Categoria: Daily News

  • Vasseur avvisa: “Ci aspettiamo molto dal sistema ADUO”

    Vasseur avvisa: “Ci aspettiamo molto dal sistema ADUO”

    Dopo il week-end d’esordio a Melbourne, la Ferrari ha trovato una conferma importante in Cina, riuscendo a stabilizzarsi come seconda forza del Mondiale dietro a una Mercedes attualmente fuori portata.

    Nonostante le risposte positive ottenute dalla pista, la competizione con la W17 è apparsa ancora impari, sia in gara che in qualifica.

    A confermarlo è stato lo stesso team principal della Ferrari, Frederic Vasseur, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “La Mercedes nel complesso è stata sempre qualche decimo più veloce di noi. Riusciamo a tenere il loro passo con l’overtake mode, magari stressando un po’ di più gli pneumatici, ma quando hanno pista libera sono più veloci. In rettilineo hanno un chiaro vantaggio, e dovremo lavorare su questo”.

    La lotta fra Hamilton e Leclerc ha comunque galvanizzato i tifosi del Cavallino, impazienti di rivedere il campione inglese a battagliare per le posizioni di testa, e il manager francese ha rivendicato la scelta di non dare ordini di scuderia:

    “La lotta fra i nostri piloti è stata sotto controllo. Anche se la paura che possa succedere qualcosa c’è sempre, è difficile congelare le posizioni. Alla fine la decisione di lasciarli liberi di correre è stata quella giusta, abbiamo avuto una bella battaglia per il team, la Formula 1 e i fan. Lewis è in una situazione diversa rispetto all’anno scorso. È ancora più dentro il team adesso, perché è stato parte del progetto fin dal primo giorno, ha lavorato al simulatore e ha migliorato il rapporto con la squadra”.

    Infine, interrogato sui prossimi sviluppi da portare in pista, il francese ha chiarito di attendere una risposta dalla Federazione in merito all’ADUO, grazie al quale si potrebbe ridurre il gap attualmente esistente con il propulsore Mercedes:

    “Bisognerà capire quando si aprirà la prima finestra dell’ADUO per lo sviluppo della Power Unit, dal quale ci aspettiamo molto. In ogni caso dovremo lavorare su tutte le aree e i singoli dettagli della vettura. In questo momento siamo davanti a McLaren e Red Bull, ma anche loro reagiranno”.

  • Leclerc: “Mi sono divertito con Lewis, ma il passo di Mercedes è stato impressionante”

    Leclerc: “Mi sono divertito con Lewis, ma il passo di Mercedes è stato impressionante”

    Nel pieno del Gran Premio di Cina, ci sono due Ferrari sul tracciato di Shanghai che mostrano agli appassionati di Formula 1 un duello pulito, onesto e di qualità.

    Al volante ci sono Charles Leclerc e Lewis Hamilton, gli unici capaci di regalare spettacolo in una gara che ha visto ancora una volta la Mercedes godere di un vantaggio tecnico immenso da colmare, almeno per ora.

    A spuntarla è stato il pilota britannico, che ha conquistato il terzo posto e il suo primo podio in Ferrari. Il monegasco, invece, è rimasto con l’amaro in bocca per un bloccaggio che gli è costato la posizione a favore del compagno di squadra.

    Dopo aver terminato la gara al quarto posto, Leclerc è tornato sul duello con Hamilton, spiegando ai microfoni di Sky Sport F1 Italia di essersi davvero divertito.

    Queste le sue parole:

    “Lewis è stato più bravo oggi e andava più forte di me, fin dalle FP1 è andato più forte. Sono ovviamente contento per il suo podio, ma al contempo deluso perché io ne sono rimasto fuori. Alla fine abbiamo dato tutto e mi sono veramente divertito nella gara”.

    Passando invece al confronto con la Mercedes, il pilota numero 16 ha analizzato con realismo il distacco dalle Frecce d’Argento.

    Se Russell ha lottato per qualche giro insieme alle due Ferrari, alla fine è comunque riuscito a scavalcare entrambi, blindando il secondo posto dietro ad Antonelli, che era già scappato via fin dai primi giri:

    “Quello che abbiamo visto oggi è purtroppo quello che ci aspettavamo dall’Australia, ma che non avevamo ancora visto completamente. Il passo che hanno fatto vedere è stato impressionante. L’unica speranza è quella di riuscire a fare sessanta giri stando lì a tentare un attacco a ogni curva e forse così possiamo vincere”.

