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  • Leclerc: “Abbiamo un programma di sviluppo estremamente aggressivo”

    Leclerc: “Abbiamo un programma di sviluppo estremamente aggressivo”

    A Zandvoort è tutto pronto per l’inizio della seconda metà di stagione, e in casa Ferrari filtra ottimismo in vista del fine settimana.

    Durante il media day, Charles Leclerc ha analizzato il punto debole della SF-26, ovvero la differenza di cavalli rispetto ai rivali, difendendo però la linea aggressiva di Maranello.

    “C’è un programma di sviluppo molto chiaro e ci sono ancora molte cose che vogliamo migliorare”, ha detto il monegasco alla stampa presente, tra cui AutoRacer.it. “È molto chiaro dove si trovassero le principali limitazioni di questa prima parte di stagione: il motore e la potenza che abbiamo al momento rispetto alle Power Unit Mercedes e Red Bull sono gli aspetti in cui manchiamo di più. La comunicazione è sempre fondamentale, ma quest’anno i minimi errori che puoi fare in termini di programmazione o cose simili durante il fine settimana hanno un impatto massiccio.”

    Charles ha poi lodato l’atteggiamento della Ferrari, rivendicando il coraggio del team nella gestione degli aggiornamenti:

    “Abbiamo avuto un approccio molto aggressivo quest’anno rispetto ad altri, credo in primo luogo in termini di innovazione, e penso che questo sia un segnale positivo a dimostrazione del fatto che stiamo cercando soluzioni inedite attorno ai regolamenti. In secondo luogo, il piano serrato nel portare aggiornamenti: la produzione ha fatto un lavoro incredibile per la prima metà della stagione lavorando a pieno regime per farci ricevere i pezzi il prima possibile, e questo fa molta differenza.”

    Infine, il pilota numero 16 si è soffermato sul circuito olandese e sui problemi che in passato la Rossa ha dovuto affrontare qui:

    “Storicamente non è stata una pista particolarmente favorevole per noi, ma allo stesso tempo queste vetture sono così diverse che penso si possa rimescolare un po’ l’ordine di forza. È un layout abbastanza tecnico, e normalmente le piste tecniche sono state un po’ più positive per noi quest’anno. Sono ottimista, ma dobbiamo aspettare e vedere. Penso anche che abbiamo compreso bene il motivo per cui faticavamo negli ultimi anni con le precedenti generazioni di auto; tendo a pensare che non avremo gli stessi problemi quest’anno”.

  • Hamilton: “La Ferrari è tornata a essere un esempio per tutta la griglia”

    Hamilton: “La Ferrari è tornata a essere un esempio per tutta la griglia”

    Dopo la tradizionale pausa estiva, la Formula 1 si appresta a riaccendere i motori a Zandvoort, tappa inaugurale di una seconda parte di stagione che si prospetta ricca di contenuti e possibili sorprese.

    Tra le più attese figura inevitabilmente la Ferrari che, dopo una prima metà di campionato nel complesso positiva, arriva sulle sponde del Mare del Nord con l’obiettivo di ripartire da quanto di buono mostrato prima della sosta e con lo stesso atteggiamento aggressivo e propositivo visto finora.

    Un percorso che, tuttavia, non ha riguardato soltanto la SF-26, ma anche l’organizzazione e i processi interni della squadra, un lavoro che – come ribadito da Lewis Hamilton nel corso del media day olandese – si è rivelato fondamentale per la crescita del Cavallino:

    Sono davvero orgoglioso dei passi avanti che abbiamo fatto e non credo di poter chiedere molto di più, se non di essere più efficaci. Abbiamo apportato molti cambiamenti alla squadra, ai processi e alla macchina e credo che ora siamo in una posizione ideale. Ci è voluto un anno intero per entrare in sintonia, e mi ha dato molta fiducia veder realizzate le cose che avevo chiesto. Abbiamo ottenuto risultati, quindi hanno funzionato. Ho la sensazione che ora abbiamo trovato la formula giusta. Siamo nel vivo della lotta, a un passo da dove meriteremmo di stare “.

