Categoria: Daily News

  • Leclerc: “Mancava il passo, ma io ho comunque buttato tutto nel cestino”

    Leclerc: “Mancava il passo, ma io ho comunque buttato tutto nel cestino”

    Anche fra le curve del circuito di Miami, in una corsa segnata dalla minaccia della pioggia, il coraggio e la determinazione di Charles Leclerc non sono stati sufficienti a trascinarlo sul podio.

    Dopo una partenza brillante, il numero 16 nulla ha potuto contro la superiorità tecnica e motoristica dei suoi rivali, presto capaci di sottrargli la leadership conquistata allo spegnersi dei semafori.

    Proprio quando l’opportunità di salire sul podio si era nuovamente concretizzata, restituendo valore a una gara che sembrava ormai povera di speranze, la sorte ha subito un improvviso rovesciamento. Il sorpasso di Oscar Piastri, arrivato a ridosso dell’ultima tornata, è stato infatti subito seguito, per Charles, da un testacoda apparentemente inspiegabile.

    Di lì in poi, la SF-26 di Leclerc, forse compromessa dall’episodio, ha faticosamente raggiunto il traguardo, limitando i danni grazie alla conquista della sesta posizione (divenuta poi ottava in seguito alla penalità di 20 secondi).

    Un risultato che però certo non accontenta chi, nel corso di tutto il week-end, ha più volte sfiorato il vertice della classifica, accarezzando, se non l’eventualità di un successo, quantomeno quella di un podio.

    Al netto dell’errore commesso dal monegasco nel finale, resta un’amara consapevolezza: nonostante il corposo pacchetto di aggiornamenti portato dal team, il gap dai rivali rimane ancora ampio.

    E, in attesa del tanto agognato ADUO, le possibilità di riscatto sembrano destinate a restare limitate.

    Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Charles ha ricostruito nei dettagli quanto accaduto nell’ultimo giro, ammettendo le sue colpe e scusandosi pubblicamente con la squadra:

    “Non ho avuto problemi all’ala. Volevo lasciare passare Piastri per poi usare l’overtake mode, altrimenti non lo avrei tenuto dietro perché non ero abbastanza forte nel secondo settore. Ma poi ho gestito male Curva 1, 2 e 3″.

    “È un errore inaccettabile che non potevo permettermi, sono arrabbiato e deluso da me stesso. Il passo non c’era, ma fino a quel punto avevamo massimizzato tutto, poi ho buttato tutto nel cestino. Mi dispiace tanto per il team e per tutti i tifosi”, ha concluso.

  • Verstappen: “Ok le modifiche regolamentari, ma i problemi restano. Liberiamoci di questa ripartizione”

    Verstappen: “Ok le modifiche regolamentari, ma i problemi restano. Liberiamoci di questa ripartizione”

    È stato un sabato dal sapore diverso per Max Verstappen lungo le curve del circuito di Miami, dove la Red Bull è tornata a inserirsi nella lotta di vertice dopo settimane in cui la sensazione era quella di una monoposto difficile da interpretare.

    La prima fila conquistata dall’olandese alle spalle della Mercedes di Andrea Kimi Antonelli racconta di un passo avanti concreto, maturato grazie agli aggiornamenti introdotti nel week-end, ma soprattutto di un feeling ritrovato con la vettura.

    Lo dimostrano le parole del quattro volte iridato nella conferenza stampa post-sessione:

    “Essere in prima fila dopo essere stati a oltre un secondo di distanza nella gara precedente è davvero incredibile. Si vede che tutti hanno spinto al massimo per cercare di capire i problemi e sono arrivate delle soluzioni. È semplicemente fantastico, un lavoro di squadra straordinario”.

    Il cambiamento non si traduce ancora in superiorità tecnica, ma la Red Bull vista a Miami, pur imperfetta, è tornata a essere una presenza concreta nelle posizioni che contano.

