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  • Ferrari sorprende tutti: spedite in Cina tre ali reverse

    Ferrari sorprende tutti: spedite in Cina tre ali reverse

    Dopo una prima tappa del campionato che l’ha vista ricoprire il ruolo di unica forza in campo in grado di infastidire la Mercedes, la Ferrari non intende accontentarsi.

    Come riportato in esclusiva da AutoRacer.it, in vista del Gran Premio di Cina gli uomini agli ordini di Frederic Vasseur hanno infatti deciso di spedire a Shanghai tre specifiche dell’ala Macarena nella loro variante testata in Bahrain e già validata dalla Federazione Internazionale, anticipando dunque i tempi rispetto a quanto inizialmente pianificato.

    Si tratta di una mossa estremamente aggressiva, che da un lato testimonia la volontà da parte del Cavallino Rampante di aggredire gli avversari e, dall’altro, conferma la bontà della piattaforma su cui si basa la SF-26, risultata estremamente consistente già a Melbourne.

  • Ferrari, la nuova ala posteriore ruota di 180 gradi. E vale 8-10 km/h in rettilineo

    Ferrari, la nuova ala posteriore ruota di 180 gradi. E vale 8-10 km/h in rettilineo

    Nella seconda giornata di test pre-stagionali (seconda tornata) a Sakhir, gli occhi di appassionati e addetti ai lavori si sono posati nuovamente sulla SF-26 che, giorno dopo giorno, continua a evolversi adottando soluzioni estremamente originali.

    Dopo l’interpretazione estrema della zona del diffusore, oggi la Ferrari ha stupito equipaggiando la propria monoposto con un’ala mobile che non solo si apre ruotando verso l’alto, ma si ribalta completamente di 180°.

    Questa innovazione fa certamente parte delle annunciate soluzioni tecniche per le quali il team ha dovuto attendere l’avallo finale della Federazione.

    Il fulcro necessario a eseguire questo movimento deve essere necessariamente posto al centro del profilo, mentre il meccanismo attuatore non sembra più situato in posizione mediana, ma deve essere stato integrato altrove.

    Poiché il regolamento impone l’uso di un unico sistema di attuazione per l’ala posteriore, è probabile che questo sia stato alloggiato in una delle due paratie laterali.

    La normativa lascia notevole libertà fissando il tempo di transizione tra la modalità “curva” e quella “rettilineo” e imponendo il rispetto dei volumi stabiliti dalla FIA, ma nulla specifica in merito all’angolo di apertura o ad altri vincoli geometrici.

    Si tratta di un’interpretazione molto furba dei regolamenti, la cui efficacia sarà da dimostrare e che i competitor potrebbero non essere in grado di replicare facilmente nel breve termine.

    L’obiettivo è senza dubbio ridurre drasticamente la resistenza all’avanzamento nella modalità “Straight Mode”. Il ribaltamento del profilo superiore crea una componente portante delle forze sul profilo che permetterebbe alla Rossa di guadagnare 8-10 km/h in rettilineo.

    Risulta più complicato capire, data l’assenza di immagini dettagliate, se l’ala ribaltata possa influire sul profilo principale, condizionando i flussi per ottenere un potenziamento a cascata della riduzione della resistenza tramite uno stallo aerodinamico.

    Sarà inoltre interessante scoprire se siano stati applicati accorgimenti particolari sul bordo d’entrata e di uscita del flap.

    Va reso merito allo staff tecnico del Cavallino Rampante per lo sforzo profuso: la SF-26, inizialmente considerata tra le vetture meno appariscenti e persino conservativa, si pone oggi di diritto tra le monoposto più interessanti della stagione.

  • Antonelli: “Cosa ho fatto? Devo ancora realizzare”

    Antonelli: “Cosa ho fatto? Devo ancora realizzare”

    Le lacrime sotto la visiera e il tricolore sulle spalle raccontano la storia di un talento partito da lontano, ma fin da subito destinato a riscrivere le gerarchie della Formula 1.

    Con una rimonta che resterà a lungo nella memoria, Andrea Kimi Antonelli ha conquistato la vittoria più dolce della carriera, imponendosi nel Gran Premio di casa a Monza.

    Scattato dalla diciannovesima casella dello schieramento per via della penalità dovuta alla sostituzione della power unit, il pilota bolognese ha estratto l’intero potenziale della sua Mercedes.

