Autore: Tommaso Scarabello

  • Bandito il trick utilizzato da W17 e RB22 in qualifica

    Bandito il trick utilizzato da W17 e RB22 in qualifica

    Come rivelato in esclusiva da The Race, la Federazione Internazionale ha ufficialmente bandito il sofisticato “trucco” utilizzato da Mercedes e Red Bull per ottenere un incremento di velocità in qualifica.

    Nonostante l’obiettivo del regolamento 2026 fosse quello di limitare le zone grigie, l’ingegno dei motoristi di Brackley e Milton Keynes – ricordiamo – aveva scovato un varco nelle norme relative alla MGU-K.

    Il cuore della questione riguarda i 350 kW di potenza elettrica massima: per regolamento, questa energia non può coprire l’intero arco del giro, poiché il limite fissato tra i 7 e i 9 MJ costringe a un punto di interruzione.

    Normalmente, la FIA impone che lo spegnimento della parte elettrica avvenga in modo graduale, con una riduzione di 50 kW al secondo.

    Tuttavia, Mercedes e Red Bull avevano trovato il modo di passare da 350 kW a zero in un colpo solo proprio sotto la bandiera a scacchi.

    Per farlo, i due team avrebbero sfruttato una norma nata esclusivamente per motivi di sicurezza, che permette la disconnessione istantanea della potenza elettrica in caso di emergenza.

    Il vantaggio era sottile, ma decisivo: ritardando la fase di calo graduale, i piloti potevano godere della spinta massima per qualche frazione di secondo in più rispetto alla concorrenza. Il regolamento prevede che, dopo una disconnessione di sicurezza, la MGU-K resti inattiva per 60 secondi, un limite che i tecnici avevano calcolato perfettamente.

    In gara questa “punizione” sarebbe fatale, ma in qualifica cadeva nel vuoto, poiché al traguardo segue sempre un giro lento, dove l’assenza di potenza elettrica non ha alcun impatto cronometrico.

    La FIA, intuito l’abuso sistematico di una procedura d’emergenza per fini prestazionali, ha dunque deciso di chiudere la scappatoia.

  • Ferrari in forte pressing su Hannah Schmitz

    Ferrari in forte pressing su Hannah Schmitz

    L’emorragia di talenti in casa Red Bull sembra non avere fine e minaccia di colpire uno dei pilastri fondamentali dei successi di Max Verstappen: Hannah Schmitz.

    Dopo gli addii pesanti di Christian Horner, Helmut Marko, Adrian Newey, Jonathan Wheatley, Rob Marshall, e (dal 2028) Gianpiero Lambiase, la storica responsabile delle strategie di Milton Keynes potrebbe essere la prossima figura chiave a lasciare la squadra.

    Secondo quanto riportato da Kenny Handkammer – ex membro della compagine anglo-austriaca – nel suo podcast, il declino della struttura tecnica della squadra sta assumendo contorni preoccupanti.

    “Il declino di Red Bull è piuttosto triste”, ha osservato Handkammer, sottolineando come la perdita sistematica di figure apicali stia svuotando il team delle sue eccellenze.

    Le indiscrezioni raccolte dalla testata tedesca F1 Insider puntano in una direzione precisa: sarebbe infatti la Ferrari a essere in grande pressing sulla Schmitz.

    Hannah, quarant’anni e in Red Bull dal 2009, è considerata la miglior stratega del Circus. La sua capacità di mantenere la calma sotto pressione e di leggere l’evoluzione delle gare è stata spesso esaltata da Max Verstappen, che dopo il Gran Premio d’Ungheria del 2022 la definì “semplicemente incredibile”.

    Proprio per il pilota olandese, questo possibile addio rappresenterebbe un colpo durissimo.

    Per Super Max, la stabilità dell’ambiente e la fiducia nelle persone che lo circondano sono elementi imprescindibili.

