Autore: Tommaso Scarabello

  • Wolff: “ADUO serve a recuperare, non a superare”

    Wolff: “ADUO serve a recuperare, non a superare”

    Il famigerato ADUO, meccanismo regolamentare pensato per livellare le prestazioni dei motori in caso di palesi disparità tecniche, è finito sotto la lente d’ingrandimento di Toto Wolff.

    Il team principal della Mercedes, in un incontro con la stampa selezionata (tra cui AutoRacer.it), ha voluto mettere in guardia la Federazione e i concorrenti sulla pericolosità di uno strumento che, se gestito senza il necessario rigore, rischia di alterare gli equilibri sportivi del Mondiale.

    Secondo Wolff, la filosofia alla base della norma deve rimanere confinata a una funzione di puro soccorso tecnico, senza mai trasformarsi in un vantaggio competitivo per chi ne beneficia.

    Il manager austriaco è stato categorico nel definire i perimetri d’azione del sistema:

    “Il principio dell’ADUO è permettere ai team che sono in difficoltà con la Power Unit di recuperare terreno, ma non di superare gli altri. Deve essere molto chiaro che qualsiasi decisione presa, su quale team riceva l’ADUO, può avere un grande impatto sulle prestazioni e sul campionato se non viene fatta con assoluta precisione, chiarezza e trasparenza”.

    Il timore che aleggia nel paddock è che qualche costruttore possa sfruttare le pieghe del regolamento per ottenere lo sblocco di prestazioni extra, mascherando i propri reali valori in campo.

    Wolff ha quindi richiamato l’importanza di evitare qualsiasi forma di interpretazione opportunistica, chiedendo alla FIA una vigilanza ferrea e un’applicazione che rispetti lo spirito originale della norma:

    “Deve essere chiaro che non c’è spazio per il «gamesmanship». Serve il giusto spirito nel modo in cui la FIA applica l’ADUO”.

  • Red Bull, Landi in arrivo. Promozione per Waterhouse, che riferirà comunque a Waché

    Red Bull, Landi in arrivo. Promozione per Waterhouse, che riferirà comunque a Waché

    Red Bull ha ufficializzato, questa mattina, una serie di cambiamenti chiave ai vertici del proprio organigramma tecnico, volti ad accelerare lo sviluppo della fin qui poco competitiva RB22.

    La novità principale riguarda Ben Waterhouse, che assume con effetto immediato il ruolo di Chief Performance and Design Engineer. Si tratta di una posizione di leadership ampliata che gli conferisce la responsabilità globale nel reparto Design e Vehicle Performance, riportando direttamente al direttore tecnico Pierre Waché.

    Waterhouse, parte della famiglia Red Bull dal 2014 dopo l’esperienza in BMW-Sauber, ha ricoperto ruoli di rilievo sia in Toro Rosso che, dal 2017, come Head of Performance Engineering a Milton Keynes. Secondo il comunicato del team, questa evoluzione punta a rafforzare l’integrazione tra le diverse aree tecniche per velocizzare la creazione di soluzioni competitive ad alte prestazioni.

    Ad affiancare questa crescita interna arriva però anche un importante innesto dall’esterno. Dal 1 luglio, infatti, Andrea Landi entrerà a far parte della squadra come Head of Performance, riportando proprio a Waterhouse.

    Landi vanta una solida esperienza nel Circus, avendo ricoperto ruoli di prestigio come Deputy Head of Vehicle Performance in Ferrari e, più recentemente, quello di Deputy Technical Director presso VCARB.

  • Russell: “Le critiche di Verstappen al regolamento? Nel 2022 io avevo la schiena a pezzi e lui stava in silenzio”

    Russell: “Le critiche di Verstappen al regolamento? Nel 2022 io avevo la schiena a pezzi e lui stava in silenzio”

    In un incontro virtuale tenutosi con la stampa selezionata, tra cui la testata Automoto.it, George Russell ha voluto dire la sua sulla “crisi d’identità” di Max Verstappen, apparso sempre più insofferente verso l’attuale direzione tecnica della Formula 1.

