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  • Vowles:”Sainz ha tutto per essere un grande team principal. Gli affiderei il mio ruolo”

    Vowles:”Sainz ha tutto per essere un grande team principal. Gli affiderei il mio ruolo”

    Scegliere quando smettere è, per ogni sportivo, una delle decisioni più difficili.

    In Formula 1, questo momento assume contorni ancora più particolari: il passaggio dalla vita in pista a quella fuori dai circuiti rappresenta un vero e proprio salto nel vuoto. Dopo anni trascorsi a viaggiare per il mondo inseguendo risultati, il futuro può apparire incerto.

    C’è chi opta per un distacco totale dall’asfalto e chi, invece, sceglie di restare nel paddock sotto nuove vesti: da opinionista a manager, fino a ricoprire ruoli apicali all’interno di una scuderia.

    In questo contesto, tra i piloti attualmente in griglia, uno dei profili che sembra possedere naturali doti da leader è senza dubbio Carlos Sainz.

    A sottolinearlo è stato – ai microfoni di Marca – il suo attuale team principal in Williams, James Vowles:

    Sainz è incredibile. Non si sofferma sugli errori, non attacca gli altri e non cerca colpevoli. Dimostra di essere un leader, soprattutto nei momenti difficili, quando si impara di più. Gli affiderei il mio ruolo di team principal: è assolutamente fantastico. Ha tutto ciò che serve per guidare una squadra e, senza alcun dubbio, ne ha le potenzialità. Forse potrebbe aver bisogno di un piccolo supporto iniziale, ma le capacità ci sono tutte “.

    Un attestato di stima tutt’altro che banale, che trova solide basi nel percorso professionale del madrileno. Le esperienze maturate in diverse realtà – da Toro Rosso a Renault, passando per McLaren, Ferrari e Williams – hanno permesso a Sainz di costruirsi un bagaglio tecnico e umano estremamente variegato, fatto di metodologie e approcci differenti.

    Un riconoscimento importante per il numero 55, che rappresenta non solo una gratificazione per il presente, ma anche uno spunto concreto per il futuro, quando arriverà il momento di appendere il casco al chiodo.

  • Domenicali: “Il 2031? Vogliamo un motore endotermico forte, per la gioia dei puristi”

    Domenicali: “Il 2031? Vogliamo un motore endotermico forte, per la gioia dei puristi”

    Il nuovo ciclo tecnico della Formula 1 ha appena mosso i primi (tanto discussi) passi, eppure, nonostante si parli già di possibili correzioni al quadro attuale, lo sguardo del Circus è già proiettato con decisione verso il 2031.

    Per evitare incertezze, la Federazione Internazionale dovrà muoversi con estremo anticipo, definendo ogni dettaglio tecnico senza concedersi ritardi in un processo che si preannuncia complesso.

    In un’intervista esclusiva a Motorsport.com, Stefano Domenicali ha chiarito che la definizione dei propulsori per il prossimo decennio dovrà avvenire entro la fine di quest’anno, spiegando la necessità di una pianificazione tempestiva:

    “Lasceremo che sia la FIA a coordinare ciò che potrebbe essere il giusto set di regolamenti da proporre ai costruttori e ai team. Ovviamente saremo al fianco della Federazione nel discuterne, ma è qualcosa su cui, credo, quest’anno dobbiamo decidere quale potrebbe essere il prossimo passo. Certo, si può dire che l’attuale regolamento in termini di governance scade alla fine del 2030. Dopo di che, la FIA ha la possibilità di produrre un set di regolamenti in cui o si prende o si lascia. Su questo saremo sicuramente insieme alla FIA. Penso che non possiamo perdere troppo tempo, perché il tempo sta passando così in fretta che torno a ciò che ho detto prima: se vogliamo essere abbastanza solidi da non ritrovarci con le spalle al muro, dobbiamo decidere il prima possibile”.

    Oltre alla tempistica, un punto centrale sarà la tutela degli interessi dei grandi marchi, cercando un equilibrio tra sostenibilità ambientale e spettacolo.

