Autore: Claudio Brembati

  • Verstappen: “A fine stagione credo che andrò in Tibet a meditare come Buddha per due mesi”

    Verstappen: “A fine stagione credo che andrò in Tibet a meditare come Buddha per due mesi”

    Nel torrido sabato di Spielberg, il Red Bull Ring ha tenuto il fiato sospeso. Max Verstappen ha rischiato l’eliminazione nel Q2 del Gran Premio d’Austria sul circuito di casa, salvandosi per appena 40 millesimi dopo aver scelto di restare ai box nel finale della sessione. 

    Un azzardo che gli ha comunque permesso di conservare due treni di gomme nuove per l’assalto decisivo.

    Nel Q3, dopo aver fatto segnare un tempo che gli avrebbe garantito la terza piazzola in griglia, l’olandese ha perso improvvisamente il controllo della vettura alla penultima curva, impattando contro le barriere e provocando una bandiera gialla che ha scatenato accese polemiche. 

    Sebbene inizialmente si pensasse a una sbavatura, le analisi successive hanno escluso l’errore di guida: a causare l’incidente è stato un problema all’ala posteriore, rimasta aperta a fine rettilineo, con una conseguente e totale perdita di carico aerodinamico al retrotreno.

    Nel post-qualifica, il pilota aveva descritto così l’accaduto: 

    “È un peccato, realisticamente sarei potuto essere terzo. Non sono sicuro di cosa sia successo, ho avvertito un forte sovrasterzo alla Curva 6 e poi la macchina è andata via completamente. Dobbiamo controllare l’ala posteriore, si è sentita una cosa davvero strana. A fine stagione credo che andrò in Tibet a meditare come Buddha per due mesi”.

    Verstappen si è poi espresso sul pacchetto di aggiornamenti introdotto sulla vettura:

    “La maggior parte delle novità funziona, ma ci sono dettagli da sistemare. Su un tracciato così corto i distacchi si riducono, ma la Mercedes resta più rapida di noi nelle curve veloci, ci manca ancora qualcosa”.

    Per la gara, che lo vedrà scattare dalla quinta posizione, la sua analisi sulla possibilità di rimontare e lottare per il podio è rimasta legata a un unico, fondamentale fattore: “Sarà possibile solo se le gomme terranno bene”.

  • Antonelli: “Nel terzo stint volavo. Avrei voluto cercare di passare Russell senza pensare al titolo”

    Antonelli: “Nel terzo stint volavo. Avrei voluto cercare di passare Russell senza pensare al titolo”

    Il Gran Premio d’Austria, ottavo appuntamento del Campionato del Mondo, ha rappresentato per Andrea Kimi Antonelli il primo appuntamento in chiaroscuro della stagione, se comparato all’inizio incredibilmente scintillante.

    Dopo la beffa della bandiera gialla in qualifica, il pilota bolognese ha avuto una partenza molto complicata, andando lungo per ben due volte in frenata nel corso del secondo giro, nel tentativo di attaccare Leclerc.

    Ceduta la posizione sia al monegasco sia a Verstappen, la gara del giovane talento della Mercedes si è trasformata in una lunga rimonta nella quale è stato spesso il più veloce in pista.

    I giri finali hanno visto il classe 2006 all’arrembaggio, capace di arrivare a meno di un secondo da Verstappen – in seconda posizione dietro a Russell – per poi doversi accontentare del terzo gradino del podio.

    La delusione del pilota italiano era particolarmente percepibile nelle dichiarazioni rilasciate a Sky Sport F1 Italia nelle quali ha espresso il suo rammarico con queste parole:

    “Oggi ho fatto molta fatica con i freni soprattutto a inizio gara, ma anche per tutto il resto del tempo. Ho avuto a lungo i freni molto più caldi da una parte, quindi la macchina in frenata tirava un po’ a destra e anche il pedale era abbastanza lungo. Ho fatto fatica, ho bloccato molto spesso perdendo un sacco di tempo. È un peccato perché senza questi problemi gli ultimi giri sarebbero stati diversi”.