    Il numero 44 ha poi sottolineato un altro aspetto significativo del lavoro portato avanti a Maranello: la capacità di introdurre soluzioni successivamente riprese anche dagli avversari:

    Tempo fa dissi che la Ferrari doveva essere un esempio e che tutti dovevano seguirla: quest’anno sta accadendo. Siamo degli innovatori, gli altri hanno seguito il design delle nostre ali e del sistema di scarico. Credo proprio che stiamo andando nella giusta direzione “.

    Una direzione che il britannico proverà a confermare già nel fine settimana olandese, su un tracciato sul quale non è ancora riuscito a salire sul gradino più alto del podio:

    Non ho mai vinto qui. Ho vinto praticamente su tutte le altre piste e voglio assolutamente cambiare questa situazione. È un circuito davvero incredibile, che ti dà grande carica e ha un pubblico fantastico

  • Hamilton: “Penso proprio che la seconda metà di stagione sarà molto diversa”

    Hamilton: “Penso proprio che la seconda metà di stagione sarà molto diversa”

    La Formula 1 si prepara ai blocchi di partenza per la seconda parte di stagione, con il Mondiale che fa tappa a Zandvoort questo fine settimana.

    In casa Ferrari il morale è alto, nonostante il Gran Premio in Ungheria prima della sosta non abbia lasciato ai tifosi un dolce ricordo in vista delle vacanze estive.

    Al netto del passo falso di Budapest, le aspettative su un ulteriore salto di qualità del Cavallino restano elevate: la prima metà di campionato ha infatti regalato segnali incoraggianti, coronati dai successi a Barcellona e a Silverstone.

    Se da un lato in gara la SF-26 ha spesso mostrato la bontà del suo telaio, dall’altro la Rossa ha pagato dazio in termini di potenza pura della Power Unit.

    A tracciare la rotta in vista del finale di stagione è stato Lewis Hamilton, mostrandosi fiducioso sugli sviluppi evolutivi in arrivo da Maranello e forte, probabilmente, anche dell’ADUO previsto per Monza.

    Queste le sue parole, rilasciate ad Auto Hebdo:

    “La gestione della stagione è stata incredibile fino ad ora, soprattutto se si considera che probabilmente abbiamo avuto tre o quattro decimi di deficit in velocità di punta e in potenza sui rettilinei. Non abbiamo portato evoluzioni per due week-end e mezzo, ma a breve ne arriveranno delle altre. Penso quindi che la seconda metà della stagione sarà molto diversa”.

  • Wolff: “Non sopporto la procedura di partenza con secondi aggiuntivi e allarme antincendio”

    Wolff: “Non sopporto la procedura di partenza con secondi aggiuntivi e allarme antincendio”

    L’avvento delle Power Unit con ripartizione paritetica tra spinta termica ed elettrica ha profondamente modificato le dinamiche della Formula 1, come ben delineato nel corso di questa stagione.

    Nonostante l’aumento di sorpassi di matrice artificiale, sbandierati da Liberty Media come un trionfo per lo show, l’orizzonte della massima categoria sembra comunque sorridere alle richieste dei puristi.

    Se da un lato il ritorno alle iconiche architetture V10 o V12 resta una suggestione irrealizzabile, dall’altro la rotta tracciata da FIA e Formula 1 per il prossimo ciclo regolamentare punta a ridimensionare il peso della componente elettrica, restituendo centralità al motore termico.

