Autore: Ilaria Carrain

  • Stella: “Abbiamo un distacco costante dai primi che dobbiamo assolutamente ricucire”

    Stella: “Abbiamo un distacco costante dai primi che dobbiamo assolutamente ricucire”

    Il fine settimana di Silverstone, per la McLaren, si è chiuso con Norris che ha terminato la gara in quarta posizione, mentre Piastri ha tagliato il traguardo solamente in undicesima piazza: un risultato che evidenzia, ancora una volta, il distacco dal vertice di una stagione iniziata in maniera decisamente complessa.

    Nonostante alcuni miglioramenti dopo i primi appuntamenti dell’anno, le prestazioni complessive appaiono comunque altalenanti di pista in pista, con Ferrari e Mercedes ancora lontane in termini di competitività.

    A tracciare il bilancio del fine settimana in Gran Bretagna ci ha pensato il team principal, Andrea Stella, spiegando i limiti della monoposto e anticipando i prossimi passi della squadra.

    Queste le sue parole, rilasciate nel report di gara diffuso sul sito ufficiale della McLaren:

    “A Silverstone il risultato è stato positivo, con un buon bottino di punti per il team, ma non ci facciamo illusioni sulla nostra posizione. Eravamo la quarta vettura più veloce in pista e abbiamo beneficiato della sfortuna degli altri. Abbiamo in programma importanti aggiornamenti per l’Ungheria e, fino ad allora, l’intero team, in pista e in fabbrica, deve continuare a lavorare sodo e sfruttare al massimo ogni opportunità”.

    Il focus si è poi spostato sulle prestazioni dei singoli piloti, spiegando cosa ha funzionato sulla vettura numero 4 e cosa ha condannato quella 81:

    “Siamo contenti del quarto posto conquistato da Lando, che va oltre quello che pensavamo di meritare in termini di pura velocità. Il team strategico ha comunque svolto un ottimo lavoro con il pit-stop a fine gara e Lando ha guidato bene, sfruttando al meglio le opportunità che si sono presentate durante la gara. Purtroppo, la gara di Oscar è stata rovinata al primo giro da un incidente che ha danneggiato l’ala anteriore, impedendogli di conquistare punti. La lezione più chiara di questo fine settimana è che dobbiamo migliorare le prestazioni della vettura. Abbiamo un distacco costante dai primi che dobbiamo ridurre se vogliamo lottare per il podio e la vittoria, che è il nostro obiettivo finale”.

  • Leclerc: “Sapevo di non aver disimparato a guidare. Così tanta negatività non fa piacere”

    Leclerc: “Sapevo di non aver disimparato a guidare. Così tanta negatività non fa piacere”

    Lasciar parlare la pista è da sempre la risposta migliore alle critiche, e Charles Leclerc ha applicato alla perfezione questa regola a Silverstone.

    Il monegasco ha infatti ritrovato il successo dopo un digiuno lungo 624 giorni, mettendo fine al periodo più difficile della sua carriera in Formula 1. Il pilota del Cavallino arrivava da una striscia davvero negativa, con il doppio zero sofferto tra Monaco e Barcellona, seguito da un anonimo ottavo posto in Austria che aveva inevitabilmente acceso i processi e già emesso sentenze.

    A inasprire le critiche ci avevano pensato la crescita di Lewis Hamilton, culminata con il trionfo in Spagna, e i problemi ai freni che sembravano aver tolto certezze al pilota numero 16. In Gran Bretagna, invece, è finalmente arrivata una vittoria pesante, figlia del lavoro silenzioso di questi mesi per ritrovare il feeling con la monoposto.

    Nella conferenza post-gara, Leclerc ha quindi commentato così il suo momento difficile:

    “Critiche come stimoli? Non so se sia qualcosa che mi dà la carica, onestamente credo che chiunque lo affermi in realtà mente. Penso che trovarsi circondati da così tanta negatività non sia affatto piacevole. Ho cercato di isolarmi e di escludere questo rumore di fondo non guardando il telefono. Nel giro di due giorni in questo sport passi dalle stelle alle stalle o viceversa e questo può influenzare il modo in cui percepisci le cose. Sapevo di non aver disimparato a guidare dall’oggi al domani. Queste auto sono molto particolari, molto diverse da quelle che abbiamo guidato fin dagli inizi della nostra carriera, quindi serve un po’ più di tempo per abituarsi”.

