Categoria: Daily News

  • Wolff: “Antonelli ha sbagliato troppo al via, ma ha la mentalità di un campione”

    Wolff: “Antonelli ha sbagliato troppo al via, ma ha la mentalità di un campione”

    La doppietta è stata soltanto sfiorata, ma Mercedes ha lasciato Spielberg con la consapevolezza di aver massimizzato il potenziale a disposizione.

    George Russell ha conquistato la vittoria, Andrea Kimi Antonelli ha completato il podio e Toto Wolff può guardare con soddisfazione a un week-end che conferma il buon momento della scuderia di Brackley.

    Il team principal austriaco, però, preferisce mantenere i piedi per terra. Al microfono di Mara Sangiorgio, ha sottolineato come ciò che conta è la continuità di rendimento, evitando quegli sbalzi di giudizio che troppo spesso accompagnano il mondo della Formula 1.

    “Per me è importante avere costanza. In Formula 1 si passa troppo facilmente dall’entusiasmo alla depressione: noi vogliamo avere una traiettoria lineare e portare a casa punti anche quando non si può vincere”.

    Il numero uno della Mercedes ha poi elogiato la gestione della gara, sottolineando come tutto abbia funzionato secondo i piani, dalla Power Unit alle temperature, elementi che hanno consentito alla squadra di esprimere tutto il proprio potenziale lungo i 71 giri del Red Bull Ring.

    Tra i temi del post gara c’è stato inevitabilmente anche Antonelli. Secondo Wolff, il giovane italiano ha compromesso parte della sua corsa nelle primissime fasi, pagando un eccesso di aggressività che gli è costato terreno prezioso nella lotta per le posizioni di vertice.

    “Kimi è andato troppo nei primi giri, frenava troppo tardi e ha sbagliato troppo. Deve analizzare quello che è successo e capire dove può migliorare, ma è una cosa che fa già naturalmente: è una caratteristica da Campione del Mondo”, ha spiegato a Sky Sport F1 Italia.

    Infine, Wolff ha voluto ribadire il proprio approccio nei confronti dei due piloti Mercedes, spiegando di cercare sempre lo stesso equilibrio nella gestione del team:

    “Cerco di essere neutrale. Se posso aiutare i piloti con le mie parole lo faccio allo stesso modo con entrambi. In questi giorni ho parlato tanto con George e mi fa piacere vedere come sono andate le cose”.

  • Leclerc: “In gara potevamo ben poco. Devo trovare la quadra con questa macchina”

    Leclerc: “In gara potevamo ben poco. Devo trovare la quadra con questa macchina”

    71 giri da incubo. Si può riassumere così la domenica vissuta da Charles Leclerc sotto il sole cocente di Spielberg, conclusa con un ottavo posto alla bandiera a scacchi al termine di un Gran Premio d’Austria che lascia in casa Ferrari più di un interrogativo su cui riflettere.

    Del resto, che la gara del monegasco sarebbe stata in salita lo si era intuito fin dal via.

    Nelle prime curve la SF-26 numero 16 è parsa subito in difficoltà sotto il profilo tecnico e prestazionale, scivolando rapidamente dalla seconda alla quarta posizione.

    La musica non è cambiata con il passare dei giri: Leclerc ha dovuto fare i conti con un degrado degli pneumatici decisamente significativo e con il consueto feeling precario con l’impianto frenante.

    A pesare maggiormente, però, è stato l’ormai noto deficit di potenza della Power Unit.

    Oggi più che mai, la SF-26 ha evidenziato un gap evidente nei confronti dei diretti concorrenti, confermando come a Maranello ci sia ancora moltissimo lavoro da fare per provare, quantomeno, a ridurre una differenza che, allo stato attuale delle cose, sta pesando come un macigno sulla stagione della Rossa.

    Per Leclerc, invece, va in archivio uno dei week end probabilmente più complicati della sua esperienza al volante della Ferrari, a conferma di un rapporto con la SF-26 ancora tutto da capire e da costruire.

    Devo solo tenere la testa bassa, continuare a lavorare e provare a trovare la quadra di questa macchina “, ha dichiarato un Leclerc visibilmente deluso ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia.

