Categoria: Daily News

  • Leclerc: “Nemmeno una vittoria cancellerebbe la vergogna che provo”

    Leclerc: “Nemmeno una vittoria cancellerebbe la vergogna che provo”

    Anche questa volta, Charles Leclerc non cerca scusanti.

    Mentre il volto di Lewis Hamilton è raggiante, galvanizzato dalla prima fila inaspettatamente (o forse no) conquistata nelle qualifiche di Barcellona, quello del monegasco è affranto, solcato dalla vergogna.

    La vergogna di non essere stato all’altezza, di aver avuto troppa fretta.

    Perché oggi, anche e soprattutto grazie al consistente pacchetto di aggiornamenti implementati sulla vettura, il distacco da Mercedes era finalmente colmabile, la pole position alla portata di Ferrari.

    Lo avevano dimostrato gli ottimi passaggi fatti registrare in Q1 e Q2, quando il numero 16 si ritrovava sempre a lottare al vertice, supportato da un feeling ottimale con la sua SF-26.

    Eppure, è stata proprio questa fiducia a giocargli un brutto scherzo: entusiasta della possibilità di issarsi in cima alla classifica, Charles ha osato troppo, schiantandosi rovinosamente contro le barriere.

    Un’immagine, questa, che rappresenta solo l’ultimo capitolo di un periodo decisamente complicato per Leclerc, reduce da due fine settimana segnati da altrettante insidie e difficoltà.

    Intervistato ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, il pilota non ha nascosto l’intensità dei sentimenti che lo scuotono:

    Provo tantissima vergogna. Devo per forza fare queste interviste e quindi vengo a parlare ma mi vergogno tanto. Gli ultimi weekend sono stati molto difficili, e arrivando qui, con gli aggiornamenti che abbiamo portato, c’era tanta fiducia già dal venerdì. Non ho parole dopo una qualifica del genere. Il potenziale per la pole e il feeling c’erano. Proprio per questo ho provato a fare qualcosa di diverso in Curva 4 che è stato il punto debole di tutta la qualifica, però non ci sono scuse”

    Pur sforzandosi di guardare alla gara con un accenno di ottimismo, l’autocritica del monegasco si rivela spietata, condannandolo all’insoddisfazione persino davanti a un possibile trionfo:

    “Mi dispiace tantissimo per i tifosi e per la gente che mi segue. Sono comunque ottimista per domani. La vittoria sarebbe il minimo che posso fare per scusarmi. Ma, onestamente, anche se domani vincessi, non va comunque bene“.

  • Tutto vero: Alonso pronto a fare ritorno in Alpine dal 2027

    Tutto vero: Alonso pronto a fare ritorno in Alpine dal 2027

    Le indiscrezioni sul futuro di Fernando Alonso hanno subito una brusca e clamorosa accelerazione nel paddock di Barcellona.

    Ad anticipare lo scenario di un ipotetico ritorno dello spagnolo in Alpine, nella mattinata odierna, era stata la redazione di Motorsport.com Italia tramite Roberto Chinchero.

    La situazione ha tuttavia registrato un’evoluzione immediata a seguito di un aggiornamento pubblicato da Thomas Maher su Planet F1, le cui informazioni di rilievo impongono di trattare la vicenda con estrema attualità, evidenziando come le iniziali ipotesi stiano assumendo i contorni di una trattativa concreta.

    Secondo quanto appreso, i vertici della scuderia francese si sarebbero attivati in modo deciso per pianificare il futuro a breve termine: Flavio Briatore e Gucci, prossimo Title Partner del team transalpino, stanno esercitando una forte pressione per riportare il pilota asturiano a Enstone a partire dalla prossima stagione.

    L’operazione, supportata in prima persona dal manager piemontese e dal nuovo sponsor, si configura come un progetto strategico di altissimo profilo sia sotto l’aspetto prettamente sportivo sia per il ritorno commerciale e d’immagine globale.

    La rinnovata presenza di Briatore alla guida operativa della compagine francese costituisce un elemento di continuità logica, ulteriormente alimentato dal momento difficile di Aston Martin.

    Nonostante gli accordi futuri con Honda e il pesante ingaggio di Adrian Newey costituiscano solide basi per i prossimi anni, l’attuale carenza di risultati in pista e l’incertezza sui tempi di maturazione del progetto tecnico sembrano spingere Alonso a valutare l’ennesimo, clamoroso “ritorno a casa”.

    L’eventuale arrivo di Alonso metterebbe seriamente a rischio la posizione di Franco Colapinto, dal momento che Pierre Gasly è blindato da un contratto valido fino al 2028.

