Categoria: Daily News

  • Leclerc: “In Curva 2 a Monza ho sbagliato, ma con Lewis è tutto chiarito”

    Leclerc: “In Curva 2 a Monza ho sbagliato, ma con Lewis è tutto chiarito”

    Mentre il paddock di Madrid è in pieno fermento in vista dell’imminente week-end del Gran Premio di Spagna, in casa Ferrari continua a far discutere quanto accaduto pochi giorni fa a Monza.

    Il fine settimana brianzolo ha infatti lasciato diverse scorie all’interno del Cavallino, sia dal punto di vista tecnico, con una SF-26 incapace di fornire le risposte attese, sia sul fronte interno, dopo le tensioni emerse tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton.

    A complicare ulteriormente il week-end del numero 16 è stato poi il violento incidente alla Parabolica avvenuto nelle fasi iniziali della gara, dal quale il monegasco è uscito visibilmente provato.

    A tal proposito, intervenuto nel media day di Madrid, Leclerc ha però subito rassicurato tutti sulle proprie condizioni:

    “Sto bene. Ho effettuato numerosi esami e fortunatamente è tutto a posto “.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Archiviati i timori legati alle sue condizioni fisiche, l’attenzione si è quindi spostata su quanto accaduto in pista con Hamilton:

    “Situazioni come quella con Lewis possono capitare. Non dovrebbe mai succedere che finisca fuori pista e mi assumo la responsabilità per quanto accaduto alla Curva 2, ma queste sono le corse “.

    Un episodio che ha inevitabilmente generato grande clamore, soprattutto perché avvenuto davanti al pubblico di casa Ferrari, ma che secondo l’alfiere di Monte-Carlo non lascerà alcuno strascico nel rapporto con il compagno di squadra britannico:

    “Quello che è successo non ha influenzato il buon rapporto che abbiamo e non influenzerà nulla d’ora in avanti. Questa è la cosa più importante per me. So che guidiamo per la Ferrari e, se c’è una gara in cui non vuoi che accadano certe cose, quella è proprio Monza: quando succedono nella nostra pista di casa si crea inevitabilmente un enorme clamore all’esterno. Guardando però la gara, ci sono state frizioni anche tra altri compagni di squadra e alla fine si è parlato soltanto di me e Lewis, cosa che non ritengo del tutto giusta. Questo non significa che abbiamo fatto tutto alla perfezione: io non l’ho fatto alla Curva 2 e sono stato subito molto chiaro con Lewis dopo aver rivisto le immagini “.

  • Vasseur: “I piloti Ferrari possono contare su un trattamento paritario”

    Vasseur: “I piloti Ferrari possono contare su un trattamento paritario”

    L’episodio relativo al duello interno tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton durante le prime curve del Gran Premio d’Italia ha lasciato più di uno strascico, alimentando discussioni nei giorni successivi sulla linea di gestione dei due piloti decisa da Frederic Vasseur.

    Proprio il team principal francese, durante il media day di Madrid, è tornato sulla vicenda, toccando punti importanti in un’intervista esclusiva rilasciata a Motorsport.com Italia:

    “Abbiamo avuto dei buoni incontri con Lewis e Charles. Si sono chiariti insieme e ho ricordato loro alcuni principi fondamentali del mio modo di gestire la squadra. Il mio lavoro è proteggere le centinaia di persone del team e assumermi le responsabilità. È quello che ho chiesto anche ai piloti”.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    È proprio sul tema della responsabilità che Vasseur ha posto l’accento, soffermandosi su come spesso le dichiarazioni vengano isolate all’esterno:

    “Non sto chiedendo loro di non essere aperti o di non essere duri. Ma molto spesso con noi sono molto più tranquilli di quanto poi non siano quando vanno a parlare con la stampa. Lewis mi ha detto: «Fred, l’80% del mio messaggio era positivo e loro hanno preso il 20% negativo». Ma sappiamo tutti come funziona. Se dici che la squadra sta facendo un buon lavoro e poi aggiungi un «però», sarà quella parte a diventare il titolo”.

    A fine gara, lo stesso Hamilton aveva fatto intendere l’assenza di regole di ingaggio tra i due compagni, ma Vasseur ha respinto con fermezza questa lettura:

    “Dire che non esistono «rules of engagement» non rispecchia la realtà. Non si può pretendere che nei contratti siano riportati tutti i possibili scenari che si possono trovare in pista, perché inevitabilmente tutto diventerebbe un problema di interpretazione. «Io ero lì», “no, eri cinque centimetri più indietro». Non risolvi nulla. I principi sono chiari e i piloti li conoscono”.