    Il britannico, innanzitutto, ha sottolineato che “la Formula 1 è più grande di qualsiasi pilota” e che, pur divertendosi a battagliare con Max, guidare una monoposto che non soddisfa è un aspetto del gioco che tutti devono accettare.

    George ha poi tracciato un parallelo con il recente passato della Mercedes, evidenziando come la percezione dei problemi cambi drasticamente in base ai risultati ottenuti in pista:

    “Mi successe nel 2022, con la macchina che mi spezzava la schiena per il porpoising. Era una vettura grande, pesante, non piacevole da guidare nelle curve veloci. Ma Max non si lamentava perché vinceva. Adesso, le sue lamentele sono diverse da quelle di Mercedes, Ferrari e McLaren. Noi siamo davanti, lui no”.

    Secondo Russell, la frustrazione dell’alfiere Red Bull è comprensibile ma figlia di una posizione privilegiata:

    “La sua frustrazione è comprensibile, ma ha ottenuto quello che molti piloti sognano, vincere il Mondiale. Ne ha quattro in bacheca. È arrivato a un punto in cui ha poco da ottenere. Potrebbe cercare i record. Ma per come lo conosco io, è inevitabile che insegua ciò che lo rende felice, come correre al Nordschleife. Piacerebbe farlo anche a me, ma il mio obiettivo ora è diventare Campione del Mondo di Formula 1”.

  • Schimtz-Ferrari, arrivano le prime smentite

    Schimtz-Ferrari, arrivano le prime smentite

    Il futuro di Hannah Schmitz è al centro di un interessante “dualismo” di informazioni che vede coinvolte due delle realtà più autorevoli del panorama giornalistico legato alla Formula 1.

    Da una parte, la testata tedesca F1 Insider ha riportato la notizia – sostenuta da quanto anticipato da Kenny Handkammer, ex Red Bull – di un forte interesse da parte della Ferrari per la responsabile delle strategie della compagine di Milton Keynes.

    Dall’altra parte, Giuliano Duchessa (AutoRacer.it), fonte da sempre estremamente attendibile sulle vicende di Maranello, ha fornito una prospettiva differente, smentendo l’ipotesi di un imminente approdo della stratega britannica in Italia.

    “Per quel che so non solo non c’è alcun pressing, ma la Ferrari non ha nei suoi piani di ingaggiare Hannah Schmitz, credo proprio sia una voce del tutto inverosimile”, ha precisato il giornalista, escludendo che il profilo della Schmitz rientri attualmente nei piani della Rossa.

    Ci troviamo dunque davanti a due versioni diverse fornite da fonti di comprovata affidabilità.

    Sarà dunque il tempo, come sempre, a fare chiarezza e a stabilire quale di queste due prospettive si tradurrà nei fatti.

    A vostro parere, la Ferrari dovrebbe puntare sulla brillante stratega della squadra anglo-austriaca?

  • Bandito il trick utilizzato da W17 e RB22 in qualifica

    Bandito il trick utilizzato da W17 e RB22 in qualifica

    Come rivelato in esclusiva da The Race, la Federazione Internazionale ha ufficialmente bandito il sofisticato “trucco” utilizzato da Mercedes e Red Bull per ottenere un incremento di velocità in qualifica.

    Nonostante l’obiettivo del regolamento 2026 fosse quello di limitare le zone grigie, l’ingegno dei motoristi di Brackley e Milton Keynes – ricordiamo – aveva scovato un varco nelle norme relative alla MGU-K.

    Il cuore della questione riguarda i 350 kW di potenza elettrica massima: per regolamento, questa energia non può coprire l’intero arco del giro, poiché il limite fissato tra i 7 e i 9 MJ costringe a un punto di interruzione.

    Normalmente, la FIA impone che lo spegnimento della parte elettrica avvenga in modo graduale, con una riduzione di 50 kW al secondo.

    Tuttavia, Mercedes e Red Bull avevano trovato il modo di passare da 350 kW a zero in un colpo solo proprio sotto la bandiera a scacchi.

    Per farlo, i due team avrebbero sfruttato una norma nata esclusivamente per motivi di sicurezza, che permette la disconnessione istantanea della potenza elettrica in caso di emergenza.

