Categoria: Daily News

  • Anche Ferrari su Verstappen? Van Haren conferma: il team monitorerà i prossimi sviluppi

    Anche Ferrari su Verstappen? Van Haren conferma: il team monitorerà i prossimi sviluppi

    Il futuro di Max Verstappen torna a essere il centro gravitazionale del mercato piloti, alimentato dalle parole di chi, come Erik Van Haren, ha da anni un accesso privilegiato alle dinamiche del clan dell’olandese.

    In un video pubblicato sul sito del De Telegraaf, il giornalista ha tracciato uno scenario che vede la Red Bull in una posizione sempre più fragile, legata indissolubilmente alla capacità tecnica di reagire a una crisi che appare ormai strutturale.

    “Potrei immaginare che Max inizi a guardarsi attorno, qualora la Red Bull non riuscisse a trovare una soluzione ai suoi problemi”, ha spiegato Van Haren.

    Secondo l’insider olandese, la pazienza del quattro volte iridato non è infinita:

    “Ad un certo punto potrebbe arrivare la classica goccia che fa traboccare il vaso. Sarà interessante vedere nelle prossime settimane e nei prossimi mesi cosa deciderà”.

    Le indiscrezioni, tuttavia, non si fermano alla semplice possibilità di un addio, ma delineano già la mappa delle pretendenti. Nonostante le smentite di rito, i movimenti dietro le quinte sarebbero già frenetici, con la McLaren in pole position per il ruolo di grande insidiatrice.

    “Zak Brown è molto affascinato da Max e tra i due c’è rispetto. Con Lambiase a bordo avranno un asso nella manica in più”, ha affermato con sicurezza Van Haren, sottolineando come l’approdo dell’ingegnere italo-inglese a Woking nel 2028 possa essere il magnete definitivo per attirare il fuoriclasse di Hasselt.

    Ma la McLaren non sarebbe l’unica opzione sul tavolo. Secondo Van Haren, il profilo di Verstappen resta la priorità assoluta per ogni top team che voglia blindare il proprio futuro:

    “Anche Mercedes e Ferrari terranno sicuramente d’occhio la situazione”.

    Se per Mercedes la porta sembra chiusa dal consolidamento della coppia Russell-Antonelli, l’ipotesi Ferrari per Max potrebbe assumere contorni concreti: in un momento in cui l’olandese appare cupo, quasi spento da un regolamento 2026 che potrebbe anche spingerlo al ritiro anticipato, Maranello potrebbe rappresentare l’unico stimolo capace di riaccendere la sua fame agonistica.

    Nessun team possiede il fascino della Rossa, e con una SF-26 (che attende ADUO con grande interesse) che ha già dimostrato di essere un’ottima vettura, lo sbarco di Max in Italia potrebbe non essere solo una suggestione.

  • Tombazis: “La Formula 1 non è di certo in terapia intensiva, bastano due mele al giorno”

    Tombazis: “La Formula 1 non è di certo in terapia intensiva, bastano due mele al giorno”

    Sono settimane cruciali per la Formula 1: tra FIA e addetti ai lavori è infatti previsto un fitto calendario di incontri per discutere eventuali modifiche al regolamento, una decisione nata sulla scia dei malumori scatenati dopo i primi tre Gran Premi della stagione.

    A dare delle prime risposte ci ha pensato Nikolas Tombazis, direttore delle monoposto FIA, che ha paragonato l’attuale Formula 1 a un paziente. Queste le sue parole durante una recente intervista concessa al The Guardian:

    “Non stiamo discutendo di una riscrittura completa delle regole. Crediamo che il paziente non sia in terapia intensiva. Il paziente ha solo bisogno di un paio di mele al giorno, non di sottoporsi a un intervento a cuore aperto”.

    Sono due i campi principali su cui c’è bisogno di intervenire, in particolare sulla sicurezza, tema caldo dopo l’incidente di Bearman in Giappone:

    Ci sono questioni da affrontare sia dal punto di vista della guidabilità per i piloti che della sicurezza. Non mi piace andare in giro a dire che va tutto bene, ma neanche che è tutto un disastro. Abbiamo tifosi soddisfatti dello spettacolo, ma dobbiamo fare i conti con un incidente causato da aspetti specifici che dobbiamo risolvere e con alcuni piloti che ritengono che alcune cose vadano migliorate. Ogni incidente ad alta velocità è sempre uno shock. Dire che era prevedibile sarebbe sbagliato, ma la differenza di velocità era stata identificata come un rischio. Ne avevamo parlato, ma non era facile agire prima di avere un po’ di tempo per analizzare alcuni parametri. Quando si introducono modifiche in maniera troppo affrettata, il rischio è quello di peggiorare le cose o di causare altri problemi. Ma la sicurezza è la priorità numero uno“.

