Categoria: Daily News

  • Norris è stato costretto a non esprimere opinioni sul regolamento tecnico 2026

    Norris è stato costretto a non esprimere opinioni sul regolamento tecnico 2026

    Alla vigilia del nuovo ciclo regolamentare inaugurato in questo 2026, quando le perplessità sui primi riscontri in pista erano già numerose, Lando Norris fu tra i piloti a lanciare fin da subito l’allarme sulla possibile mancanza di sicurezza legata alla gestione estremizzata dell’energia elettrica delle Power Unit.

    Il Campione del Mondo in carica non esitò a definire le nuove vetture come le “peggiori nella storia di questo sport”, sottolineando come gli enormi cambiamenti implementati potessero essere pericolosi per l’incolumità dei protagonisti.

    Parole rivelatesi quasi profetiche dopo il pauroso incidente occorso tra Franco Colapinto e Oliver Bearman a Suzuka, un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi e che figura tra i principali fattori alla base delle modifiche regolamentari ufficializzate nei giorni scorsi.

    Le critiche alle nuove norme, provenienti soprattutto dai piloti, sono state una costante di questo inizio di stagione; pertanto, ha destato scalpore quanto accaduto allo stesso Norris in una recente intervista concessa a Donald McRae per The Guardian.

    Durante l’incontro, l’entourage dell’alfiere McLaren ha esplicitamente proibito al proprio assistito di rispondere a qualsiasi domanda sull’argomento legato alle norme tecniche attualmente vigenti.

    McRae ha riportato l’episodio nella parte conclusiva del pezzo pubblicato sul quotidiano britannico, descrivendo una scena quasi surreale:

    “A dieci minuti dalla fine dell’intervista pongo una domanda sul regolamento. Il manager di Norris non è presente di persona, ma sul tavolo è stato posizionato un cellulare. Da lì si sente improvvisamente la sua voce, e ci informa che è vietato fare domande su questo argomento. È stata la sua unica interruzione durante l’intervista”.

    Il giornalista ha poi spiegato di essersi rivolto direttamente a Lando per sottolineare l’importanza della questione, ma a quel punto un giovane rappresentante del management, presente nella stanza, è intervenuto per troncare il discorso dichiarando: “Il tempo a nostra disposizione è terminato”.

    Oltre al tema regolamentare, McRae era stato istruito poche ore prima dell’intervista a non porre domande riguardanti il rapporto di Norris con Max Verstappen o George Russell.

    Nonostante il tentativo del pilota di opporsi timidamente, dicendosi disposto a rispondere, il nativo di Bristol ha dovuto infine arrendersi all’inflessibilità del suo team di comunicazione.

    Norris ha chiuso l’incontro con un sorriso imbarazzato e un laconico Non sono io il capo, una frase che sintetizza bene come la libertà di espressione dei piloti possa essere vincolata da rigide strategie comunicative.

    In una fase così delicata per la Formula 1, il silenzio imposto al Campione del Mondo in carica evidenzia quanto gli interessi esterni possano arrivare a limitare una delle voci più autorevoli e ascoltate all’interno del paddock.

  • Wolff: “ADUO non deve interferire nelle gerarchie. Sia concesso solamente a Honda”

    Wolff: “ADUO non deve interferire nelle gerarchie. Sia concesso solamente a Honda”

    Toto Wolff è uscito ulteriormente allo scoperto sulla questione ADUO, il sistema di bilanciamento delle Power Unit, e lo ha fatto con un obiettivo politico chiarissimo: impedire che la Ferrari ottenga il “pass” per sviluppare il motore a stagione in corso.

    Alla vigilia della decisione della Federazione Internazionale su chi potrà beneficiare di ore extra di sviluppo e modifiche ai componenti, il boss della Mercedes ha tracciato una linea netta, indicando in Honda l’unica vera candidata al “soccorso” offerto dal regolamento tecnico.

    Per Wolff, i dati raccolti a Brixworth parlano chiaro: tolto il costruttore giapponese, tutti gli altri motoristi si trovano in un range di prestazioni molto simile.