  • Wolff: “Non possiamo dare nulla per scontato, le gerarchie possono cambiare”

    Wolff: “Non possiamo dare nulla per scontato, le gerarchie possono cambiare”

    Il fine settimana del Gran Premio d’Austria ha restituito alla Mercedes il ruolo di protagonista assoluta della griglia, offrendo l’immediata reazione dopo la vittoria di Lewis Hamilton a Barcellona.

    La vittoria di George Russell e il terzo posto conquistato da Andrea Kimi Antonelli hanno infatti riportato al centro della scena il dominio tecnico delle Frecce d’Argento, apparse in Stiria come il punto di riferimento e insidiate solo dalla Red Bull di Max Verstappen.

    La monoposto del team di Brackley si è dimostrata estremamente solida nella gestione delle gomme, supportata da una power unit che non sembra avere rivali, sebbene la Federazione Internazionale abbia decretato il motore della Red Bull il più prestazionale della griglia.

    A fare il punto sulla situazione in vista del prossimo appuntamento che si terrà a Silverstone è stato lo stesso team principal della Mercedes, Toto Wolff, che ha voluto sottolineare come il quadro possa cambiare da un momento all’altro.

    Queste le sue dichiarazioni, rilasciate nella preview del Gran Premio di Gran Bretagna sul sito ufficiale Mercedes:

    “In Austria abbiamo ottenuto ottimi risultati con un doppio podio, ma non possiamo dare per scontato che questo trend prosegua. I valori in campo sono molto ravvicinati, le gerarchie cambiano rapidamente e ciò che appare competitivo una settimana può rivelarsi molto diverso quella successiva: questa è la realtà attuale della Formula 1″.

    Il manager austriaco si è poi focalizzato sul fronte
    degli aggiornamenti, un duello che vede coinvolti tutti i top team, dove ogni singolo step evolutivo introdotto dai rivali costringe a una continua reazione:

    “Siamo impegnati in un’accesa sfida sul fronte dello sviluppo. Quando una squadra compie un passo avanti, le altre reagiscono, comprimendo o modificando gli equilibri. Finora la costanza è stata il nostro punto di forza, frutto di disciplina e della capacità di eseguire al meglio i fondamentali. Il nostro obiettivo è continuare a lavorare bene, migliorare le prestazioni della vettura dove possibile e non lasciare nulla al caso in pista”.

  • Domenicali: “Voglio vedere Alonso in F1 ancora per molto tempo”

    Domenicali: “Voglio vedere Alonso in F1 ancora per molto tempo”

    Le strade di Stefano Domenicali e Fernando Alonso si sono incrociate sotto il segno della Ferrari.

    Correva il 2010 quando il manager imolese, allora team principal del Cavallino, accoglieva a Maranello lo spagnolo per dare la caccia al titolo mondiale.

    Gli anni sono passati e i due oggi ricoprono cariche differenti: il pilota corre per l’Aston Martin, mentre il dirigente italiano è al timone dell’intero Circus.

    Nel corso del recente fine settimana a Barcellona, il due volte Campione del Mondo aveva pronunciato parole dal forte sapore d’addio, definendo il week-end catalano come probabilmente l’ultimo della sua carriera al volante di una Formula 1.

    Di fronte a queste dichiarazioni, Domenicali ha risposto da grande estimatore del pilota, accantonando per un attimo il proprio ruolo istituzionale.

    “Soffro per Alonso, perché ho un rispetto immenso per lui e so quanto sia fantastico. Ma so anche che è una persona resiliente. Se gli verrà data una buona macchina, avrà l’opportunità di dimostrare tutto il suo talento. La sua è una mentalità fatta di dedizione assoluta, a ogni livello. Ha bisogno del progetto giusto. Spero che rimanga qui, e non solo per un anno, ma per molto tempo”, ha dichiarato l’amministratore delegato della Formula 1 ai microfoni del quotidiano spagnolo AS.

    Interpellato infine su cosa perderebbe la massima serie automobilistica in caso di un definitivo ritiro dello spagnolo, il CEO della Formula 1 ha preferito chiudere immediatamente lo scenario: “Non è il momento di parlarne perché voglio vederlo qui ancora per molto tempo”.