    Per risolvere alcune criticità, la FIA punterà a una strategia a tappe focalizzata sull’area software:

    “Queste regole di gestione dell’energia non richiederanno modifiche all’hardware ma alle impostazioni e al software. E si tratta di cambiamenti che si potranno introdurre molto veloce mente e che vanno al cuore delle questioni. Potremmo decidere di avere una fase 1 e una fase 2, concedendo un po’ più di tempo alla seconda per permettere ai costruttori di apportare alcune modifiche”.

  • Williams a Miami con una FW48 alleggerita per risalire la china

    Williams a Miami con una FW48 alleggerita per risalire la china

    In questo avvio di stagione turbolento, dettato da un regolamento tecnico di complessità inedita, tra le scuderie più in difficoltà figura inevitabilmente la Williams: la sua FW48 porta con sé un fardello pesante, e non solo in senso figurato.

    Il team britannico, assente allo shakedown di Barcellona per via di un telaio bocciato ai crash test omologati dalla FIA, ha dovuto iniziare il campionato con una vettura che accusa circa 20 chilogrammi di sovrappeso rispetto al limite minimo consentito.

    Un handicap strutturale simile a un’enorme zavorra che, sommato ad altre criticità tecniche, ha inevitabilmente compresso le performance, spegnendo l’ottimismo che alla vigilia splendeva sulla squadra di Grove.

    Il mese di stop forzato, causato dalle tensioni in Medio Oriente, potrebbe però rivelarsi proficuo per la storica scuderia inglese.

    Questa sosta ha permesso agli ingegneri di concentrare risorse ed energie su un programma di alleggerimento mirato della FW48, eliminando la pressione delle scadenze immediate imposte dal calendario di gara.

    A confermarlo è stato Alexander Albon, il quale ha espresso piena fiducia nel lavoro del team:

    Ovviamente la possibilità di migliorare l’auto grazie a questa pausa vale per tutti, ma noi possiamo trarne un vantaggio maggiore rispetto alle altre squadre. Stiamo lavorando sodo per l’aggiornamento di Miami e il programma rientra nei tempi. Saremo in fabbrica ogni settimana e lavoreremo molto al simulatore. Se tutto andrà secondo i piani, a Miami correremo con meno peso. È pur vero che, allo stesso tempo, stiamo perdendo del tempo prezioso in pista, ma per migliorare bisogna sempre esplorare la vettura un po’ di più“.

  • Irvine: “Ho quattro auto elettriche, ma quel concetto non ha senso in F1. Ed è pericoloso”

    Irvine: “Ho quattro auto elettriche, ma quel concetto non ha senso in F1. Ed è pericoloso”

    La nuova Formula 1 continua a dividere.

    Sono bastati appena tre week-end di gara per spalancare il dibattito: da una parte lo spettacolo, dall’altra una sensazione sempre più diffusa di artificio, accentuata dal peso che la gestione dell’energia sta avendo sulle gare.

    Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Eddie Irvine ha scelto una linea netta, senza sfumature, per descrivere quanto sta accadendo.

    Sul regolamento 2026, il suo giudizio è duro:

    “Non mi piace per niente. Devono sicuramente apportare dei cambiamenti, non è possibile che tutto si riduca a quanto sia carica la batteria”.

    È una critica che va al cuore della nuova filosofia tecnica della categoria, accusata da più parti di aver spostato troppo l’attenzione dal gesto puro del pilota alla lettura elettronica della gara.

    Irvine, però, si spinge anche oltre il piano tecnico. Per l’ex Ferrari, il problema tocca l’identità stessa della categoria:

    “Io adoro le auto elettriche, ne ho quattro, però non ha senso cercare di rendere la massima serie ecologica. E queste monoposto sono pericolose”.

    Un’affermazione che si collega direttamente all’incidente di Oliver Bearman in Giappone, richiamato dallo stesso ex ferrarista:

    “Andava molto più veloce di Colapinto e ha dovuto evitarlo. Mi ha ricordato l’episodio costato la vita a Hitoshi Ogawa nella F3000 giapponese. Fortunatamente questa volta le macchine non si sono toccate”.

    Dentro questo quadro rientra inevitabilmente anche Max Verstappen, uno dei più critici verso il nuovo corso regolamentare.

