Autore: Angelo Marchese

  • Hamilton potrebbe restare in Ferrari almeno fino alla fine del 2028

    Hamilton potrebbe restare in Ferrari almeno fino alla fine del 2028

    “Penso che resterò qui per parecchio tempo, per cui vi conviene abituarvi”.

    È attraverso queste parole che, durante la conferenza stampa canadese, Lewis Hamilton aveva immediatamente rimandato al mittente le voci su un suo possibile ritiro.

    D’altronde, quando un campione del suo calibro inizia a mostrare i primi segni di debolezza – forse solo temporanei – la nostalgia degli appassionati per gli “anni d’oro” inizia a mescolarsi con il timore del capolinea, creando un corto circuito simile a quando si arriva alle ultime pagine di un romanzo travolgente.

    Ma l’imperativo impresso sulla sua pelle, quel “Still I Rise” diventato mantra generazionale, parla chiaro: rialzarsi sempre, finché scorre nel sangue anche solo una goccia di quella passione che lo ha proiettato sul tetto del mondo.

    Il 2026 del numero 44 è iniziato proprio sotto questo segno.

    Il sette volte iridato, seppur a sprazzi, è sembrato tornato a divertirsi in pista: il suo primo podio con la Ferrari in Cina, le battaglie con Charles Leclerc e la ritrovata ricerca del limite ne sono la prova lampante.

    Oltre alle prestazioni, dalla sua parte c’è anche una solida certezza contrattuale.

    Come rivelato da Martin Brundle, il pilota britannico stringe tra le mani una clausola esclusiva che gli riserva il diritto di prolungare di un biennio il matrimonio con la Rossa, restando così padrone assoluto del proprio destino.

    A tal proposito, vi riportiamo di seguito le parole del commentatore inglese di Sky Sport F1:

    Lewis si diverte molto di più con queste vetture rispetto a quelle a effetto suolo. Sembra più a suo agio e più felice. C’è sicuramente una ritrovata energia che non vedevamo da un anno o due. Ma dall’altra parte del garage ha Charles Leclerc, che è in ottima forma. Tuttavia, a quanto ho capito, Lewis ha un’opzione unilaterale a proprio favore anche per il 2028, se desidera rimanere alla Ferrari. Quindi, penso che ciò che sta dicendo nelle interviste sia una risposta a chi lo sta spingendo a ritirarsi. Lewis è fatto così, si trova in un’ottima posizione e non rinuncerà a tutto questo a meno che non sia costretto a farlo“.

  • Hamilton: “Ho fatto bene a non utilizzare il simulatore, credo che continuerò a non usarlo”

    Hamilton: “Ho fatto bene a non utilizzare il simulatore, credo che continuerò a non usarlo”

    Grazie alla sua sconfinata esperienza sul tracciato di Montreal, Lewis Hamilton è tornato a mostrare il suo volto più competitivo, precedendo il compagno di squadra Charles Leclerc per l’intera prima giornata del fine settimana canadese.

    Il sette volte Campione del Mondo ha artigliato la quinta posizione nella Sprint Qualifying, tenendosi dietro il monegasco e fermandosi a soli 46 millesimi dalla terza piazzola di Lando Norris.

    Eppure, proprio l’ultimo assalto al cronometro – quello che ha decretato la griglia della Sprint Race – ha lasciato l’amaro in bocca al britannico. Appena montata la mescola più morbida per la SQ3, la SF-26 è apparsa improvvisamente più instabile, portando il nativo di Stevenage a commettere sbavature mai viste nelle sessioni precedenti.

    La prestazione del numero 44 resta, comunque, degna di nota, specie se paragonata al suo trend dall’approdo a Maranello.

    Dietro questo exploit si cela una filosofia d’altri tempi, quasi aliena per i piloti moderni: niente simulatore, solo preparazione fisica e mentale.

    Una scelta, la sua, che potrebbe non essere legata ai software della Rossa, ma che inevitabilmente riaccende i riflettori sui fantasmi della correlazione dati, un deficit cronico che già in passato ha frenato il Cavallino.

    Al termine della giornata, Hamilton ha voluto specificare questo “ritorno al passato” sulla preparazione ai Gran Premi, analizzando quanto accaduto come segue:

    È stata sicuramente la miglior sessione di qualifica degli ultimi tempi. Non so perché gli altri guadagnino così tanto nel Q3, forse è questione di motore. Comunque, sono contento di essere tornato in lotta, mi sono divertito tantissimo oggi. Inoltre, credo che non avendo lavorato al simulatore, mi sia sentito molto meglio una volta al volante. Forse seguirò questa strada per il resto dell’anno. Mi ha dato più benefici concentrarmi sull’allenamento e sulla squadra. Abbiamo lavorato tanto con la macchina, cercando stabilità ed equilibrio meccanico, mi sono trovata molto bene“.

