Categoria: Daily News

  • Vasseur: “Leclerc in crisi? Due gare difficili non cambiano il quadro generale”

    Vasseur: “Leclerc in crisi? Due gare difficili non cambiano il quadro generale”

    Appena arrivato in Gran Bretagna, Frederic Vasseur aveva sottolineato l’importanza di “iniziare il week-end di gara con il piede giusto“, consapevole delle difficoltà legate al format Sprint che prevede un’unica sessione di prove libere, e memore della deludente trasferta in Austria della scorsa settimana.

    Il deficit di efficienza evidenziato dalla Power Unit Ferrari a Spielberg, lasciava inoltre presagire un altro fine settimana tutt’altro che semplice per il Cavallino, considerando i lunghi rettilinei che caratterizzano anche lo storico circuito di Silverstone.

    Sovvertendo ogni pronostico, invece, Lewis Hamilton ha prima firmato il miglior tempo nelle libere, per poi far sua anche la pole position nella Sprint Qualifying, confermando l’eccezionale stato di forma mostrato in questa prima fase di stagione.

    L’altra SF-26 di Charles Leclerc non è andata oltre la quarta posizione in griglia, a certificare, anche in questo caso, le difficoltà riscontrate dal talento monegasco nell’estrarre il massimo potenziale dalla sua vettura negli ultimi Gran Premi, soprattutto se confrontato con il rendimento del compagno di squadra.

    Sul momento non semplice che sta attraversando Charles, lo stesso Vasseur ha difeso a spada tratta il suo pilota durante la consueta conferenza stampa dedicata ai team principal:

    “Penso che la vostra conclusione fosse l’opposto dopo la Cina e il Giappone. Non è perché hai due gare al top rispetto al tuo compagno di squadra, o le due gare successive dietro di lui, che cambia completamente il quadro generale. Charles ha faticato probabilmente un po’ di più con il set-up nelle ultime due o tre gare, ma era in prima fila la settimana scorsa in Austria“.

    Nessun caso Leclerc, dunque, e interpellato sul sostegno, umano oltre che tecnico, che il team sta offrendo al numero 16, il manager di Draveil ha preferito porre l’accento sull’importanza del lavoro di squadra, indipendentemente dal momento attraversato da ciascun componente del team:

    “Penso che tutti abbiano bisogno di avere il supporto del team e il team ha bisogno del supporto dei piloti. Lavoriamo come una squadra in ogni singola circostanza. Anche quando sei davanti, supporti il pilota e il pilota spinge la squadra“.

  • Hamilton: “Non ci aspettavamo una performance simile dal nostro motore”

    Hamilton: “Non ci aspettavamo una performance simile dal nostro motore”

    Come d’incanto, dopo aver metabolizzato la profonda frustrazione del week-end austriaco, la Ferrari è tornata a ruggire in quel di Silverstone, regalando a Lewis Hamilton la pole position della Sprint Qualifying nella sua terra natia.

    Nel venerdì inglese, l’aria del paddock si è impregnata di pura incredulità. La SF-26, infatti, ha scosso tutti gli appassionati scendendo in pista con una velocità sorprendente e segnando persino il miglior picco di giornata di 323 km/h, raggiunti proprio dal pilota britannico.

    Per quanto visto fin qui in stagione, questo dato è stato un vero colpo di scena, ulteriormente amplificato dalle parole rilasciate in precedenza dagli alfieri del Cavallino, che raccontavano di aspettative davvero basse.

    L’avvio di week-end, però, è stato perfetto per la Rossa, capace di modulare una gestione della batteria lungo il giro in maniera completamente diversa da quella della concorrenza e di combinarla ad un set-up che è apparso davvero impeccabile.

    Il tutto è stato poi trasformato in un successo dalla splendida magia al volante del sette volte iridato, capace di sfruttare al meglio la sua enorme esperienza sul tracciato di casa.

