Categoria: Daily News

  • Vasseur: “Leclerc aveva ricevuto troppe critiche. Ora testa a Spa-Francorchamps”

    Vasseur: “Leclerc aveva ricevuto troppe critiche. Ora testa a Spa-Francorchamps”

    5 luglio 2026.

    Una data da cerchiare in rosso sul calendario dello sport che più amiamo.

    Il Gran Premio di Gran Bretagna, vinto da Charles Leclerc, non ha rappresentato solamente una gara da incorniciare per il monegasco: è stato, infatti, anche il trionfo che ha siglato la duecentocinquantesima vittoria nella storia della Ferrari.

    Una pietra miliare leggendaria, che ha regalato ai tifosi di tutto il mondo una pagina di storia della Formula 1, destinata a restare indelebile.

    Con una prestazione magistrale confezionata sul tracciato di Silverstone, si è chiuso definitivamente il periodo nero del pilota monegasco.

    Il numero 16 è tornato finalmente a sorridere grazie a un successo straordinario e liberatorio, capace di cancellare in un colpo solo le beffe e le ferite subite su questo stesso asfalto nel 2021 e nel 2022.

    È stata una giornata positiva anche per Lewis Hamilton, il quale, nonostante la seconda posizione sia sfumata a causa del pit-stop effettuato in regime di Safety Car, è riuscito comunque a salire sul gradino più basso del podio, arricchendo ulteriormente un già leggendario palmarès davanti al suo pubblico.

    Le 52 tornate del circuito britannico hanno messo in luce una SF-26 in uno stato di forma smagliante.

    Sebbene ci sia ancora del margine da recuperare sulla Mercedes, il verdetto della pista ha premiato anche il lavoro instancabile degli ingegneri di Maranello, che stanno sviluppando aggiornamenti altamente performanti settimana dopo settimana.

    Al termine di una domenica a dir poco emozionante, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Frederic Vasseur si è espresso così:

    “È una giornata fantastica. Charles ha ricevuto tante critiche nelle ultime settimane, ma sapeva che la squadra era al suo fianco e che sarebbe potuto tornare a vincere. Abbiamo un’enorme fiducia in lui, e sono davvero contento per lui. Con Lewis, purtroppo, a causa della mancata ripartenza, non abbiamo potuto sfruttare le gomme soft per superare Russell. Oggi credo che fossimo più veloci di Russell. Kimi, invece, probabilmente aveva più passo di noi. Ora ci godiamo la serata, ma da domani si torna a lavorare in vista di Spa-Francorchamps. Grazie mille ai tifosi per il loro supporto“.

  • Russell: “Con queste prestazioni non potrò lottare per il titolo. Non meritavo il secondo posto”

    Russell: “Con queste prestazioni non potrò lottare per il titolo. Non meritavo il secondo posto”

    George Russell ha lasciato Silverstone con un secondo posto che vale punti pesanti in classifica e riduce a sole 25 lunghezze il distacco dal leader del Mondiale, Andrea Kimi Antonelli.

    L’ottimo risultato è maturato anche e soprattutto grazie agli episodi che hanno caratterizzato il finale di gara.

    Tra il ritiro del compagno di squadra, l’incidente di Max Verstappen e la Safety Car rimasta in pista fino alla bandiera a scacchi, il pilota Mercedes ha riconosciuto come le circostanze abbiano inciso in maniera significativa sul piazzamento conclusivo.

    Di seguito le sue parole ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “Se mi sarebbe piaciuto affrontare l’ultimo giro? Ovviamente no, perché tutti gli altri avevano gomme nuove e io usate. Probabilmente Charles e Kimi meritavano di finire davanti a me: sento che avrei meritato il terzo posto, ma alla fine sono arrivato secondo. È difficile dire cosa provo, non posso sorridere. Lo farò quando capiremo perché in qualifica perdevo così tanto sui rettilinei. In gara è andata meglio, ma sorriderò davvero quando sarò in grado di giocare alla pari”.

