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  • Piastri: “Dopo due DNS sentire di poter lottare per la vittoria è stato speciale”

    Piastri: “Dopo due DNS sentire di poter lottare per la vittoria è stato speciale”

    Dopo non essere riuscito a disputare le prime due gare della stagione, Oscar Piastri ha avuto modo di concludere il suo primo Gran Premio del 2026 in Giappone conquistando una splendida, quanto inaspettata, seconda posizione.

    Il pilota australiano, che già durante tutto il resto del week-end aveva dimostrato di essere molto veloce tra le curve di Suzuka, è riuscito a confezionare una partenza magistrale al via e un solido restart dopo la Safety Car, che, uniti a un passo costante, gli hanno permesso di salire sul podio.

    Il numero 81 è quindi riuscito a precedere il suo compagno di squadra, Lando Norris, ma soprattutto George Russell e Charles Leclerc, sfruttando la lotta di questi ultimi per gestire in sicurezza gli ultimi giri senza commettere sbavature.

    Al termine della gara, con un insolito sorriso radioso dinanzi alle telecamere, Piastri ha analizzato la sua prestazione come segue:

    Sono molto felice, oggi abbiamo fatto tutto il possibile. Ad essere sincero, senza la Safety Car non so come sarebbe andata, ma sono soddisfatto. È stato un inizio di stagione difficile e cogliere un secondo posto e sentire di avere una possibilità di vincere è davvero speciale in questo momento. Sono molto orgoglioso di tutti. Penso che questo fine settimana abbiamo fatto un ottimo lavoro, ottenendo il massimo da tutto ciò che potevamo e abbiamo ottenuto i risultati che meritavamo, anche se siamo sorpresi per come siamo riusciti a tenere il passo. Ovviamente, quando Kimi ha avuto pista libera era molto più veloce di tutti, ma il fatto che io sia riuscito a tenere dietro George e le Ferrari, non proprio con un vantaggio enorme ma comunque sufficiente, è stata una sorpresa positiva“.

  • Norris: “Per la F1 il nostro pensiero non conta. Basta che i fan si divertano”

    Norris: “Per la F1 il nostro pensiero non conta. Basta che i fan si divertano”

    Con il quinto posto nel Gran Premio del Giappone, Lando Norris ha confermato come la McLaren stia mettendo le cose a posto, risultando costante in qualifica, solida in gara e capace di portare due vetture nelle prime cinque posizioni dopo il doloroso doppio ritiro sofferto in Cina.

    Al netto della soddisfazione per i progressi del team, tuttavia, il Campione del Mondo ha lasciato trasparire, velata dal suo gelido sarcasmo inglese, una profonda insoddisfazione per l’attuale regolamento tecnico, un malessere ormai condiviso dalla quasi totalità dei protagonisti di questo campionato.

    Interrogato su quali cambiamenti vorrebbe vedere in vista di Miami, Norris è stato netto ai microfoni di ViaPlay:

    Non importa ciò che i piloti dicono, non verrà ascoltato, l’unica cosa che conta sono i fan“.

    Alla puntualizzazione dell’intervistatore riguardo alla necessità di una soddisfazione anche per chi sta al volante, la replica di Lando è stata chiara e senza filtri:

    Chiaramente non è così“.

    Il sarcasmo del britannico è emerso anche nel siparietto con Max Verstappen avvenuto poco prima della sua intervista, con i due scoppiati a ridere mentre l’olandese raccontava le proprie disavventure con l’energia elettrica.

    Giunto il turno di Norris, l’intervistatore ha insistito chiedendo se si riferisse proprio alle batterie:

    Davvero? Io non ho mai parlato di batterie quest’anno. È stata probabilmente la miglior gara che abbia mai visto“, ha risposto con un sorriso beffardo.

    Un commento leggero ma puntuale, che si unisce alle frecciate già lanciate da altri colleghi e dallo stesso Norris dopo le qualifiche.

    Ciò che continua a emergere dalle voci dei protagonisti è che pacchi batteria da gestire, vincoli energetici e limiti regolamentari castrano l’istinto e l’abilità individuale, trasformando i piloti in comparse di uno show pensato più per l’intrattenimento che per la pura competizione.

