Autore: Nicholas Gataleta

  • Antonelli: “Italia senza Mondiali? Un peccato, io cercherò in ogni modo di rendere fiero il mio Paese”

    Antonelli: “Italia senza Mondiali? Un peccato, io cercherò in ogni modo di rendere fiero il mio Paese”

    La mancata qualificazione – per la terza volta consecutiva – al Campionato del Mondo da parte della Nazionale italiana di calcio ha inevitabilmente scatenato un’ondata di clamore nel nostro Paese.

    A far discutere ulteriormente sono state le dichiarazioni dell’ormai ex presidente della FIGC, Gabriele Gravina, il quale – durante la conferenza stampa in Bosnia successiva all’eliminazione – alla domanda di chi gli chiedeva perché altri sport italiani continuino a ottenere risultati di rilievo mentre il calcio arranca ha risposto in maniera piuttosto frettolosa:

    Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici “.

    Parole, queste, che hanno immediatamente innescato polemiche e reazioni nel mondo sportivo italiano.

    Tra ironia e provocazione, numerosi atleti hanno rivendicato il valore, i sacrifici e i successi ottenuti negli anni, sottolineando il peso delle loro discipline nel panorama nazionale.

    Sulla vicenda è intervenuto anche l’attuale leader del Mondiale di Formula 1, Andrea Kimi Antonelli, che ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, intervistato da Mara Sangiorgio, si è lasciato andare con una stoccata ironica:

    Tra l’altro noi facciamo uno sport da dilettanti “.

    Al di là delle polemiche, per il pilota bolognese resta l’amarezza per l’assenza dell’Italia al Mondiale di calcio, ma anche uno stimolo in più per portare in alto il tricolore in Formula 1:

    È un peccato che non andiamo ai Mondiali di calcio quest’anno. Penso positivo comunque: è un motivo in più per me per portare l’Italia ancora più in alto. Ho un bellissimo ricordo degli Europei vinti nel 2021: ero a Napoli, a Sarno, e dopo aver vinto una gara io e mia madre siamo corsi in macchina per tornare a casa il più velocemente possibile e guardare la finale. È stato un periodo bellissimo “.

    Mentre l’Italia del calcio si ferma, quella dello sport continua dunque a correre.

    E se il pallone cerca risposte, giovani talenti come Andrea Kimi Antonelli tengono viva la bandiera, ricordando a tutti che l’orgoglio azzurro non si spegne: cambia semplicemente campo.

  • Antonelli: “Io leader del Mondiale? Non me lo aspettavo. Ma devo imparare a fare partenze decenti”

    Antonelli: “Io leader del Mondiale? Non me lo aspettavo. Ma devo imparare a fare partenze decenti”

    Sogna, ragazzo, sogna.

    Con la spensieratezza e l’incoscienza dei 19 anni, ma anche con la lucidità di chi sa di avere i mezzi per puntare molto in alto.

    Vincere due gare consecutive all’inizio della propria carriera è un’impresa da eletti: prima di lui ci erano riusciti soltanto in nove, l’ultimo dei quali era stato Charles Leclerc con la doppietta Spa-Monza nel 2019.

    Con il successo odierno, Andrea Kimi Antonelli si è preso anche la vetta del Mondiale Piloti con nove punti di vantaggio su George Russell, diventando il più giovane leader iridato della storia della Formula 1.

    Il Gran Premio del Giappone, tuttavia, non è stato una passeggiata. Scattato dalla pole position, il numero 12 ha avuto una partenza complicata scivolando in sesta posizione, un errore che avrebbe potuto condizionare pesantemente la sua domenica.

    Da quel momento ha preso forma una rimonta feroce e lucida: sorpasso dopo sorpasso, anche grazie a una Safety Car che ha rimescolato le carte, il pilota italiano ha ricostruito la propria corsa fino a riprendersi il comando. Una volta tornato leader non ha più lasciato spazio agli avversari, gestendo con autorità la fase finale e consolidando un week-end dominante impreziosito da pole, vittoria e giro veloce.

