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  • Hamilton: “Il simulatore Ferrari è il migliore mai visto, ma ho deciso di lasciar perdere”

    Hamilton: “Il simulatore Ferrari è il migliore mai visto, ma ho deciso di lasciar perdere”

    Nel corso del tradizionale giovedì dedicato ai media sul circuito di Montreal, ad attirare l’attenzione sono state le ultime dichiarazioni di Lewis Hamilton, le cui curiose oscillazioni comunicative continuano a tenere banco e a far discutere gli addetti ai lavori.

    Interpellato in conferenza stampa sul lavoro svolto a Maranello, il sette volte Campione del Mondo della Ferrari ha infatti messo in scena una clamorosa marcia indietro rispetto alle durissime critiche rivolte al simulatore del Cavallino soltanto dopo il Gran Premio di Miami, finendo però per contraddirsi nuovamente nel giro di poche battute.

    “No, non ho lavorato al simulatore, ma innanzitutto il simulatore è fantastico e quello della Ferrari è davvero straordinario per lavorare”, ha esordito il pilota britannico, cambiando repentinamente registro rispetto al recente passato. “È il migliore che abbia mai visto. È il miglior gruppo di persone con il quale abbiamo mai potuto lavorare e devo dire che il loro simulatore è davvero incredibile. È uno strumento estremamente potente e qualcosa che come team continuiamo a sviluppare”.

    Nel tentativo di elogiare la reattività della squadra e l’impatto del proprio lavoro all’interno della Gestione Sportiva, l’alfiere di Stevenage ha poi aggiunto un dettaglio che sembra cozzare con le premesse iniziali sul reale utilizzo dello strumento, annunciando anzi un parziale disimpegno nelle sessioni virtuali:

    “Da quando ci sono io penso di aver dato anche un input importante in alcune delle simulazioni e il team ha reagito positivamente apportando tanti cambiamenti e stiamo continuando a migliorare lo strumento. Dall’anno scorso l’ho utilizzato ogni settimana e molto spesso dopo tutto il lavoro al simulatore trovi un assetto con cui sei a tuo agio ma poi vai in pista ed è tutto al contrario. Ho deciso dunque che ora lascerò perdere un po’ il simulatore e mi concentrerò di più sui dettagli e sui dati”.

  • Hamilton: “Mai stato così in sintonia con il team, anche se gli impegni con gli sponsor sono troppi”

    Hamilton: “Mai stato così in sintonia con il team, anche se gli impegni con gli sponsor sono troppi”

    Tra Lewis Hamilton e Scuderia Ferrari è sbocciato davvero il feeling o si tratta soltanto di apparenza?

    Una domanda più che legittima, utile anche per tracciare un primo bilancio di questo anno e mezzo vissuto a Maranello dal sette volte campione del mondo britannico, tra pochi alti e diversi bassi.

    Se nella passata stagione il rapporto è apparso spesso turbolento – con il numero 44 che, in più di un’occasione, era sembrato rassegnato e quasi privo di stimoli – quest’anno il clima sembra essere cambiato.

    Il primo podio in rosso conquistato a Shanghai, unito ad alcune prestazioni finalmente convincenti, sembra infatti aver restituito entusiasmo, fiducia e serenità all’alfiere di Stevenage, complice anche una SF-26 che, a differenza della sua progenitrice, pare adattarsi molto meglio allo stile di guida del britannico.

    A tal proposito, durante un incontro con i media nel corso dell’ultimo Gran Premio di Miami, Hamilton non ha nascosto il proprio stato d’animo positivo:

    Mi sento davvero bene. Con la squadra ci è voluto molto tempo per trovare un equilibrio, da entrambe le parti, e l’anno scorso è stata una stagione difficile con una vettura che non stavamo sviluppando. Abbiamo apportato così tanti cambiamenti sia all’interno del team sia nel modo in cui operiamo in fabbrica, ed è come se non fossimo mai stati così in sintonia in termini di collaborazione “.

    Parole che raccontano un percorso di adattamento lungo e complesso, oggi però sempre più vicino al definitivo equilibrio, con l’unico neo rappresentato dai numerosi impegni legati agli sponsor:

    Forse ci sono un paio di impegni con gli sponsor di troppo, ma per il resto il rapporto con la Scuderia va davvero bene “.

