Categoria: Daily News

  • Sainz: “Questa non è Formula 1, stanno vendendo lo spettacolo sbagliato”

    Sainz: “Questa non è Formula 1, stanno vendendo lo spettacolo sbagliato”

    Le prime due gare della stagione 2026, a Melbourne e a Shanghai, hanno messo a nudo quello che il nuovo ciclo regolamentare può offrire in termini di adrenalina al volante e spettacolo in pista.

    Il cuore della questione risiede nella nuova unità propulsiva: con le Power Unit ibride che devono ricavare il 50% della potenza dalla componente elettrica, lo stile di guida dei piloti della classe regina ha subito una trasformazione radicale.

    Gli alfieri della Formula 1, infatti, sono ora chiamati a gestire con maniacale precisione parametri come il deployment e il recupero dell’energia, sacrificando inevitabilmente quella dimensione di lotta pura e viscerale che ha sempre contraddistinto le sfide di quelli che erano considerati i più grandi tra gli “eroi dell’asfalto”.

    L’esempio più emblematico di questa metamorfosi resta quello invocato, tramite team radio, da Charles Leclerc, che ha paragonato il suo duello con George Russell in Australia a una partita di Mario Kart.

    Una battuta, certo, ma che dietro nasconde una verità scomoda e difficile da ignorare.

    La situazione, infatti, è ben più grave di quanto i primi due appuntamenti stagionali possano lasciar intendere a uno sguardo superficiale.

    Basta allargare l’orizzonte alle altre discipline del Motorsport per rendersi conto con brutale chiarezza di quanto la pura essenza delle corse – almeno seguendo le attuali norme del nuovo regolamento – sia stata asportata dal cuore della classe regina con crudeltà e incoscienza.

    Senza più staccate al cardiopalma, senza sfide ruota a ruota in cui conta la traiettoria migliore piuttosto che il kilowatt residuo in batteria, senza quell’attesa febbrile del sorpasso capace di far balzare dalla sedia milioni di appassionati, i paragoni si sono moltiplicati in modo tanto inevitabile quanto malinconico.

    Dalle GT3 alle Indycar, che si tratti di tifosi o addirittura degli stessi telecronisti, risuona un unico, amaro coro: “Questo è il vero Motorsport”.

    Una frecciata senza scrupoli verso la massima categoria, ma fatta di parole sacrosante che feriscono profondamente chi conosce la storia della Formula 1 e sa di cosa sarebbe capace una monoposto costruita attorno a un regolamento ben congegnato.

    Sulla questione, alle già numerose dichiarazioni rilasciate da piloti e addetti ai lavori che hanno confermato questa visione, si sono aggiunte le parole di Carlos Sainz.

    Lo spagnolo, al termine del Gran Premio di Cina, si è lasciato andare ai microfoni, delineando un giudizio netto e senza filtri che non può che essere condiviso dai veri appassionati:

    Penso che su una pista come quella della Cina la situazione non sia così male, perché disponevamo di grande capacità di recupero. Credo che per circuiti come Melbourne, Monza o Spa serva decisamente un ripensamento. Lo sviluppo farà la sua parte, ma sono sicuro al 100% che questa non sia la Formula 1 che vorrei vedere. Sono anche abbastanza certo che chi sta ai vertici se ne renda conto: guardando a ciò che fanno con la grafica e tutto il resto, cercano di fare del loro meglio per vendere qualcosa che, in fondo, sappiamo tutti non essere lo spettacolo giusto per questo sport. Spero davvero che arrivino presto dei cambiamenti, perché non è il format migliore; tuttavia, finché c’è consapevolezza, credo sia accettabile non avere un inizio di stagione perfetto, ma a patto di intervenire poi per migliorare le cose. Di certo non è una bella immagine per la F1. Il fatto che manchino all’appello due McLaren, una Williams e un’Audi dimostra quanto ci complichiamo la vita nel voler creare motori così sofisticati, con software e batterie incredibilmente complessi. Spetta ai team garantire l’affidabilità, ma con regole così esigenti e restrittive diventa difficile per chiunque, data l’estrema complessità. Onestamente, ho in mente la mia Formula 1 ideale e questa ne è molto lontana. Al contempo, spero che lo sviluppo e l’affinamento dei regolamenti possano rendere le cose migliori in futuro“.

