? Qualche pasticcere invidioso vuole rovinare il dessert di McLaren”

    La notizia del passaggio di Gianpiero Lambiase dalla Red Bull alla McLaren a partire dalla stagione 2028 ha inevitabilmente scosso il paddock della Formula 1, generando un’ondata di speculazioni che va ben oltre il semplice cambio di casacca.

    Ad alimentare il dibattito non è solo la fine del sodalizio decennale tra l’ingegnere italo-inglese e Max Verstappen, ma anche il possibile effetto domino che questo trasferimento potrebbe innescare ai vertici delle altre scuderie.

    In particolare, diversi rumor hanno coinvolto l’attuale team principal della scuderia di Woking, Andrea Stella, indicato da alcune voci come possibile successore di Frederic Vasseur alla Ferrari, in quello che sarebbe un clamoroso ritorno a Maranello dopo l’esperienza maturata tra il 2000 e il 2014.

    Si tratta di un’ipotesi prontamente smentita dallo stesso ingegnere di Orvieto, il quale, parlando ai canali ufficiali McLaren, ha scelto di commentare con una punta di ironia la natura di queste indiscrezioni:

    Onestamente, alcune delle voci circolate di recente, comprese quelle su stipendi astronomici e presunti pre-contratti, mi hanno fatto sorridere. Sembra quasi che la «silly season», che di solito inizia prima dell’estate, sia arrivata in anticipo. Ormai sono abbastanza abituato a questo genere di situazioni e le prendo con un sorriso “.

    L’allontanamento dalle lusinghe del mercato piloti e tecnici serve a Stella per ribadire la compattezza del gruppo di Woking, impegnato a consolidare la propria crescita tecnica in un momento di grande fermento regolamentare. In chiusura, il team principal ha utilizzato una metafora tanto originale quanto efficace per descrivere i tentativi esterni di destabilizzare l’ambiente:

    Sembra quasi che qualche pasticcere invidioso abbia cercato di rovinare la preparazione di un buon dessert alla pasticceria McLaren. Tuttavia, sappiamo bene come distinguere gli ingredienti di qualità dai biscotti avvelenati “.

    La smentita di Stella sembra voler chiudere definitivamente un capitolo di speculazioni che rischiava di distogliere l’attenzione dai progressi fatti in pista. La McLaren, con l’innesto futuro di Lambiase e la conferma della leadership attuale, punta a mantenere dritta la barra del proprio progetto, ignorando i rumori di fondo di un paddock sempre più proiettato verso le dinamiche del 2028.

  • Vowles:”Sainz ha tutto per essere un grande team principal. Gli affiderei il mio ruolo”

    Vowles:”Sainz ha tutto per essere un grande team principal. Gli affiderei il mio ruolo”

    Scegliere quando smettere è, per ogni sportivo, una delle decisioni più difficili.

    In Formula 1, questo momento assume contorni ancora più particolari: il passaggio dalla vita in pista a quella fuori dai circuiti rappresenta un vero e proprio salto nel vuoto. Dopo anni trascorsi a viaggiare per il mondo inseguendo risultati, il futuro può apparire incerto.

    C’è chi opta per un distacco totale dall’asfalto e chi, invece, sceglie di restare nel paddock sotto nuove vesti: da opinionista a manager, fino a ricoprire ruoli apicali all’interno di una scuderia.

    In questo contesto, tra i piloti attualmente in griglia, uno dei profili che sembra possedere naturali doti da leader è senza dubbio Carlos Sainz.

    A sottolinearlo è stato – ai microfoni di Marca – il suo attuale team principal in Williams, James Vowles:

    Sainz è incredibile. Non si sofferma sugli errori, non attacca gli altri e non cerca colpevoli. Dimostra di essere un leader, soprattutto nei momenti difficili, quando si impara di più. Gli affiderei il mio ruolo di team principal: è assolutamente fantastico. Ha tutto ciò che serve per guidare una squadra e, senza alcun dubbio, ne ha le potenzialità. Forse potrebbe aver bisogno di un piccolo supporto iniziale, ma le capacità ci sono tutte “.

    Un attestato di stima tutt’altro che banale, che trova solide basi nel percorso professionale del madrileno. Le esperienze maturate in diverse realtà – da Toro Rosso a Renault, passando per McLaren, Ferrari e Williams – hanno permesso a Sainz di costruirsi un bagaglio tecnico e umano estremamente variegato, fatto di metodologie e approcci differenti.

    Un riconoscimento importante per il numero 55, che rappresenta non solo una gratificazione per il presente, ma anche uno spunto concreto per il futuro, quando arriverà il momento di appendere il casco al chiodo.