  • Antonelli: “Voglio riportare l’Italia sul gradino più alto del podio”

    Antonelli: “Voglio riportare l’Italia sul gradino più alto del podio”

    Le qualifiche di Shanghai hanno scritto una nuova, leggendaria pagina di storia per la classe regina.

    A svettare davanti al compagno di squadra George Russell – rallentato da un guasto tecnico nel Q3 – è stato Kimi Antonelli, autore di un risultato senza precedenti. Con un magistrale 1:32.064, il diciannovenne italiano ha conquistato la prima pole position della carriera, strappando a Sebastian Vettel il primato di più giovane poleman di sempre.

    Il successo assume un contorno ancora più suggestivo guardando alle statistiche nazionali: a diciassette anni dall’ultima volta – era il 2009 con la pole di Giancarlo Fisichella a Spa – il tricolore torna finalmente a sventolare sul gradino più alto del sabato.

    Un’impresa che Antonelli spera ora di replicare nel Gran Premio di domani.

    Il compito non sarà agevole: a insidiare il giovane talento della Stella ci saranno sia un Russell desideroso di riscatto, sia le due Ferrari in seconda fila, apparse capaci di ridurre un gap tecnico che si fa sempre più sottile.

    Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, il pilota Mercedes ha mantenuto una lucidità sorprendente, preferendo concentrarsi immediatamente sull’obiettivo della corsa.

    “Questa mattina è stata piena di caos ed errori, ma sono riuscito a ripartire. È bello fare la pole, ma bisogna concludere bene il lavoro. Me la godrò un pochino, ma non troppo: il focus è già verso la gara. Non vedo l’ora di partire domani. Sarebbe bellissimo riportare l’Italia sul gradino più alto del podio”, ha spiegato il numero 12, ripensando ai guai della Sprint – compromessa da una penalità – e confessando il sogno di regalare un nuovo trionfo al proprio Paese.

    “Sono contento di come ho gestito la sessione, miglioravo ogni volta che scendevo in pista. Ho fatto un po’ di fatica con il bilanciamento, pensavo ci fosse qualcosa di rotto. In Q3 sapevo del problema di George, ma ho mantenuto la calma per mettere insieme il mio giro e ci sono riuscito”, ha concluso.

  • Russell: “In partenza occhio ai ragazzi in rosso”

    Russell: “In partenza occhio ai ragazzi in rosso”

    Il passo mostrato sul giro secco, già evidente in Australia e confermato nelle qualifiche Sprint in Cina, ha ribadito la superiorità tecnica della W17.

    Tuttavia, dietro le prestazioni cronometriche, sembra nascondersi l’insidia dell’affidabilità: dopo le sostituzioni preventive sulla Power Unit di George Russell a Melbourne, un nuovo allarme è scattato nel Q3 di Shanghai, quando la vettura numero 63 si è improvvisamente arrestata a centro pista per un problema al cambio.

    Nonostante il brivido, l’inglese è riuscito a riavviare la monoposto e a rientrare ai box, tornando in pista per un unico, disperato tentativo allo scadere del tempo. Il risultato è una prova di forza: Russell ha strappato il secondo posto in griglia, blindando una prima fila tutta Mercedes.

    Al termine della sessione, il pilota ha analizzato così le difficoltà incontrate:

    “In questa qualifica abbiamo dovuto limitare i danni, prima nel Q2 per un problema all’ala anteriore, poi nel Q3 quando la macchina si è fermata in mezzo al tracciato. Sono riuscito a ripartire, ma non potevo cambiare marcia. Ho iniziato il mio unico tentativo con la batteria scarica e senza aver preparato bene le gomme; nel complesso la seconda piazza è un ottimo risultato, poteva andare decisamente peggio. Kimi ha svolto un lavoro formidabile, sono molto fiero di lui”.

    Per la gara di domani, Russell non nasconde però la preoccupazione per la minaccia Ferrari. La coppia di Maranello, pronta a scattare dalla seconda fila, rappresenta l’ostacolo principale verso la vittoria:

    “Dobbiamo sempre tenere in conto i ragazzi in rosso: in partenza sono velocissimi e sono sicuro che Lewis sarà parecchio combattivo. Il nostro obiettivo sarà concentrarci su una gara pulita, offrendo al contempo un bello spettacolo ai tifosi. Vedremo cosa saremo in grado di fare”.

