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  • Leclerc: “Non perdiamo solo in rettilineo, bisogna intervenire immediatamente”

    Leclerc: “Non perdiamo solo in rettilineo, bisogna intervenire immediatamente”

    Il Gran Premio dell’Azerbaijan si è rivelato un’autentica sofferenza per Charles Leclerc, che, nonostante l’evidente carenza di potenza rispetto alla concorrenza, è comunque riuscito a massimizzare il potenziale a disposizione concludendo in quarta posizione.

    Già penalizzato dal forte pattinamento allo spegnimento dei semafori a causa dello scatto dal lato sporco della griglia, il monegasco ha dovuto fare subito i conti con un deficit di efficienza della Power Unit che non gli ha lasciato scampo, costringendolo a cedere strada agli allunghi di Max Verstappen e Isack Hadjar senza alcuna possibilità di replica.

    Il numero 16 di Maranello ha saputo poi ricostruire la propria prestazione puntando sulla gestione del passo.

    Approfittando dell’errore di Oscar Piastri, Leclerc è risalito fino ai piedi del podio, difendendo con i denti il piazzamento in una volata serratissima fin sul traguardo contro l’arrembante Mercedes di Andrea Kimi Antonelli.

    Ph. Finlay Williams / WHYOUT Media

    Il quarto posto finale resta tuttavia una tenue consolazione all’interno di un quadro tecnico sempre più allarmante per la Ferrari, dove appare evidente come il limite principale non sia affatto legato al rendimento dei piloti.

    Raggiunto dai microfoni di Sky Sport F1 Italia a motori spenti, Leclerc ha tracciato un quadro crudo della situazione tecnica vissuta in pista:

    “Oggi abbiamo fatto il massimo possibile, ma in rettilineo non avevamo armi per difenderci. Anche nelle tornate in cui non eravamo in lotta perdevamo tantissimo negli allunghi. Purtroppo, ora gli avversari sono diventati molto rapidi anche nelle curve, quindi bisogna intervenire subito senza attendere altre fasi del campionato. Se accumuliamo troppo ritardo nello sviluppo degli aggiornamenti, risalire la china diventerà difficile“.

  • Baku, a Verstappen il titolo di Hammer of the Day

    Baku, a Verstappen il titolo di Hammer of the Day

    Un quattro volte Campione del Mondo non dorme mai.

    Non si arrende, non si spegne, non smette di ardere, nemmeno quando i nuovi regolamenti sembrano scritti apposta per contenerlo, nemmeno quando il pubblico, con quella volubilità che appartiene a ogni epoca dello sport, lo ha silenziosamente declassato: da eroe indiscusso del 2025 a pilota che, apparentemente, sembra aver smarrito il proprio straordinario passo.

    Ma gli occhi non dimenticano mai.

    Sono gli stessi occhi che, per quattro volte consecutive, hanno tagliato il traguardo da campione, con il titolo stretto in pugno.

    Gli stessi occhi che non si sono mai arresi di fronte a nulla, che hanno sempre e soltanto conosciuto un’unica direzione: quella di chi è davanti.

    Perché Max Verstappen è Max Verstappen per un motivo preciso, tangibile, quasi fisico. E non serve cercarlo lontano, basta ascoltare i team radio di Isack Hadjar, suo compagno di scuderia, apparentemente più in forma, che ha accettato di restargli alle spalle senza discutere, senza mai realmente tentare il sorpasso.

    Perché quello che aveva davanti si chiamava Max Verstappen.

    E Max Verstappen, semplicemente, non si supera.

    Oggi la chiamerebbero aura. È un termine che rischia di suonare vuoto, di moda, ma nel caso di Verstappen supera ogni definizione sportiva, ogni statistica, ogni logica di cronometro.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT Media

    Il suo secondo posto non vale certo quanto una vittoria, e uno come lui non lo tratterebbe mai come tale nel proprio intimo.

    Ma quando davanti c’è una Mercedes, in questa stagione, non resta che una cosa da fare: contendere ogni millesimo fino all’ultimo metro, senza concedere nulla, nemmeno a sé stessi.

    Sei posizioni guadagnate in gara.

    Partiva ottavo, dopo una qualifica da dimenticare in fretta, di quelle che accendono i commenti più impietosi, che riempiono i social di dubbi e di sentenze anticipate.

    Lui non ha ascoltato nulla di tutto ciò. È salito in macchina e ha lasciato che fosse l’asfalto a rispondere per lui, giro dopo giro, sorpasso dopo sorpasso.

