Categoria: Daily News

  • Hamilton: “Vincere con la Ferrari? Il traguardo è vicino, sono nella mia forma migliore”

    Hamilton: “Vincere con la Ferrari? Il traguardo è vicino, sono nella mia forma migliore”

    “Post fata resurgam”.

    “Dopo la morte risorgerò”, recita una celebre locuzione latina, alludendo al mito della Fenice e alla sua straordinaria capacità di rinascere dalle proprie ceneri, ingannando il destino.

    E tutti possiamo essere fenici, emblemi di resilienza: rovesciare anche le sentenze più inesorabili, sfruttare il fallimento quale opportunità per risorgere con ali più salde.

    Fenice, a suo modo, vuole esserlo anche Lewis Hamilton, che, dopo aver toccato il fondo nel 2025, si è presentato ai blocchi di partenza della nuova stagione con il volto illuminato da un sorriso inedito.

    L’umore del veterano di Stevenage ha infatti mostrato un visibile mutamento, e il riscontro è stato immediato anche in pista: proprio a Shanghai, Lewis ha finalmente conquistato il suo primo podio in Rosso, offrendo una prova di forza che ha confermato la ritrovata sintonia con la vettura e con l’intero ambiente di Maranello.

    A venire in suo aiuto è stato anche l’avvento del nuovo quadro normativo, capace di disegnare monoposto che meglio si sposano con il suo stile di guida.

    Il tanto discusso sodalizio tra Hamilton e la Ferrari, spesso prematuramente bollato come fallimento, sembra finalmente poter dare i suoi frutti, se non portando a quel fiabesco epilogo inizialmente auspicato, quantomeno regalando successi e trofei.

    Sento che la prima vittoria in Ferrari è all’orizzonte. L’anno scorso non avrei mai detto una cosa del genere. Il gap da colmare rispetto a Mercedes è ampio, ma la sfida non è impossibile. Questa vettura ha ancora margine di performance, sto imparando a conoscerla. Sono grato agli ingegneri per aver ascoltato i consigli che avevo dato, mi sento più unito alla squadra, ha spiegato il sette volte iridato, proiettandosi verso il suo prossimo obiettivo: siglare la prima vittoria sotto l’insegna del Cavallino.

    “Ho deciso a Natale quale sarebbe stato l’atteggiamento con cui iniziare la stagione. Sono tornato nella mia massima forma, sia psicologicamente che fisicamente. L’allenamento questo inverno è stato durissimo, sto diventando più anziano”, ha concluso, ripercorrendo la genesi di un riscatto che sembra aver messo fine al suo periodo più buio.

  • Patrese: “Antonelli cresce, Russell non ci dorme la notte”

    Patrese: “Antonelli cresce, Russell non ci dorme la notte”

    Affermarsi in Formula 1, guadagnando l’ammirazione e il rispetto dei più, non è affatto facile.

    D’altronde, finché non comincerai a collezionare successi, ornando di trofei una bacheca ancora spoglia, molti metteranno in dubbio il tuo valore, incapaci di pazientare.

    Ma a riuscirci, soffocando le voci di scettici e detrattori, è stato Kimi Antonelli che, firmando a Shanghai il suo primo successo in carriera, ha finalmente offerto una prova inconfutabile della sua forza, che va ben oltre la pura e sola velocità.

    Il pilota italiano si è infatti spogliato dell’etichetta di talento acerbo, sconfiggendo il suo compagno di squadra e dimostrando di saper reggere il peso della pressione nei momenti decisivi.

    E adesso George Russell, finora probabilmente incapace di vedere nel diciannovenne un avversario realmente pericoloso, dovrà guardarsi le spalle dall’impeto del giovane bolognese, pronto a insidiare la sua corsa al Mondiale.

    Ma non solo: un eventuale imporsi di Antonelli ridimensionerebbe anche la posizione “privilegiata” che George, in virtù della sua ormai consolidata esperienza in Mercedes, sente di ricoprire nel team.

    Ne è convinto Riccardo Patrese, che, intervistato da Grosvenor Casino, ha tessuto le lodi del numero 12, rievocando i suoi successi nel mondo dei kart come testimonianza della freddezza agonistica di cui ha dato prova, ingrediente fondamentale per aspirare alla corona iridata.