    Il gap di motore è colmabile, ma al momento facciamo tanta fatica. In tutte le battaglie che ho avuto, sia con le Red Bull sia con le Mercedes, c’era ben poco da fare. Oggi, comunque, il problema non è stato solo il motore: il passo, particolarmente per me, non c’era. Penso che, in generale, come squadra abbiamo fatto più fatica rispetto a Barcellona, e io ancora di più “.

  • Russell si prende l’Austria: “Finalmente una gara senza problemi”

    Russell si prende l’Austria: “Finalmente una gara senza problemi”

    George Russell ha trasformato la controversa pole position del sabato in una vittoria pesante nel Gran Premio d’Austria, chiudendo un fine settimana iniziato nel caos delle qualifiche e concluso con una gestione solida davanti a Max Verstappen.

    Per il pilota della Mercedes non è stata affatto una gara banale, poiché il passo della Red Bull, soprattutto nella parte centrale della corsa, lo ha costretto a restare sempre all’interno di un margine sottilissimo.

    “Finalmente una gara senza problemi”, ha spiegato Russell a Sky Sport F1 Italia al termine della corsa. Una frase breve ma esemplificativa, che racconta bene il valore del risultato attraverso non solo la velocità pura, ma anche l’esecuzione di una domenica pulita, priva di episodi contrari o di errori nei momenti più importanti.

    Il riferimento, inevitabile, è anche al confronto interno con Antonelli, nuovamente condizionato dagli episodi in pista. Kimi? Questa volta non è stato fortunato: ogni volta è stato sfavorito dalla Virtual Safety Car, ma questo è lo sport”, ha riconosciuto Russell.

    Il punto centrale del Gran Premio ha riguardato però soprattutto la pressione esercitata da Verstappen.

    Dopo una qualifica compromessa dall’incidente nel finale del Q3, l’olandese ha costruito una corsa tutta incentrata su rimonta e ritmo, arrivando a mettere la Mercedes numero 63 sotto pressione per lunghi tratti.

    Il britannico lo ha ammesso apertamente, spiegando infine che, se la sua gara è stata liscia, a sorprenderlo è stata quella di Verstappen, che gli è rimasto addosso nelle fasi finali della corsa sfoderando un passo gara notevole, tale da costringerlo ad anticipare la sosta ai box in una sfida decisamente impegnativa.

    A rendere questo scenario particolare è stata proprio la gestione strategica, dal momento che Russell non ha potuto limitarsi a controllare la situazione dalla prima posizione, ma ha dovuto adattare i propri piani alla minaccia sempre viva della Red Bull, per proteggere il primato in una fase in cui l’avversario sembrava avere il passo per riaprire i giochi.

    In questo quadro, la vittoria assume un peso specifico notevole per la stessa Mercedes. Dopo un sabato costruito tra pole position, polemiche sulle bandiere gialle e tensioni, la domenica ha restituito un risultato pieno a una squadra che ha saputo capitalizzare la posizione di partenza, resistere alla pressione e chiudere una gara finalmente lineare.

    Il verdetto di Spielberg non racconta comunque una superiorità netta, quanto un equilibrio ancora molto delicato tra i top team. Russell ha vinto perché ha saputo mettere insieme velocità, lucidità e gestione, mentre Verstappen ha mostrato un passo importante e Antonelli ha pagato la sfortuna legata agli episodi.

    In un Mondiale così compatto, anche una semplice gara senza problemi può diventare una netta dichiarazione di forza.

  • Verstappen: “A fine stagione credo che andrò in Tibet a meditare come Buddha per due mesi”

    Verstappen: “A fine stagione credo che andrò in Tibet a meditare come Buddha per due mesi”

    Nel torrido sabato di Spielberg, il Red Bull Ring ha tenuto il fiato sospeso. Max Verstappen ha rischiato l’eliminazione nel Q2 del Gran Premio d’Austria sul circuito di casa, salvandosi per appena 40 millesimi dopo aver scelto di restare ai box nel finale della sessione. 

    Un azzardo che gli ha comunque permesso di conservare due treni di gomme nuove per l’assalto decisivo.

    Nel Q3, dopo aver fatto segnare un tempo che gli avrebbe garantito la terza piazzola in griglia, l’olandese ha perso improvvisamente il controllo della vettura alla penultima curva, impattando contro le barriere e provocando una bandiera gialla che ha scatenato accese polemiche. 