    In una corsa segnata dall’effetto scia e dalla gestione millimetrica dell’energia elettrica, la W17 si è rivelata l’arma ideale nelle mani dell’italiano, capace di risalire il gruppo fino ad agganciare e superare nel finale il compagno di squadra George Russell.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Su quello stesso asfalto che lo aveva tradito nelle prove libere del 2024, il ventenne ha firmato l’impresa, chiudendo i conti con il passato e piazzando un colpo pesantissimo nella corsa al titolo iridato.

    Una consacrazione arrivata davanti alla marea rossa accorsa sotto il podio brianzolo, che gli consentirà di incidere il proprio nome sulla simbolica mattonella della pit-walk dell’Autodromo Nazionale di Monza.

    Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia al termine della gara, Antonelli ha espresso tutta la sua incredulità:

    Non avrei mai pensato di essere qui oggi, sto ancora cercando di realizzare quello che è successo: è assurdo. Avevo detto che la vittoria qui sarebbe stata un sogno, e oggi siamo riusciti a realizzarlo. Quando dopo la seconda partenza mi sono accorto di essere in corsa per il successo ho subito pensato di dover vincere. Il supporto dei tifosi è stato incredibile: in uscita dalla prima chicane davo uno sguardo alle tribune ed erano tutti carichi. Mi hanno dato una spinta enorme, quel qualcosa in più“.

  • Leclerc: “In gara proverò a fare una magia”

    Leclerc: “In gara proverò a fare una magia”

    Il sabato di Monza si è chiuso con sentimenti contrastanti per Charles Leclerc.

    Da una parte la consapevolezza di aver limitato i danni, salvandosi prima da un’eliminazione clamorosa in Q2 e ritrovandosi poi addirittura terzo sulla griglia di partenza grazie alla penalità di tre posizioni inflitta a Oscar Piastri per l’impeding su Liam Lawson, alle spalle della pole a sorpresa di Pierre Gasly e di George Russell.

    Dall’altra, però, resta l’amarezza di non aver potuto lottare per la pole position. Una delusione palpabile quella del pilota monegasco, emersa chiaramente nelle interviste rilasciate subito dopo la bandiera a scacchi ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, quando il quarto tempo ottenuto sul campo sembrava ormai definitivo e il verdetto dei commissari sull’australiano della McLaren era ancora lontano dall’arrivare.

    Leclerc non ha cercato scuse, puntando il dito contro la gestione non proprio ottimale dell’intera sessione da parte della squadra:

    “Penso che ci siamo complicati la vita da soli, indipendentemente da gomma nuova o usata”.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Parole nette che fotografano un pomeriggio vissuto pericolosamente, iniziato con il brivido dell’eliminazione sfiorata in Q2 per appena 17 millesimi e proseguito con un assalto alla pole mai realmente nelle corde della SF-26.

    Il numero 16 ha fatto anche riferimento ad alcune noie tecniche che hanno condizionato la SF-26 nel momento clou:

    “Abbiamo avuto dei problemi e dobbiamo capire perché li abbiamo avuti”.

    I dubbi maggiori, però, riguardano la gara odierna, dove i lunghi allunghi dell’Autodromo Nazionale rischiano di mettere a nudo il divario con i propulsori Mercedes:

    “Sulla gara non so cosa aspettarmi. Sicuramente saremo in difficoltà nei rettilinei, non sarà facile”.

    Per provare a invertire l’inerzia e lottare per il podio, al monegasco non resta che rievocare lo spirito delle sue imprese più celebri:

    “Farò di tutto per cercare di fare una magia, come abbiamo fatto nel 2024 e nel 2019. Io ce l’ho fisso in testa ogni volta che vengo qui a Monza”.

  • Hamilton: “In gara voglio fare qualcosa di speciale”

    Hamilton: “In gara voglio fare qualcosa di speciale”

    Le caotiche qualifiche del Gran Premio d’Italia hanno visto Lewis Hamilton segnare il quinto miglior crono, a 225 millesimi dalla clamorosa pole position conquistata da Pierre Gasly: un risultato non idilliaco, raggiunto all’ultimo istante, che ha messo una pezza a quello che poteva rivelarsi un autentico disastro sportivo.

    In una sessione dominata dalla ricerca dell’effetto scia, il pilota britannico ha rischiato più volte di rimanere fuori dai giochi, innanzitutto quando, a causa di un’anomalia al sistema ibrido, è riuscito a superare il taglio del Q2 per un solo millesimo di vantaggio su Gabriel Bortoleto.