  • Russell: “A giugno ci saranno modifiche al motore, dobbiamo sfruttare la situazione ora”

    Russell: “A giugno ci saranno modifiche al motore, dobbiamo sfruttare la situazione ora”

    Il Gran Premio di Cina ha chiuso il secondo atto di una Formula 1 2026 già capace di spostare gerarchie e percezioni.

    La vittoria di Andrea Kimi Antonelli, la prima della sua carriera, ha riportato un italiano sul gradino più alto del podio per la prima volta dal 2006 e ha consegnato alla Mercedes la seconda doppietta consecutiva dopo Melbourne.

    In questo quadro, le parole di George Russell hanno avuto un doppio peso: quello del compagno battuto in pista e quello del leader del Mondiale, ancora davanti in classifica ma con un margine ridotto a quattro punti proprio su Antonelli.

    Il britannico, a fine gara, ha scelto prima di tutto il riconoscimento:

    Grandissime congratulazioni a Kimi, perché vincere la prima gara è sempre qualcosa di speciale. Quest’anno sta guidando in modo straordinario, e in particolare questo week-end“.

    Il passaggio più interessante, però, è arrivato subito dopo, quando Russell ha tolto qualsiasi alone di sorpresa alla domenica di Shanghai:

    Ha fatto una grande gara. Ma anche l’anno scorso Kimi era estremamente veloce, quindi mi aspettavo che fosse estremamente veloce anche in questa stagione“.

    È un elogio, sì, ma anche una presa d’atto interna: oggi, in casa Mercedes, il primo riferimento non è più soltanto prospettico.

    Russell ha poi ricostruito la propria corsa, segnata da una partenza complicata e da una fase centrale rimessa in discussione dalla Safety Car:

    Non è stato facile per nessuno dei due, specialmente in partenza. Poi ho recuperato posizioni, ero tornato secondo ma la Safety Car è uscita in un momento sfortunato. Le Ferrari erano molto veloci anche nella ripartenza, quindi ho perso terreno da loro. Alla fine, però, un secondo posto non è un brutto risultato“.

    A fare da contraltare all’entusiasmo del weekend resta, nelle sue parole, il tema più delicato del momento: la Power Unit.

    Sappiamo che ci saranno dei cambiamenti con il motore, forse a giugno. Non sappiamo che impatto avranno, quindi dobbiamo sfruttare al massimo la situazione attuale“.

    E poi la frase che fotografa meglio la nuova realtà del box Mercedes:

    Al momento il mio più grande avversario è Kimi. Sembra che siamo noi la squadra da battere“.

    Il risultato di Shanghai, dunque, non consegna soltanto una vittoria storica. Consegna anche una verità più sottile: la Mercedes ha trovato un equilibrio tecnico di alto livello, ma dentro quel vantaggio si sta già formando una sfida tutta interna.

    E Russell, nel riconoscere Antonelli, ha finito per dirlo con grande chiarezza.

  • Bearman, gara sontuosa a Shangai

    Bearman, gara sontuosa a Shangai

    A Shanghai, mentre le luci della ribalta si accendevano per la prima vittoria di Andrea Kimi Antonelli e il primo podio ferrarista di Lewis Hamilton, la cronaca ha finito per trascurare la prova di forza del “primo degli altri”.

    Parliamo di Oliver Bearman, pilota Haas formato dalla Ferrari che, alla sua seconda stagione in Formula 1, sta palesando una crescita formidabile che, unita all’innegabile talento, lo rende uno dei prospetti futuri più interessanti da seguire.

    Dopo il magistrale quarto posto ottenuto in Messico lo scorso anno, il britannico ha replicato una grande prestazione, sfruttando l’uscita di scena di Max Verstappen e la clamorosa mancata partenza di entrambe le McLaren.

    Il fenomeno del vivaio della Rossa, dopo essere scattato dalla decima posizione, con un primo giro fulmineo è risalito fino alla sesta piazza, e nel duello con la Red Bull di Isack Hadjar ha schivato miracolosamente la monoposto del francese finito in testacoda con un riflesso degno di nota in Curva 13.

    L’episodio ha fatto perdere tempo prezioso all’alfiere della Haas, retrocesso fino al tredicesimo posto, ma la Safety Car provocata dal ritiro di Stroll ha favorito la rimonta del numero 87, il quale ha sfruttato perfettamente la strategia e il potenziale della propria vettura, gestendo magistralmente il passo gara fino alla bandiera a scacchi, centrando un quinto posto prezioso tanto per lui quanto per il team statunitense.