    Seguiranno aggiornamenti.

  • Verstappen: “Avrei voluto il 60/40 già nel 2027”

    Verstappen: “Avrei voluto il 60/40 già nel 2027”

    Il fine settimana di Barcellona si apre sotto il segno delle polemiche politiche in seguito alle recenti e discusse comunicazioni della Federazione Internazionale dell’Automobile sui parametri ADUO.

    Solo pochi giorni fa, infatti, la FIA si era espressa definendo la Power Unit della Red Bull-Ford come il punto di riferimento della griglia, davanti a Mercedes e Ferrari.

    Si tratta, come noto, di una decisione che ha scatenato un vero e proprio polverone nel paddock, tanto da spingere l’organo di governo sportivo ad avviare una nuova valutazione dei dati.

    In prima fila in questa discussione si è schierata proprio la scuderia di Milton Keynes, che si trova attualmente al quarto posto in un Mondiale finora dominato dalla Mercedes dopo sei gare e che si è vista di fatto bloccare i piani di sviluppo.

    Ad aprirsi sulla questione ci ha pensato Max Verstappen che, durante il media day catalano, ha commentato apertamente lo scenario rigettando con una punta di frustrazione l’idea di disporre dell’unità più prestazionale del lotto.

    “Questa notizia ci ha sorpresi un po’ tutti”, ha dichiarato il pilota olandese ai media, tra cui GPBlog. “Per questo stiamo parlando con la FIA per capire cosa sia successo e come siano giunti a questa conclusione. Dall’esterno si può dire «è fantastico», ma per noi è un po’ deludente perché semplicemente non ci sentiamo i migliori. Il lavoro fatto ovviamente è impressionante, considerando il poco tempo. Abbiamo ancora qualche problema di affidabilità, ma nel complesso è bello far parte di tutto questo. Siamo orgogliosi ma anche un po’ confusi dall’essere descritti come i migliori, perché non ci sentiamo così”.

    Oltre al caos legato all’ADUO, il quattro volte iridato ha detto la sua anche sulle future novità regolamentari relative alla ripartizione tra motore termico ed elettrico per il biennio 2027 e 2028:

    “Avrei sperato di avere questo cambiamento già il prossimo anno, ma capisco che ci sono dinamiche politiche in ballo. Almeno queste modifiche stanno andando nella giusta direzione e immagino sia una cosa positiva”.

  • Russell: “45 punti del mio ritardo sono causati da eventi fuori dal mio controllo”

    Russell: “45 punti del mio ritardo sono causati da eventi fuori dal mio controllo”

    George Russell, se ci sei batti un colpo.

    E, vista la situazione attuale del numero 63 della Mercedes, quel colpo dovrà essere forte, deciso e capace di ridare slancio a una stagione che, fin qui, si è rivelata ben più complicata del previsto.

    I 68 punti di ritardo dal compagno di squadra e attuale leader del Mondiale, Andrea Kimi Antonelli – reduce da cinque vittorie consecutive e in uno stato di grazia assoluto – rappresentano tuttavia soltanto la punta dell’iceberg.

    Al di là dei numeri, a colpire è soprattutto la differenza nell’approccio, con il giovane pilota italiano che riesce a gestire pressione, emozioni e rapporto con il team con la naturalezza di un veterano, confermandosi sempre più il punto di riferimento all’interno della Stella.

    A gravare ulteriormente sulla stagione di Russell ci sono poi i due pesantissimi zeri raccolti in Canada e a Monaco.

    Se a Montreal a fermarlo era stato un problema tecnico alla sua W17, nel Principato il britannico è stato protagonista di un fine settimana caotico, tra errori di comunicazione con il team e penalità culminate con un drive-through nel finale di gara che lo hanno relegato fuori dalla top ten.

    A tal proposito, intervenuto nel tradizionale Media Day del giovedì a Barcellona, il pilota britannico ha analizzato non soltanto quanto accaduto a Monte-Carlo, ma anche l‘andamento complessivo della sua stagione:

    Il risultato di Monaco è stato difficile da accettare. Però, quando mi sono fermato a riflettere sull’intera stagione, mi sono reso conto che, se fosse stata semplicemente una stagione normale – quindi senza episodi particolarmente favorevoli o sfavorevoli – probabilmente avrei conquistato almeno altri tre podi. Sarei salito sul podio in cinque gare su sei, forse con una o due vittorie in più e qualche successo aggiuntivo nelle Sprint. Credo che sarei comunque leggermente dietro a Kimi in classifica, ma il quadro sarebbe completamente diverso “.

