Categoria: Daily News

  • Leclerc: “Partire dalla seconda fila in Belgio non è poi così male”

    Leclerc: “Partire dalla seconda fila in Belgio non è poi così male”

    È stato un sabato decisamente controverso quello vissuto da Charles Leclerc a Spa-Francorchamps, dove il pilota della Ferrari ha chiuso le qualifiche in quinta posizione al termine di una sessione destinata a far discutere per quanto accaduto sul finale del Q3.

    L’episodio incriminato è arrivato all’uscita dell’ultima curva, quando una bandiera gialla esposta all’ingresso della pit-lane ha costretto il monegasco ad alzare il piede, compromettendo un giro che fino a quel momento lo vedeva in lotta almeno per la terza posizione.

    Al di là della bandiera gialla, però, la prestazione della Ferrari lascia indicazioni incoraggianti.

    La SF-26 si è dimostrata più competitiva del previsto su una pista ritenuta tra le meno favorevoli alle proprie caratteristiche.

    Il quinto posto conquistato dal numero 16 – che diventerà quarto sulla griglia di partenza dopo la penalità di Lando Norris – rappresenta comunque un risultato importante, anche alla luce dell’ottimo passo gara mostrato nelle prove libere, un aspetto che lascia ben sperare in vista del Gran Premio di domani su un tracciato dove partire qualche posizione più indietro non rappresenta necessariamente uno svantaggio.

    Sappiamo che la Mercedes ha una macchina migliore a Spa rispetto a noi, però partire più dietro con questo grande rettilineo che c’è qui non è poi così male ” ha dichiarato Leclerc ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia, prima di fare chiarezza su un problema tecnico che ha condizionato il suo fine settimana:

    Abbiamo avuto dei problemi dal mio lato ieri, soprattutto in FP3 sono peggiorati tantissimo, e quindi abbiamo cambiato qualcosa per la qualifica. C’era un problema specifico che abbiamo risolto perché il distacco era effettivamente troppo grande. Stavolta non erano problemi legati alla guida, anche se si può sempre fare di meglio. Su queste macchine però è sempre molto difficile, sull’acceleratore bisogna andare il più tardi possibile, soprattutto su una pista così “.

  • Vasseur: “La gestione energetica sarà una delle chiavi del fine settimana”

    Vasseur: “La gestione energetica sarà una delle chiavi del fine settimana”

    La prima giornata di attività in Belgio ha restituito alla Ferrari indicazioni contrastanti.

    Dopo i segnali incoraggianti delle FP1, il pomeriggio di Spa-Francorchamps ha mostrato una SF-26 più lontana dai riferimenti, priva di acuti e con un distacco che supera i sette decimi.

    Un quadro che Frederic Vasseur ha invitato a decifrare con estrema prudenza, specialmente su un tracciato dove i carichi di benzina, la gestione dell’energia e le diverse configurazioni aerodinamiche possono distorcere pesantemente i valori del venerdì:

    “La mattina è andata piuttosto bene. Nel pomeriggio è stato un po’ più complicato, ma tutto va relativizzato”, ha spiegato il team rincipal della Ferrari al termine delle libere. “Sappiamo che il carico di benzina è estremamente importante quando si valuta la competitività. Per questo motivo è impossibile fare confronti diretti con gli altri”.

    L’imperativo per gli ingegneri di Maranello diventa quindi quello di isolarsi dal cronometro per concentrarsi esclusivamente sullo sviluppo interno del pacchetto.

    “Dobbiamo restare focalizzati su noi stessi, cercare di estrarre il massimo dal nostro pacchetto e poi capiremo realmente dove siamo domani pomeriggio. La classifica del venerdì non ha mai rispecchiato realmente quella del resto del week-end, è ancora troppo presto per fare previsioni”, ha puntualizzato il manager francese.

    Il vero nodo strategico risiede nell’efficienza del comparto ibrido, poiché tra i lunghi rettilinei e i curvoni veloci delle Ardenne l’erogazione della potenza elettrica diventa il fattore discriminante sul passo gara.

    “C’è ancora molto lavoro da fare sulla gestione dell’energia. Oggi abbiamo visto differenze enormi di velocità tra una vettura e l’altra, e addirittura tra un rettilineo e quello successivo. Dobbiamo capire come utilizzare l’energia durante la gara, quando attaccare e quando difendersi. Sarà uno degli elementi chiave del fin settimana”, ha concluso il manager di Draveil.