  • Russell: “Verstappen al Nurburgring? Lui può fare tutto quello che gli piace, è un lusso”

    Russell: “Verstappen al Nurburgring? Lui può fare tutto quello che gli piace, è un lusso”

    La 24 Ore del Nurburgring di Max Verstappen, nonostante la vittoria sfumata a causa di problemi meccanici, è stata un tripudio di classe e spettacolo per qualsiasi appassionato: un’impresa d’altri tempi, capace di accendere una scintilla nei desideri di molti colleghi della massima serie. 

    Calcare certi palcoscenici, tuttavia, non è concesso a tutti. Come dimostra il divieto assoluto imposto dalla Mercedes ad Andrea Kimi Antonelli di partecipare alla storica gara tedesca, correre in Formula 1 comporta una grandissima responsabilità nei confronti della propria scuderia

    La notte magica di Super Max, scandita da sorpassi al limite e pura adrenalina, è già passata alla storia del motorsport come una pagina memorabile, ma rimane un evento del tutto eccezionale, reso possibile solo dal “guinzaglio lungo” che la Red Bull concede al suo fuoriclasse. 

    A confermarlo è stato George Russell, che, durante il media day del fine settimana in Canada, ha commentato come segue la vicenda: 

    Noi siamo tutti in una posizione diversa rispetto a Max, siamo anche in lotta per il titolo mondiale. Anche Max lo è, però lui è in una posizione di lusso di poter fare un po’ tutto quello che gli piace. Questo è grandioso per lui e ha fatto un ottimo lavoro“. 

    Il pilota britannico ha poi confessato la sua profonda ammirazione per le gare di durata, specialmente per quella che si snoda tra le curve dell’Inferno Verde

    “Fare la 24 Ore del Nurburgring in futuro? Decisamente sì, un giorno mi piacerebbe. Guardare Max correre nel fine settimana è stato davvero molto bello da vedere. Ho seguito quella gara in passato. Queste gare da 24 ore sono gare sempre brutali, tremende, anche in altri circuiti”.

  • Wolff: “Sorpreso dal recupero di Red Bull, sono tornati in lotta con Verstappen”

    Wolff: “Sorpreso dal recupero di Red Bull, sono tornati in lotta con Verstappen”

    Il trionfo di Andrea Kimi Antonelli in Florida ha garantito alla Mercedes un bottino di punti preziosissimo.

    Eppure, nonostante il successo, la tappa americana ha rappresentato il primo vero banco di prova stagionale per la Stella, chiamata a misurarsi con i massicci pacchetti di aggiornamenti introdotti dai diretti concorrenti.

    A Miami, infatti, le scuderie hanno sfoggiato una quantità di novità tecniche sorprendente, capace di rimescolare i valori in campo e stravolgere il comportamento delle monoposto rispetto alle prime uscite dell’anno. In questo scenario di rapida evoluzione, a recuperare terreno sul team di Brackley sono state soprattutto McLaren e Red Bull, con la progressione di quest’ultima che ha lasciato particolarmente stupito Toto Wolff.

    Che questa sarebbe stata la stagione della “guerra degli sviluppi” era già ben noto da tempo, ma il salto prestazionale delle vetture – comprese quelle di metà griglia – ha sicuramente lasciato gli appassionati a bocca aperta.

    Nella terra che batte bandiera a stelle e strisce, infatti, c’è stato un vero e proprio sfoggio di soluzioni ingegneristiche, un arsenale di assi nella manica pronti per essere calati sul tavolo al momento giusto.

    Ne è un esempio la nuova ala posteriore rotante della RB22, capace di portare, in una veste diversa e in tempi record, il concetto “Macarena” firmato Ferrari.

    A tal proposito, in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, il team principal della Mercedes ha analizzato così il momento tecnico:

    Siamo solo all’inizio di questo nuovo ciclo regolamentare e la curva di sviluppo è molto ripida. Quindi ci aspettavamo che McLaren, con un importante pacchetto di aggiornamenti, potesse guadagnare anche mezzo secondo. Devo dire che Red Bull è stata una grande sorpresa perché ha fatto un enorme passo avanti, passando da oltre un secondo di distacco dal leader a essere lì davanti a lottare con Verstappen. Noi porteremo sviluppi anche in Canada, ma penso sia normale durante quest’anno vedere le prestazioni cambiare da gara a gara“.

