Categoria: Daily News

  • Antonelli: “Il campionato è lungo, Russell andrà fortissimo in Canada”

    Antonelli: “Il campionato è lungo, Russell andrà fortissimo in Canada”

    Il ritorno alla competizione che la Formula 1 ha messo in scena sul tracciato di Miami ha rappresentato il debutto delle modifiche che la Federazione Internazionale ha apportato al regolamento, ma a non cambiare, nonostante gli oltre 30 giorni di sosta, è la firma con la quale Andrea Kimi Antonelli è stato in grado di sigillare, per la terza volta consecutiva, il gradino più alto del podio.

    Una tripletta, quella centrata dall’alfiere italiano, che lo ha catapultato a quota 100 nella Classifica Piloti e che gli ha permesso di aumentare le lunghezze che costituiscono il suo distacco da un anonimo George Russell, anticipato alla bandiera a scacchi anche dalle due McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri.

    Come evidenziano le dichiarazioni rilasciate dal pilota di casa Mercedes ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, però, questa impressionante striscia di risultati non va confusa con il traguardo dei suoi sforzi, che ha ammesso di voler, ora, indirizzare verso le necessarie migliorie da apportare alla fase della partenza, che più volte ha finito per penalizzarlo durante le prime tornate dei passati Gran Premi:

    “Al via non avevo confidenza perché tutte le prove di partenza non erano state buone: alla fine, però, non è andata male come sabato, è andata un pochino meglio. Non mi aspettavo che Charles frenasse così presto, quindi ho cercato di evitarlo e ovviamente ho sofferto un bloccaggio, ma sono stato fortunato con quello che è successo in Curva 2”.

    Il diciannovenne bolognese, prima di dedicare un sentito pensiero ad Alex Zanardi (che ci ha prematuramente lasciati nei giorni precedenti al fine settimana statunitense, ndr) ha, poi, voluto rispondere a chi continua a paragonare ciò che lui sta costruendo nella classe regina a quello che Jannik Sinner sta realizzando nel mondo del tennis, chiedendo implicitamente di non opprimerlo con acerbe aspettative di un trionfo dato da troppi per scontato:

    “Sfida tra me e Sinner a chi vince di più? No, bisogna restare concentrati. Il campionato è ancora lungo e bisogna continuare ad alzare l’asticella perché sicuramente George andrà fortissimo in Canada. Sicuramente ora mi godrò il momento, però dopo mi concentrerò su Montreal perché dopo due settimane e mezzo sarà importante tornare ancora più forti. Concludo dedicando questa vittoria ad Alex Zanardi”.

  • Wolff avvisa Antonelli: “Ora non cediamo agli entusiasmi, bisogna restare con i piedi per terra”

    Wolff avvisa Antonelli: “Ora non cediamo agli entusiasmi, bisogna restare con i piedi per terra”

    La grande prestazione di Andrea Kimi Antonelli a Miami ha permesso alla Mercedes di conquistare tutte le prime quattro gare della stagione.

    La tappa americana ha rappresentato l’unico scoglio fin qui incontrato dalla Stella, che è riuscita a resistere ai numerosi aggiornamenti introdotti dalle altre scuderie, soprattutto nei confronti di McLaren, senza perdere punti preziosi in ottica iridata.

    La W17, infatti, nel corso del week-end è più volte apparsa in affanno, in particolar modo con George Russell, ma la straordinaria guida del pilota italiano e la potenza della Power Unit di Brackley le hanno permesso anche in Florida di tagliare il traguardo per prima.

    Una prova di forza, questa, a dir poco maestosa, capace di far sognare la squadra anglo-tedesca in grande, consapevole di poter ritrovare quella supremazia iniziale ben presto, grazie alle novità tecniche attese in Canada.