    Per fortuna adesso ho tre settimane per provare a capire come fare delle partenze decenti ” ha esordito con ironia un sorridente Antonelli ai microfoni di Sky Sport F1 Italia.

    Al via le mie dita sono un po’ scivolate, non erano infilate bene e ho mollato la pressione più del dovuto pattinando subito. È un dettaglio da migliorare perché oggi è andata bene anche grazie alla Safety Car, ma il passo era incredibile. Tutto il week-end mi sono sentito bene, anche se c’è ancora tanto lavoro da fare perché gli avversari si avvicineranno. George va molto forte e tornerà al top, dovremo continuare a curare ogni particolare “.

    Alla domanda se essere leader del Mondiale fosse inimmaginabile alla vigilia della stagione, il bolognese ha ammesso:

    Sì, sicuro. Non me l’aspettavo ed è bello, però non voglio pensarci troppo perché mancano ancora 19 gare e il campionato è lunghissimo. Proprio per questo è importante mantenere questo livello di forma e cercare di migliorarlo gara dopo gara, perché è un’opportunità incredibile. La macchina va davvero forte e siamo in una grande posizione “.

  • Leclerc: “Servono altri cambiamenti in qualifica, ridurre i MJ non basta”

    Leclerc: “Servono altri cambiamenti in qualifica, ridurre i MJ non basta”

    Come ormai noto, nel corso del giovedì di Suzuka la FIA ha introdotto, tramite comunicato ufficiale, alcune modifiche tecniche in vista delle qualifiche del Gran Premio del Giappone.

    Alla luce della nuova era regolamentare e delle peculiarità del tracciato nipponico – dove il recupero di energia in frenata è limitato a fronte di un elevato consumo nei tratti ad alta velocità – le sessioni di Q1, Q2 e Q3 rischiavano infatti di essere fortemente condizionate dal fenomeno del cosiddetto super clipping.

    Per evitare che le qualifiche perdessero di significato, la Federazione ha quindi optato per una riduzione immediata della ricarica massima consentita per singolo giro, che passa da 9.0 MJ a 8.0 MJ per la sola giornata di sabato, con l’obiettivo di garantire una competizione più lineare e realmente rappresentativa del potenziale delle vetture.

    Si tratta dunque di un primo intervento correttivo che potrebbe aprire la strada a ulteriori aggiustamenti nel corso della stagione. Tuttavia, secondo quanto dichiarato da Charles Leclerc nel corso del media day di Suzuka, l’impatto della modifica sarà piuttosto contenuto:

    Sarà praticamente la stessa cosa, a parte per il pilota, che forse userà un po’ meno sollevamento e andrà in folle, il che credo sia un bene “.

    Il pilota monegasco della Ferrari ha poi sottolineato come restino ancora alcuni aspetti da ottimizzare in ottica qualifica:

    Penso che per le qualifiche ci siano ancora alcuni cambiamenti da fare per assicurarci di poter spingere al massimo, qualunque sia il limite della vettura. Al momento, nelle prime due gare, si è trattato più di gestire tutto correttamente in qualifica piuttosto che spingere al massimo come eravamo abituati a fare in Q3 negli anni passati. C’è ancora qualche ritocco da fare, ma non credo che questo particolare cambiamento modificherà le carte in tavola per questo fine settimana “.

  • Hill: “Io come Russell. In Mercedes non gli riconoscono quel che meriterebbe”

    Hill: “Io come Russell. In Mercedes non gli riconoscono quel che meriterebbe”

    L’ombra di Max Verstappen continua ad aleggiare in casa Mercedes? Tra fantasia e realtà, le voci di un possibile matrimonio tra il pilota olandese e la Scuderia della Stella continuano a circolare nel paddock della Formula 1, alimentando un dibattito che si protrae – tra avvistamenti e indizi – ormai da diverso tempo.

