Autore: Jacopo Mandò

  • Vasseur vede progressi: “Siamo più vicini alla Mercedes”

    Vasseur vede progressi: “Siamo più vicini alla Mercedes”

    La Ferrari esce dalla Sprint Qualifying di Shanghai con indicazioni agrodolci: non si può parlare di un recupero netto, quanto piuttosto di un timido avvicinamento alla parte alta della griglia, ancora lontana.

    Il quarto tempo di Lewis Hamilton e il sesto di Charles Leclerc – quest’ultimo staccato di un secondo dalla pole e frenato da un blackout energetico nel momento decisivo – raccontano una Rossa che prova a darsi un ordine, ma che accusa ancora distacchi pesanti, tra i sei decimi e il secondo pieno.

    A sintetizzare il quadro è stato Frederic Vasseur, che ha scelto una linea estremamente cauta:

    Non c’è stato un grosso passo in avanti, ma penso che siamo leggermente più vicini alla Mercedes dopo questa qualifica. Sicuramente abbiamo fatto un passo in avanti rispetto a Melbourne“.

    È una valutazione, quella del manager francese, che non sposta gli equilibri ma fotografa un piccolo progresso nel set-up, utile a rendere la SF-26 meno indecifrabile rispetto all’Australia.

    Il team principal di Draveil, però, evita toni trionfalistici:

    Onestamente, penso che avere una sorta di convergenza nelle prestazioni sia normale. È troppo presto per avere un quadro chiaro della gara“.

    Il divario cronometrico resta importante e la Ferrari, almeno sul giro secco, sembra ancora dover inseguire le Frecce d’Argento con affanno.

    Il punto si sposta sulla partenza, cruciale per non perdere subito il contatto:

    Cerchiamo di partire bene per essere più vicini possibile alle Mercedes, poi vedremo cosa riusciremo a fare“.

    In questo quadro rientra anche il dietrofront sull’ala Macarena. Vasseur ha chiarito che il componente non è stato scartato per motivi prestazionali, ma per dubbi sulla tenuta meccanica:

    Abbiamo usato le prove libere per fare una sorta di test con l’ala posteriore sull’affidabilità e abbiamo deciso di non usarla oggi“.

    Poi la precisazione:

    Ci è servita per fare chilometri in vista della prossima settimana e poi prendere una decisione definitiva“.

    La Ferrari ha dunque preferito la via della prudenza, tornando a una configurazione standard in un week-end dove il distacco dai primi resta il problema principale da risolvere.

  • Russell: “Sciocco non voler modificare la procedura di partenza”

    Russell: “Sciocco non voler modificare la procedura di partenza”

    Dopo la vittoria di Melbourne, George Russell ha portato a Shanghai uno dei temi più delicati di questo avvio di 2026: le partenze.

    Non tanto il gesto tecnico, quanto ciò che oggi lo condiziona, perché nella nuova Formula 1, prima ancora del semaforo, pesa la gestione dell’energia.

    Il britannico ha spiegato l’anomalia con grande chiarezza:

    “C’è stata una regola che ha colto in fallo molti team, cioè il limite di recupero energia nel giro di formazione”.

    Il punto, ha aggiunto, è che i piloti schierati nella prima metà della griglia, essendo già oltre la linea del rilevamento, entravano di fatto nel giro con un conteggio energetico già attivo; chi partiva più indietro, invece, attraversando la linea in uscita dal proprio stallo, si “resettava” sul giro successivo.

    Da qui nasce il paradosso di Melbourne, dove proprio Russell e Antonelli si sono presentati in griglia con poca batteria, pagando poi lo spunto iniziale, mentre la Ferrari di Leclerc ha sfruttato al meglio il via e si è presa subito la testa della corsa.

    “Partendo dalla pole, ho accelerato e ho caricato la batteria, ma questo mi ha consumato circa il 50% del limite di recupero di quel giro. Quando sono arrivato a metà pista, non potevo più ricaricare”.

    È lo stesso scenario che, secondo Motorsport.com, ha lasciato diverse vetture con la batteria quasi scarica già al momento dello start.

    Russell, però, non si è fermato alla diagnosi.

    Ha spiegato che la FIA aveva preso in considerazione una modifica, salvo poi scontrarsi con l’opposizione di alcune squadre:

    “Come potete immaginare, chi faceva buone partenze non voleva cambiarla. E secondo me è un po’ sciocco”.

    Non ha fatto nomi, ma il riferimento implicito porta a chi in Australia ha tratto il massimo vantaggio allo spegnimento dei semafori.

    Il caso racconta bene la direzione del nuovo regolamento: oggi una partenza non dipende solo dalla reazione e dalla trazione, ma anche da quanto sei riuscito a preservare e recuperare energia prima ancora del via.

    È una complessità tecnica che la Formula 1 dovrà decidere se difendere o correggere. Russell, su questo, è già stato netto: non è un allarme, ma è una difficoltà reale.