    L’amministratore delegato della Formula 1 ha sottolineato come la presenza di costruttori che investono nella categoria sia un valore che merita rispetto e non può essere dato per scontato, tracciando poi una rotta tecnologica che punta a riscoprire l’essenza stessa delle competizioni:

    “È qualcosa che dobbiamo rispettare. Perché in questo momento avere un costruttore che investe in Formula 1 è qualcosa di incredibile, e merita il nostro totale rispetto. In un contesto del genere non puoi permetterti di darlo per scontato. Io personalmente vedo, ma naturalmente spetta alla FIA proporlo, un tipo di carburante sostenibile al centro del futuro, con un diverso equilibrio rispetto all’elettrificazione e con un motore endotermico forte. Perché questo è il Motorsport. Permetterà di risparmiare molti chili, di avere un tipo di gara più puro da quel punto di vista, con vetture più leggere, più piccole, che puoi davvero spingere al massimo. È una direzione che, credo, dovrebbe rendere più felici i puristi”.

  • Schimtz-Ferrari, arrivano le prime smentite

    Schimtz-Ferrari, arrivano le prime smentite

    Il futuro di Hannah Schmitz è al centro di un interessante “dualismo” di informazioni che vede coinvolte due delle realtà più autorevoli del panorama giornalistico legato alla Formula 1.

    Da una parte, la testata tedesca F1 Insider ha riportato la notizia – sostenuta da quanto anticipato da Kenny Handkammer, ex Red Bull – di un forte interesse da parte della Ferrari per la responsabile delle strategie della compagine di Milton Keynes.

    Dall’altra parte, Giuliano Duchessa (AutoRacer.it), fonte da sempre estremamente attendibile sulle vicende di Maranello, ha fornito una prospettiva differente, smentendo l’ipotesi di un imminente approdo della stratega britannica in Italia.

    “Per quel che so non solo non c’è alcun pressing, ma la Ferrari non ha nei suoi piani di ingaggiare Hannah Schmitz, credo proprio sia una voce del tutto inverosimile”, ha precisato il giornalista, escludendo che il profilo della Schmitz rientri attualmente nei piani della Rossa.

    Ci troviamo dunque davanti a due versioni diverse fornite da fonti di comprovata affidabilità.

    Sarà dunque il tempo, come sempre, a fare chiarezza e a stabilire quale di queste due prospettive si tradurrà nei fatti.

    A vostro parere, la Ferrari dovrebbe puntare sulla brillante stratega della squadra anglo-austriaca?

  • Bandito il trick utilizzato da W17 e RB22 in qualifica

    Bandito il trick utilizzato da W17 e RB22 in qualifica

    Come rivelato in esclusiva da The Race, la Federazione Internazionale ha ufficialmente bandito il sofisticato “trucco” utilizzato da Mercedes e Red Bull per ottenere un incremento di velocità in qualifica.

    Nonostante l’obiettivo del regolamento 2026 fosse quello di limitare le zone grigie, l’ingegno dei motoristi di Brackley e Milton Keynes – ricordiamo – aveva scovato un varco nelle norme relative alla MGU-K.

    Il cuore della questione riguarda i 350 kW di potenza elettrica massima: per regolamento, questa energia non può coprire l’intero arco del giro, poiché il limite fissato tra i 7 e i 9 MJ costringe a un punto di interruzione.

    Normalmente, la FIA impone che lo spegnimento della parte elettrica avvenga in modo graduale, con una riduzione di 50 kW al secondo.

    Tuttavia, Mercedes e Red Bull avevano trovato il modo di passare da 350 kW a zero in un colpo solo proprio sotto la bandiera a scacchi.

    Per farlo, i due team avrebbero sfruttato una norma nata esclusivamente per motivi di sicurezza, che permette la disconnessione istantanea della potenza elettrica in caso di emergenza.

    Il vantaggio era sottile, ma decisivo: ritardando la fase di calo graduale, i piloti potevano godere della spinta massima per qualche frazione di secondo in più rispetto alla concorrenza. Il regolamento prevede che, dopo una disconnessione di sicurezza, la MGU-K resti inattiva per 60 secondi, un limite che i tecnici avevano calcolato perfettamente.

    In gara questa “punizione” sarebbe fatale, ma in qualifica cadeva nel vuoto, poiché al traguardo segue sempre un giro lento, dove l’assenza di potenza elettrica non ha alcun impatto cronometrico.

    La FIA, intuito l’abuso sistematico di una procedura d’emergenza per fini prestazionali, ha dunque deciso di chiudere la scappatoia.

  • Ferrari in forte pressing su Hannah Schmitz

    Ferrari in forte pressing su Hannah Schmitz

    L’emorragia di talenti in casa Red Bull sembra non avere fine e minaccia di colpire uno dei pilastri fondamentali dei successi di Max Verstappen: Hannah Schmitz.

