Categoria: Daily News

  • Leclerc: “Domani possiamo lottare per la pole position”

    Leclerc: “Domani possiamo lottare per la pole position”

    Nella Sprint Qualifying di Singapore, Charles Leclerc ha mostrato fin da subito un ottimo feeling con la SF-26, chiudendo al secondo posto l’SQ1 per poi balzare al comando nell’SQ2.

    Nel momento decisivo, però, il monegasco non è riuscito a ripetersi, preceduto sul traguardo da Max Verstappen e George Russell.

    Il tracciato cittadino, privo di lunghi rettilinei, sembra comunque esaltare i punti di forza della SF-26 sul giro secco, permettendo di valorizzare al meglio l’efficacia della monoposto a centro curva.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT images

    Sorpassare a Marina Bay resta tuttavia un’impresa complessa, elemento che rende la posizione di partenza un fattore determinante per l’esito della gara breve.

    Al termine della sessione, Leclerc ha analizzato la propria prova ai microfoni di F1 TV, mostrandosi moderatamente soddisfatto ma lucido sul divario che ancora separa la Rossa dai primi:

    “Penso di aver tirato fuori il massimo dal tempo a disposizione. Gli altri hanno completato due giri di raffreddamento, noi soltanto uno, ma non deve essere una scusa. Nelle ultime tre o quattro gare abbiamo perso qualcosa in termini di prestazione pura e non siamo ancora abbastanza veloci per batterci alla pari con loro. Credo comunque che la vettura abbia ancora del potenziale inespresso. Domani, ottimizzando alcuni dettagli, potremmo essere lì davanti o comunque molto vicini, in piena lotta per la pole position. Nel complesso non è andata male, ma ci manca ancora qualcosina per poter fare davvero la differenza”.

  • Helmut Marko: “Vergognoso che la Formula 1 si fermi per un software”

    Helmut Marko: “Vergognoso che la Formula 1 si fermi per un software”

    Il surreale giro di formazione del Gran Premio del Bahrain in Malaysia rappresenta il punto più basso raggiunto dal nuovo ciclo regolamentare inaugurato quest’anno, un ciclo che continua ad alimentare il malcontento per i tanti ed evidenti limiti che emergono gara dopo gara.

    Il cortocircuito dei software gestiti dalla FIA ha suscitato reazioni di vario genere tra i piloti: dall’ilarità via radio di Max Verstappen nell’osservare il caos provocato dall’improvvisa perdita di potenza di numerose vetture, passando per l’ironia tagliente di Sergio Perez che, nel descrivere quanto accaduto, ha paragonato le vetture attuali a dei “kart a noleggio“, fino all’indignazione non molto “British” di George Russell, secondo il quale non sembrava di assistere a una gara di Formula 1.

    Al coro degli indignati si è aggiunta anche una figura storica del paddock, quella di Helmut Marko che, in un’intervista esclusiva concessa al quotidiano austriaco OE24, ha spiegato come ha vissuto, ormai da semplice spettatore, la gran confusione andata in scena a Sepang:

    “Ero completamente rilassato davanti alla televisione, come un normale appassionato di Formula 1. Ho smontato gli schermi aggiuntivi che avevo installato dopo il primo Gran Premio. Ora mi basta quello che vedo in TV, anche se l’attesa è stata davvero noiosa per il lungo ritardo causato dalla pioggia”.

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    Se il ritardo dovuto alla pioggia può essere comprensibile, l’ex consulente della Red Bull non trova giustificazione alcuna per il bug sistemico verificatosi sulle monoposto:

    “È vergognoso che un prodotto di alto livello come la Formula 1 venga fermato da un problema di software”.

  • Hamilton: “Ogni volta che vengo a Singapore sogno di ripetere la pole position del 2018”

    Hamilton: “Ogni volta che vengo a Singapore sogno di ripetere la pole position del 2018”

    Lewis Hamilton è arrivato a Singapore fresco del terzo posto conquistato con le unghie e con i denti nel Gran Premio del Bahrain in Malaysia.

    Archiviata la gara a Sepang, il pilota della Ferrari si è presentato nel paddock di Marina Bay con l’umore alto, convinto che la configurazione del tracciato e la presenza della Sprint possano andare incontro alle caratteristiche della SF-26.