    Ma Irvine, davanti all’ipotesi di un addio dell’olandese, non sembra minimamente scosso. Anzi, ridimensiona subito la questione con il suo solito tono tagliente:

    “La Formula 1 non ha bisogno di Max, ci sono un sacco di piloti talentuosi. Per lui è dura ritrovarsi a metà classifica, ma se pensa al suo stipendio ci sono oltre 50 milioni di buoni motivi per restare”.

  • Hamilton: “Ho dimostrato a ex piloti molto lontani dai miei standard che si sbagliavano”

    Hamilton: “Ho dimostrato a ex piloti molto lontani dai miei standard che si sbagliavano”

    I primi tre appuntamenti di questa nuova stagione hanno risvegliato timidamente gli animi degli uomini e dei tifosi della Ferrari, rifugiatisi in uno stato di apatico torpore in seguito a un 2025 che, ad eccezione di rari acuti, ha visto la monoposto della Rossa protagonista solamente di sfortunate circostanze.

    Con la paternità delle poche occasioni che hanno portato la vettura dello scorso anno sul podio attribuibile quasi esclusivamente alla figura di Charles Leclerc, una pioggia di dubbi e aspre critiche si è abbattuta su Lewis Hamilton. 

    Durante il suo primo anno alla corte del Cavallino Rampante, l’inglese ha faticato ancor più del compagno monegasco a comprendere una macchina che, oltre a non assecondare il suo stile di guida, differiva profondamente dalle Mercedes a cui era stato abituato nell’ultimo decennio.

    Accuse, quelle che hanno colpito il sette volte Campione del Mondo, nate anche e soprattutto dal terreno fertile delle dichiarazioni di ex alfieri della classe regina. 

    Proprio loro sono stati punti, non senza un tocco di vendicativa ironia, dallo stesso nativo di Stevenage in una lunga intervista pubblicata dal sito ufficiale della Formula 1:

    “Quando hai delle annate difficili, sei circondato da domande: ho visto molti piloti, che non si sono avvicinati neanche minimamente al mio livello di successo, parlare di me in modo negativo, cosa che continuano a fare. E proprio per questo è stato grandioso iniziare bene la nuova stagione e dimostrare che continuo ad avere quello che serve per competere per le prime posizioni”.

    Dopo essersi concesso tale sfogo, l’epta-iridato ha rivolto la propria attenzione alla stagione in corso, durante la quale l’attuale competitività lo ha visto comunque in grado di centrare un quarto e un terzo posto. 

    Risultati che per Hamilton devono tornare a essere la normalità, nella speranza che gli aggiornamenti in arrivo sulla SF-26 possano saziare la sua rinnovata fame di vittoria:

    “Sono stato a Maranello e questo è il momento giusto per incontrare le persone di ogni reparto e dire: «queste sono le componenti della monoposto con cui sto avendo più problemi, potete lavorarci?». L’anno scorso non potevamo avere questo tipo di incontri perché non avrebbe avuto alcun senso per la macchina che avevamo, ma siamo riusciti ad averli nuovamente in programma quest’anno”.

  • Monza, approvate le delibere per gli interventi di ammodernamento dal valore di 40 milioni

    Monza, approvate le delibere per gli interventi di ammodernamento dal valore di 40 milioni

    Il Consiglio Comunale di Monza ha approvato le delibere che sbloccano l’ammodernamento dell’Autodromo Nazionale, passaggio cruciale per mantenere il circuito all’altezza della Formula 1 moderna.

    Il progetto prevede tre interventi chiave: copertura permanente sopra i box, nuova direzione gara e una sala stampa completamente rinnovata.

    Un investimento da circa 40 milioni di euro, con lavori programmati per non interferire con il GP d’Italia: le prime attività partiranno a breve, mentre quelle più invasive scatteranno dopo la gara di settembre. L’obiettivo è completare tutto entro il 2027.

    Soddisfazione nelle parole del presidente dell’impianto, Giuseppe Redaelli:

    “Siamo estremamente soddisfatti per l’esito del passaggio in Consiglio Comunale, che rappresenta un momento decisivo per il futuro del nostro impianto. Il pressoché unanime consenso espresso nel voto testimonia il valore condiviso di questo progetto e la consapevolezza dell’importanza strategica dell’Autodromo per il territorio e per il Paese, su cui ritorna un indotto attorno ai 250 milioni di euro“.

    Redaelli ha poi sottolineato il lavoro congiunto delle istituzioni:

    “Desidero esprimere un sentito ringraziamento all’Automobile Club d’Italia, ai Ministeri competenti, alla Regione Lombardia e a tutti gli enti coinvolti per la collaborazione dimostrata. È grazie a questa sinergia che possiamo affrontare con fiducia le sfide future”.

