Autore: Valentina Cardellino

  • Hamilton dubbioso: “Non capisco questo regolamento”

    Hamilton dubbioso: “Non capisco questo regolamento”

    Il Gran Premio andato in scena in mattinata fra i ciliegi in fiore del Giappone ha regalato a tifosi e addetti ai lavori un numero di emozioni rimasto confinato tra la lotta intestina avente come protagoniste le due Ferrari e, in maniera particolare, lo show portato sul circuito di Suzuka da Charles Leclerc, autore di una serie di sorpassi da manuale.

    Le stesse micce prestazionali non sono state accese, al contrario, dal suo compagno di squadra, con un Lewis Hamilton che, nonostante il sesto posto in classifica finale a fare da suo risultato migliore degli ultimi tre anni sul tracciato nipponico, non è stato in grado di andare oltre la semplice gestione di gara per difendere la propria posizione a causa della scarsa performance che la sua Power Unit è sembrata offrirgli, soprattutto dal secondo stint in avanti.

    Non c’è quindi da stupirsi se dalle dichiarazioni rilasciate dal sette volte Campione del Mondo al termine del terzo appuntamento stagionale non traspare altro se non il suo totale soccombere a un senso di amara impotenza: la stessa, stando alle parole dell’alfiere britannico, di cui è stata vittima inerme anche la sua vettura.

    “Nel complesso, è stato tutto abbastanza terribile perché ero terzo e ho solo iniziato ad andare indietro, quindi devo capire dove stavo perdendo tutta quella potenza. Fin dall’inizio non riuscivo a tenere il passo degli altri, ho dovuto difendermi per tutto il tempo”.

    “In qualche modo oggi Charles aveva più potenza di me, con la stessa macchina. Quindi devo capire il perché. Lui ha fatto un buon lavoro per arrivare al terzo posto, ma mi mancava potenza”, ha aggiunto Lewis in zona mista.

    A preoccupare maggiormente l’epta-iridato di Stevenage, però, è il futuro prossimo verso cui la sua numero 44 si sta inevitabilmente e rapidamente dirigendo e all’interno del quale, Hamilton si auspica, ad aspettarlo ci sarà una maggiore comprensione di quelli che sono i nuovi meccanismi della classe regina accompagnata da un motore migliorato, su cui il Cavallino Rampante spera di poter mettere la firma, grazie anche all’ausilio dell’ADUO, entro il week-end di Miami:

    “Non capisco questo regolamento: gestisco la batteria dove mi chiedono di farlo, ma per qualche ragione poi mi manca potenza. Non so cosa e quanto si possa fare in un mese, ma speriamo di poter avere un motore nuovo entro Miami e poi vedremo cosa riusciremo a fare in quel momento”.

  • Leclerc cauto: “Noi più lontani da Mercedes di quanto sembra: la vittoria è difficile da centrare”

    Leclerc cauto: “Noi più lontani da Mercedes di quanto sembra: la vittoria è difficile da centrare”

    I primi due appuntamenti di questa stagione hanno presentato allo sguardo scrutatore degli appassionati una situazione che, almeno per quanto riguarda le posizioni al vertice, sembrerebbe volerci comunicare che la lotta da seguire più da vicino sarà quella che avrà come protagoniste una Mercedes al top della forma e una Ferrari che, seppur con un distacco prestazionale non trascurabile, tenta di tenerne il passo.

    Questa tendenza è facilmente individuabile soprattutto nei risultati che il Gran Premio d’Australia e quello di Cina hanno fatto registrare, con una Rossa che, in entrambe le occasioni, ha centrato quel terzo gradino del podio lasciato alla mercé della competizione da parte delle Frecce d’Argento soltanto perché la Federazione Internazionale non permette alle scuderie di far scendere in pista con i propri colori più di due alfieri.

    Nonostante il notevole sforzo compiuto da Lewis Hamilton e da Charles Leclerc per evitare che i colleghi di Brackley acquisiscano un vantaggio spropositato in una fase tanto prematura della stagione, la monoposto del Cavallino Rampante sembrerebbe trovarsi in una condizione di inferiorità rispetto alla W17 che non è da relegarsi solamente a una nuova era a cui gli uomini di Maranello devono ancora adattarsi.