  • Leclerc: “Far sorridere mio padre e Bianchi da lassù è tra le mie motivazioni più grandi”

    Leclerc: “Far sorridere mio padre e Bianchi da lassù è tra le mie motivazioni più grandi”

    Vincere sulle strade di casa, quelle dove sei cresciuto, dove hai mosso i primi passi e iniziato a coltivare desideri, ambizioni, gioie e delusioni, è qualcosa di raro – forse unico – nella storia della Formula 1.

    Un sogno che solo un circuito come Monte Carlo può regalare e che Charles Leclerc ha trasformato in realtà il 26 maggio 2024, in quella che anche a distanza di tempo resta una giornata scolpita nella mente e nel cuore di ogni appassionato.

    Un successo, questo, arrivato dopo una serie di sfortune che avevano caratterizzato negli anni precedenti la gara di casa del numero 16 della Ferrari, e che forse proprio per tale ragione ha assunto un significato ancora più profondo: quello di culmine di un percorso costruito con talento, sacrificio e determinazione.

    Ma, soprattutto, è stata la realizzazione di un sogno coltivato fin dall’infanzia, che Leclerc non ha potuto però condividere con due figure fondamentali della sua vita: suo padre Hervé e Jules Bianchi.

    Proprio a loro, infatti, è andato il pensiero più intenso dopo quella vittoria.

    Al podcast “Passa dal BSMT”, Leclerc ha raccontato con grande emozione ciò che avrebbe voluto vivere insieme a loro.

    Alla domanda di Gianluca Gazzoli – “Ci sono cose che hai fatto che avresti voluto condividere con Jules e tuo padre? ” – il monegasco ha risposto:

    Sicuramente la vittoria a Monaco, in Formula 1 con la Ferrari. È qualcosa che con mio padre abbiamo sempre sognato. È un momento molto speciale, ma in un certo senso sono sicuro che sia Jules che mio padre guardino e vedano tutto da lassù. È una cosa che mi sono sempre detto, ed è una delle mie motivazioni: continuare a farli sorridere “.

    Un’altra tappa fondamentale che il numero 16 avrebbe voluto condividere con loro è un momento unico nella vita di ogni uomo: il matrimonio.

    La seconda cosa è il mio matrimonio, perché è sicuramente un momento molto speciale per tutta la famiglia “.

    Parole, queste, che vanno oltre il pilota e raccontano la storia di un ragazzo che continua a portare con sé non solo i propri sogni, ma anche quelli di chi non c’è più, trasformandoli in forza, motivazione e in una corazza difficile da scalfire.

  • Jock Clear: “Ferrari ricucirà il gap con Mercedes. Questo non è affatto un 2014 bis”

    Jock Clear: “Ferrari ricucirà il gap con Mercedes. Questo non è affatto un 2014 bis”

    La Mercedes è davvero così imprendibile?

    Complice anche un mese di aprile privo di Gran Premi, è probabilmente questa la domanda che, più di ogni altra, sta animando il dibattito tra appassionati e addetti ai lavori, soprattutto alla luce delle prime indicazioni emerse in pista.
    Numeri alla mano, infatti, le prime tre gare del 2026 ci hanno consegnato una W17 apparentemente imprendibile, capace di imporsi con autorità sia in qualifica che in gara.

    Una superiorità netta, quella del team di Brackley, tradottasi in un vero e proprio monopolio prestazionale e in una dimostrazione di forza difficile da arginare nel breve periodo.

    Eppure, a mantenere vivo l’interesse – oltre alla ben nota vicenda dell’ADUO – è soprattutto il tema dello sviluppo.

    In quest’ottica, sarà fondamentale capire se la scuderia della Stella abbia già raggiunto il proprio limite prestazionale o se disponga ancora di margine di crescita. Parallelamente, sarà cruciale osservare quanto gli altri team riusciranno a progredire, man mano che acquisiranno maggiore confidenza con i nuovi regolamenti.

    Proprio su questo punto è intervenuto l‘ex ingegnere di Mercedes e Ferrari Jock Clear, il quale, in un’intervista rilasciata a CasinoHawks, ha offerto una lettura equilibrata dello scenario attuale:

    Non credo che la Mercedes abbia altro da tirare fuori dal cilindro e al momento hanno un vantaggio di circa tre decimi. Con il nuovo regolamento ne sono usciti leggermente avvantaggiati, proprio come nel 2014, ma non si tratta affatto del dominio che abbiamo visto all’epoca. Io lavoravo in Mercedes in quel periodo e nelle prime gare non ci sforzavamo nemmeno nelle qualifiche perché non era necessario. Adesso, invece, devono dare il massimo perché la Ferrari è abbastanza vicina da poterli battere. Inoltre, sanno che alla partenza la Ferrari probabilmente li supererà alla prima curva, quindi devono assolutamente partire in prima fila “.