    Il team principal ha infine chiarito la posizione della Ferrari sulla gerarchia interna in ottica campionato:

    “I piloti Ferrari possono contare su un trattamento paritario, poi potrebbe arrivare un momento in cui dovremo decidere, se uno dei due sarà fuori dalla lotta. In quel caso sarà una mia decisione“.

  • Verstappen: “Impossibile tenere il passo con la potenza erogata dalle auto motorizzate Mercedes”

    Verstappen: “Impossibile tenere il passo con la potenza erogata dalle auto motorizzate Mercedes”

    Monza ha messo a nudo uno dei limiti più complessi di questa nuova Formula 1: sul tracciato brianzolo, ora più che mai, il ritmo in curva si rivela inefficace se manca la velocità di punta nei lunghi rettilinei, specie quando un’erogazione dell’energia non ottimale penalizza la fase di accelerazione.

    Max Verstappen si è trovato a fare i conti proprio con questo deficit, che nemmeno il suo talento è riuscito a mascherare.

    La sua Red Bull, pur avendo un passo sufficiente per reggere il ritmo del gruppo di testa, non disponeva infatti della velocità necessaria per capitalizzare la scia e sferrare un attacco concreto alle Mercedes.

    L’olandese ha cercato quindi di compensare modificando le traiettorie e tentando più volte l’attacco all’esterno, come ha raccontato a David Coulthard ai piedi del podio:

    “Ho dovuto provarci diverse volte all’esterno, perché tra la Curva 2 e la 4 facevamo davvero molta fatica con l’erogazione dell’energia rispetto ai nostri avversari. In generale, la velocità di punta non era dalla nostra parte. Ho cercato semplicemente di restare aggrappato, ma loro erano un po’ troppo veloci. Provavo a utilizzare la modalità sorpasso, ma a un certo punto ho perso quella possibilità e ho cercato soltanto di fare la mia gara. Sono contento del terzo posto e di essere salito sul podio qui”.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Il deficit non riguardava soltanto la velocità di punta, ma anche la capacità di sfruttare l’energia disponibile nei punti decisivi del giro.

    Il quattro volte Campione del Mondo ha provato a utilizzare l’Overtake Mode per costruire la manovra, senza però riuscire a trovare lo spunto sufficiente per completarla, come ha ribadito poi in conferenza stampa:

    “Ho avuto i miei problemi in qualifica, che sono proseguiti in gara, ed è stato molto chiaro che non siamo riusciti a tenere il passo con la potenza erogata dalle macchine motorizzate Mercedes. E su una pista come Monza, questo rende tutto difficile”.

  • Vasseur: “Baku sarà tutta un’altra storia”

    Vasseur: “Baku sarà tutta un’altra storia”

    Il Gran Premio d’Italia doveva rappresentare l’occasione ideale per infiammare il pubblico di casa, ma la pista di Monza ha presentato alla Ferrari un conto salatissimo, mettendo a nudo tutti i limiti strutturali della SF-26.

    Tra il violento impatto contro le barriere che ha tolto subito dai giochi Charles Leclerc all’uscita della Parabolica e la gara anonima di Lewis Hamilton, scivolato fino al sesto posto, il fine settimana brianzolo si è trasformato in una resa incondizionata dettata dalla cronica mancanza di velocità di punta e da una gestione critica dell’ibrido.

    Intervenuto ai microfoni di Sky Sport F1 Italia a motori spenti, Frederic Vasseur non ha nascosto la delusione per una domenica rivelatasi persino più severa delle attese:

    “È una giornata dura. Sabato era andata piuttosto bene per noi, però sapevamo di avere un enorme deficit nella velocità di punta. Sapevamo che sarebbe stato difficile in gara difendersi e attaccare, ed è andata così. Fatichiamo in rettilineo. II passo era buono, non era quello il grosso problema, però perdevamo posizioni e non riuscivamo a superare quando avevamo l’opportunità”.

    Il manager francese ha poi analizzato nel dettaglio come il layout unico di Monza abbia amplificato le debolezze della SF-26 rispetto ad altri tracciati:

    “Conosciamo i numeri e sappiamo che qui c’è una sensibilità enorme. Se sei dietro a qualcuno a Zandvoort perdi due decimi a mezzo giro, mentre a Monza sono cinque decimi. Quando difendiamo o attacchiamo utilizziamo energia in rettilineo e poi perdiamo proprio la potenza, perdiamo la posizione”.

