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  • Verstappen: “Il problema non è il motore”

    Verstappen: “Il problema non è il motore”

    Il week-end cinese di Max Verstappen sta scivolando verso un epilogo disastroso: anche l’ultima speranza che un set-up mirato potesse correggere il comportamento della RB22 si è dissolta come neve al sole.

    Dopo una Sprint Race faticosa, chiusa al nono posto alle spalle di un solido Oliver Bearman, le qualifiche hanno ufficialmente certificato la crisi tecnica di Milton Keynes.

    Il fuoriclasse olandese scatterà domani dall’ottava casella, la medesima posizione occupata nella gara breve, a conferma di una preoccupante assenza di progressi.

    Ciò che emerge è l’impotenza di un talento cristallino, costretto a navigare nelle retrovie di un campionato che, nonostante le aspre critiche rivolte da Super Max ai nuovi regolamenti, lo vede ancora desideroso di lottare al vertice.

    Ma l’olandese non è tipo da nascondere la frustrazione, né tantomeno da indorare la pillola di fronte alle evidenti lacune della sua monoposto.

    Intervistato ai microfoni di ViaPlay, Verstappen ha ribadito le sensazioni negative già palesate il venerdì:

    “Siamo rimasti molto indietro per tutto il fine settimana. La macchina è completamente incontrollabile e non riesco a trovare un punto di riferimento costante. Ogni giro, in pratica, è solo una questione di sopravvivenza”.

    Secondo il pilota di Hasselt, l’origine del problema risiede nel progetto stesso della RB22, una combinazione di criticità che travalica i limiti della Power Unit:

    “C’è una componente legata al motore, ovviamente, ma non è il nodo principale. Al momento perdiamo tempo soprattutto a causa della vettura: non posso spingere perché l’auto semplicemente non me lo permette”.

    La rimonta messa in mostra in Australia sembra ormai un caso isolato, non destinato a ripetersi in queste condizioni.

    Per la gara, Verstappen non si aspetta miracoli:

    “Abbiamo stravolto la macchina, ma la sensazione alla guida è rimasta identica. Domani sarà lo stesso: navigheremo tra la settima e l’ottava posizione, probabilmente lottando con Pierre Gasly. Non c’è rimasto altro da spremere”.

  • Oltre il deployment: ecco come Ferrari vuole estrarre nuovi cavalli dalla sua Power Unit

    Oltre il deployment: ecco come Ferrari vuole estrarre nuovi cavalli dalla sua Power Unit

    L’avvio della stagione 2026 ha messo a nudo un verdetto che a Maranello stanno analizzando con estrema attenzione: la Ferrari SF-26 è una vettura eccellente per equilibrio e gestione del telaio, ma paga ancora dazio nei confronti della cavalleria Mercedes. 

    Il cuore della questione risiede nel motore a combustione interna di Brixworth che, stando alle analisi comparative dei competitor, riuscirebbe a sprigionare circa 15 cavalli in più rispetto all’unita termica italiana.

    Per rispondere a questa superiorità, come raccontato da AutoRacer.it, i motoristi del Cavallino Rampante hanno individuato nel famigerato e discusso rapporto di compressione la chiave di volta per il prossimo step evolutivo

    Attualmente la Power Unit di Maranello lavora su un valore di 16.0:1, ma l’obiettivo dei tecnici è quello di innalzare e stabilizzare questa soglia

    Non si tratta solo di una caccia alla potenza pura per chiudere il gap nei confronti della Stella, ma di una scelta mirata all’efficienza: un rapporto di compressione superiore permetterebbe infatti di mantenere le prestazioni costanti nel tempo, limitando il decadimento della spinta con il passare dei chilometri.

    Sul versante dell’energia elettrica, la situazione è più bilanciata. 

    Sebbene l’hardware Ferrari sia considerato all’avanguardia, è nella gestione del deployment che la Mercedes continua a dettare i ritmi. 

    Tuttavia, il lavoro svolto durante le sessioni Sprint ha permesso ai tecnici in rosso di studiare le contromisure, integrando nuove logiche di scarico della potenza che hanno già iniziato a dare frutti in termini di bilanciamento complessivo.

  • Norris: “Ferrari ha una macchina migliore, ma stiamo facendo progressi”

    Norris: “Ferrari ha una macchina migliore, ma stiamo facendo progressi”

    Archiviato anche il sabato del fine settimana di Shanghai, il quadro tecnico offre alcune conferme e diverse sorprese, oltre ai prevedibili passi avanti compiuti dai team dopo il primo week-end scandito dal nuovo regolamento.