    Sebbene inizialmente si pensasse a una sbavatura, le analisi successive hanno escluso l’errore di guida: a causare l’incidente è stato un problema all’ala posteriore, rimasta aperta a fine rettilineo, con una conseguente e totale perdita di carico aerodinamico al retrotreno.

    Nel post-qualifica, il pilota aveva descritto così l’accaduto: 

    “È un peccato, realisticamente sarei potuto essere terzo. Non sono sicuro di cosa sia successo, ho avvertito un forte sovrasterzo alla Curva 6 e poi la macchina è andata via completamente. Dobbiamo controllare l’ala posteriore, si è sentita una cosa davvero strana. A fine stagione credo che andrò in Tibet a meditare come Buddha per due mesi”.

    Verstappen si è poi espresso sul pacchetto di aggiornamenti introdotto sulla vettura:

    “La maggior parte delle novità funziona, ma ci sono dettagli da sistemare. Su un tracciato così corto i distacchi si riducono, ma la Mercedes resta più rapida di noi nelle curve veloci, ci manca ancora qualcosa”.

    Per la gara, che lo vedrà scattare dalla quinta posizione, la sua analisi sulla possibilità di rimontare e lottare per il podio è rimasta legata a un unico, fondamentale fattore: “Sarà possibile solo se le gomme terranno bene”.

  • Antonelli: “Nel terzo stint volavo. Avrei voluto cercare di passare Russell senza pensare al titolo”

    Antonelli: “Nel terzo stint volavo. Avrei voluto cercare di passare Russell senza pensare al titolo”

    Il Gran Premio d’Austria, ottavo appuntamento del Campionato del Mondo, ha rappresentato per Andrea Kimi Antonelli il primo appuntamento in chiaroscuro della stagione, se comparato all’inizio incredibilmente scintillante.

    Dopo la beffa della bandiera gialla in qualifica, il pilota bolognese ha avuto una partenza molto complicata, andando lungo per ben due volte in frenata nel corso del secondo giro, nel tentativo di attaccare Leclerc.

    Ceduta la posizione sia al monegasco sia a Verstappen, la gara del giovane talento della Mercedes si è trasformata in una lunga rimonta nella quale è stato spesso il più veloce in pista.

    I giri finali hanno visto il classe 2006 all’arrembaggio, capace di arrivare a meno di un secondo da Verstappen – in seconda posizione dietro a Russell – per poi doversi accontentare del terzo gradino del podio.

    La delusione del pilota italiano era particolarmente percepibile nelle dichiarazioni rilasciate a Sky Sport F1 Italia nelle quali ha espresso il suo rammarico con queste parole:

    “Oggi ho fatto molta fatica con i freni soprattutto a inizio gara, ma anche per tutto il resto del tempo. Ho avuto a lungo i freni molto più caldi da una parte, quindi la macchina in frenata tirava un po’ a destra e anche il pedale era abbastanza lungo. Ho fatto fatica, ho bloccato molto spesso perdendo un sacco di tempo. È un peccato perché senza questi problemi gli ultimi giri sarebbero stati diversi”.

    Conscio di aver potuto ambire a un risultato nettamente migliore, Antonelli ha così sintetizzato la sua gara:

    “Nel primo stint ho fatto molta fatica, nel secondo stint mi sono sentito meglio in macchina e, infine, nel terzo credo di essere andato veramente forte. Nel finale, se avessi avuto più passo e la giusta opportunità ci avrei provato sicuramente senza pensare al campionato”.

  • Hamilton: “Troppa la differenza di motore. Non penso che riusciremo a colmare il gap nel 2026”

    Hamilton: “Troppa la differenza di motore. Non penso che riusciremo a colmare il gap nel 2026”

    Il Red Bull Ring si è rivelato un autentico campo minato per la Ferrari.

    Dopo il trionfo firmato da Lewis Hamilton in Catalogna, la scuderia di Maranello ha dovuto incassare un week-end in netta controtendenza, con il pilota britannico che, infatti, non è riuscito ad andare oltre la quinta posizione.

    In terra austriaca, nonostante i piccoli aggiornamenti deliberati sulla Power Unit, la SF-26 ha palesato ancora una volta un deficit di cavalli nei confronti di Mercedes e Red Bull, a cui si è sommata una cronica difficoltà nel mantenere un passo gara costante.