    Con un ruolo di prospetto sempre più acclamato, Bearman guarda al futuro con i migliori auspici, godendosi il piazzamento della trasferta cinese con entusiasmo, come palesato nelle interviste rilasciate ai media nel dopogara, nelle quali ha affermato:

    All’inizio siamo finiti parecchio indietro. Nei giri successivi sono riuscito a superare alcune vetture; poi la Safety Car è entrata in pista nel momento perfetto, e questo ci ha consentito di pareggiare i conti con la sfortuna iniziale. Da quel momento penso di aver fatto una bella gara, effettuando altri sorpassi in pista. La macchina era veramente veloce, quindi oggi c’è tanto da sorridere”.

  • F1 e FIA tornano sui propri passi: non ci saranno modifiche al regolamento tecnico del 2026

    F1 e FIA tornano sui propri passi: non ci saranno modifiche al regolamento tecnico del 2026

    Nessun colpo di spugna, almeno per ora.

    La Formula 1 ha deciso di frenare sulla revisione immediata dei regolamenti 2026, rimandando ogni eventuale intervento strutturale alla tappa di Miami.

    Una scelta che nasce dal clima parzialmente mutato nel paddock di Shanghai dove, tra i lunghi rettilinei cinesi e le tante battaglie in pista, i timori della vigilia sono parsi meno urgenti, per qualcuno quasi sfocati.

    L’idea di una revisione lampo era nata dopo il week-end di Melbourne, quando lo spettro di monoposto “affamate di energia” e incapaci di regalare uno spettacolo autentico aveva spinto FIA e FOM a fissare un vertice straordinario post-Cina.

    L’obiettivo era chiaro: capire se le regole fossero nate morte e, in caso di disastro, intervenire drasticamente già prima del Gran Premio del Giappone.

    Ma Shanghai, paradossalmente, ha rimescolato le carte non solo in classifica, ma anche nelle convinzioni dei vertici.

    Tre i fattori che hanno suggerito la prudenza.

    Innanzitutto, secondo quanto riportato da The Race, lo spettacolo offerto tra Sprint e gara domenicale ha rassicurato chi temeva un campionato trasformato in una noiosa sfilata di gestione elettrica.

    In secondo luogo, il confronto tra l’Australia – tracciato critico per il recupero di energia – e la Cina ha dimostrato che ogni pista può raccontare una storia diversa.

    Infine, il buco nel calendario causato dalle cancellazioni in Bahrain e Arabia Saudita offre una finestra temporale preziosa per riflettere con calma.

    Le voci nel paddock restano divise, specchio di una Formula 1 che fatica a trovare un’anima comune.

    La linea della prudenza è stata dettata anche da figure come Ayao Komatsu, team principal di Haas, convinto che una reazione istintiva sarebbe l’errore più grave:

    “Se dobbiamo cambiare, facciamolo una volta sola e facciamolo bene”.

    Il piano ora prevede un incontro tra i team principal la prossima settimana, seguito da un tavolo tecnico dopo il Giappone.

    Solo allora, con i dati di tre gare diverse in mano, si deciderà se la Formula 1 del 2026 ha bisogno di un correttivo o se, tra luci e ombre, la strada tracciata sia quella giusta.

  • Alonso: “Questo è il Campionato Mondiale di batterie”

    Alonso: “Questo è il Campionato Mondiale di batterie”

    Il Gran Premio di Cina non ha regalato gioia alcuna a Fernando Alonso, che dopo la magra soddisfazione di aver portato a termine almeno la Sprint Race, ha dovuto alzare bandiera bianca dopo 32 giri, decretando così un altro doppio ritiro per Aston Martin in seguito a quello già registrato in Australia.

    La causa dello stop non è da imputare a problemi di affidabilità della AMR26, bensì alle estreme vibrazioni causate dalla Power Unit Honda.

    Le immagini più eloquenti arrivano dagli on-board del pilota asturiano, costretto a sollevare e sgranchire ripetutamente le mani dal volante sui rettilinei, poiché incapace di contrastare le violente vibrazioni della vettura.

    Ai microfoni di DAZN Spagna, il Leone di Oviedo ha spiegato senza giri di parole cosa lo ha costretto a fermarsi:

    “Mi sono ritirato perché le vibrazioni del motore erano eccessive, e dal ventesimo giro non sentivo più mani e piedi. Inoltre, dopo la Safety Car eravamo ultimi con gomme usurate, e continuare fino alla fine non aveva senso”.