    Secondo Clear, dunque, il Mondiale sarebbe tutt’altro che indirizzato:

    In un anno normale parleremmo di quasi una stagione di sviluppo, ma, con il regolamento così com’è e con le piccole modifiche in corso, sicuramente le squadre continueranno a migliorarsi gara dopo gara. Prevedo che quei tre decimi scompariranno rapidamente. Qualcuno farà dei passi avanti nello sviluppo durante la stagione e questo ridurrà il distacco in griglia, mentre non vedo la Mercedes riuscire a trasformare quei tre decimi in sei decimi. Sono molto più fiducioso che Ferrari e forse Red Bull possano compiere passi avanti e ridurre il divario. C’è la possibilità che questo diventi un campionato di Formula 1 emozionante, con le squadre che avranno il tempo di valutare ciò che hanno a disposizione e di svilupparlo “.

  • Antonelli: “Italia senza Mondiali? Un peccato, io cercherò in ogni modo di rendere fiero il mio Paese”

    Antonelli: “Italia senza Mondiali? Un peccato, io cercherò in ogni modo di rendere fiero il mio Paese”

    La mancata qualificazione – per la terza volta consecutiva – al Campionato del Mondo da parte della Nazionale italiana di calcio ha inevitabilmente scatenato un’ondata di clamore nel nostro Paese.

    A far discutere ulteriormente sono state le dichiarazioni dell’ormai ex presidente della FIGC, Gabriele Gravina, il quale – durante la conferenza stampa in Bosnia successiva all’eliminazione – alla domanda di chi gli chiedeva perché altri sport italiani continuino a ottenere risultati di rilievo mentre il calcio arranca ha risposto in maniera piuttosto frettolosa:

    Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici “.

    Parole, queste, che hanno immediatamente innescato polemiche e reazioni nel mondo sportivo italiano.

    Tra ironia e provocazione, numerosi atleti hanno rivendicato il valore, i sacrifici e i successi ottenuti negli anni, sottolineando il peso delle loro discipline nel panorama nazionale.

    Sulla vicenda è intervenuto anche l’attuale leader del Mondiale di Formula 1, Andrea Kimi Antonelli, che ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, intervistato da Mara Sangiorgio, si è lasciato andare con una stoccata ironica:

    Tra l’altro noi facciamo uno sport da dilettanti “.

    Al di là delle polemiche, per il pilota bolognese resta l’amarezza per l’assenza dell’Italia al Mondiale di calcio, ma anche uno stimolo in più per portare in alto il tricolore in Formula 1:

    È un peccato che non andiamo ai Mondiali di calcio quest’anno. Penso positivo comunque: è un motivo in più per me per portare l’Italia ancora più in alto. Ho un bellissimo ricordo degli Europei vinti nel 2021: ero a Napoli, a Sarno, e dopo aver vinto una gara io e mia madre siamo corsi in macchina per tornare a casa il più velocemente possibile e guardare la finale. È stato un periodo bellissimo “.

    Mentre l’Italia del calcio si ferma, quella dello sport continua dunque a correre.

    E se il pallone cerca risposte, giovani talenti come Andrea Kimi Antonelli tengono viva la bandiera, ricordando a tutti che l’orgoglio azzurro non si spegne: cambia semplicemente campo.

  • Antonelli: “Io leader del Mondiale? Non me lo aspettavo. Ma devo imparare a fare partenze decenti”

    Antonelli: “Io leader del Mondiale? Non me lo aspettavo. Ma devo imparare a fare partenze decenti”

    Sogna, ragazzo, sogna.

    Con la spensieratezza e l’incoscienza dei 19 anni, ma anche con la lucidità di chi sa di avere i mezzi per puntare molto in alto.

    Vincere due gare consecutive all’inizio della propria carriera è un’impresa da eletti: prima di lui ci erano riusciti soltanto in nove, l’ultimo dei quali era stato Charles Leclerc con la doppietta Spa-Monza nel 2019.

    Con il successo odierno, Andrea Kimi Antonelli si è preso anche la vetta del Mondiale Piloti con nove punti di vantaggio su George Russell, diventando il più giovane leader iridato della storia della Formula 1.

