Autore: Simone Pietro Zazza

  • Aston Martin, Ungheria e Gran Bretagna decideranno il futuro della AMR26

    Aston Martin, Ungheria e Gran Bretagna decideranno il futuro della AMR26

    Quando Aston Martin annunciò l’ingaggio di Adrian Newey, in pochissimi nutrivano dubbi sul potenziale che il team di Silverstone avrebbe potuto esprimere nel corso del 2026.

    Contro ogni pronostico, tuttavia, il progetto AMR26 si è rivelato finora un autentico fallimento sotto ogni punto di vista.

    Sin dai test di inizio anno erano emerse enormi criticità legate alla Power Unit Honda, ma con il passare dei Gran Premi il dito è stato puntato anche sulle caratteristiche tecniche della monoposto progettata da Newey.

    A confermarlo è stata la tappa di Monaco, pista sulla quale Fernando Alonso e Lance Stroll hanno chiuso le qualifiche in ultima fila, staccati di un secondo anche dalla Cadillac.

    Il singolo punto portato a casa dallo spagnolo nel Principato è stato solo il frutto del rocambolesco valzer di penalità e ritiri che ha stravolto l’ordine d’arrivo.

    La successiva trasferta di Barcellona, conclusa con un doppio ritiro, ha immediatamente riportato l’Aston Martin nella dimensione avvilente in cui si trova dall’inizio del campionato.

    La scuderia britannica cerca ora di guardare al futuro per uscire dalla crisi in cui è piombata, mirando anche a scacciare le indiscrezioni su un possibile addio di Alonso in favore dell’Alpine di Flavio Briatore.

    Come riportato da Motorsport.com Italia, i tecnici capitanati da Newey starebbero deliberando un ingente pacchetto evolutivo da introdurre in Ungheria.

    Si tratterebbe di una vera e propria “versione B” della AMR26, con la quale si cercherà di esasperare i concetti aerodinamici che finora non hanno pagato.

    Al momento sulle vetture non sono state deliberate novità sostanziali per un motivo preciso: a Silverstone si attende il parallelo salto in avanti del propulsore Honda.

    Il colosso di Sakura, sempre in vista della trasferta di Budapest, potrebbe sfruttare il regolamento ADUO per introdurre i due aggiornamenti consentiti in un’unica soluzione, con l’intento di garantire uno step di potenza significativo.

    Se i programmi di entrambe le parti dovessero rispettare le tempistiche, dall’Ungheria potrebbe iniziare una seconda stagione per l’Aston Martin: un cammino forse ancora lontano dagli obiettivi iridati originari, ma certamente più decoroso rispetto a quanto mostrato finora.

  • Hamilton: “Mi sono rialzato, ora posso dare la caccia a Kimi e vincere il Campionato”

    Hamilton: “Mi sono rialzato, ora posso dare la caccia a Kimi e vincere il Campionato”

    La tanto attesa prima vittoria della stagione 2026 della Scuderia Ferrari è ufficialmente rinviata a data da destinarsi: sull’asfalto di Monaco, apparentemente territorio di caccia delle due SF-26, il dominio annichilente di Antonelli non è mai stato messo in dubbio da nessuno, nemmeno dai due Alfieri della Rossa.

    L’unica vettura del Cavallino Rampante giunta al traguardo è quella di Hamilton, autore di un ottimo fine settimana, il quale gli è valso il secondo podio consecutivo dopo quello arpionato a Montreal.Il sette volte iridato, scattato dalla terza casella della griglia, è balzato subito alle spalle del Poleman Antonelli, a causa di un problema di affidabilità riscontrato sin dalla partenza da Verstappen.

    Da quel momento, il nativo di Stevenage ha dovuto lottare con la gestione degli pneumatici e con una penalità di 5 secondi inflittagli per aver superato il limite di velocità in Pitlane, scontata al pit stop aggiuntivo sfruttato in regime di Safety Car provocato dall’incidente di Stroll.

