Categoria: Daily News

  • Ferrari, arrivano le prime ammissioni sulla mancanza di correlazione tra i dati di pista e simulatore

    Ferrari, arrivano le prime ammissioni sulla mancanza di correlazione tra i dati di pista e simulatore

    Il Gran Premio di Monaco, costellato di penalità e frammentato da incidenti, ha delineato un bilancio dalle tinte fortemente contrastanti per la Ferrari, che è riuscita a conquistare la seconda posizione con Lewis Hamilton, mentre Charles Leclerc è stato costretto al ritiro dopo un impatto contro le barriere a causa di un problema all’impianto frenante.

    Nonostante le difficoltà di una SF-26 non all’altezza delle aspettative, il sette volte Campione del Mondo è riuscito a ottenere il suo ottavo podio sul tracciato di Monte Carlo, agganciando Ayrton Senna in questa incredibile statistica.

    Per il monegasco, invece, i problemi sono stati decisamente più invalidanti. Insieme a un buon passo gara – seppur lontano da quello incredibile della Mercedes di Andrea Kimi Antonelli – il numero 16 ha continuato a fare i conti contro una frenata poco efficiente.

    Una difesa strenua, la sua, interrottasi bruscamente contro le barriere del Principato per cause a lui non imputabili.

    Al termine di una domenica dal sapore agrodolce, il Deputy Team Principal della Rossa, Jerome d’Ambrosio, si è espresso come segue ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    Lewis ha raccolto tutto il possibile, da un paio di gare sta prendendo sempre più confidenza con la macchina ed è finalmente a suo agio. Il gap oggi dalla Mercedes di Antonelli c’era, quindi ha massimizzato quello che poteva. Con Charles qualcosa non ha funzionato, non sempre un incidente è colpa del pilota. Il nostro compito è supportare i nostri piloti, quindi analizzeremo quello che è successo e adotteremo la soluzione migliore. Per ora non pensiamo troppo al Mondiale, ci concentriamo di gara in gara. Ovviamente, la Mercedes ora è davanti e dobbiamo continuare a lavorare per chiudere il gap”. Il braccio destro di Frederic Vasseur ha poi ammesso una discordanza fra i dati e la pista, invitando a un nuovo modo di approcciarsi ai week-end: “Finora non abbiamo avuto sempre una correlazione perfetta tra ciò ci aspettavamo e ciò che poi è accaduto. Dobbiamo arrivare a Barcellona con un modo di fare più analitico: cercando sempre di fare il meglio, ma senza troppe aspettative“.

  • Wolff: “Conosco Russell da dieci anni, possiamo contare su di lui. E il 2025 insegna”

    Wolff: “Conosco Russell da dieci anni, possiamo contare su di lui. E il 2025 insegna”

    Al termine di un folle Gran Premio di Monaco, mirabilmente dominato da Andrea Kimi Antonelli anche nel suo imprevisto finale, le gerarchie in casa Mercedes hanno assunto contorni assai più definiti.

    Ne è stata un’eloquente testimonianza l’istantanea catturata sul podio della corsa: al fianco del talento bolognese si stagliava infatti la figura di Toto Wolff, raggiante per il successo del suo pilota.

    Una presenza significativa e sorprendente, quella del team principal, che sembra suggellare il patto di fiducia che lega Antonelli al manager viennese, suo convinto sostenitore anche nei frangenti più insidiosi.

    Il messaggio per George Russell sembra chiaro: la squadra punta tutto su Kimi e, qualora il britannico non dovesse trovare il riscatto, dovrà definitivamente rinunciare al sogno iridato.

    A separarlo dal suo compagno di squadra, in classifica, sono già 68 punti: il nativo di King’s Lynn sta infatti inciampando più volte in questo inizio di stagione. E la netta differenza di passo registrata nella corsa di Monte-Carlo – seppur sporcata da traffico e penalità – costituisce un’ulteriore batosta psicologica davvero difficile da assorbire.