    Il Gran Premio del Giappone, tuttavia, non è stato una passeggiata. Scattato dalla pole position, il numero 12 ha avuto una partenza complicata scivolando in sesta posizione, un errore che avrebbe potuto condizionare pesantemente la sua domenica.

    Da quel momento ha preso forma una rimonta feroce e lucida: sorpasso dopo sorpasso, anche grazie a una Safety Car che ha rimescolato le carte, il pilota italiano ha ricostruito la propria corsa fino a riprendersi il comando. Una volta tornato leader non ha più lasciato spazio agli avversari, gestendo con autorità la fase finale e consolidando un week-end dominante impreziosito da pole, vittoria e giro veloce.

    Per fortuna adesso ho tre settimane per provare a capire come fare delle partenze decenti ” ha esordito con ironia un sorridente Antonelli ai microfoni di Sky Sport F1 Italia.

    Al via le mie dita sono un po’ scivolate, non erano infilate bene e ho mollato la pressione più del dovuto pattinando subito. È un dettaglio da migliorare perché oggi è andata bene anche grazie alla Safety Car, ma il passo era incredibile. Tutto il week-end mi sono sentito bene, anche se c’è ancora tanto lavoro da fare perché gli avversari si avvicineranno. George va molto forte e tornerà al top, dovremo continuare a curare ogni particolare “.

    Alla domanda se essere leader del Mondiale fosse inimmaginabile alla vigilia della stagione, il bolognese ha ammesso:

    Sì, sicuro. Non me l’aspettavo ed è bello, però non voglio pensarci troppo perché mancano ancora 19 gare e il campionato è lunghissimo. Proprio per questo è importante mantenere questo livello di forma e cercare di migliorarlo gara dopo gara, perché è un’opportunità incredibile. La macchina va davvero forte e siamo in una grande posizione “.

  • Leclerc: “Servono altri cambiamenti in qualifica, ridurre i MJ non basta”

    Leclerc: “Servono altri cambiamenti in qualifica, ridurre i MJ non basta”

    Come ormai noto, nel corso del giovedì di Suzuka la FIA ha introdotto, tramite comunicato ufficiale, alcune modifiche tecniche in vista delle qualifiche del Gran Premio del Giappone.

    Alla luce della nuova era regolamentare e delle peculiarità del tracciato nipponico – dove il recupero di energia in frenata è limitato a fronte di un elevato consumo nei tratti ad alta velocità – le sessioni di Q1, Q2 e Q3 rischiavano infatti di essere fortemente condizionate dal fenomeno del cosiddetto super clipping.

    Per evitare che le qualifiche perdessero di significato, la Federazione ha quindi optato per una riduzione immediata della ricarica massima consentita per singolo giro, che passa da 9.0 MJ a 8.0 MJ per la sola giornata di sabato, con l’obiettivo di garantire una competizione più lineare e realmente rappresentativa del potenziale delle vetture.

    Si tratta dunque di un primo intervento correttivo che potrebbe aprire la strada a ulteriori aggiustamenti nel corso della stagione. Tuttavia, secondo quanto dichiarato da Charles Leclerc nel corso del media day di Suzuka, l’impatto della modifica sarà piuttosto contenuto:

    Sarà praticamente la stessa cosa, a parte per il pilota, che forse userà un po’ meno sollevamento e andrà in folle, il che credo sia un bene “.

    Il pilota monegasco della Ferrari ha poi sottolineato come restino ancora alcuni aspetti da ottimizzare in ottica qualifica:

    Penso che per le qualifiche ci siano ancora alcuni cambiamenti da fare per assicurarci di poter spingere al massimo, qualunque sia il limite della vettura. Al momento, nelle prime due gare, si è trattato più di gestire tutto correttamente in qualifica piuttosto che spingere al massimo come eravamo abituati a fare in Q3 negli anni passati. C’è ancora qualche ritocco da fare, ma non credo che questo particolare cambiamento modificherà le carte in tavola per questo fine settimana “.

  • Hill: “Io come Russell. In Mercedes non gli riconoscono quel che meriterebbe”

    Hill: “Io come Russell. In Mercedes non gli riconoscono quel che meriterebbe”

    L’ombra di Max Verstappen continua ad aleggiare in casa Mercedes? Tra fantasia e realtà, le voci di un possibile matrimonio tra il pilota olandese e la Scuderia della Stella continuano a circolare nel paddock della Formula 1, alimentando un dibattito che si protrae – tra avvistamenti e indizi – ormai da diverso tempo.

