Categoria: Daily News

  • Piero Ferrari: “Alla Scuderia servono i fatti, non le chiacchiere”

    Piero Ferrari: “Alla Scuderia servono i fatti, non le chiacchiere”

    Con le battute finali di questa stagione all’orizzonte e la disputa per il titolo oramai vicina al suo capolinea, la Ferrari si trova nuovamente a dover fare i conti con un bilancio sportivo e tecnico che fatica a coincidere con le ambizioni iridate di inizio ciclo regolamentare. 

    Nonostante la seconda piazza occupata virtualmente nella Classifica Costruttori a discapito di una McLaren in affanno e di una Red Bull trascinata a fatica dagli sprazzi di genio del suo Max Verstappen, il divario di 134 lunghezze accumulato nei confronti della straripante Mercedes fa da testimone all’ennesima rincorsa al vertice rimasta incompiuta, le cui ceneri altro non faranno che andare a sommarsi a quelle risultanti dalle medesime dinamiche ripetutesi negli ultimi anni. 

    A rompere la coltre di silenzio calata sulla realtà della Rossa con lo sgretolarsi delle aspettative mondiali, però, ci ha pensato Piero Ferrari, il quale, in un’intervista rilasciata a Leo Turrini sulle colonne di Quotidiano Sportivo, non ha utilizzato mezzi termini nell’analizzare quanto di concretamente riportato a Maranello dalla SF-26, ponendo un impetuoso accento sull’appuntamento ancora una volta mancato con le previsioni delineate a inizio anno: 

    “Sommessamente credo che alla nostra Scuderia servano i fatti, non le chiacchiere. Quest’anno abbiamo visto cose buone ed altre meno buone. Abbiamo tutti il dovere di lavorare per raggiungere l’obiettivo che i nostri tifosi, che vanno sempre ringraziati per la loro pazienza, aspettano ormai da tanti anni. Nel frattempo, ancora complimenti a Kimi”. 

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Ed è la persistenza di questo digiuno, che porta alla maggiore età l’assenza del Cavallino dall’albo d’oro dedicato ai team, a rendere urgente un cambio di passo: stuzzicato sulla possibilità di vedere proprio il numero 12 della Stella in rosso, il secondogenito del Drake non ha sorvolato sul tema del mercato piloti, augurandosi di poter un giorno accogliere al volante della propria monoposto colui che è l’attuale punto di riferimento del vivaio nazionale: 

    “Su questo entrano in ballo tante circostanze, ci sono contratti da rispettare, impegni già presi. Poi, io non sono un ipocrita, chi non amerebbe vedere un italiano al volante della macchina che porta il nome di mio padre? E suppongo che per le sue radici, la cosa non dispiacerebbe nemmeno al ragazzo di Bologna. Magari un giorno succederà, perché no?”.

  • Horner: “Nel 2022 Max odiava la sua auto. Fummo costretti a cambiare”

    Horner: “Nel 2022 Max odiava la sua auto. Fummo costretti a cambiare”

    Pierre Gasly, Alexander Albon, Sergio Perez, Liam Lawson, Yuki Tsunoda, e, adesso, Isack Hadjar.

    I piloti sopracitati sono i compagni di squadra avuti da Max Verstappen dal 2019 a oggi, e che solo in rarissime occasioni sono riusciti a offrire performance che si avvicinassero allo standard incredibilmente alto fissato dal quattro volte Campione del Mondo.

    Una discrepanza di risultati divenuta una costante negli anni, a prescindere da chi si ritrovasse a occupare lo scomodissimo secondo sedile offerto dalla Red Bull.

    A fornire retroscena molto interessanti sul tema ci ha pensato Christian Horner, che da ex team principal della squadra di Milton Keynes, ha vissuto in prima persona i vari avvicendamenti tra piloti. Di seguito, uno stralcio dell’intervista concessa al podcast High Performance:

    “Durante il periodo di Daniel Ricciardo e Max, i due erano molto vicini e la vettura era piuttosto neutra. Direi che tutto è iniziato nel 2018: Max è estremamente esigente riguardo a ciò che vuole e possiede un’abilità straordinaria: riesce a spingere sempre di più l’avantreno della vettura e ad adattarsi a ciò che fa il retrotreno. Ora, nel cercare di fornirgli quello che voleva, inevitabilmente il reparto di ingegneria e l’approccio allo sviluppo seguono la strada per creare quelle caratteristiche nella vettura. Caratteristiche che altri trovavano difficile da gestire. E l’abbiamo visto nella vettura del 2021, la 16B, o anche nella vettura precedente”.