    A confermare questa traiettoria, in un’intervista rilasciata alla testata RacingNews365, è stato il team principal della Mercedes Toto Wolff:

    Sto parlando con il presidente Ben Sulayem e con Stefano Domenicali, oltre che con gli altri costruttori di motori. Al momento questi motori piacciono solo a chi vuole tanti sorpassi. Personalmente non sopporto le vetture che salgono di giri sulla griglia di partenza per 10 secondi prima del via: sembra un allarme antincendio. Nel medio-lungo termine, parlando di un orizzonte di tre o quattro anni allo stato attuale, torneremo a un motore a combustione che rappresenti più del 50% delle prestazioni. Ben Sulayem vuole un V8, che ha un bel suono, e una batteria più limitata. Penso che il rapporto sarà di circa 80:20, con una potenza complessiva di 1.000 cavalli. Non sono sicuro che sarà aspirato o meno, ma credo che questa sia la direzione verso cui sta andando la Formula 1 e, da purista, la cosa mi piace“.

    Il manager austriaco ha poi fatto il punto sui correttivi e sugli sviluppi previsti per gli attuali propulsori nel breve periodo:

    Abbiamo davanti altri anni con queste Power Unit, ma bisogna riprogettare il motore. Se aumenti il flusso di carburante, che è ciò che stiamo facendo, hai più cavalli, e poi c’è dell’hardware che devi adattare. Avremmo voluto 50 kilowatt in più per il prossimo anno, ma la Ferrari ha posto il veto. Quindi avremo uno step di 20 kilowatt e poi, nel 2028, uno step di 50 kilowatt“.

  • Bottas ha deluso Cadillac: Camara il suo erede?

    Bottas ha deluso Cadillac: Camara il suo erede?

    Il futuro di Valtteri Bottas in Cadillac potrebbe essere tutt’altro che scontato, con Rafael Camara che inizia a osservare con crescente interesse il sedile del pilota finlandese. 

    La nuova scuderia statunitense ha scelto la via dell’esperienza per affrontare il proprio debutto in Formula 1, affidandosi allo stesso Bottas e a Sergio Perez, ma il quadro complessivo potrebbe mutare già in vista del 2027.

    Il rendimento del finlandese non avrebbe infatti convinto appieno la dirigenza, che starebbe vagliando soluzioni più giovani per dare continuità e slancio al progetto tecnico. 

    Tra i candidati di spicco figura proprio Camara, uno dei talenti più brillanti della Ferrari Driver Academy, già tenuto in forte considerazione dal Cavallino Rampante per un approdo nella massima categoria.

    Per il brasiliano la prima opzione rimane comunque la Haas, dove potrebbe subentrare a Esteban Ocon e affiancare Oliver Bearman.

    L’accordo, tuttavia, non è ancora stato formalizzato e la concorrenza per il secondo sedile del team di Banbury resta particolarmente agguerrita, con Leonardo Fornaroli e Ryo Hirakawa tra i profili monitorati con attenzione.

    La Cadillac potrebbe dunque rappresentare una valida alternativa per Camara, soprattutto in virtù della partnership tecnica con la Ferrari.

    A rendere ancor più fluida la situazione concorre poi la posizione di Colton Herta.

    Il pilota americano, già legato all’orbita Cadillac, sta attraversando una stagione complessa in Formula 2 ed è tuttora alla ricerca dei punti necessari per ottenere la Superlicenza.

    Per Camara si delinea così uno scenario quanto mai promettente: se la Haas rappresenta la destinazione d’elezione, un eventuale licenziamento di Bottas potrebbe spalancargli una seconda, concreta opportunità per fare il proprio ingresso in Formula 1.

  • Coulthard: “Nessuno come Albon nel karting. A confidarmelo è stato Jos Verstappen”

    Coulthard: “Nessuno come Albon nel karting. A confidarmelo è stato Jos Verstappen”

    Il panorama del Motorsport, in particolare nelle stagioni recenti, è sempre più scandito da affascinanti e irrisolti scenari ipotetici.

    Cosa avrebbe potuto conquistare un determinato talento se avesse avuto tra le mani una monoposto realmente all’altezza delle sue qualità?