    Prima della gara, un’altra domanda, sulla sua eventuale partecipazione a Le Mans.

    Ha declinato. Correrà invece la 24 Ore di Spa e quella del Nurburgring – perché per Max Verstappen il Motorsport non ha stagioni, non ha categorie, non ha confini da rispettare.

    Ha soltanto una direzione: correre, sempre, ovunque sia possibile farlo.

    Max Verstappen ama il motorsport nella sua forma più pura e incondizionata.

    E noi, di conseguenza, amiamo lui.

  • Hadjar: “Il polso è indolenzito, ma aspetto con ansia Sepang”

    Hadjar: “Il polso è indolenzito, ma aspetto con ansia Sepang”

    Dopo tre Gran Premi di stop forzato e una riabilitazione del polso condotta con la massima cautela, Isack Hadjar non avrebbe potuto sperare in un rientro migliore di quello vissuto in Azerbaijan.

    Le settimane lontano dalle piste non hanno condizionato in alcun modo il rendimento del pilota transalpino, che al volante della Red Bull si è messo in mostra sin dalle qualifiche, concluse con il quarto miglior crono di giornata.

    In gara, poi, grazie a una condotta solida e priva di sbavature, ha potuto celebrare sul podio non soltanto il suo ritorno all’attività agonistica, ma anche il recente rinnovo contrattuale con la scuderia di Milton Keynes.

    Al termine della corsa, il giovane francese ha espresso tutta la propria soddisfazione ai microfoni ufficiali della Formula 1, commentando quello che rappresenta il secondo podio stagionale dopo quello conquistato a Monte-Carlo:

    “Sì, sono contento. Sono state sei settimane davvero lunghe. Penso che questo fosse il momento giusto per rientrare: mi sentivo in forma e durante il week-end ho mantenuto un approccio prudente, procedendo per gradi. Baku è un tracciato dove si rischia di finire a muro in un attimo, ed era fondamentale evitarlo per ritrovare fiducia. È stato un percorso graduale che ha dato i suoi frutti. Sono davvero felice per il mio primo podio conquistato con il puro passo gara“.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT Media

    Con una vettura apparsa in netta crescita e la determinazione di confermare i progressi mostrati sul circuito cittadino azero, la trasferta di Sepang rappresenta per Hadjar l’occasione ideale per dare continuità al momento positivo:

    “Sono pienamente soddisfatto, anche se il polso è ancora un po’ indolenzito. Ho grandissima voglia di correre. Ci aspettano settimane molto intense e non vedo l’ora di scendere in pista a Sepang“.

  • Verstappen: “Colapinto non merita di essere sospeso per una gara”

    Verstappen: “Colapinto non merita di essere sospeso per una gara”

    Max Verstappen ha sfiorato la vittoria a Baku, tagliando il traguardo a meno di due decimi da George Russell al termine di una rimonta dall’ottava alla seconda posizione che ha restituito una Red Bull ben diversa da quella intravista nelle qualifiche.

    Il quattro volte Campione del Mondo, ai microfoni di ViaPlay, ha individuato nella gestione dell’energia elettrica il principale divario rispetto alla Mercedes, apparsa in grado di disporre di una maggiore riserva di batteria nel tratto centrale del circuito, tra Curva 4 e Curva 7.

    “Ci mancava qualcosa nel deployment, loro potevano utilizzare più batteria. Per tutto il secondo settore, tra Curva 4-5 e Curva 6-7, riuscivano a sfruttare più energia e noi semplicemente non l’avevamo. Da questo punto di vista sono stati migliori di noi. La differenza era di circa tre decimi in quel tratto e poi tocca provare a recuperarli nelle curve. Alla fine ci è mancato circa un decimo, ed è un peccato”, ha spiegato l’olandese.

    La lettura del week-end passa così dalla capacità della RB22 di ritrovare competitività sulla lunga distanza dopo una sessione di qualifica che l’aveva relegata in quarta fila.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT images

    Il passo mostrato da Verstappen ha permesso al team di Milton Keynes di risalire fino a contendere il successo alla Stella, evidenziando una consistenza che la Ferrari non è riuscita a esprimere con la medesima continuità.

    In conferenza stampa, il pilota della Red Bull ha poi commentato la sanzione inflitta a Franco Colapinto per l’incidente innescato alla ripartenza, assumendo una posizione differente rispetto a Lando Norris, che aveva auspicato un provvedimento più severo.

    “Il pilota che ha causato l’incidente ne è consapevole e si scusa. Insomma, capita: un piccolo errore, un calcolo sbagliato. È sfortunato che abbia coinvolto così tante vetture, ma una sospensione per una gara mi sembra eccessiva”, ha concluso Verstappen.

