Autore: Nicholas Gataleta

  • Leclerc: “In gara potevamo ben poco. Devo trovare la quadra con questa macchina”

    Leclerc: “In gara potevamo ben poco. Devo trovare la quadra con questa macchina”

    71 giri da incubo. Si può riassumere così la domenica vissuta da Charles Leclerc sotto il sole cocente di Spielberg, conclusa con un ottavo posto alla bandiera a scacchi al termine di un Gran Premio d’Austria che lascia in casa Ferrari più di un interrogativo su cui riflettere.

    Del resto, che la gara del monegasco sarebbe stata in salita lo si era intuito fin dal via.

    Nelle prime curve la SF-26 numero 16 è parsa subito in difficoltà sotto il profilo tecnico e prestazionale, scivolando rapidamente dalla seconda alla quarta posizione.

    La musica non è cambiata con il passare dei giri: Leclerc ha dovuto fare i conti con un degrado degli pneumatici decisamente significativo e con il consueto feeling precario con l’impianto frenante.

    A pesare maggiormente, però, è stato l’ormai noto deficit di potenza della Power Unit.

    Oggi più che mai, la SF-26 ha evidenziato un gap evidente nei confronti dei diretti concorrenti, confermando come a Maranello ci sia ancora moltissimo lavoro da fare per provare, quantomeno, a ridurre una differenza che, allo stato attuale delle cose, sta pesando come un macigno sulla stagione della Rossa.

    Per Leclerc, invece, va in archivio uno dei week end probabilmente più complicati della sua esperienza al volante della Ferrari, a conferma di un rapporto con la SF-26 ancora tutto da capire e da costruire.

    Devo solo tenere la testa bassa, continuare a lavorare e provare a trovare la quadra di questa macchina “, ha dichiarato un Leclerc visibilmente deluso ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia.

    Il gap di motore è colmabile, ma al momento facciamo tanta fatica. In tutte le battaglie che ho avuto, sia con le Red Bull sia con le Mercedes, c’era ben poco da fare. Oggi, comunque, il problema non è stato solo il motore: il passo, particolarmente per me, non c’era. Penso che, in generale, come squadra abbiamo fatto più fatica rispetto a Barcellona, e io ancora di più “.

  • Leclerc: “Russell ha seguito il regolamento. È la gestione di quanto successo che va discussa”

    Leclerc: “Russell ha seguito il regolamento. È la gestione di quanto successo che va discussa”

    A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

    E, francamente, sforzarsi di non trarre conclusioni affrettate dopo quanto osservato nelle qualifiche del Gran Premio d’Austria risulta alquanto complicato, soprattutto alla luce dei continui richiami a etica, sicurezza e responsabilità che il mondo politico della Formula 1 ha fatto propri nel corso degli anni.

    La pole position conquistata da George Russell – che, sia chiaro, dal canto suo non ha fatto altro che attenersi al regolamento – ottenuta in regime di bandiera gialla con Max Verstappen fermo a bordo pista dopo l’impatto con le barriere, assesta una pesante spallata a tre pilastri sui quali questo sport sostiene di fondarsi: etica, sicurezza e responsabilità.

    Tre principi che, dopo quanto accaduto, escono inevitabilmente ridimensionati e che, soprattutto, rischiano di creare un precedente tutt’altro che trascurabile in vista di situazioni analoghe che potrebbero ripresentarsi in futuro.

    In tutto questo, a farne le spese è stato Charles Leclerc. Il monegasco ha messo insieme un ultimo tentativo in Q3 di altissimo livello che, per qualche secondo, ha fatto assaporare al popolo ferrarista il gusto della pole position, prima che tutto sfumasse sul più bello, dando inevitabilmente il via a un acceso dibattito destinato a protrarsi anche nelle prossime ore.

    Non sono arrabbiato né con George né con nessun altro ” – ha esordito Leclerc ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia – “Se era una singola bandiera gialla e George ha rallentato abbastanza, non ci possiamo fare nulla. Il discorso cambia se mi chiedi se sono sorpreso che quell’incidente sia stato gestito soltanto con una singola bandiera gialla. Non l’ho ancora rivisto, però rientrando ai box ho visto la macchina di Max ed era un incidente significativo. Credo quindi che la discussione debba essere più su questo che su quello che ha fatto George “.