    La scorsa settimana, a Melbourne, tra le squadre più deludenti figurava proprio la McLaren, rea di non aver compreso al 100% la Power Unit Mercedes e di aver realizzato una vettura dotata di un buon potenziale di base che, tuttavia, richiede l’apporto di diversi interventi per poter essere espresso correttamente.

    Questo week-end cinese sembra aver parzialmente sistemato le cose: a una buona Sprint Qualifying hanno fatto seguito una solida Sprint Race e una qualifica che conferma la scuderia di Woking nel ruolo di terza forza.

    Il team inglese si attesta davanti a una Red Bull apparsa parecchio indietro e alle spalle di una Ferrari più completa e complessivamente migliore, come affermato dallo stesso Lando Norris in zona mista.

    Le Ferrari sono semplicemente più veloci di noi: noi abbiamo una Power Unit migliore, ma loro hanno una macchina più performante. Ci sono dei punti dove loro sono più veloci e altri dove invece siamo noi a guadagnare”, ha sottolineato il Campione del Mondo, stuzzicato a proposito della sfida con le rosse.

    Il britannico si è poi detto soddisfatto dei progressi compiuti dal suo team nelle ultime sessioni: un segnale che testimonia una maggiore comprensione della Power Unit Mercedes, dalla quale ora la McLaren riesce a estrarre un potenziale superiore:

    Stiamo compiendo dei progressi, sappiamo che il livello a cui siamo non è quello a cui vorremmo essere e stiamo lavorando per migliorare“.

  • Vasseur ottimista: “Stiamo andando nella giusta direzione, il gap si sta riducendo”

    Vasseur ottimista: “Stiamo andando nella giusta direzione, il gap si sta riducendo”

    Frederic Vasseur non nasconde una cauta ma solida soddisfazione al termine delle qualifiche del Gran Premio di Cina.

    La Ferrari, ricordiamo, ha blindato la seconda fila, con Lewis Hamilton terzo davanti a Charles Leclerc, confermando un trend di crescita che i dati sembrano certificare in modo inequivocabile.

    Il manager francese, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, ha evidenziato come il gap dalla Mercedes si stia assottigliando sessione dopo sessione: dagli otto decimi di Melbourne ai tre e mezzo odierni.

    “Questo significa che stiamo andando nella direzione giusta e che c’è una certa convergenza nelle prestazioni”, ha spiegato Vasseur, pur ammettendo con pragmatismo che la velocità di punta sui rettilinei resta ancora il terreno di caccia preferito delle Frecce d’Argento.

    La sfida di domani non sarà però solo una questione di pura potenza termica o deployment energetico.

    Le gomme, su un tracciato esigente e “limitante” come quello di Shanghai, rappresentano l’ago della bilancia.

    Vasseur ha sottolineato come la conoscenza della pista sia aumentata costantemente dall’inizio del week-end e come la gestione dei set rimasti – uno di medie e uno di hard – lasci spazio a strategie flessibili.

    Se la Ferrari ha fatto delle partenze fulminanti il suo marchio di fabbrica in questo avvio di stagione, il team principal invita alla calma: non ci si può aspettare di guadagnare posizioni a ogni via, poiché la concorrenza sta lavorando duramente per colmare le proprie lacune.

    Infine, un passaggio inevitabile sulla gestione dei due “pesi massimi” che domani scatteranno fianco a fianco.

    Avere Hamilton e Leclerc sulla stessa riga della griglia è un segnale di forza, ma richiede una gestione chirurgica.

    “I nostri piloti sono professionisti. Per noi è positivo avere due grandi piloti che si spingono a vicenda: fa parte della prestazione”, ha chiosato Vasseur, smorzando sul nascere ogni ipotesi di tensione interna.

    In un 2026 che vive di millesimi e gestione dell’ibrido, la Ferrari sembra aver trovato la stabilità necessaria per smettere di inseguire e iniziare, finalmente, a minacciare il primato Mercedes.

  • Leclerc: “In gara possiamo giocarcela, andiamo in pista per vincere”

    Leclerc: “In gara possiamo giocarcela, andiamo in pista per vincere”

    Dopo una Sprint Race che aveva già mostrato una SF-26 competitiva, la Ferrari ha battuto un ulteriore colpo nelle qualifiche del Gran Premio di Cina, con il distacco dalla Mercedes che è sceso dagli 8 decimi di una settimana fa in Australia ai 3 decimi e mezzo sulla complicata pista di Shanghai.

