Categoria: Daily News

  • Permane: “Un folto gruppo di fan trova emozionante questa Formula 1”

    Permane: “Un folto gruppo di fan trova emozionante questa Formula 1”

    Nel dibattito sempre più acceso attorno alla nuova Formula 1, le parole di Alan Permane aggiungono una sfumatura diversa: meno ideologica e più operativa.

    Il team principal di Racing Bulls non ha negato le criticità emerse nelle prime gare del 2026, ma ha piuttosto invitato a leggere il quadro nella sua complessità, tenendo insieme il giudizio degli appassionati, la voce dei piloti e la necessità di non impoverire lo spettacolo.

    “Non è una questione semplice”, ha spiegato Permane ai media. “Da una parte ci sono appassionati che non hanno apprezzato quanto visto nei primi appuntamenti, ma c’è anche un folto gruppo di fan che ha trovato le corse molto emozionanti”.

    È una premessa importante, perché sposta il discorso fuori dalla contrapposizione tra favorevoli e contrari, riportandolo su un terreno più realistico: quello di una categoria alla ricerca di un nuovo punto di equilibrio.

    Lo stesso Permane ha ammesso di essersi lasciato coinvolgere anche in veste di spettatore:

    “Durante il Gran Premio di Shanghai mi sono distratto un po’ dal mio ruolo, catturato dal duello tra le due Ferrari: le ho trovate fantastiche. Anche i primi giri di Melbourne sono stati molto accattivanti“.

    Un passaggio che riconosce apertamente uno dei pregi del nuovo format: la capacità di produrre (artificialmente?) lotta e intensità.

    Questo, però, non basta per chiudere il tema. “Ci sono aspetti indubbiamente positivi”, ha proseguito, “ma credo che l’approccio corretto sia quello di ascoltare il pubblico e i piloti, che alla fine sono coloro che scendono in pista”.

    Da qui il riferimento al lavoro già in corso tra Federazione e scuderie: “Ci sono delle riunioni che si concluderanno la prossima settimana, quando decideremo quali modifiche saranno introdotte a partire da Miami“.

    I due punti principali, secondo Permane, sono già chiari. Il primo riguarda le qualifiche, che andrebbero rese “più incentrate sul pilota e meno sulla gestione della Power Unit“.

    Il secondo tocca invece il capitolo sicurezza, riaperto dopo l’episodio di Suzuka tra Colapinto e Bearman, che ha evidenziato i rischi legati alle elevate velocità di avvicinamento tra le vetture.

    La chiusura è la sintesi più lucida del momento attuale:

    “Dobbiamo fare attenzione a non sacrificare lo spettacolo. Ridurre la velocità non è un problema, ma la vera sfida è trovare un bilanciamento che non penalizzi i sorpassi. Altrimenti si rischia di risolvere un problema creandone un altro. È indispensabile trovare il giusto equilibrio“.

  • Vowles:”Sainz ha tutto per essere un grande team principal. Gli affiderei il mio ruolo”

    Vowles:”Sainz ha tutto per essere un grande team principal. Gli affiderei il mio ruolo”

    Scegliere quando smettere è, per ogni sportivo, una delle decisioni più difficili.

    In Formula 1, questo momento assume contorni ancora più particolari: il passaggio dalla vita in pista a quella fuori dai circuiti rappresenta un vero e proprio salto nel vuoto. Dopo anni trascorsi a viaggiare per il mondo inseguendo risultati, il futuro può apparire incerto.

    C’è chi opta per un distacco totale dall’asfalto e chi, invece, sceglie di restare nel paddock sotto nuove vesti: da opinionista a manager, fino a ricoprire ruoli apicali all’interno di una scuderia.

    In questo contesto, tra i piloti attualmente in griglia, uno dei profili che sembra possedere naturali doti da leader è senza dubbio Carlos Sainz.