  • “Gli aggiornamenti di Miami erano solo per portarci in pari con il progetto iniziale”

    “Gli aggiornamenti di Miami erano solo per portarci in pari con il progetto iniziale”

    Il Gran Premio di Miami ha segnato una decisa inversione di rotta per la Williams.

    Grazie al pacchetto di aggiornamenti portato in pista e alle recenti modifiche regolamentari, il team di Grove ha finalmente trovato una boccata d’ossigeno in una stagione iniziata, senza mezzi termini, nel peggiore dei modi.

    La scuderia britannica è stata costretta fin da subito a una rincorsa affannosa, pagando a caro prezzo i ritardi invernali causati dal mancato superamento dei crash test.

    Con pochissime ore di prova all’attivo e una monoposto decisamente sovrappeso, gli uomini di James Vowles hanno quindi dovuto fare gli straordinari per riportare quello spirito positivo con cui avevano sempre guardato al nuovo ciclo tecnico.

    Eppure, c’è un paradosso dietro il doppio piazzamento in zona punti ottenuto in Florida: la FW48 che ha sfrecciato sull’asfalto americano non è un’evoluzione estrema, ma rappresenta semplicemente la versione “nativa” del progetto. Quella che, sulla carta, avrebbe dovuto debuttare già nel round d’apertura in Australia.

    A confermare questa realtà è stato Carlos Sainz.

    L’alfiere spagnolo ha analizzato la situazione con la massima lucidità e onestà intellettuale, esprimendosi nei seguenti termini:

    Finalmente abbiamo montato il pacchetto di sviluppi che sarebbe dovuto arrivare alla prima gara. A causa di tutti i ritardi che abbiamo avuto all’inizio della stagione, ora abbiamo finalmente messo in pista l’auto prevista per il debutto, ed è sul livello delle auto di metà classifica. C’è ancora un grande divario con l’Alpine e con i primi, quindi dobbiamo abbassare la testa, rendere questa la nuova base e iniziare a migliorare. Abbiamo ancora molto peso da smaltire dalla macchina. Penso che la squadra abbia fatto un grande sforzo nelle ultime settimane, ma dobbiamo continuare a spingere perché non siamo ancora dove ci aspettavamo di essere alla fine dello scorso anno, quando speravamo nel 2026. Confidiamo che questo sia l’inizio di un nuovo recupero e credo che entro la fine dell’anno arriveremo dove vogliamo essere. Penso che dovremo arrivare all’ultimo terzo della stagione per vedere una vera svolta“.

  • Lawson incolpevole dell’incidente con Gasly: “Il cambio si è rotto senza darmi preavvisi”

    Lawson incolpevole dell’incidente con Gasly: “Il cambio si è rotto senza darmi preavvisi”

    Lo spettacolare contatto tra Liam Lawson e Pierre Gasly, che ha visto l’Alpine del francese ribaltarsi prima di finire la sua corsa contro le barriere e il neozelandese costretto al ritiro, era stato etichettato come una delle manovre più azzardate e sconsiderate dell’intero Gran Premio di Miami.

    Eppure, i documenti ufficiali emanati dai commissari di gara raccontano una verità ben diversa. Quello tra i due non è stato un errore di valutazione o un eccesso di aggressività, ma una sfortunata collisione innescata da un improvviso guasto alla trasmissione sulla Racing Bulls numero 30.

    Proprio nel momento in cui Lawson ha iniziato la fase di frenata, il cambio della sua vettura è passato improvvisamente in folle, attivando di riflesso il sistema antistallo. Questo imprevisto tecnico ha provocato un inevitabile bloccaggio degli pneumatici, trasformando la monoposto in un proiettile fuori controllo che ha centrato in pieno il numero 10.

    La ricostruzione dei fatti è stata supportata non solo dai concitati team radio tra il pilota e il muretto, ma anche dall’analisi della telemetria. I dati, finiti sotto la lente d’ingrandimento della Direzione Gara al termine della corsa, hanno confermato il guasto meccanico, scagionando Liam senza troppi indugi.

    A fine giornata, Lawson ha voluto chiarire immediatamente la sua posizione e, profondamente dispiaciuto per l’accaduto, si è espresso nei seguenti termini:

    Sono andato da lui per scusarmi, volevo solo spiegargli che non stavo cercando intenzionalmente di forzare la staccata in quel modo, semplicemente non avevo più né cambio né freni. Stavo per frenare all’ultima curva e, quando ho premuto il pedale, abbiamo avuto un guasto al cambio: è andato dritto in folle, non riuscivo a scalare e a rallentare la macchina. È un peccato. Chiaramente questo ha messo fuori gioco Pierre, il che non è positivo; stavano facendo un gran week-end e l’incidente ha costretto al ritiro anche noi. Il cambio si è semplicemente rotto in quell’istante, non ho avuto alcun preavviso“.

