Autore: Nicholas Gataleta

  • Ferrari, ultima chiamata per la SF-26: ad Austin atteso il quarto pacchetto di aggiornamenti

    Ferrari, ultima chiamata per la SF-26: ad Austin atteso il quarto pacchetto di aggiornamenti

    Con un campionato ormai entrato nella sua fase conclusiva e lo sguardo inevitabilmente rivolto al futuro, la Ferrari si prepara a introdurre un ultimo, importante pacchetto di aggiornamenti, nel tentativo di migliorare la competitività della propria monoposto e chiudere nel migliore dei modi la stagione.

    Secondo quanto riportato da AutoRacer.it, sul tracciato di Austin dovrebbe infatti debuttare il quarto e ultimo pacchetto evolutivo della SF-26, concentrato principalmente su fondo e pance laterali.

    Proprio il fondo rappresenterà il cuore dell’intervento, con i tecnici di Maranello intenzionati a migliorare la gestione dei flussi aerodinamici e la generazione di carico, cercando al tempo stesso di rendere la vettura meno sensibile alle diverse condizioni di utilizzo.

    A questo si aggiungeranno alcune modifiche alle pance, che dovrebbero presentare prese d’aria leggermente più strette, accompagnate da una revisione delle aperture di raffreddamento della carrozzeria.

    Peter Kiss / WHYOUT images

    L’obiettivo, dunque, non sarà soltanto quello di trovare qualche decimo sul giro, ma soprattutto quello di ampliare la finestra di funzionamento di una monoposto che, nel corso della stagione, ha mostrato più volte difficoltà nel mantenere un rendimento costante.

    Resta naturalmente da capire quale sarà l’effettivo impatto delle novità, considerando che il progetto si avvicina ormai alla conclusione del proprio ciclo di sviluppo, con gli sforzi della Scuderia destinati a concentrarsi sempre più sulla vettura del 2027.

    Austin rappresenterà quindi un banco di prova particolarmente significativo per Charles Leclerc e Lewis Hamilton, chiamati a verificare se gli ultimi interventi tecnici consentiranno finalmente alla Ferrari di compiere un passo in avanti concreto, in termini di prestazioni e di risultati.

  • Leclerc: “Con Verstappen in Curva 1 è stato meglio non rischiare, altrimenti saremmo finiti nel muro”

    Leclerc: “Con Verstappen in Curva 1 è stato meglio non rischiare, altrimenti saremmo finiti nel muro”

    L’ennesima prova di grande sostanza e un secondo posto che, per quanto visto sotto le stelle di Marina Bay, rappresenta probabilmente il massimo risultato possibile.

    È questo il responso emerso dal Gran Premio di Singapore per Charles Leclerc, autore di una prestazione solida nella quale ha saputo ancora una volta spremere tutto il potenziale della propria Ferrari, senza però poter contendere realmente la vittoria a un super Max Verstappen.

    Allo spegnimento dei semafori, il monegasco ha provato subito a insidiare l’olandese in Curva 1, salvo poi alzare saggiamente il piede per evitare rischi, prima di dover fare i conti con una SF-26 che, dopo i primi giri trascorsi negli scarichi della Red Bull, ha iniziato a mostrare qualche difficoltà sul passo gara, complice anche un degrado delle gomme che ha progressivamente allontanato Leclerc dalla testa della corsa.

    Archiviata la girandola dei pit-stop, la gara del numero 16 è proseguita senza particolari sussulti, almeno fino alla Virtual Safety Car provocata dal ritiro di Lance Stroll, che ha permesso al ferrarista di fermarsi nuovamente ai box per montare un set di gomme morbide.

    Peter Kiss / WHYOUT images

    Rientrato alle spalle di Lewis Hamilton, rimasto invece in pista, Leclerc ha rapidamente riconquistato la posizione, tentando poi di ricucire il distacco da Verstappen, senza però riuscire a impensierirlo e chiudendo così al secondo posto una gara solida e senza sbavature, che gli ha regalato il primo podio in un Gran Premio dal Belgio.