    Con il Gran Premio del Giappone in programma tra due settimane, Fernando – per il quale la pazienza mostrata finora sembra inizi a vacillare – ha lanciato un messaggio che suona quasi come un avvertimento al team, in particolare a Honda:

    “Io ho le idee molto chiare su cosa fare da qui al Giappone: tornare a casa, riposarmi, allenarmi duramente e prepararmi al meglio. Spero che alla Honda facciano il loro dovere e che a Suzuka si possano vedere dei progressi”.

    Infine, un commento sul suo scatto al via, ancora una volta eccellente, con tanto di critica, tutt’altro che velata, al regolamento attuale:

    “Le partenze sono un momento in cui tutti abbiamo la stessa batteria a disposizione, siamo tutti carichi al massimo. Il primo giro è un po’ più una questione di istinto, e non il Campionato Mondiale di batterie che abbiamo in questo momento”.

  • Antonelli: “Voglio riportare l’Italia al vertice, oggi ce l’abbiamo fatta”

    Antonelli: “Voglio riportare l’Italia al vertice, oggi ce l’abbiamo fatta”

    La bandiera a scacchi del Gran Premio di Shanghai segna molto più di una semplice vittoria: per Andrea Kimi Antonelli è il momento in cui un sogno diventa realtà.

    Il primo successo in Formula 1 è arrivato al termine di una gara intensa, che il bolognese ha gestito con una prestazione solida e sorprendentemente matura, riportando l’Italia sul gradino più alto del podio dopo quasi due decenni.

    Il risultato va oltre il semplice valore sportivo e, nelle parole dello stesso Antonelli ai piedi del podio, è emersa tutta l’emozione del momento. Intervistato da David Coulthard, il giovane pilota Mercedes non ha nascosto la tensione accumulata durante la gara.

    Grazie mille. Sono quasi senza parole… sto per piangere. Devo ringraziare il mio team: mi hanno aiutato a realizzare questo sogno. Non è stato un avvio facile perché in partenza ho coperto troppo l’interno e ho lasciato spazio alla Ferrari. E poi con quel flat spot alla fine mi sono preso quasi un infarto, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Ieri ho detto che voglio riportare l’Italia al vertice: questo è solo l’inizio. George è un pilota incredibile e sto imparando tantissimo da lui. Dobbiamo concentrarci gara dopo gara e poi vedremo dove saremo alla fine dell’anno“.

    Nonostante l’impresa, Antonelli ha voluto mantenere i piedi ben piantati a terra e analizzare con lucidità la sua gara anche ai microfoni di Mara Sangiorgio su Sky Sport F1 Italia.

    Sono contento della partenza, è stata meglio delle altre volte e poi avevamo un buon passo. Alla fine però mi sono rilassato un po’ troppo e ho fatto un errore: è una cosa che non deve succedere. Durante la gara ero tranquillo e sentivo di avere la situazione sotto controllo. Dedico questa vittoria alla mia famiglia, al team e a tutte le persone che mi seguono. Aver raggiunto uno dei miei più grandi obiettivi mi rende più rilassato e fiducioso, ma battere gli altri non sarà facile“.

    Le parole del giovane bolognese raccontano bene l’equilibrio tra entusiasmo e lucidità dopo una giornata destinata a restare nella storia del Motorsport italiano

    La prima vittoria è arrivata, ora l’obiettivo è dare continuità a un risultato che potrebbe rappresentare solo il primo passo di una brillante carriera in Formula 1.

  • Hamilton: “Solo la potenza ci separa da Mercedes, lavoriamo per batterli”

    Hamilton: “Solo la potenza ci separa da Mercedes, lavoriamo per batterli”

    Il primo podio con la Ferrari non si scorda mai.

    Anche se ti chiami Lewis Hamilton e sei il pilota più vincente della storia della Formula 1.

    Ma, probabilmente, ancora più importante del terzo posto conquistato oggi a Shanghai è lo spirito con cui il numero 44 sta vivendo questo inizio di stagione: sorridente, motivato e, soprattutto, pienamente coinvolto nel progetto del Cavallino.

