Categoria: Daily News

  • Hamilton: “Possiamo ancora migliorare”

    Hamilton: “Possiamo ancora migliorare”

    Il venerdì ungherese ha visto la Ferrari dominare le prime due sessioni di prove libere, imponendosi sulla concorrenza in ogni settore del tracciato e trasformando la prima giornata del week-end in una lotta tutta interna al Cavallino.

    La Scuderia italiana ha, quindi, approcciato nel migliore dei modi l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva, confermando in pieno le attese della vigilia che vedevano la SF-26 perfettamente a suo agio sul circuito dell’Hungaroring.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    In questo scenario di netta superiorità, i due alfieri della Rossa hanno potuto sfidarsi a colpi di giri veloci.

    Alla fine a spuntarla è stato Lewis Hamilton: sfruttando un tentativo lanciato in più rispetto al compagno di squadra, il britannico ha fermato il cronometro sull’1:18.729, staccando Charles Leclerc di 148 millesimi.

    Il sette volte Campione del Mondo, che vanta ben nove pole position sulla pista ungherese e una conoscenza delle sue curve capace di far impallidire chiunque, potrà quindi contare su una monoposto che promette di puntare dritta al successo nel Gran Premio.

    Il numero 44, però, per accorciare le distanze in classifica dal leader Andrea Kimi Antonelli, dovrà fare i conti con un agguerritissimo Leclerc, oltre che con i rivali di Mercedes e McLaren che, con un probabile cambio radicale di assetto sulle rispettive vetture, cercheranno di avvicinarsi il più possibile alle Ferrari.

    Al termine delle prove libere, Hamilton ha commentato come segue quanto accaduto in pista:

    Nel complesso è stata una giornata positiva: le condizioni erano piuttosto impegnative, con il vento che ha reso le cose un po’ più complicate e una pista piuttosto sconnessa in alcuni tratti. La vettura si è comportata meglio nella seconda sessione e tra un turno e l’altro abbiamo fatto dei buoni progressi, anche se ci sono ancora alcuni aspetti sui quali dobbiamo migliorare. Questa sera analizzeremo tutti i dati, continueremo a lavorare sul bilanciamento della vettura e speriamo di trovare ancora un po’ di prestazione in vista della qualifica“.

  • Leclerc: “Non credo che il vantaggio visto nelle prove sugli avversari sarà lo stesso in qualifica”

    Leclerc: “Non credo che il vantaggio visto nelle prove sugli avversari sarà lo stesso in qualifica”

    Il venerdì del Gran Premio d’Ungheria ha palesato una Ferrari in grande spolvero, forte del primo e del secondo posto arpionati al termine della seconda sessione di prove libere da Lewis Hamilton e Charles Leclerc.

    Pur essendo troppo presto per proclamare la scuderia di Maranello la netta favorita per la vittoria finale del week-end di Budapest, indubbiamente i pronostici della vigilia si dimostrano veritieri sul potenziale della SF-26 tra le tortuose curve dell’Hungaroring.

    Dopo essersi aggiudicato le FP1, Charles Leclerc ha concluso la giornata alle spalle del compagno di squadra, complice una tornata non eccezionale messa a segno dal monegasco nel corso della propria simulazione di qualifica.

    Pur con dei riscontri che sul giro secco hanno mostrato finora un confronto impietoso tra la Rossa di Maranello e la diretta concorrenza, qualche dubbio persiste invece sul passo gara: Antonelli ha sfoggiato un ritmo notevole, mentre il ferrarista con il numero 16, a parità di mescola e complice il tanto traffico incontrato, non ha potuto girare con pista libera, aspetto che ne ha condizionato la costanza e il potenziale stesso, fatta eccezione per alcuni lampi promettenti emersi nel corso della simulazione.

    ll nativo di Monaco, tuttavia, non è apparso preoccupato dei mancati riscontri con il serbatoio carico, né ha ostentato eccessiva sicurezza per la temporanea prima fila centrata nelle prove insieme ad Hamilton.