    Tra Hamilton e la Ferrari, dunque, sembra essere finalmente tornato il sereno: resta ora da capire se si tratti soltanto di una tregua favorita dal momento oppure dell’inizio di un legame destinato a lasciare davvero il segno a Maranello.

  • Haase: “La velocità di Verstappen al Nurburgring? Quello che ho visto è stato impressionante”

    Haase: “La velocità di Verstappen al Nurburgring? Quello che ho visto è stato impressionante”

    Il debutto di Max Verstappen alla 24 Ore del Nurburgring, andato in scena nel corso dello scorso fine settimana, si è concluso con una cocente delusione dopo che la Mercedes-AMG GT3 #3 ha subito la rottura dell’albero di trasmissione mentre si trovava al comando a meno di quattro ore dalla bandiera a scacchi.

    Il quattro volte iridato ha così dovuto accontentarsi del trentottesimo posto finale insieme ai propri compagni di squadra Jules Gounon, Lucas Auer e Daniel Juncadella.

    Tale epilogo, tuttavia, non gli ha impedito di impressionare l’intero paddock: a rimanere colpiti dalla performance del fuoriclasse olandese, infatti, non sono stati solo gli appassionati e gli addetti ai lavori, ma anche i suoi diretti avversari.

    È questo il caso di Christopher Haase, il quale, commentando la prestazione di Verstappen nel corso di un’intervista esclusiva a Planet F1, ha spiegato come la gestione del traffico effettuata dal talento di Hasselt lo abbia sorpreso alla luce della sua pochissima esperienza nella categoria.

    ”È incredibile. Arrivare in questa categoria su questa pista ed essere subito competitivo, ma avere già questa mentalità nella gestione del traffico? Quello che ho visto è stato incredibile. A volte devi alzare il piede prima di una curva per avere una migliore accelerazione in uscita rispetto al traffico, ma per farlo devi saper leggere la situazione e avere sensibilità. Ad alcuni piloti servono anni per arrivare a questo livello. Con lui, già all’NLS2, avevo capito che stava già facendo queste cose. E questo mi ha davvero sorpreso. Ovviamente, la gestione del traffico è estremamente rischiosa. Anche per me, che l’ho fatto tantissime volte. È solo questione di tempo prima che qualcosa vada storto. Bisogna essere onesti anche su questo, ma fa parte del gioco qui. Noi abbiamo semplicemente cercato di restare in pista e non commettere errori, ma è qualcosa che prima o poi succede. Non puoi pianificarlo, e questo dimostra come a volte non sia tutto nelle tue mani”, ha dichiarato Haase.

    Proseguendo nella propria analisi, il pilota tedesco ha poi voluto porre in evidenza quello che, a suo modo di vedere, è stato il reale punto di forza di Verstappen lungo l’Inferno Verde.

    “Quello che ho percepito all’NLS2, quando ci siamo trovati per la prima volta in pista, è che quando lui era dietro di me sono rimasto davvero sorpreso da quanto riuscisse a starmi vicino nonostante l’aria sporca. Seguire così da vicino in aria sporca sulla Nordschleife non è affatto facile. Ci sono dei trucchi che possono aiutarti a gestire meglio la situazione. In alcune curve era davvero molto vicino, una cosa difficile da credere. Conosco anche altri piloti capaci di farlo, ma arrivando dalla Formula 1 è davvero impressionante” ha concluso Haase, certificando il valore di un debutto che, al netto della sfortuna meccanica, ha lasciato un segno profondo nella storia della corsa.

  • Mercedes, gli sviluppi di Montreal varrebbero 3 decimi al giro

    Mercedes, gli sviluppi di Montreal varrebbero 3 decimi al giro

    Mercedes sta capitalizzando un avvio di stagione estremamente solido, con una W17 già capace di imporsi come riferimento tecnico nella maggior parte dei circuiti affrontati e un vantaggio competitivo costruito su costanza di rendimento e gestione gara.

    In questo contesto, Montreal diventa il primo vero banco di prova per misurare la capacità del team della Stella di continuare ad allargare il margine sugli inseguitori.

    In Canada arriverà il primo vero pacchetto evolutivo della stagione e il dato più interessante riguarda la profondità del lavoro svolto a Brackley: non si parla soltanto di carico aerodinamico, ma di un intervento che coinvolge diversi aspetti strutturali della monoposto, come riportato da Motorsport.com.

