Il Gran Premio di Spagna, concluso ai piedi del podio, ha costretto Charles Leclerc a una domenica vissuta sul filo della speranza: quella di poter capitalizzare una bandiera rossa, scenario che sulla carta appariva più che probabile tra le insidiose barriere del circuito semi-cittadino di Madrid.
Scattato con mescola dura, il monegasco non è rientrato ai box durante l’unica Virtual Safety Car intervenuta nelle 57 tornate, ereditando la leadership della corsa.
Una prima posizione che ha obbligato il muretto della Rossa ad affidarsi alla sorte, vista la notevole difficoltà di sorpassare sul tracciato iberico.
Nell’attesa di una neutralizzazione mai arrivata, il numero 16 ha stampato ottimi crono in aria pulita, confermando le doti della SF-26 nella gestione degli pneumatici su asfalti critici.

Ph. Luca Martini / WHYOUT Media
Tuttavia, in casa Ferrari cresce la necessità di massimizzare il rendimento al sabato per non restare invischiati nel traffico la domenica.
In tal senso, l’assenza della Power Unit con specifica ADUO 2, unita alle consuete difficoltà d’innesco con gli pneumatici soft, ha pesato sul giro secco, complicando a monte il fine settimana di Charles.
Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, al termine di una giornata insapore, Leclerc ha analizzato così la sua prestazione:
“È stata una gara difficile a livello fisico. Abbiamo fatto uno stint molto lungo aspettando una bandiera rossa che non è mai arrivata. La mescola hard è stata ottima, con la soft invece non avevo passo per una ragione che non posso specificare. Il punto dolente rimane la qualifica. La soft non era la gomma giusta per noi su questa pista: non per il bilanciamento, ma mi impediva di spingere. Alla fine ho solo gestito il distacco, ambire al podio era impossibile“.

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