    Il concetto è stato approfondito anche nell’intervista concessa a F1 TV, dove Russell ha ammesso che il secondo posto porta con sé punti preziosi, ma non modifica il giudizio sulla prestazione complessiva della squadra.

    “È un risultato importante per il campionato e devo continuare a lottare. Ma devo essere sincero: non lotterò per il titolo se le prestazioni continueranno a essere queste. Sono andato via più soddisfatto dal Canada, quando mi sono ritirato mentre ero al comando della gara. Lì sentivo di meritare la vittoria, oggi invece non credo di meritare il posto in cui sono arrivato”.

    Il secondo posto permette a Russell di raccogliere un bottino prezioso, ma le sue parole raccontano una realtà diversa dalla classifica.

    Per il britannico, il podio di Silverstone è soprattutto il risultato di una gara in cui è stato bravo a capitalizzare le opportunità offerte dagli episodi, senza però ottenere quanto desiderato in termini di reale livello di competitività.

  • Antonelli: “Deluso e arrabbiato, che peccato. Con le dure stavo venendo su fortissimo”

    Antonelli: “Deluso e arrabbiato, che peccato. Con le dure stavo venendo su fortissimo”

    Il Gran Premio di Gran Bretagna ha consegnato ad Andrea Kimi Antonelli una delle domeniche più nere della sua stagione, proprio quando a Silverstone il diciannovenne bolognese sembrava avere a disposizione tutti gli ingredienti necessari per andarsi a prendere la vittoria.

    A rovinare i piani è stato un improvviso cedimento tecnico che ha innescato la perdita di ritmo e una corsa scivolata lontano dal risultato che fino a quel momento sembrava possibile, costringendo il pilota a una sequenza ravvicinata di soste.

    Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Antonelli ha ricostruito con lucidità il momento esatto che ha cambiato il destino del suo Gran Premio:

    “Il problema sembra essere stato legato al wheel shield. È stata una rottura istantanea. I cordoli li ho presi nello stesso modo in tutti i giri, ma quando sono uscito da Copse ho sentito che qualcosa si è rotto istantaneamente”.

    Il punto centrale della vicenda riguarda però la gestione successiva dell’episodio da parte del muretto box, dato che il primo intervento non ha risolto la situazione poiché la Mercedes ha inizialmente lavorato sull’ala anteriore.

    Solo in un secondo momento è stato rimosso il pezzo danneggiato, quando la gara era ormai compromessa, come spiegato dallo stesso pilota:

    “Purtroppo abbiamo dovuto fare due pit-stop, perché al primo pit abbiamo cambiato l’ala, ma il problema era ancora presente. Con l’ultima sosta hanno rimosso il pezzo e la macchina era guidabile, per modo di dire. È un peccato perché credo che comunque nonostante tutto potevamo chiudere sesti o settimi, e probabilmente avremmo potuto evitare la penalità. Ovviamente sono deluso, arrabbiato, ma la cosa importante è che oggi comunque andavo forte e avevo una grandissima possibilità di vincere, perché con le dure stavo venendo su fortissimo”.

  • Wonderwall

    Wonderwall

    Wonderwall.

    E sì, proprio come cantano gli Oasis.

    A volte basta un luogo per cambiare il corso di una stagione.

    Per Charles Leclerc, quel luogo si chiama Silverstone. 623 giorni dopo l’ultima vittoria, il monegasco è tornato sul gradino più alto del podio nel momento probabilmente più complicato, con tutti gli occhi puntati addosso e con tanti già pronti a puntare nuovamente il dito al primo errore. 

    52 giri vissuti con il fiato sospeso, iniziati con uno scatto perfetto al via che gli ha permesso di prendere immediatamente la leadership della corsa. 

    Da quel momento è iniziata un’intensa battaglia con la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, rimasta costantemente alle spalle della SF-26 fino al problema tecnico che ha costretto il pilota italiano ad alzare bandiera bianca.