    Il lavoro sviluppato in galleria del vento dovrebbe valere intorno ai tre decimi. Le modifiche partono dall’ala anteriore, ma il punto centrale riguarda il nuovo andamento dei flussi, che ha influenzato anche il disegno delle cover in carbonio della sospensione anteriore e, di conseguenza, il comportamento del fondo.

    Parallelamente il team di Toto Wolff sta lavorando anche sulla riduzione del peso. Si parla di una scatola del cambio alleggerita e di altri interventi mirati per avvicinare la monoposto al limite minimo regolamentare.

    L’obiettivo è arrivare presto all’utilizzo della zavorra, elemento fondamentale per trovare un bilanciamento più efficace e distribuire meglio le masse.

    Un altro tema cruciale riguarda le partenze, aspetto su cui entrambi i piloti sono risultati carenti. A tal fine, gli elettronici stanno cercando di ridurre l’impatto del turbo “grande”, uno degli aspetti più complessi della nuova generazione di Power Unit.

    La gestione della coppia nelle fasi di trazione iniziale è diventata molto più delicata e proprio in questo campo McLaren sembra aver trovato soluzioni più efficaci rispetto a Mercedes, pur utilizzando la stessa unità, evidenziando un certo margine di manovra.

    Il livello di affinamento degli upgrade presentati racconta bene la fase tecnica che sta vivendo Mercedes: a Brackley non stanno più interpretando il regolamento, lo stanno già portando su un piano evolutivo superiore, trasformando il vantaggio attuale in una struttura tecnica stabile, con l’obiettivo di blindare la leadership e indirizzare la stagione verso una progressiva e sempre più evidente affermazione di dominio.

  • Vasseur: “In nome della sicurezza la Ferrari è stata danneggiata, non è corretto”

    Vasseur: “In nome della sicurezza la Ferrari è stata danneggiata, non è corretto”

    Alla vigilia della quinta gara stagionale in Canada, è già tempo di primi bilanci per tutti i team di Formula 1.

    La fine del primo periodo di valutazione ADUO genererà una scala di valori della bontà del lavoro svolto dai singoli costruttori di Power Unit, nella quale si collocherà inevitabilmente anche la Ferrari.

    Se da un lato è evidente che il propulsore italiano è carente in termini di potenza bruta rispetto a Mercedes, non è altrettanto automatico definire fallimentare il progetto nato in seno alla GES.

    I motoristi Ferrari, consapevoli delle difficoltà che la rimozione dell’MGU-H avrebbe causato al mantenimento del regime di rotazione del turbo – e delle ripercussioni che ciò avrebbe comportato soprattutto nelle partenze – hanno effettuato la precisa scelta progettuale di adottare giranti più piccole.

    Il diametro minore di questi componenti garantisce minore inerzia e quindi una pronta reattività della Power Unit, soprattutto ai bassi regimi.

    Questo vantaggio è stato evidente fin dalle prime prove di partenza effettuate nei test prestagionali, ma le lamentele dei team rivali – che ventilarono rischi legati alla sicurezza – hanno portato la FIA a rivedere e prolungare la procedura di partenza già a partire dalla prima gara, vanificando in gran parte il vantaggio della Power Unit Ferrari.

    In una recente intervista rilasciata in esclusiva a The Race, Frederic Vasseur ha difeso le scelte operate con queste parole:

    “Il compromesso era: vogliamo guadagnare un decimo al giro oppure perdere cinque posizioni alla partenza? Se lo chiedi agli ingegneri, loro ti diranno: bene, vogliamo fare una buona partenza”.

    Per il navigato manager francese, sebbene le preoccupazioni legate alla sicurezza siano condivisibili, la vicenda si è svolta seguendo binari più politici che tecnici e ha così espresso la sua insoddisfazione:

    “Siamo andati dalla FIA un anno fa per parlarne e ho molto apprezzato la risposta della FIA: dovete progettare la macchina in funzione dei regolamenti, non i regolamenti in funzione della vostra macchina. Poi però metà griglia si è lamentata dicendo che la situazione fosse estremamente pericolosa. Dal punto di vista politico è stata una mossa ben giocata, ma non molto corretta”.

