Autore: Nicholas Gataleta

  • Leclerc: “Le emozioni di Spa-Francorchamps sono sempre intense per me”

    Leclerc: “Le emozioni di Spa-Francorchamps sono sempre intense per me”

    Massimizzare.

    È questa la parola che accompagna la vigilia del Gran Premio del Belgio in casa Ferrari, arrivata a Spa-Francorchamps con l’obiettivo di dare continuità al momento positivo e raccogliere il massimo in un week-end che si preannuncia di difficile interpretazione.

    Il tracciato delle Ardenne rappresenta infatti una delle grandi incognite della stagione.

    La sua conformazione lo rende uno dei circuiti più esigenti in termini di gestione energetica e, al tempo stesso, potrebbe mettere in evidenza quel deficit di potenza che la SF-26 ha mostrato fin qui nei confronti della Mercedes, soprattutto sui lunghi rettilinei che caratterizzano la pista belga.

    Per il team di Maranello, però, il mantra resta lo stesso: cercare di massimizzare il risultato, gara dopo gara. In quest’ottica, Silverstone ha dimostrato che i pronostici possono essere ribaltati, con il Cavallino capace di imporsi grazie a una grande prestazione di Charles Leclerc.

    Ed è proprio da quel successo che è ripartito il numero 16 nel corso del media day del giovedì belga, tornando dapprima sulla vittoria ottenuta in Gran Bretagna due settimane fa, prima di aprire l’album dei ricordi legati a Spa-Francorchamps:

    A Silverstone ho vissuto una bella sensazione, non posso nasconderlo. Poi, dopo le gare precedenti nelle quali avevo faticato, è stato bello vedere che il lavoro ha pagato. Ora siamo a Spa, una pista speciale per me, dove ho vinto la mia prima gara in Formula 1 ma dove ho anche perso un caro amico e, di conseguenza, le emozioni sono enormi “.

    L’attenzione del monegasco si è poi concentrata sul lavoro svolto dalla Ferrari e sugli aspetti ancora da migliorare:

    Io sono sempre fiducioso perché so che, se lavoriamo bene, il risultato arriva. Devo essere fiducioso nella mia macchina e capire perché siamo andati molto meglio del previsto a Silverstone. Dobbiamo semplicemente riprodurlo. Abbiamo capito anche perché mi sono sentito più a mio agio a livello di prestazione, ma restano ancora alcuni elementi da sviluppare “.

    Incalzato infine sui possibili favoriti del week-end, Leclerc non ha avuto dubbi:

    La mia posizione direi che è la stessa di Silverstone. Parliamo di due piste che si addicono alle Mercedes. In Inghilterra abbiamo piazzato la sorpresa e siamo stati fortunati perché Kimi ha avuto problemi tecnici. Ad ogni modo anche qui penso che loro saranno i favoriti “.

  • Arrivabene: “Il Mondiale? Si lotta fino alla fine”

    Arrivabene: “Il Mondiale? Si lotta fino alla fine”

    La Ferrari può davvero lottare per il Mondiale?

    È questa la domanda che, alla luce degli ultimi risultati, sta inevitabilmente rimbalzando tra addetti ai lavori e appassionati.

    Con due vittorie negli ultimi tre Gran Premi e una classifica che vede la Ferrari pienamente in corsa sia nel Campionato Piloti che in quello Costruttori, il Cavallino Rampante si è imposto come l’unica vera alternativa allo strapotere mostrato fin qui dalla Mercedes

    Oltre ai risultati, però, c’è un aspetto che colpisce forse ancora di più: l’atteggiamento. La Rossa è tornata ad avere un approccio aggressivo sia in pista che fuori, mostrando la volontà di attaccare su ogni fronte, da quello politico a quello tecnico, con una SF-26 che continua a evolversi gara dopo gara grazie a un programma di sviluppo costante e mirato.