    Conscio di aver potuto ambire a un risultato nettamente migliore, Antonelli ha così sintetizzato la sua gara:

    “Nel primo stint ho fatto molta fatica, nel secondo stint mi sono sentito meglio in macchina e, infine, nel terzo credo di essere andato veramente forte. Nel finale, se avessi avuto più passo e la giusta opportunità ci avrei provato sicuramente senza pensare al campionato”.

  • Briatore: “Riteniamo Gasly uno dei sei migliori piloti in griglia”

    Briatore: “Riteniamo Gasly uno dei sei migliori piloti in griglia”

    Flavio Briatore, oggi Executive Advisor di Alpine, è indubbiamente – per quanto discutibile – la persona responsabile della crescita del team con sede a Enstone in questo 2026.

    Con lo stesso team il manager cuneese ha un rapporto stretto fin dagli anni Novanta, quando guidò i successi di quello che allora era il team Benetton F1.

    In una recente intervista rilasciata al podcast Beyond the Grid, Briatore ha spiegato i progressi effettuati finora con queste parole:

    “Abbiamo già il doppio dei punti raccolti nella scorsa stagione grazie all’accordo con Mercedes. Ha cambiato molto le nostre prestazioni in pista. Ora è il momento di ricostruire il team e la motivazione, assicurarsi che le persone facciano il lavoro giusto, che siano motivate, che tutto sia trasparente e non vi siano più cose tenute segrete come in passato”.

    Interrogato sugli obiettivi temporali per tornare al vertice – messi in relazione con quanto dichiarato da Laurent Rossi, che lo ha preceduto e avrebbe voluto un team di successo in cento gare – il navigato imprenditore ha risposto con schiettezza: “Non ho un orizzonte temporale. Non conosco affatto Rossi, non gli ho mai parlato. Non so di cosa stia parlando, ma qualunque cosa stesse dicendo era sbagliata”.

    Briatore si è in seguito soffermato a lungo sulla coppia di piloti in forza all’Alpine, analizzando con lucidità la situazione attuale:

    “Il problema in questo momento non sono i piloti: il problema è avere prestazioni dalla macchina. Nel momento in cui hai le prestazioni, cerchi un pilota. Abbiamo rinnovato Pierre Gasly perché credo che sia uno dei migliori sei in assoluto, mentre Colapinto sta migliorando molto: mentalmente, tecnicamente e nel rapporto con il team. Abbiamo fatto molto lavoro con Franco e ora, poco a poco, la fiducia cresce”.

    In merito al giovane pilota argentino, Tom Clarkson ha pungolato Briatore ricordandogli le dichiarazioni apparse nel format Netflix Drive to Survive, in cui zittì perentoriamente il proprio alfiere additandolo come il problema. Lungi dall’essersi pentito di quel comportamento, il navigato manager ha spiegato:

    “Non sono pentito. C’è sempre questa sensazione che il pilota sia intoccabile e che si debba essere molto attenti nel parlare con loro, ma non è così. I meccanici lavorano giorno e notte. Ci sono mille persone che lavorano per i piloti e, per me, il pilota è come l’amministratore delegato dell’azienda: deve portare risultati al team. Oggi Franco sta andando bene, ma all’epoca era un problema, e gliel’ho detto”.

  • Audi, che reattività: la prima Power Unit ADUO ha debuttato a Barcellona!

    Audi, che reattività: la prima Power Unit ADUO ha debuttato a Barcellona!

    Uno dei punti più sorprendenti del controverso regolamento ADUO – debuttato quest’anno assieme all’attuale generazione di Power Unit – riguarda le tempistiche di introduzione degli aggiornamenti addizionali.

    Nel testo diramato dalla FIA si legge chiaramente che, dopo la fine del periodo di valutazione, l’aggiornamento proposto dal team beneficiario deve essere sottoposto alla Federazione con un apposito dossier e, una volta approvato, può essere introdotto a partire dalla prima gara successiva alla concessione di ADUO — ovvero il Gran Premio di Barcellona.