    Al termine di una giornata elettrizzante, Hamilton ha commentato il suo risultato ai microfoni di F1 TV con la sincerità di chi è stato il primo a rimanere stupito dalla metamorfosi della SF-26:

    “Sono davvero felice. Silverstone è speciale: è la pista migliore. Onestamente, come avevo detto in conferenza stampa, pensavamo che avremmo faticato. Ma, in realtà, il calo del motore non è stato neanche vicino a quello che ci aspettavamo. Ieri ero spaventato, perché tutti dicevano che saremmo stati almeno 6 decimi dietro, e oggi la nostra competitività mi ha sorpreso, tanto da mettermi il dubbio sulla modalità di motore usata dagli altri. Invece, in qualifica, la nostra competitività è stata confermata. Voglio ringraziare tutti in fabbrica: devo tutto a loro, stanno spingendo davvero tanto. L’anno scorso eravamo bloccati nella terra di nessuno. Ora, invece, riusciamo a migliorare la macchina portando sempre qualcosa di nuovo. È una sensazione fantastica“.

  • Verstappen:”La gara con le vetture LEGO? Siamo piloti di Formula 1, non dei pagliacci”

    Verstappen:”La gara con le vetture LEGO? Siamo piloti di Formula 1, non dei pagliacci”

    È arrivato puntuale – e come spesso accade senza troppi giri di parole – il pensiero di Max Verstappen sull’evento che la Formula 1 metterà in scena domenica, poco prima del via del Gran Premio di Gran Bretagna.

    Prima dello spegnimento dei semafori e in occasione della tradizionale Drivers’ Parade, i piloti non sfileranno infatti sul consueto camion per salutare il pubblico presente sugli spalti.

    Al loro posto andrà in scena una gara a bordo di monoposto costruite con i mattoncini LEGO, un’iniziativa promozionale voluta dalla Formula 1 per intrattenere gli spettatori nei minuti che precederanno il via della gara.

    Non si tratta di una novità assoluta.

    Un format simile era già stato proposto in occasione del Gran Premio di Miami del 2025, quando i piloti, divisi in coppie, si erano resi protagonisti di siparietti e contatti volutamente scherzosi che avevano divertito il pubblico.

    Un’idea che, però, non convince affatto Max Verstappen. Intervenuto nel corso del media day di Silverstone, il quattro volte Campione del Mondo non ha nascosto il proprio disappunto, bocciando senza mezzi termini l’iniziativa:

    “Io coi LEGO preferisco giocarci a casa con i bambini, in pista preferisco stare insieme agli altri piloti su un camion. È più divertente e più professionale. Siamo piloti di Formula 1 e non dobbiamo fare la figura dei ragazzini o dei pagliacci che provano a scontrarsi. Non è ciò di cui ha bisogno la Formula 1 “.

  • Wolff: “Non possiamo dare nulla per scontato, le gerarchie possono cambiare”

    Wolff: “Non possiamo dare nulla per scontato, le gerarchie possono cambiare”

    Il fine settimana del Gran Premio d’Austria ha restituito alla Mercedes il ruolo di protagonista assoluta della griglia, offrendo l’immediata reazione dopo la vittoria di Lewis Hamilton a Barcellona.

    La vittoria di George Russell e il terzo posto conquistato da Andrea Kimi Antonelli hanno infatti riportato al centro della scena il dominio tecnico delle Frecce d’Argento, apparse in Stiria come il punto di riferimento e insidiate solo dalla Red Bull di Max Verstappen.

    La monoposto del team di Brackley si è dimostrata estremamente solida nella gestione delle gomme, supportata da una power unit che non sembra avere rivali, sebbene la Federazione Internazionale abbia decretato il motore della Red Bull il più prestazionale della griglia.

    A fare il punto sulla situazione in vista del prossimo appuntamento che si terrà a Silverstone è stato lo stesso team principal della Mercedes, Toto Wolff, che ha voluto sottolineare come il quadro possa cambiare da un momento all’altro.