    “Dopo le prime due gare, è già lì davanti, vicino a Russell, perché impara molto in fretta. È abituato a gestire la pressione di una lotta per il campionato sin dai tempi del karting, può farlo anche in Formula 1. Sicuramente George Russell non riesce più a dormire, starà pensando a Kimi, ha spiegato Patrese, servendosi di un’immagine piuttosto emblematica per rappresentare quello che potrebbe essere, al momento, lo stato d’animo del numero 63.

    “Quando tutti criticavano Antonelli dicendo che era troppo giovane e chiedendosi perché Toto lo avesse scelto, io rispondevo che aveva solo bisogno di tempo. E avevo ragione a dire che dovevamo aspettare almeno un anno per permettergli di adattarsi”, ha infine concluso.

  • Hamilton: “Giornata complicata, ci manca passo”

    Hamilton: “Giornata complicata, ci manca passo”

    La prima giornata di prove libere in Giappone non ha disegnato un quadro favorevole per la Ferrari, la quale appare, al momento, più in difficoltà rispetto a quanto visto in Australia e Cina.

    La SF-26 si è infatti mostrata molto più nervosa tra le curve veloci di Suzuka e, tra i due piloti della Rossa, a pagarne maggiormente le conseguenze è stato Lewis Hamilton.

    Il sette volte Campione del Mondo è riuscito a siglare un crono valsogli solamente la sesta posizione, a ben 847 millesimi dal miglior tempo registrato da Oscar Piastri, ma gli sforzi maggiori sono arrivati con la simulazione di passo gara.

    A differenza di Charles Leclerc, infatti, l’alfiere britannico ha sofferto di grande incostanza durante i long run a causa di uno scarso feeling con la vettura, come da lui stesso sottolineato in un team radio.

    Oltre all’ormai solito deficit di potenza rispetto alla Mercedes, nel Paese del Sol Levante il team del Cavallino sembra non aver ancora trovato il set-up ideale, la cui ricerca sarà fondamentale per un buon proseguimento del week-end.

    Al termine della giornata, Hamilton ha analizzato le prime due sessioni di libere come segue:

    “È stata una giornata un po’ complicata per noi. La macchina nel complesso non è male, ma al momento ci manca un po’ di passo e a livello di bilanciamento non siamo ancora dove vorremmo. Lavoreremo sodo questa sera per migliorare il setup e cercare di fare un passo avanti per domani. Ci sono aree in cui possiamo migliorare, inclusa la gestione dell’energia, e se riusciremo a mettere tutto insieme dovremmo essere in grado di estrarre più prestazione”.

  • Leclerc: “Servono altri cambiamenti in qualifica, ridurre i MJ non basta”

    Leclerc: “Servono altri cambiamenti in qualifica, ridurre i MJ non basta”

    Come ormai noto, nel corso del giovedì di Suzuka la FIA ha introdotto, tramite comunicato ufficiale, alcune modifiche tecniche in vista delle qualifiche del Gran Premio del Giappone.

    Alla luce della nuova era regolamentare e delle peculiarità del tracciato nipponico – dove il recupero di energia in frenata è limitato a fronte di un elevato consumo nei tratti ad alta velocità – le sessioni di Q1, Q2 e Q3 rischiavano infatti di essere fortemente condizionate dal fenomeno del cosiddetto super clipping.

    Per evitare che le qualifiche perdessero di significato, la Federazione ha quindi optato per una riduzione immediata della ricarica massima consentita per singolo giro, che passa da 9.0 MJ a 8.0 MJ per la sola giornata di sabato, con l’obiettivo di garantire una competizione più lineare e realmente rappresentativa del potenziale delle vetture.

    Si tratta dunque di un primo intervento correttivo che potrebbe aprire la strada a ulteriori aggiustamenti nel corso della stagione. Tuttavia, secondo quanto dichiarato da Charles Leclerc nel corso del media day di Suzuka, l’impatto della modifica sarà piuttosto contenuto:

    Sarà praticamente la stessa cosa, a parte per il pilota, che forse userà un po’ meno sollevamento e andrà in folle, il che credo sia un bene “.

    Il pilota monegasco della Ferrari ha poi sottolineato come restino ancora alcuni aspetti da ottimizzare in ottica qualifica:

    Penso che per le qualifiche ci siano ancora alcuni cambiamenti da fare per assicurarci di poter spingere al massimo, qualunque sia il limite della vettura. Al momento, nelle prime due gare, si è trattato più di gestire tutto correttamente in qualifica piuttosto che spingere al massimo come eravamo abituati a fare in Q3 negli anni passati. C’è ancora qualche ritocco da fare, ma non credo che questo particolare cambiamento modificherà le carte in tavola per questo fine settimana “.