    Come riportato dal sito ufficiale della Ferrari, l’alfiere della Rossa ha commentato i risultati del venerdì dell’Hungaroring dichiarando:

    La nostra performance sembra buona, e questo è sicuramente un aspetto positivo, ma il week-end è ancora lungo e dobbiamo lavorare sodo per assicurarci le prime posizioni anche in qualifica, perché non credo che il vantaggio visto nelle prove sugli avversari sarà lo stesso. Mi aspetto delle qualifiche molto combattute, e noi dovremo svolgere un lavoro perfetto. Se riusciremo a mantenere le stesse sensazioni di guida di FP1 e FP2, sono certo che disputeremo delle buone qualifiche”.

  • Antonelli: “A Budapest mi aspetto i top team molto vicini tra loro”

    Antonelli: “A Budapest mi aspetto i top team molto vicini tra loro”

    Pensare gara per gara e imparare a gestire le emozioni.

    È stato questo il consiglio che Roger Federer ha regalato ad Andrea Kimi Antonelli durante il loro incontro a Wimbledon, ed è esattamente con questa filosofia che il pilota italiano sta affrontando la corsa al Mondiale.

    Una lezione che ha dato i primi frutti domenica scorsa in Belgio, dove il leader del campionato è tornato al successo riscattando il guasto di Silverstone che aveva consegnato la vittoria a Charles Leclerc.

    Sul circuito da sempre considerato l’Università della Formula 1, il portacolori della Mercedes è tornato a dettare legge, impensierito soltanto dal monegasco della Ferrari, unico capace di tenere a tratti il ritmo della sua W17.

    Archiviato il capitolo Spa-Francorchamps, dove il bolognese ha allungato in classifica sul compagno di squadra George Russell, costretto al ritiro dopo un contatto con Lewis Hamilton, l’attenzione si è subito spostata verso l’imminente appuntamento di Budapest.

    Nella conferenza stampa post-gara, Antonelli ha analizzato le proprie aspettative in vista dell’Hungaroring:

    “Mi aspetto che tutte e quattro le squadre di punta siano molto vicine perché lì non ci sono particolari problemi di gestione delle batterie. L’utilizzo della potenza sarà estremamente equilibrato, quindi sarà un tracciato per certi versi simile a Monaco, dove si cerca semplicemente di guidare il più velocemente possibile. Sarà interessante: la lotta tra di noi si preannuncia davvero serrata ed è per questo che diventerà fondamentale riuscire a mettere insieme ogni singolo elemento”.

  • Brundle: “Dobbiamo liberarci di questo regolamento, mi viene da piangere”

    Brundle: “Dobbiamo liberarci di questo regolamento, mi viene da piangere”

    Gli enormi limiti palesati dalle nuove Power Unit sin dal loro avvento in Formula 1, contestualmente al nuovo regolamento tecnico, continuano a rappresentare il principale tema di discussione all’interno del paddock.

    Gli ultimi due Gran Premi disputati a Silverstone e Spa-Francorchamps, circuiti caratterizzati da lunghi rettilinei e curvoni ad alta velocità, non hanno fatto altro che alimentare il malcontento generale tra addetti ai lavori e appassionati.

    Ancora una volta, infatti, è emersa con estrema brutalità l’inadeguatezza dell’attuale ripartizione 50/50 tra motore termico e componente ibrida.

    Tra una regia internazionale costretta nuovamente a ridurre al minimo le riprese on-board per celare l’eccessivo clipping delle monoposto sui rettilinei e le aspre critiche dei piloti — su tutti, come ormai consuetudine, Max Verstappen —, appare sempre più chiaro come siano necessari interventi significativi sia nel breve sia nel lungo termine.

