Blog

  • Hamilton: “Giornata complicata, ci manca passo”

    Hamilton: “Giornata complicata, ci manca passo”

    La prima giornata di prove libere in Giappone non ha disegnato un quadro favorevole per la Ferrari, la quale appare, al momento, più in difficoltà rispetto a quanto visto in Australia e Cina.

    La SF-26 si è infatti mostrata molto più nervosa tra le curve veloci di Suzuka e, tra i due piloti della Rossa, a pagarne maggiormente le conseguenze è stato Lewis Hamilton.

    Il sette volte Campione del Mondo è riuscito a siglare un crono valsogli solamente la sesta posizione, a ben 847 millesimi dal miglior tempo registrato da Oscar Piastri, ma gli sforzi maggiori sono arrivati con la simulazione di passo gara.

    A differenza di Charles Leclerc, infatti, l’alfiere britannico ha sofferto di grande incostanza durante i long run a causa di uno scarso feeling con la vettura, come da lui stesso sottolineato in un team radio.

    Oltre all’ormai solito deficit di potenza rispetto alla Mercedes, nel Paese del Sol Levante il team del Cavallino sembra non aver ancora trovato il set-up ideale, la cui ricerca sarà fondamentale per un buon proseguimento del week-end.

    Al termine della giornata, Hamilton ha analizzato le prime due sessioni di libere come segue:

    “È stata una giornata un po’ complicata per noi. La macchina nel complesso non è male, ma al momento ci manca un po’ di passo e a livello di bilanciamento non siamo ancora dove vorremmo. Lavoreremo sodo questa sera per migliorare il setup e cercare di fare un passo avanti per domani. Ci sono aree in cui possiamo migliorare, inclusa la gestione dell’energia, e se riusciremo a mettere tutto insieme dovremmo essere in grado di estrarre più prestazione”.

  • FIA, le dichiarazioni di Tombazis sono gravissime e inaccettabili

    FIA, le dichiarazioni di Tombazis sono gravissime e inaccettabili

    Le dichiarazioni rilasciate da Nikolas Tombazis nel corso delle prime prove libere del Gran Premio del Giappone non sono state solamente un maldestro tentativo di gettare acqua sul fuoco, ma rappresentano una pericolosissima ammissione di debolezza da parte di chi dovrebbe essere il garante supremo del regolamento.

    Definire la chiusura ritardata del flap Mercedes come un “piccolo inconveniente meccanico” che non merita attenzione è un insulto alla logica di uno sport che, per definizione, vive di millesimi e inevitabilmente di millimetri.

    Il responsabile tecnico FIA delle monoposto, ha parlato di un approccio “pragmatico”, spiegando che la Federazione non è pronta e intenzionata a portare ogni minima irregolarità davanti ai commissari per evitare di dimezzare la griglia.

    Un’argomentazione che baratta la certezza del diritto con una presunta salvaguardia dello spettacolo, trasformando il regolamento tecnico in un canovaccio interpretabile a piacimento.

    Se un’ala si muove fuori dai tempi consentiti, la vettura è irregolare. Punto. E non esiste una zona grigia dove il dolo o il guasto meccanico possano sanare una chiara violazione del regolamento tecnico.

    La conformità di una vettura, peraltro, non è un concetto elastico legato al vantaggio aerodinamico ottenuto: un’auto è regolare oppure non lo è.

    Introdurre la variabile del “guadagno prestazionale” per decidere se sanzionare o meno un’infrazione significa smantellare la certezza delle norme.

    Se un componente non rispetta i parametri prefissati, l’irregolarità sussiste per il solo fatto di esistere, indipendentemente dalle intenzioni del team o dall’effettiva utilità tecnica del malfunzionamento.

    Ancora più grave è il distinguo fatto rispetto al “plank”: secondo Tombazis, l’usura del fondo garantisce un guadagno diretto, mentre un flap mobile sarebbe sostanzialmente una questione secondaria.

    È una visione miope che ignora come ogni deviazione dai parametri prefissati influisca sul bilanciamento o sulla velocità di punta.

    Affermare che “correrebbero la metà delle macchine” se si applicasse il regolamento alla lettera è, inoltre, una dichiarazione gravissima e kafkiana: è ammettere che la Formula 1 attuale è un autentico far west dove la FIA ha deciso di chiudere un occhio per pigrizia o, peggio, per timore reverenziale verso i costruttori e coloro che ancora si sforzano di seguire questo sport (se di sport ancora si tratta).

    La Formula 1 non ha bisogno di pacche sulla spalla, ha bisogno di una Federazione che faccia rispettare le regole che lei stessa ha scritto.