    “All’inizio con Max è stato meglio non rischiare, altrimenti saremmo entrambi finiti a muro “, ha spiegato il pilota della Ferrari a Sky Sport F1 Italia:

    “È stato al limite, però l’ha giocata bene perché sapeva che, lasciandomi così poco spazio, c’era poco da fare dal mio lato. È stato un peccato perché per i primi giri lui aveva un problema di deployment e io non lo sapevo. In quel momento forse avrei potuto usare più della mia batteria, però con il senno di poi si può sempre fare meglio. Max ne aveva comunque di più “.

    Il pilota di Monte-Carlo si è infine soffermato sui progressi della Ferrari:

    “Dobbiamo ancora fare dei passi in avanti. Abbiamo portato qualche pezzo che ci ha permesso di fare degli step, ma non è ancora abbastanza. Però, continuando a spingere al massimo, spero che ci possiamo ritrovare sul gradino più alto al più presto “.

  • Hamilton: “Due piccole modifiche in Q3 hanno cambiato totalmente la macchina”

    Hamilton: “Due piccole modifiche in Q3 hanno cambiato totalmente la macchina”

    Si è chiuso con un pizzico di rammarico il sabato di Singapore per Lewis Hamilton, terzo al termine di una sessione di qualifiche che, almeno fino alle battute finali, sembrava poter regalare al numero 44 un risultato decisamente più importante.

    Dopo aver chiuso al comando sia il Q1 che il Q2, mostrando un ottimo feeling con la SF-26 e dando la sensazione di avere tutte le carte in regola per giocarsi la pole position, nel momento decisivo il britannico non è riuscito a concretizzare quanto di buono fatto vedere in precedenza.

    Nel corso del Q3, infatti, il sette volte Campione del Mondo ha incontrato qualche difficoltà di troppo nel mettere insieme un giro pulito, andando incontro a diverse sbavature e dovendosi infine accontentare della terza posizione, con un ritardo di 123 millesimi dal miglior tempo fatto registrare da Max Verstappen.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT images

    Se da un lato resta dunque inevitabile una punta di amarezza per un’occasione che sembrava alla portata, dall’altro Hamilton e la Ferrari possono guardare con fiducia alla gara di domani, con la presenza di entrambe le Rosse nelle prime tre posizioni che potrebbe rappresentare un’opportunità da sfruttare tanto in pista quanto sul piano strategico.

    “Nel Q3 abbiamo fatto due piccolissimi cambiamenti, uno sul bilanciamento di frenata e un click all’ala anteriore, e a quel punto la macchina è stata totalmente diversa “, ha esordito il pilota di Stevenage ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “Questo dimostra che la macchina è veloce quando abbiamo il bilanciamento giusto, ma quando invece non lo azzecchiamo ci sono quei piccoli margini che ti fanno cambiare tutto. Basta davvero un piccolissimo cambiamento, perché la vettura è al limite. Dobbiamo guardare proprio questo aspetto, in modo da capire qual è il punto di rottura, perché la modifica che abbiamo fatto oggi in Q3 è stata il punto di rottura che mi ha fatto perdere quei decimi che non mi hanno permesso di lottare per la pole position“.

  • Leclerc: “Red Bull prende costantemente decisioni più azzeccate di noi”

    Leclerc: “Red Bull prende costantemente decisioni più azzeccate di noi”

    Si è chiuso con un quarto posto finale il Gran Premio del Bahrain in Malaysia di Charles Leclerc, al termine di una lunga corsa iniziata come peggio non si poteva ma conclusa almeno in maniera più che dignitosa.

    Dopo la pioggia battente abbattutasi sul tracciato di Sepang, che ha ritardato il via della contesa, la Ferrari ha scelto di presentarsi al via con gomme slick, pensando forse di trovare una pista ormai quasi completamente asciutta.

    Una previsione che, però, si è rivelata errata: allo spegnimento dei semafori la SF-26 si è infatti trovata in enorme difficoltà nel restare in pista, mentre chi aveva optato per le intermedie è riuscito immediatamente a prendere il largo.