    Dopo gli addii pesanti di Christian Horner, Helmut Marko, Adrian Newey, Jonathan Wheatley, Rob Marshall, e (dal 2028) Gianpiero Lambiase, la storica responsabile delle strategie di Milton Keynes potrebbe essere la prossima figura chiave a lasciare la squadra.

    Secondo quanto riportato da Kenny Handkammer – ex membro della compagine anglo-austriaca – nel suo podcast, il declino della struttura tecnica della squadra sta assumendo contorni preoccupanti.

    “Il declino di Red Bull è piuttosto triste”, ha osservato Handkammer, sottolineando come la perdita sistematica di figure apicali stia svuotando il team delle sue eccellenze.

    Le indiscrezioni raccolte dalla testata tedesca F1 Insider puntano in una direzione precisa: sarebbe infatti la Ferrari a essere in grande pressing sulla Schmitz.

    Hannah, quarant’anni e in Red Bull dal 2009, è considerata la miglior stratega del Circus. La sua capacità di mantenere la calma sotto pressione e di leggere l’evoluzione delle gare è stata spesso esaltata da Max Verstappen, che dopo il Gran Premio d’Ungheria del 2022 la definì “semplicemente incredibile”.

    Proprio per il pilota olandese, questo possibile addio rappresenterebbe un colpo durissimo.

    Per Super Max, la stabilità dell’ambiente e la fiducia nelle persone che lo circondano sono elementi imprescindibili.

    L’eventuale partenza di Schmitz, l’ultima di una lunga lista di fedelissimi, potrebbe innescare un definitivo effetto domino, spingendo il quattro volte iridato a riflettere seriamente sul proprio futuro lontano da una scuderia che appare sempre più in disarmo.

    E, se il monitoraggio della Ferrari su Verstappen dovesse concretizzarsi, trovare a Maranello la “regina delle strategie” potrebbe essere l’argomento decisivo per convincere l’olandese al grande salto (una volta ritiratosi Hamilton).

    Seguiranno aggiornamenti.

  • Caso Verstappen-The Guardian, la FIA richiede incontro chiarificatore. No secco di Super Max

    Caso Verstappen-The Guardian, la FIA richiede incontro chiarificatore. No secco di Super Max

    Alla vigilia del Gran Premio del Giappone, Max Verstappen si era reso protagonista di una vera e propria “espulsione” ai danni di un giornalista del The Guardian, Giles Richards, allontanato dalla sessione media dopo l’ordine categorico di lasciare l’area.

    Super Max, parlando ai microfoni di ViaPlay, aveva chiarito la sua posizione senza utilizzare giri di parole:

    “Ho rispetto per tutti e rispondo a moltissime domande, anche a quelle stupide, fa parte della Formula 1. Ma quando mi poni la stessa domanda per la ventesima volta e lo fai ridendomi in faccia, dimostri una totale mancanza di rispetto e un chiaro intento malevolo”.

    Secondo l’olandese, l’atteggiamento derisorio del reporter tenuto al termine del Gran Premio di Abu Dhabi del 2025 avrebbe superato il limite professionale.

    Dal canto suo, il giornalista britannico si è detto scioccato dalla veemenza della reazione del pilota, giustificando quello che Verstappen ha descritto come un ghigno sarcastico con un semplice “sorriso nervoso” dovuto alla tensione del momento.

    “Non pensavo fosse divertente, né mi stavo divertendo alle sue spalle”, ha replicato il cronista, negando ogni cattiva intenzione.

    Il caso, nelle ultime ore, è diventato un affare diplomatico, finendo sul tavolo del Formula 1 Media Advisory Council.

    La FIA, riferisce GPBlog, ha infatti espresso formalmente le proprie preoccupazioni a Red Bull, che nel frattempo ha ristrutturato il proprio reparto comunicazione dopo l’addio dello storico capo ufficio stampa Paul Smith.

    Sebbene ci sia stato un colloquio tra il nuovo responsabile della comunicazione del team e il giornalista coinvolto, Verstappen non sembra intenzionato a fare passi indietro: secondo quanto appreso, il pilota non ha partecipato ad alcun incontro chiarificatore (esplicita richiesta FIA, ndr) non avrebbe alcuna intenzione di farlo, confermando una linea di totale chiusura verso chi, a suo dire, manca di totale professionalità.