  • Hamilton: “Il motore perde slancio in rettilineo, ma dalle FP3 faremo dei passi avanti”

    Hamilton: “Il motore perde slancio in rettilineo, ma dalle FP3 faremo dei passi avanti”

    Il venerdì di Spa-Francorchamps ha lasciato sensazioni contrastanti in casa Ferrari.

    Da una parte un Lewis Hamilton soddisfatto del comportamento della SF-26 tra le curve, dall’altra un problema che continua a preoccupare il sette volte Campione del Mondo: la perdita di spinta del motore sui lunghi rettilinei del tracciato belga.

    Parlando ai media internazionali al termine della seconda sessione di prove libere, il britannico ha individuato con chiarezza il punto debole della vettura, mostrando però fiducia in vista del lavoro notturno degli ingegneri di Maranello.

    “Per quanto riguarda il deployment siamo già abbastanza allineati con la nostra finestra ottimale. Non so se stiamo perdendo terreno ad alta velocità sui rettilinei, ma è proprio nel settore centrale che stiamo faticando un po’. Domani faremo dei passi avanti: stanotte analizzeremo i dati e cercheremo di ottimizzare meglio la vettura”.

    Hamilton ha poi ribadito come il problema non riguardi il comportamento della Ferrari in curva, dove il feeling resta positivo, bensì la gestione della potenza lungo gli allunghi di Spa-Francorchamps.

    “Nelle curve va bene, è fantastica da guidare. È solo che sui rettilinei il motore sembra spegnersi, non continua a spingere. Non so cosa faranno per risolvere questo problema in futuro, ma spero che ci riescano”.

  • Leclerc: “Le emozioni di Spa-Francorchamps sono sempre intense per me”

    Leclerc: “Le emozioni di Spa-Francorchamps sono sempre intense per me”

    Massimizzare.

    È questa la parola che accompagna la vigilia del Gran Premio del Belgio in casa Ferrari, arrivata a Spa-Francorchamps con l’obiettivo di dare continuità al momento positivo e raccogliere il massimo in un week-end che si preannuncia di difficile interpretazione.

    Il tracciato delle Ardenne rappresenta infatti una delle grandi incognite della stagione.

    La sua conformazione lo rende uno dei circuiti più esigenti in termini di gestione energetica e, al tempo stesso, potrebbe mettere in evidenza quel deficit di potenza che la SF-26 ha mostrato fin qui nei confronti della Mercedes, soprattutto sui lunghi rettilinei che caratterizzano la pista belga.

    Per il team di Maranello, però, il mantra resta lo stesso: cercare di massimizzare il risultato, gara dopo gara. In quest’ottica, Silverstone ha dimostrato che i pronostici possono essere ribaltati, con il Cavallino capace di imporsi grazie a una grande prestazione di Charles Leclerc.

    Ed è proprio da quel successo che è ripartito il numero 16 nel corso del media day del giovedì belga, tornando dapprima sulla vittoria ottenuta in Gran Bretagna due settimane fa, prima di aprire l’album dei ricordi legati a Spa-Francorchamps:

    A Silverstone ho vissuto una bella sensazione, non posso nasconderlo. Poi, dopo le gare precedenti nelle quali avevo faticato, è stato bello vedere che il lavoro ha pagato. Ora siamo a Spa, una pista speciale per me, dove ho vinto la mia prima gara in Formula 1 ma dove ho anche perso un caro amico e, di conseguenza, le emozioni sono enormi “.

    L’attenzione del monegasco si è poi concentrata sul lavoro svolto dalla Ferrari e sugli aspetti ancora da migliorare:

    Io sono sempre fiducioso perché so che, se lavoriamo bene, il risultato arriva. Devo essere fiducioso nella mia macchina e capire perché siamo andati molto meglio del previsto a Silverstone. Dobbiamo semplicemente riprodurlo. Abbiamo capito anche perché mi sono sentito più a mio agio a livello di prestazione, ma restano ancora alcuni elementi da sviluppare “.

    Incalzato infine sui possibili favoriti del week-end, Leclerc non ha avuto dubbi:

    La mia posizione direi che è la stessa di Silverstone. Parliamo di due piste che si addicono alle Mercedes. In Inghilterra abbiamo piazzato la sorpresa e siamo stati fortunati perché Kimi ha avuto problemi tecnici. Ad ogni modo anche qui penso che loro saranno i favoriti “.

