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  • Hamilton: “Siamo pronti a cogliere le nostre opportunità. Proviamo a vincere”

    Hamilton: “Siamo pronti a cogliere le nostre opportunità. Proviamo a vincere”

    Con tanti occhi puntati addosso, dopo le straordinarie performance mostrate a Barcellona, Lewis Hamilton è riuscito a strappare il terzo miglior giro delle qualifiche austriache, conquistando una seconda fila che vale oro, soprattutto per quanto aveva mostrato la Ferrari durante le prove libere del venerdì.

    Il sette volte Campione del Mondo, nonostante l’errore nel primo tentativo del Q3, ha mantenuto la giusta freddezza ed è riuscito a concludere a soli 59 millesimi dal suo compagno di squadra, Charles Leclerc.

    I due alfieri della Rossa, tuttavia, non sono riusciti ad avvicinarsi abbastanza alla pole position siglata da George Russell, a riprova della già prevista superiorità della Mercedes sul tracciato di Spielberg.

    L’attenzione del muretto del Cavallino è ora completamente rivolta alla gara. Le alte temperature che stanno attanagliando il Red Bull Ring, infatti, costringeranno tutti i piloti a una meticolosa gestione degli pneumatici o a seguire strategie alternative: una situazione, questa, che potrebbe sorridere proprio al numero 44, capace più volte in carriera di sfruttare al massimo queste dinamiche.

    Al termine della giornata, ai microfoni di Sky Sports F1 UK, Hamilton ha analizzato quanto accaduto in pista, dichiarando quanto segue:

    Penso che tutti fossimo molto vicini: le differenze sono state minime. La squadra ha fatto un ottimo lavoro con gli aggiornamenti, specialmente sul motore. Ieri eravamo abbastanza distanti, ma abbiamo fatto alcune modifiche alla vettura e siamo riusciti a ridurre quella differenza. Sfortunatamente, il mio primo giro in Q3 non è stato ideale. Ho commesso un errore, quindi ho dovuto recuperare molto nell’ultimo tentativo: è molto più difficile quando non hai un giro di sicurezza registrato. È fantastico essere lì davanti, accanto a Charles. Il rettilineo fino alla terza curva è lungo, quindi spero che possiamo lottare per un buon risultato. La Mercedes è davvero veloce questo fine settimana. Non so se avremo il loro passo, ma con la strategia o qualche opportunità possiamo provare a vincere. In ogni caso, l’importante è massimizzare i punti per la squadra“.

  • Wolff: “Russell ha alzato il piede 100 metri prima, giro regolare”

    Wolff: “Russell ha alzato il piede 100 metri prima, giro regolare”

    Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

    Nessun detto potrebbe calzare meglio in merito agli episodi al limite del regolamento che vedono come protagonista la Mercedes di Toto Wolff.

    In occasione delle qualifiche del Gran Premio d’Austria, George Russell ha conquistato la partenza dal palo strappando l’insperata pole temporanea della Ferrari, arrivata dopo due giri sensazionali messi a segno dai portacolori del Cavallino Rampante.

    Lungi dal voler ridimensionare la prestazione maiuscola dell’alfiere Mercedes, è innegabile, tuttavia, che il tempo sia stato siglato in regime di bandiera gialla, provocata dal violento impatto di Max Verstappen contro le barriere in Curva 9.

    Tale scenario ricorda da vicino la pole position conquistata da Nico Rosberg in Ungheria nel 2016: in quell’occasione il tedesco alzò a stento il piede nonostante la doppia bandiera gialla, aggiudicandosi un primato accesamente discusso che, nella lotta iridata contro Lewis Hamilton, aveva un peso specifico enorme.

    Come dieci anni fa, non sono mancate le polemiche per un cavillo regolamentare secondo il quale basta parzializzare l’acceleratore nel tratto interessato per far sì che il tempo venga convalidato.