    La sanzione ha messo in seria discussione il piazzamento del ferrarista, incalzato fino all’ultimo cambio gomme dal compagno di squadra; dopo la ripartenza nel finale del Gran Premio, Hamilton non è mai riuscito a impensierire l’alieno Antonelli, gestendo fino alla bandiera a scacchi un secondo posto che rappresenta il risultato massimo per il 44, il quale sale sul podio di Monte-Carlo per l’ottava volta in carriera, eguagliando il mitico Ayrton Senna

    .Al termine della corsa il britannico, intervistato ai microfoni di Dazn Espana, ha manifestato una ritrovata fiducia, dichiarando di poter ancora ambire alla vittoria del Mondiale:

    Qualche gara fa mi sono detto di continuare a credere in me stesso. È stato uno dei momenti più difficili della mia vita. Dovevo riscoprirmi e rialzarmi. È incredibile. Abbiamo una gara la prossima settimana. Quindi, forza, manca ancora molto alla fine del campionato: non è finita e ora mi trovo in una posizione in cui posso dare la caccia a Kimi; non avrei mai pensato di trovarmi in questa posizione a questo punto. Quindi, devo fare in modo che la squadra sia con me e che si possa continuare a lottare lì davanti.”

  • Verstappen: “In partenza attenzione alle Ferrari, hanno sempre ottimi spunti”

    Verstappen: “In partenza attenzione alle Ferrari, hanno sempre ottimi spunti”

    Tra le tortuose vie del Principato di Monaco il manico del pilota fa spesso la differenza, e non a caso al termine delle qualifiche andate in scena ieri è emerso il solito Max Verstappen, capace di artigliare la seconda piazza in griglia a pochi centesimi dalla pole position del superlativo Antonelli.

    Il quattro volte iridato è stato autore di un giro pazzesco, con il quale ha sfiorato la partenza al palo nell’appuntamento più prestigioso dell’anno.

    Un risultato notevole se si considera che la RB22 gli ha regalato finora pochissime soddisfazioni, ma che tra le strade del Principato sembra aver trovato un buon livello di competitività, complice anche il quinto posto centrato dal compagno di squadra Hadjar.

    Che il fuoriclasse olandese sia pronto a sferrare la zampata appena si presenta l’occasione non costituisce una novità.

    Sarà interessante scoprire come proverà a sfruttare ogni minimo spiraglio per balzare in testa poiché Verstappen non si accontenterà della seconda posizione, nonostante le pochissime opportunità di sorpasso offerte dal tracciato monegasco.

    Nelle interviste di rito concesse a caldo, il pilota è apparso soddisfatto per la prima fila conquistata:

    Se qualcuno ieri mi avesse pronosticato una mia prima fila in qualifica, avrei accolto favorevolmente la previsione. Fino a questa mattina avevamo qualche problema con la macchina, e per questo arrivare a giocarsi la pole è stato molto positivo”.

    In vista della corsa, l’olandese ha mostrato un approccio più prudente, concentrandosi sulle possibili insidie che potrebbero arrivare alle sue spalle:

    “Partire con queste macchine è molto complesso, e dietro di noi abbiamo le due Ferrari che solitamente hanno sempre buoni spunti. Staremo a vedere cosa accadrà domani. Intanto mi godo questa giornata, soprattutto perché non è mai facile ottenere un buon tempo con queste vetture, viste le differenze di erogazione di potenza tra i vari punti del tracciato, e a Monaco è ancor più complesso, ma quando concludi un giro al limite è sempre appagante”.

  • Raikkonen: “Verstappen è un fenomeno, lo capii subito in Spagna nel 2016”

    Raikkonen: “Verstappen è un fenomeno, lo capii subito in Spagna nel 2016”

    In una stagione di Formula 1 finora tutt’altro che semplice, Max Verstappen si trova impegnato su molteplici fronti, dividendo il suo talento tra la pista e la “politica”.