  • Hamilton: “In 20 anni di F1 non ho mai guidato auto così divertenti. Sono come i kart”

    Hamilton: “In 20 anni di F1 non ho mai guidato auto così divertenti. Sono come i kart”

    Non accenna a placarsi il dibattito sul nuovo ciclo tecnico inaugurato dalla Formula 1, con l’opinione pubblica divisa tra convinti sostenitori, detrattori nostalgici del passato e neutralisti che preferiscono attendere prima di emettere un giudizio.

    Alla vigilia del Gran Premio del Giappone, terzo appuntamento del Mondiale 2026, nel paddock ci si interroga soprattutto su come le caratteristiche del circuito di Suzuka possano influire sulla gestione dell’energia elettrica, il conseguente super-clipping in rettilineo e quello che è stato ribattezzato, dopo le gare in Australia e Cina, “yo-yo racing“.

    Un fenomeno, questo, che vede due o più vetture impegnate in una continua lotta di sorpassi e controsorpassi, dovuti principalmente alla diversa disponibilità d’energia, e perciò oggetto di aspre critiche da molti piloti – in particolare Max Verstappen – poiché artefice di duelli ritenuti “artificiali”.

    Un’opinione che non trova d’accordo Lewis Hamilton, protagonista a Shanghai di un’intensa battaglia con Charles Leclerc, definita dallo stesso pilota inglese “il miglior duello avuto” dai tempi del famoso ruota a ruota con Nico Rosberg nel lontano 2014, in Bahrain.

    Il 44 della Ferrari ha proposto una prospettiva diversa del sopracitato effetto yo-yo:

    “Se torniamo indietro ai kart, è la stessa cosa: ci si sorpassa continuamente e non riesci mai a scappare via. Nessuno ha mai definito il karting come yo-yo racing. È la forma di competizione migliore, e la Formula 1 non è stata la miglior forma di competizione da molto tempo. Tra tutte le auto che ho guidato in vent’anni, questa è l’unica con cui puoi davvero seguire un’altra vettura nelle curve veloci senza perdere completamente tutto quello che hai, riuscendo così a rimanere attaccato”.

    Quando gli è stato chiesto il motivo per il quale lui stia amando queste nuove Formula 1 a differenza di un Verstappen costantemente critico, Lewis ha voluto precisare:

    “Non so se userei la parola «amare». Sto solo dicendo che mi sto divertendo a correre. Quando hai una buona macchina e sei competitivo, è bello stare davanti. Pare che molti piloti non si stiano divertendo: io, personalmente, mi sto divertendo. È una macchina più leggera, più agile, più divertente da guidare. Amo la gestione dell’energia? Assolutamente no. In realtà non mi piace per niente. Amo la Straight Mode? Non particolarmente. Ma penso che sia un momento entusiasmante per lo sport. In un periodo in cui la Formula 1 è al suo massimo, credo, dal punto di vista visivo, del brand, e con i maggiori introiti”.

  • Russell: “Tutti tentano di rallentarci, non è giusto”

    Russell: “Tutti tentano di rallentarci, non è giusto”

    Dopo aver cannibalizzato i primi due round stagionali, la Mercedes sbarca tra le curve veloci di Suzuka con il peso dei riflettori e un bagaglio di interrogativi scomodi.

    La superiorità tecnica mostrata dalla scuderia di Brackley, infatti, è finita sotto la lente d’ingrandimento della concorrenza, costringendo il team a una difesa serrata per legittimare un’egemonia che sembra non aver rivali.

    Alle perplessità sulla Power Unit e il suo rapporto di compressione, dopo l’ultimo Gran Premio in Cina i dubbi sulla legalità della W17 si sono amplificati a causa del particolare utilizzo dell’aerodinamica attiva sull’ala anteriore: una dinamica che la FIA ha graziato accettando il labile chiarimento della Stella, che ha liquidato il tutto come un “semplice errore di calcolo”.

    In Giappone, a fare da scudo umano e mediatico alle accuse mosse contro la squadra anglo-tedesca, è sceso in campo George Russell, apparso risoluto nel difendere il primato tecnico della sua monoposto:

    Questo sport va così, è sempre successo. Il nostro team ha lavorato duro per metterci in questa posizione e il miglior team dovrebbe vincere: noi abbiamo avuto quattro anni difficili mentre Red Bull e McLaren vincevano e dominavano. Solo perché ora siamo tornati al top non credo sia giusto che tutti cerchino di rallentarci, specialmente visto che sono passate appena due gare di una stagione lunghissima. Le cose cambieranno: sappiamo che la Red Bull è sovrappeso, che la McLaren non ha portato ancora aggiornamenti. Non dobbiamo dimenticare queste cose: noi ora abbiamo un vantaggio e speriamo di mantenerlo, ma non è garantito“.