    L’eventuale partenza di Schmitz, l’ultima di una lunga lista di fedelissimi, potrebbe innescare un definitivo effetto domino, spingendo il quattro volte iridato a riflettere seriamente sul proprio futuro lontano da una scuderia che appare sempre più in disarmo.

    E, se il monitoraggio della Ferrari su Verstappen dovesse concretizzarsi, trovare a Maranello la “regina delle strategie” potrebbe essere l’argomento decisivo per convincere l’olandese al grande salto (una volta ritiratosi Hamilton).

    Seguiranno aggiornamenti.

  • Caso Verstappen-The Guardian, la FIA richiede incontro chiarificatore. No secco di Super Max

    Caso Verstappen-The Guardian, la FIA richiede incontro chiarificatore. No secco di Super Max

    Alla vigilia del Gran Premio del Giappone, Max Verstappen si era reso protagonista di una vera e propria “espulsione” ai danni di un giornalista del The Guardian, Giles Richards, allontanato dalla sessione media dopo l’ordine categorico di lasciare l’area.

    Super Max, parlando ai microfoni di ViaPlay, aveva chiarito la sua posizione senza utilizzare giri di parole:

    “Ho rispetto per tutti e rispondo a moltissime domande, anche a quelle stupide, fa parte della Formula 1. Ma quando mi poni la stessa domanda per la ventesima volta e lo fai ridendomi in faccia, dimostri una totale mancanza di rispetto e un chiaro intento malevolo”.

    Secondo l’olandese, l’atteggiamento derisorio del reporter tenuto al termine del Gran Premio di Abu Dhabi del 2025 avrebbe superato il limite professionale.

    Dal canto suo, il giornalista britannico si è detto scioccato dalla veemenza della reazione del pilota, giustificando quello che Verstappen ha descritto come un ghigno sarcastico con un semplice “sorriso nervoso” dovuto alla tensione del momento.

    “Non pensavo fosse divertente, né mi stavo divertendo alle sue spalle”, ha replicato il cronista, negando ogni cattiva intenzione.

    Il caso, nelle ultime ore, è diventato un affare diplomatico, finendo sul tavolo del Formula 1 Media Advisory Council.

    La FIA, riferisce GPBlog, ha infatti espresso formalmente le proprie preoccupazioni a Red Bull, che nel frattempo ha ristrutturato il proprio reparto comunicazione dopo l’addio dello storico capo ufficio stampa Paul Smith.

    Sebbene ci sia stato un colloquio tra il nuovo responsabile della comunicazione del team e il giornalista coinvolto, Verstappen non sembra intenzionato a fare passi indietro: secondo quanto appreso, il pilota non ha partecipato ad alcun incontro chiarificatore (esplicita richiesta FIA, ndr) non avrebbe alcuna intenzione di farlo, confermando una linea di totale chiusura verso chi, a suo dire, manca di totale professionalità.

  • Anche Ferrari su Verstappen? Van Haren conferma: il team monitorerà i prossimi sviluppi

    Anche Ferrari su Verstappen? Van Haren conferma: il team monitorerà i prossimi sviluppi

    Il futuro di Max Verstappen torna a essere il centro gravitazionale del mercato piloti, alimentato dalle parole di chi, come Erik Van Haren, ha da anni un accesso privilegiato alle dinamiche del clan dell’olandese.

    In un video pubblicato sul sito del De Telegraaf, il giornalista ha tracciato uno scenario che vede la Red Bull in una posizione sempre più fragile, legata indissolubilmente alla capacità tecnica di reagire a una crisi che appare ormai strutturale.

    “Potrei immaginare che Max inizi a guardarsi attorno, qualora la Red Bull non riuscisse a trovare una soluzione ai suoi problemi”, ha spiegato Van Haren.

    Secondo l’insider olandese, la pazienza del quattro volte iridato non è infinita:

    “Ad un certo punto potrebbe arrivare la classica goccia che fa traboccare il vaso. Sarà interessante vedere nelle prossime settimane e nei prossimi mesi cosa deciderà”.