    Queste le sue dichiarazioni, rilasciate nella preview del Gran Premio di Gran Bretagna sul sito ufficiale Mercedes:

    “In Austria abbiamo ottenuto ottimi risultati con un doppio podio, ma non possiamo dare per scontato che questo trend prosegua. I valori in campo sono molto ravvicinati, le gerarchie cambiano rapidamente e ciò che appare competitivo una settimana può rivelarsi molto diverso quella successiva: questa è la realtà attuale della Formula 1″.

    Il manager austriaco si è poi focalizzato sul fronte
    degli aggiornamenti, un duello che vede coinvolti tutti i top team, dove ogni singolo step evolutivo introdotto dai rivali costringe a una continua reazione:

    “Siamo impegnati in un’accesa sfida sul fronte dello sviluppo. Quando una squadra compie un passo avanti, le altre reagiscono, comprimendo o modificando gli equilibri. Finora la costanza è stata il nostro punto di forza, frutto di disciplina e della capacità di eseguire al meglio i fondamentali. Il nostro obiettivo è continuare a lavorare bene, migliorare le prestazioni della vettura dove possibile e non lasciare nulla al caso in pista”.

  • Komatsu: “Felici di poter valutare Fornaroli da vicino”

    Komatsu: “Felici di poter valutare Fornaroli da vicino”

    Mentre i rumor sul mercato piloti in vista della prossima stagione si fanno sempre più insistenti, cresce inevitabilmente anche la curiosità di capire quali saranno le prossime mosse di Leonardo Fornaroli.

    Dopo aver conquistato il titolo di Formula 3 nel 2024 e quello di Formula 2 nel 2025, per il talento piacentino in questa stagione si sono aperte le porte della classe regina nel ruolo di terzo pilota della McLaren.

    Oltre ai diversi test previsti dal programma della scuderia di Woking, Fornaroli ha avuto anche l’opportunità di disputare la prima sessione di prove libere del Gran Premio di Barcellona, ben figurando e mettendo in mostra tutte le proprie capacità al volante.

    Cresce, quindi, la voglia di vederlo all’opera stabilmente in Formula 1, con il suo nome che continua a essere accostato a diversi team presenti in griglia.

    Nelle ultime settimane, tuttavia, le indiscrezioni hanno riguardato soprattutto la Haas, squadra con la quale il pilota italiano ha preso parte, il 17 e il 18 giugno sul circuito di Jerez, a due giornate di test TPC al volante della monoposto del 2025.

    A tal proposito, come riportato dal quotidiano spagnolo Marca, il team principal della scuderia statunitense, Ayao Komatsu, ha elogiato il lavoro svolto da Fornaroli durante la due giorni di test, pur senza sbilanciarsi sul suo futuro:

    “Non so dove ci porterà tutto questo, ma l’obiettivo del nostro programma TPC è quello di offrire opportunità ai giovani piloti. Leo è il campione in carica di Formula 2, è un pilota solido e ha un eccellente programma di sviluppo con la McLaren, quindi siamo lieti di avere l’opportunità di valutarlo più da vicino. Non so se abbiamo bisogno di un nuovo pilota, dato che la mia attenzione è attualmente rivolta ai nostri due piloti attuali “.

    Per il momento nessuna certezza, dunque, ma la sensazione è che il nome di Leonardo Fornaroli continuerà a essere tra i più caldi del mercato piloti.

    E, alla luce dei risultati ottenuti fin qui, un posto sulla griglia di partenza nel 2027 sarebbe più che meritato

  • Binotto: “Ferrari? Spiace essersi divisi, potevo dare ancora qualcosa”

    Binotto: “Ferrari? Spiace essersi divisi, potevo dare ancora qualcosa”

    Nella classe regina del Motorsport, ogni componente di una squadra è quotidianamente chiamato a confrontarsi con una pressione senza eguali, affinché una monoposto, nel momento in cui scende in pista, sia in grado di esprimere il massimo del proprio potenziale.

    È risaputo, tuttavia, che alcune figure siano inevitabilmente più esposte di altre al giudizio e alle conseguenti valutazioni interne.