    Lo stesso Verstappen, tuttavia, ha mantenuto un approccio estremamente lucido nel leggere il momento della squadra durante il prosieguo dell’intervista:

    “Prima non funzionava davvero nulla. Mi sentivo completamente un passeggero in macchina. Poteva andare in sottosterzo, poteva scappare all’improvviso, poteva cambiare comportamento da una sessione all’altra senza nemmeno toccare nulla sulla vettura. Non siamo ancora dove vogliamo essere in termini di comprensione complessiva, ma per la maggior parte sì. Ora finalmente posso guidare come voglio guidare”.

    Nonostante il ritrovato controllo sul mezzo, il pilota olandese non ha però ammorbidito la sua posizione critica verso l’attuale quadro regolamentare della Formula 1.

    In alcune dichiarazioni rilasciate a RacingNews365, Verstappen ha ribadito come i correttivi apportati non abbiano cambiato la sostanza del problema legato al piacere di guida:

    “Le regole che hanno modificato non fanno molta differenza per quanto riguarda il piacere di guida complessivo. La macchina in sé va bene, si può gareggiare ragionevolmente bene, ma dobbiamo allontanarci da quel rapporto 55/45 tra motore termico ed elettrico. Dobbiamo tornare al 75/25 o 80/20. Se potessimo muoverci in quella direzione, sarebbe molto bello. Io sto solo pensando a come rendere lo sport migliore. Non dovrebbe accadere che se vai a tavoletta più a lungo in una curva, guadagnando tempo, poi vieni penalizzato sul rettilineo. Dobbiamo sbarazzarci di questa ripartizione. Certo, ora è un po’ più piacevole, ma il problema rimane”.

  • Hamilton: “Potevo fare meglio nel Q3. Sono grato al team per gli sforzi fatti”

    Hamilton: “Potevo fare meglio nel Q3. Sono grato al team per gli sforzi fatti”

    Nel mese in cui i motori sono rimasti spenti a causa della guerra in Medio Oriente, le scuderie hanno lavorato sodo per introdurre nel Gran Premio di Miami un corposo pacchetto di aggiornamenti. Tra i team più produttivi si segnala la Ferrari: le novità introdotte sulla SF-26 hanno confermato la bontà del progetto di Maranello, sia sul fronte aerodinamico che su quello telaistico.In attesa del tanto agognato ADUO, Leclerc in Florida ha lottato per le primissime posizioni, sia nelle due qualifiche disputate grazie al formato Sprint, che nella gara del sabato. Chi è parso più in difficoltà, invece, è stato Lewis Hamilton, il quale ha concluso la Sprint in settima posizione, battuto anche da un Verstappen parso più in palla con la propria Red Bull, mentre nelle qualifiche ufficiali il sette volte Campione del Mondo ha chiuso in sesta piazza, non lontano in termini cronometrici dal terzo posto del compagno di squadra. Dopo la Sprint il britannico aveva di nuovo palesato le difficoltà provate al volante della vettura di Maranello. Nelle interviste di rito concesse dopo la qualifica, invece, nonostante il risultato non ottimale, il nativo di Stevenage ha manifestato un maggiore ottimismo in vista della gara di oggi, soprattutto grazie alle modifiche apportate all’assetto della propria SF-26:”Abbiamo cambiato diversi parametri sulla vettura prima delle qualifiche, e le sensazioni nell’abitacolo sono decisamente migliorate, soprattutto nel Q2, dove eravamo piuttosto competitivi. Nel Q3, invece, è stato più complicato spingere la macchina al limite, non sono riuscito a estrapolare il massimo della prestazione, e sono convinto che ci fosse margine per fare meglio. Sono veramente grato alla squadra per il duro lavoro svolto in fabbrica per portare gli aggiornamenti e anche per i progressi compiuti durante il fine settimana. Dobbiamo continuare a spingere insieme per estrarre ancora più potenziale dal nostro pacchetto“.

  • Antonelli: “Dedico la pole a Zanardi, era nostro amico”

    Antonelli: “Dedico la pole a Zanardi, era nostro amico”

    “Questa è per Alex“.

    Andrea Kimi Antonelli ha scelto di dedicare così la sua terza pole position consecutiva a “Zanna“, in un mix struggente di trionfo sportivo e dolore umano. 

    Sono bastate quattro parole, pronunciate con il fiato corto e il cuore pesante, per racchiudere l’essenza di una giornata che resterà scolpita nella memoria del Motorsport.

