Autore: Angelo Marchese

  • Coulthard: “Sainz è frustrato, vuole al più presto un top team”

    Coulthard: “Sainz è frustrato, vuole al più presto un top team”

    Ben lontani dalle aspettative di inizio stagione, i risultati ottenuti fin qui dalla Williams sono stati a dir poco deludenti.

    A masticare amaro sono soprattutto i piloti della storica scuderia inglese, che hanno visto la possibilità di una FW48 capace di lottare per le posizioni importanti infrangersi contro la dura realtà di un progetto nato male.

    Nonostante la frustrazione maggiore sia probabilmente quella di Alexander Albon, per Carlos Sainz la situazione non è molto diversa.

    Il madrileno, rimasto orfano del sedile Ferrari, aveva scelto la compagine di Grove rifiutando diverse alternative, Audi in primis, proprio per scommettere sul trend di crescita che i britannici stavano mostrando.

    Ora, però, con il vento decisamente a sfavore, per il numero 55 quel futuro roseo con la Williams si è trasformato in una prigione, capace di relegarlo alla dura lotta anche solo per qualche punto in classifica.

    A confermarlo ci sono le voci, sempre più insistenti nel paddock, secondo cui il pilota spagnolo e il suo management stiano intrattenendo fitti colloqui con altri team della massima serie.

    Testimone della volontà di Carlos di voler ritornare al vertice è David Coulthard, che ha analizzato la questione ai microfoni del podcast Up To Speed:

    Si vede chiaramente la frustrazione in entrambi i piloti della Williams. Credo che Albon sia persino un po’ più frustrato, visto che è stato appena nominato il pilota con il maggior numero di gare disputate per la Williams. È profondamente legato a quella squadra. Fa parte del suo DNA e ha sempre dato il massimo. Quindi penso che la sua frustrazione sarà maggiore di quella di Carlos, che sta sicuramente tenendo d’occhio la sua prossima opportunità, visto che è passato dalla Ferrari, dove ha ottenuto vittorie, alla Williams, dove si accontenta di conquistare punti. Vuole tornare al vertice, e per raggiungere quella posizione in Williams ci vorranno ancora alcuni anni. Dobbiamo riconoscere i progressi, ma Sainz vuole un top team al più presto“.

  • Vasseur predica calma e spinge la Ferrari: “Giornata storica, ma bisogna continuare ad innovare”

    Vasseur predica calma e spinge la Ferrari: “Giornata storica, ma bisogna continuare ad innovare”

    La vittoria di Lewis Hamilton al Gran Premio di Barcellona ha scritto una pagina storica per la Ferrari.

    Dopo un anno di sofferenze, il Cavallino ha consacrato nel migliore dei modi il matrimonio con il fuoriclasse britannico, consegnandolo alla leggenda come il pilota più vincente di sempre sul tracciato catalano.

    A interrompere la striscia di successi consecutivi della Mercedes è stato, ironia della sorte, proprio l’ex beniamino della Stella, capace di estrarre il massimo potenziale dalla SF-26 e dai cruciali aggiornamenti portati in pista dal team di Maranello.

    Al termine di una domenica memorabile ed emozionante per la Rossa, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Frederic Vasseur ha analizzato quanto successo in pista, tracciando la rotta che il Cavallino dovrà seguire da qui in avanti:

    È una giornata molto bella per il team, per Lewis e per tutti i ragazzi a Maranello. Dobbiamo tenere a mente che stanno spingendo come i matti per migliorare la vettura e questa vittoria è il modo migliore per ringraziarli. È anche un buon modo per approcciarsi alle tappe europee, e ieri abbiamo dimostrato anche di poter lottare per le pole position. Dobbiamo mantenere l’approccio di oggi anche nelle prossime gare, massima concentrazione e attenzione ai dettagli. Bisogna continuare ad innovare perché solo questo può permetterci di farci progredire. Dobbiamo evitare paragoni con la Mercedes, concentrandoci sulla nostra auto e sui nostri piloti, senza creare aspettative e affrontando una gara alla volta”.

    Dall’altra parte del box, quello di Charles Leclerc, non bisogna tuttavia dimenticare il ritiro causato da problemi al servosterzo. A tal proposito, il team principal della Ferrari si è espresso come segue:

    Ovviamente è frustrante non concludere la gara e anche oggi non è stata colpa sua. Ha avuto un problema di affidabilità. Per Charles, l’aspetto positivo è che oggi aveva molta più confidenza con la vettura. Ieri senza l’incidente avrebbe potuto lottare per la pole position, e oggi il passo era molto forte: aveva praticamente rimontato. Ricordo che in Canada aveva problemi di fiducia con la monoposto, oggi invece il feeling c’era“.