    Nemmeno la Safety Car intervenuta nelle battute finali è riuscita a scalfire la lucidità del numero 16, che ha portato a termine una domenica praticamente perfetta, legittimando un successo più che meritato e tornando prepotentemente al centro della scena.

    “Le mie vittorie non sono mai facili ” – ha esordito un sorridente Leclerc ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia – “Sono veramente contento. Da tanti week-end facevo fatica a trovare il feeling. Ho lavorato tantissimo e sabato, dopo la Sprint, mi sono anche un po’ esposto dicendo di aver trovato qualcosa. Poi dovevo dimostrarlo in pista, non solo in qualifica ma anche in gara. Ieri il feeling era buono e oggi lo è stato ancora di più. Ovviamente abbiamo avuto anche un po’ di fortuna perché senza i problemi di Kimi probabilmente sarebbe stato molto difficile vincere, ma qualche volta serve anche quella. Sono felice per il team, per me, per i tifosi e per tutte le persone che hanno sofferto insieme a me nelle ultime gare “.

    Infine, soffermandosi sull’inaspettata competitività della Ferrari a Silverstone, il pilota monegasco ha aggiunto:

    “È stata una grandissima sorpresa. Non ci siamo affatto nascosti giovedì dicendo che avremmo fatto fatica, lo pensavamo veramente. Tutti i nostri numeri dicevano che sarebbe stato un week-end difficilissimo, quindi dobbiamo capire e analizzare sia quando un fine settimana va peggio del previsto, sia quando va molto meglio del previsto, come in questo caso. Qui a Silverstone è andata molto meglio di quello che ci aspettavamo e dobbiamo capire il perché “.

  • Hadjar: “Felice del quinto posto, ma ci manca proprio passo”

    Hadjar: “Felice del quinto posto, ma ci manca proprio passo”

    Le qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna hanno regalato un esito del tutto eccezionale, considerato l’andamento delle ultime annate.

     Isack Hadjar, quinto al termine del Q3, ha battuto Max Verstappen sul giro secco, precedendo il proprio compagno di squadra di ben due posizioni, con Lando Norris in mezzo a separare i due tori della Red Bull.Nel 2026 tale scenario non costituisce del tutto una novità, poiché il francese aveva chiuso davanti al quattro volte Campione del Mondo anche in occasione delle qualifiche di Melbourne e di Suzuka, nelle quali, tuttavia, il fenomeno di Hasselt non era riuscito ad accedere al Q3.

    In Inghilterra, invece, il talento parigino ha concluso davanti a Super Max con quest’ultimo presente nella sessione decisiva.

    In una stagione fatta di tanti bassi e di alcuni sporadici alti, la Red Bull sembra quantomeno aver risolto il problema del secondo pilota, grazie al rendimento del francese, aspetto che contribuisce ad accrescere la frustrazione di un Verstappen sempre più intollerante verso le vetture 2026.

    Nonostante l’ottimo piazzamento in griglia di partenza, Hadjar pare tuttavia focalizzarsi più sul bicchiere mezzo vuoto, riconoscendo i limiti della vettura del team di Milton Keynes, distante sette decimi dal tempo valso la pole position ad Andrea Kimi Antonelli e carente in termini di passo gara nella Sprint Race. 

    Per tale motivo, il francese, nelle interviste di rito concesse al termine delle qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna, ha commentato con un tono disilluso il risultato, palesando delle preoccupazioni in vista della gara di oggi:

    “Guardando il distacco da Russell, è chiaro che il quinto posto era il risultato massimo verso il quale potevamo ambire. È stata una buona sessione, io mi sento bene in macchina, ma il problema più grande è che ci manca un po’ di passo ovunque. Non riusciamo a eccellere in qualcosa per poi essere deficitari in altro: la verità è che su ogni aspetto siamo un po’ più indietro rispetto agli avversari. Rimane poi il problema delle partenze: nelle prove libere avevamo effettuato alcuni tentativi incoraggianti, ma nella Sprint Race non siamo riusciti a sfruttare al meglio lo spunto, e per noi è sempre un grattacapo”.