    Queste le dichiarazioni rilasciate da Lewis a F1 TV:

    “Siamo qui per attaccare. Credo che il format Sprint renda questo week-end il più stimolante dell’anno, sarà una vera sfida. Sulla carta i circuiti cittadini si addicono alla nostra macchina e su questo tracciato ad alto carico i rettilinei non sono così lunghi, quindi dovremmo patire meno il deficit di potenza che ci separa dagli altri propulsori e al tempo stesso dovremmo riuscire a sfruttare la velocità in curva della SF-26″.

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    Su un tracciato cittadino come questo, dove la confidenza con la vettura sarà uno dei fattori decisivi, il programma ridotto lascia pochissimo tempo per costruire il feeling, chiedendo ai piloti maggiore velocità di adattamento.

    Il sette volte Campione del Mondo ha infatti poi spostato il focus verso il lavoro che il team dovrà affrontare per preparare al meglio l’esecuzione del fine settimana, lasciando spazio a qualche ricordo personale su questo circuito:

    “Tutte le volte che vengo qui l’obiettivo è rifare il giro da pole del 2018 che fu veramente eccezionale. Abbiamo una sola sessione di prove libere e dovremo accertarci di avere un assetto solido in grado di assorbire o di copiare bene tutti i bump che caratterizzano questa pista”.

  • Verstappen: “Che orgoglio vincere il primo Gran Premio con un motore Red Bull”

    Verstappen: “Che orgoglio vincere il primo Gran Premio con un motore Red Bull”

    La vittoria conquistata da Max Verstappen nel Gran Premio del Bahrain in Malaysia ha un valore che va oltre il semplice risultato sportivo.

    Per la Red Bull si tratta infatti del primo successo ottenuto con la propria Power Unit, un passaggio simbolico e tecnico di enorme peso all’interno del nuovo ciclo regolamentare.

    “Tolta la partenza, tutto il resto è andato bene”, ha spiegato il campione olandese ai microfoni di Sky Sports F1 UK, aggiungendo: “Penso che anche come squadra abbiamo preso tutte le decisioni giuste, con calma e in modo molto lineare. È esattamente così che ci piace lavorare”.

    Il punto centrale riguarda ciò che questo trionfo rappresenta per la struttura di Milton Keynes: dopo anni trascorsi da team cliente, la scuderia ha costruito un proprio reparto motori e l’affermazione di Sepang segna il primo vero riscontro al vertice assoluto.

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    “Per noi è un momento di grande orgoglio vincere la prima gara con il nostro motore”, ha rimarcato Verstappen, elogiando poi l’impegno corale della fabbrica: “Tutti stanno contribuendo tantissimo, cercando costantemente prestazione, aggiornamenti e soluzioni per spingere il team in avanti”.

    Il pilota della Red Bull evita comunque di trasformare la festa malese in una sentenza sul prosieguo del campionato, consapevole di come i valori in campo rimangano strettamente legati alle caratteristiche dei singoli tracciati:

    “Spero ovviamente che possano arrivarne altre, ma sarà una questione molto specifica da pista a pista. Lo scorso week-end eravamo veloci in curva, ma non sui rettilinei rispetto alla Mercedes. Qui invece siamo discreti in curva e molto rapidi sul dritto”.

    Una variabilità che impone alla squadra di continuare a indagare a fondo il potenziale del pacchetto tecnico:

    “Dobbiamo probabilmente capire meglio tutto l’insieme: comprendere perché siamo veloci e perché magari in altri momenti fatichiamo di più, procedendo passo dopo passo, gara dopo gara”.

  • Leclerc: “Red Bull prende costantemente decisioni più azzeccate di noi”

    Leclerc: “Red Bull prende costantemente decisioni più azzeccate di noi”

    Si è chiuso con un quarto posto finale il Gran Premio del Bahrain in Malaysia di Charles Leclerc, al termine di una lunga corsa iniziata come peggio non si poteva ma conclusa almeno in maniera più che dignitosa.

    Dopo la pioggia battente abbattutasi sul tracciato di Sepang, che ha ritardato il via della contesa, la Ferrari ha scelto di presentarsi al via con gomme slick, pensando forse di trovare una pista ormai quasi completamente asciutta.

    Una previsione che, però, si è rivelata errata: allo spegnimento dei semafori la SF-26 si è infatti trovata in enorme difficoltà nel restare in pista, mentre chi aveva optato per le intermedie è riuscito immediatamente a prendere il largo.

    Come se non bastasse, nel caos dei primi giri Leclerc, alle prese con pochissimo grip, è finito lungo entrando in contatto con Bortoleto e danneggiando l’ala anteriore. Inevitabile a quel punto il ritorno ai box per sostituirla e montare le gomme da bagnato, con il monegasco scivolato in fondo al gruppo e costretto a dare il via a una lunga rimonta che – grazie anche al buon passo della SF-26 – ha visto il numero 16 risalire fino ai piedi del podio.