    Al termine della gara disputata tra le Ardenne, Martin Brundle, voce storica di Sky Sports F1 UK, ha sintetizzato alla perfezione il sentimento diffuso nei confronti delle nuove norme e le tante complessità che le caratterizzano:

    “Penso che stiano tutti facendo fatica a comprenderle appieno. Mi sono venute le lacrime agli occhi perché abbiamo perso tutte le curve più belle a Silverstone, e la stessa identica situazione si è verificata poi a Spa. Questi nuovi regolamenti penalizzano enormemente i circuiti ad alta velocità”.

    Sebbene non manchino i momenti in cui queste vetture riescano ugualmente a offrire spettacolo, l’ex pilota di Formula 1 auspica che chi di dovere possa archiviare l’attuale impianto normativo nel minor tempo possibile:

    “Stanno lavorando per risolvere la questione in vista del 2027 e del 2028, ma bisogna liberarsi di questo concept il prima possibile, nel 2030 o nel 2031. In ogni caso, questo è quello che passa il convento al momento. Quando sono in pista il venerdì, queste vetture sembrano davvero veloci ed è divertente vederle lottare fianco a fianco mentre si superano a vicenda, ma ad oggi devono fare i conti con parecchie complessità”.

  • Piastri: “La difesa di Leclerc? Incentivare i piloti a farla franca lasciando il minimo spazio non è positivo”

    Piastri: “La difesa di Leclerc? Incentivare i piloti a farla franca lasciando il minimo spazio non è positivo”

    Il Gran Premio del Belgio, conclusosi con un solido secondo posto per Charles Leclerc, ha messo in luce tutta l’aggressività e la classe nei duelli corpo a corpo del monegasco, più volte esposto agli attacchi degli avversari lungo il rettilineo del Kemmel a causa del deficit di potenza della sua SF-26.

    Per difendere la posizione, il numero 16 è stato costretto a mostrare gli artigli, esibendosi in frenate al limite prima della sequenza di Les Combes e portando i rivali ad alzare il piede per evitare il peggio.

    Una di queste difese estreme, tuttavia, ha portato a un contatto con Oscar Piastri, finito inevitabilmente sotto la lente d’ingrandimento della Direzione Gara, ma i commissari, dopo aver analizzato l’episodio, hanno comunque ritenuto l’alfiere del Cavallino incolpevole.

    Secondo quanto riportato nelle note ufficiali degli steward, infatti, la leggera collisione fra i due è stata liquidata come un normale incidente di gara.

    La responsabilità del contatto non è stata imputata a Charles, colpevole secondo la McLaren di aver stretto il numero 81 verso l’esterno, bensì allo stesso Piastri, per aver insistito nel tentativo di sorpasso nonostante non ci fosse lo spazio necessario per completare la manovra.

    Una lettura, questa, che ha lasciato completamente interdetto l’australiano, il quale si è così espresso in zona mista:

    Il contatto con Charles ha causato un danno alla mia vettura, influendo parecchio sul bilanciamento. Dal mio punto di vista ero sulla linea bianca e sono stato stretto. Prima di tutto, credo che siamo stati molto fortunati a evitare un incidente più grave, perché ci siamo praticamente toccati con le ruote all’inizio della zona di frenata. Onestamente non so dove sarei dovuto andare. Non sto dicendo necessariamente che dovesse esserci una penalità, ma almeno una bandiera bianca e nera. Non possiamo ritenere che una manovra del genere sia del tutto accettabile. Un conto è avere un leggero contatto come quello, ma dare anche l’incentivo ai piloti a lasciare agli altri il minimo spazio possibile sapendo di poterla fare franca non mi sembra una situazione positiva per le corse“.

  • Russell: “Chiedo solo la stessa macchina di Antonelli”

    Russell: “Chiedo solo la stessa macchina di Antonelli”

    La domenica di Spa-Francorchamps ha lasciato in dote a George Russell una pesante scia di tensioni e malumori.

    La domenica del nativo di King’s Lynn sul leggendario tracciato di Spa-Francorchamps si è trasformata in un calvario fin dalle primissime battute.