  • Antonelli: “La strada verso la prima curva è lunga e parto dal lato pulito”

    Antonelli: “La strada verso la prima curva è lunga e parto dal lato pulito”

    Il caldo pomeriggio del sabato spagnolo si è rivelato più ostico del previsto per Andrea Kimi Antonelli, che ha ormai abituato appassionati e addetti ai lavori a prestazioni da capogiro.

    Sull’asfalto rovente del Montmelò, il giovane talento italiano non è andato oltre il terzo crono in qualifica, cedendo la prima fila a George Russell e Lewis Hamilton.

    In terra catalana, il diciannovenne bolognese non ha mostrato lo smalto dei giorni migliori nel confronto diretto con il compagno di squadra, pagando a caro prezzo anche il venerdì a mezzo servizio, causato dal sedile lasciato a Frederik Vesti nella prima sessione di libere.

    Lo sguardo del pilota italiano, tuttavia, è già rivolto verso la gara. Le premesse per sognare un altro successo ci sono tutte: l’ottimo ritmo mostrato nelle simulazioni di passo e il lunghissimo rettilineo del tracciato, dove Kimi potrà sfruttare l’effetto scia al via per tentare subito l’attacco, rendono l’ennesima vittoria un’impresa possibile.

    Al termine della sessione, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Antonelli ha analizzato lucidamente le difficoltà riscontrate e le possibilità da sfruttare, esprimendosi nei seguenti termini:

    Questo week-end è stato un po’ più complesso, ma solo sul giro secco. Sui long run, come visto in FP2, sono molto più positivo. Per tutto il fine settimana nel giro veloce andavo in overdrive, spingevo troppo per le condizioni: fa troppo caldo e le gomme fanno fatica a durare per tutto il giro. Non sono mai riuscito ad estrarre il massimo dagli pneumatici e la terza posizione, anche se non mi rende contento, non è male. Partirò dal lato pulito e la strada verso la prima curva è lunga. Sarà molto importante gestire la gomma, per massimizzare il passo gara e avere la chance di vincere, o almeno restare sul podio“.

  • ADUO, la tensione è alle stelle. Ferrari pronta a stravolgere ogni suo piano

    ADUO, la tensione è alle stelle. Ferrari pronta a stravolgere ogni suo piano

    Con il paddock in fermento per le decisioni della FIA sul meccanismo ADUO, il week-end di Barcellona si preannuncia caldissimo, con un possibile terremoto politico tra i motoristi all’orizzonte.

    Il sistema di recupero prestazioni era nato con uno scopo chiaro: aiutare i costruttori in difficoltà a colmare il divario con il team più competitivo.

    Com’è possibile, allora, che il motore Red Bull sia stato preso come benchmark di riferimento anziché quello della Mercedes? La risposta si cela dietro a un paradosso regolamentare. 

    I sistemi di misurazione della FIA si basano esclusivamente sulla potenza del motore a combustione interna (ICE), ignorando del tutto la parte elettrica. È proprio qui che risiede la contraddizione tra la norma e l’obiettivo originario. La conseguenza? La squadra di Toto Wolff potrà ora deliberare aggiornamenti al propulsore ed ampliare il gap sulla concorrenza, nonostante disponga già del sistema ibrido più efficiente del lotto.

    Secondo le ultime indiscrezioni, questa sentenza spingerà le scuderie – Ferrari in primis – a richiedere l’abolizione dell’ADUO o, quantomeno, la modifica dei parametri di misurazione per includere la parte elettrica. 

    Una situazione, questa, che si sarebbe potuta evitare: Nikolas Tombazis, responsabile monoposto della FIA, aveva già proposto una procedura di valutazione più complessa rispetto al solo motore termico, senza trovare però il consenso dei costruttori.

    Questo verdetto, inoltre, si inserisce nella più ampia disputa politica sul regolamento 2027 e sul bilanciamento 60/40 delle future Power Unit, un terreno di scontro in cui la Rossa aveva già manifestato forti preoccupazioni, temendo che questo cambiamento avrebbe favorito ulteriormente il team di Brackley.

    Secondo quanto appreso da The Race, le concessioni ADUO del 2% ottenute dalla Stella potrebbero stravolgere i piani di Maranello, spingendo gli uomini del Cavallino ad abbandonare eventuali aggiornamenti al motore per concentrarsi su un reset totale, puntando direttamente a un nuovo progetto di Power Unit.