    A sottolinearlo è stato – ai microfoni di Marca – il suo attuale team principal in Williams, James Vowles:

    Sainz è incredibile. Non si sofferma sugli errori, non attacca gli altri e non cerca colpevoli. Dimostra di essere un leader, soprattutto nei momenti difficili, quando si impara di più. Gli affiderei il mio ruolo di team principal: è assolutamente fantastico. Ha tutto ciò che serve per guidare una squadra e, senza alcun dubbio, ne ha le potenzialità. Forse potrebbe aver bisogno di un piccolo supporto iniziale, ma le capacità ci sono tutte “.

    Un attestato di stima tutt’altro che banale, che trova solide basi nel percorso professionale del madrileno. Le esperienze maturate in diverse realtà – da Toro Rosso a Renault, passando per McLaren, Ferrari e Williams – hanno permesso a Sainz di costruirsi un bagaglio tecnico e umano estremamente variegato, fatto di metodologie e approcci differenti.

    Un riconoscimento importante per il numero 55, che rappresenta non solo una gratificazione per il presente, ma anche uno spunto concreto per il futuro, quando arriverà il momento di appendere il casco al chiodo.

  • Domenicali: “Il 2031? Vogliamo un motore endotermico forte, per la gioia dei puristi”

    Domenicali: “Il 2031? Vogliamo un motore endotermico forte, per la gioia dei puristi”

    Il nuovo ciclo tecnico della Formula 1 ha appena mosso i primi (tanto discussi) passi, eppure, nonostante si parli già di possibili correzioni al quadro attuale, lo sguardo del Circus è già proiettato con decisione verso il 2031.

    Per evitare incertezze, la Federazione Internazionale dovrà muoversi con estremo anticipo, definendo ogni dettaglio tecnico senza concedersi ritardi in un processo che si preannuncia complesso.

    In un’intervista esclusiva a Motorsport.com, Stefano Domenicali ha chiarito che la definizione dei propulsori per il prossimo decennio dovrà avvenire entro la fine di quest’anno, spiegando la necessità di una pianificazione tempestiva:

    “Lasceremo che sia la FIA a coordinare ciò che potrebbe essere il giusto set di regolamenti da proporre ai costruttori e ai team. Ovviamente saremo al fianco della Federazione nel discuterne, ma è qualcosa su cui, credo, quest’anno dobbiamo decidere quale potrebbe essere il prossimo passo. Certo, si può dire che l’attuale regolamento in termini di governance scade alla fine del 2030. Dopo di che, la FIA ha la possibilità di produrre un set di regolamenti in cui o si prende o si lascia. Su questo saremo sicuramente insieme alla FIA. Penso che non possiamo perdere troppo tempo, perché il tempo sta passando così in fretta che torno a ciò che ho detto prima: se vogliamo essere abbastanza solidi da non ritrovarci con le spalle al muro, dobbiamo decidere il prima possibile”.

    Oltre alla tempistica, un punto centrale sarà la tutela degli interessi dei grandi marchi, cercando un equilibrio tra sostenibilità ambientale e spettacolo.

    L’amministratore delegato della Formula 1 ha sottolineato come la presenza di costruttori che investono nella categoria sia un valore che merita rispetto e non può essere dato per scontato, tracciando poi una rotta tecnologica che punta a riscoprire l’essenza stessa delle competizioni:

    “È qualcosa che dobbiamo rispettare. Perché in questo momento avere un costruttore che investe in Formula 1 è qualcosa di incredibile, e merita il nostro totale rispetto. In un contesto del genere non puoi permetterti di darlo per scontato. Io personalmente vedo, ma naturalmente spetta alla FIA proporlo, un tipo di carburante sostenibile al centro del futuro, con un diverso equilibrio rispetto all’elettrificazione e con un motore endotermico forte. Perché questo è il Motorsport. Permetterà di risparmiare molti chili, di avere un tipo di gara più puro da quel punto di vista, con vetture più leggere, più piccole, che puoi davvero spingere al massimo. È una direzione che, credo, dovrebbe rendere più felici i puristi”.