    Esattamente l’opposto di quanto accaduto a Barcellona, il sette volte Campione del Mondo ha dovuto fare i conti con un degrado anomalo degli pneumatici: un surriscaldamento severo che, con ogni probabilità, va ben oltre la gestione delle alte temperature dell’asfalto di Spielberg e va ricercato nel set-up messo in pista.

    Tuttavia, nel bilancio complessivo continuano a esserci alcune note positive che Lewis potrà tenersi strette in vista di Silverstone, il suo Gran Premio di casa, tra cui una ritrovata precisione di guida e un ottimo feeling con la vettura, soprattutto nel confronto diretto con Charles Leclerc.

    Al termine di una domenica faticosa, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Hamilton ha analizzato il suo fine settimana come segue:

    Già venerdì avevo capito che fossimo veloci in curva, ma anche che in rettilineo perdessimo circa sei decimi dalle Mercedes. Ieri, in qualifica, siamo riusciti a colmare il divario, ma oggi si è aggiunto anche il surriscaldamento e la macchina scivolava troppo“.

    Il britannico ha poi continuato la sua disamina, spostando l’attenzione sulle problematiche del propulsore Ferrari:

    Penso che il gap di potenza sia troppo grande e non so se sia colmabile in una sola stagione. Ci vogliono mesi e mesi per sviluppare, testare e aggiornare il motore. Io non ho informazioni al riguardo, penso che potremo fare comunque un altro progresso, ma più avanti nella stagione. Ci aspettano alcune gare impegnative prima di quel momento, a partire da Silverstone, dove di solito vado bene, ma il problema sarà alla fine dei rettilinei“.

  • Russell: “Questo fine settimana sto seguendo il mio istinto”

    Russell: “Questo fine settimana sto seguendo il mio istinto”

    La pole position di George Russell al Gran Premio d’Austria prende vita al termine di una qualifica convulsa, decisa sul filo dei millesimi tra il colpo di reni dell’inglese, il violento impatto contro le barriere di Max Verstappen e il conseguente rebus delle bandiere gialle esposte nel finale del Q3.

    Sebbene il tempo del britannico sia stato regolarmente convalidato dai commissari, il post-sessione è stato inevitabilmente monopolizzato dalle discussioni sulla gestione di quel passaggio cruciale.

    Russell ha spento sul nascere le polemiche, spiegando di aver parzializzato l’acceleratore in modo netto non appena intercettata la singola segnalazione:

    “C’era una sola bandiera gialla e ho dovuto alzare tanto il piede dall’acceleratore. Chiaramente avrei voluto completare il giro senza alzare il piede: sarei stato 3-4 decimi più avanti, però lì ho dovuto alzare il piede”.

    In questo scenario d’emergenza, la partenza dal palo è diventata un esercizio di freddezza, sintesi perfetta tra prestazione pura, istinto e rispetto delle procedure di sicurezza.

    Al di là dell’episodio da moviola, il sabato stiriano ha svelato un approccio capovolto da parte dell’inglese, che ha affrontato il fine settimana mettendo da parte la consueta e metodica ricerca del dettaglio ingegneristico a favore di una guida pura e viscerale. Una scelta dettata dalle indecifrabili risposte delle attuali monoposto ad effetto suolo.

    Russell ha infatti confessato la sua nuova linea metodologica:

    “Ho lavorato di meno in questo week-end: ho seguito semplicemente l’istinto”. Ha poi svelato un retroscena nato da un fitto confronto nel paddock con Charles Leclerc: “Parlando prima con Charles ci siamo detti che non capivamo perché queste macchine siano così impegnative: a volte giri bene, a volte male”.

    Per la Mercedes, il raggiungimento del limite resta un percorso tortuoso, confermato da un Q2 ad altissima tensione in cui lo stesso poleman ha ammesso senza giri di parole che “il Q2 è stato stressante”, fotografando un momento in cui la linea di demarcazione tra il controllo e la complicazione è rimasta sottilissima fino alla bandiera a scacchi.

    Il fine settimana austriaco ha regalato anche un piccolo giallo linguistico legato al team radio celebrativo (“Stay calmo, stay calmo” del pilota, espresso in un italiano perfetto che ha subito acceso le fantasie degli appassionati.