    Il vantaggio era sottile, ma decisivo: ritardando la fase di calo graduale, i piloti potevano godere della spinta massima per qualche frazione di secondo in più rispetto alla concorrenza. Il regolamento prevede che, dopo una disconnessione di sicurezza, la MGU-K resti inattiva per 60 secondi, un limite che i tecnici avevano calcolato perfettamente.

    In gara questa “punizione” sarebbe fatale, ma in qualifica cadeva nel vuoto, poiché al traguardo segue sempre un giro lento, dove l’assenza di potenza elettrica non ha alcun impatto cronometrico.

    La FIA, intuito l’abuso sistematico di una procedura d’emergenza per fini prestazionali, ha dunque deciso di chiudere la scappatoia.

  • Ferrari in forte pressing su Hannah Schmitz

    Ferrari in forte pressing su Hannah Schmitz

    L’emorragia di talenti in casa Red Bull sembra non avere fine e minaccia di colpire uno dei pilastri fondamentali dei successi di Max Verstappen: Hannah Schmitz.

    Dopo gli addii pesanti di Christian Horner, Helmut Marko, Adrian Newey, Jonathan Wheatley, Rob Marshall, e (dal 2028) Gianpiero Lambiase, la storica responsabile delle strategie di Milton Keynes potrebbe essere la prossima figura chiave a lasciare la squadra.

    Secondo quanto riportato da Kenny Handkammer – ex membro della compagine anglo-austriaca – nel suo podcast, il declino della struttura tecnica della squadra sta assumendo contorni preoccupanti.

    “Il declino di Red Bull è piuttosto triste”, ha osservato Handkammer, sottolineando come la perdita sistematica di figure apicali stia svuotando il team delle sue eccellenze.

    Le indiscrezioni raccolte dalla testata tedesca F1 Insider puntano in una direzione precisa: sarebbe infatti la Ferrari a essere in grande pressing sulla Schmitz.

    Hannah, quarant’anni e in Red Bull dal 2009, è considerata la miglior stratega del Circus. La sua capacità di mantenere la calma sotto pressione e di leggere l’evoluzione delle gare è stata spesso esaltata da Max Verstappen, che dopo il Gran Premio d’Ungheria del 2022 la definì “semplicemente incredibile”.

    Proprio per il pilota olandese, questo possibile addio rappresenterebbe un colpo durissimo.

    Per Super Max, la stabilità dell’ambiente e la fiducia nelle persone che lo circondano sono elementi imprescindibili.

    L’eventuale partenza di Schmitz, l’ultima di una lunga lista di fedelissimi, potrebbe innescare un definitivo effetto domino, spingendo il quattro volte iridato a riflettere seriamente sul proprio futuro lontano da una scuderia che appare sempre più in disarmo.

    E, se il monitoraggio della Ferrari su Verstappen dovesse concretizzarsi, trovare a Maranello la “regina delle strategie” potrebbe essere l’argomento decisivo per convincere l’olandese al grande salto (una volta ritiratosi Hamilton).

    Seguiranno aggiornamenti.

  • Caso Verstappen-The Guardian, la FIA richiede incontro chiarificatore. No secco di Super Max

    Caso Verstappen-The Guardian, la FIA richiede incontro chiarificatore. No secco di Super Max

    Alla vigilia del Gran Premio del Giappone, Max Verstappen si era reso protagonista di una vera e propria “espulsione” ai danni di un giornalista del The Guardian, Giles Richards, allontanato dalla sessione media dopo l’ordine categorico di lasciare l’area.

    Super Max, parlando ai microfoni di ViaPlay, aveva chiarito la sua posizione senza utilizzare giri di parole:

    “Ho rispetto per tutti e rispondo a moltissime domande, anche a quelle stupide, fa parte della Formula 1. Ma quando mi poni la stessa domanda per la ventesima volta e lo fai ridendomi in faccia, dimostri una totale mancanza di rispetto e un chiaro intento malevolo”.

    Secondo l’olandese, l’atteggiamento derisorio del reporter tenuto al termine del Gran Premio di Abu Dhabi del 2025 avrebbe superato il limite professionale.

    Dal canto suo, il giornalista britannico si è detto scioccato dalla veemenza della reazione del pilota, giustificando quello che Verstappen ha descritto come un ghigno sarcastico con un semplice “sorriso nervoso” dovuto alla tensione del momento.