    L’inizio della stagione 2026, poi, ha contribuito a riaccendere ulteriormente i riflettori sulla questione: le Frecce d’Argento si sono imposte come assolute mattatrici nelle prime due gare, mostrando un dominio che, almeno per ora, appare difficile da scalfire.

    Al contrario, Red Bull si trova a fare i conti con un momento complicato, scenario che ha inevitabilmente riportato in auge le indiscrezioni su un possibile approdo dell’alfiere di Hasselt sotto la guida di Toto Wolff.

    A pesare su questa potenziale unione, tuttavia, restano due fattori tutt’altro che trascurabili. Da un lato, occorrerà comprendere la reale volontà di “Super Max” di proseguire la propria avventura in Formula 1, anche alla luce dell’introduzione della nuova era regolamentare, che non incontra affatto il suo favore.

    Dall’altro, resta un interrogativo cruciale: chi, tra George Russell e Andrea Kimi Antonelli, potrebbe eventualmente fargli spazio? Proprio su questo tema, intervenuto al podcast Stay On Track, Damon Hill ha offerto una lettura lucida e per nulla scontata:

    Antonelli è il pupillo di Wolff, che ha messo in gioco la sua reputazione per far entrare questo ragazzo. Kimi ovviamente non vuole deluderlo ed è grato a Toto, e Toto è felicissimo che ora abbia vinto una gara. Nel frattempo, George ha fatto del suo meglio per impressionare la Mercedes per non so quante stagioni. L’anno scorso si è arrivati al punto in cui hanno dovuto rinnovargli il contratto e la questione si è trascinata un po’. Non è che Toto fosse così disperato di rinnovare il contratto di George “.

    Ed è proprio qui che, secondo Hill, potrebbe profilarsi una situazione già vista.

    Nel 1996, infatti, lo stesso britannico conquistò il suo primo – e unico – titolo, ma la Williams decise comunque di non rinnovargli il contratto per la stagione successiva:

    Russell rischia di essere una soluzione temporanea. Mi sento un po’ come lui: è quasi come se si trovasse lì a pensare «Perché non riconoscete quello che faccio? Perché non c’è lo stesso clamore per quello che offro?». George ora ha l’opportunità di vincere il campionato, ma questo non gli garantirà il futuro alla Mercedes “.

  • Massa: “Alonso, è arrivato il momento di correre altrove”

    Massa: “Alonso, è arrivato il momento di correre altrove”

    Capire quando smettere è uno dei momenti più delicati e significativi nella carriera di un pilota di Formula 1.

    Rispetto ad altre discipline, alla componente fisica si affiancano variabili altrettanto decisive: su tutte, la competitività del mezzo a disposizione, spesso determinante quanto – se non più – del talento stesso.

    È proprio questo, probabilmente, il nodo centrale della situazione che sta attraversando in questo momento Fernando Alonso.

    Lo spagnolo si era affacciato alla stagione 2026 con rinnovate ambizioni e grande motivazione, visto che il progetto Aston Martin – rafforzato dall’arrivo di Adrian Newey e da un piano tecnico e organizzativo imponente – lasciava presagire un salto di qualità decisivo, con la possibilità, per il numero 14, di tornare a lottare addirittura per il titolo mondiale.

    Un sogno, però, evaporato quasi immediatamente.

    La realtà della pista ha infatti raccontato una storia diversa, con la nuova AMR26 che si è rivelata una monoposto a dir poco problematica e ben lontana, almeno per ora, dall’impensierire i top team.

    Ed è qui che si apre dunque un bivio per il “Leone di Oviedo” che, a 44 anni e con una vettura poco competitiva, si trova davanti a una delle decisioni più complesse della sua carriera: proseguire in Formula 1 o ritirarsi a fine campionato.

    A offrire uno sguardo diretto sulla situazione è stato Felipe Massa, ex compagno di squadra ai tempi della Ferrari, che al quotidiano spagnolo Jugones ha sentenziato:

    Il momento di Alonso è già passato ed è arrivata l’ora di competere in altre gare. Sarà uno degli anni peggiori per Fernando. Bisogna avere pazienza, ma essere pazienti a 44 anni non è facile “.

    Dal canto suo, Alonso non ha ancora sciolto le riserve e, secondo i rumor emersi negli ultimi mesi, avrebbe fissato una deadline a settembre per valutare sia la propria condizione fisica sia l’evoluzione tecnica di Aston Martin.

    Ma il tempo potrebbe non essere l’unico fattore in gioco, visto che anche lo stesso team di Silverstone, impegnato a pianificare il futuro e a individuare un eventuale sostituto, potrebbe accelerare i tempi e spingere lo spagnolo a prendere una decisione anticipata.