    Sul fronte tecnico, invece, la SF-26 si è mostrata decisamente più competitiva rispetto a quanto visto nelle prove libere.

    Un passo avanti evidente, anche se non ancora sufficiente per restituire al numero 16 quella fiducia totale che ricerca al volante:

    Dire che sono contento è un parolone, però sono un po’ più soddisfatto. In qualifica il feeling non è stato quello di quando sali in macchina sapendo di poter andare forte. Le ultime due gare non sono andate bene e me le sono portate dietro anche nell’approccio a questo fine settimana. Volevo semplicemente vivere un week-end pulito e in Q3 non te la senti di fare un giro che ha il 70% di possibilità di riuscire e il 30% di non riuscire “.

  • Villeneuve: “Ferrari, rinnovare Leclerc non è stata una buona idea”

    Villeneuve: “Ferrari, rinnovare Leclerc non è stata una buona idea”

    Se Lewis Hamilton sta attraversando il momento più brillante della sua avventura in Ferrari, dall’altra parte del box la situazione di Charles Leclerc appare decisamente più complessa.

    I due ritiri consecutivi tra Monte-Carlo e Barcellona, pur arrivati per cause non dipendenti da lui, hanno pesato sia sulla classifica che sul morale del monegasco che, dopo anni da punto di riferimento della Scuderia, si trova ora a convivere con un Hamilton rigenerato e sempre più centrale nel progetto Ferrari.

    Il rinnovo pluriennale sottoscritto con la Rossa alla vigilia del Gran Premio di Monaco rappresenta comunque un segnale forte.

    Da una parte il Cavallino ha confermato la piena fiducia nel talento di Leclerc, dall’altra il numero 16 ha ribadito la volontà di continuare a inseguire quel titolo iridato che, dopo tanti bocconi amari, sarebbe il giusto coronamento del suo percorso a Maranello.

    Eppure, il prolungamento del rapporto tra Leclerc e la Ferrari continua a far discutere nel paddock, soprattutto in virtù del momento delicato del monegasco e della crescita costante di Hamilton all’interno della squadra.

    Tra le voci più critiche c’è quella di Jacques Villeneuve che, intervenuto a Sky Sports F1 UK nel corso del programma The F1 Show, ha espresso i propri dubbi:

    La Ferrari ha appena rinnovato il contratto di Leclerc, perciò ora come sarà stimolato? Non credo sia stata una buona idea. A Barcellona abbiamo visto le prime crepe, perché Charles non accettava di stare dietro a Hamilton in un week-end “.

    L’ex pilota canadese ha poi approfondito il suo punto di vista, sottolineando come Leclerc sia ormai nella fase più matura della propria carriera:

    In questo sport sei considerato vecchio a 28 anni, ma non tanto per l’età quanto per l’esperienza, e lui dovrebbe essere al picco della sua forma. Si può sempre imparare, adesso deve fare dei piccoli aggiustamenti e costruire un team attorno a sé, anche se forse ora è troppo tardi, perché c’è qualcun altro che si sta insediando. Con Vettel aveva vita facile, vedremo ora come reagirà“.

  • Ferrari da Mondiale? Vasseur resta cauto: “Tre settimane fa volevate licenziare metà del team”

    Ferrari da Mondiale? Vasseur resta cauto: “Tre settimane fa volevate licenziare metà del team”

    La prima storica vittoria di Lewis Hamilton al volante della Ferrari, conquistata domenica scorsa a Barcellona, ha inevitabilmente riacceso le speranze iridate del Cavallino Rampante e dei suoi tifosi.

    Dopo un 2025 complicato e ricco di difficoltà, la stagione in corso sembra aver restituito nuova energia al team di Maranello.

    Senza grandi proclami alla vigilia, ma attraverso un lavoro costante e metodico, la Rossa ha saputo costruire basi solide grazie a una ritrovata coesione interna e a una monoposto, la SF-26, che sotto la guida tecnica di Loic Serra si sta rivelando una vettura competitiva, affidabile e in costante crescita.

    Tuttavia, una vittoria, per quanto netta e speciale, non è sufficiente per legittimare ambizioni iridate.