    In questo scenario, mentre la Ferrari ha pianificato l’introduzione della sua prima specifica ADUO a Spielberg, un altro costruttore è stato altrettanto reattivo nel centrare la prima finestra utile concessa dal regolamento.

    Secondo quanto scritto da Roberto Chinchero nel suo recente articolo pubblicato su Motorsport.com Italia, l’Audi ha sostituito il motore termico e il turbo – oltre ad altri elementi ausiliari – ma non si sarebbe trattato di una mera sostituzione di routine, quanto dell’introduzione di una nuova e aggiornata specifica concepita in funzione della concessione ADUO.

    Si tratterebbe quindi di una reazione davvero fulminea, pianificata nei minimi dettagli con grande anticipo: i dossier sono stati sottoposti alla FIA con tempismo e le Power Unit preparate prima del Gran Premio, in attesa dell’approvazione.

    Uno sforzo notevole e ammirevole da parte di un team che ha molta strada da percorrere per arrivare alla vetta, ma che sta dimostrando grande determinazione.

  • Red Bull, in Austria arrivano gli upgrade che dovranno convincere Verstappen a restare

    Red Bull, in Austria arrivano gli upgrade che dovranno convincere Verstappen a restare

    Lasciatasi alle spalle il fine settimana di Barcellona, chiuso senza infamia e senza lode ma lontano dalle posizioni che contano, la Red Bull ha ora di fronte a sé la gara di casa, che si disputerà proprio questo week-end in Austria.

    La monoposto di Milton Keynes, per quanto sorprendentemente dotata della power unit di riferimento – almeno per quanto riguarda il motore termico – ha faticato sin dall’inizio della stagione a inserirsi tra le prime posizioni, principalmente a causa del considerevole sforamento del peso minimo.

    Se è vero che i numerosi aggiornamenti introdotti a Miami hanno parzialmente migliorato la competitività della RB22, è altrettanto vero che la vettura anglo-austriaca è ancora lontana dalla vetta e ha consentito a un campione del calibro di Max Verstappen di ottenere un solo podio, in Canada, e un mesto settimo posto in classifica generale.

    Secondo quanto riportato da Erik van Haren sul De Telegraaf, la Red Bull porterà in occasione del Gran Premio d’Austria un secondo corposo pacchetto di aggiornamenti, volto a migliorare le performance generali e a riportare finalmente la RB22 entro i limiti di peso.

    Sebbene i vertici della scuderia non si aspettino di ricucire immediatamente il divario che attualmente li separa da Mercedes e Ferrari, è evidente che a Milton Keynes vi sia un grande desiderio di ben figurare davanti al pubblico di casa, soprattutto perché, per la prima volta, le monoposto saranno spinte da una Power Unit fabbricata interamente in casa.

    Ma non è tutto: secondo il ben informato giornalista olandese, gli aggiornamenti sarebbero necessari non solo per raddrizzare una stagione molto difficile, ma anche per convincere Max Verstappen a rimanere in squadra nel 2027, rinunciando a esercitare alcune clausole contrattuali legate alle prestazioni del team che gli permetterebbero di svincolarsi prima della scadenza naturale del contratto, fissata nel 2028.

  • Honda ammette: “Il ritiro annunciato nel 2021 ha causato un ritardo che va ancora colmato”

    Honda ammette: “Il ritiro annunciato nel 2021 ha causato un ritardo che va ancora colmato”

    Giunti ormai a un terzo della stagione, non diminuisce lo stupore per la drammatica situazione dalla quale il binomio Honda-Aston Martin non sembra riuscire a riemergere.

    Gli anni di dominio della casa nipponica, quando le sue Power Unit spingevano la Red Bull verso vittorie a ripetizione, sembrano solo un lontano ricordo. Nel frattempo, le ambizioni di Lawrence Stroll di trasformare la propria squadra in un top team vengono frustrate gara dopo gara.