    Le indiscrezioni, tuttavia, non si fermano alla semplice possibilità di un addio, ma delineano già la mappa delle pretendenti. Nonostante le smentite di rito, i movimenti dietro le quinte sarebbero già frenetici, con la McLaren in pole position per il ruolo di grande insidiatrice.

    “Zak Brown è molto affascinato da Max e tra i due c’è rispetto. Con Lambiase a bordo avranno un asso nella manica in più”, ha affermato con sicurezza Van Haren, sottolineando come l’approdo dell’ingegnere italo-inglese a Woking nel 2028 possa essere il magnete definitivo per attirare il fuoriclasse di Hasselt.

    Ma la McLaren non sarebbe l’unica opzione sul tavolo. Secondo Van Haren, il profilo di Verstappen resta la priorità assoluta per ogni top team che voglia blindare il proprio futuro:

    “Anche Mercedes e Ferrari terranno sicuramente d’occhio la situazione”.

    Se per Mercedes la porta sembra chiusa dal consolidamento della coppia Russell-Antonelli, l’ipotesi Ferrari per Max potrebbe assumere contorni concreti: in un momento in cui l’olandese appare cupo, quasi spento da un regolamento 2026 che potrebbe anche spingerlo al ritiro anticipato, Maranello potrebbe rappresentare l’unico stimolo capace di riaccendere la sua fame agonistica.

    Nessun team possiede il fascino della Rossa, e con una SF-26 (che attende ADUO con grande interesse) che ha già dimostrato di essere un’ottima vettura, lo sbarco di Max in Italia potrebbe non essere solo una suggestione.

  • 4 GP in 4 settimane: F1 pronta a tutto per salvare Jeddah

    4 GP in 4 settimane: F1 pronta a tutto per salvare Jeddah

    Il calendario 2026 della Formula 1 potrebbe subire un clamoroso scossone proprio nelle sue battute finali.

    Secondo quanto rivelato da Robert Doornbos – ambasciatore del Gran Premio di Abu Dhabi – durante il programma De Stamtafel su Ziggo Sport, il Gran Premio dell’Arabia Saudita, originariamente cancellato ad aprile a causa del conflitto in Medio Oriente, potrebbe essere reinserito in calendario a Dicembre.

    Dietro questa spinta ci sarebbe il colosso petrolifero Aramco, main sponsor della categoria e del team Aston Martin, intenzionato a non perdere la propria “gemma” di Jeddah.

    Lo scenario discusso da Doornbos prevede una ristrutturazione del finale di stagione che porterebbe a quattro gare consecutive senza sosta: Las Vegas, Qatar, Jeddah e Abu Dhabi.

    Per incastrare l’appuntamento saudita, la Formula 1 starebbe dunque valutando di posticipare di una settimana il Gran Premio di Abu Dhabi.

    “Dicono di voler spostare Abu Dhabi e infilare Jeddah nel mezzo”, ha spiegato l’olandese.

    In questo modo, il Gran Premio dell’Arabia Saudita si collocherebbe il 6 dicembre, mentre Abu Dhabi chiuderebbe i giochi il 13 dicembre, rispettando il contratto storico che garantisce a Yas Marina lo status di tappa finale del Mondiale.

    Sebbene la conferma ufficiale dipenda strettamente dall’evoluzione della situazione geopolitica nell’area, la pressione degli sponsor e la volontà di recuperare un evento così remunerativo sembrano aver riaperto una porta che pareva chiusa.

    Se confermato, i team si troverebbero ad affrontare un tour de force senza precedenti.

    Seguiranno aggiornamenti.

  • Verstappen ha scoperto un trick in GT3 che ha lasciato a bocca aperta Juncadella

    Verstappen ha scoperto un trick in GT3 che ha lasciato a bocca aperta Juncadella

    Nonostante la squalifica post-gara della Mercedes-AMG GT3 #3 del team Winward, le performance sfoderate da Max Verstappen nella NLS2, tra le pieghe del Nordschleife, sono rimaste impresse negli occhi di chi quella pista la mastica da una vita.