    La Scuderia di Maranello ha risposto presente nonostante il solido vantaggio motoristico della Mercedes, con Lewis Hamilton in terza posizione e Charles Leclerc subito dietro, in quarta.

    Proprio il monegasco era stato tra i protagonisti delle prime fasi della sessione, firmando la miglior prestazione in Q1 e il secondo tempo in Q2.

    Nel Q3, tuttavia, Leclerc non è riuscito a ripetersi, dovendosi arrendere allo strapotere delle Frecce d’Argento e al proprio compagno di squadra.

    Arrivato ai microfoni di Sky Sport Italia F1, il pilota numero 16 ha analizzato la propria prestazione, sottolineando la poca confidenza con il tracciato cinese.

    Ecco le sue parole:

    “Siamo un po’ più vicini, ma è vero anche che George ha avuto problemi quindi non so come sarebbe finita. Non sono molto contento, ma devo dire che sono pessimo in questa pista, lo sono sempre stato. Ho fatto tanti sforzi negli anni, ma mi manca qualcosa in qualifica su questa pista. Non siamo troppo lontani e con queste macchine quarto, secondo, terzo non cambia tanto rispetto all’anno scorso dove era molto importante la posizione in qualifica. In gara si possono fare cose diverse”.

    L’analisi del monegasco è poi proseguita riflettendo anche sul nuovo approccio con queste vetture, dove la ricerca del limite estremo sembra pagare meno in qualifica:

    “Differenze rispetto a ieri? Dal mio lato ho cambiato alcune cose. Queste macchine in qualifica le devo ancora capire, paga più la costanza. È meglio essere sotto il limite, fare sempre la stessa cosa, che arrivare in Q3 e provare qualcosa. Mi dispiace perché questa era una delle mie forze, ma mi abituerò. In qualifica non mi piace tanto, ci sono cose che possiamo cambiare e che possono aiutare. In gara ce la possiamo giocare, lì la gestione della batteria è diversa, ma a livello di guida puoi rischiare di più”.

    Vincere domani? Noi andiamo con questo obiettivo”, ha concluso Leclerc.

  • Antonelli nella storia della Formula 1: è il più giovane poleman di sempre

    Antonelli nella storia della Formula 1: è il più giovane poleman di sempre

    Le qualifiche del Gran Premio di Cina consegnano alla storia una giornata memorabile per il motorsport tricolore: Andrea Kimi Antonelli conquista la sua prima pole position in carriera e diventa ufficialmente il più giovane poleman nella storia della Formula 1. 

    Il talento italiano ha fermato il cronometro sull’1:32.064, un riferimento inarrivabile per gli altri che sancisce il suo status di nuova stella polare del Circus. 

    La prima fila tutta Mercedes è completata da George Russell, staccato di 222 millesimi, a conferma di una superiorità tecnica della compagine di Brackley che sul giro secco resta ancora il riferimento assoluto grazie all’efficienza della propria Power Unit.

    In casa Ferrari, la seconda fila parla le lingue di Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Il sette volte iridato si è preso la terza piazzola (+0.351), precedendo per un soffio il compagno di squadra monegasco (+0.364). 

    Nonostante un telaio apparso estremamente bilanciato e preciso nei tratti guidati dello Shanghai International Circuit, la SF-26 ha dovuto ancora una volta fare i conti con il gap di potenza nei lunghi rettilinei cinesi, un deficit che ha impedito alle Rosse di insidiare concretamente il primato del giovane bolognese. 

    Alle loro spalle si attestano le McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris, mentre Pierre Gasly porta l’Alpine in settima posizione davanti a un Max Verstappen ancora in evidente crisi d’identità con la sua Red Bull.

    Se le zone nobili della classifica sorridono al tricolore, il fondo della griglia racconta una storia fatta di crisi tecniche profonde e delusioni cocenti. 

    Se si parla molto del momento nero di Aston Martin e delle comprensibili difficoltà di crescita della neonata Cadillac, è la Williams a configurarsi come la vera delusione di questo inizio 2026

    L’eliminazione in Q1 di Alexander Albon, accompagnata da team radio carichi di frustrazione, e il naufragio di Carlos Sainz evidenziano i limiti di una struttura che, nonostante la disponibilità del miglior motore del lotto, non è ancora riuscita a interpretare il nuovo corso regolamentare, restando impantanata nelle ultime file.