    Al termine della giornata, il team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha analizzato come segue la situazione della sua compagine:

    Spero che Kimi possa continuare su questa scia positiva. La cosa più importante è non lasciarsi trascinare troppo dall’entusiasmo. Ha anche un agguerrito rivale nel suo compagno di squadra, che non è stato soddisfatto della pista questo fine settimana. Quindi è fondamentale restare con i piedi per terra. Abbiamo una buona macchina e speriamo che gli aggiornamenti funzionino nella prossima gara. Questa stagione sarà una sfida di sviluppo: quanto riesci a portare? Sei limitato dal budget cap? Tutti questi fattori giocheranno un ruolo“.

  • Russell: “Negli ultimi 10 giri ero molto più veloce, ho seguito i parametri di Kimi”

    Russell: “Negli ultimi 10 giri ero molto più veloce, ho seguito i parametri di Kimi”

    Se, nel dopo gara, un pilota torna sul confronto con il compagno di squadra anche sul piano tecnico, significa che quel confronto è già diventato centrale.

    A Miami, dove Andrea Kimi Antonelli ha firmato la vittoria che ha acceso ulteriormente i riflettori sul suo nome, George Russell ha invece dovuto fare i conti con un fine settimana più opaco, segnato da difficoltà di passo e da un bilancio finale ben meno incisivo rispetto alle attese.

    In zona mista, il britannico ha scelto toni molto diretti: “Una gara difficile, tutto qui”.

    Una sintesi secca, che rende bene il peso di una domenica in cui la Mercedes non gli ha restituito le risposte cercate, soprattutto nella fase centrale della corsa.

    Russell ha poi ricostruito il proprio Gran Premio partendo dalla prima parte di gara:

    “La partenza è andata bene, a dire il vero: in quei primi giri ero proprio nel mezzo della mischia, ma poi le gomme dure non hanno dato alcun risultato, e ho qualche idea al riguardo, a dirla tutta”.

    È un passaggio importante, perché suggerisce come il problema non sia stato soltanto di ritmo assoluto, ma anche di interpretazione tecnica della gara, tra gestione della mescola e lettura del comportamento della vettura.

    Il punto più interessante, però, arriva nel momento in cui Russell entra nel dettaglio delle modifiche effettuate nel finale.

    “Gli ultimi 10 giri sono stati molto più competitivi. Ho apportato alcune modifiche piuttosto significative ai differenziali e al bilanciamento dei freni, avvicinandomi a quanto ha utilizzato Kimi per tutto il week-end, e questo ha avuto un impatto maggiore di quanto mi aspettassi”.

    In altre parole, il riferimento interno del fine settimana, almeno sul piano dell’assetto e della sensibilità tecnica, è stato proprio Antonelli.

    È una frase che pesa, perché racconta molto più di una semplice correzione in corsa.

    La chiusura del britannico resta comunque lucida, quasi difensiva nella sua prudenza:

    “Ma comunque, come ho detto, non è stato un buon week-end. So che questo circuito è sempre molto difficile per me, quindi le prossime gare saranno un vero banco di prova”.

  • Piastri: “Possiamo tornare a lottare per il vertice con costanza, anche se Mercedes…”

    Piastri: “Possiamo tornare a lottare per il vertice con costanza, anche se Mercedes…”

    McLaren ha lasciato Miami con la consapevolezza di aver lavorato duramente e di aver disputato un week-end di alto livello.

    Il team di Woking si era presentato in Florida con il primo pacchetto di aggiornamenti della stagione e, dopo un avvio di campionato davvero in salita, lo sviluppo progettato in fabbrica si è trasformato in performance in pista.

    Nonostante una sessione di qualifica non all’altezza di quanto visto nella Sprint Race, Lando Norris e Oscar Piastri hanno mostrato un ottimo passo gara durante il Gran Premio, tagliando il traguardo rispettivamente in seconda e in terza posizione.

    Il pilota australiano, scattato dalla settima casella al via, è stato capace di risalire la classifica, strappando il podio a Charles Leclerc durante il penultimo giro.