    Anche la fase decisiva si è dimostrata complessa per il sette volte iridato, costretto a un primo giro in solitaria per via della difficile gestione dei tempi di uscita nel box della Ferrari.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Tuttavia, il numero 44 è riuscito ad agganciarsi alla scia del compagno di squadra Charles Leclerc nel tentativo finale, conquistando una quinta piazza che si tramuterà poi nel quarto posto sulla griglia di partenza grazie alla penalità per impeding inflitta a Oscar Piastri.

    La corsa, quindi, resta aperta per il pilota di Stevenage, a caccia del sogno di salire sul gradino più alto del podio di Monza con il Cavallino Rampante sul petto.

    Ai microfoni di Sky Sport F1 al termine della sessione, Hamilton ha commentato così il sabato brianzolo:

    Non siamo riusciti a piazzare una bellissima macchina rossa in prima posizione davanti a tutti i tifosi. Chiaramente qui fa male, però è un privilegio e un onore avere la possibilità di correre a Monza con la Ferrari. Voglio semplicemente fare qualcosa di speciale domani. Stiamo continuando a progredire e dobbiamo attaccare al massimo delle nostre potenzialità: tutto deve essere perfetto“.

  • Gasly: “Monza è la pista delle mie prime volte

    Gasly: “Monza è la pista delle mie prime volte

    La Formula 1 è quello sport che, a volte, contro ogni pronostico, regala scenari del tutto inaspettati.

    In un week-end dove si pronosticava il dominio Mercedes, la possibile rincorsa Ferrari e la rimonta di un Norris sempre in palla nelle ultime gare, le qualifiche del Gran Premio d’Italia hanno emesso invece il clamoroso verdetto di un Pierre Gasly in pole position con l’Alpine, la prima nella carriera del francese.

    Il palcoscenico è quello di Monza, lo stesso tracciato sul quale il portacolori della scuderia transalpina vinse sei anni fa, all’epoca come pilota AlphaTauri.

    A onor del vero, entrambi i piloti della compagine francese, sin dalle prime tornate messe a segno in qualifica, avevano iniziato a inanellare una serie di riscontri cronometrici decisamente competitivi, confermando l’ottimo stato di forma dell’A526, la quale, tuttavia, non pareva poter essere all’altezza delle vetture di vertice, soprattutto perché da queste ultime ci si attendeva il solito approccio più conservativo nelle fasi iniziali della sessione.

    Sorprendentemente, invece, il livello della vettura d’oltralpe non è calato, permettendo al pilota con il numero 10 di piazzare la zampata nell’ultimo e decisivo tentativo, battendo il favoritissimo George Russell con un margine di sei centesimi di secondo.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    In attesa di scoprire se la compagine di Enstone sarà protagonista anche nella gara di domani, Pierre Gasly si gode il magico momento, arrivato dopo la tanto discussa revoca del podio di Monaco.

    Nelle interviste concesse a Sky Sport F1 Italia, il parigino ha commentato la propria strabiliante prestazione, in quella che, vista la sua residenza milanese, può essere considerata per certi versi una gara di casa:

    “La squadra e la macchina sono state veramente buone, ma mai mi sarei aspettato di essere in pole. Qui ho anche vinto la mia prima gara, Monza è la pista delle mie prime volte. Da nove anni sognavo questo risultato, non ho mai avuto una macchina per lottare per la prima posizione, e oggi la macchina era incredibile. Sappiamo che domani sarà dura, le vetture dietro di noi sono molto veloci, ma mi preparerò al meglio per farmi trovare pronto”.

  • Leclerc: “Sappiamo quali sono i nostri punti deboli, ma ho buone sensazioni”

    Leclerc: “Sappiamo quali sono i nostri punti deboli, ma ho buone sensazioni”

    Il fine settimana del Gran Premio d’Italia è iniziato con il piede giusto per Charles Leclerc, capace di imporsi nella prima sessione di libere e di concludere la successiva con appena 120 millesimi di distacco dal miglior giro siglato da George Russell.

    Su una pista come quella di Monza, decisamente favorevole alle caratteristiche della monoposto Mercedes, la Ferrari punta comunque a costruire un risultato di spessore davanti al proprio pubblico, sfruttando il pacchetto di novità tecniche introdotto sulla SF-26 e, soprattutto, la nuova specifica ADUO 2.