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    “Diversificare è sempre la scelta più sicura “, ha esordito Leclerc ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, “ma è anche vero che in quelle condizioni uno dei due avrebbe avuto una gara bruttissima, perché non c’è via di mezzo: una scelta sarebbe stata sbagliatissima e l’altra buonissima. Pensavamo di aver fatto quella giusta e infatti la maggior parte della griglia, tredici macchine più o meno, era con le slick. Abbiamo giudicato male “.

    A tal proposito, il numero 16 non ha nascosto un pizzico di malcontento per le decisioni prese, indicando anche un aspetto sul quale a Maranello servirà fare un passo avanti:

    “Ci sono team che in queste condizioni prendono costantemente decisioni più azzeccate, penso particolarmente alla Red Bull. Su questo dobbiamo migliorare. Detto ciò, tutto quello che poteva andare storto nella prima parte di gara è andato storto, mentre tutto quello che poteva andare al meglio nella seconda è andato al meglio. Credo che un risultato migliore di terzo o quarto oggi non fosse possibile, anche in una gara normale “.

    Interrogato infine sulla possibilità di correre con queste monoposto sul bagnato, Leclerc ha sollevato più di qualche perplessità:

    “Sicuramente ci sono dei rischi. Possono essere guidate? Sì. Ma ci sono situazioni in cui noi non abbiamo il controllo della macchina e della potenza che riceviamo dalla Power Unit, ed è questo che non ci piace, penso a tutti i piloti “.

  • Hamilton: “Quella di Sepang era una gara che potevamo vincere”

    Hamilton: “Quella di Sepang era una gara che potevamo vincere”

    Il Gran Premio del Bahrain in Malaysia ha riportato in scena l’Hamilton dei tempi migliori, autore di una rimonta che lo ha condotto dalle retrovie fino al terzo posto, interrompendo un digiuno di cinque gare senza podi per la Ferrari.

    Il britannico ha letteralmente ricostruito la propria gara dopo una partenza disastrosa, complice la scelta delle gomme soft su pista bagnata che lo aveva fatto scivolare nelle ultime posizioni.

    Hamilton ha poi tenuto un ritmo forsennato, risalendo fino alla quarta piazza e ricucendo un gap di dieci secondi nei confronti di Isack Hadjar.
    La Safety Car nel finale ha semplificato il compito del britannico, che ha approfittato della situazione per sorpassare il pilota della Red Bull, regalando ai tifosi della Rossa un finale inatteso dopo una partenza complicata.

    Proprio sulla scelta delle gomme allo start, Hamilton è tornato a lungo ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, ripercorrendo i momenti vissuti nei minuti precedenti al via.

    “È stata un’esperienza dolorosa. Sono entrato in corsia box, ho guardato e ho visto che era ancora bagnato. Poi sono andato al muretto, ho guardato la pista ed era ancora bagnata. La gara veniva posticipata e normalmente avrebbe dovuto asciugarsi, però c’erano tanti schizzi anche sulla griglia. Mi dicevo: «sono sicuro che si asciugherà», però vedo che è ancora bagnata. Pensavamo che anche Max avrebbe montato le gomme d’asciutto. Pensavamo fosse la scelta giusta e invece è andata al contrario. Quando ce ne siamo accorti era troppo tardi”.

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    Nonostante l’errore iniziale, il pilota britannico ha sottolineato il lavoro del muretto di Maranello, capace di rimediare con una giusta strategia nel resto della gara.

    “Mantenere la macchina in pista è stata davvero dura dopo quella scelta, però il team ha fatto un ottimo lavoro con i pit-stop. I meccanici hanno fatto un lavoro fantastico. Abbiamo fatto tutte le scelte giuste anche nelle tempistiche. La strategia dopo quel momento è stata buona. Ero a un minuto e ho concluso al terzo posto ed è davvero fantastico. Sono molto grato di questo”.

    Interpellato da Sky Sports F1 UK se con una mescola diversa in partenza avrebbe potuto vincere la gara, Hamilton ha risposto con un secco: “Sì”.

  • Wolff: “Non possiamo andare avanti così”

    Wolff: “Non possiamo andare avanti così”

    Il caotico Gran Premio del Bahrain andato in scena in maniera insolita sul tracciato di Sepang ha portato con sé una scia di perplessità, tanto intestine ai singoli team quanto relative all’operato della Federazione Internazionale, dalla quale, a uscirne particolarmente sconfitti per quanto riguarda il valore effettivo dei punti portati a casa a discapito delle aspettative, sono stati soprattutto gli uomini della Mercedes. 