  • Mercedes, è stato un errore ai box a compromettere lo stint finale di Russell a Barcellona

    Mercedes, è stato un errore ai box a compromettere lo stint finale di Russell a Barcellona

    Per George Russell il fine settimana di Barcellona era partito sotto i migliori auspici grazie all’ottima pole position del sabato.

    La domenica, tuttavia, ha riservato al pilota britannico una vera prova di resistenza contro la sua stessa monoposto, complicata sia da una difficile gestione delle gomme che da un evidente problema di sottosterzo accusato nella seconda parte di gara.

    In situazioni del genere, la prassi abituale da parte del muretto è quella di intervenire sui flap dell’ala anteriore durante il pit-stop per riadattare il bilanciamento aerodinamico.

    È qui che i piani della Mercedes sono saltati: lo strumento meccanico inserito nel muso della vettura per effettuare la regolazione ha subìto un guasto.

    Invece di correggere il sottosterzo, la monoposto è stata sbilanciata nella direzione opposta, consegnando a Russell una W17 decisamente sovrasterzante e con un retrotreno instabile.

    A confermare la dinamica è stato il braccio destro di Toto Wolff, Bradley Lord, che nel debrief della Mercedes ha ammesso l’inconveniente tecnico che ha pesantemente penalizzato il passo gara del britannico:

    “Durante l’ultimo pit-stop abbiamo regolato in maniera errata l’ala anteriore a causa di un problema con lo strumento per regolare l’ala. Questo vuol dire che ha guidato con un bilanciamento molto sovrasterzante che di sicuro ha compromesso il suo passo nell’ultima parte di gara”.

    A Barcellona la Mercedes è sembrata complessivamente meno brillante rispetto a quanto visto durante le prime gare della stagione, ma questo specifico inconveniente ha fatto perdere a Russell mediamente sette decimi al giro rispetto al ritmo impresso dalla Ferrari di Lewis Hamilton.

  • Norris: “Felice che Hamilton ora possa fare il dito medio a tanta gente”

    Norris: “Felice che Hamilton ora possa fare il dito medio a tanta gente”

    Barcellona, 14 giugno 2026.

    Ci sono date che si stampano nella storia della Formula 1, e questa domenica è una di quelle: la prima vittoria di Lewis Hamilton in Ferrari rimarrà non solo nel cuore dei Tifosi della Ferrari, ma anche in quello di tutti gli appassionati di questo sport.

    Non è solo il ritorno al successo del Cavallino Rampante, che spezza un digiuno che durava da quasi due anni, ma è anche il coronamento del matrimonio più d’impatto del Motorsport: vedere il sette volte Campione del Mondo vestito di Rosso salire sul gradino più alto del podio.

    Questa vittoria è una risposta definitiva, arrivata dopo mesi conditi da critiche feroci e scetticismo, con i soliti hater pronti a definire il pilota britannico ormai “bollito”.

    Dopo una lenta, ma costante crescita, Lewis ha dato le risposte sulla pista, collezionando due secondi posti in Canada e a Monaco, per poi prendersi il bottino più grosso a Barcellona. Il trionfo di Sir Lewis Hamilton ha fatto sorridere l’intero paddock, compresi i suoi avversari.

    Tra questi c’è Lando Norris, da sempre grande stimatore del numero 44. Proprio l’alfiere della McLaren ha preso le difese del connazionale, rispedendo le critiche al mittente senza peli sulla lingua.

    Queste le sue parole, pronunciate durante la conferenza post-gara:

    “Ovviamente ci sono state tantissime persone che hanno parlato male di lui. In questi ultimi mesi ha ricevuto un sacco di schifezze online da moltissima gente, quindi è bello che possa fare il dito medio a tutti loro”. 

  • Vasseur: “Ferrari mai così vicina a Mercedes in qualifica”

    Vasseur: “Ferrari mai così vicina a Mercedes in qualifica”

    Le qualifiche andate in scena sul tracciato di Barcellona hanno restituito una Ferrari dalla doppia faccia.

    Da un lato una SF-26 in crescita, grazie a un Lewis Hamilton in fiducia che ha ottenuto la seconda piazza. Dall’altro, l’amarezza dell’errore di Charles Leclerc nel Q3 che ha condannato il monegasco alla decima posizione.

    A tracciare il bilancio della sessione è stato il team principal del Cavallino, Frederic Vasseur, che si è soffermato proprio sulla sbavatura del pilota numero 16.