    Per Russell, dunque, il divario da Antonelli non sarebbe legato alle prestazioni, bensì a una serie di episodi sfavorevoli. L’obiettivo, ora, sarà quello di lasciarsi alle spalle i rimpianti e concentrarsi esclusivamente sulla pista:

    Da adesso penserò soltanto a correre. Non posso fare nulla se il motore si rompe, se una Safety Car esce nel momento sbagliato o se accade una situazione come quella a Monaco. Sono tutte cose fuori dal mio controllo. Oggi sento meno pressione addosso e voglio semplicemente godermi ogni gara, senza pensare al titolo che in questo momento è troppo lontano per essere un pensiero concreto. Se fossi a 60 punti di distacco per mancanza di prestazione, la situazione sarebbe molto più preoccupante. Invece, almeno 45 punti di questo ritardo sono stati determinati da fattori fuori dal mio controllo “.

  • Ferrari, il primo upgrade ADUO arriva in anticipo? Attesa in Austria la prima PU Evo

    Ferrari, il primo upgrade ADUO arriva in anticipo? Attesa in Austria la prima PU Evo

    Secondo quanto appreso da Auto Motor und Sport, la Ferrari anticiperà i tempi portando in pista la prima tranche del doppio aggiornamento al motore già nel prossimo Gran Premio d’Austria a Spielberg.

    Il semaforo verde della FIA al meccanismo di parificazione ADUO (nonostante manchi ancora il comunicato ufficiale) ha sbloccato i piani strategici del team di Maranello, che – pur essendo estremamente adirato per il 2% concesso a Mercedes – avrebbe accelerato in modo frenetico i processi di delibera e i passaggi sui banchi di prova per anticipare i tempi di produzione, probabilmente consapevole fatto che non sarà possibile, per la Federazione, procedere all’abolizione del sistema.

    La prima delle due evoluzioni approvate, inizialmente programmata per la successiva trasferta di Spa-Francorchamps, debutterà quindi in anticipo tra le curve del Red Bull Ring.

    Il secondo e definitivo aggiornamento del V6 è invece previsto per il mese di settembre, subito dopo la pausa estiva, consentendo a Charles Leclerc e Lewis Hamilton di disputare la parte cruciale del campionato con una cavalleria finalmente all’altezza della concorrenza.

    Questa tabella di marcia potrebbe inoltre permettere alla Ferrari di completare la rotazione dei componenti senza incorrere in penalità sulla griglia di partenza.

    Avendo utilizzato soltanto due unità termiche dall’inizio del Mondiale, i piloti hanno ancora a disposizione i due propulsori freschi previsti dal regolamento prima di far scattare le sanzioni per il quinto elemento, permettendo così di far coincidere l’introduzione dei propulsori evoluti con il naturale ciclo di vita della rotazione tecnica.

  • Ufficiale: Leclerc dice addio a dischi e pastiglie Brembo

    Ufficiale: Leclerc dice addio a dischi e pastiglie Brembo

    Come riportato da numerosi fonti sulla base delle immagini che ci giungono da Barcellona, Charles Leclerc seguirà la strada tracciata da Lewis Hamilton e cambierà ufficialmente parte del proprio impianto frenante a partire dal prossimo Gran Premio di Catalogna.

    Il pilota monegasco interromperà lo storico e lunghissimo monopolio della Brembo sulla sua vettura, decidendo di passare ai dischi e alle pastiglie prodotti dalla Carbon Industrie, azienda controllata del colosso aerospaziale Safran Landing Systems.

    La decisione, caldeggiata e supportata dalla stessa Ferrari in nome della massima ricerca del feeling di guida, arriva dopo il drammatico e tormentato fine settimana di Monaco, culminato con il ritiro del pilota di casa.

    Proprio nel Principato, gli on-board avevano immortalato le enormi difficoltà di Leclerc, costretto a lottare con temperature fuori controllo e una totale assenza di pressione idraulica sull’asse posteriore, tanto da accusare un dritto nella via di fuga della Mirabeau già sotto il regime di Safety Car.

    Hamilton aveva già effettuato la medesima transizione tecnica in occasione del Gran Premio del Giappone.

    A Barcellona entrambe le SF-26 manterranno le pinze fornite dalla Brembo – partner storico di Maranello da cinquant’anni – ma monteranno materiale d’attrito francese nel tentativo di ritrovare la giusta precisione nelle staccate più profonde.