    Oppure fino a dove si sarebbe spinta la sua carriera disponendo del sostegno economico ideale per farsi largo nel paddock della Formula 1?

    Non sono rare, infatti, le parabole di giovani promesse capaci di dominare nel karting e nelle categorie formative, costrette poi ad arrestare la propria scalata per motivi di budget o di tempismo.

    Allo stesso tempo, si contano diversi piloti che, pur avendo coronato l’obiettivo di raggiungere la massima categoria, non hanno mai goduto del contesto tecnico idoneo per esprimere appieno il proprio potenziale.

    Un tema toccato con estrema lucidità da David Coulthard durante il suo intervento al podcast Up To Speed.

    L’ex pilota scozzese ha svelato un aneddoto significativo avente come protagonista l’attuale prima guida della Williams, Alexander Albon:

    Bisogna provare compassione per Albon, perché si è impegnato al massimo senza però avere la possibilità di dimostrare realmente il suo talento. Ho cenato con Mark Webber, Martin Brundle, Jos Verstappen e Raymond Vermeulen. Stavamo parlando di piloti e di karting e Jos ha detto: «Albon nel karting era il GOAT, era davvero incredibile». Mi ha colpito molto, perché Jos è solitamente piuttosto riservato nei suoi giudizi. Vedremo quindi cosa succederà quando la Williams darà ad Alex una macchina con cui poter lottare “.

    Interrogato sulle ragioni che frenano l’interesse dei top team nei confronti del pilota anglo-thailandese, Coulthard ha argomentato la propria visione, allargando l’analisi anche alle dinamiche interne alla scuderia di Grove:

    Sia Albon che Sainz sono due buoni piloti. Si potrebbe dire che in Formula 1 essere semplicemente bravi non basta: bisogna essere eccezionali. Il punto, però, è che bisogna mettere un pilota nelle condizioni di dimostrare davvero se ha la stoffa oppure no “.

  • Newey: “Il rapporto con Honda è decisamente migliorato”

    Newey: “Il rapporto con Honda è decisamente migliorato”

    Dopo un inizio di stagione a dir poco disastroso, l’Aston Martin è riuscita a portare in Ungheria una AMR26 profondamente rivisitata, frutto del lavoro incessante condotto da Adrian Newey.

    Da cenerentola della griglia – tacciata fin troppe volte di esprimere prestazioni quasi da Formula 2 – la vettura di Silverstone ha compiuto un salto in avanti significativo.

    Certo, il tredicesimo e il quattordicesimo posto colti a Budapest, rispettivamente da Lance Stroll e da Fernando Alonso, non fanno gridare al miracolo, ma raccontano solo una parte della verità. La squadra inglese ha infatti deliberato un pacchetto riorganizzato su molteplici fronti, che richiede un periodo di studio e affinamento al pari di una monoposto nuova di zecca.

    Archiviato un primo esito incoraggiante per il telaio e l’aerodinamica, il focus della scuderia britannica dovrà ora rivolgersi anche alla Spec 2 della Power Unit Honda che, dopo essere stata collaudata durante un filming day, è pronta al debutto ufficiale in occasione del Gran Premio d’Olanda.

    Ricevuta la luce verde per l’utilizzo dei benefici ADUO, i tecnici nipponici si sono concentrati sulla velocizzazione del processo di combustione e sulla riduzione degli attriti interni, con un guadagno stimato nell’ordine di diverse decine di cavalli.

    Non rimane, quindi, che attendere il fine settimana di Zandvoort per verificare se il binomio Aston Martin-Honda sia finalmente pronto a sbocciare secondo le promesse prestagionali, scenario sul quale lo stesso Adrian Newey si è espresso con evidente soddisfazione:

    Credo che ciò che sia realmente progredito sia la relazione con la Honda. Da quello che si può definire un inizio disastroso, l’aspetto positivo, perché si cerca sempre di vedere il lato positivo, è che ha portato Honda e noi di Aston Martin a instaurare una stretta collaborazione, e continuiamo a svilupparla in tutti i settori. Sono quindi molto soddisfatto dei progressi che stiamo facendo dal punto di vista delle relazioni. Di solito, se le relazioni migliorano, anche le prestazioni migliorano“.