    Se il metro del successo è solo il coinvolgimento del pubblico, allora il piano della Federazione sta funzionando, ma se il cuore della Formula 1 resta l’uomo che guida, il paddock sta inviando un segnale inequivocabile.

    Anche senza il peso mediatico di Verstappen, Norris è il Campione del Mondo in carica e la sua voce si unisce al coro di chi chiede un intervento urgente. Il comunicato ufficiale emesso dalla FIA dopo il Giappone promette modifiche, ma il tempo prima di Miami è poco e serve un gesto deciso.

    Nel frattempo, la posizione della Federazione rimane spiacevolmente inadeguata.

  • La FIA è pentita: dal 2027 modifiche alla ripartizione?

    La FIA è pentita: dal 2027 modifiche alla ripartizione?

    Le crepe nel progetto tecnico che ha debuttato appena tre gare fa si sono trasformate in una vera e propria voragine dopo il Gran Premio del Giappone.

    Secondo quanto riportato da Thomas Maher di Planet F1, all’interno della FIA sta maturando una consapevolezza drastica e incontrovertibile: la ripartizione di potenza 50/50 tra motore termico ed elettrico è stata un tragico errore.

    Le ammissioni che filtrano dal paddock di Suzuka suggeriscono – si legge in un post su X di Maher – che la Federazione sia pronta a rimettere mano ai pilastri della futura Formula 1 per evitare il tragico declino.

    Il piano d’intervento si articola su due binari temporali distinti.

    Nel breve termine, l’attenzione è rivolta ai limiti di erogazione dell’energia per mitigare i fenomeni di clipping e le pericolose manovre di evitamento viste in pista.

    Nel lungo periodo, invece, si sta valutando l’ipotesi più clamorosa (quella richiesta a gran voce da Verstappen, ndr): modificare lo split tra ICE (motore a combustione interna) e parte elettrica, riducendo la dipendenza da quest’ultima per restituire centralità al propulsore termico.

    L’ostacolo principale rimane l’allineamento tra piloti e scuderie (Mercedes e Audi in primis, ndr): se i primi sono compatti nel chiedere cambiamenti, i team non sembrano ancora aver trovato un fronte comune, frenati da interessi politici e investimenti già avviati.

    Tuttavia, la consapevolezza che il regolamento attuale necessiti di una correzione di rotta è ormai un dato di fatto che la FIA non può più ignorare.

  • Vasseur: “A Miami avremo praticamente una macchina nuova”

    Vasseur: “A Miami avremo praticamente una macchina nuova”

    Il miglioramento rispetto al 2025 è innegabile, ma la trasferta nipponica ha fornito alla Ferrari due riscontri lampanti: Mercedes continua a essere di un’altra categoria, e la McLaren, come al suo solito, pur iniziando in sordina, riesce week-end dopo week-end a indirizzare il proprio percorso di crescita nella giusta direzione.

    La scuderia inglese, seconda con Piastri a Suzuka, ha un potenziale di crescita enorme, sia dal punto di vista telaistico, sia nell’apprendimento della Power Unit Mercedes.

    A Maranello il buon inizio di stagione non deve far dormire sogni tranquilli, perché con un’agguerrita concorrenza le ambizioni di gloria possono svanire in un attimo.

    Ne è consapevole il team principal della Rossa, Frederic Vasseur, il quale, già nella giornata di sabato, aveva indicato Miami come tappa cruciale per quello che, a suo dire, sarebbe stato un nuovo inizio di campionato, ma nell’intervista concessa a Sky Sport F1 Italia dopo la corsa giapponese, il manager francese ha sottolineato di non aspettarsi solamente dalla propria squadra dei netti salti in avanti in Florida:

    Dobbiamo essere chiari: a Miami tutti porteranno delle novità e tutti potranno lavorare sui software, per questo ho detto che scatterà un nuovo campionato. Non saremo gli unici a lavorare tra Giappone e Miami. Sappiamo di avere delle criticità in rettilineo, ma per quello dovremo attendere l’ADUO. Le prestazioni, tuttavia, arrivano da tutte le componenti della macchina: gomme, aerodinamica, assetto, motore, e in questo mese dovremo dedicarci a ogni singolo dettaglio”.