    Come se non bastasse, nel caos dei primi giri Leclerc, alle prese con pochissimo grip, è finito lungo entrando in contatto con Bortoleto e danneggiando l’ala anteriore. Inevitabile a quel punto il ritorno ai box per sostituirla e montare le gomme da bagnato, con il monegasco scivolato in fondo al gruppo e costretto a dare il via a una lunga rimonta che – grazie anche al buon passo della SF-26 – ha visto il numero 16 risalire fino ai piedi del podio.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT Media

    “Diversificare è sempre la scelta più sicura “, ha esordito Leclerc ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, “ma è anche vero che in quelle condizioni uno dei due avrebbe avuto una gara bruttissima, perché non c’è via di mezzo: una scelta sarebbe stata sbagliatissima e l’altra buonissima. Pensavamo di aver fatto quella giusta e infatti la maggior parte della griglia, tredici macchine più o meno, era con le slick. Abbiamo giudicato male “.

    A tal proposito, il numero 16 non ha nascosto un pizzico di malcontento per le decisioni prese, indicando anche un aspetto sul quale a Maranello servirà fare un passo avanti:

    “Ci sono team che in queste condizioni prendono costantemente decisioni più azzeccate, penso particolarmente alla Red Bull. Su questo dobbiamo migliorare. Detto ciò, tutto quello che poteva andare storto nella prima parte di gara è andato storto, mentre tutto quello che poteva andare al meglio nella seconda è andato al meglio. Credo che un risultato migliore di terzo o quarto oggi non fosse possibile, anche in una gara normale “.

    Interrogato infine sulla possibilità di correre con queste monoposto sul bagnato, Leclerc ha sollevato più di qualche perplessità:

    “Sicuramente ci sono dei rischi. Possono essere guidate? Sì. Ma ci sono situazioni in cui noi non abbiamo il controllo della macchina e della potenza che riceviamo dalla Power Unit, ed è questo che non ci piace, penso a tutti i piloti “.

  • Vasseur: “Leclerc eccezionale, spingeva come un pazzo. Non siamo stati fortunati”

    Vasseur: “Leclerc eccezionale, spingeva come un pazzo. Non siamo stati fortunati”

    Tra il quarto posto di uno stoico Charles Leclerc e il ritiro di Lewis Hamilton per un problema ai freni, il Gran Premio di Spagna lascia alla Ferrari un bilancio agrodolce e diversi spunti su cui riflettere.

    A tenere alta la bandiera del Cavallino ci ha pensato ancora una volta il monegasco, protagonista di una gara tutta cuore e orgoglio.

    Scattato con gomme hard, dopo la Virtual Safety Car il numero 16 ha allungato il proprio stint fino a ritrovarsi a lungo al comando, giocandosi fino in fondo la carta di un’ulteriore neutralizzazione o di una bandiera rossa.

    Una scommessa che però non ha pagato: il pit-stop obbligatorio effettuato nel finale ha infatti relegato Leclerc in quarta posizione.

    Di tutt’altro tenore la domenica di Hamilton.

    Dopo un ottimo spunto al via, che lo aveva portato a insidiare le prime posizioni alla staccata della Curva 1, il britannico ha dovuto fare i conti con un guasto all’impianto frenante della sua SF-26. L’inconveniente ha rapidamente compromesso la sua corsa, costringendolo prima ad alcune pericolose escursioni fuori pista e poi al definitivo ritiro dopo appena sei giri.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Intervenuto ai microfoni di Sky Sport F1 Italia dopo la bandiera a scacchi, Frederic Vasseur ha spiegato:

    “Non sappiamo ancora nello specifico quale problema abbia avuto Lewis. Ha perso i freni in diversi momenti e a quel punto abbiamo deciso di fermare la macchina, perché su questo tipo di pista era troppo pericoloso continuare“.

    Il team principal della Ferrari ha poi analizzato la strategia impostata dal muretto:

    “Non siamo stati fortunati. Sapevamo che le altre squadre avevano differenziato le strategie, facendo partire una vettura con le soft e l’altra con una mescola più dura, e noi abbiamo fatto lo stesso. Ci aspettavamo una Safety Car, o almeno una Virtual Safety Car. Pensavamo ce ne sarebbero state almeno due, ma non è successo. Quantomeno ci abbiamo provato: il passo c’era e lo stint è stato molto solido “.