    Un passaggio fondamentale, dunque, accompagnato da un raro allineamento politico.

    Resta però la sensazione di essere arrivati al limite: ora più che mai servirà trasformare rapidamente le intenzioni in risultati concreti.

  • Leclerc: “In auto non puoi dubitare mai, devi seguire cuore e intuito”

    Leclerc: “In auto non puoi dubitare mai, devi seguire cuore e intuito”

    Per quanto il calcolo strategico, con il suo fascino austero, sia una colonna portante dell’arte del guidare, a ricoprire un ruolo decisivo, indirizzando i piloti fra i pericoli delle curve più veloci, è sempre stato l’istinto.

    Quel cuore cieco alla paura che ha sempre sovrastato la voce della logica, soffocandola anche quando l’orizzonte si esauriva nell’asfalto delle piste di kart e l’unica regola consisteva nel non alzare il piede dall’acceleratore.

    Quello stesso viscerale richiamo cui anche Charles Leclerc ha sempre dato ascolto, trasformandolo nel suo marchio di fabbrica e ponendo proprio la capacità di “gettare il cuore oltre l’ostacolo” alla base delle sue vittorie più spettacolari.

    Ed è così che il monegasco ha conquistato l’ammirazione del popolo ferrarista: mettendo un talento straordinario al servizio di imprese apparentemente impossibili, lanciandosi in sorpassi mozzafiato e ignorando le difficoltà e i limiti, fisici e tecnici, delle vetture.

    Perché è proprio quest’innato coraggio, questa insofferenza ai richiami della paura che contraddistingue i piloti capaci di regalare le emozioni più grandi, di mostrare al pubblico la dirompente passione che arde nel loro animo.

    Piloti come Charles, che già in quel soleggiato pomeriggio del 2019 incantò per la prima volta gli spalti di Monza con la sua indole spregiudicata, piantando il seme di un amore oggi ancora più forte e incondizionato.

    In occasione della recente puntata del podcast “Passa dal BSMT”, Leclerc, raccontando della propria carriera, ha tracciato un quadro piuttosto nitido di questo audace approccio che lo guida all’interno dell’abitacolo.

    “In Formula 1 la fiducia è importantissima. Quando entri in macchina non puoi dubitare neanche per un attimo, perché correndo a quelle velocità in certe curve forse è meglio chiudere gli occhi. Scherzi a parte, forse non è il caso (ride, ndr), però spesso devi staccare un po’ la mente e non preoccuparti di come possano andare le cose: devi solo andare, andare con il cuore, con l’intuizione e basta, ha infatti spiegato Charles, sintetizzando una filosofia che trova la sua espressione più autentica proprio in questo romantico abbandono al brivido della velocità.

  • Williams non si arrende: da Mercedes un innesto di esperienza per risalire la classifica

    Williams non si arrende: da Mercedes un innesto di esperienza per risalire la classifica

    Dopo le prime tre gare della stagione 2026, appare ormai chiaro come la situazione a Grove sia ben lontana dal definitivo rilancio atteso da ormai molti anni.

    Nonostante nello scorso campionato Williams avesse dedicato buona parte delle proprie risorse allo sviluppo dell’attuale vettura, quest’ultima ha iniziato la stagione afflitta da numerosi problemi.

    La FW48 è nata significativamente al di sopra del peso minimo regolamentare, oltre a essere carente dal punto di vista telaistico e aerodinamico, cosa che le impedisce di sfruttare il potenziale della Power Unit Mercedes.

    In questo scenario, il recente arrivo dell’esperto tecnico Dan Milner proprio dalla compagine capitanata da Toto Wolff appare un primo, ma deciso, segnale di reazione.

    Milner, che presso Mercedes ricopriva il ruolo di capo della ricerca e sviluppo, porta con sé una notevole esperienza maturata in 14 anni di militanza presso le strutture di Brackley, fin dai tempi in cui quella sede era ancora di proprietà della Honda Racing, per poi trasformarsi in Brawn GP e infine nell’attuale scuderia pluricampione.

    Approdato pochi giorni fa nello storico team inglese, dopo alcuni mesi di gardening leave, ha immediatamente accolto la nuova sfida con entusiasmo dichiarando:

    “Dopo 20 anni di collaborazione con Brackley, è il momento giusto per affrontare una nuova sfida. Williams ha un piano chiaro e ambizioso per il futuro, e non vedo l’ora di portare la mia esperienza e le mie conoscenze per contribuire ad accelerare questo percorso, trasformando le idee in prestazioni in pista“.