    In questa fase della stagione è fondamentale mantenere i piedi per terra ed evitare facili entusiasmi, soprattutto alla luce delle tante illusioni e delle successive delusioni che hanno segnato la storia recente del Cavallino.

    Emblematico, in questo senso, quanto accaduto nel dopo gara catalano.

    Durante un’intervista concessa a Sky Sports F1 UK, il team principal della Ferrari, Frederic Vasseur, è stato incalzato da Jacques Villeneuve.

    L’ex pilota canadese gli ha domandato se, dopo il successo di Barcellona, il team avrebbe modificato il proprio approccio, alzando l’asticella per scalzare Mercedes dal “trono”.

    La replica di Vasseur è stata immediata e tagliente:

    Questo lo dici tu. Io non ho mai detto di voler essere il migliore degli altri o qualcosa del genere. Siamo qui per dare il massimo. Tre o quattro settimane fa dicevate che avrei dovuto licenziare metà del team. Questo dimostra che bisogna mantenere la calma. Oggi non siamo Campioni del Mondo e affronteremo la gara in Austria esattamente come abbiamo affrontato quella di Barcellona “.

  • Piero Ferrari: “Hamilton come Schumacher nel 1996? Lo vedo come un segno del destino”

    Piero Ferrari: “Hamilton come Schumacher nel 1996? Lo vedo come un segno del destino”

    Michael Schumacher, domenica 2 giugno 1996.

    Lewis Hamilton, domenica 14 giugno 2026.

    Un filo sottile lungo tre decenni unisce i due piloti più vincenti della storia della Formula 1 che, per uno strano gioco del destino, ottengono la loro prima vittoria al volante della Scuderia più gloriosa del Motorsport sulla stessa pista, quella di Barcellona.

    Trent’anni separano quei due pomeriggi, eppure il sapore della storia sembra essere lo stesso. Da una parte un giovane Schumacher, che iniziava a costruire il leggendario ciclo in Ferrari destinato a segnare un’epoca; dall’altra Hamilton, arrivato a Maranello da campione già affermato per inseguire una sfida per molti impossibile.

    Per questo, e per molto altro, il successo ottenuto ieri dal numero 44 va ben oltre il semplice risultato sportivo. È una vittoria che restituisce entusiasmo, che riaccende le speranze e che riporta la Rossa prepotentemente al centro della scena iridata. Ma soprattutto consente a tutto il popolo ferrarista, oggi come in quel lontano 1996, di alimentare quella fiammella di un sogno rimasto troppo a lungo assopito.

    Una coincidenza dal sapore dolce e, allo stesso tempo, malinconico e nostalgico, che per Piero Ferrari – intervenuto ai microfoni del Quotidiano Nazionale – va ben oltre la semplice casualità:

    Io non credo sia una coincidenza il fatto che Hamilton abbia conquistato la sua prima vittoria con la nostra macchina proprio a Barcellona, dove 30 anni fa Schumi inaugurò la sua straordinaria sequenza di successi con la Rossa. Lo leggo como un segno del destino, se non addirittura come un auspicio per il futuro che ci aspetta “.

    Un successo, quello ottenuto da Hamilton, che sa di rinascita. Una rinascita che, tuttavia, non sorprende il figlio del Drake, convinto che le difficoltà incontrate in precedenza dal britannico fossero legate tanto alle monoposto a effetto suolo della passata generazione quanto alla mancanza, fino a questo momento, di una vettura realmente competitiva a Maranello:

    Non sono sorpreso dalla rinascita di Hamilton. Era evidente che Lewis non gradiva le vetture a effetto suolo e, in più, non avevamo dato né a lui né a Leclerc una vettura competitiva “.

  • Wolff: “Dobbiamo essere più concreti, ora siamo in lotta con la Ferrari e con Lewis”

    Wolff: “Dobbiamo essere più concreti, ora siamo in lotta con la Ferrari e con Lewis”

    Dodici anni insieme non si cancellano con una firma su un contratto diverso. Non spariscono cambiando squadra, monoposto o persino il colore della tuta.

    Perché quando si scrive la storia fianco a fianco, quando si costruisce un legame fondato sulla stima reciproca, sul rispetto e sulla condivisione di vittorie e sconfitte, quel legame diventa qualcosa che va oltre il Motorsport: diventa eterno.