  • Caso Verstappen-The Guardian, la FIA richiede incontro chiarificatore. No secco di Super Max

    Caso Verstappen-The Guardian, la FIA richiede incontro chiarificatore. No secco di Super Max

    Alla vigilia del Gran Premio del Giappone, Max Verstappen si era reso protagonista di una vera e propria “espulsione” ai danni di un giornalista del The Guardian, Giles Richards, allontanato dalla sessione media dopo l’ordine categorico di lasciare l’area.

    Super Max, parlando ai microfoni di ViaPlay, aveva chiarito la sua posizione senza utilizzare giri di parole:

    “Ho rispetto per tutti e rispondo a moltissime domande, anche a quelle stupide, fa parte della Formula 1. Ma quando mi poni la stessa domanda per la ventesima volta e lo fai ridendomi in faccia, dimostri una totale mancanza di rispetto e un chiaro intento malevolo”.

    Secondo l’olandese, l’atteggiamento derisorio del reporter tenuto al termine del Gran Premio di Abu Dhabi del 2025 avrebbe superato il limite professionale.

    Dal canto suo, il giornalista britannico si è detto scioccato dalla veemenza della reazione del pilota, giustificando quello che Verstappen ha descritto come un ghigno sarcastico con un semplice “sorriso nervoso” dovuto alla tensione del momento.

    “Non pensavo fosse divertente, né mi stavo divertendo alle sue spalle”, ha replicato il cronista, negando ogni cattiva intenzione.

    Il caso, nelle ultime ore, è diventato un affare diplomatico, finendo sul tavolo del Formula 1 Media Advisory Council.

    La FIA, riferisce GPBlog, ha infatti espresso formalmente le proprie preoccupazioni a Red Bull, che nel frattempo ha ristrutturato il proprio reparto comunicazione dopo l’addio dello storico capo ufficio stampa Paul Smith.

    Sebbene ci sia stato un colloquio tra il nuovo responsabile della comunicazione del team e il giornalista coinvolto, Verstappen non sembra intenzionato a fare passi indietro: secondo quanto appreso, il pilota non ha partecipato ad alcun incontro chiarificatore (esplicita richiesta FIA, ndr) non avrebbe alcuna intenzione di farlo, confermando una linea di totale chiusura verso chi, a suo dire, manca di totale professionalità.

  • Anche Ferrari su Verstappen? Van Haren conferma: il team monitorerà i prossimi sviluppi

    Anche Ferrari su Verstappen? Van Haren conferma: il team monitorerà i prossimi sviluppi

    Il futuro di Max Verstappen torna a essere il centro gravitazionale del mercato piloti, alimentato dalle parole di chi, come Erik Van Haren, ha da anni un accesso privilegiato alle dinamiche del clan dell’olandese.

    In un video pubblicato sul sito del De Telegraaf, il giornalista ha tracciato uno scenario che vede la Red Bull in una posizione sempre più fragile, legata indissolubilmente alla capacità tecnica di reagire a una crisi che appare ormai strutturale.

    “Potrei immaginare che Max inizi a guardarsi attorno, qualora la Red Bull non riuscisse a trovare una soluzione ai suoi problemi”, ha spiegato Van Haren.

    Secondo l’insider olandese, la pazienza del quattro volte iridato non è infinita:

    “Ad un certo punto potrebbe arrivare la classica goccia che fa traboccare il vaso. Sarà interessante vedere nelle prossime settimane e nei prossimi mesi cosa deciderà”.

    Le indiscrezioni, tuttavia, non si fermano alla semplice possibilità di un addio, ma delineano già la mappa delle pretendenti. Nonostante le smentite di rito, i movimenti dietro le quinte sarebbero già frenetici, con la McLaren in pole position per il ruolo di grande insidiatrice.

    “Zak Brown è molto affascinato da Max e tra i due c’è rispetto. Con Lambiase a bordo avranno un asso nella manica in più”, ha affermato con sicurezza Van Haren, sottolineando come l’approdo dell’ingegnere italo-inglese a Woking nel 2028 possa essere il magnete definitivo per attirare il fuoriclasse di Hasselt.