  • Vasseur: “Stupito dal motore Mercedes? La domanda la farei alla FIA”

    Vasseur: “Stupito dal motore Mercedes? La domanda la farei alla FIA”

    Per la Ferrari, le qualifiche a Baku si sono chiuse con un secondo posto per Charles Leclerc e una sesta posizione per Lewis Hamilton, alle prese con una sessione complessa che ha evidenziato la netta superiorità della Power Unit Mercedes.

    Al termine delle prove ufficiali, Frederic Vasseur ha analizzato le criticità riscontrate dalla Scuderia ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “È stata una sessione complicata, però rispetto a ieri la temperatura è calata enormemente e questo ha portato a strategie diverse tra i primi tre team, cosa che in qualifica non succede spesso. Russell ha fatto tre giri consecutivi, noi due e la McLaren uno più uno. Per la specificità della pista, bassa aderenza e tanto vento, sapevamo che sarebbe stato un po’ al limite”.

    Interpellato sull’ampio divario accusato nei confronti di Russell e sulle concrete possibilità di successo nella corsa azera, il team principal di Maranello ha mantenuto un approccio prudente:

    “Se guardiamo le qualifiche sicuramente Russell è davanti, ma lotteremo e spingeremo fino alla fine. La gara è sempre un pochino diversa. È vero che fin dalle FP1 è sembrato imbattibile in questo fine settimana, però vedremo”.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT Media

    Il manager francese ha poi esaminato la prestazione di Hamilton nel Q3, compromessa da un lieve impatto contro le barriere nel momento decisivo:

    “Ha avuto un contatto con il muro nell’ultimo giro e questo lo ha costretto a inseguire, e qui i margini sono molto ristretti. Era da solo e quindi senza scie, e questo gli è costato uno o due decimi. Domani la gara sarà lunga e dovremo avere un passo forte e costante. Sappiamo che abbiamo un degrado molto basso a Baku e questo forse renderà più difficile superare”.

    Sollecitato infine da Carlo Vanzini sui riscontri cronometrici dell’ultimo settore e sulla leadership tecnica del propulsore della Stella, Vasseur ha chiuso con una frecciata politica:

    “Questa domanda non la devi fare a me, ma alla FIA. Io ti darei una risposta diversa probabilmente. Sembra strano effettivamente, però alla fine oggi non dipende solo dal motore ma anche dalla resistenza all’avanzamento. Penso che Max abbia avuto un problema alla batteria, non so se nell’ultimo giro o no”.

  • Leclerc: “Non so dove Mercedes trovi tutta questa velocità”

    Leclerc: “Non so dove Mercedes trovi tutta questa velocità”

    Le qualifiche del Gran Premio dell’Azerbaijan hanno emesso un verdetto impietoso.

    A prendersi la scena e la pole position a Baku è stato George Russell, spinto dall’incredibile efficienza della Power Unit Mercedes e capace di rifilare ben 837 millesimi alla Ferrari di Charles Leclerc.

    Il monegasco ha conquistato una prima fila agrodolce: da una parte c’è la soddisfazione per aver beffato Oscar Piastri di appena un millesimo, dall’altra l’evidenza di uno strapotere della Stella difficile da arginare.

    Per estrarre il massimo dalla SF-26 tra le mura del Mar Caspio, Charles ha anche sfruttato il prezioso gioco di scie del compagno di squadra Lewis Hamilton, rimasto a tiro per tutta la tornata. In vista della corsa, gli oltre otto decimi incassati dalla W17 rappresentano un campanello d’allarme non indifferente.

    Ph. Peter Kiss / WHYOUT Media

    Tuttavia, il buon ritmo evidenziato nelle simulazioni del giovedì e le continue variabili di una pista insidiosa come quella azera lasciano intatta una speranza per il Cavallino Rampante, quantomeno per salire sul podio.

    Raggiunto dai microfoni di Sky Sport F1 Italia al termine della sessione, il pilota della Ferrari non ha nascosto un misto di soddisfazione per il proprio giro e smarrimento per la superiorità della Mercedes:

    “Purtroppo penso che oggi abbiamo massimizzato. Dico purtroppo perché quando il distacco è di 8 decimi preferirei dire di aver sbagliato qualcosa, invece il mio giro è stato abbastanza buono. A causa dell’imprevedibilità della monoposto non ho trovato la solita confidenza per sfiorare i muretti, lasciando quei cinque centimetri che sicuramente contano, ma non bastano a spiegare il divario da George. Non so dove trovino questa velocità: il mio secondo settore era ottimo, eppure anche lì paghiamo quattro decimi“.