  • Formula 1, salta definitivamente il recupero del Bahrain: al vaglio diversi piani B

    Formula 1, salta definitivamente il recupero del Bahrain: al vaglio diversi piani B

    La Formula 1 si trova nuovamente a dover gestire un delicato risiko politico e logistico per la definizione del calendario 2026

    L’escalation militare nel Golfo Persico ha già imposto una pesante mutilazione alla prima parte del campionato, costringendo gli organizzatori a depennare i round di Bahrain e Arabia Saudita dal programma originario di 24 tappe.

    Se in un primo momento Liberty Media aveva accarezzato l’idea di recuperare la tappa di Sakhir posizionandola nella finestra autunnale tra Singapore e l’Azerbaigian, il progressivo avvitamento della crisi geopolitica ha fatto definitivamente tramontare questa ipotesi.

    Ora il Circus si trova davanti al classico bivio strategico: la necessità commerciale di garantire almeno 22 Gran Premi – soglia minima per blindare i contratti televisivi ed evitare pesanti penali finanziarie – si scontra con una logistica già ridotta all’osso.

    La via d’uscita più accreditata porta alla duplicazione di un evento già in calendario. 

    Sul tavolo dei promotori c’è l’ipotesi di disputare un “double header” a Baku o a Singapore nel periodo compreso tra il 27 settembre e l’11 ottobre. Una soluzione di ripiego che ammortizzerebbe i costi di trasporto per scuderie e materiali, pur lasciando aperti non pochi interrogativi sulla fattibilità pratica e sul gradimento di un secondo weekend consecutivo sulla stessa pista.

    Sullo sfondo resta la suggestione Istanbul Park, ma la candidatura della Turchia sconta tempi tecnici molto stretti: il tracciato necessita di corposi interventi di adeguamento su cordoli e barriere prima di poter riottenere l’omologazione FIA di Grado 1. Uno scenario che, di fatto, ne rallenta l’immediata spendibilità.

    Ancor più impervia la strada che porta a un ritorno last-minute in Europa, con Imola e Portimao che restano suggestioni confinate sulla carta. Subito dopo la tappa di Madrid, il Circus smantellerà le proprie strutture continentali: rimettere in moto la macchina dei bilici e delle hospitality europee per una sola trasferta estemporanea rappresenterebbe un incubo logistico ed economico insostenibile per i team.

    Mentre le squadre digeriscono a fatica la prospettiva di una doppia gara sullo stesso tracciato, Liberty Media deve blindare i delicati equilibri politici del finale di stagione. 

    Con gli appuntamenti di Qatar e Abu Dhabi anch’essi inevitabilmente monitorati speciali a causa dei venti di guerra, la Formula 1 si è imposta una deadline precisa: entro il Gran Premio d’Olanda a Zandvoort andrà presa una decisione definitiva, passaggio obbligato anche per consentire la programmazione logistica dei campionati di Formula 2 e Formula 3.

  • Madring, Hamilton si sarebbe lamentato della compressione della curva Monumental

    Madring, Hamilton si sarebbe lamentato della compressione della curva Monumental

    Lo scorso 9 luglio la Scuderia Ferrari è stata protagonista di un importantissimo quanto inatteso filming day, andato in scena sul nuovissimo circuito del Madring, il tracciato spagnolo che da quest’anno farà il proprio debutto nel calendario della classe regina.

    Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno così avuto l’opportunità, prima di chiunque altro, di prendere confidenza con le 22 curve del tracciato madrileno, percorrendo 100 km ciascuno e raccogliendo dati preziosi in vista dell’appuntamento di settembre.

    Nelle scorse ore, la testata iberica Mundo Deportivo ha riportato le prime impressioni maturate dai due alfieri del Cavallino Rampante al termine della loro prima uscita sul nuovissimo circuito spagnolo, considerazioni rivelate dallo stesso direttore del tracciato, Garcia Abad.

    Dalle parole di Abad è emersa una certa insoddisfazione da parte del sette volte Campione del Mondo britannico, in particolare nei confronti della Monumental, la lunghissima curva a destra di ben 550 metri da affrontare con un banking del 24%:

    Si è lamentato della compressione. Io gli ho detto che la soluzione migliore per evitarla era quella di andare un po’ più piano, così non ci sarebbero stati problemi“.

    Sul fronte opposto del box, invece, Charles Leclerc ha ammesso che “le qualifiche saranno una sfida enorme perché si sfreccia davvero molto vicini ai muri“, rimarcando ulteriormente come il Madring si presenti fin da subito come un circuito tutt’altro che semplice e lineare.