    Cadrebbe, di conseguenza, ogni tipo di veto sulle modifiche all’hardware.

  • Ferrari, arrivano le prime ammissioni sulla mancanza di correlazione tra i dati di pista e simulatore

    Ferrari, arrivano le prime ammissioni sulla mancanza di correlazione tra i dati di pista e simulatore

    Il Gran Premio di Monaco, costellato di penalità e frammentato da incidenti, ha delineato un bilancio dalle tinte fortemente contrastanti per la Ferrari, che è riuscita a conquistare la seconda posizione con Lewis Hamilton, mentre Charles Leclerc è stato costretto al ritiro dopo un impatto contro le barriere a causa di un problema all’impianto frenante.

    Nonostante le difficoltà di una SF-26 non all’altezza delle aspettative, il sette volte Campione del Mondo è riuscito a ottenere il suo ottavo podio sul tracciato di Monte Carlo, agganciando Ayrton Senna in questa incredibile statistica.

    Per il monegasco, invece, i problemi sono stati decisamente più invalidanti. Insieme a un buon passo gara – seppur lontano da quello incredibile della Mercedes di Andrea Kimi Antonelli – il numero 16 ha continuato a fare i conti contro una frenata poco efficiente.

    Una difesa strenua, la sua, interrottasi bruscamente contro le barriere del Principato per cause a lui non imputabili.

    Al termine di una domenica dal sapore agrodolce, il Deputy Team Principal della Rossa, Jerome d’Ambrosio, si è espresso come segue ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    Lewis ha raccolto tutto il possibile, da un paio di gare sta prendendo sempre più confidenza con la macchina ed è finalmente a suo agio. Il gap oggi dalla Mercedes di Antonelli c’era, quindi ha massimizzato quello che poteva. Con Charles qualcosa non ha funzionato, non sempre un incidente è colpa del pilota. Il nostro compito è supportare i nostri piloti, quindi analizzeremo quello che è successo e adotteremo la soluzione migliore. Per ora non pensiamo troppo al Mondiale, ci concentriamo di gara in gara. Ovviamente, la Mercedes ora è davanti e dobbiamo continuare a lavorare per chiudere il gap”. Il braccio destro di Frederic Vasseur ha poi ammesso una discordanza fra i dati e la pista, invitando a un nuovo modo di approcciarsi ai week-end: “Finora non abbiamo avuto sempre una correlazione perfetta tra ciò ci aspettavamo e ciò che poi è accaduto. Dobbiamo arrivare a Barcellona con un modo di fare più analitico: cercando sempre di fare il meglio, ma senza troppe aspettative“.

  • Hamilton: “Volevo la pole, ma la monoposto è peggiorata drasticamente rispetto a ieri”

    Hamilton: “Volevo la pole, ma la monoposto è peggiorata drasticamente rispetto a ieri”

    Dopo una prima giornata all’insegna dell’ottimismo e della fiducia, nel magico sabato del Principato di Monaco in casa Ferrari sono emersi i primi dubbi sulla reale capacità di recitare un ruolo da assoluta protagonista: perplessità che hanno poi trovato conferma nella sessione di qualifiche, conclusa con la terza posizione di Lewis Hamilton, immediatamente seguito da Charles Leclerc.

    Un verdetto discreto, che lascia però un profondo senso di amaro in bocca per aver annientato le speranze dei tifosi e degli uomini in rosso di poter artigliare una prima fila che, alla vigilia, sembrava decisamente alla portata.

    Dopo le prime due sessioni di libere, infatti, la SF-26 ha iniziato a perdere lo splendido smalto di inizio week-end già nelle FP3, per poi cedere definitivamente il passo alla Mercedes di Andrea Kimi Antonelli e alla Red Bull di Max Verstappen.

    Per il sette volte iridato si conferma, in ogni caso, un ottimo stato di forma e un feeling solido con la monoposto, ribadito anche tra i muretti e le insidie di una pista unica come quella di Monte Carlo.

    Al termine della qualifica più adrenalinica della stagione, Hamilton ha cercato di analizzare l’andamento della vettura del Cavallino Rampante durante le varie sessioni, evidenziando, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, una parabola discendente che lo ha lasciato interdetto:

    Se pensavo di poter fare la pole? Sì, ma credo che gli altri abbiano fatto un passo avanti rispetto a ieri. In Mercedes hanno ammorbidito parecchio la vettura e si sono avvicinati, mentre noi in qualche modo abbiamo fatto un passo indietro. In realtà non abbiamo cambiato nulla di sostanziale, per cui non so cosa sia successo. Già le FP3 non erano state fantastiche, ma almeno eravamo abbastanza veloci. Nelle qualifiche, invece, le sensazioni della monoposto erano completamente diverse. Non so se anche Charles ha riscontrato le stesse problematiche. Io ho dovuto di continuo apportare modifiche all’ala anteriore, togliendo carico di continuo: è stato tutto un po’ strano“. 