    Tollerare queste anomalie in nome della “complessità delle auto” significa autorizzare i team a testare i limiti della legalità, sapendo che, mal che vada, riceveranno solo un invito a risolvere il problema per la gara successiva (o addirittura per l’anno successivo).

    Ed è francamente inammissibile.

  • Leclerc: “Servono altri cambiamenti in qualifica, ridurre i MJ non basta”

    Leclerc: “Servono altri cambiamenti in qualifica, ridurre i MJ non basta”

    Come ormai noto, nel corso del giovedì di Suzuka la FIA ha introdotto, tramite comunicato ufficiale, alcune modifiche tecniche in vista delle qualifiche del Gran Premio del Giappone.

    Alla luce della nuova era regolamentare e delle peculiarità del tracciato nipponico – dove il recupero di energia in frenata è limitato a fronte di un elevato consumo nei tratti ad alta velocità – le sessioni di Q1, Q2 e Q3 rischiavano infatti di essere fortemente condizionate dal fenomeno del cosiddetto super clipping.

    Per evitare che le qualifiche perdessero di significato, la Federazione ha quindi optato per una riduzione immediata della ricarica massima consentita per singolo giro, che passa da 9.0 MJ a 8.0 MJ per la sola giornata di sabato, con l’obiettivo di garantire una competizione più lineare e realmente rappresentativa del potenziale delle vetture.

    Si tratta dunque di un primo intervento correttivo che potrebbe aprire la strada a ulteriori aggiustamenti nel corso della stagione. Tuttavia, secondo quanto dichiarato da Charles Leclerc nel corso del media day di Suzuka, l’impatto della modifica sarà piuttosto contenuto:

    Sarà praticamente la stessa cosa, a parte per il pilota, che forse userà un po’ meno sollevamento e andrà in folle, il che credo sia un bene “.

    Il pilota monegasco della Ferrari ha poi sottolineato come restino ancora alcuni aspetti da ottimizzare in ottica qualifica:

    Penso che per le qualifiche ci siano ancora alcuni cambiamenti da fare per assicurarci di poter spingere al massimo, qualunque sia il limite della vettura. Al momento, nelle prime due gare, si è trattato più di gestire tutto correttamente in qualifica piuttosto che spingere al massimo come eravamo abituati a fare in Q3 negli anni passati. C’è ancora qualche ritocco da fare, ma non credo che questo particolare cambiamento modificherà le carte in tavola per questo fine settimana “.

  • Hamilton: “In 20 anni di F1 non ho mai guidato auto così divertenti. Sono come i kart”

    Hamilton: “In 20 anni di F1 non ho mai guidato auto così divertenti. Sono come i kart”

    Non accenna a placarsi il dibattito sul nuovo ciclo tecnico inaugurato dalla Formula 1, con l’opinione pubblica divisa tra convinti sostenitori, detrattori nostalgici del passato e neutralisti che preferiscono attendere prima di emettere un giudizio.

    Alla vigilia del Gran Premio del Giappone, terzo appuntamento del Mondiale 2026, nel paddock ci si interroga soprattutto su come le caratteristiche del circuito di Suzuka possano influire sulla gestione dell’energia elettrica, il conseguente super-clipping in rettilineo e quello che è stato ribattezzato, dopo le gare in Australia e Cina, “yo-yo racing“.

    Un fenomeno, questo, che vede due o più vetture impegnate in una continua lotta di sorpassi e controsorpassi, dovuti principalmente alla diversa disponibilità d’energia, e perciò oggetto di aspre critiche da molti piloti – in particolare Max Verstappen – poiché artefice di duelli ritenuti “artificiali”.

    Un’opinione che non trova d’accordo Lewis Hamilton, protagonista a Shanghai di un’intensa battaglia con Charles Leclerc, definita dallo stesso pilota inglese “il miglior duello avuto” dai tempi del famoso ruota a ruota con Nico Rosberg nel lontano 2014, in Bahrain.

    Il 44 della Ferrari ha proposto una prospettiva diversa del sopracitato effetto yo-yo:

    “Se torniamo indietro ai kart, è la stessa cosa: ci si sorpassa continuamente e non riesci mai a scappare via. Nessuno ha mai definito il karting come yo-yo racing. È la forma di competizione migliore, e la Formula 1 non è stata la miglior forma di competizione da molto tempo. Tra tutte le auto che ho guidato in vent’anni, questa è l’unica con cui puoi davvero seguire un’altra vettura nelle curve veloci senza perdere completamente tutto quello che hai, riuscendo così a rimanere attaccato”.