    È un cambio di mentalità che a Maranello non si vedeva da tempo e che, inevitabilmente, ha riacceso l’entusiasmo dei tifosi, riportando la parola Mondiale al centro dei pensieri e delle speranze del popolo ferrarista.

    Ma si tratta soltanto di entusiasmo oppure la Rossa può davvero credere nel titolo?

    A questa domanda ha provato a rispondere l’ex team principal del Cavallino, Maurizio Arrivabene, intervenuto nel corso della trasmissione Race Anatomy in onda su Sky Sport F1 Italia:

    Il Mondiale? Ho sempre detto che si lotta fino all’ultimo GP e ultima curva. Mai dire mai, vedo squadra unita e piloti forti “.

    Parole, quelle del manager italiano, che fotografano perfettamente il momento che sta vivendo la Scuderia di Maranello.

    La Ferrari, oggi, trasmette compattezza, fiducia e una ritrovata convinzione nei propri mezzi, elementi indispensabili per inseguire un obiettivo tanto ambizioso quanto complicato.

  • Wonderwall

    Wonderwall

    Wonderwall.

    E sì, proprio come cantano gli Oasis.

    A volte basta un luogo per cambiare il corso di una stagione.

    Per Charles Leclerc, quel luogo si chiama Silverstone. 623 giorni dopo l’ultima vittoria, il monegasco è tornato sul gradino più alto del podio nel momento probabilmente più complicato, con tutti gli occhi puntati addosso e con tanti già pronti a puntare nuovamente il dito al primo errore. 

    52 giri vissuti con il fiato sospeso, iniziati con uno scatto perfetto al via che gli ha permesso di prendere immediatamente la leadership della corsa. 

    Da quel momento è iniziata un’intensa battaglia con la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, rimasta costantemente alle spalle della SF-26 fino al problema tecnico che ha costretto il pilota italiano ad alzare bandiera bianca.

    Nemmeno la Safety Car intervenuta nelle battute finali è riuscita a scalfire la lucidità del numero 16, che ha portato a termine una domenica praticamente perfetta, legittimando un successo più che meritato e tornando prepotentemente al centro della scena.

    Le mie vittorie non sono mai facili ” – ha esordito un sorridente Leclerc ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia – “Sono veramente contento. Da tanti week-end facevo fatica a trovare il feeling. Ho lavorato tantissimo e sabato, dopo la Sprint, mi sono anche un po’ esposto dicendo di aver trovato qualcosa. Poi dovevo dimostrarlo in pista, non solo in qualifica ma anche in gara. Ieri il feeling era buono e oggi lo è stato ancora di più. Ovviamente abbiamo avuto anche un po’ di fortuna perché senza i problemi di Kimi probabilmente sarebbe stato molto difficile vincere, ma qualche volta serve anche quella. Sono felice per il team, per me, per i tifosi e per tutte le persone che hanno sofferto insieme a me nelle ultime gare “.

    Infine, soffermandosi sull’inaspettata competitività della Ferrari a Silverstone, il pilota monegasco ha aggiunto:

    È stata una grandissima sorpresa. Non ci siamo affatto nascosti giovedì dicendo che avremmo fatto fatica, lo pensavamo veramente. Tutti i nostri numeri dicevano che sarebbe stato un week-end difficilissimo, quindi dobbiamo capire e analizzare sia quando un fine settimana va peggio del previsto, sia quando va molto meglio del previsto, come in questo caso. Qui a Silverstone è andata molto meglio di quello che ci aspettavamo e dobbiamo capire il perché “.

  • Leclerc: “Ho scelto di non copiare Hamilton e di rimanere fedele al mio stile di guida”

    Leclerc: “Ho scelto di non copiare Hamilton e di rimanere fedele al mio stile di guida”

    Dopo settimane difficili e risposte che faticavano ad arrivare, il sabato di Silverstone riconsegna alla Ferrari la sua certezza più grande: Charles Leclerc.