    Vasseur ha infine elogiato la prestazione di Leclerc:

    “Gli avevamo indicato un determinato passo e lui lo stava rispettando alla perfezione. Ha svolto un lavoro eccellente senza commettere neppure un errore in 49 giri, con gomme usurate e spingendo come un pazzo. Penso che abbiamo ottenuto il massimo. Se ci è mancato qualcosa, è stato un po’ a Monza e un po’ nelle qualifiche di ieri: forse uno dei nostri piloti avrebbe potuto prendere il via più avanti “.

  • Leclerc: “In Curva 2 a Monza ho sbagliato, ma con Lewis è tutto chiarito”

    Leclerc: “In Curva 2 a Monza ho sbagliato, ma con Lewis è tutto chiarito”

    Mentre il paddock di Madrid è in pieno fermento in vista dell’imminente week-end del Gran Premio di Spagna, in casa Ferrari continua a far discutere quanto accaduto pochi giorni fa a Monza.

    Il fine settimana brianzolo ha infatti lasciato diverse scorie all’interno del Cavallino, sia dal punto di vista tecnico, con una SF-26 incapace di fornire le risposte attese, sia sul fronte interno, dopo le tensioni emerse tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton.

    A complicare ulteriormente il week-end del numero 16 è stato poi il violento incidente alla Parabolica avvenuto nelle fasi iniziali della gara, dal quale il monegasco è uscito visibilmente provato.

    A tal proposito, intervenuto nel media day di Madrid, Leclerc ha però subito rassicurato tutti sulle proprie condizioni:

    “Sto bene. Ho effettuato numerosi esami e fortunatamente è tutto a posto “.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Archiviati i timori legati alle sue condizioni fisiche, l’attenzione si è quindi spostata su quanto accaduto in pista con Hamilton:

    “Situazioni come quella con Lewis possono capitare. Non dovrebbe mai succedere che finisca fuori pista e mi assumo la responsabilità per quanto accaduto alla Curva 2, ma queste sono le corse “.

    Un episodio che ha inevitabilmente generato grande clamore, soprattutto perché avvenuto davanti al pubblico di casa Ferrari, ma che secondo l’alfiere di Monte-Carlo non lascerà alcuno strascico nel rapporto con il compagno di squadra britannico:

    “Quello che è successo non ha influenzato il buon rapporto che abbiamo e non influenzerà nulla d’ora in avanti. Questa è la cosa più importante per me. So che guidiamo per la Ferrari e, se c’è una gara in cui non vuoi che accadano certe cose, quella è proprio Monza: quando succedono nella nostra pista di casa si crea inevitabilmente un enorme clamore all’esterno. Guardando però la gara, ci sono state frizioni anche tra altri compagni di squadra e alla fine si è parlato soltanto di me e Lewis, cosa che non ritengo del tutto giusta. Questo non significa che abbiamo fatto tutto alla perfezione: io non l’ho fatto alla Curva 2 e sono stato subito molto chiaro con Lewis dopo aver rivisto le immagini “.

  • Norris: “Queste auto sono orribili, ma io sto eliminando le mie debolezze”

    Norris: “Queste auto sono orribili, ma io sto eliminando le mie debolezze”

    Dopo un avvio di stagione complicato e condizionato da una McLaren inizialmente lontana dai riferimenti della griglia, Lando Norris sembra aver definitivamente cambiato passo.

    Le due vittorie consecutive conquistate tra Budapest e Zandvoort hanno infatti rilanciato il Campione del Mondo in carica che, con il passare delle gare, ha ritrovato prestazioni e fiducia, apparendo sempre più solido, consapevole e capace di affrontare con maggiore lucidità anche i momenti più complicati del week-end.

    Una maturazione che, se da un lato va di pari passo con la crescita della sua MCL40, dall’altro, secondo lo stesso Norris, non può essere ricondotta esclusivamente ai progressi compiuti dalla monoposto.

    Il britannico sente infatti di essere diventato un pilota ancora più completo rispetto a quello che, nella seconda parte del 2025, riuscì a ribaltare la propria stagione fino alla conquista del suo primo titolo mondiale, come spiegato dal numero 1 in conferenza stampa al termine della gara olandese:

    “Ho guidato ad alto livello nella seconda parte dello scorso anno. È difficile dire che ora stia guidando al massimo livello possibile, perché sotto certi aspetti queste sono le monoposto più difficili da guidare. Credo però di riuscire a capire meglio le situazioni e a comprendere maggiormente la macchina. Certo, questa generazione di vetture è orribile da guidare, ma sto facendo un lavoro migliore nella comprensione, nel comunicare le cose al team e nel trovare delle soluzioni “.