    Ed è proprio per questo che tra i volti più sorridenti e sinceramente emozionati per la prima storica vittoria di Lewis Hamilton al volante della Ferrari c’è senza dubbio quello di Toto Wolff.

    Un uomo che più di chiunque altro ha vissuto ogni capitolo della leggenda del numero 44.

    Dai trionfi che hanno riscritto i libri dei record alle notti più amare, passando per sei titoli mondiali conquistati insieme e per ferite ancora vive come quella drammatica sera di Abu Dhabi 2021.

    Un percorso condiviso lungo dodici anni, capace di creare qualcosa che nessun trasferimento avrebbe mai potuto spezzare.

    Così, subito dopo la cerimonia del podio, incalzato dai microfoni di Sky Sport F1 Italia, il team principal Mercedes si è lasciato andare a parole che trasudano affetto, rispetto e autentica felicità:

    Ho sempre detto che quando non siamo noi a vincere, voglio vedere Lewis vincere. Per voi italiani è meraviglioso: avete Kimi come pilota, avete la Ferrari che è ritornata a vincere e per quello io sono contento. Sono felice per Lewis, per Fred e per la Ferrari “.  Quando poi gli viene chiesto se Hamilton possa davvero lottare per il Mondiale, Wolff non esita nemmeno per un istante: “Sì, assolutamente. Si vede che va veloce ed è in un mindset molto forte. L’ho avuto con me per 12 anni“. 

    Inevitabile, poi, un passaggio su Andrea Kimi Antonelli e sui persistenti problemi che continuano a tormentare la componente elettrica della Power Unit Mercedes, un grattacapo che sta iniziando a pesare sempre di più sull’economia del campionato:

    È un peccato per Kimi, soprattutto per quel secondo stint in cui è stato mostruoso e ha recuperato veramente tanto terreno sui primi. Inizia ad essere un problema questa parte elettrica, forse è la batteria ma non lo sappiamo ancora. È inaccettabile perdere macchine e punti così: George a Montreal ha perso 25 punti, oggi Kimi 18. Per vincere si devono finire le gare, non basta solo la velocità. Io sono molto arrabbiato per questo e non sono contento della strategia di oggi, abbiamo perso due volte per quanto mi riguarda “. 

    Ed è proprio qui che emerge uno dei temi più delicati in vista delle prossime gare.

    Alla luce di quanto accaduto in pista, le parole di Wolff sembrano infatti lasciare aperto più di uno spiraglio all’ipotesi di futuri ordini di squadra.

    Interpellato sull’argomento, il manager austriaco ha risposto così:

    È una situazione molto difficile perché abbiamo due piloti che lottano per il campionato e noi abbiamo sempre detto di non voler dare ordini di squadra. In questo momento però c’è una battaglia con la Ferrari e con Lewis, oggi abbiamo perso la gara per non dare un team order. Per questo dobbiamo parlare con i piloti di come vogliamo gestire questa cosa in futuro“.

  • Russell: “45 punti del mio ritardo sono causati da eventi fuori dal mio controllo”

    Russell: “45 punti del mio ritardo sono causati da eventi fuori dal mio controllo”

    George Russell, se ci sei batti un colpo.

    E, vista la situazione attuale del numero 63 della Mercedes, quel colpo dovrà essere forte, deciso e capace di ridare slancio a una stagione che, fin qui, si è rivelata ben più complicata del previsto.

    I 68 punti di ritardo dal compagno di squadra e attuale leader del Mondiale, Andrea Kimi Antonelli – reduce da cinque vittorie consecutive e in uno stato di grazia assoluto – rappresentano tuttavia soltanto la punta dell’iceberg.

    Al di là dei numeri, a colpire è soprattutto la differenza nell’approccio, con il giovane pilota italiano che riesce a gestire pressione, emozioni e rapporto con il team con la naturalezza di un veterano, confermandosi sempre più il punto di riferimento all’interno della Stella.

    A gravare ulteriormente sulla stagione di Russell ci sono poi i due pesantissimi zeri raccolti in Canada e a Monaco.

    Se a Montreal a fermarlo era stato un problema tecnico alla sua W17, nel Principato il britannico è stato protagonista di un fine settimana caotico, tra errori di comunicazione con il team e penalità culminate con un drive-through nel finale di gara che lo hanno relegato fuori dalla top ten.