  • Arrivabene: “Il Mondiale? Si lotta fino alla fine”

    Arrivabene: “Il Mondiale? Si lotta fino alla fine”

    La Ferrari può davvero lottare per il Mondiale?

    È questa la domanda che, alla luce degli ultimi risultati, sta inevitabilmente rimbalzando tra addetti ai lavori e appassionati.

    Con due vittorie negli ultimi tre Gran Premi e una classifica che vede la Ferrari pienamente in corsa sia nel Campionato Piloti che in quello Costruttori, il Cavallino Rampante si è imposto come l’unica vera alternativa allo strapotere mostrato fin qui dalla Mercedes

    Oltre ai risultati, però, c’è un aspetto che colpisce forse ancora di più: l’atteggiamento. La Rossa è tornata ad avere un approccio aggressivo sia in pista che fuori, mostrando la volontà di attaccare su ogni fronte, da quello politico a quello tecnico, con una SF-26 che continua a evolversi gara dopo gara grazie a un programma di sviluppo costante e mirato.

    È un cambio di mentalità che a Maranello non si vedeva da tempo e che, inevitabilmente, ha riacceso l’entusiasmo dei tifosi, riportando la parola Mondiale al centro dei pensieri e delle speranze del popolo ferrarista.

    Ma si tratta soltanto di entusiasmo oppure la Rossa può davvero credere nel titolo?

    A questa domanda ha provato a rispondere l’ex team principal del Cavallino, Maurizio Arrivabene, intervenuto nel corso della trasmissione Race Anatomy in onda su Sky Sport F1 Italia:

    Il Mondiale? Ho sempre detto che si lotta fino all’ultimo GP e ultima curva. Mai dire mai, vedo squadra unita e piloti forti “.

    Parole, quelle del manager italiano, che fotografano perfettamente il momento che sta vivendo la Scuderia di Maranello.

    La Ferrari, oggi, trasmette compattezza, fiducia e una ritrovata convinzione nei propri mezzi, elementi indispensabili per inseguire un obiettivo tanto ambizioso quanto complicato.

  • Stella: “Abbiamo un distacco costante dai primi che dobbiamo assolutamente ricucire”

    Stella: “Abbiamo un distacco costante dai primi che dobbiamo assolutamente ricucire”

    Il fine settimana di Silverstone, per la McLaren, si è chiuso con Norris che ha terminato la gara in quarta posizione, mentre Piastri ha tagliato il traguardo solamente in undicesima piazza: un risultato che evidenzia, ancora una volta, il distacco dal vertice di una stagione iniziata in maniera decisamente complessa.

    Nonostante alcuni miglioramenti dopo i primi appuntamenti dell’anno, le prestazioni complessive appaiono comunque altalenanti di pista in pista, con Ferrari e Mercedes ancora lontane in termini di competitività.

    A tracciare il bilancio del fine settimana in Gran Bretagna ci ha pensato il team principal, Andrea Stella, spiegando i limiti della monoposto e anticipando i prossimi passi della squadra.

    Queste le sue parole, rilasciate nel report di gara diffuso sul sito ufficiale della McLaren:

    “A Silverstone il risultato è stato positivo, con un buon bottino di punti per il team, ma non ci facciamo illusioni sulla nostra posizione. Eravamo la quarta vettura più veloce in pista e abbiamo beneficiato della sfortuna degli altri. Abbiamo in programma importanti aggiornamenti per l’Ungheria e, fino ad allora, l’intero team, in pista e in fabbrica, deve continuare a lavorare sodo e sfruttare al massimo ogni opportunità”.

    Il focus si è poi spostato sulle prestazioni dei singoli piloti, spiegando cosa ha funzionato sulla vettura numero 4 e cosa ha condannato quella 81:

    “Siamo contenti del quarto posto conquistato da Lando, che va oltre quello che pensavamo di meritare in termini di pura velocità. Il team strategico ha comunque svolto un ottimo lavoro con il pit-stop a fine gara e Lando ha guidato bene, sfruttando al meglio le opportunità che si sono presentate durante la gara. Purtroppo, la gara di Oscar è stata rovinata al primo giro da un incidente che ha danneggiato l’ala anteriore, impedendogli di conquistare punti. La lezione più chiara di questo fine settimana è che dobbiamo migliorare le prestazioni della vettura. Abbiamo un distacco costante dai primi che dobbiamo ridurre se vogliamo lottare per il podio e la vittoria, che è il nostro obiettivo finale”.