    Una lettura che cozza frontalmente con quella di Frederic Vasseur, il quale sostiene che la Ferrari SF-26 paghi circa otto decimi di distacco dalla W17 proprio a causa delle carenze della propria Power Unit.

    Wolff, tuttavia, non accetta l’idea che l’ADUO diventi uno strumento per correggere una progettazione meno efficace della concorrenza:

    “Sembra che ci sia un solo produttore di motori con un problema reale, e dobbiamo aiutarlo. Ma tutti gli altri sono praticamente allo stesso livello. Sarei molto sorpreso e deluso se le decisioni sull’ADUO finissero per interferire con l’attuale ordine gerarchico competitivo”.

    Il timore del manager austriaco è che la Rossa possa sfruttare i bonus di sviluppo non solo per pareggiare i conti, ma per effettuare un vero e proprio sorpasso sfruttando le deroghe regolamentari.

  • Antonelli: “Il trick negatoci dalla FIA? Un sollievo per noi, era stressante”

    Antonelli: “Il trick negatoci dalla FIA? Un sollievo per noi, era stressante”

    In un contesto tecnico estremamente complicato, la Formula 1 atterrerà a Miami con quantomeno una certezza in più: il bando definitivo del trick utilizzato da Mercedes e Red Bull nei primi tre round della stagione.

    Il trucco, rivelato dai colleghi The Race, permetteva ai due motoristi di spremere la componente elettrica da 350 kW per qualche secondo extra a fine rettilineo, evitando il ramp-down graduale della potenza.

    Un vantaggio pagato a caro prezzo, dato che lo spegnimento repentino della MGU-K mandava la centralina in protezione, costringendo il pilota a un giro di rientro lentissimo e con i sistemi di bordo quasi ibernati.

    Sebbene la soluzione fosse tecnicamente legale, la FIA ha deciso di intervenire per ragioni di sicurezza, una scelta che trova d’accordo proprio il leader del Mondiale, Andrea Kimi Antonelli.

    Il giovane talento della Mercedes ha descritto come estremamente stressante la gestione della vettura una volta terminato il giro veloce, specialmente in circuiti tecnici e stretti dove il calo improvviso di prestazioni trasformava il pilota in un ostacolo mobile per gli avversari.

    Antonelli ha ricordato in particolare le difficoltà vissute nell’ultimo appuntamento in Giappone:

    “Soprattutto a Suzuka ero un bersaglio facile in certe curve, visto che la pista non è molto larga e che lo spazio a disposizione per superare è davvero limitato. È stato piuttosto stressante non poter fare nulla, perché ovviamente la macchina non rispondeva a nessun comando. Andavo molto piano in pista ed è stato un momento di grande tensione”.

    Oltre ai rischi legati alla sicurezza e alla possibilità di innescare tamponamenti, il gioco non sembrava valere la candela nemmeno sotto il profilo puramente sportivo:

    “È un sollievo sapere che probabilmente non ci ritroveremo di nuovo in una situazione simile. Questo comporta una perdita di forse un paio di centesimi di secondo, quindi pochissimo tempo, ma almeno dà la sicurezza che una cosa del genere non accadrà di nuovo. Inoltre in qualifica con questo sistema è facile ostacolare qualcuno durante un giro e quindi ricevere una penalità. E questo di certo non è quello che vuoi”, ha concluso Antonelli.

  • Wolff: “ADUO serve a recuperare, non a superare”

    Wolff: “ADUO serve a recuperare, non a superare”

    Il famigerato ADUO, meccanismo regolamentare pensato per livellare le prestazioni dei motori in caso di palesi disparità tecniche, è finito sotto la lente d’ingrandimento di Toto Wolff.

    Il team principal della Mercedes, in un incontro con la stampa selezionata (tra cui AutoRacer.it), ha voluto mettere in guardia la Federazione e i concorrenti sulla pericolosità di uno strumento che, se gestito senza il necessario rigore, rischia di alterare gli equilibri sportivi del Mondiale.