    A tal proposito, intervenuto nel tradizionale Media Day del giovedì a Barcellona, il pilota britannico ha analizzato non soltanto quanto accaduto a Monte-Carlo, ma anche l‘andamento complessivo della sua stagione:

    Il risultato di Monaco è stato difficile da accettare. Però, quando mi sono fermato a riflettere sull’intera stagione, mi sono reso conto che, se fosse stata semplicemente una stagione normale – quindi senza episodi particolarmente favorevoli o sfavorevoli – probabilmente avrei conquistato almeno altri tre podi. Sarei salito sul podio in cinque gare su sei, forse con una o due vittorie in più e qualche successo aggiuntivo nelle Sprint. Credo che sarei comunque leggermente dietro a Kimi in classifica, ma il quadro sarebbe completamente diverso “.

    Per Russell, dunque, il divario da Antonelli non sarebbe legato alle prestazioni, bensì a una serie di episodi sfavorevoli. L’obiettivo, ora, sarà quello di lasciarsi alle spalle i rimpianti e concentrarsi esclusivamente sulla pista:

    Da adesso penserò soltanto a correre. Non posso fare nulla se il motore si rompe, se una Safety Car esce nel momento sbagliato o se accade una situazione come quella a Monaco. Sono tutte cose fuori dal mio controllo. Oggi sento meno pressione addosso e voglio semplicemente godermi ogni gara, senza pensare al titolo che in questo momento è troppo lontano per essere un pensiero concreto. Se fossi a 60 punti di distacco per mancanza di prestazione, la situazione sarebbe molto più preoccupante. Invece, almeno 45 punti di questo ritardo sono stati determinati da fattori fuori dal mio controllo “.

  • Leclerc: “La pioggia potrebbe creare ulteriori problemi, ma cercheremo di sfruttarla”

    Leclerc: “La pioggia potrebbe creare ulteriori problemi, ma cercheremo di sfruttarla”

    O chiudo ottavo o la metto nel muro in Q3 “.

    Era stato tristemente profetico Charles Leclerc quando, sul finire del Q2, si era lasciato andare a questo team radio carico di frustrazione per una sessione di qualifiche complicata dall’inizio alla fine, in cui il monegasco aveva intuito sin da subito le difficoltà della sua SF-26.

    Alla fine, se da un lato la nota positiva è stata evitare l’errore e il contatto con le barriere, dall’altro il verdetto della pista è stato comunque severo: ottavo posto in griglia in vista di un Gran Premio del Canada che ora si prospetta tutto in salita e di difficile lettura.

    A pesare sulla prestazione del ferrarista, oltre a uno scarso feeling con il tracciato canadese, è stato anche il comportamento di una Rossa numero 16 parsa enigmatica già dalla giornata di venerdì, fattore che continua a sollevare più di un interrogativo sul reale stato di forma della monoposto di Maranello.

    È stato un week-end orribile ” – ha esordito un visibilmente insoddisfatto Leclerc ai microfoni di Sky Sport F1 Italia – “Speriamo che domani possa andare meglio, anche perché il feeling non può essere peggio di quello che ho avuto finora. Ho avuto zero feeling con la macchina, soprattutto per i problemi che abbiamo avuto ieri. Oggi li abbiamo risolti, però purtroppo in qualifica non abbiamo fatto le cose giuste sin dal Q1. Quello che mi serviva era fare degli out lap puliti ed essere nella finestra corretta della gomma per riprendere fiducia. In Q3 sono riuscito a mettere un po’ di più la gomma nella finestra giusta e lì ho ritrovato un minimo di fiducia, riuscendo a fare un ultimo giro accettabile, anche se comunque sono in P8, quindi accettabile non è neanche la parola giusta. È vero che come distacchi siamo tutti lì, però l’ottava posizione non è sicuramente abbastanza “.

    Incalzato da Mara Sangiorgio sulla possibilità di una gara bagnata, il monegasco ha preferito mantenere un approccio realistico, senza sbilanciarsi troppo sulle possibili opportunità offerte dalla pioggia:

    Penso che tutta la gara sia un grande punto interrogativo. Se guardo i problemi che abbiamo avuto finora, la pioggia potrebbe complicare ancora di più le cose. Però c’è chi dice che la pioggia è sempre un’opportunità e spero quindi che riusciremo a sfruttarla, anche se finora i miei problemi sono stati legati soprattutto alla temperatura “.