    Sulla carta, non abbassare il parziale o alleggerire appena il gas non equivale affatto a rallentare a tal punto da garantire le condizioni di sicurezza richieste in circostanze simili.

    Di tutt’altro avviso è apparso Toto Wolff, il quale, ai microfoni di Sky Sports F1 UK, ha difeso l’operato del suo pilota:

    George si è migliorato nettamente rispetto ai passaggi precedenti, ma nel punto dell’incidente ha alzato il piede 100 metri prima del consueto, perdendo un decimo e mezzo. Il rallentamento è stato evidente, perciò il giro è regolare”.

    Una condotta differente rispetto a quella di Antonelli, che ha invece scelto di abortire il proprio tentativo rinunciando a una prima fila quasi certa.

    A tal proposito, il manager austriaco ha commentato con una nota di rammarico:

    Ho l’impressione che Kimi abbia pensato che fosse stata esposta la doppia bandiera gialla. Peccato, aveva la possibilità per continuare a spingere”

  • Norris: “Russell è sempre stato molto sicuro di sé, non so se ora senta la pressione”

    Norris: “Russell è sempre stato molto sicuro di sé, non so se ora senta la pressione”

    La vittoria conquistata nel Gran Premio inaugurale del Mondiale 2026, in Australia, doveva rappresentare, per George Russell, il preludio di una stagione da dominatore assoluto, una marcia trionfale e indisturbata verso il suo primo titolo iridato.

    Contro ogni previsione, invece, le cose hanno preso una piega inaspettata, identificabile in un nome e un cognome ben precisi: Andrea Kimi Antonelli.

    Quasi snobbato dal suo compagno di squadra durante l’inverno, il talento bolognese della Mercedes ha sorpreso tutti per velocità e costanza di rendimento, e dopo sette Gran Premi disputati, è leader del Mondiale con un margine di 41 punti sulla Ferrari di Lewis Hamilton.

    Russell, demoralizzato, ridimensionato e scivolato al terzo posto in Classifica Piloti, insegue a 50 punti di distanza.

    Il ventottenne britannico ha ammesso che, alla luce della situazione attuale, affronterà le prossime gare con l’atteggiamento di chi non ha più nulla da perdere, cercando di liberarsi da ogni tipo di pressione.

    Un approccio che riporta alla memoria quanto fatto da Lando Norris la passata stagione, quando il gap da Oscar Piastri salì a 32 punti dopo il ritiro registrato nel Gran Premio d’Olanda.

    Proprio secondo il Campione del Mondo in carica, il contesto vissuto oggi da Russell presenta alcune differenze sostanziali, che potrebbero quindi portare conseguenze diverse:

    “Io ho sempre messo molta pressione su me stesso. Non so se George faccia lo stesso o se invece non ne senta affatto. Allo stesso tempo, è sempre stato un ragazzo piuttosto sicuro di sé. Quindi, mentre l’anno scorso io sono passato da avere poca fiducia in me stesso all’atteggiamento di chi non ha nulla da perdere, lui è passato dal sentirsi abbastanza sicuro di sé a, forse, perdere un po’ di quella sicurezza. Arrivati a questo punto, ogni pilota deve trovare il proprio modo di affrontare la situazione, e non ne esiste una valida per tutti”.

    Russell deve quindi affrontare una doppia sfida: da una parte il confronto con se stesso e con tutti i dubbi che affiorano nella mente di un pilota quando nulla sembra andare per il verso giusto; dall’altra, la necessità di reggere il confronto con Antonelli, il quale, come sottolineato anche da Norris, sta andando oltre ogni aspettativa:

    “Ci sono molte cose a cui pensare non appena ti definiscono un contendente al titolo e poi ti ritrovi in questa situazione. Ha anche un compagno di squadra che sta facendo un lavoro davvero incredibile, probabilmente migliore di quanto ci si aspettasse. E poi c’è la tua sfida personale: riuscire a dare il massimo di te stesso”.