    Ma la McLaren non sarebbe l’unica opzione sul tavolo. Secondo Van Haren, il profilo di Verstappen resta la priorità assoluta per ogni top team che voglia blindare il proprio futuro:

    “Anche Mercedes e Ferrari terranno sicuramente d’occhio la situazione”.

    Se per Mercedes la porta sembra chiusa dal consolidamento della coppia Russell-Antonelli, l’ipotesi Ferrari per Max potrebbe assumere contorni concreti: in un momento in cui l’olandese appare cupo, quasi spento da un regolamento 2026 che potrebbe anche spingerlo al ritiro anticipato, Maranello potrebbe rappresentare l’unico stimolo capace di riaccendere la sua fame agonistica.

    Nessun team possiede il fascino della Rossa, e con una SF-26 (che attende ADUO con grande interesse) che ha già dimostrato di essere un’ottima vettura, lo sbarco di Max in Italia potrebbe non essere solo una suggestione.

  • Tombazis: “La Formula 1 non è di certo in terapia intensiva, bastano due mele al giorno”

    Tombazis: “La Formula 1 non è di certo in terapia intensiva, bastano due mele al giorno”

    Sono settimane cruciali per la Formula 1: tra FIA e addetti ai lavori è infatti previsto un fitto calendario di incontri per discutere eventuali modifiche al regolamento, una decisione nata sulla scia dei malumori scatenati dopo i primi tre Gran Premi della stagione.

    A dare delle prime risposte ci ha pensato Nikolas Tombazis, direttore delle monoposto FIA, che ha paragonato l’attuale Formula 1 a un paziente. Queste le sue parole durante una recente intervista concessa al The Guardian:

    “Non stiamo discutendo di una riscrittura completa delle regole. Crediamo che il paziente non sia in terapia intensiva. Il paziente ha solo bisogno di un paio di mele al giorno, non di sottoporsi a un intervento a cuore aperto”.

    Sono due i campi principali su cui c’è bisogno di intervenire, in particolare sulla sicurezza, tema caldo dopo l’incidente di Bearman in Giappone:

    Ci sono questioni da affrontare sia dal punto di vista della guidabilità per i piloti che della sicurezza. Non mi piace andare in giro a dire che va tutto bene, ma neanche che è tutto un disastro. Abbiamo tifosi soddisfatti dello spettacolo, ma dobbiamo fare i conti con un incidente causato da aspetti specifici che dobbiamo risolvere e con alcuni piloti che ritengono che alcune cose vadano migliorate. Ogni incidente ad alta velocità è sempre uno shock. Dire che era prevedibile sarebbe sbagliato, ma la differenza di velocità era stata identificata come un rischio. Ne avevamo parlato, ma non era facile agire prima di avere un po’ di tempo per analizzare alcuni parametri. Quando si introducono modifiche in maniera troppo affrettata, il rischio è quello di peggiorare le cose o di causare altri problemi. Ma la sicurezza è la priorità numero uno“.

    Per risolvere alcune criticità, la FIA punterà a una strategia a tappe focalizzata sull’area software:

    “Queste regole di gestione dell’energia non richiederanno modifiche all’hardware ma alle impostazioni e al software. E si tratta di cambiamenti che si potranno introdurre molto veloce mente e che vanno al cuore delle questioni. Potremmo decidere di avere una fase 1 e una fase 2, concedendo un po’ più di tempo alla seconda per permettere ai costruttori di apportare alcune modifiche”.

  • Williams a Miami con una FW48 alleggerita per risalire la china

    Williams a Miami con una FW48 alleggerita per risalire la china

    In questo avvio di stagione turbolento, dettato da un regolamento tecnico di complessità inedita, tra le scuderie più in difficoltà figura inevitabilmente la Williams: la sua FW48 porta con sé un fardello pesante, e non solo in senso figurato.

    Il team britannico, assente allo shakedown di Barcellona per via di un telaio bocciato ai crash test omologati dalla FIA, ha dovuto iniziare il campionato con una vettura che accusa circa 20 chilogrammi di sovrappeso rispetto al limite minimo consentito.