    “Nel 2021 – ha proseguito Horner – Alex Albon ha svolto un lavoro straordinario dietro le quinte nello sviluppo della vettura del 2022, ed era perfettamente adattata al suo stile di guida, molto più classico e probabilmente simile a quello di Perez o Ricciardo. Quando abbiamo iniziato la stagione 2022, Max odiava la vettura: era troppo sottosterzante. All’improvviso sia lui che Sergio stavano vincendo una gara a testa ed erano molto più vicini”.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT images

    Una situazione non troppo gradita dall’entourage di Verstappen, che non tardò a farsi sentire:

    “Ricordo di essermi seduto con il management di Max, durante il Gran Premio d’Azerbaijan, e che mi dissero: ‘Senti, avete sviluppato questa vettura intorno a Checo. Dovete invece concentrarvi su ciò di cui Max ha bisogno‘. Il messaggio che mi veniva trasmesso era molto chiaro. Max è la risorsa principale, è il pilota con cui hai più probabilità di vincere. Qualsiasi team di ingegneri graviterà in modo naturale verso il pilota più veloce, così come un team si orienterà verso chi ritiene possa garantirgli il miglior risultato”.

  • Resta: “La Macarena? Mercedes aveva progettata quel tipo di ala già un anno fa”

    Resta: “La Macarena? Mercedes aveva progettata quel tipo di ala già un anno fa”

    L’ala posteriore ribaltabile – poi ribattezzata “Macarena” da Frederic Vasseur – è stata senza dubbio l’innovazione che ha creato maggior scalpore e curiosità nel corso dei test pre-stagionali disputati in Bahrain a febbraio.

    Il sistema non era ancora ultimato, di conseguenza è stato necessario attendere ulteriori test prima di vederlo ufficialmente implementato sulla Ferrari SF-26 durante il Gran Premio di Miami.

    Come da consuetudine in Formula 1, la concorrenza non ha tardato ad accodarsi alla scuderia di Maranello, introducendo la propria versione della Macarena: parliamo, nello specifico, di dirette avversarie quali Red Bull e McLaren.

    Scelta diversa è stata fatta, invece, dalla Mercedes, scuderia di riferimento in questo 2026 che ha deciso di non investire su un concetto che, per quanto innovativo, non garantisce un vantaggio di performance tale da giustificare un’ingente spesa in Ricerca e Sviluppo.

    Questa è, quantomeno, l’opinione di Simone Resta, vice-direttore tecnico della compagine di Brackley, il quale ha altresì rivelato che l’ala Macarena era stata già presa in considerazione ancor prima che essa apparisse per la prima volta sulla Ferrari:

    “Probabilmente sto per dire qualcosa che non abbiamo mai rivelato prima: avevamo già progettato un’ala di questo tipo più di un anno fa. Abbiamo valutato il concetto nei minimi dettagli: è evidente che offre un vantaggio in termini di riduzione della resistenza aerodinamica, ma riduce anche la deportanza ogni volta che il sistema è aperto. Di conseguenza, non ritenevamo che il compromesso complessivo giustificasse l’investimento nello sviluppo o nella produzione dei componenti”.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT images

    Intervenuto al Nu Silver Arrows Radio Show, l’ingegnere imolese ha poi precisato come non sia affatto da escludere che in futuro l’ala ribaltabile possa essere introdotta anche sulle Mercedes di George Russell e Andrea Kimi Antonelli:

    “Tale conclusione, tuttavia, non è necessariamente definitiva e potremmo riconsiderarla. Manteniamo un atteggiamento umile, valutiamo ogni soluzione che vediamo altrove e valutiamo se vi sia qualcosa di utile che possiamo adottare”.