    Al termine della gara, Piastri ha commentato così il suo fine settimana ai microfoni di F1 TV:

    “Soddisfatto del podio? Sì, sono felice. Penso che sia stata una gara ragionevolmente buona. Qualche momento che non è stato il mio migliore, ma riuscire a conquistare un podio è ovviamente fantastico. Penso che, data la difficoltà della gara e il dover sorpassare, il terzo posto fosse il massimo che potevamo fare, quindi sono felice per questo. Ci sono cose su cui lavorare e un po’ di ritmo da recuperare da questo week-end, sicuro, ma nel complesso molto felice del risultato”.

    Il team papaya sembra aver ritrovato la competitività della scorsa stagione, ma Piastri ha voluto mantenere i piedi per terra, in attesa degli sviluppi che porterà Mercedes:

    “Se saremo di nuovo in lotta per vincere in modo costante? Penso di sì. Ovviamente dovremo aspettare e vedere cosa porterà Mercedes perché non hanno portato molto questo fine settimana e siamo comunque, penso nelle qualifiche e nella gara principale, probabilmente alla pari se non un filo più veloci. Certamente non siamo ancora tornati del tutto nella posizione in cui eravamo l’anno scorso, ma ci stiamo arrivando. Con altro ancora in arrivo, è un buon posto in cui essere”.

  • Leclerc: “Mancava il passo, ma io ho comunque buttato tutto nel cestino”

    Leclerc: “Mancava il passo, ma io ho comunque buttato tutto nel cestino”

    Anche fra le curve del circuito di Miami, in una corsa segnata dalla minaccia della pioggia, il coraggio e la determinazione di Charles Leclerc non sono stati sufficienti a trascinarlo sul podio.

    Dopo una partenza brillante, il numero 16 nulla ha potuto contro la superiorità tecnica e motoristica dei suoi rivali, presto capaci di sottrargli la leadership conquistata allo spegnersi dei semafori.

    Proprio quando l’opportunità di salire sul podio si era nuovamente concretizzata, restituendo valore a una gara che sembrava ormai povera di speranze, la sorte ha subito un improvviso rovesciamento. Il sorpasso di Oscar Piastri, arrivato a ridosso dell’ultima tornata, è stato infatti subito seguito, per Charles, da un testacoda apparentemente inspiegabile.

    Di lì in poi, la SF-26 di Leclerc, forse compromessa dall’episodio, ha faticosamente raggiunto il traguardo, limitando i danni grazie alla conquista della sesta posizione (divenuta poi ottava in seguito alla penalità di 20 secondi).

    Un risultato che però certo non accontenta chi, nel corso di tutto il week-end, ha più volte sfiorato il vertice della classifica, accarezzando, se non l’eventualità di un successo, quantomeno quella di un podio.

    Al netto dell’errore commesso dal monegasco nel finale, resta un’amara consapevolezza: nonostante il corposo pacchetto di aggiornamenti portato dal team, il gap dai rivali rimane ancora ampio.

    E, in attesa del tanto agognato ADUO, le possibilità di riscatto sembrano destinate a restare limitate.

    Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Charles ha ricostruito nei dettagli quanto accaduto nell’ultimo giro, ammettendo le sue colpe e scusandosi pubblicamente con la squadra:

    Non ho avuto problemi all’ala. Volevo lasciare passare Piastri per poi usare l’overtake mode, altrimenti non lo avrei tenuto dietro perché non ero abbastanza forte nel secondo settore. Ma poi ho gestito male Curva 1, 2 e 3″.

    È un errore inaccettabile che non potevo permettermi, sono arrabbiato e deluso da me stesso. Il passo non c’era, ma fino a quel punto avevamo massimizzato tutto, poi ho buttato tutto nel cestino. Mi dispiace tanto per il team e per tutti i tifosi”, ha concluso.

  • Verstappen: “Ok le modifiche regolamentari, ma i problemi restano. Liberiamoci di questa ripartizione”

    Verstappen: “Ok le modifiche regolamentari, ma i problemi restano. Liberiamoci di questa ripartizione”

    È stato un sabato dal sapore diverso per Max Verstappen lungo le curve del circuito di Miami, dove la Red Bull è tornata a inserirsi nella lotta di vertice dopo settimane in cui la sensazione era quella di una monoposto difficile da interpretare.