  • Leclerc: “Se risolveremo i problemi ai freni, quella di domani sarà una giornata migliore”

    Leclerc: “Se risolveremo i problemi ai freni, quella di domani sarà una giornata migliore”

    La prima giornata dell’inimitabile Gran Premio di Monaco ha confermato i pronostici della vigilia: la Ferrari c’è, è solida e si candida, senza mezzi termini, al ruolo di favorita.

    A certificarlo sono le seconde prove libere, che hanno visto Lewis Hamilton strappare la miglior prestazione, tallonato da Charles Leclerc a soli 111 millesimi di distacco.

    La SF-26, d’altronde, ha già dimostrato in questa prima parte di stagione di disporre di un telaio eccellente – probabilmente il punto di riferimento del lotto – pagando dazio quasi esclusivamente nei lunghi rettilinei per via del gap motoristico nei confronti di Mercedes e Red Bull.

    Le stradine del Principato, strette e spietate, stanno quindi esaltando le doti native della Rossa, premiandone l’ottimo carico aerodinamico e una straordinaria efficienza meccanica, cruciale per scaricare a terra ogni singolo cavallo in trazione.

    Ma se da un lato il sette volte iridato sta dando continuità alle ottime sensazioni mostrate a Montreal, dall’altro il padrone di casa, pur firmando crono di assoluto rilievo, è sembrato ancora alla ricerca della simbiosi perfetta con la sua monoposto.

    Le difficoltà del numero 16 appaiono comunque circoscritte alla sola fase di frenata, così come accaduto in Canada, un dettaglio su cui gli ingegneri del Cavallino dovranno lavorare sodo nelle prossime ore.

    Al termine della giornata, Leclerc ha analizzato quanto accaduto in pista come segue ai microfoni di Sky Sports F1 UK:

    Oggi è stato molto difficile. Stiamo affrontando un bel po’ di problemi con i freni dal mio lato, quindi stiamo cercando di risolverli. È molto specifico quello che abbiamo ed è un problema simile a quello avuto in Canada. Abbiamo alcune idee per migliorare la situazione, non siamo ancora riusciti a trovare una soluzione chiara, ma spero che ci riusciremo per domani. Di conseguenza la fiducia non è al massimo livello al momento, ma a parte questo quella di Monaco è una pista che amo e sono sicuro che, se risolveremo questi problemi per domani, sarà un bel passo avanti. Alla fine, non è stata una giornata disastrosa, ma Max e Lewis sono stati molto forti. Non sono preoccupato, ma sarà una qualifica difficile“.

  • Montoya: “Leclerc vincerà a Monaco, ma mi piacerebbe che Hamilton lo battesse”

    Montoya: “Leclerc vincerà a Monaco, ma mi piacerebbe che Hamilton lo battesse”

    Il fine settimana del Gran Premio di Monaco si conferma, come da tradizione, uno dei momenti più viscerali e attesi dagli appassionati della Formula 1, capace di regalare un mix unico di fascino puro e brividi a ogni muretto sfiorato di pochi millimetri.

    La particolare conformazione del circuito cittadino di Montecarlo azzera i vecchi valori in campo e si presta a pronostici diversi dal solito, dove la monoposto in grado di generare il maggior carico aerodinamico parte con lo status di favorita assoluta.

    Quest’anno la scelta sembra ricadere sulla Ferrari grazie al suo telaio, che dovrebbe permettere ai piloti del Cavallino di sfrecciare tra le vie del Principato senza accusare quel gap motoristico che ne ha compromesso le prestazioni in questo avvio di stagione.

    A confermare questa tesi è Juan Pablo Montoya, il quale, intervistato ai microfoni di talkSPORT BET, si è espresso al riguardo in modo chiaro:

    Innanzitutto, le macchine saranno più piccole e il dispiegamento di potenza sarà pazzesco. Le velocità di arrivo al Casinò e alla chicane, ad esempio, saranno molto più elevate. Dal punto di vista delle prestazioni, questo sarà il momento d’oro delle nuove vetture. Il minor carico aerodinamico renderà la guida più dipendente dal pilota. Penso che la favorita sia la Ferrari, sono fortissimi nelle curve a bassa velocità e Monaco è il circuito in cui il deficit di potenza è meno rilevante“.