  • Leclerc: “Ho scelto di non copiare Hamilton e di rimanere fedele al mio stile di guida”

    Leclerc: “Ho scelto di non copiare Hamilton e di rimanere fedele al mio stile di guida”

    Dopo settimane difficili e risposte che faticavano ad arrivare, il sabato di Silverstone riconsegna alla Ferrari la sua certezza più grande: Charles Leclerc.

    Se da un lato non c’era probabilmente margine per impensierire la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, autore di una pole position semplicemente sontuosa, dall’altro la prestazione del monegasco restituisce finalmente l’immagine di un pilota nuovamente solido, concreto e competitivo.

    Una prestazione tanto attesa quanto cercata, che consente al numero 16 di ritrovare serenità dopo settimane tutt’altro che semplici, durante le quali risultati inferiori alle aspettative avevano inevitabilmente alimentato pressioni e critiche, forse anche eccessive, nei confronti dell’alfiere di Monte-Carlo.

    Come spesso accade, però, Charles ha preferito rispondere nel modo che gli riesce più naturale: lasciando parlare la pista.

    La prima fila conquistata oggi rappresenta un segnale importante, sia sotto il profilo del risultato sia, soprattutto, sotto quello della fiducia, in una fase della stagione in cui ritrovare certezze era diventato fondamentale.

    Del resto, già al termine della Sprint Race Leclerc aveva anticipato l’intenzione di intervenire in maniera significativa sull’assetto e sulla gestione della SF-26.

    Una scelta che, alla luce del risultato ottenuto in qualifica, sembra aver dato i frutti sperati, consentendogli di ritrovare quel feeling con la monoposto che nelle ultime uscite era sembrato venir meno.

    Emblematiche, in tal senso, le dichiarazioni rilasciate dall’alfiere monegasco ai giornalisti presenti nella tradizionale conferenza stampa al termine delle qualifiche:

    “Di recente avevo davanti due possibilità. La prima era cambiare completamente il mio stile di guida e cercare semplicemente di replicare quello che sta facendo Lewis, perché è evidente che con lui sta funzionando. La seconda, invece, era continuare a seguire la mia direzione e trovare un modo per adattare la vettura affinché si sposasse meglio con il mio stile di guida. Alla fine ho scelto la seconda strada: restare fedele a ciò che in passato mi aveva dato risultati e cercare di trovare una soluzione con la macchina, sfruttando tutti gli strumenti che avevo a disposizione all’interno dell’abitacolo. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto “.

  • Verstappen: “Se non stravolgiamo la macchina non ha senso correre”

    Verstappen: “Se non stravolgiamo la macchina non ha senso correre”

    Il sabato di Silverstone si è chiuso con una diagnosi severa per Max Verstappen.

    Dopo una qualifica complicata, l’olandese ha fotografato senza filtri le difficoltà della Red Bull, lontana dal livello necessario per inserirsi stabilmente nella lotta con Mercedes e Ferrari.

    Il settimo posto in griglia non è soltanto un risultato lontano dalle aspettative: è il riflesso di una macchina che, nelle parole del quattro volte iridato, oggi non offre né equilibrio né efficienza.

    Il primo passaggio, affidato al Telegraaf, è il più duro. “Se lasciamo la macchina così com’è, non ha molto senso correre”, ha spiegato Verstappen. “Preferirei ribaltare tutto, perché se non facciamo niente resteremo comunque in questa posizione. Oppure, peggio ancora, scivoleremo indietro di un’altra posizione”.