    La prima fila conquistata dall’olandese alle spalle della Mercedes di Andrea Kimi Antonelli racconta di un passo avanti concreto, maturato grazie agli aggiornamenti introdotti nel week-end, ma soprattutto di un feeling ritrovato con la vettura.

    Lo dimostrano le parole del quattro volte iridato nella conferenza stampa post-sessione:

    “Essere in prima fila dopo essere stati a oltre un secondo di distanza nella gara precedente è davvero incredibile. Si vede che tutti hanno spinto al massimo per cercare di capire i problemi e sono arrivate delle soluzioni. È semplicemente fantastico, un lavoro di squadra straordinario”.

    Il cambiamento non si traduce ancora in superiorità tecnica, ma la Red Bull vista a Miami, pur imperfetta, è tornata a essere una presenza concreta nelle posizioni che contano.

    Lo stesso Verstappen, tuttavia, ha mantenuto un approccio estremamente lucido nel leggere il momento della squadra durante il prosieguo dell’intervista:

    “Prima non funzionava davvero nulla. Mi sentivo completamente un passeggero in macchina. Poteva andare in sottosterzo, poteva scappare all’improvviso, poteva cambiare comportamento da una sessione all’altra senza nemmeno toccare nulla sulla vettura. Non siamo ancora dove vogliamo essere in termini di comprensione complessiva, ma per la maggior parte sì. Ora finalmente posso guidare come voglio guidare”.

    Nonostante il ritrovato controllo sul mezzo, il pilota olandese non ha però ammorbidito la sua posizione critica verso l’attuale quadro regolamentare della Formula 1.

    In alcune dichiarazioni rilasciate a RacingNews365, Verstappen ha ribadito come i correttivi apportati non abbiano cambiato la sostanza del problema legato al piacere di guida:

    “Le regole che hanno modificato non fanno molta differenza per quanto riguarda il piacere di guida complessivo. La macchina in sé va bene, si può gareggiare ragionevolmente bene, ma dobbiamo allontanarci da quel rapporto 55/45 tra motore termico ed elettrico. Dobbiamo tornare al 75/25 o 80/20. Se potessimo muoverci in quella direzione, sarebbe molto bello. Io sto solo pensando a come rendere lo sport migliore. Non dovrebbe accadere che se vai a tavoletta più a lungo in una curva, guadagnando tempo, poi vieni penalizzato sul rettilineo. Dobbiamo sbarazzarci di questa ripartizione. Certo, ora è un po’ più piacevole, ma il problema rimane”.

  • Hamilton: “Potevo fare meglio nel Q3. Sono grato al team per gli sforzi fatti”

    Hamilton: “Potevo fare meglio nel Q3. Sono grato al team per gli sforzi fatti”

    Nel mese in cui i motori sono rimasti spenti a causa della guerra in Medio Oriente, le scuderie hanno lavorato sodo per introdurre nel Gran Premio di Miami un corposo pacchetto di aggiornamenti. Tra i team più produttivi si segnala la Ferrari: le novità introdotte sulla SF-26 hanno confermato la bontà del progetto di Maranello, sia sul fronte aerodinamico che su quello telaistico.In attesa del tanto agognato ADUO, Leclerc in Florida ha lottato per le primissime posizioni, sia nelle due qualifiche disputate grazie al formato Sprint, che nella gara del sabato. Chi è parso più in difficoltà, invece, è stato Lewis Hamilton, il quale ha concluso la Sprint in settima posizione, battuto anche da un Verstappen parso più in palla con la propria Red Bull, mentre nelle qualifiche ufficiali il sette volte Campione del Mondo ha chiuso in sesta piazza, non lontano in termini cronometrici dal terzo posto del compagno di squadra. Dopo la Sprint il britannico aveva di nuovo palesato le difficoltà provate al volante della vettura di Maranello. Nelle interviste di rito concesse dopo la qualifica, invece, nonostante il risultato non ottimale, il nativo di Stevenage ha manifestato un maggiore ottimismo in vista della gara di oggi, soprattutto grazie alle modifiche apportate all’assetto della propria SF-26:”Abbiamo cambiato diversi parametri sulla vettura prima delle qualifiche, e le sensazioni nell’abitacolo sono decisamente migliorate, soprattutto nel Q2, dove eravamo piuttosto competitivi. Nel Q3, invece, è stato più complicato spingere la macchina al limite, non sono riuscito a estrapolare il massimo della prestazione, e sono convinto che ci fosse margine per fare meglio. Sono veramente grato alla squadra per il duro lavoro svolto in fabbrica per portare gli aggiornamenti e anche per i progressi compiuti durante il fine settimana. Dobbiamo continuare a spingere insieme per estrarre ancora più potenziale dal nostro pacchetto“.