    L’ex pilota colombiano ha poi continuato la sua disamina, dichiarando apertamente di voler assistere a un duello ravvicinato tra i due alfieri della Rossa:

    È sempre stato un circuito di Charles, ma se Lewis riuscisse a batterlo a Monaco, sarebbe un duro colpo per Leclerc e un grande successo per Hamilton. Continuo a pensare che Charles vincerà a Monaco, a meno che non si trovi davvero in difficoltà, ma mi piacerebbe molto vedere Lewis batterlo. Se dovessi scommettere, punterei su Charles. Se, invece, volessi rischiare grosso, allora punterei su Lewis“.

  • Russell: “È un momento difficile, qualcosa non sta andando nel verso giusto”

    Russell: “È un momento difficile, qualcosa non sta andando nel verso giusto”

    Il tracciato di Montreal si è dimostrato un vero campo di battaglia per i due piloti della Mercedes, capaci di duellare con carattere e di spingersi al limite, prima che un guasto sulla W17 di George Russell congelasse la sfida, costringendo quest’ultimo alla resa.

    Il britannico, proprio nel momento clou della lotta con Andrea Kimi Antonelli, è infatti stato appiedato da un improvviso problema alla sua Power Unit – la cui origine è ancora da chiarire – e una volta parcheggiata la monoposto si è lasciato andare a un momento di sfogo a dir poco emblematico.

    Si è trattato di una vera e propria doccia fredda per il numero 63, già sottoposto da settimane al pressing psicologico e prestazionale del giovane italiano, che ora si ritrova a dover rincorrere nel Mondiale con un pesante passivo di 43 punti in Classifica Piloti.

    Rientrato nel paddock ancora visibilmente scosso, Russell non ha nascosto la sua profonda amarezza per quanto accaduto, esprimendosi come segue:

    Non me ne va una giusta al momento. Sarebbe sicuramente stato meglio se mi fosse successo a Miami, quando ero sesto, o in altre occasioni, e non a Montreal quando ero primo. C’è qualcosa che non sta andando nel verso giusto per me. Non voglio augurare sfortuna a qualcun altro, vorrei solo lottare e giocare le mie carte equamente, avendo le stesse opportunità. Al momento, la fortuna non è dalla mia parte“. 

  • Vasseur: “Non siamo soddisfatti dei risultati delle qualifiche”

    Vasseur: “Non siamo soddisfatti dei risultati delle qualifiche”

    Le qualifiche del Gran Premio del Canada, specchio fedele di quanto già visto nelle sessioni Sprint, hanno emesso un verdetto limpido e spietato per la Ferrari.

    La SF-26, infatti, continua a confermarsi una monoposto eccellente dal punto di vista telaistico, ma penalizzata da un deficit di potenza cronico, capace di spegnere ogni velleità di gloria.

    I piloti della Rossa, dopo aver illuminato i primi due settori del tracciato di Montreal per tutto il week-end, si sono puntualmente inchinati alla dura legge del cronometro sul lungo rettilineo canadese.

    Il risultato? Un amaro quinto e un incolore ottavo posto in griglia, rispettivamente per Lewis Hamilton e Charles Leclerc.

    La mancanza di velocità di punta, tuttavia, rischia di non essere l’unica spina nel fianco del Cavallino in vista della gara. L’elevata probabilità di pioggia e il crollo delle temperature stanno rimescolando le carte, trasformando il muretto della Scuderia in una polveriera di strategie, nel tentativo di raddrizzare un fine settimana finora da dimenticare.

    A entrare nel merito della questione è stato Frederic Vasseur, il quale, al termine della giornata, si è espresso come segue:

    Non possiamo massimizzare una sessione con un quinto e un ottavo posto quando eravamo secondi nel primo tentativo. Lewis ha fatto un ottimo primo giro in Q3, mentre il secondo è stato più complicato. Charles, invece, sta avendo più difficoltà fin dall’inizio del week-end. Ieri aveva qualche difficoltà con i freni, oggi con la finestra di funzionamento degli pneumatici. Credo che sia una sfida per tutti, perché fa più freddo rispetto a un anno fa e abbiamo una mescola più dura. Partiamo da qui e vedremo domani. Le condizioni probabilmente saranno completamente diverse, sarà la prima volta che correremo con queste gomme e con questo regolamento in queste condizioni: sarà una sfida entusiasmante. Non so se questo giocherà a nostro favore oppure no. Dobbiamo concentrarci su quello che possiamo fare, su come reagire e anticipare la situazione, in modo da essere già pronti a tutto“.