    Il punto, però, riguarda soprattutto la natura del problema. Non esiste un solo limite evidente, ma una somma di elementi che rende la RB22 difficile da portare al limite. In zona mista, Verstappen ha chiarito ulteriormente il quadro:

    “Semplicemente la macchina non funziona come dovrebbe. Da una parte non c’era bilanciamento, dall’altra eravamo lenti sui rettilinei”.

    A rendere il passaggio significativo è la sensazione, sottolineata dallo stesso Verstappen, che il problema fosse particolarmente marcato dal suo lato del box. “In qualche modo, dalla mia parte del garage, eravamo più lenti ovunque”, ha aggiunto.

    Una frase che allarga il tema dalla semplice prestazione della Red Bull alla difficoltà specifica nel mettere insieme un pacchetto coerente per il suo stile di guida.

    Il nodo, per il team, è proprio questo: una monoposto lenta in rettilineo costringe a usare più energia, e su una pista come Silverstone il prezzo da pagare arriva soprattutto nella parte finale del giro.

    Verstappen lo ha spiegato con grande chiarezza:

    “Se sei lento sui rettilinei usi di più la batteria, lo si vede soprattutto nell’ultimo settore. A un certo punto non hai più batteria e non funziona più nulla”.

  • Antonelli: “Non sarà facile battere le Ferrari, ho visto Lewis andare veramente forte”

    Antonelli: “Non sarà facile battere le Ferrari, ho visto Lewis andare veramente forte”

    La favola inglese di Andrea Kimi Antonelli si arricchisce di un nuovo capitolo straordinario.

    Non sazio del trionfo nella Sprint Race, il giovane talento italiano ha infiammato Silverstone conquistando una pole position da urlo, grazie a un giro perfetto stampato in un fulmineo 1:28.111.

    Sull’asfalto britannico, il diciannovenne bolognese, in un evidente stato di forma smagliante, ha dato l’ennesima prova di forza di una stagione finora esaltante, rifilando ben 370 millesimi al suo compagno di squadra, George Russell, e mettendosi alle spalle entrambe le Ferrari.

    Il passo mostrato nella gara corta della mattinata, inoltre, candida prepotentemente il numero 12 a una storica vittoria nella culla della Formula 1.

    Per il colpo grosso, tuttavia, Kimi dovrà fare i conti con i due alfieri della Rossa.

    Il Cavallino, oltre ad aver sicuramente ottimizzato il già ottimo set-up della SF-26 per limitare il degrado degli pneumatici, potrebbe giocare di squadra o adottare strategie differenziate e imprevedibili per agguantare la prima posizione.

    Al termine di un sabato da incorniciare, Antonelli ha analizzato così quanto accaduto in qualifica ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “L’inizio della sessione è stato un po’ difficile. Ho iniziato con le gomme usate per prendere il ritmo in Q1, poi in Q2 ho fatto un errore in Curva 3 a causa del vento e dei freni freddi. Poi, però, in Q3 è andato tutto per il verso giusto“.

    Il pilota italiano ha poi continuato la sua disamina, spostando l’attenzione sulla gara, che potrebbe costringerlo ad affrontare una battaglia serrata con gli alfieri di Maranello:

    “Non sarà facile contro la Ferrari. Possono lottare in due contro di me e all’inizio della Sprint Race ho visto Lewis andare veramente forte. Sicuramente dovrò fare una buona partenza e imporre fin da subito un buon ritmo. Sarà importante uscire dalla zona di Overtake. Inoltre, se il vento dovesse confermarsi forte come oggi, sarebbe un’ulteriore difficoltà da gestire“.

  • Hamilton: “Ci manca ancora qualcosa. In pieno gas gli altri si allontanano”

    Hamilton: “Ci manca ancora qualcosa. In pieno gas gli altri si allontanano”

    Lewis Hamilton non è riuscito a replicare la pole position della Sprint Qualifying, chiudendo le qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna in terza posizione alle spalle di Andrea Kimi Antonelli e del compagno di squadra Charles Leclerc. 