    “Non pensavo fosse divertente, né mi stavo divertendo alle sue spalle”, ha replicato il cronista, negando ogni cattiva intenzione.

    Il caso, nelle ultime ore, è diventato un affare diplomatico, finendo sul tavolo del Formula 1 Media Advisory Council.

    La FIA, riferisce GPBlog, ha infatti espresso formalmente le proprie preoccupazioni a Red Bull, che nel frattempo ha ristrutturato il proprio reparto comunicazione dopo l’addio dello storico capo ufficio stampa Paul Smith.

    Sebbene ci sia stato un colloquio tra il nuovo responsabile della comunicazione del team e il giornalista coinvolto, Verstappen non sembra intenzionato a fare passi indietro: secondo quanto appreso, il pilota non ha partecipato ad alcun incontro chiarificatore (esplicita richiesta FIA, ndr) non avrebbe alcuna intenzione di farlo, confermando una linea di totale chiusura verso chi, a suo dire, manca di totale professionalità.

  • Anche Ferrari su Verstappen? Van Haren conferma: il team monitorerà i prossimi sviluppi

    Anche Ferrari su Verstappen? Van Haren conferma: il team monitorerà i prossimi sviluppi

    Il futuro di Max Verstappen torna a essere il centro gravitazionale del mercato piloti, alimentato dalle parole di chi, come Erik Van Haren, ha da anni un accesso privilegiato alle dinamiche del clan dell’olandese.

    In un video pubblicato sul sito del De Telegraaf, il giornalista ha tracciato uno scenario che vede la Red Bull in una posizione sempre più fragile, legata indissolubilmente alla capacità tecnica di reagire a una crisi che appare ormai strutturale.

    “Potrei immaginare che Max inizi a guardarsi attorno, qualora la Red Bull non riuscisse a trovare una soluzione ai suoi problemi”, ha spiegato Van Haren.

    Secondo l’insider olandese, la pazienza del quattro volte iridato non è infinita:

    “Ad un certo punto potrebbe arrivare la classica goccia che fa traboccare il vaso. Sarà interessante vedere nelle prossime settimane e nei prossimi mesi cosa deciderà”.

    Le indiscrezioni, tuttavia, non si fermano alla semplice possibilità di un addio, ma delineano già la mappa delle pretendenti. Nonostante le smentite di rito, i movimenti dietro le quinte sarebbero già frenetici, con la McLaren in pole position per il ruolo di grande insidiatrice.

    “Zak Brown è molto affascinato da Max e tra i due c’è rispetto. Con Lambiase a bordo avranno un asso nella manica in più”, ha affermato con sicurezza Van Haren, sottolineando come l’approdo dell’ingegnere italo-inglese a Woking nel 2028 possa essere il magnete definitivo per attirare il fuoriclasse di Hasselt.

    Ma la McLaren non sarebbe l’unica opzione sul tavolo. Secondo Van Haren, il profilo di Verstappen resta la priorità assoluta per ogni top team che voglia blindare il proprio futuro:

    “Anche Mercedes e Ferrari terranno sicuramente d’occhio la situazione”.

    Se per Mercedes la porta sembra chiusa dal consolidamento della coppia Russell-Antonelli, l’ipotesi Ferrari per Max potrebbe assumere contorni concreti: in un momento in cui l’olandese appare cupo, quasi spento da un regolamento 2026 che potrebbe anche spingerlo al ritiro anticipato, Maranello potrebbe rappresentare l’unico stimolo capace di riaccendere la sua fame agonistica.

    Nessun team possiede il fascino della Rossa, e con una SF-26 (che attende ADUO con grande interesse) che ha già dimostrato di essere un’ottima vettura, lo sbarco di Max in Italia potrebbe non essere solo una suggestione.

  • 4 GP in 4 settimane: F1 pronta a tutto per salvare Jeddah

    4 GP in 4 settimane: F1 pronta a tutto per salvare Jeddah

    Il calendario 2026 della Formula 1 potrebbe subire un clamoroso scossone proprio nelle sue battute finali.