  • Anche Ferrari su Verstappen? Van Haren conferma: il team monitorerà i prossimi sviluppi

    Anche Ferrari su Verstappen? Van Haren conferma: il team monitorerà i prossimi sviluppi

    Il futuro di Max Verstappen torna a essere il centro gravitazionale del mercato piloti, alimentato dalle parole di chi, come Erik Van Haren, ha da anni un accesso privilegiato alle dinamiche del clan dell’olandese.

    In un video pubblicato sul sito del De Telegraaf, il giornalista ha tracciato uno scenario che vede la Red Bull in una posizione sempre più fragile, legata indissolubilmente alla capacità tecnica di reagire a una crisi che appare ormai strutturale.

    “Potrei immaginare che Max inizi a guardarsi attorno, qualora la Red Bull non riuscisse a trovare una soluzione ai suoi problemi”, ha spiegato Van Haren.

    Secondo l’insider olandese, la pazienza del quattro volte iridato non è infinita:

    “Ad un certo punto potrebbe arrivare la classica goccia che fa traboccare il vaso. Sarà interessante vedere nelle prossime settimane e nei prossimi mesi cosa deciderà”.

    Le indiscrezioni, tuttavia, non si fermano alla semplice possibilità di un addio, ma delineano già la mappa delle pretendenti. Nonostante le smentite di rito, i movimenti dietro le quinte sarebbero già frenetici, con la McLaren in pole position per il ruolo di grande insidiatrice.

    “Zak Brown è molto affascinato da Max e tra i due c’è rispetto. Con Lambiase a bordo avranno un asso nella manica in più”, ha affermato con sicurezza Van Haren, sottolineando come l’approdo dell’ingegnere italo-inglese a Woking nel 2028 possa essere il magnete definitivo per attirare il fuoriclasse di Hasselt.

    Ma la McLaren non sarebbe l’unica opzione sul tavolo. Secondo Van Haren, il profilo di Verstappen resta la priorità assoluta per ogni top team che voglia blindare il proprio futuro:

    “Anche Mercedes e Ferrari terranno sicuramente d’occhio la situazione”.

    Se per Mercedes la porta sembra chiusa dal consolidamento della coppia Russell-Antonelli, l’ipotesi Ferrari per Max potrebbe assumere contorni concreti: in un momento in cui l’olandese appare cupo, quasi spento da un regolamento 2026 che potrebbe anche spingerlo al ritiro anticipato, Maranello potrebbe rappresentare l’unico stimolo capace di riaccendere la sua fame agonistica.

    Nessun team possiede il fascino della Rossa, e con una SF-26 (che attende ADUO con grande interesse) che ha già dimostrato di essere un’ottima vettura, lo sbarco di Max in Italia potrebbe non essere solo una suggestione.

  • 4 GP in 4 settimane: F1 pronta a tutto per salvare Jeddah

    4 GP in 4 settimane: F1 pronta a tutto per salvare Jeddah

    Il calendario 2026 della Formula 1 potrebbe subire un clamoroso scossone proprio nelle sue battute finali.

    Secondo quanto rivelato da Robert Doornbos – ambasciatore del Gran Premio di Abu Dhabi – durante il programma De Stamtafel su Ziggo Sport, il Gran Premio dell’Arabia Saudita, originariamente cancellato ad aprile a causa del conflitto in Medio Oriente, potrebbe essere reinserito in calendario a Dicembre.

    Dietro questa spinta ci sarebbe il colosso petrolifero Aramco, main sponsor della categoria e del team Aston Martin, intenzionato a non perdere la propria “gemma” di Jeddah.

    Lo scenario discusso da Doornbos prevede una ristrutturazione del finale di stagione che porterebbe a quattro gare consecutive senza sosta: Las Vegas, Qatar, Jeddah e Abu Dhabi.

    Per incastrare l’appuntamento saudita, la Formula 1 starebbe dunque valutando di posticipare di una settimana il Gran Premio di Abu Dhabi.

    “Dicono di voler spostare Abu Dhabi e infilare Jeddah nel mezzo”, ha spiegato l’olandese.

    In questo modo, il Gran Premio dell’Arabia Saudita si collocherebbe il 6 dicembre, mentre Abu Dhabi chiuderebbe i giochi il 13 dicembre, rispettando il contratto storico che garantisce a Yas Marina lo status di tappa finale del Mondiale.

    Sebbene la conferma ufficiale dipenda strettamente dall’evoluzione della situazione geopolitica nell’area, la pressione degli sponsor e la volontà di recuperare un evento così remunerativo sembrano aver riaperto una porta che pareva chiusa.

    Se confermato, i team si troverebbero ad affrontare un tour de force senza precedenti.