    Se da un lato non c’era probabilmente margine per impensierire la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, autore di una pole position semplicemente sontuosa, dall’altro la prestazione del monegasco restituisce finalmente l’immagine di un pilota nuovamente solido, concreto e competitivo.

    Una prestazione tanto attesa quanto cercata, che consente al numero 16 di ritrovare serenità dopo settimane tutt’altro che semplici, durante le quali risultati inferiori alle aspettative avevano inevitabilmente alimentato pressioni e critiche, forse anche eccessive, nei confronti dell’alfiere di Monte-Carlo.

    Come spesso accade, però, Charles ha preferito rispondere nel modo che gli riesce più naturale: lasciando parlare la pista.

    La prima fila conquistata oggi rappresenta un segnale importante, sia sotto il profilo del risultato sia, soprattutto, sotto quello della fiducia, in una fase della stagione in cui ritrovare certezze era diventato fondamentale.

    Del resto, già al termine della Sprint Race Leclerc aveva anticipato l’intenzione di intervenire in maniera significativa sull’assetto e sulla gestione della SF-26.

    Una scelta che, alla luce del risultato ottenuto in qualifica, sembra aver dato i frutti sperati, consentendogli di ritrovare quel feeling con la monoposto che nelle ultime uscite era sembrato venir meno.

    Emblematiche, in tal senso, le dichiarazioni rilasciate dall’alfiere monegasco ai giornalisti presenti nella tradizionale conferenza stampa al termine delle qualifiche:

    Di recente avevo davanti due possibilità. La prima era cambiare completamente il mio stile di guida e cercare semplicemente di replicare quello che sta facendo Lewis, perché è evidente che con lui sta funzionando. La seconda, invece, era continuare a seguire la mia direzione e trovare un modo per adattare la vettura affinché si sposasse meglio con il mio stile di guida. Alla fine ho scelto la seconda strada: restare fedele a ciò che in passato mi aveva dato risultati e cercare di trovare una soluzione con la macchina, sfruttando tutti gli strumenti che avevo a disposizione all’interno dell’abitacolo. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto “.

  • Verstappen:”La gara con le vetture LEGO? Siamo piloti di Formula 1, non dei pagliacci”

    Verstappen:”La gara con le vetture LEGO? Siamo piloti di Formula 1, non dei pagliacci”

    È arrivato puntuale – e come spesso accade senza troppi giri di parole – il pensiero di Max Verstappen sull’evento che la Formula 1 metterà in scena domenica, poco prima del via del Gran Premio di Gran Bretagna.

    Prima dello spegnimento dei semafori e in occasione della tradizionale Drivers’ Parade, i piloti non sfileranno infatti sul consueto camion per salutare il pubblico presente sugli spalti.

    Al loro posto andrà in scena una gara a bordo di monoposto costruite con i mattoncini LEGO, un’iniziativa promozionale voluta dalla Formula 1 per intrattenere gli spettatori nei minuti che precederanno il via della gara.

    Non si tratta di una novità assoluta.

    Un format simile era già stato proposto in occasione del Gran Premio di Miami del 2025, quando i piloti, divisi in coppie, si erano resi protagonisti di siparietti e contatti volutamente scherzosi che avevano divertito il pubblico.

    Un’idea che, però, non convince affatto Max Verstappen. Intervenuto nel corso del media day di Silverstone, il quattro volte Campione del Mondo non ha nascosto il proprio disappunto, bocciando senza mezzi termini l’iniziativa:

    Io coi LEGO preferisco giocarci a casa con i bambini, in pista preferisco stare insieme agli altri piloti su un camion. È più divertente e più professionale. Siamo piloti di Formula 1 e non dobbiamo fare la figura dei ragazzini o dei pagliacci che provano a scontrarsi. Non è ciò di cui ha bisogno la Formula 1 “.