    La prima giornata nel tempio della velocità brianzolo ha evidenziato come le diverse scuderie stiano cercando di ottimizzare al meglio la gestione del deployment lungo tutto l’arco della tornata. In questo scenario, il Cavallino sembra voler privilegiare la potenza nell’allungo che precede la Parabolica: una filosofia d’erogazione che potrebbe essere rivista nelle prossime ore oppure, come già accaduto a Silverstone, rivelarsi l’asso nella manica del box italiano per il prosieguo del week-end.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    A fare la differenza sul piano prestazionale è stato, però, anche lo stesso pilota monegasco.

    Escluso un testacoda senza conseguenze alla Variante della Roggia, il numero 16 è apparso subito in piena sintonia con la vettura, confermando un passo gara molto competitivo e un margine tangibile nei confronti del compagno di squadra Lewis Hamilton.

    Come riportato dalla Ferrari al termine delle libere, Leclerc ha analizzato la sua attività in pista come segue:

    È sempre emozionante tornare a Monza, un luogo davvero speciale per noi come squadra e per tutti i nostri tifosi. C’è ancora del lavoro da fare perché i nostri avversari sembrano competitivi, ma finora le sensazioni con la vettura sono state buone. Sappiamo quali sono i nostri punti deboli e ci concentreremo su quelli, dando il massimo fin da domani per portare a casa il miglior risultato possibile domenica“.

  • Hamilton: “La scia sarà fondamentale, dovremo sfruttarla”

    Hamilton: “La scia sarà fondamentale, dovremo sfruttarla”

    Il venerdì di Monza si è chiuso con un grande punto di domanda per quel che riguarda la sfida per la pole position che si terrà sabato.

    Nella seconda sessione di prove libere del Gran Premio d’Italia, Lewis Hamilton ha faticato a trovare il feeling ottimale con la vettura, come mostrato dai quattro decimi e mezzo che lo hanno separato dal leader George Russell.

    Il sette volte Campione del Mondo non ha usato mezzi termini nel descrivere le criticità riscontrate durante le FP1 e le FP2, esprimendo anche insoddisfazione per l’assetto della sua SF-26.

    Queste le sue parole, pronunciate ai media presenti (tra cui GPBlog.com):

    La velocità in rettilineo è un problema non da poco. Basta guardare la telemetria, perdevo qualcosa come 6 decimi rispetto a George solo nei rettilinei. Dobbiamo lavorare su questo aspetto. E poi c’è anche l’assetto: è stato davvero molto difficile ottenere il miglior tempo dalla macchina. Per qualche ragione nelle FP2 non è stato semplice guidarla. Abbiamo apportato un paio di modifiche, ma…”.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    La distanza così ampia dal pilota numero 63 della Mercedes apre ora a diverse strade che il team di Maranello dovrà valutare per trovare un giusto equilibrio ed estrarre il massimo potenziale dalla Rossa:

    “Potremmo tornare indietro, ma valuteremo se sarà possibile migliorare la macchina. Dobbiamo verificare da cosa dipenda questa mancanza in rettilineo, se magari è legata al deployment. Il motore però è un miglioramento e sono grato del lavoro fatto dai ragazzi in fabbrica. I nostri avversari forse hanno meno resistenza aerodinamica sui rettilinei, lo esamineremo”.

    Sulla scia in qualifica, vero e proprio jolly a Monza per compensare il gap in rettilineo, il britannico non ha avuto dubbi:

    “Sarà fondamentale e cercheremo di sfruttarla”.

  • Leclerc: “Il mio rinnovo? Non si tratta di solo amore, il progetto Ferrari è da Mondiale”

    Leclerc: “Il mio rinnovo? Non si tratta di solo amore, il progetto Ferrari è da Mondiale”

    Con la firma posta sul nuovo contratto pluriennale ufficializzato a inizio giugno, Charles Leclerc ha scelto di legare ancora per diversi anni il proprio futuro in Formula 1 alla Ferrari.

    Una decisione che non deriva unicamente dal forte attaccamento sentimentale che lega il pilota monegasco al Cavallino Rampante: essa è anche figlia di un progetto con delle solide basi per l’avvenire, che ha il chiaro obiettivo di riconquistare quel tanto agognato Titolo Mondiale che a Maranello manca ormai da troppo tempo.