    Per l’alfiere di Bristol, tuttavia, una parte importante dei progressi compiuti nasce anche dal lavoro svolto lontano dalla pista e dal rapporto sempre più efficace costruito con i propri ingegneri:

    “Sto sicuramente eliminando le mie debolezze, e non ne ho poi così tante, ma conta anche il modo in cui lavoro fuori dalla pista. Per me, il passaggio da sabato a domenica a Zandvoort ne è un esempio perfetto: ho trascorso molto tempo con i miei ingegneri durante la notte per capire cosa avremmo potuto fare meglio in gara, come spingere di più, preservare maggiormente le gomme e fare tutto meglio rispetto a quanto avevo fatto. Questo ha trasformato la nostra gara e mi ha dato l’opportunità di vincere “.

  • Hamilton: “A Zandvoort il team non ha fatto quel che avrebbe dovuto fare: ci è costato il podio”

    Hamilton: “A Zandvoort il team non ha fatto quel che avrebbe dovuto fare: ci è costato il podio”

    Un grande rammarico.

    È questo il sentimento che si respira in casa Ferrari al termine del Gran Premio d’Olanda, che ha visto il Cavallino lasciare Zandvoort ai piedi del podio, con Lewis Hamilton quarto e Charles Leclerc quinto.

    Un risultato che, per quanto visto in gara, lascia inevitabilmente l’amaro in bocca, perché la SF-26 ha mostrato un potenziale che avrebbe potuto regalare alla Rossa ben altro, ma a pesare sono state la qualifica del sabato – handicap alla base di tutto soprattutto su una pista del genere – e una gestione strategica tutt’altro che impeccabile.

    In particolare, la gara di Hamilton – al netto di qualche difficoltà di troppo nelle due partenze – ha restituito indicazioni positive, con il britannico che ha potuto contare su una SF-26 competitiva e dotata di un ottimo passo, un potenziale che però, tra le caratteristiche di Zandvoort e una gara trascorsa spesso in aria sporca, non ha potuto sfruttare fino in fondo.

    A complicare ulteriormente i piani ci ha pensato la strategia, con la Ferrari che, nel momento in cui Leclerc si è ritrovato impegnato nella lotta con Russell, ha scelto di non richiamare immediatamente ai box il monegasco, finendo di conseguenza per rallentare anche Hamilton alle sue spalle che, via radio, si è lasciato andare a parole piuttosto eloquenti.

    Nel finale, dopo il pit-stop effettuato in regime di Safety Car, il numero 44 si è quindi gettato a capofitto all’inseguimento delle due Mercedes nel tentativo di agguantare almeno il terzo gradino del podio, ma l’esposizione della Virtual Safety Car ha di fatto congelato le posizioni.

    “In questo sport è impossibile essere perfetti “, ha esordito nel post-gara il britannico ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “In fabbrica stanno facendo un lavoro eccezionale, cercando di tirare fuori il massimo dalla macchina e portando tutti gli aggiornamenti possibili. Anche oggi i ragazzi hanno fatto un gran lavoro ai box, ma in gara ero su una strategia diversa rispetto a Charles e avevo più velocità di lui. Ho perso diversi secondi alle sue spalle perché il team non ha fatto ciò che avrebbe dovuto o, comunque, non ha preso la decisione giusta. Credo che alla fine il podio sia stato perso proprio lì “.

  • Leclerc: “Con il passo gara che abbiamo tutto è possibile”

    Leclerc: “Con il passo gara che abbiamo tutto è possibile”

    Se il meteo olandese ha dato prova di essere variabile e in continua evoluzione, lo stesso si potrebbe dire della Ferrari, protagonista a Zandvoort di un sabato a due facce che lascia in seno al Cavallino qualche amarezza di troppo.