    Nel corso di una recente intervista pubblicata da RacingNews365, il presidente di Honda Racing Corporation, Koji Watanabe, ha sintetizzato le cause che hanno contribuito all’attuale difficile situazione dichiarando:

    “È importante riconoscere che la situazione attuale è fondamentalmente diversa da quando lavoravamo con Red Bull. Il regolamento è piuttosto difficile, abbiamo una nuova partnership con Aston Martin, il carburante è del nuovo partner Aramco e il lubrificante è Valvoline, anch’esso nuovo. Quindi tutto è nuovo per noi e non è facile”.

    Va ricordato che la Casa di Sakura aveva lasciato l’impegno diretto nella massima serie al termine della stagione 2021, lasciando a Red Bull e ad AlphaTauri il know-how per gestire e mantenere le Power Unit dal 2022 in poi, all’interno della nascente divisione Red Bull Powertrains, oggi divenuta costruttore indipendente.

    Tuttavia la nascita dell’attuale regolamento legato alle Power Unit ha spinto Honda a un clamoroso dietrofront, annunciando già al termine del 2022 un rientro in Formula 1 concretizzatosi nella partnership con Aston Martin – ma comunque in ritardo rispetto a quanto necessario per competere al vertice.

    Un’affannosa rincorsa confermata dallo stesso Watanabe con queste parole:

    “Il nostro ritiro ha causato un ritardo di preparazione che richiede tempo per essere colmato. La partenza tardiva dello sviluppo, il tempo necessario per ricostruire strutture, competenze e riportare all’interno i talenti necessari hanno rappresentato un fattore significativo che ha portato all’attuale situazione”.

  • Hamilton: “È grandioso vedere quanto stiamo innovando e come stiamo evolvendo”

    Hamilton: “È grandioso vedere quanto stiamo innovando e come stiamo evolvendo”

    Nel caldo torrido che ha avvolto il circuito catalano in occasione delle qualifiche del Gran Premio di Barcellona, Lewis Hamilton ha saputo confermare l’ottimo momento di forma che sta caratterizzando questa fase del suo campionato.

    Contro ogni pronostico emerso dalle sessioni di prove libere, il pluricampione britannico ha saputo issare la sua SF-26 in seconda posizione, inserendosi tra i due alfieri Mercedes a soli 64 millesimi di secondo dal suo ex compagno di squadra, George Russell.

    Il sette volte Campione del Mondo ha sfoderato quindi una prestazione maiuscola e sorprendente, se si considera che – come riportato nella sempre ottima analisi di Federico Albano – suo giro cronometrato è stato in vantaggio rispetto a Russell fino all’ultima curva, superato solo per la maggiore energia disponibile sulla Mercedes nel rettilineo conclusivo.

    Hamilton ha potuto contare su una SF-26 aggiornata in molti dettagli che ha stupito per la sua competitività, nonostante l’ormai ufficiale deficit di potenza termica rispetto agli avversari, cosa che lascia anche molto rammarico se si pensa all’errore commesso da Leclerc.

    A tal proposito, nelle interviste rilasciate a Sky Sport F1 Italia, il campione britannico ha caldamente ringraziato la squadra per il lavoro fatto pronunciandosi come segue:

    “Devo ringraziare enormemente tutti nel team e in fabbrica per aver portato questi aggiornamenti. È grandioso vedere quanto stiamo innovando e ci stiamo evolvendo”.

    Quanto a ciò che ci si può attendere per la gara, il nativo di Stevenage ha espresso tutta la sua determinazione con le seguenti parole:

    “La Mercedes è ancora fortissima e batterli non sarà semplice ma oggi siamo stati davanti a una delle due e domani dobbiamo battere anche l’altra. Servirà una prestazione perfetta da parte di tutti noi in ogni aspetto, voglio provare a fare qualcosa di speciale domani”.

    Hamilton si è infine soffermato sulla sorprendente SF-26 di questo sabato catalano, non nascondendo le proprie convinzioni in merito alla sua monoposto:

    “Io credo che questa macchina vincerà delle gare un giorno. Ne sono sicuro per il percorso di sviluppo che stiamo intraprendendo, per le sinergie che abbiamo e per quanto duramente stiamo lavorando. Spero la vittoria arrivi domani”.