    Secondo Wolff, la filosofia alla base della norma deve rimanere confinata a una funzione di puro soccorso tecnico, senza mai trasformarsi in un vantaggio competitivo per chi ne beneficia.

    Il manager austriaco è stato categorico nel definire i perimetri d’azione del sistema:

    “Il principio dell’ADUO è permettere ai team che sono in difficoltà con la Power Unit di recuperare terreno, ma non di superare gli altri. Deve essere molto chiaro che qualsiasi decisione presa, su quale team riceva l’ADUO, può avere un grande impatto sulle prestazioni e sul campionato se non viene fatta con assoluta precisione, chiarezza e trasparenza”.

    Il timore che aleggia nel paddock è che qualche costruttore possa sfruttare le pieghe del regolamento per ottenere lo sblocco di prestazioni extra, mascherando i propri reali valori in campo.

    Wolff ha quindi richiamato l’importanza di evitare qualsiasi forma di interpretazione opportunistica, chiedendo alla FIA una vigilanza ferrea e un’applicazione che rispetti lo spirito originale della norma:

    “Deve essere chiaro che non c’è spazio per il «gamesmanship». Serve il giusto spirito nel modo in cui la FIA applica l’ADUO”.

  • Jacques: “Norris si è goduto vita e status di Campione del Mondo, ora mi sembra stanco e poco motivato”

    Jacques: “Norris si è goduto vita e status di Campione del Mondo, ora mi sembra stanco e poco motivato”

    Dopo tre Gran Premi, il nome di Lando Norris è già finito al centro di una lettura meno indulgente rispetto a quella che di solito accompagna un campione del mondo in carica.

    A sollevare il tema è stato Alex Jacques, voce di F1 TV, nel corso di un’analisi pubblicata sul canale YouTube ufficiale della Formula 1, dove il rendimento dei team in questo avvio di 2026 è stato passato in rassegna con estrema attenzione.

    Il contesto numerico, del resto, offre già un primo appiglio per le critiche. Dopo le prime tre gare, Norris non è ancora salito sul podio: un dato che lo rende il primo Campione del Mondo dai tempi di Lewis Hamilton nel 2009 a non centrare neanche una top-3 nei primi tre appuntamenti dell’anno.

    In più, i soli 4 punti in classifica confermano un momento di appannamento che Jacques ha provato a spiegare analizzando la gestione del dopo-titolo:

    “Ha accettato tutti gli inviti che ha ricevuto in quanto vincitore del Mondiale e si è goduto la sua condizione di Campione del Mondo. Ma se fai questo e poi hai già i primi shakedown a fine gennaio, non hai una vera pausa invernale”.

    La riflessione suggerisce dunque una difficoltà nel ritrovare la necessaria continuità dopo mesi inevitabilmente più esposti e frammentati a livello mediatico.

    Jacques si è poi soffermato sulla percezione lasciata da Norris durante i fine settimana di gara, sottolineando come il pilota della McLaren non sembri ancora a proprio agio con la nuova era tecnica:

    “A tratti, osservandolo nel paddock, mi è sembrato un pilota un po’ stanco e che ha ancora molto da imparare su questo regolamento. Credo che ci siano diversi livelli di motivazione nel paddock per i diversi piloti”.

    Più che una bocciatura definitiva, quella di Jacques è una lettura lucida sul momento che sta attraversando l’inglese.

    Norris resta il campione in carica, ma il suo avvio di 2026 non ha ancora mostrato la brillantezza necessaria per onorare il numero uno sulla carrozzeria.

    Almeno per ora, la sbornia per il titolo conquistato a fine 2025 non sembra essersi trasformata in una piattaforma di slancio, lasciando spazio a interrogativi sulla sua capacità di adattamento immediato alle nuove monoposto.

  • Ralf Schumacher: “La RB22 è un disastro, comincio a dubitare di Waché”

    Ralf Schumacher: “La RB22 è un disastro, comincio a dubitare di Waché”

    La Red Bull del 2026 è un vero e proprio cantiere aperto che non sembra ancora aver trovato la quadra tecnica, e le ultime analisi di Ralf Schumacher non fanno che confermare la profondità della crisi a Milton Keynes.