  • Komatsu: “Felici di poter valutare Fornaroli da vicino”

    Komatsu: “Felici di poter valutare Fornaroli da vicino”

    Mentre i rumor sul mercato piloti in vista della prossima stagione si fanno sempre più insistenti, cresce inevitabilmente anche la curiosità di capire quali saranno le prossime mosse di Leonardo Fornaroli.

    Dopo aver conquistato il titolo di Formula 3 nel 2024 e quello di Formula 2 nel 2025, per il talento piacentino in questa stagione si sono aperte le porte della classe regina nel ruolo di terzo pilota della McLaren.

    Oltre ai diversi test previsti dal programma della scuderia di Woking, Fornaroli ha avuto anche l’opportunità di disputare la prima sessione di prove libere del Gran Premio di Barcellona, ben figurando e mettendo in mostra tutte le proprie capacità al volante.

    Cresce, quindi, la voglia di vederlo all’opera stabilmente in Formula 1, con il suo nome che continua a essere accostato a diversi team presenti in griglia.

    Nelle ultime settimane, tuttavia, le indiscrezioni hanno riguardato soprattutto la Haas, squadra con la quale il pilota italiano ha preso parte, il 17 e il 18 giugno sul circuito di Jerez, a due giornate di test TPC al volante della monoposto del 2025.

    A tal proposito, come riportato dal quotidiano spagnolo Marca, il team principal della scuderia statunitense, Ayao Komatsu, ha elogiato il lavoro svolto da Fornaroli durante la due giorni di test, pur senza sbilanciarsi sul suo futuro:

    Non so dove ci porterà tutto questo, ma l’obiettivo del nostro programma TPC è quello di offrire opportunità ai giovani piloti. Leo è il campione in carica di Formula 2, è un pilota solido e ha un eccellente programma di sviluppo con la McLaren, quindi siamo lieti di avere l’opportunità di valutarlo più da vicino. Non so se abbiamo bisogno di un nuovo pilota, dato che la mia attenzione è attualmente rivolta ai nostri due piloti attuali “.

    Per il momento nessuna certezza, dunque, ma la sensazione è che il nome di Leonardo Fornaroli continuerà a essere tra i più caldi del mercato piloti.

    E, alla luce dei risultati ottenuti fin qui, un posto sulla griglia di partenza nel 2027 sarebbe più che meritato

  • Leclerc: “In gara potevamo ben poco. Devo trovare la quadra con questa macchina”

    Leclerc: “In gara potevamo ben poco. Devo trovare la quadra con questa macchina”

    71 giri da incubo. Si può riassumere così la domenica vissuta da Charles Leclerc sotto il sole cocente di Spielberg, conclusa con un ottavo posto alla bandiera a scacchi al termine di un Gran Premio d’Austria che lascia in casa Ferrari più di un interrogativo su cui riflettere.

    Del resto, che la gara del monegasco sarebbe stata in salita lo si era intuito fin dal via.

    Nelle prime curve la SF-26 numero 16 è parsa subito in difficoltà sotto il profilo tecnico e prestazionale, scivolando rapidamente dalla seconda alla quarta posizione.

    La musica non è cambiata con il passare dei giri: Leclerc ha dovuto fare i conti con un degrado degli pneumatici decisamente significativo e con il consueto feeling precario con l’impianto frenante.

    A pesare maggiormente, però, è stato l’ormai noto deficit di potenza della Power Unit.

    Oggi più che mai, la SF-26 ha evidenziato un gap evidente nei confronti dei diretti concorrenti, confermando come a Maranello ci sia ancora moltissimo lavoro da fare per provare, quantomeno, a ridurre una differenza che, allo stato attuale delle cose, sta pesando come un macigno sulla stagione della Rossa.

    Per Leclerc, invece, va in archivio uno dei week end probabilmente più complicati della sua esperienza al volante della Ferrari, a conferma di un rapporto con la SF-26 ancora tutto da capire e da costruire.

    Devo solo tenere la testa bassa, continuare a lavorare e provare a trovare la quadra di questa macchina “, ha dichiarato un Leclerc visibilmente deluso ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia.