    Non è bastata neanche la supervisione delle spettacolari Torri Petronas sul nuovo pacchetto di aggiornamenti a salvare la scuderia di Brackley dall’ennesimo KO tecnico, che ha vietato alla W17 di George Russell di andare a prendere la bandiera a scacchi con una terza piazza al seguito che, dopo quanto sperimentato nel corso della difficile qualifica del sabato, gli avrebbe perlomeno permesso di non perdere ulteriore contatto dal suo compagno di box sul lungo termine. 

    Nonostante il secondo posto portato a casa da Andrea Kimi Antonelli, infatti, a prevalere sulla consapevolezza di aver fatto un ulteriore piccolo passo verso l’obiettivo ultimo è stata la rabbia mista a incredulità che ha permeato le parole rilasciate da Toto Wolff ai microfoni di Sky Sports F1 UK, spettatori di una cascata di malumore che lui stesso ha definito senza precedenti: 

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    “Sono immensamente frustrato. Innanzitutto, non avevamo la velocità che speravamo di avere prima del fine settimana. Poi la gara ci ha remato contro: con un vantaggio del genere, una Virtual Safety Car e due Safety Car. Per rendere il tutto peggiore, il problema alla Power Unit di George a pochi giri dalla fine, il che è terribile per la sua stagione e per i nostri punti nella Classifica Costruttori. Anche se amo essere qui, credo sia stata una delle mie peggiori esperienze in assoluto”. 

    Lungi dal cadere nella trappola di vezzi che gli aggiornati 151 punti di vantaggio sulla Ferrari potrebbero tendergli, il team principal della Stella non ha utilizzato mezzi termini nel sottolineare quello che dovrà trasformarsi nel fulcro verso cui indirizzare gli sforzi di tutti i suoi uomini: se si vuole vincere, quello che è accaduto nella giornata di oggi (e che accade a cadenza ormai fin troppo regolare) non può più ripetersi. 

    “Antonelli ha conquistato qualche punto di più di Lewis e sono contento che abbia fatto il suo lavoro, ma il problema dei DNF sta sovrastando tutti gli altri e ci potrebbe costare caro in vista delle ultime sette gare perché il campionato può rivoltarsi contro di noi velocemente: non si può andare avanti così”.

  • Leclerc: “Sono stato troppo aggressivo e ne ho pagato il prezzo”

    Leclerc: “Sono stato troppo aggressivo e ne ho pagato il prezzo”

    Le qualifiche del Gran Premio del Bahrain in Malaysia hanno consegnato a Charles Leclerc sensazioni contrastanti e un quinto tempo sul campo, convertito nel quarto posto effettivo sulla griglia di partenza per effetto della penalità inflitta a Isack Hadjar per la sostituzione dell’ICE.

    Il monegasco ha impostato il suo tentativo d’assalto cercando subito il limite nella prima parte del tracciato, ma la scelta ha presentato un conto salato nel prosieguo della tornata, quando il surriscaldamento e il degrado termico al retrotreno hanno reso la monoposto estremamente instabile.

    Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Leclerc non ha nascosto il compromesso mancato tra foga e gestione:

    “È andata abbastanza bene, ho iniziato a spingere di più nel primo settore. Mi piacciono le macchine puntate, ma purtroppo il degrado sulle posteriori si è fatto sentire. Dal secondo settore in poi facevo tantissima fatica, ho pagato il prezzo di essere stato forse un po’ troppo aggressivo”.

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    Un’analisi lucida che fotografa anche la sconfitta nel confronto diretto di box contro Lewis Hamilton, capace di issare la sua vettura fino alla prima fila: “Lewis ha fatto un super giro, l’ha spinta al massimo”, ha ammesso senza cercare attenuanti.

    Se sul giro secco il sette volte iridato ha trovato l’incastro perfetto, il verdetto del sabato non esaurisce affatto le ambizioni del numero 16.