    Il pilota britannico ha poi preso una posizione anche sul caso dell’ala anteriore emerso a Shanghai:

    Non è stato intenzionale e di certo non è stato un vantaggio: era un problema, qualcosa da risolvere. Non c’è alcun vantaggio perché quando freniamo l’ala resta ancora aperta. Tecnicamente non posso aiutarvi a capirlo perché non lo so neanche io. L’ala posteriore ha l’aria a favore quando si chiude, mentre per l’ala anteriore è il contrario. Deve superare il vento contrario e serve una pressione maggiore“.

  • La FIA riduce il limite di ricarica per le qualifiche di Suzuka da 9.0 MJ a 8.0 MJ

    La FIA riduce il limite di ricarica per le qualifiche di Suzuka da 9.0 MJ a 8.0 MJ

    A seguito delle tante preoccupazioni espresse da piloti e addetti ai lavori a margine del fine settimana di Suzuka, la Federazione Internazionale ha deciso di intervenire per evitare che le qualifiche del Gran Premio del Giappone vengano seriamente compromesse dalle criticità energetiche del nuovo regolamento.

    Con un comunicato rilasciato questa mattina, la FIA ha infatti ufficializzato una riduzione immediata della ricarica massima consentita per singolo giro, che scende da 9.0 MJ a 8.0 MJ per la sessione del sabato.

    L’intervento, approvato all’unanimità dai motoristi, mira a limitare il fenomeno del super clipping nei tratti veloci dello storico layout nipponico, garantendo che la qualifica rimanga una sfida degna di questo nome.

    Mentre per la gara dovrebbero restare confermati gli 8.5 MJ, la sensazione nel paddock è che questo correttivo sia solo il primo passo di un processo di ottimizzazione più profondo.

  • Ali bi-fase, la FIA accetta le spiegazioni della Mercedes: semplice errore di calcolo in Cina

    Ali bi-fase, la FIA accetta le spiegazioni della Mercedes: semplice errore di calcolo in Cina

    Le immagini della W17 di Andrea Kimi Antonelli raccolte durante il Gran Premio di Cina hanno acceso un pesante faro sulla gestione dell’aerodinamica attiva in casa Mercedes, sollevando dubbi sulla legalità di un sistema apparso fin troppo “malleabile”.

    I filmati hanno mostrato una transizione dell’ala anteriore tutt’altro che lineare: il flap, invece di scattare tra le due configurazioni fisse previste dal regolamento, è parso indugiare in uno stato intermedio durante la frenata, per poi chiudersi completamente solo nelle fasi finali di approccio al tornantino.

    Una dinamica che si scontra frontalmente con l’Articolo 3.10.10 del regolamento tecnico, il quale impone una transizione netta tra le modalità “straight” e “corner” in un tempo massimo di 0.4 secondi.

    Il comportamento osservato a Shanghai non solo ha superato ampiamente la soglia dei 400 millisecondi, ma ha palesato l’esistenza di stati intermedi tassativamente vietati, spingendo diversi team rivali (McLaren e Ferrari in primis) a chiedere chiarimenti formali alla Federazione.

    La difesa di Brackley, accettata senza alcun problema come soddisfacente dai commissari, poggia su un banale errore di calcolo idraulico.

    Secondo la ricostruzione di Mercedes, il sistema non sarebbe stato progettato per raggirare le norme, ma sarebbe rimasto vittima delle enormi pressioni aerodinamiche generate alle alte velocità del lungo rettilineo di Shanghai.

    In sostanza, la pressione idraulica impostata dal team non era sufficiente a contrastare la forza dell’aria che spingeva il flap verso il basso, impedendogli di tornare nella posizione “corner” finché la velocità della monoposto non fosse scesa sotto una determinata soglia.

    Solo con il calo del carico aerodinamico in staccata il sistema è riuscito a vincere la resistenza esterna, completando il movimento con un ritardo evidente e irregolare.

    Nonostante l’evidenza tecnica di una vettura che ha corso per l’intero Gran Premio con un’ala dal comportamento non conforme ai tempi di attivazione, la FIA ha deciso di non procedere con sanzioni, archiviando il caso come un malfunzionamento involontario.