  • Antonelli: “Dedico la pole a Zanardi, era nostro amico”

    Antonelli: “Dedico la pole a Zanardi, era nostro amico”

    Questa è per Alex“.

    Andrea Kimi Antonelli ha scelto di dedicare così la sua terza pole position consecutiva a “Zanna“, in un mix struggente di trionfo sportivo e dolore umano. 

    Sono bastate quattro parole, pronunciate con il fiato corto e il cuore pesante, per racchiudere l’essenza di una giornata che resterà scolpita nella memoria del Motorsport.

    Sotto il sole cocente della Florida, mentre il paddock era ancora scosso dalla notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere, il diciannovenne bolognese ha scritto una nuova pagina della storia della Formula 1: entrare nel club di Ayrton Senna e Michael Schumacher, centrando consecutivamente le prime tre pole in carriera.

    Dopo le ombre e le complicazioni emerse nelle sessioni Sprint, il giovane talento italiano ha ritrovato il feeling perfetto con la sua W17 e, con una zampata magistrale al primo tentativo del Q3, è riuscito a precedere Max Verstappen e Charles Leclerc, fermando il cronometro sull’1:27.798.

    La gara di Miami, tuttavia, si preannuncia un rebus tattico. Tra l’incognita pioggia e la gestione dello stacco frizione – l’unico tassello che ancora sembra resistere alla “magia” di Kimi – la domenica sarà un banco di prova durissimo.

    Al termine della giornata, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Antonelli ha analizzato quanto accaduto in pista con grande lucidità, esprimendosi nei seguenti termini:

    Finora è stato un week-end veramente complicato, dove abbiamo fatto più fatica del solito col bilanciamento. Gli altri team hanno portato grossi aggiornamenti, quindi non è stato facile, ma il primo giro in Q3 è stato veramente buono. Avevo qualcosina in più da dare, ma nel secondo tentativo ho esagerato troppo. Per fortuna è bastato, perché con piloti come Max e Charles non si può mai stare troppo tranquilli, infatti ero abbastanza teso“.

    Kimi è poi tornato inevitabilmente sul ricordo di Zanardi, unendosi al cordoglio unanime con un omaggio speciale:

    Purtroppo Alex ci ha lasciati e voglio dedicargli questa pole. Era anche un nostro amico. Mando le mie condoglianze alla famiglia. Questa pole position è per lui“.

  • Leclerc: “In Q3 gli avversari hanno una marcia in più al momento”

    Leclerc: “In Q3 gli avversari hanno una marcia in più al momento”

    È stato un sabato nel segno del tre per Charles Leclerc lungo le curve del circuito di Miami, illuminato da un sole splendente destinato però a lasciare spazio alla pioggia, protagonista quasi certa del Gran Premio in programma oggi.

    Il terzo posto ottenuto nella Sprint Race dal monegasco ha fatto da preludio a un altro terzo posto, conquistato al termine di una qualifica che per larghi tratti ha dato la sensazione di essere tiratissima e aperta a qualsiasi scenario, con un rimescolamento delle forze in gioco rispetto a quanto visto nelle sessioni precedenti.