  • Ferrari aggressiva: il piano di sviluppi per la seconda metà di 2026 prevede aggiornamenti costanti

    Ferrari aggressiva: il piano di sviluppi per la seconda metà di 2026 prevede aggiornamenti costanti

    In vista della seconda parte di campionato, la Ferrari punta a riaprire la caccia alla Mercedes forte di una SF-26 che, almeno sul fronte della piattaforma tecnica, si è rivelata una base solida e ricca di potenziale da sviluppare.

    Secondo quanto riportato da AutoRacer.it, la Scuderia di Maranello dispone ancora delle risorse necessarie per evolvere la monoposto, complice un progetto di inizio anno nato sano e privo di criticità strutturali.

    La Rossa potrà quindi concentrare le proprie forze sull’incremento puro delle prestazioni, con due importanti evoluzioni già pianificate per la seconda parte del campionato, affiancate da affinamenti di minor entità.

    Il primo appuntamento chiave è fissato per Zandvoort, dove debutterà un’importante evoluzione del fondo introdotto al Montmeló.

    La specifica vista in Spagna si è rivelata una base ideale per il lavoro degli uomini guidati da Frederic Vasseur, intenzionati ora a estrarre ulteriore carico aerodinamico e ad ampliare la finestra di utilizzo della vettura.

    A Monza sarà invece la volta del nuovo turbocompressore, legato agli sviluppi concessi dal regolamento ADUO. L’introduzione della nuova componente meccanica si accompagnerà a una configurazione aerodinamica da basso carico, pensata appositamente per le caratteristiche del tracciato brianzolo.

    La Power Unit aggiornata garantirà un incremento prestazionale sui lunghi rettilinei e diventerà la specifica definitiva con cui la Ferrari affronterà il finale di stagione, in attesa di poter intervenire più a fondo sull’architettura del propulsore nel 2027.

    Lo sviluppo della SF-26 non si fermerà comunque in Brianza: un ulteriore pacchetto, sempre secondo AutoRacer.it, è già in fase di progettazione e potrebbe debuttare nel corso dell’autunno, a conferma della volontà di Maranello di spingere fino all’ultimo sulla vettura attuale.

    La Ferrari si trova così nella posizione di poter evolvere una piattaforma che non ha richiesto costose correzioni in corsa.

    Un fattore strategico che potrebbe rivelarsi un vantaggio rispetto ai rivali diretti: la Red Bull è stata costretta a spendere risorse per rivedere il concept della propria monoposto, la Mercedes appare orientata a concentrare gli sforzi su pochi interventi chiave, mentre la McLaren prosegue nel lavoro di affinamento dell’efficienza complessiva.

  • Binotto: “Sainz in Audi? Accostamento che fa piacere, ma sono felice della nostra attuale coppia”

    Binotto: “Sainz in Audi? Accostamento che fa piacere, ma sono felice della nostra attuale coppia”

    Il nome di Carlos Sainz non poteva che essere tra i più chiacchierati di questa “silly season”.

    Il profilo dello spagnolo, forte delle vittorie conquistate in Formula 1 durante il suo trascorso in Ferrari, appare infatti difficilmente allineabile ai risultati ottenuti dalla Williams nella prima metà del campionato 2026.

    Una stasi prestazionale che ha inevitabilmente alimentato i rumor di mercato attorno al madrileno, facendo moltiplicare le indiscrezioni sul suo futuro.