  • Albano: “ADUO a Mercedes? La pietra tombale su questo regolamento”

    Albano: “ADUO a Mercedes? La pietra tombale su questo regolamento”

    Nei concitati momenti che hanno seguito la bandiera a scacchi del Gran Premio di Monaco – che ha salutato la sontuosa prima vittoria di Kimi Antonelli sulla sua Mercedes W17 – sono trapelate le prime indiscrezioni riguardanti i team che rientreranno nel meccanismo ADUO.

    Da quanto emerso in via ufficiosa, il ranking dei costruttori di Power Unit – che, è bene ricordarlo, prende in considerazione solamente i dati provenienti dalla parte termica – vede Mercedes in ADUO con un deficit entro il 2% dalla migliore unità termica.

    Ferrari, Audi e Honda godranno di benefici maggiori, dato il più ampio distacco.

    Sorprendentemente, l’esordiente Red Bull Powertrains non è nominata in questa speciale classifica: se ne deduce quindi che rappresenti, al momento, lo stato dell’arte.

    Uno scenario sconvolgente, questo, che non rispecchia in alcun modo i complessi valori in campo che abbiamo potuto fin qui apprezzare e sul quale il competente analista Federico Albano si è recentemente espresso sui suoi canali social.

    Queste le sue condivisibili osservazioni sul sistema messo in campo dall’attuale regolamento:

    “I team rifiutarono una misurazione dei parametri dell’ADUO più complessa e completa. Il fatto che un motore che ha fatto due podi sia risultato migliore di quello che ha vinto tutte le gare e tutte le sprint mette, per me, una pietra tombale su come è stato scritto questo regolamento e dovrebbe far aprire gli occhi a qualcuno su quanto sia dannoso per uno sport dare ai partecipanti il diritto di veto sulle regole, nonché usare parametri semplicistici per decisioni complesse che spostano milioni di investimenti”.

    Albano riconosce pienamente la bontà del lavoro svolto dai tecnici di Milton Keynes, i quali, in tempi record, hanno saputo progettare, ingegnerizzare e costruire una Power Unit di livello assoluto, ma conclude evidenziando la realtà dei fatti con queste parole:

    “Che Red Bull abbia fatto un mezzo miracolo col motore si intuisce da inizio stagione – l’ho sempre messa al secondo posto, talvolta vicina a Mercedes, sotto quel profilo. Ma che Mercedes non sia la migliore motoristicamente, con quello che si è visto fin qui, non rispecchia la realtà”.

  • Antonelli: “La pole? Sono riuscito a mettere tutto insieme, ma con Max è stata dura” 

    Antonelli: “La pole? Sono riuscito a mettere tutto insieme, ma con Max è stata dura” 

    Avevamo lasciato Andrea Kimi Antonelli davanti a tutti – in Canada, sul gradino più alto del podio, a torreggiare su due pluri-Campioni del Mondo del calibro di Max Verstappen e Lewis Hamilton – ed è ancora davanti a questi ultimi che lo abbiamo ritrovato ieri al termine delle qualifiche del Gran Premio di Monaco.

    Il giovane pilota italiano della Mercedes ha saputo agguantare la pole position tra le insidiose curve del Principato al termine di un tiratissimo Q3.
    Il distacco di soli 43 millesimi che lo separa dalla Red Bull di Verstappen non esprime completamente la grandezza dell’impresa, se non si tiene conto della differenza di esperienza tra l’alfiere Mercedes – alla sua seconda apparizione a Monaco – e i ben più navigati piloti che ha saputo tenersi alle spalle.

    Grande la soddisfazione espressa da Antonelli al termine della sessione, confermata dal volto raggiante con il quale si è presentato alle interviste a caldo, nelle quali ha dichiarato:

    “È stato un giro nel quale sono riuscito a mettere tutto insieme, ma è stata tiratissima con Max perché credo che nel primo tentativo fossimo separati soltanto da un millesimo. Mi sono reso conto però che l’ultimo giro era buono, sono molto contento e devo un enorme ringraziamento al team”. 

    Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia ha dichiarato di aver fatto un giro molto speciale e pulito, ammettendo però di essere sorpreso di aver conquistato la pole position:

    “Ieri è stato complicato ed ero preoccupato dopo le FP2, ma abbiamo stravolto il set-up e da stamattina mi sono sentito subito a mio agio. La W17 non è semplice da guidare, ma abbiamo fatto un enorme passo avanti”. 

    Al talento bolognese, Jenson Button ha chiesto se avesse vissuto il suo giro di qualifica come lo viveva il suo idolo Ayrton Senna – ovvero come un’esperienza quasi mistica – ma Antonelli ha elegantemente declinato ogni paragone dichiarando:

    “Monaco porta con sé le qualifiche più intense dell’anno e ci vuole un impegno enorme. Devi avvicinarti sempre più al limite e ai muretti per trovare gli ultimi due decimi. Trovare la fiducia non è facile, ma mi sono sentito bene fin da stamattina. Sono davvero felice”. 

  • Montoya: “Antonelli è il favorito per la conquista del Mondiale”

    Montoya: “Antonelli è il favorito per la conquista del Mondiale”

    Dopo aver colto quattro vittorie consecutive su cinque gare disputate e aver accumulato un distacco di ben 43 punti sul compagno di squadra, Kimi Antonelli è ufficialmente candidato alla vittoria del titolo mondiale di Formula 1.

    Un ruolo, quello attualmente ricoperto dal pilota italiano, senza dubbio favorito dal suo talento cristallino e dalla grande competitività della Mercedes W17, ma che a inizio stagione avrebbe dovuto essere interpretato da George Russell, ormai alla quinta stagione da pilota ufficiale del team anglo-tedesco, di cui era diventato la prima guida dopo l’addio di Lewis Hamilton nel 2024.

    Una situazione, quella creatasi in casa Mercedes, che non capita spesso e che porta a chiedersi quale dei due alfieri sarà in grado, alla fine di questo lunghissimo campionato, di coronare il proprio sogno.

    Su questo argomento è intervenuto l’ex pilota Juan Pablo Montoya, il quale, nel corso di una recente intervista rilasciata a CasinoApps, ha commentato l’inizio di stagione dei due piloti della stella a tre punte sottolineandone le sorti opposte.

    Secondo il pilota colombiano, il giovane alfiere italiano sarebbe stato notevolmente favorito dalla buona sorte, e a tal proposito ha dichiarato:

    “Kimi ha fatto un lavoro fantastico, ma la fortuna gli è stata favorevole. In Cina gli è andata bene, in Giappone era più veloce di George Russell, ma ha comunque beneficiato della Safety Car. A Miami ha fatto un lavoro fantastico, ma, in un certo senso, penso che la McLaren abbia gettato al vento quella vittoria. Tutto è andato a suo favore”.

    Diametralmente opposta l’opinione di Montoya sulle sorti che hanno coinvolto l’esperto pilota britannico, il cui avvio di stagione è stato riassunto come segue:

    “George ha fatto un ottimo lavoro in Australia e ha vinto, ma avrebbe dovuto vincere anche in Cina. Forse avrebbe potuto vincere anche a Montreal se non fosse stato per il guasto alla sua Power Unit. Penso che a questo punto il conteggio avrebbe dovuto essere di tre vittorie per George e due per Kimi”.

    Montoya non ritiene tuttavia che si tratti semplicemente di una questione di fortuna, ma che anche l’aspetto mentale – l’atteggiamento con il quale i due piloti vivono il nuovo e inedito ruolo di candidati alla vittoria della massima serie – abbia un peso notevole, potenzialmente favorevole ad Antonelli nella corsa al titolo.

    Queste le sue parole:

    “Penso che Kimi sia il candidato più adatto a vincere il campionato perché è più spavaldo al riguardo. George, invece, aspetta questa opportunità da molto tempo e una parte di lui sta sicuramente pensando: «Cosa ho fatto di male all’universo per meritarmi tutta questa m**da?». Da questo punto di vista penso che Kimi sia in una situazione migliore”.