    Il pilota britannico si è prima ritrovato privato della piena disponibilità di potenza e di energia elettrica, una carenza che lo ha reso una preda vulnerabile sul rettilineo del Kemmel, poi coinvolto in un contatto con Lewis Hamilton che ne ha provocato il ritiro.

    “Eravamo molto vicini a Lewis“, ha ricostruito un amaro Russell ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, analizzando i concitati momenti precedenti al DNF. “Non avremmo dovuto trovarci in quella posizione, innanzitutto perché non avevo potenza, non avevo energia”.

    “Sono stato superato da Leclerc e da Piastri ed è stato pericoloso, onestamente”, ha sottolineato il britannico.

    Interpellato sulla possibilità che si trattasse della replica del problema già riscontrato a Silverstone, il 63 ha stroncato ogni dubbio con una secca smentita:

    “No, si è trattato di un altro problema”.

    È proprio in questo scenario che le dichiarazioni del britannico hanno assunto un peso politico specifico enorme, spostando l’asse del discorso sul delicatissimo confronto interno con l’altro alfiere di Brackley, Andrea Kimi Antonelli.

    Russell ha infatti lanciato un messaggio perentorio ai vertici della Stella, pretendendo garanzie assolute sulla parità di trattamento tecnico all’interno del box.

    “Voglio soltanto che la mia macchina sia la stessa di Antonelli”, ha scandito Russell, alzando sensibilmente i toni del dibattito. “Non chiedo nulla di più. Soltanto la stessa macchina, ed è quello che cercherò di avere”.

  • Leclerc: “A Budapest da favoriti? Anche a Monaco pensavamo di esserlo”

    Leclerc: “A Budapest da favoriti? Anche a Monaco pensavamo di esserlo”

    È stato un Gran Premio del Belgio tutto cuore e grinta quello vissuto da Charles Leclerc, secondo sotto la bandiera a scacchi al termine di una gara che ha visto il pilota della Ferrari protagonista di una prestazione di altissimo livello, fatta di determinazione, lucidità e carattere.

    Dopo un primo giro praticamente perfetto, che gli ha consentito di conquistare quasi immediatamente la seconda posizione, il monegasco ha saputo sfruttare al meglio la sosta in regime di Virtual Safety Car, ritrovandosi così al comando della contesa.

    Una leadership difesa con le unghie e con i denti dagli attacchi dell’arrembante Mercedes di Andrea Kimi Antonelli che, forte anche del vantaggio sul piano motoristico, giro dopo giro è riuscito a ricucire il distacco e a prendersi infine la vittoria.

    Il secondo posto finale rappresenta comunque un risultato di enorme valore, sia dal punto di vista tecnico sia sotto quello emotivo, a conferma della costante crescita della Ferrari e di un Cavallino che adesso può guardare con ancora più fiducia al prossimo appuntamento in Ungheria, dove, almeno sulla carta, la SF-26 potrebbe esaltare ancora di più le proprie caratteristiche.

    Le lacune che ci aspettavamo le avevamo comunque, ma abbiamo fatto di tutto per arginarle “, ha dichiarato Leclerc ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia.

    La partenza è stata divertente, abbiamo avuto un deployment molto forte fuori dalla Eau Rouge e quello mi ha permesso di sorpassare sia Russell che Verstappen sul rettilineo. Poi abbiamo avuto anche un po’ di fortuna con la Virtual Safety Car, ma me la prendo. Facevamo comunque fatica nei rettilinei, però il passo non era male. Sono rimasto sorpreso quando Kimi mi ha passato, perché pensavo che sarebbe andato via facilmente. Invece, con la scia sono rimasto lì e ci ho creduto fino alla fine, ma non ne avevamo abbastanza “.