    In particolare per quanto riguarda Charles Leclerc, che dopo il buon secondo posto nella Sprint Race – in cui la SF-26 aveva fornito segnali incoraggianti con il monegasco unico in grado di animare la corsa grazie a un’ottima gestione delle gomme soft e al bel sorpasso ai danni di Lando Norris –, nel pomeriggio ha dovuto fare i conti con uno scenario decisamente diverso.

    A differenza delle dirette rivali, capaci di compiere un netto passo avanti rispetto al venerdì, la Rossa non è riuscita a migliorarsi in modo incisivo: il numero 16 ha dato la sensazione di non avere tra le mani una vettura in grado di compiere il salto di qualità nel momento decisivo delle qualifiche, chiudendo il Q3 con un sesto tempo che lascia inevitabilmentel’amaro in bocca.

    Proprio un visibilmente deluso Leclerc, ai microfoni di Sky Sport F1, ha spiegato come, oltre al maggiore margine di miglioramento a disposizione degli avversari, a complicare il quadro siano state anche alcune modifiche effettuate nella gestione della Power Unit durante la sessione:

    “Il passo non c’era. Ieri è andato tutto in maniera perfetta, ma parlando con George e Lando avevo capito che loro non avevano fatto tutto al meglio, quindi sapevamo che avrebbero avuto più margine di noi. Oggi secondo me abbiamo sbagliato un po’ la strategia del motore: abbiamo cambiato delle cose durante le qualifiche e non è mai l’ideale, perché arrivando in Q3 la Power Unit ha fatto delle cose un po’ strane “.

    Incalzato infine sulle possibilità di rimonta in vista della gara domenicale, il monegasco ha concluso:

    “Sicuramente le caratteristiche della pista ci rendono la vita molto più difficile, ma è anche vero che sono 72 giri: con il passo gara che abbiamo dimostrato tutto è possibile, anche se sarà una gara complicata “.

  • Hamilton: “La Ferrari è tornata a essere un esempio per tutta la griglia”

    Hamilton: “La Ferrari è tornata a essere un esempio per tutta la griglia”

    Dopo la tradizionale pausa estiva, la Formula 1 si appresta a riaccendere i motori a Zandvoort, tappa inaugurale di una seconda parte di stagione che si prospetta ricca di contenuti e possibili sorprese.

    Tra le più attese figura inevitabilmente la Ferrari che, dopo una prima metà di campionato nel complesso positiva, arriva sulle sponde del Mare del Nord con l’obiettivo di ripartire da quanto di buono mostrato prima della sosta e con lo stesso atteggiamento aggressivo e propositivo visto finora.

    Un percorso che, tuttavia, non ha riguardato soltanto la SF-26, ma anche l’organizzazione e i processi interni della squadra, un lavoro che – come ribadito da Lewis Hamilton nel corso del media day olandese – si è rivelato fondamentale per la crescita del Cavallino:

    “Sono davvero orgoglioso dei passi avanti che abbiamo fatto e non credo di poter chiedere molto di più, se non di essere più efficaci. Abbiamo apportato molti cambiamenti alla squadra, ai processi e alla macchina e credo che ora siamo in una posizione ideale. Ci è voluto un anno intero per entrare in sintonia, e mi ha dato molta fiducia veder realizzate le cose che avevo chiesto. Abbiamo ottenuto risultati, quindi hanno funzionato. Ho la sensazione che ora abbiamo trovato la formula giusta. Siamo nel vivo della lotta, a un passo da dove meriteremmo di stare “.

    Il numero 44 ha poi sottolineato un altro aspetto significativo del lavoro portato avanti a Maranello: la capacità di introdurre soluzioni successivamente riprese anche dagli avversari:

    “Tempo fa dissi che la Ferrari doveva essere un esempio e che tutti dovevano seguirla: quest’anno sta accadendo. Siamo degli innovatori, gli altri hanno seguito il design delle nostre ali e del sistema di scarico. Credo proprio che stiamo andando nella giusta direzione “.

    Una direzione che il britannico proverà a confermare già nel fine settimana olandese, su un tracciato sul quale non è ancora riuscito a salire sul gradino più alto del podio:

    “Non ho mai vinto qui. Ho vinto praticamente su tutte le altre piste e voglio assolutamente cambiare questa situazione. È un circuito davvero incredibile, che ti dà grande carica e ha un pubblico fantastico “