    L’inizio della stagione 2026, poi, ha contribuito a riaccendere ulteriormente i riflettori sulla questione: le Frecce d’Argento si sono imposte come assolute mattatrici nelle prime due gare, mostrando un dominio che, almeno per ora, appare difficile da scalfire.

    Al contrario, Red Bull si trova a fare i conti con un momento complicato, scenario che ha inevitabilmente riportato in auge le indiscrezioni su un possibile approdo dell’alfiere di Hasselt sotto la guida di Toto Wolff.

    A pesare su questa potenziale unione, tuttavia, restano due fattori tutt’altro che trascurabili. Da un lato, occorrerà comprendere la reale volontà di “Super Max” di proseguire la propria avventura in Formula 1, anche alla luce dell’introduzione della nuova era regolamentare, che non incontra affatto il suo favore.

    Dall’altro, resta un interrogativo cruciale: chi, tra George Russell e Andrea Kimi Antonelli, potrebbe eventualmente fargli spazio? Proprio su questo tema, intervenuto al podcast Stay On Track, Damon Hill ha offerto una lettura lucida e per nulla scontata:

    Antonelli è il pupillo di Wolff, che ha messo in gioco la sua reputazione per far entrare questo ragazzo. Kimi ovviamente non vuole deluderlo ed è grato a Toto, e Toto è felicissimo che ora abbia vinto una gara. Nel frattempo, George ha fatto del suo meglio per impressionare la Mercedes per non so quante stagioni. L’anno scorso si è arrivati al punto in cui hanno dovuto rinnovargli il contratto e la questione si è trascinata un po’. Non è che Toto fosse così disperato di rinnovare il contratto di George “.

    Ed è proprio qui che, secondo Hill, potrebbe profilarsi una situazione già vista.

    Nel 1996, infatti, lo stesso britannico conquistò il suo primo – e unico – titolo, ma la Williams decise comunque di non rinnovargli il contratto per la stagione successiva:

    Russell rischia di essere una soluzione temporanea. Mi sento un po’ come lui: è quasi come se si trovasse lì a pensare «Perché non riconoscete quello che faccio? Perché non c’è lo stesso clamore per quello che offro?». George ora ha l’opportunità di vincere il campionato, ma questo non gli garantirà il futuro alla Mercedes “.

  • Massa: “Alonso, è arrivato il momento di correre altrove”

    Massa: “Alonso, è arrivato il momento di correre altrove”

    Capire quando smettere è uno dei momenti più delicati e significativi nella carriera di un pilota di Formula 1.

    Rispetto ad altre discipline, alla componente fisica si affiancano variabili altrettanto decisive: su tutte, la competitività del mezzo a disposizione, spesso determinante quanto – se non più – del talento stesso.

    È proprio questo, probabilmente, il nodo centrale della situazione che sta attraversando in questo momento Fernando Alonso.

    Lo spagnolo si era affacciato alla stagione 2026 con rinnovate ambizioni e grande motivazione, visto che il progetto Aston Martin – rafforzato dall’arrivo di Adrian Newey e da un piano tecnico e organizzativo imponente – lasciava presagire un salto di qualità decisivo, con la possibilità, per il numero 14, di tornare a lottare addirittura per il titolo mondiale.

    Un sogno, però, evaporato quasi immediatamente.

    La realtà della pista ha infatti raccontato una storia diversa, con la nuova AMR26 che si è rivelata una monoposto a dir poco problematica e ben lontana, almeno per ora, dall’impensierire i top team.

    Ed è qui che si apre dunque un bivio per il “Leone di Oviedo” che, a 44 anni e con una vettura poco competitiva, si trova davanti a una delle decisioni più complesse della sua carriera: proseguire in Formula 1 o ritirarsi a fine campionato.

    A offrire uno sguardo diretto sulla situazione è stato Felipe Massa, ex compagno di squadra ai tempi della Ferrari, che al quotidiano spagnolo Jugones ha sentenziato:

    Il momento di Alonso è già passato ed è arrivata l’ora di competere in altre gare. Sarà uno degli anni peggiori per Fernando. Bisogna avere pazienza, ma essere pazienti a 44 anni non è facile “.