    Il veterano di casa Audi, Christopher Haase, aveva già espresso il suo stupore per come Verstappen fosse riuscito a tallonarlo nelle sezioni ad alta velocità senza perdere carico aerodinamico.

    Ora, a rincarare la dose è il suo compagno di squadra Daniel Juncadella, che ai microfoni di Motorsport.com ha rivelato un retroscena quasi mistico sul modo in cui l’olandese gestisce l’aria sporca:

    “È stato impressionante vedere quanto velocemente abbia capito come stare così vicino a Christopher. Era la sua prima volta in un duello del genere con una GT3 su questa pista. In realtà ha fatto qualcosa di molto speciale di cui abbiamo parlato dopo la gara. È un accorgimento a cui non avrei mai pensato io stesso, nonostante guidi auto GT da moltissimo tempo”.

    Il pilota spagnolo ha però deciso di non rivelare i dettagli tecnici della scoperta di Max, preferendo mantenere un vantaggio in vista della 24 Ore del Nurburgring:

    “Non vi dirò di cosa si tratta, preferisco tenermelo per me. È un gran bel trucco che ha scoperto. Forse ve lo racconterò un giorno”.

    Secondo Juncadella, la superiorità di Verstappen non risiede solo in una tecnica di guida specifica, ma in una forza mentale fuori dal comune:

    “Non si tratta tanto del suo stile di guida, è la pura fiducia che ha nel calarsi in un’auto che conosce appena, su una pista che richiede un’autostima assoluta. È stato sul ritmo fin dalle libere del venerdì e lo ha confermato in gara”.

    Per Juncadella, il segreto della transizione senza sforzo di Verstappen risiede nelle migliaia di ore trascorse nelle corse virtuali, che gli hanno conferito una capacità di lettura delle situazioni superiore:

    “La sua esperienza nel simracing gli dà un enorme vantaggio. Attraverso tutte quelle gare online, capisce esattamente come lottare contro gli altri e come leggere le situazioni prima ancora che accadano. Dimostra solo quanto sia appassionato di corse”.

  • Red Bull, Waché a serio rischio. Il tecnico francese aveva gonfiato il petto in inverno

    Red Bull, Waché a serio rischio. Il tecnico francese aveva gonfiato il petto in inverno

    La stagione 2026, nelle menti e nei cuori degli uomini di casa Red Bull, ha sempre rappresentato una sfida tanto affascinante quanto complessa.

    Per la prima volta, infatti, la scuderia di Milton Keynes si sarebbe presentata ai nastri di partenza di un Mondiale di Formula 1 con una monoposto animata da una Power Unit realizzata in completa autonomia.

    E così è stato.

    In occasione dei test pre-stagionali, in Spagna prima e in Bahrain dopo, la RB22 è scesa in pista sfoggiando il risultato del duro lavoro portato a termine dalla nuova divisione RBPT, Red Bull Powertrains: un propulsore in grado di sorprendere appassionati e addetti ai lavori con performance che in pochi si aspettavano da una squadra impegnatasi per la prima volta in prima persona sul fronte motoristico.

    Nessuno, allora, si sarebbe aspettato che a deludere le aspettative di Max Verstappen e Isack Hadjar sarebbe stato il telaio, rivelatosi nei mesi successivi il vero tallone d’Achille della RB22.

    La Red Bull, ad oggi, deve fare i conti con diversi chili di troppo – si parla di addirittura 12 kg di sovrappeso – e con una guidabilità semplicemente non all’altezza, tanto da portare diversi insider a ritenere la monoposto di Milton Keynes inferiore a quella sviluppata dalla scuderia satellite Racing Bulls.