    Il campione olandese ha più volte palesato la propria disapprovazione per l’attuale ciclo regolamentare introdotto nella massima categoria automobilistica a partire da quest’anno, un malcontento accentuato dalla scarsa competitività della RB22.

    Nonostante la vettura abbia compiuto alcuni passi in avanti negli ultimi due Gran Premi disputati, rimane al momento un’auto non all’altezza del talento di Hasselt.

    In ottica 2027, il quattro volte iridato sta premendo con forza per modificare le regole del prossimo futuro, minacciando persino il ritiro in caso di cambiamenti non in linea con le sue aspettative.

    In pista, però, appena ne ha l’occasione, il fuoriclasse della Red Bull sfoggia tutte le sue abilità: in Canada è arrivato il primo podio stagionale dopo una lotta straordinaria con Lewis Hamilton, ma è soprattutto fuori dai circuiti del calendario mondiale che Super Max compie imprese degne della sua fama, prima su tutte la recente prestazione sfoderata alla 24 Ore del Nurburgring.

    Verstappen non è certo un pilota che si lascia abbattere dal momento complesso che sta attraversando, come dimostra la sua costante ricerca di nuovi stimoli e sfide, un tratto caratteriale che lo rende unico nel panorama attuale.

    A riconoscere questa eccezionalità è anche chi ha avuto l’opportunità di duellare con lui fin dai suoi primi passi in Formula 1, ovvero l’ultimo Campione del Mondo Ferrari, Kimi Raikkonen.

    Iceman, in una recente intervista concessa a Quotidiano Nazionale, ha ricordato lo storico Gran Premio di Spagna del 2016, nel quale l’olandese centrò il primo dei 71 sigilli conquistati finora in carriera, proprio al suo esordio con la Red Bull dopo lo scambio di sedili con Daniil Kvyat.

    Verstappen? L’ho visto debuttare durante il mio secondo periodo come pilota Ferrari”, ha dichiarato Raikkonen. “Max è fenomenale, vinse la sua prima gara in Spagna di fronte a me, dieci anni fa. In quel momento realizzai che era nata una stella“.

  • Hamilton: “Potevo fare meglio nel Q3. Sono grato al team per gli sforzi fatti”

    Hamilton: “Potevo fare meglio nel Q3. Sono grato al team per gli sforzi fatti”

    Nel mese in cui i motori sono rimasti spenti a causa della guerra in Medio Oriente, le scuderie hanno lavorato sodo per introdurre nel Gran Premio di Miami un corposo pacchetto di aggiornamenti. Tra i team più produttivi si segnala la Ferrari: le novità introdotte sulla SF-26 hanno confermato la bontà del progetto di Maranello, sia sul fronte aerodinamico che su quello telaistico.In attesa del tanto agognato ADUO, Leclerc in Florida ha lottato per le primissime posizioni, sia nelle due qualifiche disputate grazie al formato Sprint, che nella gara del sabato. Chi è parso più in difficoltà, invece, è stato Lewis Hamilton, il quale ha concluso la Sprint in settima posizione, battuto anche da un Verstappen parso più in palla con la propria Red Bull, mentre nelle qualifiche ufficiali il sette volte Campione del Mondo ha chiuso in sesta piazza, non lontano in termini cronometrici dal terzo posto del compagno di squadra. Dopo la Sprint il britannico aveva di nuovo palesato le difficoltà provate al volante della vettura di Maranello. Nelle interviste di rito concesse dopo la qualifica, invece, nonostante il risultato non ottimale, il nativo di Stevenage ha manifestato un maggiore ottimismo in vista della gara di oggi, soprattutto grazie alle modifiche apportate all’assetto della propria SF-26:”Abbiamo cambiato diversi parametri sulla vettura prima delle qualifiche, e le sensazioni nell’abitacolo sono decisamente migliorate, soprattutto nel Q2, dove eravamo piuttosto competitivi. Nel Q3, invece, è stato più complicato spingere la macchina al limite, non sono riuscito a estrapolare il massimo della prestazione, e sono convinto che ci fosse margine per fare meglio. Sono veramente grato alla squadra per il duro lavoro svolto in fabbrica per portare gli aggiornamenti e anche per i progressi compiuti durante il fine settimana. Dobbiamo continuare a spingere insieme per estrarre ancora più potenziale dal nostro pacchetto“.