    Il numero 16 di Maranello ha poi completato la propria analisi focalizzandosi sulle aspettative per la gara:

    “Sognare non costa nulla e le simulazioni erano positive, ma ora dobbiamo solo farci trovare pronti al via senza distrazioni. Di solito sulla lunga distanza ricuciamo il margine, ma recuperare 8 decimi richiederebbe uno step davvero grande“.

  • Baku, Leclerc non si sbilancia sulla eventuale sostituzione della Power Unit

    Baku, Leclerc non si sbilancia sulla eventuale sostituzione della Power Unit

    In casa Ferrari il capitolo Power Unit continua a tenere banco.

    Al centro della contesa c’è l’unità in specifica ADUO 2 utilizzata a Monza da Charles Leclerc, rimasta a riposo nella tappa di Madrid in via precauzionale dopo l’incidente rimediato sul tracciato brianzolo e ora pronta a tornare della partita.

    Le dichiarazioni del monegasco in conferenza stampa hanno apparentemente raffreddato la pista del sacrificio annunciato, frenando i facili paragoni con la risalita vincente firmata in Italia da Andrea Kimi Antonelli:

    “Prendere una penalità e poi fare quello che ha fatto Antonelli a Monza? Beh, Kimi ha fatto una grande rimonta, ma non so se per noi sarebbe realistico fare qualcosa del genere se dovessimo ricevere una penalità sulla griglia”.

    Ph. Finlay Williams / WHYOUT images

    La vera novità emersa dalle parole del ferrarista riguarda l’effettiva integrità dell’unità già omologata, che lascia a Maranello pieno margine di manovra:

    “Il motore di Monza è disponibile in questo momento e possiamo usarlo, anche se non voglio entrare nei dettagli del nostro programma e spiegare quale Power Unit utilizzeremo. È un’opzione strategica che non vogliamo svelare adesso, ma quel motore è nel pool di unità che possiamo montare, e questo è un aspetto positivo per noi”.

    La parola passa quindi ai riscontri cronometrici e all’affidabilità: come anticipato da AutoRacer.it, la decisione definitiva sull’eventuale sostituzione della Power Unit verrà presa soltanto al termine delle FP2.

    Saranno i dati della seconda sessione di prove libere a chiarire se il propulsore potrà garantire l’intero chilometraggio del week-end, evitando a Leclerc l’handicap della partenza dal fondo per giocarsi le sue carte in qualifica ad armi pari.

  • Leclerc: “Io sempre oltre il limite? Il concetto è meno drammatico di quanto possa sembrare”

    Leclerc: “Io sempre oltre il limite? Il concetto è meno drammatico di quanto possa sembrare”

    Dietro la figura del pilota di Formula 1 esiste sempre una dimensione personale alimentata da passioni e progetti che affiancano l’impegno sportivo.

    Charles Leclerc non fa eccezione: a 28 anni il monegasco continua infatti a coltivare interessi e ambizioni che si intrecciano con la vita da pilota della Ferrari.

    In una recente intervista a La Gazzetta dello Sport, il numero 16 si è aperto proprio su questi temi, spiegando come riesca a conciliare i suoi interessi:

    “Penso si tratti di due aspetti di me che si fondono insieme. La creatività riguarda più l’istinto, mentre la disciplina è legata alla preparazione. Ma sono entrambe necessarie per fare bene qualcosa”.

    Un ragionamento che Leclerc ha voluto approfondire, spiegando come sia proprio il lavoro silenzioso a renderlo pronto ad affrontare i momenti decisivi:

    “In diversi momenti della mia vita ho dovuto compiere scelte molto difficili rapidamente, affidandomi all’istinto. Ma è proprio quando prima c’è un lavoro di preparazione che allora sai su cosa fare affidamento in quei momenti”.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

    Spesso associato all’idea di superare il limite, complice una vettura che non sempre gli ha permesso di esprimersi ai massimi livelli, il pilota del Cavallino ha ridimensionato questa percezione:

    “Credo sia un concetto un po’ meno drammatico di quanto possa sembrare a chi mi guarda da fuori. Si tratta di cercare di fare il meglio possibile in tutto ciò che ho sotto controllo. Ma è proprio quando pensi di aver fatto tutto nel miglior modo possibile che devi spingerti oltre negli aspetti che prima ti sembravano un limite. Questo è un ideale che mi motiva in tutto quello che faccio, dalle corse ai progetti fuori dalla pista”.