    Quando gli è stato chiesto il motivo per il quale lui stia amando queste nuove Formula 1 a differenza di un Verstappen costantemente critico, Lewis ha voluto precisare:

    “Non so se userei la parola «amare». Sto solo dicendo che mi sto divertendo a correre. Quando hai una buona macchina e sei competitivo, è bello stare davanti. Pare che molti piloti non si stiano divertendo: io, personalmente, mi sto divertendo. È una macchina più leggera, più agile, più divertente da guidare. Amo la gestione dell’energia? Assolutamente no. In realtà non mi piace per niente. Amo la Straight Mode? Non particolarmente. Ma penso che sia un momento entusiasmante per lo sport. In un periodo in cui la Formula 1 è al suo massimo, credo, dal punto di vista visivo, del brand, e con i maggiori introiti”.

  • Russell: “Tutti tentano di rallentarci, non è giusto”

    Russell: “Tutti tentano di rallentarci, non è giusto”

    Dopo aver cannibalizzato i primi due round stagionali, la Mercedes sbarca tra le curve veloci di Suzuka con il peso dei riflettori e un bagaglio di interrogativi scomodi.

    La superiorità tecnica mostrata dalla scuderia di Brackley, infatti, è finita sotto la lente d’ingrandimento della concorrenza, costringendo il team a una difesa serrata per legittimare un’egemonia che sembra non aver rivali.

    Alle perplessità sulla Power Unit e il suo rapporto di compressione, dopo l’ultimo Gran Premio in Cina i dubbi sulla legalità della W17 si sono amplificati a causa del particolare utilizzo dell’aerodinamica attiva sull’ala anteriore: una dinamica che la FIA ha graziato accettando il labile chiarimento della Stella, che ha liquidato il tutto come un “semplice errore di calcolo”.

    In Giappone, a fare da scudo umano e mediatico alle accuse mosse contro la squadra anglo-tedesca, è sceso in campo George Russell, apparso risoluto nel difendere il primato tecnico della sua monoposto:

    Questo sport va così, è sempre successo. Il nostro team ha lavorato duro per metterci in questa posizione e il miglior team dovrebbe vincere: noi abbiamo avuto quattro anni difficili mentre Red Bull e McLaren vincevano e dominavano. Solo perché ora siamo tornati al top non credo sia giusto che tutti cerchino di rallentarci, specialmente visto che sono passate appena due gare di una stagione lunghissima. Le cose cambieranno: sappiamo che la Red Bull è sovrappeso, che la McLaren non ha portato ancora aggiornamenti. Non dobbiamo dimenticare queste cose: noi ora abbiamo un vantaggio e speriamo di mantenerlo, ma non è garantito“.

    Il pilota britannico ha poi preso una posizione anche sul caso dell’ala anteriore emerso a Shanghai:

    Non è stato intenzionale e di certo non è stato un vantaggio: era un problema, qualcosa da risolvere. Non c’è alcun vantaggio perché quando freniamo l’ala resta ancora aperta. Tecnicamente non posso aiutarvi a capirlo perché non lo so neanche io. L’ala posteriore ha l’aria a favore quando si chiude, mentre per l’ala anteriore è il contrario. Deve superare il vento contrario e serve una pressione maggiore“.

  • La FIA riduce il limite di ricarica per le qualifiche di Suzuka da 9.0 MJ a 8.0 MJ

    La FIA riduce il limite di ricarica per le qualifiche di Suzuka da 9.0 MJ a 8.0 MJ

    A seguito delle tante preoccupazioni espresse da piloti e addetti ai lavori a margine del fine settimana di Suzuka, la Federazione Internazionale ha deciso di intervenire per evitare che le qualifiche del Gran Premio del Giappone vengano seriamente compromesse dalle criticità energetiche del nuovo regolamento.

    Con un comunicato rilasciato questa mattina, la FIA ha infatti ufficializzato una riduzione immediata della ricarica massima consentita per singolo giro, che scende da 9.0 MJ a 8.0 MJ per la sessione del sabato.

    L’intervento, approvato all’unanimità dai motoristi, mira a limitare il fenomeno del super clipping nei tratti veloci dello storico layout nipponico, garantendo che la qualifica rimanga una sfida degna di questo nome.

    Mentre per la gara dovrebbero restare confermati gli 8.5 MJ, la sensazione nel paddock è che questo correttivo sia solo il primo passo di un processo di ottimizzazione più profondo.