    Se nella Sprint Race a precedere l’alfiere di Monte Carlo erano infatti state le McLaren, mattatrici con Lando Norris e Oscar Piastri, nelle qualifiche a tornare protagonista assoluta è stata la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, autore di una pole position di spessore, seguita dalla Red Bull di un Max Verstappen ritrovato nella forma e nella sostanza.

    Per Leclerc e per la Ferrari le indicazioni restano contrastanti, ma chiare: la SF-26 si conferma competitiva nei tratti guidati, dove riesce a esprimere al meglio il proprio potenziale. Resta però evidente il limite nei rettilinei, con un deficit di potenza che continua a penalizzare la Rossa e a ridimensionarne le ambizioni sul giro secco.

    “Ogni volta che arriviamo in Q3 gli altri hanno una marcia in più che ad oggi noi non abbiamo. A parte questo, il feeling con la macchina era un po’ peggiore rispetto a ieri ” ha spiegato un Leclerc realista ai microfoni di Sky Sport F1 Italia.

    Nelle interviste ufficiali al termine della sessione, il monegasco ha commentato anche gli aggiornamenti portati dalla Rossa a Miami:

    Questo week-end abbiamo portato un pacchetto significativo che ci ha aiutati, però dobbiamo ancora migliorare un po’. È stata una qualifica molto complicata, abbiamo anche cambiato qualcosa rispetto alle sessioni precedenti e la macchina si è comportata in modo un po’ strano, con differenze enormi tra un giro e l’altro. Per questo è stato difficile mettere insieme un giro, però alla fine il terzo posto è buono e guardiamo alla gara di domani “.

  • Norris: “Ora abbiamo più grip. Felice di aver ripagato il team del lavoro svolto”

    Norris: “Ora abbiamo più grip. Felice di aver ripagato il team del lavoro svolto”

    La Sprint Qualifying di Miami sembra raccontare una storia lineare solo in superficie, con Lando Norris in pole position e una McLaren tornata davanti grazie ai nuovi sviluppi.

    Il Campione del Mondo in carica, al termine della sessione, ha certamente legato la prestazione al lavoro del team e agli aggiornamenti, sottolineando come sia stato un risultato perfetto per la squadra e un bel modo per ripagare il lavoro svolto.

    A questo punto viene spontaneo chiedersi se siamo davanti a un nuovo 2024, ma la realtà appare diversa.

    Più che il segnale di un recupero compiuto, la giornata fotografa una vettura che continua a funzionare soltanto dentro una finestra ancora stretta, come lo stesso pilota britannico lascia intendere nel prosieguo dell’intervista ai microfoni di F1 TV.

    La sessione ha infatti confermato ancora una scarsa prevedibilità nel comportamento della MCL40, poiché la pole è arrivata al termine di un giro buono ma non perfetto.

    Il quadro è quindi abbastanza chiaro: fuori dalla finestra la prestazione cala drasticamente, mentre nel range ideale emerge e permette di compensare anche errori evidenti.

    Al momento, quindi, Miami non segna un salto netto nel percorso di miglioramento del team di Woking, ma solo uno spostamento di equilibrio. Il risultato di Norris è valso la prima posizione, ma non ha cancellato la sensazione di una vettura ancora dipendente da margini molto stretti per funzionare davvero e garantire performance costanti nel tempo.

    “È un risultato perfetto per noi, il modo migliore per ripagare il team. Con i nuovi aggiornamenti sulla vettura è stato bello ritrovare aderenza. Siamo solo all’inizio del fine settimana, ma è comunque un ottimo punto di partenza. In realtà il mio SQ2 era stato piuttosto deludente, ero staccato di un secondo e non avevo fiducia. Poi siamo riusciti a trovare la finestra giusta e il giro è venuto bene, fatta eccezione per la Curva 16 che ho completamente sbagliato”.