    Quanto visto oggi sotto il cielo cinese non ha fatto altro che confermare quanto già ammirato sette giorni fa a Melbourne: l’alfiere di Stevenage ha offerto una prestazione sempre battagliera, attaccando ogni volta che se ne presentava l’occasione, prima con le Mercedes e poi in uno spettacolare duello con il compagno di squadra Leclerc, a tratti davvero al cardiopalma.

    Merito anche, e soprattutto, della SF-26, vettura che sta dimostrando di essere, giro dopo giro, di altissimo livello, e l’unica capace di dare filo da torcere alle Frecce d’Argento.

    La differenza rispetto alle Mercedes? Solo la potenza ” ha dichiarato Hamilton nel post-gara ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia:

    Noi dal canto nostro abbiamo un gran bel motore. Loro hanno iniziato a svilupparlo un po’ prima rispetto a noi. Non so se per un turbo più grande, ma hanno più potenza in rettilineo e quando ci sorpassano sembrano volare e non possiamo fare nulla per fermarli. È lì la differenza di prestazione, perché nelle curve penso che siamo alla pari. Non ho dubbi che continueremo a migliorare le prestazioni del motore e magari lavoreremo anche sull’efficienza in rettilineo. Incrociamo le dita e speriamo di poterli raggiungere e battere “.

    Il sette volte iridato ha poi elogiato il giovane vincitore Andrea Kimi Antonelli:

    Voglio fare le congratulazioni a Kimi: ha fatto un lavoro eccezionale. Per me è stato un privilegio, come uno dei piloti più vecchi, condividere il podio con lui e vedere un ragazzino ottenere la sua prima vittoria. Ha l’opportunità di lavorare con un team fantastico “.

    Infine, Hamilton ha analizzato la sua gara, dalla lotta con Leclerc al grande lavoro del team:

    La battaglia con Charles è stata grandiosa, durissima in pista, ma è questa la natura delle corse. Devo ringraziare tutti in fabbrica: la loro spinta è stata fondamentale per portarci in questa posizione. Certo, non è la posizione definitiva che vogliamo, perché vogliamo essere davanti, perciò dobbiamo continuare a spingere e ridurre questo divario. Ma ho grandi sensazioni in macchina “.

  • Vasseur avvisa: “Ci aspettiamo molto dal sistema ADUO”

    Vasseur avvisa: “Ci aspettiamo molto dal sistema ADUO”

    Dopo il week-end d’esordio a Melbourne, la Ferrari ha trovato una conferma importante in Cina, riuscendo a stabilizzarsi come seconda forza del Mondiale dietro a una Mercedes attualmente fuori portata.

    Nonostante le risposte positive ottenute dalla pista, la competizione con la W17 è apparsa ancora impari, sia in gara che in qualifica.

    A confermarlo è stato lo stesso team principal della Ferrari, Frederic Vasseur, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “La Mercedes nel complesso è stata sempre qualche decimo più veloce di noi. Riusciamo a tenere il loro passo con l’overtake mode, magari stressando un po’ di più gli pneumatici, ma quando hanno pista libera sono più veloci. In rettilineo hanno un chiaro vantaggio, e dovremo lavorare su questo”.

    La lotta fra Hamilton e Leclerc ha comunque galvanizzato i tifosi del Cavallino, impazienti di rivedere il campione inglese a battagliare per le posizioni di testa, e il manager francese ha rivendicato la scelta di non dare ordini di scuderia:

    “La lotta fra i nostri piloti è stata sotto controllo. Anche se la paura che possa succedere qualcosa c’è sempre, è difficile congelare le posizioni. Alla fine la decisione di lasciarli liberi di correre è stata quella giusta, abbiamo avuto una bella battaglia per il team, la Formula 1 e i fan. Lewis è in una situazione diversa rispetto all’anno scorso. È ancora più dentro il team adesso, perché è stato parte del progetto fin dal primo giorno, ha lavorato al simulatore e ha migliorato il rapporto con la squadra”.

    Infine, interrogato sui prossimi sviluppi da portare in pista, il francese ha chiarito di attendere una risposta dalla Federazione in merito all’ADUO, grazie al quale si potrebbe ridurre il gap attualmente esistente con il propulsore Mercedes:

    “Bisognerà capire quando si aprirà la prima finestra dell’ADUO per lo sviluppo della Power Unit, dal quale ci aspettiamo molto. In ogni caso dovremo lavorare su tutte le aree e i singoli dettagli della vettura. In questo momento siamo davanti a McLaren e Red Bull, ma anche loro reagiranno”.