  • Leclerc: “Al simulatore svolgo sessioni da 8 o 9 ore, per me è come se stessi ai videogiochi”

    Leclerc: “Al simulatore svolgo sessioni da 8 o 9 ore, per me è come se stessi ai videogiochi”

    Da ormai diversi anni, il mondo delle corse fa sempre più affidamento sui simulatori per ottenere un numero maggiore di dati, utili ai team per conoscere in maniera più approfondita la vettura. Le corse virtuali, inoltre, sono diventate uno dei metodi più praticati dai piloti per allenarsi e mantenersi attivi anche nei periodi di stop, grazie anche al crescente numero di titoli pubblicati sul mercato videoludico.

    Max Verstappen è stato il pioniere di questa nuova tendenza del pilota a 360 gradi, disposto a gareggiare sia nella vita reale sia ai simulatori a distanza di poche ore da una sessione all’altra, o addirittura durante i periodi di pausa di un evento reale, come accaduto più volte nel corso dei Gran Premi di Formula 1.

    Nella recente intervista rilasciata al noto podcast “Passa dal BSMT”, Charles Leclerc ha sottolineato l’importanza della simulazione virtuale per un pilota di Formula 1, affermando: “Dopo ogni gara andiamo al simulatore, facciamo i test di correlazione, proviamo a individuare le piccole differenze con la realtà, per poi provare a cambiarle, tentando di rendere i riscontri del mondo virtuale più simili a quelli reali. Siamo arrivati al punto dove facciamo i piccoli cambiamenti che apportiamo nella vita reale e che testiamo una volta scesi in pista, e tutto ciò è veramente molto bello”.

    Il monegasco ha poi evidenziato la frequenza con cui si dedica ai videogiochi e al simulatore: “I videogiochi mi sono sempre piaciuti, durante il COVID giocavo parecchio, ma adesso, considerando anche il matrimonio, il tempo a disposizione si è ridotto parecchio. I giorni liberi non sono più tanti, e tendenzialmente sono al simulatore un giorno prima del Gran Premio e un giorno dopo, con sessioni di circa 8 o 9 ore. Prima ci prepariamo per il week-end vero e proprio, mentre dopo cerchiamo la correlazione tra mondo reale e virtuale. Ad ogni modo, per me usare il simulatore è gratificante ed è come se stessi videogiocando”.

  • Vasseur: “A Miami avremo praticamente una macchina nuova”

    Vasseur: “A Miami avremo praticamente una macchina nuova”

    Il miglioramento rispetto al 2025 è innegabile, ma la trasferta nipponica ha fornito alla Ferrari due riscontri lampanti: Mercedes continua a essere di un’altra categoria, e la McLaren, come al suo solito, pur iniziando in sordina, riesce week-end dopo week-end a indirizzare il proprio percorso di crescita nella giusta direzione.

    La scuderia inglese, seconda con Piastri a Suzuka, ha un potenziale di crescita enorme, sia dal punto di vista telaistico, sia nell’apprendimento della Power Unit Mercedes.

    A Maranello il buon inizio di stagione non deve far dormire sogni tranquilli, perché con un’agguerrita concorrenza le ambizioni di gloria possono svanire in un attimo.