  • Ufficiale: dal 2027 ICE a 420 kW, dal 2028 si sale a 450!

    Ufficiale: dal 2027 ICE a 420 kW, dal 2028 si sale a 450!

    La FIA ha appena annunciato il raggiungimento di un accordo definitivo sulle cruciali normative motoristiche che ridisegneranno l’equilibrio della Formula 1 a partire dalla stagione 2027.

    La Federazione ha deliberato una profonda e immediata correzione di rotta sul bilanciamento della potenza tra parte termica e parte elettrica, intervenendo direttamente sui nodi cruciali che avevano sollevato i forti dubbi di costruttori e addetti ai lavori.

    La novità più dirompente riguarda l’importante incremento di potenza concesso al motore a combustione interna (ICE).

    L’attuale limite, fissato a 400 kW, salirà a 420 kW per il campionato 2027, per poi subire un ulteriore e massiccio incremento nel 2028, anno in cui i propulsori termici potranno sprigionare fino a 450 kW di potenza massima.

    Per compensare questo aumento e riequilibrare la gestione dell’energia lungo l’arco del giro di pista, la componente legata al motore elettrico subirà una parziale cura dimagrante, scendendo dagli originari 350 kW agli inediti 300 kW a partire dal 2027.

    Una sterzata politica e tecnica netta che punta a scongiurare il rischio di veder crollare le velocità di punta in rettilineo e a garantire una gestione energetica decisamente più sostenibile per le scuderie.

  • Antonelli: “Chi poteva fermarmi oggi? Solo me stesso, la macchina era incredibile”

    Antonelli: “Chi poteva fermarmi oggi? Solo me stesso, la macchina era incredibile”

    In una gara come quella andata in scena a Monaco non serviva solo andare più forte, ma riuscire a mettere insieme tutto senza mai perdere il controllo. Andrea Kimi Antonelli lo ha fatto da pilota maturo, costruendo un’altra vittoria dominante in un week-end in cui la Mercedes si è dimostrata semplicemente perfetta, permettendogli di spingere senza mai dover davvero inseguire il limite.


    Il punto di partenza della sua analisi è la gestione di una gara condita da vari imprevisti e spezzata dalla bandiera rossa, che sul finale ha rimesso tutto in discussione annullando il vantaggio costruito fino a quel momento. Il giovane pilota Mercedes ne ha parlato al microfono di Sky Sport F1 Italia:


    “Non è stato facile perché fino alla bandiera rossa avevo un bel ritmo, stavo spingendo ma non troppo per tenere la concentrazione. Quando è arrivata ero preoccupato, avevo buon ritmo e ho dovuto aspettare, è stato difficile rifocalizzarsi e rifare tutta la procedura di partenza. La partenza è andata bene e quindi mi sono divertito gli ultimi giri. Mi sentivo benissimo, uno dei giorni in cui mi sono sentito meglio in auto da corsa. La mia fiducia è cresciuta in modo esponenziale durante il fine settimana”.


    Le parole raccontano una gara costruita soprattutto sulla gestione mentale: interruzioni, ripartenze e pressione che non hanno mai intaccato la lucidità del pilota. Una volta ristabilito il ritmo, la sensazione è stata quella di pieno controllo, come ha spiegato a Mara Sangiorgio:


    “Dopo i primi giri ho capito che avevo la gara in mano e ho continuato a spingere. Chi poteva fermarmi oggi? Solo me stesso. È bello vincere con il 12, ma la stagione è ancora lunga, dobbiamo continuare ad alzare l’asticella, stiamo facendo un grande lavoro e c’è una bellissima dinamica con il team. Ci divertiamo molto e ora ci godremo questo momento, per poi tornare subito con la testa a Barcellona. Ogni week-end sarà una storia diversa e dobbiamo restare concentrati”.


    Monaco consegna così un Antonelli sempre più dominante: veloce quando serve, pulito quando conta, e sempre più convinto che questo livello non sia un picco, ma uno standard da mantenere e alzare ancora. Il vantaggio in classifica nasce dalla consapevolezza di chi sente la macchina sotto controllo totale e di chi sa che il margine di errore, oggi, è soprattutto dentro la propria esecuzione.

  • Leclerc: “Soffro di un problema specifico, non ho fiducia in questa macchina al momento” 

    Leclerc: “Soffro di un problema specifico, non ho fiducia in questa macchina al momento” 

    Il muro del Tabaccaio ha messo fine anzitempo alla qualifica di Charles Leclerc a Monaco, ma dalle dichiarazioni rilasciate dopo la sessione è emerso come l’incidente sia soltanto una parte di un problema più ampio che il monegasco sta vivendo ormai da due week-end. 