  • Russell: “Finora sono stato molto sfortunato, ma Silverstone ricorda che non ci si deve arrendere mai”

    Russell: “Finora sono stato molto sfortunato, ma Silverstone ricorda che non ci si deve arrendere mai”

    Il Gran Premio di Gran Bretagna si è rivelato una vera e propria montagna russa per George Russell: una gara mutaforma, capace di far vivere al numero 63 della Mercedes tre fasi ben distinte.

    Inizialmente impelagato nella lotta per il terzo gradino del podio con Max Verstappen e Lewis Hamilton, l’inglese ha dovuto fare i conti con un ritmo e una confidenza inferiori rispetto al compagno di squadra, Andrea Kimi Antonelli, in quel momento in piena lizza per la vittoria. Come se non bastasse, poi, l’alfiere della Stella è stato costretto a rientrare ai box a causa di una foratura; un imprevisto che sembrava poterlo condannare inesorabilmente a una pesante perdita di punti in ottica iridata.

    Ma il Motorsport, si sa, vive di imprevedibilità. Proprio quando le cose sembravano volgere al peggio, quasi come se la gara stesse seguendo un copione scritto per il grande schermo, sono arrivati due clamorosi colpi di scena a ribaltare completamente l’inerzia della sua corsa.

    Dapprima, la sfortunata rottura del wheel shield per Antonelli ha permesso a George di recuperare, d’incanto, punti preziosi in classifica. Poi, in regime di Safety Car, la freddezza strategica del suo muretto gli ha consentito di scavalcare la Ferrari del suo connazionale, concludendo in seconda posizione sotto la bandiera a scacchi.

    Un vero e proprio kolossal sportivo che ha mescolato buona e cattiva sorte, ma che al termine dei giochi ha regalato al britannico un bottino finale probabilmente superiore a quello che avrebbe ottenuto con una gara più “lineare”.

    A confermarlo è stato lo stesso Russell ai microfoni del podcast Nu Silver Arrows:

    Quest’anno abbiamo avuto la nostra buona dose di sfortuna, e quando è arrivata quella foratura lenta stavo proprio sorpassando Max per la terza posizione. A quel punto ho pensato: «ci risiamo». Se qualcuno mi avesse detto, mentre uscivo dai box in settima posizione dietro a Hadjar, che quattordici giri dopo avremmo chiuso al secondo posto, gli avrei risposto che era assolutamente impossibile, a meno che non si fosse messo a piovere a dirotto. Ma lo sport è questo: devi solo continuare a spingere e non arrenderti mai“.

  • Wolff: “Troppi ritiri, se necessario faremo dei passi indietro sul fronte delle performance”

    Wolff: “Troppi ritiri, se necessario faremo dei passi indietro sul fronte delle performance”

    Mentre a Maranello, archiviate la vittoria di Charles Leclerc in Gran Bretagna e quella di Lewis Hamilton in Spagna, si respira un discreto ottimismo in vista del prosieguo della stagione, a Brackley l’atmosfera inizia a presentare tratti leggermente più cupi.

    I tecnici di casa Mercedes, infatti, devono fare i conti con una problematica fattasi sempre più ingombrante gara dopo gara: la mancanza di affidabilità.

    Una debolezza, questa, che rappresenta un vero e proprio tallone d’Achille per la W17, fin qui confermatasi nettamente la vettura migliore del lotto in quanto a performance pura.

    Il ritiro sofferto da Andrea Kimi Antonelli a Silverstone, mentre cercava di ricucire il divario che lo separava dalla SF-26 numero 16 di Leclerc, rappresenta solo l’ultimo episodio di una lunga serie e, proprio per questo motivo, rischia di generare numerosi strascichi all’interno dei box della compagine di Brackley.

    Una possibilità, questa, che trova una parziale conferma nelle più recenti parole di Toto Wolff, il quale, nel corso della conferenza stampa che ha fatto seguito al Gran Premio di Gran Bretagna, si è espresso sull’argomento dichiarando quanto segue:

    “L’affidabilità? In generale, abbiamo avuto troppi ritiri. È qualcosa di cui dobbiamo venire a capo, perché a parte avere la macchina migliore e un’ottima guidabilità, quello è stato il problema predominante. Siamo tutti concentrati al massimo per risolverlo. Penso che siamo talmente orientati alla performance, sia sul lato del telaio che su quello del motore, che vogliamo spremere tutto il possibile. Preferirei dover fare un piccolo passo indietro su qualcosa che è davvero ottimo e sistemare alcuni problemi di affidabilità, piuttosto che inseguire le prestazioni. E finora abbiamo vinto sette gare su nove”.