    Per il manager di Draveil, nella lunga inaspettata pausa che separa la tappa nipponica dalla prima trasferta statunitense sarà cruciale spingere con gli aggiornamenti per cominciare ad assottigliare il divario con la Stella:

    “Siamo all’inizio di un nuovo ciclo tecnico, il margine di sviluppo è enorme. Stiamo lavorando su tutte le aree in vista del Gran Premio di Miami, come tutti del resto. Ma se vogliamo raggiungere e stare davanti a Mercedes dobbiamo fare un passo in avanti, ed è per quello che stiamo lavorando”.

  • Domenicali ha in agenda una cena con Verstappen

    Domenicali ha in agenda una cena con Verstappen

    Le indiscrezioni sul futuro di Max Verstappen si arricchiscono di un nuovo capitolo.

    Secondo quanto riportato dall’analista di ViaPlay – ed ex pilota – Christijan Albers, oltre che collaboratore di Erik van Haren presso il De Telegraaf, sarebbe stato fissato un vertice tra il quattro volte Campione del Mondo e il CEO della Formula 1, Stefano Domenicali.

    Una cena privata, nello specifico, che somiglia molto a un vero e proprio confronto diretto.

    Riuscirà il manager imolese a convincere Super Max a restare nel Circus?

  • La FIA annuncia: ad Aprile si decide il futuro della F1

    La FIA annuncia: ad Aprile si decide il futuro della F1

    A poche ore dal termine del Gran Premio del Giappone, la Federazione Internazionale scende prepotentemente in campo per calmare le acque.

    Attraverso una nota ufficiale, infatti, l’organo di controllo della massima serie ha ammesso implicitamente la necessità di intervenire sul regolamento che sta mostrando criticità strutturali sia sul fronte della sicurezza che sulla gestione energetica:

    “La FIA conferma di aver programmato una serie di incontri per il mese di Aprile, con l’obiettivo di discutere potenziali adeguamenti ai regolamenti 2026. Queste sessioni di revisione strutturata, che erano già state previste come parte del processo di monitoraggio continuo, consentiranno alla Federazione e ai portatori di interesse della Formula 1 di analizzare i dati raccolti durante le fasi iniziali della stagione e determinare dove potrebbero essere necessari dei raffinamenti per ottimizzare le prestazioni in pista. Qualsiasi potenziale modifica, in particolare quelle relative alla gestione dell’energia, richiederà simulazioni accurate e analisi dettagliate per garantire che l’integrità della competizione sia mantenuta. La sicurezza rimane l’elemento centrale della missione della FIA e continueremo a lavorare a stretto contatto con tutte le squadre e i fornitori di Power Unit per garantire che la Formula 1 rimanga all’avanguardia dell’innovazione e dell’agonismo”.

    La Federazione si trova ora costretta a una corsa contro il tempo per presentare soluzioni concrete prima del Gran Premio di Miami. Resta da capire se queste “simulazioni accurate” porteranno a una reale semplificazione del sistema o se si tratterà solo di un intervento superficiale per placare gli animi.

    Seguiranno aggiornamenti.

  • Antonelli: “Io leader del Mondiale? Non me lo aspettavo. Ma devo imparare a fare partenze decenti”

    Antonelli: “Io leader del Mondiale? Non me lo aspettavo. Ma devo imparare a fare partenze decenti”

    Sogna, ragazzo, sogna.

    Con la spensieratezza e l’incoscienza dei 19 anni, ma anche con la lucidità di chi sa di avere i mezzi per puntare molto in alto.

    Vincere due gare consecutive all’inizio della propria carriera è un’impresa da eletti: prima di lui ci erano riusciti soltanto in nove, l’ultimo dei quali era stato Charles Leclerc con la doppietta Spa-Monza nel 2019.