    Una macchia, questa, che, stando a quanto riportato da F1 Insider, avrebbe messo pericolosamente a rischio la posizione dell’attuale direttore tecnico, Pierre Waché, il quale nel corso dell’inverno si sarebbe vantato di aver dato vita ad una vettura addirittura un secondo più veloce di quella dei “cugini” di Faenza.

    Alla luce delle prestazioni a dir poco inconsistenti confezionate nei primi tre appuntamenti del calendario, a Miami ci si aspetta quindi una forte reazione da parte della Red Bull, con un importante pacchetto di aggiornamenti atteso per quell’occasione.

    Da esso, secondo F1 Insider, potrebbe dipendere il futuro del tecnico francese: se gli upgrade dovessero rivelarsi un ulteriore fallimento, potremmo assistere ad un inaspettato terremoto all’interno dei box della compagine anglo-austriaca.

  • ADUO, Ferrari entro la soglia del 4%. Il nuovo ICE dovrebbe debuttare a Luglio.

    ADUO, Ferrari entro la soglia del 4%. Il nuovo ICE dovrebbe debuttare a Luglio.

    L’entrata nel vivo della stagione 2026 porta con sé la prima verifica dei parametri ADUO, il meccanismo di bilanciamento delle prestazioni previsto dal regolamento per livellare i valori in campo tra i costruttori.

    Sulla base dei dati raccolti nei primi tre Gran Premi, secondo quanto appreso dagli affidabili e sempre puntuali colleghi di AutoRacer.it, Ferrari, Audi e Honda dovrebbero confermarsi all’interno della soglia del 4% di distacco rispetto al riferimento Mercedes, condizione che permetterà loro di attivare le opzioni di sviluppo supplementari stabilite dalle norme vigenti.

    A Maranello la pianificazione segue una linea di estrema prudenza: sebbene il deficit dell’attuale motore endotermico sia noto agli ingegneri, la rotazione delle Power Unit non subirà strappi: la seconda unità manterrà le specifiche attuali, mentre il primo vero aggiornamento tecnico è atteso per la terza unità (PU3).

    Il debutto di un ICE evoluto, mirato a incrementare la potenza e migliorare l’efficienza termica, è dunque previsto non prima del mese di Luglio, subordinato al responso ufficiale della FIA sui valori medi dopo la sesta gara stagionale.

    Se la Mercedes gode attualmente di un vantaggio stimato in circa 30 cavalli, il team di Brackley deve però fare i conti con i vincoli del budget cap, avendo già allocato gran parte delle risorse sullo sviluppo iniziale.

    Uno scenario opposto a quello della Red Bull, analizzato da Cristiano Sponton nell’articolo in questione, dove l’ottimo livello dell’endotermico – paragonabile a quello Mercedes – rischia di diventare un limite politico: non essendo il motore l’origine della crisi tecnica di Milton Keynes, il team potrebbe non avere accesso ai permessi di sviluppo garantiti dal sistema ADUO, restando di fatto escluso dai benefici regolamentari di cui godranno i diretti concorrenti.

  • Ferrari avrebbe voluto Doohan nella propria line-up per il Mondiale WEC

    Ferrari avrebbe voluto Doohan nella propria line-up per il Mondiale WEC

    A seguito del suo avvicendamento in favore di Franco Colapinto, avvenuto poco dopo il Gran Premio di Miami della passata stagione, il nome di Jack Doohan è apparentemente sparito dai radar.

    Il giovane australiano ha inizialmente ricoperto il ruolo di pilota di riserva in casa Alpine, per poi approdare in Haas nel mese di Febbraio, mantenendo la medesima posizione che occupava presso il team di Enstone.

    I mesi antecedenti a questo trasferimento, tuttavia, per il figlio d’arte sono stati più movimentati di quanto si possa immaginare.
    Stando a quanto riportato da Planet F1, infatti, Doohan inizialmente avrebbe dovuto affiancare al ruolo di riserva in Haas un programma da titolare nella Super Formula giapponese, con il supporto del partner tecnico Toyota.