  • Russell vince la Sprint Race cinese, Ferrari ripone le proprie speranze nel sistema ADUO

    Russell vince la Sprint Race cinese, Ferrari ripone le proprie speranze nel sistema ADUO

    George Russell concede il bis a Shanghai e si aggiudica la prima Sprint Race del 2026, confermando una superiorità Mercedes schiacciante.

    La gara breve sul tracciato cinese è stata caratterizzata da una fase iniziale – esattamente con accaduto a Melbourne – incandescente, con Lewis Hamilton autore di uno scatto magistrale che lo ha portato a contendere la leadership al numero 63 per diverse tornate. 

    Il duello tra i due ex compagni di squadra ha infiammato i primi giri, mettendo in luce l’ottimo bilanciamento della Ferrari nei tratti guidati, prima che l’efficienza della Power Unit anglo-tedesca permettesse a Russell di riprendere il comando e scavare un solco. 

    Nemmeno l’ingresso della Safety Car nel finale, causata dal ritiro dell’Audi di Nico Hulkenberg, ha rimescolato i valori al vertice: alla ripartenza Russell ha gestito agilmente, chiudendo davanti a un ottimo Charles Leclerc, abile nello scavalcare Hamilton attraverso una migliore gestione degli pneumatici.

    Il “podio” finale vede dunque Russell precedere le due Rosse di Charles e Lewis, quest’ultimo tornato protagonista di una prestazione solida e combattiva.

    Appena fuori dalla top three si è piazzata la McLaren di Lando Norris, seguita da Andrea Kimi Antonelli

    Il giovane talento italiano della Mercedes è stato autore di una gara in salita: dopo una partenza difficile che lo ha visto scivolare a centro gruppo, il bolognese ha dovuto scontare una penalità di 10 secondi – pagata durante la sosta in regime di Safety Car – per un contatto ravvicinato con la Red Bull di Isack Hadjar nelle battute iniziali. 

    Nonostante l’handicap, Kimi è comunque riuscito a risalire fino alla quinta posizione, limitando i danni in ottica campionato. 

    Nelle retrovie prosegue invece il calvario di Max Verstappen, solo nono e ancora una volta lontano dalla zona punti, a conferma di una RB22 che sembra aver perso completamente la bussola.

    Il dominio velocistico della Mercedes, evidente soprattutto nelle fasi di ripartenza e sui lunghi rettilinei cinesi, continua ad alimentare dibattiti e polemiche. 

    Molti appassionati, frustrati da questo predominio, attendono il primo giugno come uno spartiacque decisivo per la questione del rapporto di compressione e delle misurazioni effettuate a caldo

    Tuttavia, è necessario raffreddare gli entusiasmi di chi ipotizza un imminente rimescolamento dei valori: le informazioni raccolte suggeriscono infatti che la Mercedes sia già ampiamente conforme al limite dei 130 gradi

    Si tratta di una soglia termica considerata estremamente conservativa per una rilevazione a caldo, il che rende improbabile che il nuovo protocollo possa limitare l’efficienza della camera di combustione dei motori di Brixworth.

    In questo scenario, l’unica strada percorribile per la Ferrari (a cui va dato il merito di aver realizzato una grande macchina) consiste nello sviluppo integrale di una nuova Power Unit.

    A Maranello i tecnici sono già al lavoro su un nuovo propulsore, con l’obiettivo – qualora i dati a disposizione della FIA lo consentano – di introdurre l’unità aggiornata entro il Gran Premio del Belgio sfruttando le maglie del sistema ADUO.

    La solidità del vantaggio della Stella è emersa chiaramente anche nella gara di oggi: secondo quanto appreso da Motorsport.com Italia, le W17 hanno girato con una mappatura 3.5 su una scala di 5.0, gestendo la corsa con un margine di potenza residua ancora enorme.

    Nonostante la salita appaia ripida, la Scuderia non ha comunque alcuna intenzione di alzare bandiera bianca, facendo leva su una reattività che a Maranello non si vedeva da anni.

  • Verstappen: “La giornata è stata un disastro”

    Verstappen: “La giornata è stata un disastro”

    La parabola di Max Verstappen a Shanghai è quella di un leone impotente all’interno della sua RB22.

    Al termine della Sprint Qualifying, il pilota olandese si ritrova relegato in un’ottava casella che, nonostante i cinque decimi rifilati al compagno di squadra Isack Hadjar, ha il sapore amaro della disfatta.

    La quarta fila sembra rappresentare il reale limite fisico di una vettura incapace di assecondare il talento del campione di Hasselt, apparso in netta difficoltà nel trovare il ritmo necessario per sfidare i vertici della classifica.