    Il gap di motore è colmabile, ma al momento facciamo tanta fatica. In tutte le battaglie che ho avuto, sia con le Red Bull sia con le Mercedes, c’era ben poco da fare. Oggi, comunque, il problema non è stato solo il motore: il passo, particolarmente per me, non c’era. Penso che, in generale, come squadra abbiamo fatto più fatica rispetto a Barcellona, e io ancora di più “.

  • Leclerc: “Russell ha seguito il regolamento. È la gestione di quanto successo che va discussa”

    Leclerc: “Russell ha seguito il regolamento. È la gestione di quanto successo che va discussa”

    A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

    E, francamente, sforzarsi di non trarre conclusioni affrettate dopo quanto osservato nelle qualifiche del Gran Premio d’Austria risulta alquanto complicato, soprattutto alla luce dei continui richiami a etica, sicurezza e responsabilità che il mondo politico della Formula 1 ha fatto propri nel corso degli anni.

    La pole position conquistata da George Russell – che, sia chiaro, dal canto suo non ha fatto altro che attenersi al regolamento – ottenuta in regime di bandiera gialla con Max Verstappen fermo a bordo pista dopo l’impatto con le barriere, assesta una pesante spallata a tre pilastri sui quali questo sport sostiene di fondarsi: etica, sicurezza e responsabilità.

    Tre principi che, dopo quanto accaduto, escono inevitabilmente ridimensionati e che, soprattutto, rischiano di creare un precedente tutt’altro che trascurabile in vista di situazioni analoghe che potrebbero ripresentarsi in futuro.

    In tutto questo, a farne le spese è stato Charles Leclerc. Il monegasco ha messo insieme un ultimo tentativo in Q3 di altissimo livello che, per qualche secondo, ha fatto assaporare al popolo ferrarista il gusto della pole position, prima che tutto sfumasse sul più bello, dando inevitabilmente il via a un acceso dibattito destinato a protrarsi anche nelle prossime ore.

    Non sono arrabbiato né con George né con nessun altro ” – ha esordito Leclerc ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia – “Se era una singola bandiera gialla e George ha rallentato abbastanza, non ci possiamo fare nulla. Il discorso cambia se mi chiedi se sono sorpreso che quell’incidente sia stato gestito soltanto con una singola bandiera gialla. Non l’ho ancora rivisto, però rientrando ai box ho visto la macchina di Max ed era un incidente significativo. Credo quindi che la discussione debba essere più su questo che su quello che ha fatto George “.

    Sul fronte tecnico, invece, la SF-26 si è mostrata decisamente più competitiva rispetto a quanto visto nelle prove libere.

    Un passo avanti evidente, anche se non ancora sufficiente per restituire al numero 16 quella fiducia totale che ricerca al volante:

    Dire che sono contento è un parolone, però sono un po’ più soddisfatto. In qualifica il feeling non è stato quello di quando sali in macchina sapendo di poter andare forte. Le ultime due gare non sono andate bene e me le sono portate dietro anche nell’approccio a questo fine settimana. Volevo semplicemente vivere un week-end pulito e in Q3 non te la senti di fare un giro che ha il 70% di possibilità di riuscire e il 30% di non riuscire “.

  • Villeneuve: “Ferrari, rinnovare Leclerc non è stata una buona idea”

    Villeneuve: “Ferrari, rinnovare Leclerc non è stata una buona idea”

    Se Lewis Hamilton sta attraversando il momento più brillante della sua avventura in Ferrari, dall’altra parte del box la situazione di Charles Leclerc appare decisamente più complessa.

    I due ritiri consecutivi tra Monte-Carlo e Barcellona, pur arrivati per cause non dipendenti da lui, hanno pesato sia sulla classifica che sul morale del monegasco che, dopo anni da punto di riferimento della Scuderia, si trova ora a convivere con un Hamilton rigenerato e sempre più centrale nel progetto Ferrari.