    Il veterano di Stevenage ha confermato la sua presenza stabile nelle posizioni di vertice, senza tuttavia riuscire a capitalizzare fino in fondo il potenziale mostrato il giorno precedente.

    “Non ero semplicemente veloce come ieri. Abbiamo fatto alcune modifiche, niente di grande, ma abbastanza per cambiare un po’ il comportamento della vettura e non mi sono sentito altrettanto a mio agio”, ha spiegato Hamilton ai microfoni di Sky Sports F1 UK.

    Il tema centrale, più ancora del feeling al volante, resta però quello del deployment della Power Unit, un fattore già emerso nella Sprint e tornato a pesare in questa qualifica. 

    Su un tracciato come quello di Silverstone, dove lunghi tratti si percorrono a gas completamente aperto, la differenza strategica rispetto agli avversari diretti diventa macroscopica in fondo ai rettilinei.

    “È lo stesso problema della Sprint. Abbiamo una gestione del deployment diversa rispetto ai nostri rivali. Quando sei in pieno gas senti che la potenza cala e vedi gli altri allontanarsi”, ha ammesso il sette volte Campione del Mondo. 

    Si tratta di un limite legato all’erogazione e allo sfruttamento dell’energia elettrica lungo l’arco del giro, un aspetto che si conferma tra i punti più sensibili su cui i tecnici di Maranello devono ancora lavorare.

    Nonostante questo deficit nei tratti a pieno carico, il quadro complessivo resta decisamente competitivo.

    “Nel complesso siamo messi bene come squadra, ma sappiamo che c’è ancora qualcosa da sistemare. Partire lì davanti, secondo e terzo, ci dà comunque una buona opportunità per domani. Speriamo di poter mettere pressione”, ha concluso Hamilton, proiettandosi già verso la gara di domani.

  • Leclerc: “Mi manca il feeling con questa macchina, Lewis riesce a estrarre il 100%”

    Leclerc: “Mi manca il feeling con questa macchina, Lewis riesce a estrarre il 100%”

    La Sprint Qualifying del Gran Premio di Gran Bretagna ha consegnato alla Ferrari una realtà dai due volti: da una parte la competitività straordinaria di Lewis Hamilton a Silverstone, dall’altra le difficoltà di Charles Leclerc nel sentirsi pienamente padrone della sua SF-26.

    Il monegasco non ha chiuso una sessione negativa in senso assoluto, ma le sue parole raccontano un disagio che continua a pesare sul confronto interno.

    Il passaggio più significativo arriva subito, quando Leclerc riconosce espressamente la differenza di rendimento con il compagno di squadra.

    “Lewis sfrutta più spesso il 100% del potenziale della macchina, cosa che io non riesco a fare. Quindi devo lavorare su tutto, in realtà, ma penso che la cosa più importante sia semplicemente ritrovare il feeling con questa macchina”, ha spiegato.

    Il punto, però, riguarda soprattutto la capacità di arrivare al limite nel momento decisivo.

    Leclerc è sempre stato uno dei riferimenti assoluti sul giro secco, ma in questa fase della stagione non sembra riuscire a estrarre dalla Rossa quella naturalezza che in passato era stata una delle sue armi principali.

    “Quando non hai feeling, diventa difficile tirare fuori il tempo sul giro e avere fiducia ogni sabato, andare al limite della macchina”, ha aggiunto. “È questo ciò con cui faccio fatica in questo momento: essere costante, essere al 100%. In SQ1 e SQ2 ero vicino, ero abbastanza fiducioso per l’SQ3, ma arrivato a quel punto ho perso la fiducia. Semplicemente non sento la macchina bene come dovrei”.

    “Il motore? Siamo estremamente sorpresi, ci aspettavamo un grande distacco dagli altri, quindi è un bel passo avanti”, ha infine sottolineato il numero 16. “Come squadra siamo molto, molto sorpresi di essere così competitivi su una pista come questa”.