    Come si ricorderà, George Russell arrivò a definire “egoista” la scuderia italiana per la sua opposizione alla modifica della procedura di partenza, dimenticando – come molti altri – che in discussione non vi era una furba interpretazione del regolamento, bensì una scelta progettuale ben precisa che, forse, non era stata adeguatamente valutata dagli altri costruttori.

  • Binotto: “Il regolamento del 2026 è uno spettacolo”

    Binotto: “Il regolamento del 2026 è uno spettacolo”

    Nonostante le recenti, seppur contenute, modifiche introdotte dalla Federazione nel tentativo di mitigare il disastroso impatto in pista, il nuovo ciclo regolamentare continua a generare notevoli discrepanze all’interno del Circus della classe regina.

    Pur avendo compiuto piccoli passi a partire dallo scorso Gran Premio di Miami, il risultato, come prevedibile, resta sostanzialmente invariato, come ammesso dalla maggior parte dei piloti, che li hanno definiti un modesto progresso verso il miglioramento.

    Mentre la maggior parte degli addetti ai lavori critica costantemente il nuovo corso regolamentare, vi sono però voci che ne apprezzano le qualità.

    Tra queste spicca Mattia Binotto, team principal di Audi, il quale, durante il fine settimana americano, ha condiviso la sua opinione sui regolamenti della classe regina e sul loro futuro:

    Nel complesso, credo che sia stato un grande spettacolo. Sorpassi fin dalla prima gara, duelli serrati, cosa non scontata quando c’è una discrepanza così grande nei regolamenti. Quindi, penso che il format sia ottimo. Quale sarà il futuro? Penso sia troppo presto per dirlo. Non voglio essere così negativo sul formato attuale. Abbiamo leggermente modificato il regolamento per perfezionarlo, per cercare di migliorarlo. Forse faremo di più in futuro nelle prossime stagioni, ma penso che dovremmo anche essere in qualche modo positivi su ciò che vediamo“.

    Sulla medesima lunghezza d’onda si colloca anche il team principal della Ferrari, Frederic Vasseur, che ha elogiato l’esordio delle nuove regole:

    Onestamente, abbiamo disputato delle belle gare, con molti sorpassi. Si potrebbe dire che forse si ha la sensazione che sia un po’ artificiale, ma per me è molto meno artificiale del DRS. Il DRS consisteva semplicemente nel premere un pulsante. Oggi si tratta di gestione dell’energia e proviene dai piloti o dal team. Non è affatto artificiale. E direi che sicuramente dobbiamo perfezionare, dobbiamo adattarci. Per quanto riguarda il futuro, abbiamo diverse opzioni sul tavolo. Credo che presto sarà il momento di discuterne”.

  • Ferrari, la nuova ala anteriore EVO debutta in Spagna

    Ferrari, la nuova ala anteriore EVO debutta in Spagna

    Il primo bilancio del pacchetto evolutivo introdotto dalla Ferrari a Miami ha evidenziato una realtà tecnica complessa, le cui prospettive future trovano una conferma cruciale nelle indiscrezioni anticipate da Giuliano Duchessa per AutoRacer.it.

    Sebbene i quattro decimi di guadagno stimati in Florida siano in linea con i dati della galleria del vento, la SF-26 si trova a fare i conti con un limite strutturale difficile da aggirare nel breve periodo.

    A Maranello la coperta è corta, soprattutto sul fronte della Power Unit, dove il deficit stimato rispetto ai motori di riferimento si aggira attorno ai 30 cavalli.

    Questa carenza cronica costringe i tecnici della Gestione Sportiva a impostare mappature dell’ibrido e del turbo decisamente aggressive nello spunto iniziale, un espediente utile a garantire trazione nei primi metri ma che genera un forte e nocivo pattinamento delle ruote posteriori.

    Si tratta di un limite emerso già a Suzuka e a Miami, e che rischia di amplificarsi a Montreal, un tracciato stop-and-go rear-limited dove la stabilità del retrotreno in uscita dalle varianti lente è fondamentale.

    In Canada la rossa cercherà di difendersi sfruttando l’efficienza dell’ala posteriore reverse, ma la vera svolta prestazionale non potrà prescindere dall’attivazione dei gettoni del sistema ADUO, indispensabili per sanare il divario motoristico.

    Rispetto alla rimonta compiuta dalla McLaren nel 2024, la Ferrari non può infatti concentrare i propri sforzi sulla sola veste aerodinamica, dovendo parallelamente rincorrere sul fronte del propulsore.