  • Ali bi-fase, la FIA accetta le spiegazioni della Mercedes: semplice errore di calcolo in Cina

    Ali bi-fase, la FIA accetta le spiegazioni della Mercedes: semplice errore di calcolo in Cina

    Le immagini della W17 di Andrea Kimi Antonelli raccolte durante il Gran Premio di Cina hanno acceso un pesante faro sulla gestione dell’aerodinamica attiva in casa Mercedes, sollevando dubbi sulla legalità di un sistema apparso fin troppo “malleabile”.

    I filmati hanno mostrato una transizione dell’ala anteriore tutt’altro che lineare: il flap, invece di scattare tra le due configurazioni fisse previste dal regolamento, è parso indugiare in uno stato intermedio durante la frenata, per poi chiudersi completamente solo nelle fasi finali di approccio al tornantino.

    Una dinamica che si scontra frontalmente con l’Articolo 3.10.10 del regolamento tecnico, il quale impone una transizione netta tra le modalità “straight” e “corner” in un tempo massimo di 0.4 secondi.

    Il comportamento osservato a Shanghai non solo ha superato ampiamente la soglia dei 400 millisecondi, ma ha palesato l’esistenza di stati intermedi tassativamente vietati, spingendo diversi team rivali (McLaren e Ferrari in primis) a chiedere chiarimenti formali alla Federazione.

    La difesa di Brackley, accettata senza alcun problema come soddisfacente dai commissari, poggia su un banale errore di calcolo idraulico.

    Secondo la ricostruzione di Mercedes, il sistema non sarebbe stato progettato per raggirare le norme, ma sarebbe rimasto vittima delle enormi pressioni aerodinamiche generate alle alte velocità del lungo rettilineo di Shanghai.

    In sostanza, la pressione idraulica impostata dal team non era sufficiente a contrastare la forza dell’aria che spingeva il flap verso il basso, impedendogli di tornare nella posizione “corner” finché la velocità della monoposto non fosse scesa sotto una determinata soglia.

    Solo con il calo del carico aerodinamico in staccata il sistema è riuscito a vincere la resistenza esterna, completando il movimento con un ritardo evidente e irregolare.

    Nonostante l’evidenza tecnica di una vettura che ha corso per l’intero Gran Premio con un’ala dal comportamento non conforme ai tempi di attivazione, la FIA ha deciso di non procedere con sanzioni, archiviando il caso come un malfunzionamento involontario.

    Si tratta di una decisione che appare estremamente magnanima, se si considera che in Formula 1 la non conformità tecnica, a prescindere dall’intenzionalità, viene solitamente punita con la squalifica immediata.

  • Ocon durissimo: “Anche noi vogliamo più sorpassi, ma questo è solo caos”.

    Ocon durissimo: “Anche noi vogliamo più sorpassi, ma questo è solo caos”.

    I cambiamenti apportati dalla Federazione Internazionale alle Power Unit delle vetture della nuova generazione hanno scatenato una tempesta di opinioni che, in maniera particolare a seguito dei primi due appuntamenti della stagione, ha visto lo svilupparsi di non poche perplessità in buona parte dei tifosi e delle stesse personalità di spicco della classe regina.

    La necessità da parte delle monoposto di gestire i livelli di potenza elettrica a loro disposizione è arrivata a tradursi in non poche occasioni in una situazione di sorpasso e contro-sorpasso non gradita dai puristi della categoria, convinti che questa dinamica non faccia altro che rendere ampiamente prevedibile il tornaconto delle mosse degli alfieri.

    Ad aggiungersi a tali voci oppositive è stato anche Esteban Ocon, protagonista di un avvio di stagione poco brillante che non gli ha comunque vietato di esporsi, ai microfoni di RacingNews365, a sfavore del clima che tali normative hanno contribuito a costruire:

    “Non si tratta di go-kart: anche noi vogliamo più sorpassi, ma questo è solo caos. Non puoi mai effettivamente preparare un sorpasso e, se ci riesci, verrai sorpassato a tua volta: non si riesce a consolidare la posizione”.

    Il pilota di casa Haas ha poi voluto mettere l’accento sul rinnovarsi e rigenerarsi del gap prestazionale tra le diverse scuderie, alimentato da un regolamento che, a sua detta, tutto è stato in grado di fare fuorchè donarci uno scontro in pista degno di essere definito tale.

    “È difficile definirla una battaglia giusta, soprattutto tra i diversi team: alcuni riescono a sfruttare di più il deployment, altri sono molto più veloci nelle curve. È un sistema che crea grandissime differenze”.