    Si tratta di una decisione che appare estremamente magnanima, se si considera che in Formula 1 la non conformità tecnica, a prescindere dall’intenzionalità, viene solitamente punita con la squalifica immediata.

  • Ocon durissimo: “Anche noi vogliamo più sorpassi, ma questo è solo caos”.

    Ocon durissimo: “Anche noi vogliamo più sorpassi, ma questo è solo caos”.

    I cambiamenti apportati dalla Federazione Internazionale alle Power Unit delle vetture della nuova generazione hanno scatenato una tempesta di opinioni che, in maniera particolare a seguito dei primi due appuntamenti della stagione, ha visto lo svilupparsi di non poche perplessità in buona parte dei tifosi e delle stesse personalità di spicco della classe regina.

    La necessità da parte delle monoposto di gestire i livelli di potenza elettrica a loro disposizione è arrivata a tradursi in non poche occasioni in una situazione di sorpasso e contro-sorpasso non gradita dai puristi della categoria, convinti che questa dinamica non faccia altro che rendere ampiamente prevedibile il tornaconto delle mosse degli alfieri.

    Ad aggiungersi a tali voci oppositive è stato anche Esteban Ocon, protagonista di un avvio di stagione poco brillante che non gli ha comunque vietato di esporsi, ai microfoni di RacingNews365, a sfavore del clima che tali normative hanno contribuito a costruire:

    “Non si tratta di go-kart: anche noi vogliamo più sorpassi, ma questo è solo caos. Non puoi mai effettivamente preparare un sorpasso e, se ci riesci, verrai sorpassato a tua volta: non si riesce a consolidare la posizione”.

    Il pilota di casa Haas ha poi voluto mettere l’accento sul rinnovarsi e rigenerarsi del gap prestazionale tra le diverse scuderie, alimentato da un regolamento che, a sua detta, tutto è stato in grado di fare fuorchè donarci uno scontro in pista degno di essere definito tale.

    “È difficile definirla una battaglia giusta, soprattutto tra i diversi team: alcuni riescono a sfruttare di più il deployment, altri sono molto più veloci nelle curve. È un sistema che crea grandissime differenze”.

  • Marko: “Questo sport ormai vive solo dello spettacolo offerto dalle Ferrari in partenza”

    Marko: “Questo sport ormai vive solo dello spettacolo offerto dalle Ferrari in partenza”

    Le sostanziali novità introdotte dal nuovo regolamento tecnico, palese dichiarazione d’intenti per aumentare lo spettacolo in Formula 1, hanno invece deluso gran parte degli appassionati della classe regina, costretti ad assistere a sorpassi quasi esclusivamente di potenza e a vedere i loro beniamini incatenati alla gestione maniacale dell’elettrico.

    Una dinamica che, pur moltiplicando i superamenti rispetto alle stagioni precedenti, ha svuotato la pista di quell’adrenalina che è il cuore pulsante del Motorsport: quella scintilla da cui nascono emozioni autentiche e passione viscerale.

    A fotografare impietosamente la situazione è stato Helmut Marko.

    L’austriaco, ai microfoni di OE24, sebbene abbia lasciato uno spiraglio alla speranza, ha analizzato l’attuale Formula 1 fornendo un quadro a dir poco esplicativo:

    Se mi sono abituato alla Formula 1? No, al momento lo sport vive solo dello spettacolo offerto dalle Ferrari in partenza. Se togliamo questo, in fondo non succede granché. La maggior parte dei sorpassi non sono veri sorpassi, ma solo superamenti di potenza. Però siamo ancora all’inizio della stagione e forse le cose cambieranno con il passare delle gare“.

    L’ex consulente della Red Bull si è poi espresso con convinzione sul duello interno alla Mercedes, schierandosi apertamente:

    La Mercedes è in un campionato a sé e credo che non stia neppure mostrando tutto il suo vero potenziale. Kimi Antonelli è un buon pilota ed è sempre stato veloce, ma nella lotta per il titolo tutto parla in favore di George Russell, lui ha un’enorme esperienza“.

    Infine, interpellato su Adrian Newey e la sua nuova avventura in Aston Martin, Marko ha rivelato quanto segue:

    Io e Adrian ci siamo sentiti, e purtroppo non se la sta passando bene. Nel progetto Aston Martin ci sono problemi che non saranno per niente facili da risolvere“.