    Dal canto suo, Alonso non ha ancora sciolto le riserve e, secondo i rumor emersi negli ultimi mesi, avrebbe fissato una deadline a settembre per valutare sia la propria condizione fisica sia l’evoluzione tecnica di Aston Martin.

    Ma il tempo potrebbe non essere l’unico fattore in gioco, visto che anche lo stesso team di Silverstone, impegnato a pianificare il futuro e a individuare un eventuale sostituto, potrebbe accelerare i tempi e spingere lo spagnolo a prendere una decisione anticipata.

  • Hamilton: “Solo la potenza ci separa da Mercedes, lavoriamo per batterli”

    Hamilton: “Solo la potenza ci separa da Mercedes, lavoriamo per batterli”

    Il primo podio con la Ferrari non si scorda mai.

    Anche se ti chiami Lewis Hamilton e sei il pilota più vincente della storia della Formula 1.

    Ma, probabilmente, ancora più importante del terzo posto conquistato oggi a Shanghai è lo spirito con cui il numero 44 sta vivendo questo inizio di stagione: sorridente, motivato e, soprattutto, pienamente coinvolto nel progetto del Cavallino.

    Quanto visto oggi sotto il cielo cinese non ha fatto altro che confermare quanto già ammirato sette giorni fa a Melbourne: l’alfiere di Stevenage ha offerto una prestazione sempre battagliera, attaccando ogni volta che se ne presentava l’occasione, prima con le Mercedes e poi in uno spettacolare duello con il compagno di squadra Leclerc, a tratti davvero al cardiopalma.

    Merito anche, e soprattutto, della SF-26, vettura che sta dimostrando di essere, giro dopo giro, di altissimo livello, e l’unica capace di dare filo da torcere alle Frecce d’Argento.

    La differenza rispetto alle Mercedes? Solo la potenza ” ha dichiarato Hamilton nel post-gara ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia:

    Noi dal canto nostro abbiamo un gran bel motore. Loro hanno iniziato a svilupparlo un po’ prima rispetto a noi. Non so se per un turbo più grande, ma hanno più potenza in rettilineo e quando ci sorpassano sembrano volare e non possiamo fare nulla per fermarli. È lì la differenza di prestazione, perché nelle curve penso che siamo alla pari. Non ho dubbi che continueremo a migliorare le prestazioni del motore e magari lavoreremo anche sull’efficienza in rettilineo. Incrociamo le dita e speriamo di poterli raggiungere e battere “.

    Il sette volte iridato ha poi elogiato il giovane vincitore Andrea Kimi Antonelli:

    Voglio fare le congratulazioni a Kimi: ha fatto un lavoro eccezionale. Per me è stato un privilegio, come uno dei piloti più vecchi, condividere il podio con lui e vedere un ragazzino ottenere la sua prima vittoria. Ha l’opportunità di lavorare con un team fantastico “.

    Infine, Hamilton ha analizzato la sua gara, dalla lotta con Leclerc al grande lavoro del team:

    La battaglia con Charles è stata grandiosa, durissima in pista, ma è questa la natura delle corse. Devo ringraziare tutti in fabbrica: la loro spinta è stata fondamentale per portarci in questa posizione. Certo, non è la posizione definitiva che vogliamo, perché vogliamo essere davanti, perciò dobbiamo continuare a spingere e ridurre questo divario. Ma ho grandi sensazioni in macchina “.

  • Poetica

    Poetica

    Hockenheim, 2014. Non potevo entrare nel paddock perché ero ancora troppo piccolo. Mio padre, che in quel fine settimana correva in Porsche Supercup, decise di nascondermi in una pila di pneumatici e di farmi passare su un carrello. Abbiamo messo un ombrello sopra, per rendermi ancora più difficile da individuare. È così che sono entrato per la prima volta nel paddock della Formula 1 “.