    Sotto il sole cocente della Florida, mentre il paddock era ancora scosso dalla notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere, il diciannovenne bolognese ha scritto una nuova pagina della storia della Formula 1: entrare nel club di Ayrton Senna e Michael Schumacher, centrando consecutivamente le prime tre pole in carriera.

    Dopo le ombre e le complicazioni emerse nelle sessioni Sprint, il giovane talento italiano ha ritrovato il feeling perfetto con la sua W17 e, con una zampata magistrale al primo tentativo del Q3, è riuscito a precedere Max Verstappen e Charles Leclerc, fermando il cronometro sull’1:27.798.

    La gara di Miami, tuttavia, si preannuncia un rebus tattico. Tra l’incognita pioggia e la gestione dello stacco frizione – l’unico tassello che ancora sembra resistere alla “magia” di Kimi – la domenica sarà un banco di prova durissimo.

    Al termine della giornata, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Antonelli ha analizzato quanto accaduto in pista con grande lucidità, esprimendosi nei seguenti termini:

    “Finora è stato un week-end veramente complicato, dove abbiamo fatto più fatica del solito col bilanciamento. Gli altri team hanno portato grossi aggiornamenti, quindi non è stato facile, ma il primo giro in Q3 è stato veramente buono. Avevo qualcosina in più da dare, ma nel secondo tentativo ho esagerato troppo. Per fortuna è bastato, perché con piloti come Max e Charles non si può mai stare troppo tranquilli, infatti ero abbastanza teso“.

    Kimi è poi tornato inevitabilmente sul ricordo di Zanardi, unendosi al cordoglio unanime con un omaggio speciale:

    “Purtroppo Alex ci ha lasciati e voglio dedicargli questa pole. Era anche un nostro amico. Mando le mie condoglianze alla famiglia. Questa pole position è per lui“.

  • Leclerc: “In Q3 gli avversari hanno una marcia in più al momento”

    Leclerc: “In Q3 gli avversari hanno una marcia in più al momento”

    È stato un sabato nel segno del tre per Charles Leclerc lungo le curve del circuito di Miami, illuminato da un sole splendente destinato però a lasciare spazio alla pioggia, protagonista quasi certa del Gran Premio in programma oggi.

    Il terzo posto ottenuto nella Sprint Race dal monegasco ha fatto da preludio a un altro terzo posto, conquistato al termine di una qualifica che per larghi tratti ha dato la sensazione di essere tiratissima e aperta a qualsiasi scenario, con un rimescolamento delle forze in gioco rispetto a quanto visto nelle sessioni precedenti.

    Se nella Sprint Race a precedere l’alfiere di Monte Carlo erano infatti state le McLaren, mattatrici con Lando Norris e Oscar Piastri, nelle qualifiche a tornare protagonista assoluta è stata la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, autore di una pole position di spessore, seguita dalla Red Bull di un Max Verstappen ritrovato nella forma e nella sostanza.

    Per Leclerc e per la Ferrari le indicazioni restano contrastanti, ma chiare: la SF-26 si conferma competitiva nei tratti guidati, dove riesce a esprimere al meglio il proprio potenziale. Resta però evidente il limite nei rettilinei, con un deficit di potenza che continua a penalizzare la Rossa e a ridimensionarne le ambizioni sul giro secco.

    “Ogni volta che arriviamo in Q3 gli altri hanno una marcia in più che ad oggi noi non abbiamo. A parte questo, il feeling con la macchina era un po’ peggiore rispetto a ieri ” ha spiegato un Leclerc realista ai microfoni di Sky Sport F1 Italia.

    Nelle interviste ufficiali al termine della sessione, il monegasco ha commentato anche gli aggiornamenti portati dalla Rossa a Miami:

    “Questo week-end abbiamo portato un pacchetto significativo che ci ha aiutati, però dobbiamo ancora migliorare un po’. È stata una qualifica molto complicata, abbiamo anche cambiato qualcosa rispetto alle sessioni precedenti e la macchina si è comportata in modo un po’ strano, con differenze enormi tra un giro e l’altro. Per questo è stato difficile mettere insieme un giro, però alla fine il terzo posto è buono e guardiamo alla gara di domani “.