    Sconsolato e visibilmente insoddisfatto, Verstappen ha cercato un confronto via radio con Gianpiero Lambiase chiedendo dove fosse possibile limare il cronometro, ricevendo una risposta lapidaria che non lascia spazio a interpretazioni:

    “Non c’è nulla che tu possa fare”.

    Questa sentenza riassume perfettamente il senso di impotenza che avvolge il box del numero 3.

    Ai microfoni della zona mista, Verstappen non ha nascosto la frustrazione, fornendo un’analisi brutale della situazione:

    “L’intera giornata è stata un disastro a livello di passo. Niente grip, niente bilanciamento. Perdiamo un’enormità di tempo nelle curve e questo innesca a cascata altri piccoli problemi. Il nostro vero limite oggi è la percorrenza”.

    Nonostante il quadro complesso, resterebbe teoricamente aperta la speranza di intervenire sul setup o su strategie più aggressive per la gara, una prospettiva che però Max ha liquidato con freddezza:

    “Daremo un’occhiata, ma al momento non so cosa possiamo fare. Vedremo”.

  • Russell: “La partenza? Bisogna aspettarsi l’imprevisto”

    Russell: “La partenza? Bisogna aspettarsi l’imprevisto”

    George Russell scatterà davanti a tutti nella Sprint Race di Shanghai, confermando una superiorità che ormai non sembra più fare notizia.

    La Sprint Qualifying disputata questa mattina ha ribadito i valori già visti in Australia, con una Mercedes capace di blindare l’intera prima fila e di imporre un distacco pesante a tutta la concorrenza.

    Il leader del Mondiale ha inflitto quasi tre decimi al compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli e oltre sei decimi alla McLaren di Lando Norris, un margine che certifica lo stato di grazia della W17 sul giro secco.

    Analizzando la sfida che lo attende domani, Russell ha indicato lo scatto iniziale come l’unico vero punto critico del pacchetto Mercedes.

    “Bisogna aspettarsi l’imprevisto, non so cosa accadrà”, ha ammesso il britannico, sottolineando però il grande lavoro svolto dopo Melbourne per ottimizzare le procedure di avvio.

    “I miei stacchi durante le libere sono stati incoraggianti e, fortunatamente, i piloti che mi partono accanto sono motorizzati Mercedes: spero non siano fulminei come le Ferrari”.

    Oltre alla partenza, resta l’incognita della tenuta sulla distanza, legata soprattutto al fenomeno del graining che lo scorso anno rimescolò le carte proprio sul tracciato cinese.

    Per Russell, la gestione delle coperture sarà il fattore determinante per evitare che il vantaggio velocistico svanisca dopo i primi giri:

    “Le gomme possono calare drasticamente, vedremo cosa riusciremo a fare”.

    La missione della Stella sarà dunque quella di trasformare la pole odierna in una vittoria solida, cercando di non lasciare spiragli alla rimonta delle Rosse.

  • Mercedes vuole il 24% di Alpine. Arriva la conferma di Flavio Briatore

    Mercedes vuole il 24% di Alpine. Arriva la conferma di Flavio Briatore

    La trattativa per l’acquisizione del 24% delle quote di Alpine, attualmente in mano a Otro Capital, entra in una fase cruciale e si arricchisce di un dettaglio fondamentale che ne cambia la prospettiva politica. 

    Se nei giorni scorsi le indiscrezioni puntavano con forza su un interesse personale di Toto Wolff, in diretta competizione con una cordata guidata da Christian Horner, le ultime ore hanno rimescolato le carte. 

    A fare chiarezza sulla vicenda è stato Flavio Briatore, il quale ha precisato come il diretto interessato all’operazione non sia il manager austriaco a titolo privato, bensì la Mercedes stessa come azienda. 

    Si tratterebbe dunque di un movimento strategico del costruttore anglo-tedesco, pronto a consolidare la propria influenza all’interno del Circus e, nello specifico, nei confronti del team di Enstone.

    Briatore ha sottolineato come la situazione sia in costante evoluzione, descrivendo uno scenario dove ogni giorno si presentano nuove variabili:

    “Ogni giorno è una situazione nuova. Quello che voglio dire è che so che si tratta di una trattativa con la Mercedes. Non con Toto, ma con la Mercedes, e vedremo. In questo momento abbiamo tre o quattro potenziali acquirenti. Non dimenticate che stiamo parlando della quota di Otro, che non ha nulla a che vedere con Alpine. Ci sono alcuni candidati pronti a concludere l’affare”.