    Intervistato da DAZN Spagna, il ferrarista ha spiegato come la mancanza di feeling con la SF-26 stia condizionando in maniera significativa le sue prestazioni: 

    “Sono molto deluso. Onestamente, non sono sorpreso. Sono due fine settimana che non ho nessun feeling con la macchina, e soprattutto con i freni. Conosciamo questo problema e speriamo di poterlo risolvere a Barcellona. È molto difficile avere riferimenti perché cambia a ogni giro. In Q3 non avevo più margine, ho spinto troppo”. 

    Le parole del numero 16 spostano il focus dall’errore in sé alle difficoltà incontrate nel trovare continuità e fiducia al volante. 

    Su questo aspetto Leclerc è tornato anche ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, lasciando intendere che una possibile soluzione esista già, ma che non sia stata introdotta nel week-end del Principato. 

    “Penso che abbiamo la soluzione, ma non l’ho voluta provare a Monaco perché era una pista in cui pensavo che avrei ritrovato fiducia. Non ho paura a dire quando faccio io un errore, ma stavolta credo sia stata una combinazione di cose”.

    Il Q3 fallimentare si mostra quindi come il risultato di una situazione nella quale il pilota si è trovato a cercare il limite senza poter contare sulle sensazioni necessarie per farlo con serenità. 

    Anche in vista della gara Leclerc non ha nascosto il proprio pessimismo: a Monaco la posizione in griglia pesa più che altrove e recuperare terreno rappresenta quasi sempre una missione complicata. 

    “Domani vedo difficile arrivare al livello di quelli davanti e comunque partire dietro a Monaco rende tutto più difficile”, ha concluso al microfono di Mara Sangiorgio. 

    Un quadro poco incoraggiante per il padrone di casa, che ora guarda soprattutto a Barcellona nella speranza che gli interventi attesi sulla vettura possano finalmente restituirgli quella fiducia che, oggi, sembra essere il vero limite della sua guida.

  • ADUO, la tensione è alle stelle. Ferrari pronta a stravolgere ogni suo piano

    ADUO, la tensione è alle stelle. Ferrari pronta a stravolgere ogni suo piano

    Con il paddock in fermento per le decisioni della FIA sul meccanismo ADUO, il week-end di Barcellona si preannuncia caldissimo, con un possibile terremoto politico tra i motoristi all’orizzonte.

    Il sistema di recupero prestazioni era nato con uno scopo chiaro: aiutare i costruttori in difficoltà a colmare il divario con il team più competitivo.

    Com’è possibile, allora, che il motore Red Bull sia stato preso come benchmark di riferimento anziché quello della Mercedes? La risposta si cela dietro a un paradosso regolamentare. 

    I sistemi di misurazione della FIA si basano esclusivamente sulla potenza del motore a combustione interna (ICE), ignorando del tutto la parte elettrica. È proprio qui che risiede la contraddizione tra la norma e l’obiettivo originario. La conseguenza? La squadra di Toto Wolff potrà ora deliberare aggiornamenti al propulsore ed ampliare il gap sulla concorrenza, nonostante disponga già del sistema ibrido più efficiente del lotto.

    Secondo le ultime indiscrezioni, questa sentenza spingerà le scuderie – Ferrari in primis – a richiedere l’abolizione dell’ADUO o, quantomeno, la modifica dei parametri di misurazione per includere la parte elettrica. 

    Una situazione, questa, che si sarebbe potuta evitare: Nikolas Tombazis, responsabile monoposto della FIA, aveva già proposto una procedura di valutazione più complessa rispetto al solo motore termico, senza trovare però il consenso dei costruttori.

    Questo verdetto, inoltre, si inserisce nella più ampia disputa politica sul regolamento 2027 e sul bilanciamento 60/40 delle future Power Unit, un terreno di scontro in cui la Rossa aveva già manifestato forti preoccupazioni, temendo che questo cambiamento avrebbe favorito ulteriormente il team di Brackley.

    Secondo quanto appreso da The Race, le concessioni ADUO del 2% ottenute dalla Stella potrebbero stravolgere i piani di Maranello, spingendo gli uomini del Cavallino ad abbandonare eventuali aggiornamenti al motore per concentrarsi su un reset totale, puntando direttamente a un nuovo progetto di Power Unit.

    Cadrebbe, di conseguenza, ogni tipo di veto sulle modifiche all’hardware.