    Queste le sue parole, pronunciate ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “È normale essere delusi dopo una sessione come questa, ma penso che lui avesse il passo per fare la pole position e finire decimi non era quello che ci aspettavamo. È vero che lui ha spinto come un pazzo. È per questo che lui si sente frustrato, ma onestamente ha spinto un po’ troppo a inizio curva. Semplicemente 5-6 km/h più veloce rispetto al giro precedente hanno provocato l’incidente”.

    Vasseur ha poi commentato la prova di Hamilton, che conferma il trend positivo delle ultime settimane:

    “Credo stia migliorando di pari passo con la macchina e il team. L’ultimo week-end è arrivato secondo, che è stato il suo miglior risultato e a Barcellona è arrivato con tanta fiducia. Negli ultimi 3-4 fine settimana si sente che ha un po’ più fiducia e sta portando a casa i risultati”.

    Infine, Vasseur ha analizzato sia i progressi fatti sul giro secco che la gestione della gomma che sarà fondamentale per la gara:

    “Il passo gara era buono, ma domani sarà una gara difficile. Ci saranno più di 50 gradi di temperatura sulla pista e principalmente, se non tutto, sarà determinato dalla gestione delle gomme. Dovremo tenere gli pneumatici vivi e gestire bene la strategia. Ieri avevamo un buon passo, ma il degrado era alto per noi e per tutti. A volte nel corso della stagione non siamo riusciti a migliorarci dal Q1 al Q3 mentre oggi ci siamo riusciti. Questo è un aspetto chiave per noi. Miglior Ferrari di tutto l’anno? Non lo so, ma sicuramente abbiamo il distacco più piccolo con la Mercedes in qualifica”.

  • Verstappen: “Avrei voluto il 60/40 già nel 2027”

    Verstappen: “Avrei voluto il 60/40 già nel 2027”

    Il fine settimana di Barcellona si apre sotto il segno delle polemiche politiche in seguito alle recenti e discusse comunicazioni della Federazione Internazionale dell’Automobile sui parametri ADUO.

    Solo pochi giorni fa, infatti, la FIA si era espressa definendo la Power Unit della Red Bull-Ford come il punto di riferimento della griglia, davanti a Mercedes e Ferrari.

    Si tratta, come noto, di una decisione che ha scatenato un vero e proprio polverone nel paddock, tanto da spingere l’organo di governo sportivo ad avviare una nuova valutazione dei dati.

    In prima fila in questa discussione si è schierata proprio la scuderia di Milton Keynes, che si trova attualmente al quarto posto in un Mondiale finora dominato dalla Mercedes dopo sei gare e che si è vista di fatto bloccare i piani di sviluppo.

    Ad aprirsi sulla questione ci ha pensato Max Verstappen che, durante il media day catalano, ha commentato apertamente lo scenario rigettando con una punta di frustrazione l’idea di disporre dell’unità più prestazionale del lotto.

    “Questa notizia ci ha sorpresi un po’ tutti”, ha dichiarato il pilota olandese ai media, tra cui GPBlog. “Per questo stiamo parlando con la FIA per capire cosa sia successo e come siano giunti a questa conclusione. Dall’esterno si può dire «è fantastico», ma per noi è un po’ deludente perché semplicemente non ci sentiamo i migliori. Il lavoro fatto ovviamente è impressionante, considerando il poco tempo. Abbiamo ancora qualche problema di affidabilità, ma nel complesso è bello far parte di tutto questo. Siamo orgogliosi ma anche un po’ confusi dall’essere descritti come i migliori, perché non ci sentiamo così”.

    Oltre al caos legato all’ADUO, il quattro volte iridato ha detto la sua anche sulle future novità regolamentari relative alla ripartizione tra motore termico ed elettrico per il biennio 2027 e 2028:

    “Avrei sperato di avere questo cambiamento già il prossimo anno, ma capisco che ci sono dinamiche politiche in ballo. Almeno queste modifiche stanno andando nella giusta direzione e immagino sia una cosa positiva”.

  • Leclerc: “Mondiale aperto, non ho mai visto una Ferrari così spinta al limite”

    Leclerc: “Mondiale aperto, non ho mai visto una Ferrari così spinta al limite”

    Il ritorno della Formula 1 tra i muretti del Principato di Monaco riaccende inevitabilmente i riflettori sul rapporto tra Charles Leclerc e le strade che lo hanno visto crescere.