  • Leclerc: “Mi sono divertito con Lewis, ma il passo di Mercedes è stato impressionante”

    Leclerc: “Mi sono divertito con Lewis, ma il passo di Mercedes è stato impressionante”

    Nel pieno del Gran Premio di Cina, ci sono due Ferrari sul tracciato di Shanghai che mostrano agli appassionati di Formula 1 un duello pulito, onesto e di qualità.

    Al volante ci sono Charles Leclerc e Lewis Hamilton, gli unici capaci di regalare spettacolo in una gara che ha visto ancora una volta la Mercedes godere di un vantaggio tecnico immenso da colmare, almeno per ora.

    A spuntarla è stato il pilota britannico, che ha conquistato il terzo posto e il suo primo podio in Ferrari. Il monegasco, invece, è rimasto con l’amaro in bocca per un bloccaggio che gli è costato la posizione a favore del compagno di squadra.

    Dopo aver terminato la gara al quarto posto, Leclerc è tornato sul duello con Hamilton, spiegando ai microfoni di Sky Sport F1 Italia di essersi davvero divertito.

    Queste le sue parole:

    “Lewis è stato più bravo oggi e andava più forte di me, fin dalle FP1 è andato più forte. Sono ovviamente contento per il suo podio, ma al contempo deluso perché io ne sono rimasto fuori. Alla fine abbiamo dato tutto e mi sono veramente divertito nella gara”.

    Passando invece al confronto con la Mercedes, il pilota numero 16 ha analizzato con realismo il distacco dalle Frecce d’Argento.

    Se Russell ha lottato per qualche giro insieme alle due Ferrari, alla fine è comunque riuscito a scavalcare entrambi, blindando il secondo posto dietro ad Antonelli, che era già scappato via fin dai primi giri:

    “Quello che abbiamo visto oggi è purtroppo quello che ci aspettavamo dall’Australia, ma che non avevamo ancora visto completamente. Il passo che hanno fatto vedere è stato impressionante. L’unica speranza è quella di riuscire a fare sessanta giri stando lì a tentare un attacco a ogni curva e forse così possiamo vincere”.

  • Antonelli: “Voglio riportare l’Italia sul gradino più alto del podio”

    Antonelli: “Voglio riportare l’Italia sul gradino più alto del podio”

    Le qualifiche di Shanghai hanno scritto una nuova, leggendaria pagina di storia per la classe regina.

    A svettare davanti al compagno di squadra George Russell – rallentato da un guasto tecnico nel Q3 – è stato Kimi Antonelli, autore di un risultato senza precedenti. Con un magistrale 1:32.064, il diciannovenne italiano ha conquistato la prima pole position della carriera, strappando a Sebastian Vettel il primato di più giovane poleman di sempre.

    Il successo assume un contorno ancora più suggestivo guardando alle statistiche nazionali: a diciassette anni dall’ultima volta – era il 2009 con la pole di Giancarlo Fisichella a Spa – il tricolore torna finalmente a sventolare sul gradino più alto del sabato.

    Un’impresa che Antonelli spera ora di replicare nel Gran Premio di domani.

    Il compito non sarà agevole: a insidiare il giovane talento della Stella ci saranno sia un Russell desideroso di riscatto, sia le due Ferrari in seconda fila, apparse capaci di ridurre un gap tecnico che si fa sempre più sottile.

    Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, il pilota Mercedes ha mantenuto una lucidità sorprendente, preferendo concentrarsi immediatamente sull’obiettivo della corsa.

    “Questa mattina è stata piena di caos ed errori, ma sono riuscito a ripartire. È bello fare la pole, ma bisogna concludere bene il lavoro. Me la godrò un pochino, ma non troppo: il focus è già verso la gara. Non vedo l’ora di partire domani. Sarebbe bellissimo riportare l’Italia sul gradino più alto del podio”, ha spiegato il numero 12, ripensando ai guai della Sprint – compromessa da una penalità – e confessando il sogno di regalare un nuovo trionfo al proprio Paese.

    “Sono contento di come ho gestito la sessione, miglioravo ogni volta che scendevo in pista. Ho fatto un po’ di fatica con il bilanciamento, pensavo ci fosse qualcosa di rotto. In Q3 sapevo del problema di George, ma ho mantenuto la calma per mettere insieme il mio giro e ci sono riuscito”, ha concluso.