    Tra l’odore della gomma, il rumore dei motori e un ombrello, la storia di Andrea Kimi Antonelli è iniziata così: con gli occhi di un bambino che guarda quel mondo da troppo vicino per smettere di credere.

    Per smettere di sognare.

    Da allora allenamenti, categorie minori, aspettative, dubbi.

    E un Paese intero che nel frattempo ha atteso, immaginando chi sarebbe stato il prossimo a riportare il tricolore sul gradino più alto, quasi vent’anni dopo quel lontano 2006, quando a Sepang vinse Giancarlo Fisichella.

    Da allora, il Canto degli Italiani non era più tornato a risuonare per primo su un podio di Formula 1.

    Fino alla bandiera a scacchi di oggi, quando un pilota italiano è tornato a vincere un Gran Premio di Formula 1.

    Una vittoria che sa di riscatto, dedizione, coraggio.

    Di rivalsa.

    Per chi ti considerava troppo acerbo, troppo giovane o semplicemente non pronto.

    Ma soprattutto, per quelle lacrime dopo le difficili qualifiche dello scorso anno a Spa-Francorchamps, che hanno toccato l’animo di tutti noi.

    Oggi ti sei ripreso tutto con gli interessi.
    Perché a volte il Motorsport sa essere incredibilmente… poetico.

    Proprio come le note di Cesare Cremonini:

    Anche quando poi saremo stanchi, troveremo il modo“.

    Ed è forse proprio questo il senso delle storie più belle.

    Cadere. Resistere. Perseguire un sogno.

    E trovare sempre, comunque, un modo.

  • Leclerc: “Mi aspetto di essere più vicino alla Mercedes. Vogliamo sorprendere”

    Leclerc: “Mi aspetto di essere più vicino alla Mercedes. Vogliamo sorprendere”

    A Shanghai per confermarsi e, perché no, giocare un brutto scherzo alla Mercedes.

    È questa la sensazione che si respira in casa Ferrari in vista del Gran Premio di Cina, in programma domenica e valido come secondo appuntamento del Campionato Mondiale di Formula 1.

    Dopo le buone impressioni emerse a Melbourne, dove la Rossa ha chiuso al terzo posto con Charles Leclerc e al quarto con Lewis Hamilton, al Cavallino Rampante non manca certo la voglia di fare bene e provare a ricucire il gap che lo separa dalle Frecce d’Argento.

    In quest’ottica, il team di Maranello si presenta all’appuntamento di Shanghai con una novità tutt’altro che secondaria.

    Gli uomini guidati da Frederic Vasseur sono infatti arrivati in terra cinese con tre specifiche dell’inedita ala posteriore denominata “Macarena”, nella configurazione testata durante i test in Bahrain e già validata dalla FIA, anticipando così i tempi rispetto alla pianificazione iniziale.

    Una mossa aggressiva e per nulla scontata, quella del Cavallino, che dimostra come nel box Ferrari la voglia di fare bene e giocarsi al massimo le proprie carte sia evidente.

    A confermarlo è stato anche Charles Leclerc, intervenuto nel consueto incontro con i media del giovedì di Shanghai:

    “Mi aspetto di essere più vicino alla Mercedes, perché a Melbourne non siamo riusciti a estrarre tutto il potenziale, sia in qualifica che in gara. C’è molto lavoro dietro a un week-end come questo, anche perché c’è la Sprint. Sarà una sfida enorme per tutti. Per quanto riguarda la gestione della batteria abbiamo un’idea, ma bisognerà capire dove i nostri avversari utilizzeranno il boost. Vogliamo sorprendere i nostri rivali”.

    Alla domanda sull’introduzione della nuova ala posteriore rotante, il monegasco ha poi risposto con un sorriso, senza sbilanciarsi troppo:

    “L’ala «Macarena»? Per ora non so dove la useremo. Non voglio dirvelo? Esatto”.