    Intervenuto nel podcast Backstage Boxengasse, l’ex pilota tedesco ha tracciato un quadro impietoso della situazione, mettendo nel mirino sia la gestione di Laurent Mekies che il lavoro di Pierre Waché.

    Secondo Schumacher, il problema non è solo cronometrico, ma strutturale, con una monoposto che appare quasi ingovernabile:

    “La vettura è un disastro, è pesante e nervosa, nemmeno Max riesce a gestirla. Dovrebbe essere completamente ridisegnata. Adesso per Laurent è tutto davvero in subbuglio: mi piace, ma quello non è il suo ruolo. Lui sa reclutare le persone migliori con cui lavorare”.

    Il giudizio si fa ancora più tagliente quando l’analisi si sposta su Pierre Waché, indicato come il principale responsabile dell’incapacità del team di assecondare le doti di guida di Verstappen.

    Con un pacchetto di aggiornamenti previsto a breve, la pressione sul direttore tecnico è ai massimi storici, ma Schumacher non sembra credere nella possibilità di una svolta immediata:

    “È in arrivo un aggiornamento importante, ma tutti sono con il fiato sospeso, stanno perdendo terreno. A essere sincero, non sono ottimista, perché credo che Waché non riesca a mettere in sintonia la tecnologia con il pilota“.

    Quello che emerge dalle parole del tedesco è l’immagine di una squadra che ha perso la propria bussola tecnica, smarrendo quella superiorità sul telaio che per anni era stata il marchio di fabbrica di Milton Keynes.

    Il fatto che persino un purista della guida come Verstappen fatichi a trovare continuità è il sintomo più evidente di un progetto che, al momento, sembra aver mancato gli obiettivi del nuovo ciclo regolamentare. In questo scenario, le prossime evoluzioni tecniche non saranno una semplice tappa dello sviluppo, ma un vero e proprio bivio per il futuro della Red Bull.

  • Stella: “Lambiase sarà la ciliegina sulla nostra torta”

    Stella: “Lambiase sarà la ciliegina sulla nostra torta”

    L’approdo di Gianpiero Lambiase in McLaren a partire dal 2028, nel ruolo di Chief Racing Officer, rappresenta per l’ingegnere italo-inglese un’opportunità professionale irrinunciabile, confermata anche dalle parole di Jos Verstappen.

    Per lo storico braccio destro di Max, questo passo non significa soltanto un significativo avanzamento di carriera, ma anche la prospettiva di inserirsi in un contesto completamente diverso da quello di Milton Keynes.

    Secondo Andrea Stella, sono stati diversi i fattori che hanno convinto “GP” a compiere questo passo decisivo, a partire dalla ritrovata attrattività della scuderia di Woking e dalla volontà di far parte di un ambiente orientato alla sinergia collettiva:

    L’arrivo di Gianpiero è la ciliegina su una torta che ha già tutti gli ingredienti giusti. Per me sarà un supporto fondamentale nel ruolo di Chief Racing Officer, posizione che attualmente ricopro insieme a quella di team principal. La Formula 1 di oggi è molto diversa da quella di inizio carriera: le dimensioni dei team sono più che raddoppiate e il ruolo di team principal è diventato estremamente complesso. Io e Zak abbiamo costruito una struttura orizzontale, in cui è fondamentale garantire che tutti i leader abbiano la giusta autonomia e supporto a lungo termine. Con questo approccio, il doppio ruolo stava diventando insostenibile“.

    L’ingegnere di Orvieto ha poi sottolineato come la scelta di Lambiase sia il riflesso della nuova credibilità acquisita dal team, non solo per i risultati in pista ma per la cultura aziendale costruita negli ultimi anni:

    L’arrivo di Lambiase è un’ulteriore conferma di quanto la McLaren sia diventata attraente per i migliori talenti. Questa credibilità è il risultato del duro lavoro svolto da tutti gli uomini e le donne della McLaren per costruire una cultura che permetta alle persone di crescere e contribuire all’obiettivo comune, in un ambiente sano e piacevole. Oltre ai risultati in pista, sono convinto che ciò abbia contribuito alla decisione di Gianpiero di unirsi a noi“.