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    A pesare sull’atmosfera del box c’è stato anche il forte spavento per il botto di Leclerc, rientrato subito a casa per smaltire la botta:

    “Ne abbiamo parlato durante la gara, mi ha detto che stava bene, però ha preferito tornare a casa il prima possibile. Chiaramente è stato un po’ uno shock, perché è stato un impatto abbastanza pesante”.

    Nel debriefing finale, il team principal ha comunque tracciato la rotta in vista del prosieguo del campionato:

    “Sapevamo che per il disegno della pista probabilmente sarebbe stata la gara più difficile della stagione per noi. Dobbiamo prendere una gara alla volta e continuare a spingere, sviluppando la vettura e il motore. Baku sarà tutta un’altra storia”.

  • Antonelli: “Cosa ho fatto? Devo ancora realizzare”

    Antonelli: “Cosa ho fatto? Devo ancora realizzare”

    Le lacrime sotto la visiera e il tricolore sulle spalle raccontano la storia di un talento partito da lontano, ma fin da subito destinato a riscrivere le gerarchie della Formula 1.

    Con una rimonta che resterà a lungo nella memoria, Andrea Kimi Antonelli ha conquistato la vittoria più dolce della carriera, imponendosi nel Gran Premio di casa a Monza.

    Scattato dalla diciannovesima casella dello schieramento per via della penalità dovuta alla sostituzione della power unit, il pilota bolognese ha estratto l’intero potenziale della sua Mercedes.

    In una corsa segnata dall’effetto scia e dalla gestione millimetrica dell’energia elettrica, la W17 si è rivelata l’arma ideale nelle mani dell’italiano, capace di risalire il gruppo fino ad agganciare e superare nel finale il compagno di squadra George Russell.

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    Su quello stesso asfalto che lo aveva tradito nelle prove libere del 2024, il ventenne ha firmato l’impresa, chiudendo i conti con il passato e piazzando un colpo pesantissimo nella corsa al titolo iridato.

    Una consacrazione arrivata davanti alla marea rossa accorsa sotto il podio brianzolo, che gli consentirà di incidere il proprio nome sulla simbolica mattonella della pit-walk dell’Autodromo Nazionale di Monza.

    Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia al termine della gara, Antonelli ha espresso tutta la sua incredulità:

    “Non avrei mai pensato di essere qui oggi, sto ancora cercando di realizzare quello che è successo: è assurdo. Avevo detto che la vittoria qui sarebbe stata un sogno, e oggi siamo riusciti a realizzarlo. Quando dopo la seconda partenza mi sono accorto di essere in corsa per il successo ho subito pensato di dover vincere. Il supporto dei tifosi è stato incredibile: in uscita dalla prima chicane davo uno sguardo alle tribune ed erano tutti carichi. Mi hanno dato una spinta enorme, quel qualcosa in più“.

  • Leclerc: “In gara proverò a fare una magia”

    Leclerc: “In gara proverò a fare una magia”

    Il sabato di Monza si è chiuso con sentimenti contrastanti per Charles Leclerc.

    Da una parte la consapevolezza di aver limitato i danni, salvandosi prima da un’eliminazione clamorosa in Q2 e ritrovandosi poi addirittura terzo sulla griglia di partenza grazie alla penalità di tre posizioni inflitta a Oscar Piastri per l’impeding su Liam Lawson, alle spalle della pole a sorpresa di Pierre Gasly e di George Russell.

    Dall’altra, però, resta l’amarezza di non aver potuto lottare per la pole position. Una delusione palpabile quella del pilota monegasco, emersa chiaramente nelle interviste rilasciate subito dopo la bandiera a scacchi ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, quando il quarto tempo ottenuto sul campo sembrava ormai definitivo e il verdetto dei commissari sull’australiano della McLaren era ancora lontano dall’arrivare.

    Leclerc non ha cercato scuse, puntando il dito contro la gestione non proprio ottimale dell’intera sessione da parte della squadra:

    “Penso che ci siamo complicati la vita da soli, indipendentemente da gomma nuova o usata”.

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    Parole nette che fotografano un pomeriggio vissuto pericolosamente, iniziato con il brivido dell’eliminazione sfiorata in Q2 per appena 17 millesimi e proseguito con un assalto alla pole mai realmente nelle corde della SF-26.

    Il numero 16 ha fatto anche riferimento ad alcune noie tecniche che hanno condizionato la SF-26 nel momento clou:

    “Abbiamo avuto dei problemi e dobbiamo capire perché li abbiamo avuti”.