    Secondo quanto rivelato da Robert Doornbos – ambasciatore del Gran Premio di Abu Dhabi – durante il programma De Stamtafel su Ziggo Sport, il Gran Premio dell’Arabia Saudita, originariamente cancellato ad aprile a causa del conflitto in Medio Oriente, potrebbe essere reinserito in calendario a Dicembre.

    Dietro questa spinta ci sarebbe il colosso petrolifero Aramco, main sponsor della categoria e del team Aston Martin, intenzionato a non perdere la propria “gemma” di Jeddah.

    Lo scenario discusso da Doornbos prevede una ristrutturazione del finale di stagione che porterebbe a quattro gare consecutive senza sosta: Las Vegas, Qatar, Jeddah e Abu Dhabi.

    Per incastrare l’appuntamento saudita, la Formula 1 starebbe dunque valutando di posticipare di una settimana il Gran Premio di Abu Dhabi.

    “Dicono di voler spostare Abu Dhabi e infilare Jeddah nel mezzo”, ha spiegato l’olandese.

    In questo modo, il Gran Premio dell’Arabia Saudita si collocherebbe il 6 dicembre, mentre Abu Dhabi chiuderebbe i giochi il 13 dicembre, rispettando il contratto storico che garantisce a Yas Marina lo status di tappa finale del Mondiale.

    Sebbene la conferma ufficiale dipenda strettamente dall’evoluzione della situazione geopolitica nell’area, la pressione degli sponsor e la volontà di recuperare un evento così remunerativo sembrano aver riaperto una porta che pareva chiusa.

    Se confermato, i team si troverebbero ad affrontare un tour de force senza precedenti.

    Seguiranno aggiornamenti.

  • Verstappen ha scoperto un trick in GT3 che ha lasciato a bocca aperta Juncadella

    Verstappen ha scoperto un trick in GT3 che ha lasciato a bocca aperta Juncadella

    Nonostante la squalifica post-gara della Mercedes-AMG GT3 #3 del team Winward, le performance sfoderate da Max Verstappen nella NLS2, tra le pieghe del Nordschleife, sono rimaste impresse negli occhi di chi quella pista la mastica da una vita.

    Il veterano di casa Audi, Christopher Haase, aveva già espresso il suo stupore per come Verstappen fosse riuscito a tallonarlo nelle sezioni ad alta velocità senza perdere carico aerodinamico.

    Ora, a rincarare la dose è il suo compagno di squadra Daniel Juncadella, che ai microfoni di Motorsport.com ha rivelato un retroscena quasi mistico sul modo in cui l’olandese gestisce l’aria sporca:

    “È stato impressionante vedere quanto velocemente abbia capito come stare così vicino a Christopher. Era la sua prima volta in un duello del genere con una GT3 su questa pista. In realtà ha fatto qualcosa di molto speciale di cui abbiamo parlato dopo la gara. È un accorgimento a cui non avrei mai pensato io stesso, nonostante guidi auto GT da moltissimo tempo”.

    Il pilota spagnolo ha però deciso di non rivelare i dettagli tecnici della scoperta di Max, preferendo mantenere un vantaggio in vista della 24 Ore del Nurburgring:

    “Non vi dirò di cosa si tratta, preferisco tenermelo per me. È un gran bel trucco che ha scoperto. Forse ve lo racconterò un giorno”.

    Secondo Juncadella, la superiorità di Verstappen non risiede solo in una tecnica di guida specifica, ma in una forza mentale fuori dal comune:

    “Non si tratta tanto del suo stile di guida, è la pura fiducia che ha nel calarsi in un’auto che conosce appena, su una pista che richiede un’autostima assoluta. È stato sul ritmo fin dalle libere del venerdì e lo ha confermato in gara”.

    Per Juncadella, il segreto della transizione senza sforzo di Verstappen risiede nelle migliaia di ore trascorse nelle corse virtuali, che gli hanno conferito una capacità di lettura delle situazioni superiore:

    “La sua esperienza nel simracing gli dà un enorme vantaggio. Attraverso tutte quelle gare online, capisce esattamente come lottare contro gli altri e come leggere le situazioni prima ancora che accadano. Dimostra solo quanto sia appassionato di corse”.