    Un handicap strutturale simile a un’enorme zavorra che, sommato ad altre criticità tecniche, ha inevitabilmente compresso le performance, spegnendo l’ottimismo che alla vigilia splendeva sulla squadra di Grove.

    Il mese di stop forzato, causato dalle tensioni in Medio Oriente, potrebbe però rivelarsi proficuo per la storica scuderia inglese.

    Questa sosta ha permesso agli ingegneri di concentrare risorse ed energie su un programma di alleggerimento mirato della FW48, eliminando la pressione delle scadenze immediate imposte dal calendario di gara.

    A confermarlo è stato Alexander Albon, il quale ha espresso piena fiducia nel lavoro del team:

    Ovviamente la possibilità di migliorare l’auto grazie a questa pausa vale per tutti, ma noi possiamo trarne un vantaggio maggiore rispetto alle altre squadre. Stiamo lavorando sodo per l’aggiornamento di Miami e il programma rientra nei tempi. Saremo in fabbrica ogni settimana e lavoreremo molto al simulatore. Se tutto andrà secondo i piani, a Miami correremo con meno peso. È pur vero che, allo stesso tempo, stiamo perdendo del tempo prezioso in pista, ma per migliorare bisogna sempre esplorare la vettura un po’ di più“.

  • Irvine: “Ho quattro auto elettriche, ma quel concetto non ha senso in F1. Ed è pericoloso”

    Irvine: “Ho quattro auto elettriche, ma quel concetto non ha senso in F1. Ed è pericoloso”

    La nuova Formula 1 continua a dividere.

    Sono bastati appena tre week-end di gara per spalancare il dibattito: da una parte lo spettacolo, dall’altra una sensazione sempre più diffusa di artificio, accentuata dal peso che la gestione dell’energia sta avendo sulle gare.

    Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Eddie Irvine ha scelto una linea netta, senza sfumature, per descrivere quanto sta accadendo.

    Sul regolamento 2026, il suo giudizio è duro:

    “Non mi piace per niente. Devono sicuramente apportare dei cambiamenti, non è possibile che tutto si riduca a quanto sia carica la batteria”.

    È una critica che va al cuore della nuova filosofia tecnica della categoria, accusata da più parti di aver spostato troppo l’attenzione dal gesto puro del pilota alla lettura elettronica della gara.

    Irvine, però, si spinge anche oltre il piano tecnico. Per l’ex Ferrari, il problema tocca l’identità stessa della categoria:

    “Io adoro le auto elettriche, ne ho quattro, però non ha senso cercare di rendere la massima serie ecologica. E queste monoposto sono pericolose”.

    Un’affermazione che si collega direttamente all’incidente di Oliver Bearman in Giappone, richiamato dallo stesso ex ferrarista:

    “Andava molto più veloce di Colapinto e ha dovuto evitarlo. Mi ha ricordato l’episodio costato la vita a Hitoshi Ogawa nella F3000 giapponese. Fortunatamente questa volta le macchine non si sono toccate”.

    Dentro questo quadro rientra inevitabilmente anche Max Verstappen, uno dei più critici verso il nuovo corso regolamentare.

    Ma Irvine, davanti all’ipotesi di un addio dell’olandese, non sembra minimamente scosso. Anzi, ridimensiona subito la questione con il suo solito tono tagliente:

    “La Formula 1 non ha bisogno di Max, ci sono un sacco di piloti talentuosi. Per lui è dura ritrovarsi a metà classifica, ma se pensa al suo stipendio ci sono oltre 50 milioni di buoni motivi per restare”.

  • Hamilton: “Ho dimostrato a ex piloti molto lontani dai miei standard che si sbagliavano”

    Hamilton: “Ho dimostrato a ex piloti molto lontani dai miei standard che si sbagliavano”

    I primi tre appuntamenti di questa nuova stagione hanno risvegliato timidamente gli animi degli uomini e dei tifosi della Ferrari, rifugiatisi in uno stato di apatico torpore in seguito a un 2025 che, ad eccezione di rari acuti, ha visto la monoposto della Rossa protagonista solamente di sfortunate circostanze.