    Tra queste, è indubbio che il ruolo del team principal rappresenti quello maggiormente soggetto a scrutinio, in virtù delle responsabilità che comporta e dell’impatto diretto sui risultati della squadra.

    Ne è pienamente consapevole Mattia Binotto, attuale team principal di Audi, che nel corso della sua precedente esperienza tra i cancelli di Maranello ha dovuto misurarsi, in più di un’occasione, con una pressione mediatica e ambientale che, nel panorama della Formula 1, difficilmente conosce paragoni.

    L’ingegnere italiano, nominato nel 2019 in sostituzione di Maurizio Arrivabene, ha ricoperto il più prestigioso incarico all’interno della Scuderia per quattro stagioni. Un ciclo che, complice un bilancio caratterizzato da più delusioni che soddisfazioni, si è concluso con il passaggio di consegne all’attuale team principal della Rossa, Frederic Vasseur.

    In particolare, la stagione 2022 finì per incarnare una delle più grandi occasioni mancate degli ultimi anni. Dopo un avvio estremamente promettente, impreziosito da due successi nelle prime tre gare, la Ferrari vide progressivamente affievolirsi le proprie ambizioni iridate, cedendo il passo a una Red Bull capace di introdurre sviluppi tecnici determinanti e pagando, al contempo, una serie di lacune gestionali emerse con crescente evidenza nel corso del campionato.

    Ed è proprio sulla sua esperienza al vertice della Scuderia di Maranello che è tornato a soffermarsi l’ingegnere di Losanna. In una recente intervista rilasciata a La Stampa, Binotto ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi del suo percorso in Ferrari, soffermandosi anche sul rammarico che ancora accompagna la conclusione della sua avventura:

    “La mia delusione più grande? Essersi divisi a un certo punto, penso che ci fosse ancora qualcosa da poter dare. Sono stati tanti i momenti belli: i primi giorni in azienda, la prima vittoria di Alesi in Canada nel 1995, l’epoca di Schumacher. Ma preferisco guardare avanti“.

  • Wolff: “Antonelli ha sbagliato troppo al via, ma ha la mentalità di un campione”

    Wolff: “Antonelli ha sbagliato troppo al via, ma ha la mentalità di un campione”

    La doppietta è stata soltanto sfiorata, ma Mercedes ha lasciato Spielberg con la consapevolezza di aver massimizzato il potenziale a disposizione.

    George Russell ha conquistato la vittoria, Andrea Kimi Antonelli ha completato il podio e Toto Wolff può guardare con soddisfazione a un week-end che conferma il buon momento della scuderia di Brackley.

    Il team principal austriaco, però, preferisce mantenere i piedi per terra. Al microfono di Mara Sangiorgio, ha sottolineato come ciò che conta è la continuità di rendimento, evitando quegli sbalzi di giudizio che troppo spesso accompagnano il mondo della Formula 1.

    “Per me è importante avere costanza. In Formula 1 si passa troppo facilmente dall’entusiasmo alla depressione: noi vogliamo avere una traiettoria lineare e portare a casa punti anche quando non si può vincere”.

    Il numero uno della Mercedes ha poi elogiato la gestione della gara, sottolineando come tutto abbia funzionato secondo i piani, dalla Power Unit alle temperature, elementi che hanno consentito alla squadra di esprimere tutto il proprio potenziale lungo i 71 giri del Red Bull Ring.

    Tra i temi del post gara c’è stato inevitabilmente anche Antonelli. Secondo Wolff, il giovane italiano ha compromesso parte della sua corsa nelle primissime fasi, pagando un eccesso di aggressività che gli è costato terreno prezioso nella lotta per le posizioni di vertice.

    “Kimi è andato troppo nei primi giri, frenava troppo tardi e ha sbagliato troppo. Deve analizzare quello che è successo e capire dove può migliorare, ma è una cosa che fa già naturalmente: è una caratteristica da Campione del Mondo”, ha spiegato a Sky Sport F1 Italia.