    Con il successo odierno, Andrea Kimi Antonelli si è preso anche la vetta del Mondiale Piloti con nove punti di vantaggio su George Russell, diventando il più giovane leader iridato della storia della Formula 1.

    Il Gran Premio del Giappone, tuttavia, non è stato una passeggiata. Scattato dalla pole position, il numero 12 ha avuto una partenza complicata scivolando in sesta posizione, un errore che avrebbe potuto condizionare pesantemente la sua domenica.

    Da quel momento ha preso forma una rimonta feroce e lucida: sorpasso dopo sorpasso, anche grazie a una Safety Car che ha rimescolato le carte, il pilota italiano ha ricostruito la propria corsa fino a riprendersi il comando. Una volta tornato leader non ha più lasciato spazio agli avversari, gestendo con autorità la fase finale e consolidando un week-end dominante impreziosito da pole, vittoria e giro veloce.

    Per fortuna adesso ho tre settimane per provare a capire come fare delle partenze decenti ” ha esordito con ironia un sorridente Antonelli ai microfoni di Sky Sport F1 Italia.

    Al via le mie dita sono un po’ scivolate, non erano infilate bene e ho mollato la pressione più del dovuto pattinando subito. È un dettaglio da migliorare perché oggi è andata bene anche grazie alla Safety Car, ma il passo era incredibile. Tutto il week-end mi sono sentito bene, anche se c’è ancora tanto lavoro da fare perché gli avversari si avvicineranno. George va molto forte e tornerà al top, dovremo continuare a curare ogni particolare “.

    Alla domanda se essere leader del Mondiale fosse inimmaginabile alla vigilia della stagione, il bolognese ha ammesso:

    Sì, sicuro. Non me l’aspettavo ed è bello, però non voglio pensarci troppo perché mancano ancora 19 gare e il campionato è lunghissimo. Proprio per questo è importante mantenere questo livello di forma e cercare di migliorarlo gara dopo gara, perché è un’opportunità incredibile. La macchina va davvero forte e siamo in una grande posizione “.

  • Verstappen verso il ritiro dalla F1 alla fine del 2026

    Verstappen verso il ritiro dalla F1 alla fine del 2026

    La notizia che vi avevamo riportato ieri, partendo da un’analisi condotta dalla testata The Race e fondata sulle dichiarazioni dello stesso quattro volte iridato, trova oggi una conferma di portata clamorosa e per certi versi definitiva: Max Verstappen sta riflettendo seriamente sul ritiro dalla Formula 1 al termine della stagione corrente.

    A riportarlo è Erik van Haren, firma del De Telegraaf e giornalista da sempre vicinissimo all’entourage del pilota olandese, la cui autorevolezza su questioni riguardanti il nativo di Hasselt non ha eguali nel paddock.

    Le indiscrezioni di ieri si trasformano quindi in una realtà concreta: le riflessioni in corso sono profondissime e segnano un punto di non ritorno nei rapporti tra il pilota e la categoria.

    Il dato più sconvolgente riguarda la tempistica: l’addio avverrebbe alla fine del 2026, con ben due anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto fissata per il 2028.

    Seguiranno aggiornamenti.

  • Russell: “Sono sfortunato. Capitano solo a me”

    Russell: “Sono sfortunato. Capitano solo a me”

    La fortuna e la sfortuna non esistono: sono solo interpretazioni degli eventi.

    Evocarle dice molto di come ognuno legge la realtà e se stesso, e George Russell ha scelto proprio la carta della sfortuna per giustificare il suo deludente Gran Premio del Giappone.

    Tuttavia il pilota britannico, non nuovo a esternazioni di questo tipo, dovrà osservarsi allo specchio molto attentamente durante il mese a motori spenti.

    Troppe le batoste rimediate dall’alfiere Mercedes in questa gara per puntare il dito solo sulla mala sorte. Il quarto posto è un risultato di cui quasi vergognarsi, soprattutto alla luce della disarmante superiorità mostrata dalla Mercedes W17 e del fatto che, con la stessa vettura, il diciannovenne Andrea Kimi Antonelli lo ha surclassato nettamente in qualifica e nel ritmo di gara, scalzandolo infine dalla vetta della classifica mondiale.