  • Verstappen: “Il problema non è il motore”

    Verstappen: “Il problema non è il motore”

    Il week-end cinese di Max Verstappen sta scivolando verso un epilogo disastroso: anche l’ultima speranza che un set-up mirato potesse correggere il comportamento della RB22 si è dissolta come neve al sole.

    Dopo una Sprint Race faticosa, chiusa al nono posto alle spalle di un solido Oliver Bearman, le qualifiche hanno ufficialmente certificato la crisi tecnica di Milton Keynes.

    Il fuoriclasse olandese scatterà domani dall’ottava casella, la medesima posizione occupata nella gara breve, a conferma di una preoccupante assenza di progressi.

    Ciò che emerge è l’impotenza di un talento cristallino, costretto a navigare nelle retrovie di un campionato che, nonostante le aspre critiche rivolte da Super Max ai nuovi regolamenti, lo vede ancora desideroso di lottare al vertice.

    Ma l’olandese non è tipo da nascondere la frustrazione, né tantomeno da indorare la pillola di fronte alle evidenti lacune della sua monoposto.

    Intervistato ai microfoni di ViaPlay, Verstappen ha ribadito le sensazioni negative già palesate il venerdì:

    “Siamo rimasti molto indietro per tutto il fine settimana. La macchina è completamente incontrollabile e non riesco a trovare un punto di riferimento costante. Ogni giro, in pratica, è solo una questione di sopravvivenza”.

    Secondo il pilota di Hasselt, l’origine del problema risiede nel progetto stesso della RB22, una combinazione di criticità che travalica i limiti della Power Unit:

    “C’è una componente legata al motore, ovviamente, ma non è il nodo principale. Al momento perdiamo tempo soprattutto a causa della vettura: non posso spingere perché l’auto semplicemente non me lo permette”.

    La rimonta messa in mostra in Australia sembra ormai un caso isolato, non destinato a ripetersi in queste condizioni.

    Per la gara, Verstappen non si aspetta miracoli:

    “Abbiamo stravolto la macchina, ma la sensazione alla guida è rimasta identica. Domani sarà lo stesso: navigheremo tra la settima e l’ottava posizione, probabilmente lottando con Pierre Gasly. Non c’è rimasto altro da spremere”.

  • Norris: “Ferrari ha una macchina migliore, ma stiamo facendo progressi”

    Norris: “Ferrari ha una macchina migliore, ma stiamo facendo progressi”

    Archiviato anche il sabato del fine settimana di Shanghai, il quadro tecnico offre alcune conferme e diverse sorprese, oltre ai prevedibili passi avanti compiuti dai team dopo il primo week-end scandito dal nuovo regolamento.

    La scorsa settimana, a Melbourne, tra le squadre più deludenti figurava proprio la McLaren, rea di non aver compreso al 100% la Power Unit Mercedes e di aver realizzato una vettura dotata di un buon potenziale di base che, tuttavia, richiede l’apporto di diversi interventi per poter essere espresso correttamente.

    Questo week-end cinese sembra aver parzialmente sistemato le cose: a una buona Sprint Qualifying hanno fatto seguito una solida Sprint Race e una qualifica che conferma la scuderia di Woking nel ruolo di terza forza.

    Il team inglese si attesta davanti a una Red Bull apparsa parecchio indietro e alle spalle di una Ferrari più completa e complessivamente migliore, come affermato dallo stesso Lando Norris in zona mista.

    Le Ferrari sono semplicemente più veloci di noi: noi abbiamo una Power Unit migliore, ma loro hanno una macchina più performante. Ci sono dei punti dove loro sono più veloci e altri dove invece siamo noi a guadagnare”, ha sottolineato il Campione del Mondo, stuzzicato a proposito della sfida con le rosse.

    Il britannico si è poi detto soddisfatto dei progressi compiuti dal suo team nelle ultime sessioni: un segnale che testimonia una maggiore comprensione della Power Unit Mercedes, dalla quale ora la McLaren riesce a estrarre un potenziale superiore:

    Stiamo compiendo dei progressi, sappiamo che il livello a cui siamo non è quello a cui vorremmo essere e stiamo lavorando per migliorare“.