  • Resta: “Con i nuovi aggiornamenti la W17 non è più bilanciata, ma sappiamo dove intervenire”

    Resta: “Con i nuovi aggiornamenti la W17 non è più bilanciata, ma sappiamo dove intervenire”

    Le ultime tappe in Malaysia e Singapore si sono rivelate un percorso a ostacoli per la Mercedes, costretta agli straordinari per esaminare l’anomalo comportamento degli aggiornamenti introdotti sulla W17.

    Il nuovo pacchetto aerodinamico, studiato a Brackley per estrarre più carico aerodinamico, si è dimostrato un’arma a doppio taglio, compromettendo il bilanciamento ideale della vettura. Gli alfieri della Stella si sono così ritrovati al volante di una monoposto ben diversa da quella che, fino a poche settimane prima, aveva lasciato soltanto le briciole alla concorrenza.

    Gli ingegneri di Brackley hanno riscontrato un significativo incremento del downforce, ma con un guadagno disomogeneo nelle diverse aree della vettura, in favore dell’asse anteriore: da qui la scelta strategica di far provare ad Andrea Kimi Antonelli, a Marina Bay, l’ala destinata a debuttare ad Austin e che con ogni probabilità rivedremo nei prossimi appuntamenti.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUY Media

    Questo aspetto aiuta a spiegare le sofferenze della “nuova W17”, che da monoposto particolarmente stabile al posteriore si è ritrovata con un avantreno improvvisamente più reattivo, modificando radicalmente il proprio equilibrio.

    Tuttavia, i dati raccolti dal team anglo-tedesco mostrano come la direzione di sviluppo intrapresa non sia affatto da scartare, ma richieda una necessaria ricalibrazione degli assetti e delle finestre di funzionamento.

    Come sempre, sulla bontà del percorso sarà solo la pista a sancire il verdetto, ma serviranno lavoro e pazienza, come confermato ai microfoni del Nu Silver Arrows Radio Show dal vice-direttore tecnico Simone Resta:

    “Il nostro obiettivo era ottenere più carico aerodinamico e le rilevazioni ci mostrano un effettivo aumento della deportanza. Purtroppo, però, è una dinamica complessa: siamo riusciti a generare più carico, ma forse non siamo riusciti a ottenere lo stesso livello di incremento in ogni singola condizione di funzionamento della vettura. Questo ha modificato il bilanciamento: l’anteriore è diventato più efficace, forse addirittura più di quanto ci aspettassimo. Di conseguenza, bisogna ricentrare la finestra d’esercizio della vettura, e questo richiede tempo“.

  • Horner su Drive to Survive: “Uno spettacolo teatrale, Steiner ha fatto carriera senza un podio in F1”

    Horner su Drive to Survive: “Uno spettacolo teatrale, Steiner ha fatto carriera senza un podio in F1”

    La figura di Christian Horner continua a pesare nel paddock anche ora che il suo ruolo operativo è sospeso, almeno per il momento.

    L’ex team principal della Red Bull è infatti al centro delle voci che lo vorrebbero in Ferrari, seppure il percorso per vestirsi di rosso appaia parecchio complicato.

    In una recente intervista ad Autosport, Horner è tornato sui rapporti costruiti nel paddock e sul modo in cui Netflix li ha raccontati con “Drive to Survive“, a partire dalla rivalità con Toto Wolff, che la serie ha reso ancora più marcata:

    “Toto è un avversario formidabile e la Mercedes è una squadra enorme. Ma lui è emotivo, competitivo, determinato, e abbiamo vissuto una bella rivalità. Nutro un enorme rispetto per ciò che ha fatto e per i risultati che ha raggiunto, ma credo che in tutti gli sport ci debba essere rivalità. Non si può essere tutti migliori amici in ogni momento: non sarebbe fedele alla realtà”.

    A suo avviso, però, il confronto non deve degenerare sul piano personale:

    “È positivo avere una rivalità, purché non sfoci sul piano personale. Le rivalità danno una spinta allo sport e credo che anche all’interno di una squadra sia necessario avere il fuoco dentro se si vuole vincere”.