  • Briatore: “Riteniamo Gasly uno dei sei migliori piloti in griglia”

    Briatore: “Riteniamo Gasly uno dei sei migliori piloti in griglia”

    Flavio Briatore, oggi Executive Advisor di Alpine, è indubbiamente – per quanto discutibile – la persona responsabile della crescita del team con sede a Enstone in questo 2026.

    Con lo stesso team il manager cuneese ha un rapporto stretto fin dagli anni Novanta, quando guidò i successi di quello che allora era il team Benetton F1.

    In una recente intervista rilasciata al podcast Beyond the Grid, Briatore ha spiegato i progressi effettuati finora con queste parole:

    “Abbiamo già il doppio dei punti raccolti nella scorsa stagione grazie all’accordo con Mercedes. Ha cambiato molto le nostre prestazioni in pista. Ora è il momento di ricostruire il team e la motivazione, assicurarsi che le persone facciano il lavoro giusto, che siano motivate, che tutto sia trasparente e non vi siano più cose tenute segrete come in passato”.

    Interrogato sugli obiettivi temporali per tornare al vertice – messi in relazione con quanto dichiarato da Laurent Rossi, che lo ha preceduto e avrebbe voluto un team di successo in cento gare – il navigato imprenditore ha risposto con schiettezza: “Non ho un orizzonte temporale. Non conosco affatto Rossi, non gli ho mai parlato. Non so di cosa stia parlando, ma qualunque cosa stesse dicendo era sbagliata”.

    Briatore si è in seguito soffermato a lungo sulla coppia di piloti in forza all’Alpine, analizzando con lucidità la situazione attuale:

    “Il problema in questo momento non sono i piloti: il problema è avere prestazioni dalla macchina. Nel momento in cui hai le prestazioni, cerchi un pilota. Abbiamo rinnovato Pierre Gasly perché credo che sia uno dei migliori sei in assoluto, mentre Colapinto sta migliorando molto: mentalmente, tecnicamente e nel rapporto con il team. Abbiamo fatto molto lavoro con Franco e ora, poco a poco, la fiducia cresce”.

    In merito al giovane pilota argentino, Tom Clarkson ha pungolato Briatore ricordandogli le dichiarazioni apparse nel format Netflix Drive to Survive, in cui zittì perentoriamente il proprio alfiere additandolo come il problema. Lungi dall’essersi pentito di quel comportamento, il navigato manager ha spiegato:

    “Non sono pentito. C’è sempre questa sensazione che il pilota sia intoccabile e che si debba essere molto attenti nel parlare con loro, ma non è così. I meccanici lavorano giorno e notte. Ci sono mille persone che lavorano per i piloti e, per me, il pilota è come l’amministratore delegato dell’azienda: deve portare risultati al team. Oggi Franco sta andando bene, ma all’epoca era un problema, e gliel’ho detto”.

  • Antonelli: “Abbiamo una buona base di partenza, ma dobbiamo continuare a lavorare”

    Antonelli: “Abbiamo una buona base di partenza, ma dobbiamo continuare a lavorare”

    Presentatosi in forma smagliante in terra austriaca, Andrea Kimi Antonelli ha concluso le prime due sessioni di prove libere in prima posizione, segnando il miglior crono di giornata in 1:07.014.

    Il giovane talento italiano, reduce dal brutto ritiro a Barcellona per problemi sulla sua Power Unit, è sceso subito in pista con un piglio aggressivo, affrontando senza paura i cordoli del Red Bull Ring e sfruttando al massimo la potenza della sua Mercedes.

    Il modo in cui il diciannovenne bolognese ha approcciato il tracciato di Spielberg è brillante: traiettorie eseguite al millimetro, alta sensibilità in frenata e un ottimo uso delle marce per riuscire a ottenere la massima trazione in uscita di curva.