    Non bastasse questo, c’è la dura lezione di pura guida – l’ennesima – impartitagli da Charles Leclerc, uno la cui occasione non sembra arrivare mai e che una W17 tra le mani non l’ha ancora avuta.

    Russell ha subito un sorpasso vero, all’esterno, in un regolamento in cui tutto sembra finto, e per giunta da un pilota che guida una Ferrari più lenta di mezzo secondo rispetto alla sua auto.

    Nelle interviste raccolte al termine della gara la frustrazione di Russell era palpabile:

    “Non mi sento molto fortunato, è fastidioso non essere riuscito a salire sul podio. Alla ripartenza dopo la Safety Car non ho potuto caricare la batteria e sono stato sorpassato da Lewis. Dopodiché ho avuto un altro problema alla batteria con Charles. Al momento tutti i problemi accadono a me e questo è frustrante. Senza la defaillance sul giro secco avrei potuto vincere la gara e staremmo avendo un’altra conversazione”.

    In merito al problema alla batteria che ha favorito il duello finale con il pilota monegasco, il numero 63 non ha sorprendentemente ritenuto si trattasse di un evento pericoloso, minimizzando l’accaduto con queste parole:

    “Andavo talmente lento che era chiaro che mi avrebbe evitato. Sono macchine complesse e dobbiamo attendere per giudicare. Si fanno errori e poi si corregge”.

    Una visione che stride con la realtà di una Formula 1 dove viaggiare a velocità ridotta in traiettoria, specialmente in tratti tecnici come quelli di Suzuka, rappresenta un rischio che va ben oltre la semplice sfortuna.

  • Leclerc: “Ero inca**ato per la Safety Car, ma ho usato quella rabbia per lottare”

    Leclerc: “Ero inca**ato per la Safety Car, ma ho usato quella rabbia per lottare”

    “Hai due palle d’acciaio”.

    La scelta delle parole di Bryan Bozzi nel team radio che ha fatto seguito al sorpasso su George Russell non è un mero e semplice complimento, ma la sintesi perfetta del Gran Premio del Giappone di Charles Leclerc.

    Il podio conquistato dal monegasco ha i contorni del miracoloso, frutto di una difesa disperata su George Russell, di un sorpasso all’esterno sempre ai danni della Mercedes numero 63 e, infine, di quel T2 “fucsia” stampato proprio all’ultimo giro.

    Gettare il cuore oltre la macchina, oltre i regolamenti – che spesso sembrano limitare la pura essenza di un pilota come Leclerc – e oltre una Ferrari che non gli ha ancora messo a disposizione una vettura da Mondiale.

    Quando l’alfiere del Cavallino parcheggia la sua SF-26 dietro il cartello del terzo posto, il linguaggio del corpo del numero 16 parla chiaro: il volto è serio, perché oggi il podio non basta più.

    Al termine della gara, Leclerc si è presentato nella zona riservata ai media commentando la sua prestazione in maniera lucida ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “Oggi è stato difficile con il passo, c’è anche la McLaren che ha fatto un passo avanti. Abbiamo avuto un po’ di sfortuna con la Safety Car in un momento difficile per me, però queste cose succedono. Ho provato a usare l’incazzatura per questa Safety Car in un altro modo. Non ero molto fiducioso, anche se quando riparte la bandiera verde si chiude la visiera e si spinge al massimo. Avevo le gomme un po’ usate e con le hard è più difficile riportarle in temperatura. Non è stato così male alla fine. Un terzo posto è il tipo di risultato che dobbiamo portare a casa fino a quando non avremo, spero, la macchina migliore. Al momento la Mercedes è davanti e la McLaren ha fatto uno step. Sarà un campionato vinto o perso con gli sviluppi. Tutte le persone a casa stanno spingendo come matti. A Miami avremo come tutti una macchina abbastanza nuova e sarà fondamentale iniziare con il piede giusto. Ci serve di più sul lato Power Unit? Non è tutto. Sicuramente è dove facciamo più fatica rispetto a Mercedes, ma non c’è solo quello”.