    Tra le opzioni più accreditate spicca il presunto interessamento della Audi. Un’ipotesi che, se confermata, assumerebbe un significato particolare per Mattia Binotto, attuale responsabile del progetto Formula 1 della Casa di Ingolstadt, che ai tempi della sua gestione a Maranello volle personalmente Sainz per sostituire Sebastian Vettel.

    A fare chiarezza sulle voci è stato lo stesso Binotto che, in un’intervista rilasciata a Planet F1, ha commentato l’eventualità di ritrovare lo spagnolo sotto la propria gestione.

    Conosco Carlos molto bene ed è comprensibile che il suo nome venga accostato alla Audi, ma posso dire che sono estremamente soddisfatto della nostra coppia attuale“, ha chiarito il manager italo-svizzero. “Quando si parla di Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto si sottolinea spesso il mix tra esperienza e gioventù, io preferisco valutarli diversamente: sono due piloti estremamente veloci ed è questo che mi rende felice della nostra formazione“.

    Binotto ha poi evidenziato come l’accostamento di profili di alto livello rappresenti un riconoscimento importante per la crescita della scuderia di Ingolstadt, ormai impegnata nel consolidamento di una struttura da vertice.

    Il fatto che piloti affermati vengano accostati al nostro team non può che farmi piacere, perché dimostra la crescente credibilità del progetto“, ha aggiunto Binotto. “Significa che la percezione dall’esterno sulla nostra futura competitività non è più una semplice suggestione, ma una certezza. Il nostro obiettivo resta chiaro: vogliamo essere in lotta per il titolo entro il 2030“.

    Dichiarazioni con cui il responsabile del programma Audi, pur ribadendo piena fiducia nel duo Bortoleto-Hulkenberg, accoglie con favore il richiamo che il brand dei Quattro Anelli continua a esercitare sui grandi nomi del mercato piloti.

  • Vasseur: “Hamilton e Leclerc collaborano e si stimolano a vicenda nel cercare il limite”

    Vasseur: “Hamilton e Leclerc collaborano e si stimolano a vicenda nel cercare il limite”

    Dallo scorso campionato, la Ferrari può vantare una delle coppie di piloti più competitive ed equilibrate della griglia, capace di unire il talento puro di Charles Leclerc all’esperienza di un sette volte Campione del Mondo come Lewis Hamilton.

    Dopo un anno d’esordio in Rosso comprensibilmente complesso – segnato dall’adattamento a una realtà del tutto nuova e dalle difficoltà di una monoposto poco competitiva – il britannico ha mostrato un deciso cambio di passo nel 2026.

    Trovandosi attualmente avanti al compagno di squadra nella Classifica Piloti, Hamilton ha evidenziato una confidenza nettamente superiore al volante della SF-26.

    Di questa accesa rivalità interna ha parlato il team principal della Scuderia, Frédéric Vasseur, ai microfoni di Auto Hebdo.

    Il manager francese ha evidenziato il valore strategico del confronto tra i suoi due alfieri, ribadendo comunque come l’interesse del team debba sempre rimanere prioritario.

    “Una parte fondamentale delle prestazioni nasce proprio dal confronto diretto tra i piloti”, ha spiegato Vasseur. “Succede da noi così come in McLaren e in Mercedes, mentre in Red Bull la dinamica è diversa per altri motivi. Sia Mercedes sia McLaren vivono la nostra stessa situazione: a week-end alterni uno precede l’altro e poi le gerarchie si invertono. È un fattore che fa parte del gioco e spinge verso l’alto il livello generale“.

    Il principio cardine, per Maranello, resta la disciplina in pista e il rispetto dei ruoli:

    I piloti devono rispettare la squadra così come noi rispettiamo loro, mantenendo sempre un comportamento corretto. Vedo che collaborano e si stimolano a vicenda nel cercare il limite. Il nostro percorso di crescita passa anche da questo: dal fatto che entrambi guidino al 110% in ogni singolo giro. Per loro, fin dalle prove libere, la priorità resta quella di stare davanti al compagno“.