    Il rinnovo pluriennale sottoscritto con la Rossa alla vigilia del Gran Premio di Monaco rappresenta comunque un segnale forte.

    Da una parte il Cavallino ha confermato la piena fiducia nel talento di Leclerc, dall’altra il numero 16 ha ribadito la volontà di continuare a inseguire quel titolo iridato che, dopo tanti bocconi amari, sarebbe il giusto coronamento del suo percorso a Maranello.

    Eppure, il prolungamento del rapporto tra Leclerc e la Ferrari continua a far discutere nel paddock, soprattutto in virtù del momento delicato del monegasco e della crescita costante di Hamilton all’interno della squadra.

    Tra le voci più critiche c’è quella di Jacques Villeneuve che, intervenuto a Sky Sports F1 UK nel corso del programma The F1 Show, ha espresso i propri dubbi:

    La Ferrari ha appena rinnovato il contratto di Leclerc, perciò ora come sarà stimolato? Non credo sia stata una buona idea. A Barcellona abbiamo visto le prime crepe, perché Charles non accettava di stare dietro a Hamilton in un week-end “.

    L’ex pilota canadese ha poi approfondito il suo punto di vista, sottolineando come Leclerc sia ormai nella fase più matura della propria carriera:

    In questo sport sei considerato vecchio a 28 anni, ma non tanto per l’età quanto per l’esperienza, e lui dovrebbe essere al picco della sua forma. Si può sempre imparare, adesso deve fare dei piccoli aggiustamenti e costruire un team attorno a sé, anche se forse ora è troppo tardi, perché c’è qualcun altro che si sta insediando. Con Vettel aveva vita facile, vedremo ora come reagirà“.

  • Ferrari da Mondiale? Vasseur resta cauto: “Tre settimane fa volevate licenziare metà del team”

    Ferrari da Mondiale? Vasseur resta cauto: “Tre settimane fa volevate licenziare metà del team”

    La prima storica vittoria di Lewis Hamilton al volante della Ferrari, conquistata domenica scorsa a Barcellona, ha inevitabilmente riacceso le speranze iridate del Cavallino Rampante e dei suoi tifosi.

    Dopo un 2025 complicato e ricco di difficoltà, la stagione in corso sembra aver restituito nuova energia al team di Maranello.

    Senza grandi proclami alla vigilia, ma attraverso un lavoro costante e metodico, la Rossa ha saputo costruire basi solide grazie a una ritrovata coesione interna e a una monoposto, la SF-26, che sotto la guida tecnica di Loic Serra si sta rivelando una vettura competitiva, affidabile e in costante crescita.

    Tuttavia, una vittoria, per quanto netta e speciale, non è sufficiente per legittimare ambizioni iridate.

    In questa fase della stagione è fondamentale mantenere i piedi per terra ed evitare facili entusiasmi, soprattutto alla luce delle tante illusioni e delle successive delusioni che hanno segnato la storia recente del Cavallino.

    Emblematico, in questo senso, quanto accaduto nel dopo gara catalano.

    Durante un’intervista concessa a Sky Sports F1 UK, il team principal della Ferrari, Frederic Vasseur, è stato incalzato da Jacques Villeneuve.

    L’ex pilota canadese gli ha domandato se, dopo il successo di Barcellona, il team avrebbe modificato il proprio approccio, alzando l’asticella per scalzare Mercedes dal “trono”.

    La replica di Vasseur è stata immediata e tagliente:

    Questo lo dici tu. Io non ho mai detto di voler essere il migliore degli altri o qualcosa del genere. Siamo qui per dare il massimo. Tre o quattro settimane fa dicevate che avrei dovuto licenziare metà del team. Questo dimostra che bisogna mantenere la calma. Oggi non siamo Campioni del Mondo e affronteremo la gara in Austria esattamente come abbiamo affrontato quella di Barcellona “.