    Un’opportunità che, sulla carta, gli avrebbe garantito chilometri preziosi e visibilità in un campionato altamente competitivo.

    Il progetto, però, è naufragato dopo un test particolarmente complicato a Suzuka con il team Kondo Racing, segnato da tre incidenti ravvicinati che hanno spinto il pilota australiano a rinunciare definitivamente all’accordo.

    Parallelamente, grazie a Planet F1, emerge anche un retroscena di rilievo: nello stesso periodo, Ferrari avrebbe presentato a Doohan un’offerta per entrare nel proprio programma Hypercar nel World Endurance Championship.

    Un’opzione, questa, estremamente prestigiosa, considerando il dominio recente della Casa di Maranello nella categoria.

    Nonostante i contatti, tuttavia, le parti non sono riuscite a trovare un’intesa, lasciando così invariata la line-up Ferrari nel WEC e costringendo Doohan a guardare altrove per il proprio futuro agonistico.

    Il mancato accordo con la Ferrari – almeno fino ad ora – rappresenta quindi uno snodo cruciale nella carriera recente dell’australiano, il quale ha poi scelto di rilanciarsi nell’endurance firmando per la European Le Mans Series, senza però abbandonare definitivamente l’obiettivo di un ritorno in Formula 1, magari già a partire dal 2027.

  • F1, il piano di Toni Cuquerella per salvare questa stagione 2026

    F1, il piano di Toni Cuquerella per salvare questa stagione 2026

    Dopo un avvio di campionato in cui le monoposto sono apparse letteralmente ostaggio dell’erogazione elettrica, la FIA e la Formula 1 si trovano ora con le spalle al muro, consapevoli dell’urgenza di una correzione immediata al nuovo regolamento tecnico.

    In questo scenario, l’analisi tecnica di Toni Cuquerella, una delle figure tecniche più rispettate del Circus, non è solo uno studio di fattibilità, ma una via d’uscita pragmatica per salvaguardare l’identità della massima serie.

    Il cuore del problema, confermato dai dati telemetrici, risiede in una ripartizione della potenza che si sta rivelando inefficiente: un sistema ibrido che, pur disponendo di 350 kW, esaurisce la propria carica ben prima del termine dei rettilinei, lasciando i piloti privi di spinta proprio nella fase di allungo.

    L’ingegnere spagnolo, simulando il comportamento delle vetture sul tracciato di Miami, propone una ritaratura dei parametri operativi estremamente precisa.

    La soluzione cardine risiede nell’abbassamento della potenza massima della MGU-K da 350 kW a 200 kW. Sebbene possa apparire controintuitivo ridurre il picco di potenza elettrica, i dati dimostrano che questa manovra permetterebbe di eliminare completamente i 230 metri di super clipping che attualmente affliggono le vetture.

    Cuquerella suggerisce inoltre di intervenire sullo Slew Rate, limitandolo a 50 kW/s, e di ridurre l’energia massima stoccata da 9 MJ a 6 MJ, mantenendo però invariata la capacità di ricarica a 350 kW per garantire la sostenibilità del sistema durante l’intero giro.

    Questa configurazione modificherebbe il rapporto di potenza tra motore termico (ICE) e parte elettrica, portandolo da un 50/50 a un più equilibrato 64/36 a favore dell’endotermico.

    Sotto il profilo cronometrico, l’adozione di questi parametri comporterebbe una riduzione della velocità massima di circa 10 km/h (da 338 a 328 km/h a Miami) e un incremento del tempo sul giro di circa un secondo e mezzo.

    Tuttavia, il vantaggio in termini di guidabilità e spettacolo sarebbe immenso: la progressione della vettura risulterebbe naturale e lineare.

    Il pregio fondamentale della proposta di Cuquerella è la sua natura esclusivamente regolamentare: non viene infatti richiesta alcuna riprogettazione delle Power Unit o l’aumento del flusso di carburante, operazioni che risulterebbero impossibili da attuare a stagione in corso.