  • Norris: “Ora abbiamo più grip. Felice di aver ripagato il team del lavoro svolto”

    Norris: “Ora abbiamo più grip. Felice di aver ripagato il team del lavoro svolto”

    La Sprint Qualifying di Miami sembra raccontare una storia lineare solo in superficie, con Lando Norris in pole position e una McLaren tornata davanti grazie ai nuovi sviluppi.

    Il Campione del Mondo in carica, al termine della sessione, ha certamente legato la prestazione al lavoro del team e agli aggiornamenti, sottolineando come sia stato un risultato perfetto per la squadra e un bel modo per ripagare il lavoro svolto.

    A questo punto viene spontaneo chiedersi se siamo davanti a un nuovo 2024, ma la realtà appare diversa.

    Più che il segnale di un recupero compiuto, la giornata fotografa una vettura che continua a funzionare soltanto dentro una finestra ancora stretta, come lo stesso pilota britannico lascia intendere nel prosieguo dell’intervista ai microfoni di F1 TV.

    La sessione ha infatti confermato ancora una scarsa prevedibilità nel comportamento della MCL40, poiché la pole è arrivata al termine di un giro buono ma non perfetto.

    Il quadro è quindi abbastanza chiaro: fuori dalla finestra la prestazione cala drasticamente, mentre nel range ideale emerge e permette di compensare anche errori evidenti.

    Al momento, quindi, Miami non segna un salto netto nel percorso di miglioramento del team di Woking, ma solo uno spostamento di equilibrio. Il risultato di Norris è valso la prima posizione, ma non ha cancellato la sensazione di una vettura ancora dipendente da margini molto stretti per funzionare davvero e garantire performance costanti nel tempo.

    “È un risultato perfetto per noi, il modo migliore per ripagare il team. Con i nuovi aggiornamenti sulla vettura è stato bello ritrovare aderenza. Siamo solo all’inizio del fine settimana, ma è comunque un ottimo punto di partenza. In realtà il mio SQ2 era stato piuttosto deludente, ero staccato di un secondo e non avevo fiducia. Poi siamo riusciti a trovare la finestra giusta e il giro è venuto bene, fatta eccezione per la Curva 16 che ho completamente sbagliato”.

  • Hamilton: “Gli aggiornamenti? Mi aspettavo qualcosa di meglio”

    Hamilton: “Gli aggiornamenti? Mi aspettavo qualcosa di meglio”

    L’attesissima introduzione degli aggiornamenti Ferrari a Miami sembrava il palcoscenico ideale per rinvigorire finalmente le due SF-26, offrendo loro i mezzi necessari per attaccare concretamente le posizioni di vertice. 

    Le indicazioni emerse dall’unica sessione di prove libere avevano suggerito che il lavoro svolto durante la pausa forzata stesse per dare i suoi frutti nella cornice di Miami, complici anche alcune inaspettate difficoltà che hanno rallentato la Mercedes, dominatrice assoluta di questo inizio di stagione. 

    Tuttavia, il verdetto della pista al termine della Qualifica Sprint ha restituito un sapore amaro: il quarto e il settimo posto finale, largamente imputabili a una carenza di potenza disponibile, non hanno soddisfatto le aspettative della vigilia.

    Il volto di Lewis Hamilton, apparso visibilmente deluso nelle interviste post-sessione, conferma quanto il risultato sia rimasto al di sotto del potenziale sperato. 

    Il sette volte Campione del Mondo sarà costretto a scattare dalla quarta fila nella gara Sprint, con un distacco sensibile sia dalla pole position che dal compagno di squadra. 

    Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, il pilota britannico ha analizzato con onestà la situazione, spiegando che non sapeva bene cosa aspettarsi e che la monoposto non gli ha trasmesso sensazioni grandiose, ammettendo che onestamente si sarebbe aspettato qualcosa di meglio.

    Il focus si è poi spostato sul corposo pacchetto di novità tecniche, su cui Hamilton riponeva molta fiducia. 