    Il discorso è poi passato al modo in cui la serie ha raccontato il paddock, con una stoccata a Guenther Steiner, personaggio che dalla notorietà televisiva ha ricavato molto più di quanto ottenuto in pista:

    “Quando le telecamere sono arrivate per la prima volta, era tutto molto autentico. Poi, con il passare delle stagioni, si è avvertito che c’era molta più attenzione all’immagine personale e tutto è diventato un po’ più simile a uno spettacolo teatrale. Guenther Steiner ha costruito una carriera grazie a questo… voglio dire, non credo abbia mai ottenuto un podio in Formula 1! Ma buon per lui. È un personaggio, un personaggio piuttosto spaventoso quando lavorava per noi, ma sì, ha portato nello sport una fan base completamente nuova, e questo è stato fantastico”.

  • Ferrari, ultima chiamata per la SF-26: ad Austin atteso il quarto pacchetto di aggiornamenti

    Ferrari, ultima chiamata per la SF-26: ad Austin atteso il quarto pacchetto di aggiornamenti

    Con un campionato ormai entrato nella sua fase conclusiva e lo sguardo inevitabilmente rivolto al futuro, la Ferrari si prepara a introdurre un ultimo, importante pacchetto di aggiornamenti, nel tentativo di migliorare la competitività della propria monoposto e chiudere nel migliore dei modi la stagione.

    Secondo quanto riportato da AutoRacer.it, sul tracciato di Austin dovrebbe infatti debuttare il quarto e ultimo pacchetto evolutivo della SF-26, concentrato principalmente su fondo e pance laterali.

    Proprio il fondo rappresenterà il cuore dell’intervento, con i tecnici di Maranello intenzionati a migliorare la gestione dei flussi aerodinamici e la generazione di carico, cercando al tempo stesso di rendere la vettura meno sensibile alle diverse condizioni di utilizzo.

    A questo si aggiungeranno alcune modifiche alle pance, che dovrebbero presentare prese d’aria leggermente più strette, accompagnate da una revisione delle aperture di raffreddamento della carrozzeria.

    Peter Kiss / WHYOUT images

    L’obiettivo, dunque, non sarà soltanto quello di trovare qualche decimo sul giro, ma soprattutto quello di ampliare la finestra di funzionamento di una monoposto che, nel corso della stagione, ha mostrato più volte difficoltà nel mantenere un rendimento costante.

    Resta naturalmente da capire quale sarà l’effettivo impatto delle novità, considerando che il progetto si avvicina ormai alla conclusione del proprio ciclo di sviluppo, con gli sforzi della Scuderia destinati a concentrarsi sempre più sulla vettura del 2027.

    Austin rappresenterà quindi un banco di prova particolarmente significativo per Charles Leclerc e Lewis Hamilton, chiamati a verificare se gli ultimi interventi tecnici consentiranno finalmente alla Ferrari di compiere un passo in avanti concreto, in termini di prestazioni e di risultati.

  • Leclerc: “Con Verstappen in Curva 1 è stato meglio non rischiare, altrimenti saremmo finiti nel muro”

    Leclerc: “Con Verstappen in Curva 1 è stato meglio non rischiare, altrimenti saremmo finiti nel muro”

    L’ennesima prova di grande sostanza e un secondo posto che, per quanto visto sotto le stelle di Marina Bay, rappresenta probabilmente il massimo risultato possibile.

    È questo il responso emerso dal Gran Premio di Singapore per Charles Leclerc, autore di una prestazione solida nella quale ha saputo ancora una volta spremere tutto il potenziale della propria Ferrari, senza però poter contendere realmente la vittoria a un super Max Verstappen.

    Allo spegnimento dei semafori, il monegasco ha provato subito a insidiare l’olandese in Curva 1, salvo poi alzare saggiamente il piede per evitare rischi, prima di dover fare i conti con una SF-26 che, dopo i primi giri trascorsi negli scarichi della Red Bull, ha iniziato a mostrare qualche difficoltà sul passo gara, complice anche un degrado delle gomme che ha progressivamente allontanato Leclerc dalla testa della corsa.