    I dubbi maggiori, però, riguardano la gara odierna, dove i lunghi allunghi dell’Autodromo Nazionale rischiano di mettere a nudo il divario con i propulsori Mercedes:

    “Sulla gara non so cosa aspettarmi. Sicuramente saremo in difficoltà nei rettilinei, non sarà facile”.

    Per provare a invertire l’inerzia e lottare per il podio, al monegasco non resta che rievocare lo spirito delle sue imprese più celebri:

    “Farò di tutto per cercare di fare una magia, come abbiamo fatto nel 2024 e nel 2019. Io ce l’ho fisso in testa ogni volta che vengo qui a Monza”.

  • Hamilton: “In gara voglio fare qualcosa di speciale”

    Hamilton: “In gara voglio fare qualcosa di speciale”

    Le caotiche qualifiche del Gran Premio d’Italia hanno visto Lewis Hamilton segnare il quinto miglior crono, a 225 millesimi dalla clamorosa pole position conquistata da Pierre Gasly: un risultato non idilliaco, raggiunto all’ultimo istante, che ha messo una pezza a quello che poteva rivelarsi un autentico disastro sportivo.

    In una sessione dominata dalla ricerca dell’effetto scia, il pilota britannico ha rischiato più volte di rimanere fuori dai giochi, innanzitutto quando, a causa di un’anomalia al sistema ibrido, è riuscito a superare il taglio del Q2 per un solo millesimo di vantaggio su Gabriel Bortoleto.

    Anche la fase decisiva si è dimostrata complessa per il sette volte iridato, costretto a un primo giro in solitaria per via della difficile gestione dei tempi di uscita nel box della Ferrari.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Tuttavia, il numero 44 è riuscito ad agganciarsi alla scia del compagno di squadra Charles Leclerc nel tentativo finale, conquistando una quinta piazza che si tramuterà poi nel quarto posto sulla griglia di partenza grazie alla penalità per impeding inflitta a Oscar Piastri.

    La corsa, quindi, resta aperta per il pilota di Stevenage, a caccia del sogno di salire sul gradino più alto del podio di Monza con il Cavallino Rampante sul petto.

    Ai microfoni di Sky Sport F1 al termine della sessione, Hamilton ha commentato così il sabato brianzolo:

    “Non siamo riusciti a piazzare una bellissima macchina rossa in prima posizione davanti a tutti i tifosi. Chiaramente qui fa male, però è un privilegio e un onore avere la possibilità di correre a Monza con la Ferrari. Voglio semplicemente fare qualcosa di speciale domani. Stiamo continuando a progredire e dobbiamo attaccare al massimo delle nostre potenzialità: tutto deve essere perfetto“.

  • Gasly: “Monza è la pista delle mie prime volte

    Gasly: “Monza è la pista delle mie prime volte

    La Formula 1 è quello sport che, a volte, contro ogni pronostico, regala scenari del tutto inaspettati.

    In un week-end dove si pronosticava il dominio Mercedes, la possibile rincorsa Ferrari e la rimonta di un Norris sempre in palla nelle ultime gare, le qualifiche del Gran Premio d’Italia hanno emesso invece il clamoroso verdetto di un Pierre Gasly in pole position con l’Alpine, la prima nella carriera del francese.

    Il palcoscenico è quello di Monza, lo stesso tracciato sul quale il portacolori della scuderia transalpina vinse sei anni fa, all’epoca come pilota AlphaTauri.

    A onor del vero, entrambi i piloti della compagine francese, sin dalle prime tornate messe a segno in qualifica, avevano iniziato a inanellare una serie di riscontri cronometrici decisamente competitivi, confermando l’ottimo stato di forma dell’A526, la quale, tuttavia, non pareva poter essere all’altezza delle vetture di vertice, soprattutto perché da queste ultime ci si attendeva il solito approccio più conservativo nelle fasi iniziali della sessione.

    Sorprendentemente, invece, il livello della vettura d’oltralpe non è calato, permettendo al pilota con il numero 10 di piazzare la zampata nell’ultimo e decisivo tentativo, battendo il favoritissimo George Russell con un margine di sei centesimi di secondo.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    In attesa di scoprire se la compagine di Enstone sarà protagonista anche nella gara di domani, Pierre Gasly si gode il magico momento, arrivato dopo la tanto discussa revoca del podio di Monaco.

    Nelle interviste concesse a Sky Sport F1 Italia, il parigino ha commentato la propria strabiliante prestazione, in quella che, vista la sua residenza milanese, può essere considerata per certi versi una gara di casa:

    “La squadra e la macchina sono state veramente buone, ma mai mi sarei aspettato di essere in pole. Qui ho anche vinto la mia prima gara, Monza è la pista delle mie prime volte. Da nove anni sognavo questo risultato, non ho mai avuto una macchina per lottare per la prima posizione, e oggi la macchina era incredibile. Sappiamo che domani sarà dura, le vetture dietro di noi sono molto veloci, ma mi preparerò al meglio per farmi trovare pronto”.