    Infine, Wolff ha voluto ribadire il proprio approccio nei confronti dei due piloti Mercedes, spiegando di cercare sempre lo stesso equilibrio nella gestione del team:

    “Cerco di essere neutrale. Se posso aiutare i piloti con le mie parole lo faccio allo stesso modo con entrambi. In questi giorni ho parlato tanto con George e mi fa piacere vedere come sono andate le cose”.

  • Leclerc: “In gara potevamo ben poco. Devo trovare la quadra con questa macchina”

    Leclerc: “In gara potevamo ben poco. Devo trovare la quadra con questa macchina”

    71 giri da incubo. Si può riassumere così la domenica vissuta da Charles Leclerc sotto il sole cocente di Spielberg, conclusa con un ottavo posto alla bandiera a scacchi al termine di un Gran Premio d’Austria che lascia in casa Ferrari più di un interrogativo su cui riflettere.

    Del resto, che la gara del monegasco sarebbe stata in salita lo si era intuito fin dal via.

    Nelle prime curve la SF-26 numero 16 è parsa subito in difficoltà sotto il profilo tecnico e prestazionale, scivolando rapidamente dalla seconda alla quarta posizione.

    La musica non è cambiata con il passare dei giri: Leclerc ha dovuto fare i conti con un degrado degli pneumatici decisamente significativo e con il consueto feeling precario con l’impianto frenante.

    A pesare maggiormente, però, è stato l’ormai noto deficit di potenza della Power Unit.

    Oggi più che mai, la SF-26 ha evidenziato un gap evidente nei confronti dei diretti concorrenti, confermando come a Maranello ci sia ancora moltissimo lavoro da fare per provare, quantomeno, a ridurre una differenza che, allo stato attuale delle cose, sta pesando come un macigno sulla stagione della Rossa.

    Per Leclerc, invece, va in archivio uno dei week end probabilmente più complicati della sua esperienza al volante della Ferrari, a conferma di un rapporto con la SF-26 ancora tutto da capire e da costruire.

    “Devo solo tenere la testa bassa, continuare a lavorare e provare a trovare la quadra di questa macchina “, ha dichiarato un Leclerc visibilmente deluso ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia.

    “Il gap di motore è colmabile, ma al momento facciamo tanta fatica. In tutte le battaglie che ho avuto, sia con le Red Bull sia con le Mercedes, c’era ben poco da fare. Oggi, comunque, il problema non è stato solo il motore: il passo, particolarmente per me, non c’era. Penso che, in generale, come squadra abbiamo fatto più fatica rispetto a Barcellona, e io ancora di più “.

  • Russell si prende l’Austria: “Finalmente una gara senza problemi”

    Russell si prende l’Austria: “Finalmente una gara senza problemi”

    George Russell ha trasformato la controversa pole position del sabato in una vittoria pesante nel Gran Premio d’Austria, chiudendo un fine settimana iniziato nel caos delle qualifiche e concluso con una gestione solida davanti a Max Verstappen.

    Per il pilota della Mercedes non è stata affatto una gara banale, poiché il passo della Red Bull, soprattutto nella parte centrale della corsa, lo ha costretto a restare sempre all’interno di un margine sottilissimo.

    “Finalmente una gara senza problemi”, ha spiegato Russell a Sky Sport F1 Italia al termine della corsa. Una frase breve ma esemplificativa, che racconta bene il valore del risultato attraverso non solo la velocità pura, ma anche l’esecuzione di una domenica pulita, priva di episodi contrari o di errori nei momenti più importanti.

    Il riferimento, inevitabile, è anche al confronto interno con Antonelli, nuovamente condizionato dagli episodi in pista. “Kimi? Questa volta non è stato fortunato: ogni volta è stato sfavorito dalla Virtual Safety Car, ma questo è lo sport”, ha riconosciuto Russell.

    Il punto centrale del Gran Premio ha riguardato però soprattutto la pressione esercitata da Verstappen.