  • Wolff avvisa Antonelli: “Ora non cediamo agli entusiasmi, bisogna restare con i piedi per terra”

    Wolff avvisa Antonelli: “Ora non cediamo agli entusiasmi, bisogna restare con i piedi per terra”

    La grande prestazione di Andrea Kimi Antonelli a Miami ha permesso alla Mercedes di conquistare tutte le prime quattro gare della stagione.

    La tappa americana ha rappresentato l’unico scoglio fin qui incontrato dalla Stella, che è riuscita a resistere ai numerosi aggiornamenti introdotti dalle altre scuderie, soprattutto nei confronti di McLaren, senza perdere punti preziosi in ottica iridata.

    La W17, infatti, nel corso del week-end è più volte apparsa in affanno, in particolar modo con George Russell, ma la straordinaria guida del pilota italiano e la potenza della Power Unit di Brackley le hanno permesso anche in Florida di tagliare il traguardo per prima.

    Una prova di forza, questa, a dir poco maestosa, capace di far sognare la squadra anglo-tedesca in grande, consapevole di poter ritrovare quella supremazia iniziale ben presto, grazie alle novità tecniche attese in Canada.

    Al termine della giornata, il team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha analizzato come segue la situazione della sua compagine:

    Spero che Kimi possa continuare su questa scia positiva. La cosa più importante è non lasciarsi trascinare troppo dall’entusiasmo. Ha anche un agguerrito rivale nel suo compagno di squadra, che non è stato soddisfatto della pista questo fine settimana. Quindi è fondamentale restare con i piedi per terra. Abbiamo una buona macchina e speriamo che gli aggiornamenti funzionino nella prossima gara. Questa stagione sarà una sfida di sviluppo: quanto riesci a portare? Sei limitato dal budget cap? Tutti questi fattori giocheranno un ruolo“.

  • Antonelli: “Dedico la pole a Zanardi, era nostro amico”

    Antonelli: “Dedico la pole a Zanardi, era nostro amico”

    Questa è per Alex“.

    Andrea Kimi Antonelli ha scelto di dedicare così la sua terza pole position consecutiva a “Zanna“, in un mix struggente di trionfo sportivo e dolore umano. 

    Sono bastate quattro parole, pronunciate con il fiato corto e il cuore pesante, per racchiudere l’essenza di una giornata che resterà scolpita nella memoria del Motorsport.

    Sotto il sole cocente della Florida, mentre il paddock era ancora scosso dalla notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere, il diciannovenne bolognese ha scritto una nuova pagina della storia della Formula 1: entrare nel club di Ayrton Senna e Michael Schumacher, centrando consecutivamente le prime tre pole in carriera.

    Dopo le ombre e le complicazioni emerse nelle sessioni Sprint, il giovane talento italiano ha ritrovato il feeling perfetto con la sua W17 e, con una zampata magistrale al primo tentativo del Q3, è riuscito a precedere Max Verstappen e Charles Leclerc, fermando il cronometro sull’1:27.798.

    La gara di Miami, tuttavia, si preannuncia un rebus tattico. Tra l’incognita pioggia e la gestione dello stacco frizione – l’unico tassello che ancora sembra resistere alla “magia” di Kimi – la domenica sarà un banco di prova durissimo.

    Al termine della giornata, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Antonelli ha analizzato quanto accaduto in pista con grande lucidità, esprimendosi nei seguenti termini:

    Finora è stato un week-end veramente complicato, dove abbiamo fatto più fatica del solito col bilanciamento. Gli altri team hanno portato grossi aggiornamenti, quindi non è stato facile, ma il primo giro in Q3 è stato veramente buono. Avevo qualcosina in più da dare, ma nel secondo tentativo ho esagerato troppo. Per fortuna è bastato, perché con piloti come Max e Charles non si può mai stare troppo tranquilli, infatti ero abbastanza teso“.

    Kimi è poi tornato inevitabilmente sul ricordo di Zanardi, unendosi al cordoglio unanime con un omaggio speciale:

    Purtroppo Alex ci ha lasciati e voglio dedicargli questa pole. Era anche un nostro amico. Mando le mie condoglianze alla famiglia. Questa pole position è per lui“.