  • Vasseur ottimista: “Stiamo andando nella giusta direzione, il gap si sta riducendo”

    Vasseur ottimista: “Stiamo andando nella giusta direzione, il gap si sta riducendo”

    Frederic Vasseur non nasconde una cauta ma solida soddisfazione al termine delle qualifiche del Gran Premio di Cina.

    La Ferrari, ricordiamo, ha blindato la seconda fila, con Lewis Hamilton terzo davanti a Charles Leclerc, confermando un trend di crescita che i dati sembrano certificare in modo inequivocabile.

    Il manager francese, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, ha evidenziato come il gap dalla Mercedes si stia assottigliando sessione dopo sessione: dagli otto decimi di Melbourne ai tre e mezzo odierni.

    “Questo significa che stiamo andando nella direzione giusta e che c’è una certa convergenza nelle prestazioni”, ha spiegato Vasseur, pur ammettendo con pragmatismo che la velocità di punta sui rettilinei resta ancora il terreno di caccia preferito delle Frecce d’Argento.

    La sfida di domani non sarà però solo una questione di pura potenza termica o deployment energetico.

    Le gomme, su un tracciato esigente e “limitante” come quello di Shanghai, rappresentano l’ago della bilancia.

    Vasseur ha sottolineato come la conoscenza della pista sia aumentata costantemente dall’inizio del week-end e come la gestione dei set rimasti – uno di medie e uno di hard – lasci spazio a strategie flessibili.

    Se la Ferrari ha fatto delle partenze fulminanti il suo marchio di fabbrica in questo avvio di stagione, il team principal invita alla calma: non ci si può aspettare di guadagnare posizioni a ogni via, poiché la concorrenza sta lavorando duramente per colmare le proprie lacune.

    Infine, un passaggio inevitabile sulla gestione dei due “pesi massimi” che domani scatteranno fianco a fianco.

    Avere Hamilton e Leclerc sulla stessa riga della griglia è un segnale di forza, ma richiede una gestione chirurgica.

    “I nostri piloti sono professionisti. Per noi è positivo avere due grandi piloti che si spingono a vicenda: fa parte della prestazione”, ha chiosato Vasseur, smorzando sul nascere ogni ipotesi di tensione interna.

    In un 2026 che vive di millesimi e gestione dell’ibrido, la Ferrari sembra aver trovato la stabilità necessaria per smettere di inseguire e iniziare, finalmente, a minacciare il primato Mercedes.

  • Leclerc: “In gara possiamo giocarcela, andiamo in pista per vincere”

    Leclerc: “In gara possiamo giocarcela, andiamo in pista per vincere”

    Dopo una Sprint Race che aveva già mostrato una SF-26 competitiva, la Ferrari ha battuto un ulteriore colpo nelle qualifiche del Gran Premio di Cina, con il distacco dalla Mercedes che è sceso dagli 8 decimi di una settimana fa in Australia ai 3 decimi e mezzo sulla complicata pista di Shanghai.

    La Scuderia di Maranello ha risposto presente nonostante il solido vantaggio motoristico della Mercedes, con Lewis Hamilton in terza posizione e Charles Leclerc subito dietro, in quarta.

    Proprio il monegasco era stato tra i protagonisti delle prime fasi della sessione, firmando la miglior prestazione in Q1 e il secondo tempo in Q2.

    Nel Q3, tuttavia, Leclerc non è riuscito a ripetersi, dovendosi arrendere allo strapotere delle Frecce d’Argento e al proprio compagno di squadra.

    Arrivato ai microfoni di Sky Sport Italia F1, il pilota numero 16 ha analizzato la propria prestazione, sottolineando la poca confidenza con il tracciato cinese.

    Ecco le sue parole:

    “Siamo un po’ più vicini, ma è vero anche che George ha avuto problemi quindi non so come sarebbe finita. Non sono molto contento, ma devo dire che sono pessimo in questa pista, lo sono sempre stato. Ho fatto tanti sforzi negli anni, ma mi manca qualcosa in qualifica su questa pista. Non siamo troppo lontani e con queste macchine quarto, secondo, terzo non cambia tanto rispetto all’anno scorso dove era molto importante la posizione in qualifica. In gara si possono fare cose diverse”.