    Dopo una qualifica compromessa dall’incidente nel finale del Q3, l’olandese ha costruito una corsa tutta incentrata su rimonta e ritmo, arrivando a mettere la Mercedes numero 63 sotto pressione per lunghi tratti.

    Il britannico lo ha ammesso apertamente, spiegando infine che, se la sua gara è stata liscia, a sorprenderlo è stata quella di Verstappen, che gli è rimasto addosso nelle fasi finali della corsa sfoderando un passo gara notevole, tale da costringerlo ad anticipare la sosta ai box in una sfida decisamente impegnativa.

    A rendere questo scenario particolare è stata proprio la gestione strategica, dal momento che Russell non ha potuto limitarsi a controllare la situazione dalla prima posizione, ma ha dovuto adattare i propri piani alla minaccia sempre viva della Red Bull, per proteggere il primato in una fase in cui l’avversario sembrava avere il passo per riaprire i giochi.

    In questo quadro, la vittoria assume un peso specifico notevole per la stessa Mercedes. Dopo un sabato costruito tra pole position, polemiche sulle bandiere gialle e tensioni, la domenica ha restituito un risultato pieno a una squadra che ha saputo capitalizzare la posizione di partenza, resistere alla pressione e chiudere una gara finalmente lineare.

    Il verdetto di Spielberg non racconta comunque una superiorità netta, quanto un equilibrio ancora molto delicato tra i top team. Russell ha vinto perché ha saputo mettere insieme velocità, lucidità e gestione, mentre Verstappen ha mostrato un passo importante e Antonelli ha pagato la sfortuna legata agli episodi.

    In un Mondiale così compatto, anche una semplice gara senza problemi può diventare una netta dichiarazione di forza.

  • Verstappen: “A fine stagione credo che andrò in Tibet a meditare come Buddha per due mesi”

    Verstappen: “A fine stagione credo che andrò in Tibet a meditare come Buddha per due mesi”

    Nel torrido sabato di Spielberg, il Red Bull Ring ha tenuto il fiato sospeso. Max Verstappen ha rischiato l’eliminazione nel Q2 del Gran Premio d’Austria sul circuito di casa, salvandosi per appena 40 millesimi dopo aver scelto di restare ai box nel finale della sessione. 

    Un azzardo che gli ha comunque permesso di conservare due treni di gomme nuove per l’assalto decisivo.

    Nel Q3, dopo aver fatto segnare un tempo che gli avrebbe garantito la terza piazzola in griglia, l’olandese ha perso improvvisamente il controllo della vettura alla penultima curva, impattando contro le barriere e provocando una bandiera gialla che ha scatenato accese polemiche. 

    Sebbene inizialmente si pensasse a una sbavatura, le analisi successive hanno escluso l’errore di guida: a causare l’incidente è stato un problema all’ala posteriore, rimasta aperta a fine rettilineo, con una conseguente e totale perdita di carico aerodinamico al retrotreno.

    Nel post-qualifica, il pilota aveva descritto così l’accaduto: 

    “È un peccato, realisticamente sarei potuto essere terzo. Non sono sicuro di cosa sia successo, ho avvertito un forte sovrasterzo alla Curva 6 e poi la macchina è andata via completamente. Dobbiamo controllare l’ala posteriore, si è sentita una cosa davvero strana. A fine stagione credo che andrò in Tibet a meditare come Buddha per due mesi”.

    Verstappen si è poi espresso sul pacchetto di aggiornamenti introdotto sulla vettura:

    “La maggior parte delle novità funziona, ma ci sono dettagli da sistemare. Su un tracciato così corto i distacchi si riducono, ma la Mercedes resta più rapida di noi nelle curve veloci, ci manca ancora qualcosa”.

    Per la gara, che lo vedrà scattare dalla quinta posizione, la sua analisi sulla possibilità di rimontare e lottare per il podio è rimasta legata a un unico, fondamentale fattore: “Sarà possibile solo se le gomme terranno bene”.