    Incalzato infine su una Ferrari potenzialmente favorita in Ungheria, il pilota di Monte-Carlo ha preferito mantenere un profilo basso:

    Abbiamo la consapevolezza che la nostra macchina si adatterà di più a Budapest rispetto che qui a Spa-Francorchamps, però anche a Monaco siamo arrivati pensando di essere i favoriti. La Mercedes ha una grande macchina anche quando si tratta di modificare gli assetti per andare forte in circuiti più tecnici, quindi non penso che saremo favoriti. La Mercedes è un passo avanti a noi al momento, ma faremo di tutto per esserci se ci sarà l’opportunità di vincere ” .

  • Vasseur: “Budapest congeniale alla SF-26? Vero, ma non sopravvalutiamo il nostro ritmo”

    Vasseur: “Budapest congeniale alla SF-26? Vero, ma non sopravvalutiamo il nostro ritmo”

    Con il secondo posto di Charles Leclerc e la quarta piazza di Lewis Hamilton conquistati a Spa-Francorchamps, la Ferrari ha lasciato il Belgio con un bottino di ben 30 punti, che si sommano ai 40 incamerati nel precedente appuntamento di Silverstone.

    Considerando i pronostici delle vigilie, che dipingevano entrambi i fine settimana come tappe in cui la Rossa sarebbe stata costretta a correre in totale difesa, il bilancio complessivo della Scuderia al termine di questo cruciale back-to-back è decisamente consistente.

    I riscontri della pista proiettano stabilmente il Cavallino nel ruolo di principale, e probabilmente unico, sfidante della Mercedes per il prosieguo di questo 2026.

    Prevalere sulle Frecce d’Argento rimane un’impresa titanica, data la solidità strutturale di una W17 esaltata da un Andrea Kimi Antonelli in stato di grazia.

    Resta però il fatto che la SF-26 ha dimostrato di potersela giocare a viso aperto persino sui tracciati storicamente più ostici: una premessa che, in vista del Gran Premio d’Ungheria in programma il prossimo weekend, potrebbe addirittura investire Maranello dei gradi di favorita sui tormentati saliscendi di Budapest.

    Questi risultati sono il manifesto di una ritrovata maturità da parte della compagine italiana, apparsa affamata, aggressiva sul fronte degli sviluppi tecnici così come nelle scelte strategiche, ma al contempo estremamente pragmatica e accorta nelle dichiarazioni pubbliche.

    Un approccio metodologico che traspare chiaramente dalle parole del team principal Frederic Vasseur, il quale, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, ha spento i facili entusiasmi analizzando l’esito della trasferta nelle Ardenne:

    Non voglio parlare di lotta per il campionato e non voglio nemmeno sognare. Quel che conta sono i risultati reali, e per questo voglio rimanere sulla gara appena conclusa. Come a Silverstone, ci aspettavamo di essere più lenti delle Mercedes, e così è stato, ma con un margine ridotto. Abbiamo svolto un ottimo lavoro, siamo riusciti a lottare per le prime posizioni. Budapest? Il tracciato sarà un po’ diverso, sulla carta più vicino alle caratteristiche della nostra macchina, ma non dobbiamo commettere l’errore di sopravvalutare il nostro ritmo. Dobbiamo concentrarci su noi stessi, puntando a svolgere un lavoro di qualità, come fatto nelle ultime settimane”.

  • Hamilton: “Il mio incidente in FP3 è costato 2 decimi. Ma sono grato alla squadra: lavoro eccezionale”

    Hamilton: “Il mio incidente in FP3 è costato 2 decimi. Ma sono grato alla squadra: lavoro eccezionale”

    Il sabato di Spa-Francorchamps ha lasciato in casa Ferrari la sensazione di un’occasione parzialmente smarrita.

    La SF-26 aveva infatti mostrato in FP3 un potenziale che, secondo Lewis Hamilton, avrebbe potuto portare la Ferrari a giocarsi un posto nella top three.

    L’incidente del britannico ha però costretto gli uomini di Maranello a una corsa contro il tempo per rimettere la vettura in condizioni di scendere in pista in qualifica.