    Con la paternità delle poche occasioni che hanno portato la vettura dello scorso anno sul podio attribuibile quasi esclusivamente alla figura di Charles Leclerc, una pioggia di dubbi e aspre critiche si è abbattuta su Lewis Hamilton. 

    Durante il suo primo anno alla corte del Cavallino Rampante, l’inglese ha faticato ancor più del compagno monegasco a comprendere una macchina che, oltre a non assecondare il suo stile di guida, differiva profondamente dalle Mercedes a cui era stato abituato nell’ultimo decennio.

    Accuse, quelle che hanno colpito il sette volte Campione del Mondo, nate anche e soprattutto dal terreno fertile delle dichiarazioni di ex alfieri della classe regina. 

    Proprio loro sono stati punti, non senza un tocco di vendicativa ironia, dallo stesso nativo di Stevenage in una lunga intervista pubblicata dal sito ufficiale della Formula 1:

    “Quando hai delle annate difficili, sei circondato da domande: ho visto molti piloti, che non si sono avvicinati neanche minimamente al mio livello di successo, parlare di me in modo negativo, cosa che continuano a fare. E proprio per questo è stato grandioso iniziare bene la nuova stagione e dimostrare che continuo ad avere quello che serve per competere per le prime posizioni”.

    Dopo essersi concesso tale sfogo, l’epta-iridato ha rivolto la propria attenzione alla stagione in corso, durante la quale l’attuale competitività lo ha visto comunque in grado di centrare un quarto e un terzo posto. 

    Risultati che per Hamilton devono tornare a essere la normalità, nella speranza che gli aggiornamenti in arrivo sulla SF-26 possano saziare la sua rinnovata fame di vittoria:

    “Sono stato a Maranello e questo è il momento giusto per incontrare le persone di ogni reparto e dire: «queste sono le componenti della monoposto con cui sto avendo più problemi, potete lavorarci?». L’anno scorso non potevamo avere questo tipo di incontri perché non avrebbe avuto alcun senso per la macchina che avevamo, ma siamo riusciti ad averli nuovamente in programma quest’anno”.

  • Monza, approvate le delibere per gli interventi di ammodernamento dal valore di 40 milioni

    Monza, approvate le delibere per gli interventi di ammodernamento dal valore di 40 milioni

    Il Consiglio Comunale di Monza ha approvato le delibere che sbloccano l’ammodernamento dell’Autodromo Nazionale, passaggio cruciale per mantenere il circuito all’altezza della Formula 1 moderna.

    Il progetto prevede tre interventi chiave: copertura permanente sopra i box, nuova direzione gara e una sala stampa completamente rinnovata.

    Un investimento da circa 40 milioni di euro, con lavori programmati per non interferire con il GP d’Italia: le prime attività partiranno a breve, mentre quelle più invasive scatteranno dopo la gara di settembre. L’obiettivo è completare tutto entro il 2027.

    Soddisfazione nelle parole del presidente dell’impianto, Giuseppe Redaelli:

    “Siamo estremamente soddisfatti per l’esito del passaggio in Consiglio Comunale, che rappresenta un momento decisivo per il futuro del nostro impianto. Il pressoché unanime consenso espresso nel voto testimonia il valore condiviso di questo progetto e la consapevolezza dell’importanza strategica dell’Autodromo per il territorio e per il Paese, su cui ritorna un indotto attorno ai 250 milioni di euro“.

    Redaelli ha poi sottolineato il lavoro congiunto delle istituzioni:

    “Desidero esprimere un sentito ringraziamento all’Automobile Club d’Italia, ai Ministeri competenti, alla Regione Lombardia e a tutti gli enti coinvolti per la collaborazione dimostrata. È grazie a questa sinergia che possiamo affrontare con fiducia le sfide future”.

    Un passaggio fondamentale, dunque, accompagnato da un raro allineamento politico.

    Resta però la sensazione di essere arrivati al limite: ora più che mai servirà trasformare rapidamente le intenzioni in risultati concreti.