    Cruciale è stato altresì il rapporto di fiducia con il team principal Frederic Vasseur, come lo stesso Leclerc ha sottolineato nel corso di un’intervista rilasciata a FormulaPassion.it:

    “Con Fred sono in rapporti stretti e lui condivide tanto della visione che ha per la squadra, delle scelte che abbiamo preso per l’auto di quest’anno e cosa accadrà in quelli a venire”.

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    Prima del rinnovo che di fatto lo consacra punto fermo della scuderia di Maranello, Leclerc non ha nascosto che nelle valutazioni riguardanti il suo futuro ha pesato soprattutto la componente più razionale, focalizzata sulle garanzie fornite dal team di avere una vettura competitiva e in grado di giocarsi il Mondiale:

    “Non è stata una decisione che ho preso dopo aver parlato solo con la Ferrari, né semplicemente per il gusto di rimanere qui. Ci sono state delle conversazioni e alla fine il progetto che mi ha esaltato di più è sempre stato quello della Ferrari. Vincere qui è il mio sogno, ma la decisione non è dipesa solamente dall’amore per la Ferrari, bensì anche dal progetto. Volevo trarre il massimo dalle opportunità che c’erano per prendere la decisione giusta, quella che mi desse la probabilità più alta di diventare Campione del Mondo e credo fermamente che la Ferrari sia il team per farlo”.

  • Vasseur: “La Power Unit è la chiave, dobbiamo mantenere altissima la concentrazione”

    Vasseur: “La Power Unit è la chiave, dobbiamo mantenere altissima la concentrazione”

    La Ferrari si appresta ad affrontare il week-end più importante e sentito della stagione, quello di casa a Monza.

    Il Cavallino Rampante giunge a questo appuntamento dopo il rientro amaro di Zandvoort, dove l’esecuzione del fine settimana non ha permesso alla SF-26 di raccogliere quanto sperato.

    In un’intervista esclusiva a Motorsport.com, il team principal della Ferrari, Frederic Vasseur, ha sottolineato quanto sia fondamentale curare ogni dettaglio per restare agganciati alla lotta iridata:

    “Credo che negli ultimi due o tre anni abbiamo fatto un salto gigante in termini di esecuzione. Per quanto riguarda la strategia e i pit-stop stiamo lavorando bene. Abbiamo sprecato occasioni soprattutto negli ultimi due fine settimana, ma non sono sicuro che ne abbiamo perse più di McLaren o Mercedes dall’inizio della stagione. Tuttavia, se vuoi vincere il campionato non puoi lasciare punti per strada. Dobbiamo conquistare il massimo dei punti possibili”.

    Oltre alla gestione di ogni singola gara, la sfida per rimanere competitivi si gioca sulle novità e sulla ricerca dei limiti della SF-26:

    “Ci sono due gare parallele: quella dello sviluppo, in cui gara dopo gara porti componenti per alzare il potenziale della macchina, e poi quella in cui devi essere al limite del tuo potenziale. Regolamenti, gestione dell’energia e pneumatici sono diversi rispetto allo scorso anno: questo significa che sul tavolo ci sono molti più interrogativi e per questo tutti commettiamo più errori. Il mio compito è anche quello di ridurre al minimo questi sbagli. Non importa cosa facciano gli altri, noi dobbiamo minimizzare i nostri”.

    A Monza, la Scuderia avrà finalmente a disposizione il secondo pacchetto ADUO, un fattore che su una pista come quella italiana potrebbe aiutare a colmare parte del gap dai motorizzati Mercedes:

    La Power Unit è la chiave. Da un giro all’altro si possono ancora verificare oscillazioni di prestazione. Molto meno rispetto a quanto visto in Cina o in Australia, dove a volte perdevamo quattro o cinque decimi. Ora ne perdiamo uno o due, ma a Zandvoort un paio di decimi significavano quattro posizioni sulla griglia. Vuol dire che dobbiamo mantenere altissima la concentrazione”.

  • Stewart: “Gli italiani siano fieri di Antonelli, sta facendo un lavoro fantastico”

    Stewart: “Gli italiani siano fieri di Antonelli, sta facendo un lavoro fantastico”

    Esattamente due anni fa, nel corso delle prime prove libere del Gran Premio d’Italia, Andrea Kimi Antonelli esordiva in Formula 1 con la Mercedes, dando inizio alla sua avventura nella categoria regina dell’automobilismo.