    La Ferrari sembra infatti aver deliberato un’impostazione d’assetto e una strategia con lo sguardo dichiaratamente rivolto alla domenica, sacrificando parte della prestazione pura in ottica usura:

    “Penso che su una pista così tutto si giochi in gara. Su quello abbiamo fatto delle scelte un pochino diverse rispetto agli altri, non troppo rispetto a Max, ma comunque diverse. Sono fiducioso delle nostre decisioni, solo il tempo ci dirà se abbiamo fatto bene”

  • Hamilton: “In fabbrica stanno lavorando duramente sulla Power Unit”

    Hamilton: “In fabbrica stanno lavorando duramente sulla Power Unit”

    Con il ritorno inaspettato del tracciato di Sepang in calendario, si è fatta strada nel cuore degli appassionati una dolcissima ventata di nostalgia. 

    Ma a riproporsi con prepotenza, oggi, non è stato solamente il circuito malese. 

    La seconda piazza conquistata da Lewis Hamilton nelle qualifiche dell’insolito Gran Premio del Bahrain in Malaysia porta con sé una duplice volontà: quella di rifarsi e quella di non permettere agli avversari di dimenticarsi di lui. Un’ostinazione che il sette volte Campione del Mondo sembra capace di trasformare in prestazione proprio quando serve di più. 

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    Dopo le perplessità mediatiche che hanno incastrato nella loro morsa i vertici di casa Ferrari nei giorni che hanno seguito l’appuntamento di Baku, infatti, ci ha pensato lo stesso alfiere britannico, davanti ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, a riportare l’attenzione sull’operato degli uomini del Cavallino, ricordandone il ruolo centrale dietro quello che ha descritto come un cammino improntato al successo: 

    “È un grandissimo risultato per noi e voglio ringraziare di cuore il team in fabbrica perché tutta quella negatività affligge loro più di noi. Non siamo dove vorremmo essere, però stanno facendo tantissimo lavoro per aggiornare la Power Unit per l’anno prossimo: c’è già un miglioramento enorme rispetto all’anno scorso, quando non lottavamo per la prima fila, non lottavamo per le vittorie”. 

    Interrogato dai media sui dettagli che gli hanno permesso di fare la differenza e di assicurarsi la prima fila, il nativo di Stevenage ha rivelato che a limare il suo tempo ci ha pensato un cambiamento, non ulteriormente specificato, apportato alla monoposto nei minuti che hanno preceduto l’ingresso in pista: 

    “Abbiamo fatto un’ultima modifica prima delle qualifiche e credo che ci abbia permesso di centrare il giusto equilibrio: essere riusciti a colmare il gap di due o tre decimi da Max, che è stato velocissimo tutto il week-end, è stato fantastico”.

  • Hamilton: “Pochi piloti di vertice possono competere con Alonso”

    Hamilton: “Pochi piloti di vertice possono competere con Alonso”

    Alla veneranda età di 45 anni, Fernando Alonso prosegue imperterrito la personalissima lotta intrapresa contro il tempo.

    L’annuncio del rinnovo che legherà il Leone di Oviedo ad Aston Martin anche nel 2027 è arrivato alla vigilia del Gran Premio del Bahrain, disputatosi quest’anno sullo storico circuito di Sepang, in Malesia, lo stesso dove, nel lontano 2003, un giovanissimo Fernando conquistava la sua prima pole position in carriera al volante della Renault.

    Ventitré anni dopo quel primo passo verso lo status di leggenda che oggi gli appartiene, Alonso non desiste nella sua rincorsa al terzo Titolo Mondiale, e l’ennesima stagione trascorsa nelle retrovie non sembra scalfirne il morale né tantomeno la speranza di poter chiudere in bellezza la sua straordinaria carriera.

    Lo spagnolo è ancora certo di avere il talento e la grinta necessaria per lottare con i migliori, e a rafforzare questa convinzione è arrivata la voce di uno dei suoi rivali di vecchia data, che come lui non si è lasciato intimidire dall’aver superato la soglia dei quarant’anni.

    Parliamo, ovviamente, di Lewis Hamilton, che nonostante una lunga relazione fatta di pochi alti e molti bassi, ha spesso tributato attestati di stima nei confronti dell’iberico.

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    Anche in quest’occasione, invitato dai media a commentare la notizia del rinnovo contrattuale di Alonso, il sette volte iridato ha così replicato:

    “A essere onesti, ci sono molti piloti tra quelli al vertice che, in termini di puro talento, non possono competere con Fernando. È solo che al momento non ha i mezzi per dimostrarlo”.

    Le parole di Hamilton spostano il focus sul vero nocciolo della questione, ovvero la mancanza di una vettura all’altezza del talento di Alonso.

    La palla, quindi, passa ancora una volta ad Aston Martin, Adrian Newey e soprattutto Honda, nella speranza che il 2027 possa essere meno nefasto della stagione in corso.