    Archiviata la girandola dei pit-stop, la gara del numero 16 è proseguita senza particolari sussulti, almeno fino alla Virtual Safety Car provocata dal ritiro di Lance Stroll, che ha permesso al ferrarista di fermarsi nuovamente ai box per montare un set di gomme morbide.

    Peter Kiss / WHYOUT images

    Rientrato alle spalle di Lewis Hamilton, rimasto invece in pista, Leclerc ha rapidamente riconquistato la posizione, tentando poi di ricucire il distacco da Verstappen, senza però riuscire a impensierirlo e chiudendo così al secondo posto una gara solida e senza sbavature, che gli ha regalato il primo podio in un Gran Premio dal Belgio.

    “All’inizio con Max è stato meglio non rischiare, altrimenti saremmo entrambi finiti a muro “, ha spiegato il pilota della Ferrari a Sky Sport F1 Italia:

    “È stato al limite, però l’ha giocata bene perché sapeva che, lasciandomi così poco spazio, c’era poco da fare dal mio lato. È stato un peccato perché per i primi giri lui aveva un problema di deployment e io non lo sapevo. In quel momento forse avrei potuto usare più della mia batteria, però con il senno di poi si può sempre fare meglio. Max ne aveva comunque di più “.

    Il pilota di Monte-Carlo si è infine soffermato sui progressi della Ferrari:

    “Dobbiamo ancora fare dei passi in avanti. Abbiamo portato qualche pezzo che ci ha permesso di fare degli step, ma non è ancora abbastanza. Però, continuando a spingere al massimo, spero che ci possiamo ritrovare sul gradino più alto al più presto “.

  • Verstappen: “Sensazioni da 2023? Quasi, ma vincere oggi è più difficile”

    Verstappen: “Sensazioni da 2023? Quasi, ma vincere oggi è più difficile”

    Max Verstappen mette finalmente la propria firma anche su Singapore, un tracciato su cui in carriera non era mai riuscito a vincere.

    Il pilota della Red Bull ha costruito a Marina Bay un week-end impeccabile, vincendo la Sprint Race, conquistando la pole position e controllando la gara principale dall’inizio alla fine.

    La corsa si è indirizzata già alla prima curva, dove l’olandese ha chiuso la porta a Charles Leclerc con una grande staccata, difendendo una prima posizione che su un tracciato come questo pesa enormemente sull’esito finale.

    Un risultato che conferma la crescita della squadra di Milton Keynes, che sembra aver finalmente decifrato la RB22 e accorciato il distacco da una Mercedes che a inizio stagione appariva irraggiungibile.

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    Al termine del Gran Premio, Super Max ha analizzato così la propria domenica ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “Abbiamo avuto qualche problema con la distribuzione dell’energia nei primi giri e per questo Charles mi era così vicino. Una volta che l’abbiamo sistemato è stato tutto più lineare e sono riuscito a gestire bene le gomme. Mi sono costruito un buon vantaggio per evitare gli undercut da parte dei piloti che mi stavano dietro ed è esattamente il modo in cui vuoi correre qui”.

    Dopo le vittorie consecutive di Sepang e Singapore, Verstappen è stato infine interpellato sulla possibilità di rivivere sensazioni simili a quelle del 2023:

    “Mi piacerebbe, e quasi mi sembra così. Però è ancora più difficile vincere rispetto a quell’anno“.

  • Hamilton: “Due piccole modifiche in Q3 hanno cambiato totalmente la macchina”

    Hamilton: “Due piccole modifiche in Q3 hanno cambiato totalmente la macchina”

    Si è chiuso con un pizzico di rammarico il sabato di Singapore per Lewis Hamilton, terzo al termine di una sessione di qualifiche che, almeno fino alle battute finali, sembrava poter regalare al numero 44 un risultato decisamente più importante.

    Dopo aver chiuso al comando sia il Q1 che il Q2, mostrando un ottimo feeling con la SF-26 e dando la sensazione di avere tutte le carte in regola per giocarsi la pole position, nel momento decisivo il britannico non è riuscito a concretizzare quanto di buono fatto vedere in precedenza.