  • Vasseur: “Sprint Qualifying frustrante, ma abbiamo il passo per fare bene”

    Vasseur: “Sprint Qualifying frustrante, ma abbiamo il passo per fare bene”

    L’attesissima tappa di Miami ha finalmente inaugurato, con la sessione di Sprint Qualifying, la tanto pronosticata stagione degli aggiornamenti, fase cruciale di questo nuovo ciclo regolamentare in cui le evoluzioni tecniche possono rimescolare i valori in campo più che mai.

    A portare in pista le novità più corpose, sia per volume che per ambizione progettuale, sono state la Ferrari e la McLaren.

    Entrambe hanno mostrato un volto decisamente più aggressivo sul giro secco, sebbene la Rossa abbia faticato a concretizzare pienamente il potenziale dei nuovi componenti. Mentre il team papaya è riuscito a spezzare, almeno in qualifica, il dominio Mercedes grazie alla pole position conquistata da Lando Norris, la squadra di Maranello si è dovuta accontentare della quarta e della settima piazza, occupate rispettivamente da Charles Leclerc e da Lewis Hamilton.

    Le sbavature commesse dai piloti del Cavallino hanno certamente pesato sul risultato finale, ma la competitività mostrata dalla SF-26, capace di ribattere la possibilità di lottare per il vertice in tutte le sessioni precedenti per poi mancare il colpo più importante, impone un’indagine più profonda.

    Le cause potrebbero essere le più svariate, in un continuum che va dalla semplice finestra di utilizzo degli pneumatici sbagliata a un gap motoristico che ancora pesa come un macigno.

    A tal proposito, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Frederic Vasseur ha analizzato la situazione con onestà.

    Forse abbiamo pagato dazio sulle temperature, ma questo vale per tutti. Dopo quanto visto nelle prove, questi risultati danno un po’ di frustrazione. Dobbiamo capire cosa abbiamo sbagliato, perché non siamo riusciti a mettere tutto insieme, ma il potenziale sembra esserci. Perdiamo ancora tanto in rettilineo: è il nostro deficit maggiore. In gara questa differenza si assottiglia e il nostro passo gara è buono, quindi possiamo rimontare nella Sprint Race. Sono fiducioso che anche domani le partenze dei nostri piloti saranno ottime, ma non possiamo affidarci a quello: dobbiamo mettere tutto insieme ed essere competitivi in maniera più costante“.

  • Horner allontana le voci su Alpine: il futuro di Chris è ancora tutto da definire

    Horner allontana le voci su Alpine: il futuro di Chris è ancora tutto da definire

    Il periodo di gardening leave di Christian Horner, iniziato dopo il licenziamento dalla Red Bull a metà 2025, è ormai in dirittura di arrivo e il manager britannico sarà presto liberato dall’intreccio contrattuale che lo legava al suo ex team.

    Durante questi mesi trascorsi lontano dal paddock della Formula 1, il nome del dirigente inglese è stato più volte accostato ad Aston Martin, dove avrebbe ritrovato il suo fidato Adrian Newey, prima che subentrassero i rumor secondo cui Horner sarebbe interessato a completare l’acquisizione del 24% delle quote dell’Alpine.

    Per la scuderia transalpina, d’altronde, l’uscita di scena dalla compagine sociale di Otro Capital sembra ormai solo questione di tempo, con l’affare francese che ha stuzzicato il palato anche di Mercedes e Steve Cohen, il miliardario proprietario dei New York Mets.

    Ospite d’onore del Gran Premio di Jerez della MotoGP, Horner è stato interpellato sulla faccenda dai microfoni di Sky Sport MotoGP, senza però dare risposte certe sulla sua prossima destinazione.

    Io in Alpine? Ci sono sempre delle congetture che circolano. Per il momento sono ancora in pausa e non ho fretta, quando finirà vediamo. In questo momento mi sto divertendo a guardare agli altri sport“, ha dichiarato il manager, mantenendo il profilo basso che lo ha contraddistinto in questi mesi di silenzio forzato.

    Christian, probabilmente sorpreso dalla lucida manovra di Marc Marquez dopo la caduta durante la Sprint Race, che gli ha ricordato il temperamento del suo ex campione olandese Max Verstappen, si è poi espresso con entusiasmo sulla massima categoria a due ruote.

    Sono qui come ospite di MotoGP e Liberty Media. Ho avuto un po’ di tempo per guardare altre gare, sono sempre stato fan del campionato e dunque essere qui è fantastico. Poi sono fan di Marc Marquez, lui è il Verstappen della MotoGP“, ha concluso Horner, tracciando un parallelo tra i due fuoriclasse che condividono la stessa fame di vittoria e lo stesso approccio senza compromessi alla corsa.