  • Leclerc: “Sappiamo quali sono i nostri punti deboli, ma ho buone sensazioni”

    Leclerc: “Sappiamo quali sono i nostri punti deboli, ma ho buone sensazioni”

    Il fine settimana del Gran Premio d’Italia è iniziato con il piede giusto per Charles Leclerc, capace di imporsi nella prima sessione di libere e di concludere la successiva con appena 120 millesimi di distacco dal miglior giro siglato da George Russell.

    Su una pista come quella di Monza, decisamente favorevole alle caratteristiche della monoposto Mercedes, la Ferrari punta comunque a costruire un risultato di spessore davanti al proprio pubblico, sfruttando il pacchetto di novità tecniche introdotto sulla SF-26 e, soprattutto, la nuova specifica ADUO 2.

    La prima giornata nel tempio della velocità brianzolo ha evidenziato come le diverse scuderie stiano cercando di ottimizzare al meglio la gestione del deployment lungo tutto l’arco della tornata. In questo scenario, il Cavallino sembra voler privilegiare la potenza nell’allungo che precede la Parabolica: una filosofia d’erogazione che potrebbe essere rivista nelle prossime ore oppure, come già accaduto a Silverstone, rivelarsi l’asso nella manica del box italiano per il prosieguo del week-end.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    A fare la differenza sul piano prestazionale è stato, però, anche lo stesso pilota monegasco.

    Escluso un testacoda senza conseguenze alla Variante della Roggia, il numero 16 è apparso subito in piena sintonia con la vettura, confermando un passo gara molto competitivo e un margine tangibile nei confronti del compagno di squadra Lewis Hamilton.

    Come riportato dalla Ferrari al termine delle libere, Leclerc ha analizzato la sua attività in pista come segue:

    “È sempre emozionante tornare a Monza, un luogo davvero speciale per noi come squadra e per tutti i nostri tifosi. C’è ancora del lavoro da fare perché i nostri avversari sembrano competitivi, ma finora le sensazioni con la vettura sono state buone. Sappiamo quali sono i nostri punti deboli e ci concentreremo su quelli, dando il massimo fin da domani per portare a casa il miglior risultato possibile domenica“.

  • Hamilton: “La scia sarà fondamentale, dovremo sfruttarla”

    Hamilton: “La scia sarà fondamentale, dovremo sfruttarla”

    Il venerdì di Monza si è chiuso con un grande punto di domanda per quel che riguarda la sfida per la pole position che si terrà sabato.

    Nella seconda sessione di prove libere del Gran Premio d’Italia, Lewis Hamilton ha faticato a trovare il feeling ottimale con la vettura, come mostrato dai quattro decimi e mezzo che lo hanno separato dal leader George Russell.

    Il sette volte Campione del Mondo non ha usato mezzi termini nel descrivere le criticità riscontrate durante le FP1 e le FP2, esprimendo anche insoddisfazione per l’assetto della sua SF-26.

    Queste le sue parole, pronunciate ai media presenti (tra cui GPBlog.com):

    “La velocità in rettilineo è un problema non da poco. Basta guardare la telemetria, perdevo qualcosa come 6 decimi rispetto a George solo nei rettilinei. Dobbiamo lavorare su questo aspetto. E poi c’è anche l’assetto: è stato davvero molto difficile ottenere il miglior tempo dalla macchina. Per qualche ragione nelle FP2 non è stato semplice guidarla. Abbiamo apportato un paio di modifiche, ma…”.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    La distanza così ampia dal pilota numero 63 della Mercedes apre ora a diverse strade che il team di Maranello dovrà valutare per trovare un giusto equilibrio ed estrarre il massimo potenziale dalla Rossa:

    “Potremmo tornare indietro, ma valuteremo se sarà possibile migliorare la macchina. Dobbiamo verificare da cosa dipenda questa mancanza in rettilineo, se magari è legata al deployment. Il motore però è un miglioramento e sono grato del lavoro fatto dai ragazzi in fabbrica. I nostri avversari forse hanno meno resistenza aerodinamica sui rettilinei, lo esamineremo”.

    Sulla scia in qualifica, vero e proprio jolly a Monza per compensare il gap in rettilineo, il britannico non ha avuto dubbi:

    “Sarà fondamentale e cercheremo di sfruttarla”.