    Proprio sul piano aerodinamico, la scuderia ha pianificato una precisa tabella di marcia che vedrà la tappa di Monaco fare da preludio al culmine atteso a Barcellona.

    Tra le stradine del Principato si preannuncia infatti uno scenario ad ali chiuse, in virtù della decisione regolamentare di escludere completamente l’aerodinamica attiva lungo tutto il circuito cittadino per ovvie ragioni di sicurezza.

    Questo fattore, noto da tempo ai tecnici di Maranello, congelerà temporaneamente i vantaggi dei profili ad incidenza variabile e sposterà l’attenzione sul Gran Premio di Spagna, eletto a teatro della seconda vera fase di sviluppo della vettura.

    Al Montmelò debutterà l’attesa evoluzione macroscopica dell’ala anteriore ad alto carico, i cui profili geometrici sono stati solo anticipati a Miami nella zona delle paratie laterali per ragioni logistiche legate alla gara Sprint.

    Accanto al nuovo fondo, i tecnici guidati da Diego Tondi affineranno ulteriormente l’area dello scarico, un concetto ingegnoso per l’estrazione del carico verticale già integrata nel modello 2027 che entrerà in galleria a giugno, nonostante la minaccia di un bando federale per la stagione successiva.

    Nessuno stravolgimento è invece previsto per le pance o per la disposizione interna dei radiatori, confermando una linea d’azione improntata alla stabilità strutturale.

  • BYD, Horner nel mirino per entrare in F1 in grande stile

    BYD, Horner nel mirino per entrare in F1 in grande stile

    Christian Horner potrebbe fare il proprio ritorno in Formula 1 al fianco di BYD, colosso cinese dell’auto elettrica (e non solo) interessato ad affacciarsi sul mondo della massima serie.

    È questa la suggestiva indiscrezione riportata appena pochi minuti fa da Planet F1, secondo cui l’ex team principal della Red Bull avrebbe partecipato a una serie di incontri con il vicepresidente del produttore asiatico, Stella Li.

    In base a quanto emerso, Horner avrebbe raggiunto Cannes nel corso dell’ultimo fine settimana per prendere parte a diversi meeting con i vertici del colosso cinese, sempre più interessata a valutare concretamente un ingresso nel Circus.

    BYD starebbe infatti esplorando la possibilità di entrare in Formula 1 come dodicesimo team della griglia, scenario che negli ultimi mesi ha raccolto l’attenzione sia della FIA che di Formula One Management.

    Parallelamente, nelle ultime ore il marchio cinese sarebbe stato accostato anche all’acquisizione della quota del 24% di Alpine attualmente detenuta da Otro Capital.

    Una pista, questa, che avrebbe attirato l’interesse di diversi investitori e di figure di spicco del paddock, tra cui lo stesso Horner e i vertici di Mercedes.

    Secondo le indiscrezioni riportate dall’Inghilterra, tuttavia, il focus principale di BYD resterebbe quello di costruire una struttura completamente indipendente.

    In questo scenario, proprio Horner rappresenterebbe un elemento chiave grazie all’esperienza accumulata in oltre vent’anni alla guida di Red Bull, scuderia con cui ha conquistato numerosissimi iridati.

    La presenza dell’ex manager britannico agli eventi organizzati dal marchio cinese negli ultimi giorni non è passata inosservata.

    Horner è stato infatti avvistato durante il Cannes Night promosso da BYD, oltre ad aver fatto visita all’E-Prix di Monaco come ospite di Liberty Global, a riprova di come continui a mantenere solidi rapporti all’interno del Motorsport internazionale.

    BYD, nel frattempo, prosegue la propria crescita su scala globale: dopo aver superato Tesla nelle vendite di auto elettriche, il gruppo cinese è oggi uno dei principali protagonisti dell’industria automobilistica mondiale, forte di una valutazione superiore ai 120 miliardi di dollari e di tecnologie all’avanguardia nel settore delle batterie e della mobilità elettrica.

    L’eventuale approdo in Formula 1 rappresenterebbe dunque un ulteriore passo strategico per consolidare la propria immagine internazionale, sfruttando la crescente popolarità della categoria.

    Proprio Stella Li, nelle scorse settimane, aveva confermato contatti costanti con il CEO di Formula One Management, Stefano Domenicali, sottolineando come la Formula 1 venga vista da BYD come una piattaforma ideale per mettere alla prova le proprie tecnologie.