  • Piastri: “Le domande che prima mi faceva Webber ora me le pongo da solo”

    Piastri: “Le domande che prima mi faceva Webber ora me le pongo da solo”

    Dopo il secondo posto nel Mondiale dello scorso anno e un inizio di stagione altalenante, Oscar Piastri ha scelto di intervenire su uno degli aspetti più delicati della sua carriera, ovvero la gestione del proprio entourage.

    Il pilota della McLaren, infatti, ha preferito ridisegnare parzialmente la propria struttura di supporto, con una modifica significativa che riguarda il ruolo del suo storico manager, Mark Webber.

    L’obiettivo non sembra essere una semplice riorganizzazione logistica, bensì un passo preciso verso una nuova fase della carriera dell’australiano, sempre più orientata all’autonomia decisionale e alla crescita personale all’interno del paddock.

    A confermarlo è stato lo stesso Piastri, che ai microfoni di Fox Sports ha voluto chiarire la natura della scelta, allontanando qualsiasi ipotesi di tensione interna:

    “Non c’è stato nulla di specifico che abbia portato a questo cambiamento. Abbiamo semplicemente deciso di fare le cose in modo un po’ diverso. Mark è ancora molto coinvolto e siamo rimasti in contatto costante nelle ultime settimane”.

    Le parole del venticinquenne evidenziano come il rapporto tra i due resti solido, nonostante una presenza meno costante nei week-end di gara, ma mostrano anche un’evoluzione personale ormai evidente:

    “Prima c’erano molte domande che non mi ponevo nemmeno: era Mark a farle per me. Adesso invece mi vengono naturali, fanno parte del mio modo di lavorare. È un cambiamento normale, legato all’esperienza che sto accumulando. Abbiamo quindi deciso che, semplicemente, non sarà più presente in pista così spesso. Tuttavia, continua a essere una parte molto importante del mio percorso e del mio team, soprattutto per quanto riguarda le decisioni più grandi fuori dalla pista“.

    Si tratta di un’evoluzione più che di una rottura: Webber continuerà infatti a gestire gli aspetti strategici e commerciali, mentre sul campo il riferimento principale sarà Pedro Matos, figura già centrale nel percorso di crescita di Piastri sin dalle categorie propedeutiche.

    La scelta, dunque, nasce da una precisa volontà di rinnovamento. Un passaggio quasi fisiologico per un pilota che, dopo anni di apprendistato e una rapida ascesa, sente la necessità di assumere un controllo sempre maggiore del proprio percorso.

  • Leclerc: “A fare la differenza in F1 è la testa, non il talento”

    Leclerc: “A fare la differenza in F1 è la testa, non il talento”

    Ormai da diverso tempo, la Formula 1 non è più soltanto una questione di abilità di guida o di pura maestria al volante.

    L’altissimo livello professionistico raggiunto oggi dai piloti, infatti, ha fatto sì che essi debbano eccellere in molteplici aspetti, non ultimo quello psicologico.

    Intervistato da Gianluca Gazzoli nell’ultima puntata del podcast “Passa dal BSMT”, Charles Leclerc ha parlato delle abilità mentali richieste a un pilota di Formula 1, spiegando come sia questo aspetto, e non il talento vero e proprio, a fare la differenza quando ci si confronta ai massimi livelli:

    “Tutti i piloti di Formula 1 hanno talento, ma ciò che fa la differenza è la mentalità. Quando riesci a mettere da parte le emozioni per essere al tuo massimo nel giro che conta in Q3, o in un Gran Premio quando hai la pressione addosso e devi fare un sorpasso, sono queste le cose che pesano rispetto al talento puro”.

    Il ferrarista ha raccontato di aver iniziato questo speciale tipo di preparazione da adolescente, traendone grande beneficio in tutte le fasi successive della propria carriera:

    “Quando avevo 11 anni sono andato in un centro a Viareggio che si chiama Formula Medicine. Lì ho iniziato a fare preparazione mentale per la concentrazione e per imparare a controllare le emozioni nel modo migliore: è stato un grande vantaggio per il resto della mia carriera. Anche in passato vi erano piloti attenti all’aspetto mentale, ma ovviamente adesso, con la tecnologia, c’è molta più consapevolezza e ci sono molti più strumenti per migliorare queste performance. Ad esempio, io uso una fascia che metto in testa e mi dice quando sono concentrato o quando sono rilassato: aiuta tantissimo a capire quali siano le sensazioni che provi quando sei super concentrato, oppure stressato e così via. Aver iniziato a lavorarci così presto mi ha dato la possibilità di essere più consapevole di come mi sentivo, permettendomi di gestire i momenti difficili, o anche quelli positivi, in maniera un po’ più ragionata”.