  • Leclerc: “SF-26 piuttosto buona, ma dobbiamo risolvere i miei problemi ai freni”

    Leclerc: “SF-26 piuttosto buona, ma dobbiamo risolvere i miei problemi ai freni”

    Quattro vetture motorizzate Mercedes nelle prime quattro posizioni, con la Ferrari subito dietro a monopolizzare la terza fila.

    È questo il responso che ci ha consegnato la Sprint Qualifying del Gran Premio del Canada, che ha visto Mercedes e McLaren confermare tutto il loro potenziale, con la Rossa costretta a inseguire ma senza pagare un distacco troppo pesante dalla vetta, come invece lasciava presagire la vigilia.

    Mettendo da parte il quinto posto conquistato da Lewis Hamilton e il sesto fatto registrare da Charles Leclerc, infatti, il responso della pista canadese ha consegnato una SF-26 distante appena tre decimi dalle Frecce d’Argento: un gap che, viste le caratteristiche del circuito di Montreal, può rappresentare un segnale comunque incoraggiante per il team di Maranello.

    Tuttavia, tra gli aspetti negativi emersi nel corso della giornata, oltre al solito problema di competitività con la gomma rossa, c’è anche la questione legata ai freni, portata alla luce da un Charles Leclerc comunque apparso motivato nell’intervista rilasciata ai microfoni della Formula 1 nel post qualifiche:

    “Dobbiamo risolvere i problemi con i freni, altrimenti sarà un fine settimana molto lungo perché ogni volta entro nelle curve sperando di non finire a muro. Quindi sì, è il problema principale al momento. A parte questo, la macchina è piuttosto ok. Lewis è stato molto veloce questo fine settimana. Da parte mia, devo solo lavorare sulle sensazioni con i freni, e speriamo che potremo ribaltare la situazione domani

  • Hamilton: “Mai stato così in sintonia con il team, anche se gli impegni con gli sponsor sono troppi”

    Hamilton: “Mai stato così in sintonia con il team, anche se gli impegni con gli sponsor sono troppi”

    Tra Lewis Hamilton e Scuderia Ferrari è sbocciato davvero il feeling o si tratta soltanto di apparenza?

    Una domanda più che legittima, utile anche per tracciare un primo bilancio di questo anno e mezzo vissuto a Maranello dal sette volte campione del mondo britannico, tra pochi alti e diversi bassi.

    Se nella passata stagione il rapporto è apparso spesso turbolento – con il numero 44 che, in più di un’occasione, era sembrato rassegnato e quasi privo di stimoli – quest’anno il clima sembra essere cambiato.

    Il primo podio in rosso conquistato a Shanghai, unito ad alcune prestazioni finalmente convincenti, sembra infatti aver restituito entusiasmo, fiducia e serenità all’alfiere di Stevenage, complice anche una SF-26 che, a differenza della sua progenitrice, pare adattarsi molto meglio allo stile di guida del britannico.

    A tal proposito, durante un incontro con i media nel corso dell’ultimo Gran Premio di Miami, Hamilton non ha nascosto il proprio stato d’animo positivo:

    Mi sento davvero bene. Con la squadra ci è voluto molto tempo per trovare un equilibrio, da entrambe le parti, e l’anno scorso è stata una stagione difficile con una vettura che non stavamo sviluppando. Abbiamo apportato così tanti cambiamenti sia all’interno del team sia nel modo in cui operiamo in fabbrica, ed è come se non fossimo mai stati così in sintonia in termini di collaborazione “.

    Parole che raccontano un percorso di adattamento lungo e complesso, oggi però sempre più vicino al definitivo equilibrio, con l’unico neo rappresentato dai numerosi impegni legati agli sponsor:

    Forse ci sono un paio di impegni con gli sponsor di troppo, ma per il resto il rapporto con la Scuderia va davvero bene “.

    Tra Hamilton e la Ferrari, dunque, sembra essere finalmente tornato il sereno: resta ora da capire se si tratti soltanto di una tregua favorita dal momento oppure dell’inizio di un legame destinato a lasciare davvero il segno a Maranello.