    Ne è consapevole il team principal della Rossa, Frederic Vasseur, il quale, già nella giornata di sabato, aveva indicato Miami come tappa cruciale per quello che, a suo dire, sarebbe stato un nuovo inizio di campionato, ma nell’intervista concessa a Sky Sport F1 Italia dopo la corsa giapponese, il manager francese ha sottolineato di non aspettarsi solamente dalla propria squadra dei netti salti in avanti in Florida:

    Dobbiamo essere chiari: a Miami tutti porteranno delle novità e tutti potranno lavorare sui software, per questo ho detto che scatterà un nuovo campionato. Non saremo gli unici a lavorare tra Giappone e Miami. Sappiamo di avere delle criticità in rettilineo, ma per quello dovremo attendere l’ADUO. Le prestazioni, tuttavia, arrivano da tutte le componenti della macchina: gomme, aerodinamica, assetto, motore, e in questo mese dovremo dedicarci a ogni singolo dettaglio”.

    Per il manager di Draveil, nella lunga inaspettata pausa che separa la tappa nipponica dalla prima trasferta statunitense sarà cruciale spingere con gli aggiornamenti per cominciare ad assottigliare il divario con la Stella:

    “Siamo all’inizio di un nuovo ciclo tecnico, il margine di sviluppo è enorme. Stiamo lavorando su tutte le aree in vista del Gran Premio di Miami, come tutti del resto. Ma se vogliamo raggiungere e stare davanti a Mercedes dobbiamo fare un passo in avanti, ed è per quello che stiamo lavorando”.

  • “In F1 non avvengono miracoli. Speriamo in una seconda metà di 2026 diversa”

    “In F1 non avvengono miracoli. Speriamo in una seconda metà di 2026 diversa”

    Quando nello shakedown di Barcellona la prima Aston Martin firmata Adrian Newey scese in pista, in molti predissero una monoposto competitiva e all’altezza del nome del geniale ingegnere britannico.

    Nel giro di qualche settimana, tuttavia, sono emerse tutte le criticità di un progetto che, alla luce dei fatti, è nato in maniera disastrosa, in uno scenario da incubo semplicemente lontano anche dai peggiori pronostici della vigilia.

    Con una vettura fragile, lenta e con evidenti problemi strutturali, al momento la AMR26 è praticamente una vettura fantasma, il cui unico obiettivo è quello di girare il più possibile per fornire ulteriori dati ai tecnici di Aston Martin per provare a uscire da un abisso quantomai profondo.

    In Giappone, finora, le cose non sono andate diversamente: Alonso e Stroll, dopo le qualifiche disputate nel sabato di Suzuka, occupano le ultime due posizioni della griglia di partenza, e le loro ambizioni sono praticamente nulle in vista della gara.

    Proprio il due volte iridato iberico, in un’intervista concessa a DAZN Spagna, ha palesato tutta la propria disillusione, non solo per la corsa nipponica, ma in generale per il prosieguo di un 2026 che si preannuncia tremendo:

    “Le prime due gare sono state difficili, così come il week-end qui in Giappone finora, ma lo saranno anche le prossime 10 gare e quelle dopo ancora, perché non ci saranno cambiamenti. Il team sta lavorando duramente, ma in F1 non avvengono miracoli da un Gran Premio all’altro. Cercheremo di spingere al massimo, speriamo che nella seconda metà del 2026 le cose possano andare un po’ meglio”.

    In una situazione drastica come quella di Aston Martin, è difficile comprendere quale sia la direzione adottata dal team, poiché spingere troppo implicherebbe problemi tecnici al momento irrisolvibili.

    Tuttavia, il nativo di Oviedo non ha dubbi sulla strategia che adotterebbe:

    “Un team come McLaren ha riscontrato finora diversi problemi, ma quando scendono in pista sono competitivi. Preferisco di gran lunga quel modello, poiché avere un week-end affidabile, ritrovandosi però nelle retrovie, francamente, non dà alcuna soddisfazione”.

  • Bearman, gara sontuosa a Shangai

    Bearman, gara sontuosa a Shangai

    A Shanghai, mentre le luci della ribalta si accendevano per la prima vittoria di Andrea Kimi Antonelli e il primo podio ferrarista di Lewis Hamilton, la cronaca ha finito per trascurare la prova di forza del “primo degli altri”.