    Russell ha prontamente evitato letture forzate e ha spento ogni speculazione:

    “Sì, ma non c’era nessun riferimento ad Antonelli e al duello con Ferrari. Non c’era nulla: semplicemente mi è venuto fuori così, chiariamolo perché non c’era nulla d’intenzionale. Quando andavo sui kart ho passato molto tempo in Italia, e anche in vacanza”.

    Archiviati i verdetti del sabato, lo sguardo si sposta ora sulla gara domenicale, un Gran Premio che il poleman non vuole ridurre a una sfida a due:

    “Non lo so, forse tutti i primi sette in griglia se la giocano. La Ferrari, ad esempio, è più veloce nelle curve, noi nei rettilinei. Poi c’è anche Max. Sul degrado gomme probabilmente siamo i più avvantaggiati”.

    Con una griglia così compatta, il vantaggio del sabato dovrà ancora diventare sostanza in gara.

  • Leclerc: “Russell ha seguito il regolamento. È la gestione di quanto successo che va discussa”

    Leclerc: “Russell ha seguito il regolamento. È la gestione di quanto successo che va discussa”

    A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

    E, francamente, sforzarsi di non trarre conclusioni affrettate dopo quanto osservato nelle qualifiche del Gran Premio d’Austria risulta alquanto complicato, soprattutto alla luce dei continui richiami a etica, sicurezza e responsabilità che il mondo politico della Formula 1 ha fatto propri nel corso degli anni.

    La pole position conquistata da George Russell – che, sia chiaro, dal canto suo non ha fatto altro che attenersi al regolamento – ottenuta in regime di bandiera gialla con Max Verstappen fermo a bordo pista dopo l’impatto con le barriere, assesta una pesante spallata a tre pilastri sui quali questo sport sostiene di fondarsi: etica, sicurezza e responsabilità.

    Tre principi che, dopo quanto accaduto, escono inevitabilmente ridimensionati e che, soprattutto, rischiano di creare un precedente tutt’altro che trascurabile in vista di situazioni analoghe che potrebbero ripresentarsi in futuro.

    In tutto questo, a farne le spese è stato Charles Leclerc. Il monegasco ha messo insieme un ultimo tentativo in Q3 di altissimo livello che, per qualche secondo, ha fatto assaporare al popolo ferrarista il gusto della pole position, prima che tutto sfumasse sul più bello, dando inevitabilmente il via a un acceso dibattito destinato a protrarsi anche nelle prossime ore.

    Non sono arrabbiato né con George né con nessun altro ” – ha esordito Leclerc ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia – “Se era una singola bandiera gialla e George ha rallentato abbastanza, non ci possiamo fare nulla. Il discorso cambia se mi chiedi se sono sorpreso che quell’incidente sia stato gestito soltanto con una singola bandiera gialla. Non l’ho ancora rivisto, però rientrando ai box ho visto la macchina di Max ed era un incidente significativo. Credo quindi che la discussione debba essere più su questo che su quello che ha fatto George “.

    Sul fronte tecnico, invece, la SF-26 si è mostrata decisamente più competitiva rispetto a quanto visto nelle prove libere.

    Un passo avanti evidente, anche se non ancora sufficiente per restituire al numero 16 quella fiducia totale che ricerca al volante:

    Dire che sono contento è un parolone, però sono un po’ più soddisfatto. In qualifica il feeling non è stato quello di quando sali in macchina sapendo di poter andare forte. Le ultime due gare non sono andate bene e me le sono portate dietro anche nell’approccio a questo fine settimana. Volevo semplicemente vivere un week-end pulito e in Q3 non te la senti di fare un giro che ha il 70% di possibilità di riuscire e il 30% di non riuscire “.

  • Hamilton: “Siamo pronti a cogliere le nostre opportunità. Proviamo a vincere”

    Hamilton: “Siamo pronti a cogliere le nostre opportunità. Proviamo a vincere”

    Con tanti occhi puntati addosso, dopo le straordinarie performance mostrate a Barcellona, Lewis Hamilton è riuscito a strappare il terzo miglior giro delle qualifiche austriache, conquistando una seconda fila che vale oro, soprattutto per quanto aveva mostrato la Ferrari durante le prove libere del venerdì.