    Inoltre, un esempio lampante di quanto Kimi abbia fin da subito trovato fiducia con la sua W17 è il distacco inflitto al suo compagno di squadra, George Russell, staccato di ben 623 millesimi e in evidente stato di difficoltà.

    Al termine del venerdì austriaco, ponendo l’accento sulla necessità di gestire le elevate temperature di esercizio, Antonelli ha analizzato così quanto accaduto in pista:

    Per noi è stata una giornata positiva e produttiva. Fin dalle FP1 mi sono sentito a mio agio in macchina, il che ci ha fornito una buona base di partenza su cui lavorare man mano che avanzavamo nelle sessioni. Le condizioni di caldo continueranno a rendere le cose piuttosto impegnative, soprattutto in termini di gestione delle gomme. È importante mantenere gli pneumatici nella giusta finestra operativa senza che si surriscaldino, quindi, questo è un aspetto su cui continueremo a concentrarci. Abbiamo raccolto molte informazioni utili, ma c’è ancora del lavoro da fare e la situazione probabilmente evolverà durante la notte. Analizzeremo tutto nei dettagli e ci concentreremo sull’apportare i giusti miglioramenti in vista delle qualifiche“.

  • Audi, che reattività: la prima Power Unit ADUO ha debuttato a Barcellona!

    Audi, che reattività: la prima Power Unit ADUO ha debuttato a Barcellona!

    Uno dei punti più sorprendenti del controverso regolamento ADUO – debuttato quest’anno assieme all’attuale generazione di Power Unit – riguarda le tempistiche di introduzione degli aggiornamenti addizionali.

    Nel testo diramato dalla FIA si legge chiaramente che, dopo la fine del periodo di valutazione, l’aggiornamento proposto dal team beneficiario deve essere sottoposto alla Federazione con un apposito dossier e, una volta approvato, può essere introdotto a partire dalla prima gara successiva alla concessione di ADUO — ovvero il Gran Premio di Barcellona.

    In questo scenario, mentre la Ferrari ha pianificato l’introduzione della sua prima specifica ADUO a Spielberg, un altro costruttore è stato altrettanto reattivo nel centrare la prima finestra utile concessa dal regolamento.

    Secondo quanto scritto da Roberto Chinchero nel suo recente articolo pubblicato su Motorsport.com Italia, l’Audi ha sostituito il motore termico e il turbo – oltre ad altri elementi ausiliari – ma non si sarebbe trattato di una mera sostituzione di routine, quanto dell’introduzione di una nuova e aggiornata specifica concepita in funzione della concessione ADUO.

    Si tratterebbe quindi di una reazione davvero fulminea, pianificata nei minimi dettagli con grande anticipo: i dossier sono stati sottoposti alla FIA con tempismo e le Power Unit preparate prima del Gran Premio, in attesa dell’approvazione.

    Uno sforzo notevole e ammirevole da parte di un team che ha molta strada da percorrere per arrivare alla vetta, ma che sta dimostrando grande determinazione.

  • Allison: “Non è stata la McLaren a fare un passo avanti con gli sviluppi, ma la Ferrari”

    Allison: “Non è stata la McLaren a fare un passo avanti con gli sviluppi, ma la Ferrari”

    James Allison, direttore tecnico del team di Brackley, ha riconosciuto il significativo passo avanti compiuto dalla Ferrari grazie alle novità introdotte nelle ultime gare, indicando proprio la Rossa come il rivale che ha recuperato più terreno.

    Nel corso di un’intervista riportata da Planet F1, l’ingegnere britannico ha ridimensionato il ruolo della McLaren nella crescita del livello competitivo alle spalle della Mercedes, individuando proprio nella compagine di Maranello la squadra che ha sfruttato meglio questa fase iniziale dello sviluppo tecnico.