    Una visione che ha portato il monegasco a una definizione di successo diversa da quella che lo ha accompagnato durante i suoi primi anni in Formula 1:

    “Se penso a quando avevo quindici anni, o vicino ai venti, il successo era legato soltanto al risultato finale. Che si trattasse di un Gran Premio o di qualsiasi altra cosa facessi nella vita. Adesso riguarda più il processo. Per me il successo significa riuscire a gestire ogni situazione nel modo in cui volevamo, massimizzando tutto il nostro potenziale. Si basa sulla crescita, non solo sul risultato”.

  • La strategia Ferrari passa anche dalle Power Unit

    La strategia Ferrari passa anche dalle Power Unit

    In casa Ferrari sono ore di attenta valutazione sul fronte Power Unit in vista del Gran Premio dell’Azerbaijan, con la decisione sull’eventuale arretramento in griglia di Charles Leclerc che resta ancora aperta.

    Sebbene l’introduzione di una quinta unità motrice sia considerata un passaggio inevitabile per entrambi i piloti prima del termine del Mondiale, la scelta di scontare la penalità già sul tracciato cittadino di Baku, contrariamente a quanto trapelato inizialmente, non è una certezza granitica, ma un’opzione che verrà soppesata giovedì prossimo.

    Il quadro ruota attorno alle condizioni del motore in specifica ADUO 2 montato da Leclerc a Monza, sottoposto a controlli approfonditi a Maranello dopo l’incidente nel fine settimana italiano e risparmiato nell’ultima tappa per ragioni precauzionali.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT images

    Durante le prime sessioni di prove libere sulle rive del Mar Caspio, il monegasco tornerà a girare proprio con quell’unità – come riportato da The Race in un articolo a cura di Rosario Giuliano – per saggiarne sul campo l’effettiva integrità e il livello di affidabilità.

    Sarà dunque soltanto al termine delle FP2 che il muretto box scioglierà le riserve: se il propulsore di Monza darà garanzie piene e il livello di competitività della monoposto lo consentirà, la Scuderia potrebbe anche decidere di rinviare l’introduzione della nuova specifica, mentre in caso contrario delibererà il passaggio al quinto motore approfittando delle opportunità di sorpasso offerte dal lungo rettilineo azero.

  • Ferrari, previsto per la tappa di Austin un corposo pacchetto di aggiornamenti

    Ferrari, previsto per la tappa di Austin un corposo pacchetto di aggiornamenti

    Dalla tappa di Barcellona, il divario tra McLaren e Ferrari è andato progressivamente ampliandosi: da un lato Woking ha impresso un ritmo costante al proprio programma di sviluppo, dall’altro Maranello si è trovata costretta a rallentare la marcia a causa di alcune soluzioni che, in galleria del vento, non hanno restituito i valori di rendimento auspicati.

    A Zandvoort la Scuderia ha infatti introdotto in pista soltanto circa 3/4 del pacchetto inizialmente programmato, lasciando momentaneamente da parte una porzione significativa del lavoro impostato sul fondo.

    Nel frattempo, McLaren ha costruito il proprio primato tecnico attraverso una sequenza cadenzata e regolare di novità: gli interventi sul fondo hanno trovato piena armonia con l’efficacia dimostrata nella gestione degli pneumatici, consentendo alla MCL40 non solo di generare un carico considerevole, ma di sfruttarlo mantenendo le coperture costantemente nella corretta finestra d’esercizio.

    Un equilibrio evidente soprattutto nella continuità di rendimento mostrata da Lando Norris.

    Ph. Luca Martini / WHYOUT images

    A fare la differenza per Woking non è stato un singolo aggiornamento capace di stravolgere i valori, quanto la progressiva stratificazione di piccole evoluzioni sulla piattaforma aerodinamica, mentre la Ferrari doveva frenare per verificare e correggere la propria rotta di sviluppo.

    In questo scenario, l’appuntamento di Austin si profila come il banco di prova decisivo per la squadra guidata da Frederic Vasseur: sul tracciato texano debutterà la restante parte del pacchetto rimasta finora in sospeso, imperniata su un’evoluzione del fondo e sul completamento delle aree aerodinamiche affinate nelle ultime settimane.

    Sarà una verifica cruciale, fondamentale non solo per quantificare il salto prestazionale della SF-26, ma per comprendere se il metodo di sviluppo a Maranello abbia ritrovato la reattività necessaria a ricucire il gap accumulato.