    Nel corso del Q3, infatti, il sette volte Campione del Mondo ha incontrato qualche difficoltà di troppo nel mettere insieme un giro pulito, andando incontro a diverse sbavature e dovendosi infine accontentare della terza posizione, con un ritardo di 123 millesimi dal miglior tempo fatto registrare da Max Verstappen.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT images

    Se da un lato resta dunque inevitabile una punta di amarezza per un’occasione che sembrava alla portata, dall’altro Hamilton e la Ferrari possono guardare con fiducia alla gara di domani, con la presenza di entrambe le Rosse nelle prime tre posizioni che potrebbe rappresentare un’opportunità da sfruttare tanto in pista quanto sul piano strategico.

    “Nel Q3 abbiamo fatto due piccolissimi cambiamenti, uno sul bilanciamento di frenata e un click all’ala anteriore, e a quel punto la macchina è stata totalmente diversa “, ha esordito il pilota di Stevenage ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “Questo dimostra che la macchina è veloce quando abbiamo il bilanciamento giusto, ma quando invece non lo azzecchiamo ci sono quei piccoli margini che ti fanno cambiare tutto. Basta davvero un piccolissimo cambiamento, perché la vettura è al limite. Dobbiamo guardare proprio questo aspetto, in modo da capire qual è il punto di rottura, perché la modifica che abbiamo fatto oggi in Q3 è stata il punto di rottura che mi ha fatto perdere quei decimi che non mi hanno permesso di lottare per la pole position“.

  • Leclerc: “Passare la Red Bull sul rettilineo è quasi impossibile, dovremo inventarci qualcosa”

    Leclerc: “Passare la Red Bull sul rettilineo è quasi impossibile, dovremo inventarci qualcosa”

    La sessione di qualifica del Gran Premio di Singapore si è aperta all’insegna della sofferenza per Charles Leclerc.

    Il monegasco, però, proprio all’ultimo tentativo ha agguantato la seconda casella per la gara di domani, chiudendo ad appena 54 millesimi dalla pole position di Max Verstappen.

    Rimasto alle spalle del compagno Lewis Hamilton fin dalla Sprint Race, il numero 16 è riuscito nel momento decisivo a estrarre dal cilindro un giro mozzafiato, sfiorando i muretti di Marina Bay e precedendo il britannico.

    Con un degrado gomma ancora da decifrare per via dell’assenza di simulazioni nelle libere, la speranza della Rossa per la gara è di confermare una buona gestione degli pneumatici.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT images

    Tuttavia, su un tracciato dove superare è complicato e lo scatto al via resta cruciale, le strategie potrebbero rappresentare un tassello fondamentale per puntare alla vittoria e, al contempo, un’occasione di riscatto per il muretto del Cavallino Rampante dopo l’errore commesso in Malaysia.

    Raggiunto dai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Leclerc ha analizzato così la sua sessione:

    “Nel mio ultimo tentativo in Q3 ho chiuso gli occhi, non letteralmente (ride, ndr). Ho disconnesso il cervello dai pensieri che mi avevano lasciato le due manche precedenti, dove non è andata molto bene. Non so cosa avesse la mia macchina, ma sembrava non frenare dritta: cercare gli ultimi metri in staccata nel Q3 è stato molto difficile. L’unico rammarico rimane l’approccio in Curva 13, ma lì abbiamo faticato tutti: è stato comunque un ottimo giro. Non penso che domani ne avremo abbastanza per sorpassare in rettilineo, la Red Bull va davvero forte. Dovremo passare in partenza oppure provare un attacco due contro uno, ma è sempre un rischio“.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT images

    In conferenza stampa, il ferrarista ha poi dedicato un pensiero al proprio percorso, incrociato con quello di Verstappen:

    “Stavo parlando con Max nella cooldown room del fatto che i tempi dei kart sembrano risalire a ieri. È semplicemente bello esserci seguiti a vicenda e lottare ora in Formula 1. Lui ha un po’ troppi campionati di vantaggio adesso, ma spero di riprenderlo un giorno“.