    Stando alle dichiarazioni rilasciate dal numero 16 durante la conferenza stampa che ha preceduto il fine settimana di Suzuka, infatti, il gap che separa il suo team di appartenenza da quello tedesco non è così esiguo come spesso gli addetti ai lavori tendono a descriverlo, ma è, al contrario, ancora tutto da scoprire nella sua dimensione effettiva:

    “Non credo che siamo così vicini come forse la gente pensa. Ovviamente nelle prime gare vediamo molte lotte tra le vetture, il che in realtà è piuttosto bello, ma non appena sei un po’ fuori dalla zona ottimale con queste vetture perdi molto tempo sul giro. Quindi la nostra unica possibilità di stare al loro passo è quella di dar loro fastidio nei primi giri, ma non appena loro hanno aria libera, come hanno dimostrato nell’ultima gara, mostrano il loro vero ritmo, e penso che ci siano ancora quei quattro o cinque decimi che abbiamo visto in queste prime due gare”.

    Il monegasco di casa Ferrari ha, quindi, voluto invitare alla pazienza, accennando ad alcune modifiche a cui la SF-26 si assoggetterà nel futuro prossimo, ma dalle quali né gli uomini della Rossa né gli alfieri stessi prevedono scaturire miglioramenti tali da colmare interamente il divario che li separa dall’entrare propriamente in lotta per il titolo o, perlomeno, per la conquista del gradino più alto del podio:

    “Per ora siamo in una posizione discreta, ma ovviamente non siamo qui solo per salire sul podio. Vogliamo vincere delle gare, cosa che al momento sembra molto difficile perché la Mercedes è a un livello molto alto. Ma stiamo lavorando molto duramente e soprattutto il personale in fabbrica sta lavorando con grande impegno per apportare aggiornamenti il prima possibile. So che ci sono diverse novità in arrivo: se questo farà la differenza o meno non lo so e sono abbastanza sicuro che nemmeno gli altri si stiano prendendo una pausa, quindi sarà dura”.

  • Ocon durissimo: “Anche noi vogliamo più sorpassi, ma questo è solo caos”.

    Ocon durissimo: “Anche noi vogliamo più sorpassi, ma questo è solo caos”.

    I cambiamenti apportati dalla Federazione Internazionale alle Power Unit delle vetture della nuova generazione hanno scatenato una tempesta di opinioni che, in maniera particolare a seguito dei primi due appuntamenti della stagione, ha visto lo svilupparsi di non poche perplessità in buona parte dei tifosi e delle stesse personalità di spicco della classe regina.

    La necessità da parte delle monoposto di gestire i livelli di potenza elettrica a loro disposizione è arrivata a tradursi in non poche occasioni in una situazione di sorpasso e contro-sorpasso non gradita dai puristi della categoria, convinti che questa dinamica non faccia altro che rendere ampiamente prevedibile il tornaconto delle mosse degli alfieri.

    Ad aggiungersi a tali voci oppositive è stato anche Esteban Ocon, protagonista di un avvio di stagione poco brillante che non gli ha comunque vietato di esporsi, ai microfoni di RacingNews365, a sfavore del clima che tali normative hanno contribuito a costruire:

    “Non si tratta di go-kart: anche noi vogliamo più sorpassi, ma questo è solo caos. Non puoi mai effettivamente preparare un sorpasso e, se ci riesci, verrai sorpassato a tua volta: non si riesce a consolidare la posizione”.

    Il pilota di casa Haas ha poi voluto mettere l’accento sul rinnovarsi e rigenerarsi del gap prestazionale tra le diverse scuderie, alimentato da un regolamento che, a sua detta, tutto è stato in grado di fare fuorchè donarci uno scontro in pista degno di essere definito tale.

    “È difficile definirla una battaglia giusta, soprattutto tra i diversi team: alcuni riescono a sfruttare di più il deployment, altri sono molto più veloci nelle curve. È un sistema che crea grandissime differenze”.