    “Non sono sicuro che sia stata la McLaren a fare un passo avanti. La Ferrari, invece, ha portato un pacchetto di aggiornamenti molto importante. Con regolamenti così giovani è ancora relativamente semplice trovare prestazione, perché le aree di sviluppo non sono state ancora esplorate completamente. Un pacchetto di aggiornamenti importante vale all’incirca quanto il vantaggio che avevamo sugli altri a inizio stagione. Per questo, se la Ferrari porta sviluppi significativi a una gara e noi non facciamo altrettanto, il divario si riduce fino ad annullare quel margine che prima sembrava confortevole. Credo che sia proprio questo ciò che stiamo osservando”, ha affermato Allison.

    La valutazione del direttore tecnico della Mercedes sottolinea come, in una fase ancora iniziale del ciclo regolamentare, le novità tecniche possano modificare sensibilmente gli equilibri in pista. La situazione, secondo il tecnico britannico, resta comunque in continua evoluzione:

    “Anche noi abbiamo aggiornamenti in arrivo. Se riusciremo a mantenere un ritmo di sviluppo elevato in fabbrica e a portarli in pista al momento giusto, dovremmo essere in grado di ricostruire il vantaggio che avevamo all’inizio della stagione”.

    Mentre Allison si concentra sul lato telaistico, la Ferrari può contare anche su un’arma aggiuntiva sul fronte della Power Unit, ovvero gli interventi concessi dal sistema ADUO.

    Il tempismo con cui Maranello si appresta a deliberare la prima specifica suggerisce inoltre che il piano di sviluppo fosse stato impostato tenendo conto di questa opportunità regolamentare, con effetti potenzialmente significativi sulle gerarchie della seconda parte di stagione.

  • Domenicali: “Voglio vedere Alonso in F1 ancora per molto tempo”

    Domenicali: “Voglio vedere Alonso in F1 ancora per molto tempo”

    Le strade di Stefano Domenicali e Fernando Alonso si sono incrociate sotto il segno della Ferrari.

    Correva il 2010 quando il manager imolese, allora team principal del Cavallino, accoglieva a Maranello lo spagnolo per dare la caccia al titolo mondiale.

    Gli anni sono passati e i due oggi ricoprono cariche differenti: il pilota corre per l’Aston Martin, mentre il dirigente italiano è al timone dell’intero Circus.

    Nel corso del recente fine settimana a Barcellona, il due volte Campione del Mondo aveva pronunciato parole dal forte sapore d’addio, definendo il week-end catalano come probabilmente l’ultimo della sua carriera al volante di una Formula 1.

    Di fronte a queste dichiarazioni, Domenicali ha risposto da grande estimatore del pilota, accantonando per un attimo il proprio ruolo istituzionale.

    “Soffro per Alonso, perché ho un rispetto immenso per lui e so quanto sia fantastico. Ma so anche che è una persona resiliente. Se gli verrà data una buona macchina, avrà l’opportunità di dimostrare tutto il suo talento. La sua è una mentalità fatta di dedizione assoluta, a ogni livello. Ha bisogno del progetto giusto. Spero che rimanga qui, e non solo per un anno, ma per molto tempo”, ha dichiarato l’amministratore delegato della Formula 1 ai microfoni del quotidiano spagnolo AS.

    Interpellato infine su cosa perderebbe la massima serie automobilistica in caso di un definitivo ritiro dello spagnolo, il CEO della Formula 1 ha preferito chiudere immediatamente lo scenario: “Non è il momento di parlarne perché voglio vederlo qui ancora per molto tempo”.

  • Red Bull, in Austria arrivano gli upgrade che dovranno convincere Verstappen a restare

    Red Bull, in Austria arrivano gli upgrade che dovranno convincere Verstappen a restare

    Lasciatasi alle spalle il fine settimana di Barcellona, chiuso senza infamia e senza lode ma lontano dalle posizioni che contano, la Red Bull ha ora di fronte a sé la gara di casa, che si disputerà proprio questo week-end in Austria.