  • Marko: “Questo sport ormai vive solo dello spettacolo offerto dalle Ferrari in partenza”

    Marko: “Questo sport ormai vive solo dello spettacolo offerto dalle Ferrari in partenza”

    Le sostanziali novità introdotte dal nuovo regolamento tecnico, palese dichiarazione d’intenti per aumentare lo spettacolo in Formula 1, hanno invece deluso gran parte degli appassionati della classe regina, costretti ad assistere a sorpassi quasi esclusivamente di potenza e a vedere i loro beniamini incatenati alla gestione maniacale dell’elettrico.

    Una dinamica che, pur moltiplicando i superamenti rispetto alle stagioni precedenti, ha svuotato la pista di quell’adrenalina che è il cuore pulsante del Motorsport: quella scintilla da cui nascono emozioni autentiche e passione viscerale.

    A fotografare impietosamente la situazione è stato Helmut Marko.

    L’austriaco, ai microfoni di OE24, sebbene abbia lasciato uno spiraglio alla speranza, ha analizzato l’attuale Formula 1 fornendo un quadro a dir poco esplicativo:

    Se mi sono abituato alla Formula 1? No, al momento lo sport vive solo dello spettacolo offerto dalle Ferrari in partenza. Se togliamo questo, in fondo non succede granché. La maggior parte dei sorpassi non sono veri sorpassi, ma solo superamenti di potenza. Però siamo ancora all’inizio della stagione e forse le cose cambieranno con il passare delle gare“.

    L’ex consulente della Red Bull si è poi espresso con convinzione sul duello interno alla Mercedes, schierandosi apertamente:

    La Mercedes è in un campionato a sé e credo che non stia neppure mostrando tutto il suo vero potenziale. Kimi Antonelli è un buon pilota ed è sempre stato veloce, ma nella lotta per il titolo tutto parla in favore di George Russell, lui ha un’enorme esperienza“.

    Infine, interpellato su Adrian Newey e la sua nuova avventura in Aston Martin, Marko ha rivelato quanto segue:

    Io e Adrian ci siamo sentiti, e purtroppo non se la sta passando bene. Nel progetto Aston Martin ci sono problemi che non saranno per niente facili da risolvere“.

  • Wolff entusiasta: “Il 90% dei fan ama questa Formula 1”

    Wolff entusiasta: “Il 90% dei fan ama questa Formula 1”

    Le dichiarazioni di Toto Wolff continuano ad alimentare il dibattito attorno alla nuova Formula 1, un confronto accesosi dopo soli due week-end dall’inizio del ciclo regolamentare 2026 e che vede contrapporsi visioni diametralmente opposte.

    Da una parte, infatti, emerge lo spettacolo di sorpassi e controsorpassi garantito dalle nuove Power Unit, mentre dall’altra crescono le perplessità di chi fatica a riconoscere in questo format l’essenza più tradizionale della categoria.

    La sensazione, per ora, è che una verità definitiva non possa arrivare dalle reazioni a caldo del paddock, ma soltanto dal tempo, necessario per metabolizzare una rivoluzione tecnica che sta rimescolando i valori in campo.

    Nel frattempo, Wolff ha scelto una linea politica molto chiara: intervistato da OE24, il manager austriaco ha ridimensionato il fronte del dissenso interno al paddock, spostando il centro del discorso sulla percezione esterna.

    “Non è vero che tutti i piloti sono arrabbiati, ma solo alcuni che hanno problemi con la complessa gestione dell’elettronica”, ha spiegato il team principal della Mercedes, sottolineando come il gruppo principale di riferimento debba restare la platea dei fan.

    “Oltre il 90% di loro ritiene che oggi il racing sia divertente ed emozionante”, ha aggiunto, blindando di fatto l’impianto generale del progetto 2026.

    Nonostante la difesa della gara domenicale, l’austriaco non ha chiuso del tutto la porta a possibili aggiustamenti tecnici, indicando nel format del sabato il punto su cui intervenire con maggiore rapidità.

    “Quello su cui potremmo ancora lavorare è il format delle qualifiche, dove dovremmo ridurre un po’ la gestione dellenergia. Ci stiamo lavorando”, ha ammesso Wolff, distinguendo nettamente il gradimento complessivo dei Gran Premi dalla necessità di limare alcuni spigoli regolamentari sul giro secco.

    Il quadro, dunque, è abbastanza definito.

    Wolff non nega i difetti del nuovo corso, ma ritiene che la direzione sia quella giusta: apertura verso il nuovo pubblico, rispetto per i tradizionalisti e disponibilità a intervenire senza però smontare quello che, almeno fin qui, ha riportato al centro l’intrattenimento.

    In attesa del Giappone, la sua linea è netta: il 2026 può ancora essere perfezionato, ma non rinnegato.