  • Stella: “Io in Ferrari? Qualche pasticcere invidioso vuole rovinare il dessert di McLaren”

    Stella: “Io in Ferrari? Qualche pasticcere invidioso vuole rovinare il dessert di McLaren”

    La notizia del passaggio di Gianpiero Lambiase dalla Red Bull alla McLaren a partire dalla stagione 2028 ha inevitabilmente scosso il paddock della Formula 1, generando un’ondata di speculazioni che va ben oltre il semplice cambio di casacca.

    Ad alimentare il dibattito non è solo la fine del sodalizio decennale tra l’ingegnere italo-inglese e Max Verstappen, ma anche il possibile effetto domino che questo trasferimento potrebbe innescare ai vertici delle altre scuderie.

    In particolare, diversi rumor hanno coinvolto l’attuale team principal della scuderia di Woking, Andrea Stella, indicato da alcune voci come possibile successore di Frederic Vasseur alla Ferrari, in quello che sarebbe un clamoroso ritorno a Maranello dopo l’esperienza maturata tra il 2000 e il 2014.

    Si tratta di un’ipotesi prontamente smentita dallo stesso ingegnere di Orvieto, il quale, parlando ai canali ufficiali McLaren, ha scelto di commentare con una punta di ironia la natura di queste indiscrezioni:

    Onestamente, alcune delle voci circolate di recente, comprese quelle su stipendi astronomici e presunti pre-contratti, mi hanno fatto sorridere. Sembra quasi che la «silly season», che di solito inizia prima dell’estate, sia arrivata in anticipo. Ormai sono abbastanza abituato a questo genere di situazioni e le prendo con un sorriso “.

    L’allontanamento dalle lusinghe del mercato piloti e tecnici serve a Stella per ribadire la compattezza del gruppo di Woking, impegnato a consolidare la propria crescita tecnica in un momento di grande fermento regolamentare. In chiusura, il team principal ha utilizzato una metafora tanto originale quanto efficace per descrivere i tentativi esterni di destabilizzare l’ambiente:

    Sembra quasi che qualche pasticcere invidioso abbia cercato di rovinare la preparazione di un buon dessert alla pasticceria McLaren. Tuttavia, sappiamo bene come distinguere gli ingredienti di qualità dai biscotti avvelenati “.

    La smentita di Stella sembra voler chiudere definitivamente un capitolo di speculazioni che rischiava di distogliere l’attenzione dai progressi fatti in pista. La McLaren, con l’innesto futuro di Lambiase e la conferma della leadership attuale, punta a mantenere dritta la barra del proprio progetto, ignorando i rumori di fondo di un paddock sempre più proiettato verso le dinamiche del 2028.

  • Alesi: “Ferrari ha vissuto un 2025 catastrofico, ora mi sta impressionando”

    Alesi: “Ferrari ha vissuto un 2025 catastrofico, ora mi sta impressionando”

    In un avvio di stagione caratterizzato dal dominio Mercedes, la Ferrari è stata l’unico team capace di rappresentare, seppur solamente a tratti, una reale minaccia per le W17 di George Russell e Andrea Kimi Antonelli.

    Anche se le Frecce d’Argento sono riuscite a conquistare le prime tre gare dell’anno con ampio margine, a Maranello si respira un clima di fiducia alimentato dalle solide prestazioni della SF-26 nelle mani di Charles Leclerc e Lewis Hamilton.

    Lo step in avanti rispetto a un 2025 deludente è evidente e a riconoscere la qualità del lavoro svolto è Jean Alesi, che in un’intervista esclusiva a RacingNews365 ha promosso senza riserve l’operato della Scuderia:

    “Alla fine dello scorso anno mi chiesero come fosse andata la Ferrari e risposi «una catastrofe». Non dissi nulla di sbagliato, avevo raccontato i fatti. Ora invece sono molto soddisfatto di come hanno iniziato la stagione, si sono presentati con una vera Ferrari. Sono rimasto davvero impressionato”.