    Il pilota ha confessato che pensava che con questi aggiornamenti la squadra sarebbe stata più forte, sottolineando la necessità di lavorare intensamente durante la serata per comprendere i motivi per i quali non è stata espressa una velocità sufficiente. 

    Nonostante il momento difficile, Hamilton ha comunque voluto chiudere con un segnale di apertura e ottimismo, dichiarandosi consapevole di poter puntare molto più in alto con la vettura a disposizione nelle prossime sessioni del week-end.

    “Non sapevo bene cosa aspettarmi, la macchina non mi ha dato sensazioni grandiose e onestamente mi aspettavo di meglio. Pensavo che con questi aggiornamenti saremmo stati più forti. Dovremo lavorare in serata per capire i motivi per i quali non siamo stati sufficientemente veloci”.

  • Verstappen: “Stiamo crescendo, ma soffriamo troppo nei tratti ad alta velocità”

    Verstappen: “Stiamo crescendo, ma soffriamo troppo nei tratti ad alta velocità”

    I riflettori della Formula 1, ieri tornati a brillare nella Sprint Qualifying del Gran Premio di Miami, hanno illuminato una griglia il cui vertice, finora stabilmente occupato da Mercedes, è stato teatro di strenue contese.

    E mentre Lando Norris conquistava la sua prima pole position stagionale, scontrandosi con la disperata determinazione di Charles Leclerc e lo straripante talento di Andrea Kimi Antonelli, ad affacciarsi poco oltre il cuore della battaglia, in quinta casella, c’era Max Verstappen, finalmente più vicino alle zone che contano.

    Perché un simile risultato, considerate le difficoltà incontrate dall’olandese nelle prime corse, è tutt’altro che deludente.

    Certo, la posizione della scuderia anglo-austriaca, ancora incapace di impensierire davvero i suoi rivali, rimane di evidente debolezza.

    Tuttavia, grazie al vistoso pacchetto di aggiornamenti sfoggiato dalla RB22, un passo avanti è stato sicuramente compiuto.

    E adesso Max, da prigioniero di un divario apparentemente impossibile da colmare, può forse sperare di riconquistare il suo ruolo di protagonista. Se non domani, quantomeno nel prosieguo della stagione.

    Un’eventualità che, per chi contempla ormai da tempo di dire addio alla classe regina, potrebbe forse offrire i presupposti per un ritorno di fiamma: spingere Max ad aggrapparsi all’amore latente che ancora lo lega allo sport, costringendolo a ricercarne i cocci anche fra le insidie di questo nuovo regolamento.

    A tal proposito, il pilota di Hasselt ha tracciato un quadro piuttosto positivo del venerdì Red Bull ai microfoni di Sky Sports F1 UK, pur senza nascondere le fragilità che ancora separano la RB22 dal vertice:

    “Siamo cresciuti su diversi fronti, sono molto contento. La vettura è sicuramente migliorata, ma dobbiamo ancora lavorare. C’è stato un notevole passo in avanti, però il gap dai primi rimane di mezzo secondo. Siamo troppo deboli nel primo settore e nei tratti ad alta velocità. Voglio guardare con ottimismo al prosieguo del week-end. La macchina sta crescendo e ora siamo ampiamente davanti a metà gruppo. Vedremo domani come andremo tra Sprint Race e qualifiche”.

  • Vasseur: “Sprint Qualifying frustrante, ma abbiamo il passo per fare bene”

    Vasseur: “Sprint Qualifying frustrante, ma abbiamo il passo per fare bene”

    L’attesissima tappa di Miami ha finalmente inaugurato, con la sessione di Sprint Qualifying, la tanto pronosticata stagione degli aggiornamenti, fase cruciale di questo nuovo ciclo regolamentare in cui le evoluzioni tecniche possono rimescolare i valori in campo più che mai.

    A portare in pista le novità più corpose, sia per volume che per ambizione progettuale, sono state la Ferrari e la McLaren.