    La monoposto di Milton Keynes, per quanto sorprendentemente dotata della power unit di riferimento – almeno per quanto riguarda il motore termico – ha faticato sin dall’inizio della stagione a inserirsi tra le prime posizioni, principalmente a causa del considerevole sforamento del peso minimo.

    Se è vero che i numerosi aggiornamenti introdotti a Miami hanno parzialmente migliorato la competitività della RB22, è altrettanto vero che la vettura anglo-austriaca è ancora lontana dalla vetta e ha consentito a un campione del calibro di Max Verstappen di ottenere un solo podio, in Canada, e un mesto settimo posto in classifica generale.

    Secondo quanto riportato da Erik van Haren sul De Telegraaf, la Red Bull porterà in occasione del Gran Premio d’Austria un secondo corposo pacchetto di aggiornamenti, volto a migliorare le performance generali e a riportare finalmente la RB22 entro i limiti di peso.

    Sebbene i vertici della scuderia non si aspettino di ricucire immediatamente il divario che attualmente li separa da Mercedes e Ferrari, è evidente che a Milton Keynes vi sia un grande desiderio di ben figurare davanti al pubblico di casa, soprattutto perché, per la prima volta, le monoposto saranno spinte da una Power Unit fabbricata interamente in casa.

    Ma non è tutto: secondo il ben informato giornalista olandese, gli aggiornamenti sarebbero necessari non solo per raddrizzare una stagione molto difficile, ma anche per convincere Max Verstappen a rimanere in squadra nel 2027, rinunciando a esercitare alcune clausole contrattuali legate alle prestazioni del team che gli permetterebbero di svincolarsi prima della scadenza naturale del contratto, fissata nel 2028.

  • Honda ammette: “Il ritiro annunciato nel 2021 ha causato un ritardo che va ancora colmato”

    Honda ammette: “Il ritiro annunciato nel 2021 ha causato un ritardo che va ancora colmato”

    Giunti ormai a un terzo della stagione, non diminuisce lo stupore per la drammatica situazione dalla quale il binomio Honda-Aston Martin non sembra riuscire a riemergere.

    Gli anni di dominio della casa nipponica, quando le sue Power Unit spingevano la Red Bull verso vittorie a ripetizione, sembrano solo un lontano ricordo. Nel frattempo, le ambizioni di Lawrence Stroll di trasformare la propria squadra in un top team vengono frustrate gara dopo gara.

    Nel corso di una recente intervista pubblicata da RacingNews365, il presidente di Honda Racing Corporation, Koji Watanabe, ha sintetizzato le cause che hanno contribuito all’attuale difficile situazione dichiarando:

    “È importante riconoscere che la situazione attuale è fondamentalmente diversa da quando lavoravamo con Red Bull. Il regolamento è piuttosto difficile, abbiamo una nuova partnership con Aston Martin, il carburante è del nuovo partner Aramco e il lubrificante è Valvoline, anch’esso nuovo. Quindi tutto è nuovo per noi e non è facile”.

    Va ricordato che la Casa di Sakura aveva lasciato l’impegno diretto nella massima serie al termine della stagione 2021, lasciando a Red Bull e ad AlphaTauri il know-how per gestire e mantenere le Power Unit dal 2022 in poi, all’interno della nascente divisione Red Bull Powertrains, oggi divenuta costruttore indipendente.

    Tuttavia la nascita dell’attuale regolamento legato alle Power Unit ha spinto Honda a un clamoroso dietrofront, annunciando già al termine del 2022 un rientro in Formula 1 concretizzatosi nella partnership con Aston Martin – ma comunque in ritardo rispetto a quanto necessario per competere al vertice.

    Un’affannosa rincorsa confermata dallo stesso Watanabe con queste parole:

    “Il nostro ritiro ha causato un ritardo di preparazione che richiede tempo per essere colmato. La partenza tardiva dello sviluppo, il tempo necessario per ricostruire strutture, competenze e riportare all’interno i talenti necessari hanno rappresentato un fattore significativo che ha portato all’attuale situazione”.