    Scelto da Toto Wolff come erede di Lewis Hamilton, il talento italiano ha dovuto affrontare una sfida quantomai ardua: rimpiazzare un sette volte Campione del Mondo all’interno di una squadra abituata a vincere, dividendo il box con un compagno solido e ingombrante come George Russell.

    Nonostante un 2025 vissuto tra alti e bassi, accompagnato da qualche critica di troppo, era fisiologico che il giovane prospetto della Stella a Tre Punte necessitasse di tempo per maturare. 

    Non a caso, nella stagione in corso il salto di qualità compiuto dal classe 2006 è stato impressionante, certificato da numeri straordinari: 6 vittorie, 6 pole position, 10 podi e la leadership in classifica alla vigilia della gara di casa, con ben 61 punti di vantaggio sulla coppia Russell-Hamilton.

    Per il Motorsport tricolore il cammino di Antonelli ha un valore storico: l’ultimo pilota italiano a presentarsi a Monza da leader del mondiale è stato infatti Alberto Ascari nel lontano 1953.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    La crescita del talento di Brackley ha smentito gli scetticismi di dodici mesi fa, conquistando persino i miti assoluti del Circus. 

    Tra questi c’è Sir Jackie Stewart, che attraverso le pagine di Autosprint ha elogiato senza riserve il numero 12:

    “Kimi sta svolgendo un lavoro strepitoso. Sta mostrando di essere estremamente veloce, ma non solo. Il suo livello di maturità è molto raro per i piloti della sua età, e di questa dote deve andare particolarmente fiero, perché è la più difficile da acquisire”.

    A causa della penalità per la sostituzione della Power Unit, il leader della classifica scatterà dal fondo della griglia questa domenica. 

    Il tre volte iridato scozzese, tuttavia, resta convinto che il calore del pubblico brianzolo saprà spingere la sua rimonta:

    “Sono sicuro che la passione che sentirà attorno a lui gli darà un’ulteriore spinta in gara, e senza dubbio se la merita tutta”.

  • Norris: “Queste auto sono orribili, ma io sto eliminando le mie debolezze”

    Norris: “Queste auto sono orribili, ma io sto eliminando le mie debolezze”

    Dopo un avvio di stagione complicato e condizionato da una McLaren inizialmente lontana dai riferimenti della griglia, Lando Norris sembra aver definitivamente cambiato passo.

    Le due vittorie consecutive conquistate tra Budapest e Zandvoort hanno infatti rilanciato il Campione del Mondo in carica che, con il passare delle gare, ha ritrovato prestazioni e fiducia, apparendo sempre più solido, consapevole e capace di affrontare con maggiore lucidità anche i momenti più complicati del week-end.

    Una maturazione che, se da un lato va di pari passo con la crescita della sua MCL40, dall’altro, secondo lo stesso Norris, non può essere ricondotta esclusivamente ai progressi compiuti dalla monoposto.

    Il britannico sente infatti di essere diventato un pilota ancora più completo rispetto a quello che, nella seconda parte del 2025, riuscì a ribaltare la propria stagione fino alla conquista del suo primo titolo mondiale, come spiegato dal numero 1 in conferenza stampa al termine della gara olandese:

    Ho guidato ad alto livello nella seconda parte dello scorso anno. È difficile dire che ora stia guidando al massimo livello possibile, perché sotto certi aspetti queste sono le monoposto più difficili da guidare. Credo però di riuscire a capire meglio le situazioni e a comprendere maggiormente la macchina. Certo, questa generazione di vetture è orribile da guidare, ma sto facendo un lavoro migliore nella comprensione, nel comunicare le cose al team e nel trovare delle soluzioni “.

    Per l’alfiere di Bristol, tuttavia, una parte importante dei progressi compiuti nasce anche dal lavoro svolto lontano dalla pista e dal rapporto sempre più efficace costruito con i propri ingegneri:

    Sto sicuramente eliminando le mie debolezze, e non ne ho poi così tante, ma conta anche il modo in cui lavoro fuori dalla pista. Per me, il passaggio da sabato a domenica a Zandvoort ne è un esempio perfetto: ho trascorso molto tempo con i miei ingegneri durante la notte per capire cosa avremmo potuto fare meglio in gara, come spingere di più, preservare maggiormente le gomme e fare tutto meglio rispetto a quanto avevo fatto. Questo ha trasformato la nostra gara e mi ha dato l’opportunità di vincere “.