    Entrambe hanno mostrato un volto decisamente più aggressivo sul giro secco, sebbene la Rossa abbia faticato a concretizzare pienamente il potenziale dei nuovi componenti. Mentre il team papaya è riuscito a spezzare, almeno in qualifica, il dominio Mercedes grazie alla pole position conquistata da Lando Norris, la squadra di Maranello si è dovuta accontentare della quarta e della settima piazza, occupate rispettivamente da Charles Leclerc e da Lewis Hamilton.

    Le sbavature commesse dai piloti del Cavallino hanno certamente pesato sul risultato finale, ma la competitività mostrata dalla SF-26, capace di ribattere la possibilità di lottare per il vertice in tutte le sessioni precedenti per poi mancare il colpo più importante, impone un’indagine più profonda.

    Le cause potrebbero essere le più svariate, in un continuum che va dalla semplice finestra di utilizzo degli pneumatici sbagliata a un gap motoristico che ancora pesa come un macigno.

    A tal proposito, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Frederic Vasseur ha analizzato la situazione con onestà.

    “Forse abbiamo pagato dazio sulle temperature, ma questo vale per tutti. Dopo quanto visto nelle prove, questi risultati danno un po’ di frustrazione. Dobbiamo capire cosa abbiamo sbagliato, perché non siamo riusciti a mettere tutto insieme, ma il potenziale sembra esserci. Perdiamo ancora tanto in rettilineo: è il nostro deficit maggiore. In gara questa differenza si assottiglia e il nostro passo gara è buono, quindi possiamo rimontare nella Sprint Race. Sono fiducioso che anche domani le partenze dei nostri piloti saranno ottime, ma non possiamo affidarci a quello: dobbiamo mettere tutto insieme ed essere competitivi in maniera più costante“.

  • Leclerc: “In qualifica abbiamo faticato con le soft, ma il passo gara fa ben sperare”

    Leclerc: “In qualifica abbiamo faticato con le soft, ma il passo gara fa ben sperare”

    Testa china e la consapevolezza di aver lasciato sull’asfalto rovente della Florida più di qualche rimpianto.

    Si è chiuso così il venerdì americano di Charles Leclerc, quarto al termine della Sprint Qualifying del Gran Premio di Miami, dopo una giornata che – alla luce di quanto visto prima dell’ultima manche – lasciava presagire un bottino ben più ricco per il numero 16 della Ferrari.

    Il miglior tempo nelle FP1, con una SF-26 apparsa tonica e brillante, non ha infatti trovato piena conferma nelle qualifiche per la Sprint Race, nonostante il monegasco sia stato competitivo sia in SQ1 che in SQ2, tenendo il passo del poleman di giornata Lando Norris.

    A fare la differenza, oltre a una piccola sbavatura nel giro decisivo in SQ3 nel settore centrale del tracciato, è stato anche un problema legato alle gomme, come ammesso dallo stesso Leclerc al termine della sessione ai microfoni della Formula 1:

    “Abbiamo avuto problemi con le gomme. Con le mescole medie tutto funzionava alla grande, ma quando siamo passati alle morbide la sensazione non era buona, quindi dobbiamo concentrarci su questo aspetto. Sappiamo di essere più forti nel passo gara. Per le qualifiche, invece, c’è ancora del lavoro da fare. Domani nelle qualifiche per la gara proveremo a migliorare le regolazioni e cercare di guadagnare un po’ di prestazioni, ma la mia vera speranza è di riuscire a tornare davanti in gara. Abbiamo il passo per farlo e dovremo solo vedere se saremo abbastanza veloci per i sorpassi “.

    Per l’alfiere della Rossa resta quindi una doppia consapevolezza: da un lato una SF-26 cresciuta e resa più competitiva dagli aggiornamenti, dall’altro una concorrenza che non è rimasta a guardare, con McLaren in grande crescita e una Mercedes ancora punto di riferimento:

    “Gli upgrade sono andati bene, solo che tutti hanno portato aggiornamenti. Ci aspettavamo un po’ questa situazione, con la Mercedes che è ancora la vettura da battere. La McLaren ha fatto un grande passo avanti, ma penso che loro non abbiano potuto ottimizzare completamente il potenziale nelle prime gare della stagione. Erano sempre lì, ma non sono riusciti a mettere tutto insieme alla perfezione “.