    Seguiranno aggiornamenti.

  • Tombazis: “La Formula 1 non è di certo in terapia intensiva, bastano due mele al giorno”

    Tombazis: “La Formula 1 non è di certo in terapia intensiva, bastano due mele al giorno”

    Sono settimane cruciali per la Formula 1: tra FIA e addetti ai lavori è infatti previsto un fitto calendario di incontri per discutere eventuali modifiche al regolamento, una decisione nata sulla scia dei malumori scatenati dopo i primi tre Gran Premi della stagione.

    A dare delle prime risposte ci ha pensato Nikolas Tombazis, direttore delle monoposto FIA, che ha paragonato l’attuale Formula 1 a un paziente. Queste le sue parole durante una recente intervista concessa al The Guardian:

    “Non stiamo discutendo di una riscrittura completa delle regole. Crediamo che il paziente non sia in terapia intensiva. Il paziente ha solo bisogno di un paio di mele al giorno, non di sottoporsi a un intervento a cuore aperto”.

    Sono due i campi principali su cui c’è bisogno di intervenire, in particolare sulla sicurezza, tema caldo dopo l’incidente di Bearman in Giappone:

    Ci sono questioni da affrontare sia dal punto di vista della guidabilità per i piloti che della sicurezza. Non mi piace andare in giro a dire che va tutto bene, ma neanche che è tutto un disastro. Abbiamo tifosi soddisfatti dello spettacolo, ma dobbiamo fare i conti con un incidente causato da aspetti specifici che dobbiamo risolvere e con alcuni piloti che ritengono che alcune cose vadano migliorate. Ogni incidente ad alta velocità è sempre uno shock. Dire che era prevedibile sarebbe sbagliato, ma la differenza di velocità era stata identificata come un rischio. Ne avevamo parlato, ma non era facile agire prima di avere un po’ di tempo per analizzare alcuni parametri. Quando si introducono modifiche in maniera troppo affrettata, il rischio è quello di peggiorare le cose o di causare altri problemi. Ma la sicurezza è la priorità numero uno“.

    Per risolvere alcune criticità, la FIA punterà a una strategia a tappe focalizzata sull’area software:

    “Queste regole di gestione dell’energia non richiederanno modifiche all’hardware ma alle impostazioni e al software. E si tratta di cambiamenti che si potranno introdurre molto veloce mente e che vanno al cuore delle questioni. Potremmo decidere di avere una fase 1 e una fase 2, concedendo un po’ più di tempo alla seconda per permettere ai costruttori di apportare alcune modifiche”.

  • Williams a Miami con una FW48 alleggerita per risalire la china

    Williams a Miami con una FW48 alleggerita per risalire la china

    In questo avvio di stagione turbolento, dettato da un regolamento tecnico di complessità inedita, tra le scuderie più in difficoltà figura inevitabilmente la Williams: la sua FW48 porta con sé un fardello pesante, e non solo in senso figurato.

    Il team britannico, assente allo shakedown di Barcellona per via di un telaio bocciato ai crash test omologati dalla FIA, ha dovuto iniziare il campionato con una vettura che accusa circa 20 chilogrammi di sovrappeso rispetto al limite minimo consentito.

    Un handicap strutturale simile a un’enorme zavorra che, sommato ad altre criticità tecniche, ha inevitabilmente compresso le performance, spegnendo l’ottimismo che alla vigilia splendeva sulla squadra di Grove.

    Il mese di stop forzato, causato dalle tensioni in Medio Oriente, potrebbe però rivelarsi proficuo per la storica scuderia inglese.

    Questa sosta ha permesso agli ingegneri di concentrare risorse ed energie su un programma di alleggerimento mirato della FW48, eliminando la pressione delle scadenze immediate imposte dal calendario di gara.

    A confermarlo è stato Alexander Albon, il quale ha espresso piena fiducia nel lavoro del team:

    Ovviamente la possibilità di migliorare l’auto grazie a questa pausa vale per tutti, ma noi possiamo trarne un vantaggio maggiore rispetto alle altre squadre. Stiamo lavorando sodo per l’aggiornamento di Miami e il programma rientra nei tempi. Saremo in fabbrica ogni settimana e lavoreremo molto al simulatore. Se tutto andrà secondo i piani, a Miami correremo con meno peso. È pur vero che, allo stesso tempo, stiamo perdendo del tempo prezioso in pista, ma per migliorare bisogna sempre esplorare la vettura un po’ di più“.