    Il lavoro della squadra ha permesso al sette volte Campione del Mondo di partecipare alla sessione, ma la macchina restituita al pilota non era più quella che aveva guidato poche ore prima.

    Una differenza che, secondo il numero 44, ha finito per pesare concretamente sul risultato finale:

    “Devo essere enormemente grato alla squadra. I ragazzi hanno fatto un lavoro enorme per assicurarsi che la macchina fosse pronta. In FP3 la vettura mi è sembrata la migliore di tutto il week-end, poi purtroppo l’ho danneggiata e quando sono tornato in pista non era più la stessa macchina, soprattutto in termini di bilanciamento. Penso che avremmo potuto lottare per la top three oggi, se non avessi avuto quel problema in FP3″, ha dichiarato a F1 TV.

    L’inglese ha poi quantificato in un paio di decimi il margine che gli è mancato nel momento decisivo, ribadendo di aver estratto il massimo possibile da una vettura che, dopo l’incidente, aveva perso parte del proprio equilibrio.

    “Quando sono arrivato in qualifica mi mancavano un paio di decimi. La macchina non era identica a quella che avevamo alla fine delle FP3, ma ho fatto il meglio che potevo con quello che avevo. Sono ancora ottimista per la gara. Ci sono diverse possibilità per vedere se riusciremo a salire sul podio. Sarebbe fantastico”.

    Il risultato del sabato non sembra quindi aver spento le ambizioni di Hamilton in vista del Gran Premio. A Spa-Francorchamps, tra strategie, gestione degli pneumatici e condizioni meteorologiche potenzialmente variabili, il quadro può infatti cambiare rapidamente.

  • Vasseur: “In gara possiamo rimontare, sarà un Gran Premio molto lungo”

    Vasseur: “In gara possiamo rimontare, sarà un Gran Premio molto lungo”

    Nonostante il quinto e il sesto posto ottenuti “sul campo” al termine delle qualifiche del Gran Premio del Belgio, la Ferrari ha diversi motivi per guardare alla gara di domani con ottimismo.

    Il primo aspetto riguarda la penalizzazione di dieci posizioni sulla griglia di partenza inflitta a Lando Norris, aspetto che consente a entrambi gli alfieri della Rossa di avanzare di una casella.

    Il secondo è invece legato, ancora una volta, alla prestazione della SF-26, pronosticata alla vigilia come la vettura dei team di vertice potenzialmente più in difficoltà e che, invece, ha consentito a entrambi i piloti di lottare per la parte alta della classifica.

    Anche se il distacco dalla pole è più ampio rispetto a quello registrato in Inghilterra due settimane fa, la Rossa è comunque in lizza per il vertice.

    Red Bull si è dovuta affidare a un clamoroso gioco di scie con Hadjar per garantire a Verstappen il secondo posto, e la bandiera gialla esposta all’ultima curva ha costretto i due piloti del Cavallino a dover alzare il piede nell’ultimo e decisivo tentativo, perdendo la possibilità di scavalcare quantomeno Russell.

    Al netto di tutto questo, è lecito puntare su una Ferrari in lotta per il podio nella gara di domani.

    A confermare tali aspettative è stato anche un garibaldino Frederic Vasseur, il quale, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, è apparso alquanto fiducioso al termine delle qualifiche del sabato, in vista del Gran Premio:

    Non so cosa sia successo all’ultima curva, ma è certo che Leclerc, alzando il piede, abbia perso almeno la posizione su Russell. Con la penalità di Norris comunque riguadagniamo ciò che abbiamo perso. Ad ogni modo, la gara sarà lunga e i distacchi tra le squadre sono minimi. Possiamo rimontare, andiamo sempre meglio la domenica rispetto al sabato e continuiamo a crescere nel corso dei week-end di gara, sessione dopo sessione. Domani vedremo diverse strategie sull’erogazione dell’energia elettrica, vedremo cosa accadrà”.