    Il sette volte Campione del Mondo, nonostante l’errore nel primo tentativo del Q3, ha mantenuto la giusta freddezza ed è riuscito a concludere a soli 59 millesimi dal suo compagno di squadra, Charles Leclerc.

    I due alfieri della Rossa, tuttavia, non sono riusciti ad avvicinarsi abbastanza alla pole position siglata da George Russell, a riprova della già prevista superiorità della Mercedes sul tracciato di Spielberg.

    L’attenzione del muretto del Cavallino è ora completamente rivolta alla gara. Le alte temperature che stanno attanagliando il Red Bull Ring, infatti, costringeranno tutti i piloti a una meticolosa gestione degli pneumatici o a seguire strategie alternative: una situazione, questa, che potrebbe sorridere proprio al numero 44, capace più volte in carriera di sfruttare al massimo queste dinamiche.

    Al termine della giornata, ai microfoni di Sky Sports F1 UK, Hamilton ha analizzato quanto accaduto in pista, dichiarando quanto segue:

    Penso che tutti fossimo molto vicini: le differenze sono state minime. La squadra ha fatto un ottimo lavoro con gli aggiornamenti, specialmente sul motore. Ieri eravamo abbastanza distanti, ma abbiamo fatto alcune modifiche alla vettura e siamo riusciti a ridurre quella differenza. Sfortunatamente, il mio primo giro in Q3 non è stato ideale. Ho commesso un errore, quindi ho dovuto recuperare molto nell’ultimo tentativo: è molto più difficile quando non hai un giro di sicurezza registrato. È fantastico essere lì davanti, accanto a Charles. Il rettilineo fino alla terza curva è lungo, quindi spero che possiamo lottare per un buon risultato. La Mercedes è davvero veloce questo fine settimana. Non so se avremo il loro passo, ma con la strategia o qualche opportunità possiamo provare a vincere. In ogni caso, l’importante è massimizzare i punti per la squadra“.

  • Wolff: “Russell ha alzato il piede 100 metri prima, giro regolare”

    Wolff: “Russell ha alzato il piede 100 metri prima, giro regolare”

    Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

    Nessun detto potrebbe calzare meglio in merito agli episodi al limite del regolamento che vedono come protagonista la Mercedes di Toto Wolff.

    In occasione delle qualifiche del Gran Premio d’Austria, George Russell ha conquistato la partenza dal palo strappando l’insperata pole temporanea della Ferrari, arrivata dopo due giri sensazionali messi a segno dai portacolori del Cavallino Rampante.

    Lungi dal voler ridimensionare la prestazione maiuscola dell’alfiere Mercedes, è innegabile, tuttavia, che il tempo sia stato siglato in regime di bandiera gialla, provocata dal violento impatto di Max Verstappen contro le barriere in Curva 9.

    Tale scenario ricorda da vicino la pole position conquistata da Nico Rosberg in Ungheria nel 2016: in quell’occasione il tedesco alzò a stento il piede nonostante la doppia bandiera gialla, aggiudicandosi un primato accesamente discusso che, nella lotta iridata contro Lewis Hamilton, aveva un peso specifico enorme.

    Come dieci anni fa, non sono mancate le polemiche per un cavillo regolamentare secondo il quale basta parzializzare l’acceleratore nel tratto interessato per far sì che il tempo venga convalidato.

    Sulla carta, non abbassare il parziale o alleggerire appena il gas non equivale affatto a rallentare a tal punto da garantire le condizioni di sicurezza richieste in circostanze simili.

    Di tutt’altro avviso è apparso Toto Wolff, il quale, ai microfoni di Sky Sports F1 UK, ha difeso l’operato del suo pilota:

    George si è migliorato nettamente rispetto ai passaggi precedenti, ma nel punto dell’incidente ha alzato il piede 100 metri prima del consueto, perdendo un decimo e mezzo. Il rallentamento è stato evidente, perciò il giro è regolare”.

    Una condotta differente rispetto a quella di Antonelli, che ha invece scelto di abortire il proprio tentativo rinunciando a una prima fila quasi certa.

    A tal proposito, il manager austriaco ha commentato con una nota di rammarico:

    Ho l’impressione che Kimi abbia pensato che fosse stata esposta la doppia bandiera gialla. Peccato, aveva la possibilità per continuare a spingere”