    Non è solo una questione di appartenenza geografica, ma di un bilancio sportivo ancora in sospeso, sospeso tra giornate indimenticabili (come la vittoria colta il 26 maggio 2024) e altre in cui il risultato ambito è sfuggito amaramente.

    In un fine settimana che per caratteristiche tecniche potrebbe finalmente permettere alla SF-26 di annullare il gap motoristico e sfidare apertamente il primato Mercedes, il pilota numero 16 ha affidato a La Gazzetta dello Sport un’analisi lucida sulle prospettive di un Mondiale che considera ancora del tutto in gioco:

    “Considero tutto aperto. Una stagione come quella che stiamo vivendo, con un nuovo regolamento tecnico, permette ai team di avere una curva di sviluppo molto ripida. Nelle prime gare abbiamo scoperto tanto della nostra vettura, per poi lavorare a Maranello per sviluppi importanti. Lo scorso anno ci ha insegnato quanto le gerarchie possano cambiare velocemente”.

    Nonostante una W17 capace di imporre il proprio ritmo in questa prima fase del campionato, Charles non mostra timori reverenziali e ribadisce la convinzione che le Frecce d’Argento non siano inattaccabili:

    “Questa stagione può andare in tutte le direzioni e il Mondiale è davvero ancora aperto. Dobbiamo continuare a lavorare nel modo giusto e non perdere l’entusiasmo, soprattutto all’interno del team”.

    Oltre alle ambizioni iridate, Leclerc ha voluto evidenziare la trasformazione interna vissuta dalla Gestione Sportiva, sottolineando come il progresso tecnico sia supportato da una metamorfosi nell’approccio alle corse che sembra aver colmato le lacune del passato:

    “Non penso di aver mai visto la squadra così al limite. C’è una mentalità aggressiva che mi piace molto, in ogni aspetto: la produzione, l’innovazione, i rischi che ci siamo presi. L’altro aspetto diverso che percepisco è quello della calma: vogliamo i risultati però allo stesso tempo c’è una lucidità nel gestire il tutto che qualche stagione fa non avevamo”.

  • Antonelli: “Con Russell duelli borderline, ma sono rimasto calmo e ho giocato d’astuzia”

    Antonelli: “Con Russell duelli borderline, ma sono rimasto calmo e ho giocato d’astuzia”

    Andrea Kimi Antonelli ha piantato la sua bandierina anche in Canada, vincendo il suo quarto Gran Premio consecutivo e consolidando la leadership nel Mondiale.

    Il pilota italiano ha ottenuto la vittoria sul circuito di Montreal dopo una prolungata battaglia con il compagno di squadra, George Russell, che si è fermato per un problema al motore che ha costretto il britannico al ritiro.

    Oltre ai vari sorpassi e ai contro sorpassi che lo hanno visto protagonista con il nativo di King’s Lynn, Antonelli non ha incontrato altri problemi durante il suo Gran Premio, portando così a casa l’intero bottino sul piatto della domenica.

    Il bolognese si è presentato ai microfoni di Sky Sport F1 Italia commentando con lucidità il suo successo canadese:

    “Non è stato il modo in cui volevo vincere perché è stato un peccato per George. Sarebbe stata una battaglia molto dura, anche se in quello stint avevo un po’ più di passo rispetto a lui. Ho fatto qualche errore di troppo, il bloccaggio in Curva 10 che mi ha rimesso in una posizione un po’ sfavorevole perché stavo riprendendo il gap. Eravamo molto vicini e quando ha avuto il problema mi sono ritrovato da solo e a quel punto ho cercato di portare la macchina a casa”.

    Mara Sangiorgio ha poi stuzzicato il leader del Mondiale per sapere se avesse consapevolezza di essere competitivo su una pista dove il diretto rivale e compagno di squadra è storicamente andato straordinariamente bene:

    “Sì, qui lui ha sempre fatto un po’ la differenza ed essere vicino a lui e in alcuni momenti più veloce è sicuramente un buon segno. Sinceramente non sento di aver guidato benissimo questo week-end, non come a Miami. È un punto su cui bisogna lavorare. Alla fine è andata bene e adesso ci focalizziamo su Monaco. Se ho giocato di astuzia con lui? Sì sono stato molto più calmo, anche se ci sono stati un paio di episodi borderline“.