    Spostando poi l’attenzione su Fred Vasseur, il sessantunenne di Montfavet ha sottolineato le enormi difficoltà derivanti dal guidare il muretto della Rossa, una posizione dove ogni pressione viene inevitabilmente amplificata rispetto a qualsiasi altro team della griglia:

    “Fred sta facendo un ottimo lavoro sin dal primo giorno. Fare il team principal dev’essere incredibilmente complesso e alla Ferrari è tutta un’altra storia: tutto è moltiplicato del 100%. Al momento non c’è una sola persona che possa davvero fare la differenza all’interno di una struttura di Formula 1. Vasseur lo scorso anno era molto frustrato, perché tenere tutti uniti era difficile. C’erano molte critiche nei suoi confronti e nei confronti della squadra e questo aveva compromesso l’equilibrio interno al team. Ora siamo solamente all’inizio, ma sembra che la Ferrari sia sulla strada giusta“.

    La sensazione è che a Maranello abbiano finalmente smesso di inseguire i problemi per concentrarsi sulle prestazioni. La strada verso il vertice occupato da Mercedes è ancora lunga, ma la base di partenza della SF-26 e la stabilità ritrovata all’interno del reparto corse suggeriscono che la Ferrari sia tornata a essere un fattore determinante in questo nuovo ciclo tecnico della Formula 1.

  • Antonelli: “Mio padre ha un enorme impatto su di me. Mi aiuta a tenere i piedi per terra”

    Antonelli: “Mio padre ha un enorme impatto su di me. Mi aiuta a tenere i piedi per terra”

    Con ben 72 punti messi in cascina nelle prime tre tappe della stagione, Andrea Kimi Antonelli si sta preparando alla ripartenza della Formula 1 con la stessa lucidità che lo ha portato a diventare leader del Mondiale. 

    Se la pausa forzata ha concesso ai team il tempo necessario per affinare i progetti tecnici, anche i piloti hanno sfruttato queste settimane lavorando intensamente tra test Pirelli e sessioni al simulatore. 

    Proprio in questo contesto di motori spenti, il giovane talento italiano ha mostrato una consapevolezza rara per la sua età, analizzando il proprio stato di forma con estrema fiducia:

    È stato un inizio migliore di quanto tutti noi avessimo previsto o sperato. Le aspettative ora sono diverse, ma cerco di mantenere la stessa mentalità delle prime tre gare. Voglio concentrarmi solo sul presente, sul processo e sull’alzare l’asticella poco alla volta, perché i concorrenti si avvicineranno. In generale mi sento più forte e molto più in controllo della situazione. Questa esperienza gioca un ruolo enorme quest’anno: mi sento più rilassato, più fiducioso“.

    Oltre alla crescita individuale, il diciannovenne bolognese ha voluto sottolineare la solidità del legame con George Russell. Nonostante la lotta per il titolo piloti li veda protagonisti, Antonelli ha ribadito come la priorità rimanga la crescita collettiva della Mercedes, evitando che la rivalità interna possa compromettere l’attuale momento di grazia del team di Brackley:

    Il rapporto con George è molto forte e non è cambiato. C’è molto rispetto tra noi, stiamo lavorando bene e c’è una bella dinamica nel team. Certamente mi sento un contendente, sono qui per vincere gare e campionati, ma siamo entrambi consapevoli che è fondamentale mantenere una buona atmosfera per aiutare la Mercedes a vincere il Mondiale Costruttori. Entrambi non vogliamo sprecare l’opportunità offerta da questa macchina così competitiva“.

    A fare da collante a questa scalata verso il vertice del motorsport rimane l’influenza costante della famiglia

    Kimi ha infatti concluso la sua disamina con parole cariche di affetto nei confronti del padre Marco, indicato ancora oggi come il pilastro fondamentale per la sua stabilità emotiva e professionale:

    Mio padre ha ancora un grande impatto su di me, abbiamo un legame fortissimo. È la persona che mi ha insegnato quasi tutto ciò che so e che riesce sempre a mantenermi con i piedi per terra in ogni occasione“.