    Parliamo di Oliver Bearman, pilota Haas formato dalla Ferrari che, alla sua seconda stagione in Formula 1, sta palesando una crescita formidabile che, unita all’innegabile talento, lo rende uno dei prospetti futuri più interessanti da seguire.

    Dopo il magistrale quarto posto ottenuto in Messico lo scorso anno, il britannico ha replicato una grande prestazione, sfruttando l’uscita di scena di Max Verstappen e la clamorosa mancata partenza di entrambe le McLaren.

    Il fenomeno del vivaio della Rossa, dopo essere scattato dalla decima posizione, con un primo giro fulmineo è risalito fino alla sesta piazza, e nel duello con la Red Bull di Isack Hadjar ha schivato miracolosamente la monoposto del francese finito in testacoda con un riflesso degno di nota in Curva 13.

    L’episodio ha fatto perdere tempo prezioso all’alfiere della Haas, retrocesso fino al tredicesimo posto, ma la Safety Car provocata dal ritiro di Stroll ha favorito la rimonta del numero 87, il quale ha sfruttato perfettamente la strategia e il potenziale della propria vettura, gestendo magistralmente il passo gara fino alla bandiera a scacchi, centrando un quinto posto prezioso tanto per lui quanto per il team statunitense.

    Con un ruolo di prospetto sempre più acclamato, Bearman guarda al futuro con i migliori auspici, godendosi il piazzamento della trasferta cinese con entusiasmo, come palesato nelle interviste rilasciate ai media nel dopogara, nelle quali ha affermato:

    All’inizio siamo finiti parecchio indietro. Nei giri successivi sono riuscito a superare alcune vetture; poi la Safety Car è entrata in pista nel momento perfetto, e questo ci ha consentito di pareggiare i conti con la sfortuna iniziale. Da quel momento penso di aver fatto una bella gara, effettuando altri sorpassi in pista. La macchina era veramente veloce, quindi oggi c’è tanto da sorridere”.

  • Russell: “In partenza occhio ai ragazzi in rosso”

    Russell: “In partenza occhio ai ragazzi in rosso”

    Il passo mostrato sul giro secco, già evidente in Australia e confermato nelle qualifiche Sprint in Cina, ha ribadito la superiorità tecnica della W17.

    Tuttavia, dietro le prestazioni cronometriche, sembra nascondersi l’insidia dell’affidabilità: dopo le sostituzioni preventive sulla Power Unit di George Russell a Melbourne, un nuovo allarme è scattato nel Q3 di Shanghai, quando la vettura numero 63 si è improvvisamente arrestata a centro pista per un problema al cambio.

    Nonostante il brivido, l’inglese è riuscito a riavviare la monoposto e a rientrare ai box, tornando in pista per un unico, disperato tentativo allo scadere del tempo. Il risultato è una prova di forza: Russell ha strappato il secondo posto in griglia, blindando una prima fila tutta Mercedes.

    Al termine della sessione, il pilota ha analizzato così le difficoltà incontrate:

    “In questa qualifica abbiamo dovuto limitare i danni, prima nel Q2 per un problema all’ala anteriore, poi nel Q3 quando la macchina si è fermata in mezzo al tracciato. Sono riuscito a ripartire, ma non potevo cambiare marcia. Ho iniziato il mio unico tentativo con la batteria scarica e senza aver preparato bene le gomme; nel complesso la seconda piazza è un ottimo risultato, poteva andare decisamente peggio. Kimi ha svolto un lavoro formidabile, sono molto fiero di lui”.

    Per la gara di domani, Russell non nasconde però la preoccupazione per la minaccia Ferrari. La coppia di Maranello, pronta a scattare dalla seconda fila, rappresenta l’ostacolo principale verso la vittoria:

    “Dobbiamo sempre tenere in conto i ragazzi in rosso: in partenza sono velocissimi e sono sicuro che Lewis sarà parecchio combattivo. Il nostro obiettivo sarà concentrarci su una gara pulita, offrendo al contempo un bello spettacolo ai tifosi. Vedremo cosa saremo in grado di fare”.