    L’analisi del monegasco è poi proseguita riflettendo anche sul nuovo approccio con queste vetture, dove la ricerca del limite estremo sembra pagare meno in qualifica:

    “Differenze rispetto a ieri? Dal mio lato ho cambiato alcune cose. Queste macchine in qualifica le devo ancora capire, paga più la costanza. È meglio essere sotto il limite, fare sempre la stessa cosa, che arrivare in Q3 e provare qualcosa. Mi dispiace perché questa era una delle mie forze, ma mi abituerò. In qualifica non mi piace tanto, ci sono cose che possiamo cambiare e che possono aiutare. In gara ce la possiamo giocare, lì la gestione della batteria è diversa, ma a livello di guida puoi rischiare di più”.

    Vincere domani? Noi andiamo con questo obiettivo”, ha concluso Leclerc.

  • Verstappen: “La giornata è stata un disastro”

    Verstappen: “La giornata è stata un disastro”

    La parabola di Max Verstappen a Shanghai è quella di un leone impotente all’interno della sua RB22.

    Al termine della Sprint Qualifying, il pilota olandese si ritrova relegato in un’ottava casella che, nonostante i cinque decimi rifilati al compagno di squadra Isack Hadjar, ha il sapore amaro della disfatta.

    La quarta fila sembra rappresentare il reale limite fisico di una vettura incapace di assecondare il talento del campione di Hasselt, apparso in netta difficoltà nel trovare il ritmo necessario per sfidare i vertici della classifica.

    Sconsolato e visibilmente insoddisfatto, Verstappen ha cercato un confronto via radio con Gianpiero Lambiase chiedendo dove fosse possibile limare il cronometro, ricevendo una risposta lapidaria che non lascia spazio a interpretazioni:

    “Non c’è nulla che tu possa fare”.

    Questa sentenza riassume perfettamente il senso di impotenza che avvolge il box del numero 3.

    Ai microfoni della zona mista, Verstappen non ha nascosto la frustrazione, fornendo un’analisi brutale della situazione:

    “L’intera giornata è stata un disastro a livello di passo. Niente grip, niente bilanciamento. Perdiamo un’enormità di tempo nelle curve e questo innesca a cascata altri piccoli problemi. Il nostro vero limite oggi è la percorrenza”.

    Nonostante il quadro complesso, resterebbe teoricamente aperta la speranza di intervenire sul setup o su strategie più aggressive per la gara, una prospettiva che però Max ha liquidato con freddezza:

    “Daremo un’occhiata, ma al momento non so cosa possiamo fare. Vedremo”.

  • Russell: “La partenza? Bisogna aspettarsi l’imprevisto”

    Russell: “La partenza? Bisogna aspettarsi l’imprevisto”

    George Russell scatterà davanti a tutti nella Sprint Race di Shanghai, confermando una superiorità che ormai non sembra più fare notizia.

    La Sprint Qualifying disputata questa mattina ha ribadito i valori già visti in Australia, con una Mercedes capace di blindare l’intera prima fila e di imporre un distacco pesante a tutta la concorrenza.

    Il leader del Mondiale ha inflitto quasi tre decimi al compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli e oltre sei decimi alla McLaren di Lando Norris, un margine che certifica lo stato di grazia della W17 sul giro secco.

    Analizzando la sfida che lo attende domani, Russell ha indicato lo scatto iniziale come l’unico vero punto critico del pacchetto Mercedes.

    “Bisogna aspettarsi l’imprevisto, non so cosa accadrà”, ha ammesso il britannico, sottolineando però il grande lavoro svolto dopo Melbourne per ottimizzare le procedure di avvio.

    “I miei stacchi durante le libere sono stati incoraggianti e, fortunatamente, i piloti che mi partono accanto sono motorizzati Mercedes: spero non siano fulminei come le Ferrari”.

    Oltre alla partenza, resta l’incognita della tenuta sulla distanza, legata soprattutto al fenomeno del graining che lo scorso anno rimescolò le carte proprio sul tracciato cinese.

    Per Russell, la gestione delle coperture sarà il fattore determinante per evitare che il vantaggio velocistico svanisca dopo i primi giri:

    “Le gomme possono calare drasticamente, vedremo cosa riusciremo a fare”.

    La missione della Stella sarà dunque quella di trasformare la pole odierna in una vittoria solida, cercando di non lasciare spiragli alla rimonta delle Rosse.