    Non ci resta quindi che attendere per scoprire quale potrà essere il futuro di uno dei team principal più vincenti della classe regina.

  • Wolff: “Sorpreso dal recupero di Red Bull, sono tornati in lotta con Verstappen”

    Wolff: “Sorpreso dal recupero di Red Bull, sono tornati in lotta con Verstappen”

    Il trionfo di Andrea Kimi Antonelli in Florida ha garantito alla Mercedes un bottino di punti preziosissimo.

    Eppure, nonostante il successo, la tappa americana ha rappresentato il primo vero banco di prova stagionale per la Stella, chiamata a misurarsi con i massicci pacchetti di aggiornamenti introdotti dai diretti concorrenti.

    A Miami, infatti, le scuderie hanno sfoggiato una quantità di novità tecniche sorprendente, capace di rimescolare i valori in campo e stravolgere il comportamento delle monoposto rispetto alle prime uscite dell’anno. In questo scenario di rapida evoluzione, a recuperare terreno sul team di Brackley sono state soprattutto McLaren e Red Bull, con la progressione di quest’ultima che ha lasciato particolarmente stupito Toto Wolff.

    Che questa sarebbe stata la stagione della “guerra degli sviluppi” era già ben noto da tempo, ma il salto prestazionale delle vetture – comprese quelle di metà griglia – ha sicuramente lasciato gli appassionati a bocca aperta.

    Nella terra che batte bandiera a stelle e strisce, infatti, c’è stato un vero e proprio sfoggio di soluzioni ingegneristiche, un arsenale di assi nella manica pronti per essere calati sul tavolo al momento giusto.

    Ne è un esempio la nuova ala posteriore rotante della RB22, capace di portare, in una veste diversa e in tempi record, il concetto “Macarena” firmato Ferrari.

    A tal proposito, in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, il team principal della Mercedes ha analizzato così il momento tecnico:

    Siamo solo all’inizio di questo nuovo ciclo regolamentare e la curva di sviluppo è molto ripida. Quindi ci aspettavamo che McLaren, con un importante pacchetto di aggiornamenti, potesse guadagnare anche mezzo secondo. Devo dire che Red Bull è stata una grande sorpresa perché ha fatto un enorme passo avanti, passando da oltre un secondo di distacco dal leader a essere lì davanti a lottare con Verstappen. Noi porteremo sviluppi anche in Canada, ma penso sia normale durante quest’anno vedere le prestazioni cambiare da gara a gara“.

  • Hulkenberg: “Le critiche alla F1? Nessuno obbliga la gente a guardarla”

    Hulkenberg: “Le critiche alla F1? Nessuno obbliga la gente a guardarla”

    La Formula 1 del 2026 continua a dividere pubblico e addetti ai lavori. Vi è chi sostiene che le nuove regole abbiano trasformato i piloti in gestori di batterie più che in gladiatori della pista, e chi invece apprezza gare più movimentate e ricche di sorpassi.

    Tra i sostenitori del nuovo corso c’è Nico Hulkenberg. Il pilota Audi, intervistato da The Drive, ha difeso apertamente la filosofia tecnica della nuova Formula 1:

    “Onestamente, in Formula 1 è sempre stato così. La Formula 1 serve a guidare l’innovazione tecnologica e bisogna stare al passo con i tempi. Se guardi all’industria di 5 o 10 anni fa, oggi è diversa. È cambiata”.

    Il tedesco ha poi risposto senza troppi giri di parole a chi critica lo spettacolo offerto dalle nuove monoposto:

    “Le prime gare sono state divertenti, con molta azione in pista. E se non ti piace, non sei obbligato a guardarla”.

    Hulkenberg ha infine commentato anche il tema del possibile ritorno dei motori V8 o V10 nei prossimi anni:

    “Ci sono i puristi che amano i V10 e i V12 aspirati, me compreso. Ma oggi le cose non funzionano più così. Se vuoi restare aggiornato ed essere un modello credibile di business e intrattenimento, devi seguire questa strada”.

    Nel frattempo, FIA e team continueranno ad aggiornare il regolamento nel corso della stagione, nel tentativo di trovare un equilibrio tra spettacolo, sostenibilità e identità della categoria.