    Sulle difficoltà del britannico è intervenuto proprio Toto Wolff, che, intervistato da Sky Sports F1 UK dopo la corsa, ha preferito fare da scudo e ridimensionare la portata della crisi:

    Conosco George da dieci anni, non vedo un paradigma negativo nelle sue performance. Sono passate soltanto due settimane dal Canada, possiamo contare su di lui. La stagione è lunga. L’anno scorso tutti dicevano che Piastri sarebbe stato campione, ma le cose sono andate diversamente”.

    Spostando l’attenzione su Kimi, Wolff ha commentato la sua scelta di salire sul podio, dosando poi orgoglio e prudenza sul fronte Mondiale:

    “Credo che non salissi su un podio da 10 anni. I ragazzi della squadra mi hanno spinto lì, dicendomi che quello era il mio posto e che dovevo esserci. Ma dopo ho pensato a George, voglio mantenere equilibrio emotivo nel team. Abbiamo sempre creduto in Kimi, sapevamo che gli sarebbe bastato un solo anno per vedere risultati straordinari. Adesso ha un bel vantaggio in classifica, ma manteniamo i piedi per terra”.

  • Albano: “ADUO a Mercedes? La pietra tombale su questo regolamento”

    Albano: “ADUO a Mercedes? La pietra tombale su questo regolamento”

    Nei concitati momenti che hanno seguito la bandiera a scacchi del Gran Premio di Monaco – che ha salutato la sontuosa prima vittoria di Kimi Antonelli sulla sua Mercedes W17 – sono trapelate le prime indiscrezioni riguardanti i team che rientreranno nel meccanismo ADUO.

    Da quanto emerso in via ufficiosa, il ranking dei costruttori di Power Unit – che, è bene ricordarlo, prende in considerazione solamente i dati provenienti dalla parte termica – vede Mercedes in ADUO con un deficit entro il 2% dalla migliore unità termica.

    Ferrari, Audi e Honda godranno di benefici maggiori, dato il più ampio distacco.

    Sorprendentemente, l’esordiente Red Bull Powertrains non è nominata in questa speciale classifica: se ne deduce quindi che rappresenti, al momento, lo stato dell’arte.

    Uno scenario sconvolgente, questo, che non rispecchia in alcun modo i complessi valori in campo che abbiamo potuto fin qui apprezzare e sul quale il competente analista Federico Albano si è recentemente espresso sui suoi canali social.

    Queste le sue condivisibili osservazioni sul sistema messo in campo dall’attuale regolamento:

    “I team rifiutarono una misurazione dei parametri dell’ADUO più complessa e completa. Il fatto che un motore che ha fatto due podi sia risultato migliore di quello che ha vinto tutte le gare e tutte le sprint mette, per me, una pietra tombale su come è stato scritto questo regolamento e dovrebbe far aprire gli occhi a qualcuno su quanto sia dannoso per uno sport dare ai partecipanti il diritto di veto sulle regole, nonché usare parametri semplicistici per decisioni complesse che spostano milioni di investimenti”.

    Albano riconosce pienamente la bontà del lavoro svolto dai tecnici di Milton Keynes, i quali, in tempi record, hanno saputo progettare, ingegnerizzare e costruire una Power Unit di livello assoluto, ma conclude evidenziando la realtà dei fatti con queste parole:

    “Che Red Bull abbia fatto un mezzo miracolo col motore si intuisce da inizio stagione – l’ho sempre messa al secondo posto, talvolta vicina a Mercedes, sotto quel profilo. Ma che Mercedes non sia la migliore motoristicamente, con quello che si è visto fin qui, non rispecchia la realtà”.

  • Hamilton: “Mi sono rialzato, ora posso dare la caccia a Kimi e vincere il Campionato”

    Hamilton: “Mi sono rialzato, ora posso dare la caccia a Kimi e vincere il Campionato”

    La tanto attesa prima vittoria della stagione 2026 della Scuderia Ferrari è ufficialmente rinviata a data da destinarsi: sull’asfalto di Monaco, apparentemente territorio di caccia delle due SF-26, il dominio annichilente di Antonelli non è mai stato messo in dubbio da nessuno, nemmeno dai due Alfieri della Rossa.

    L’unica vettura del Cavallino Rampante giunta al traguardo è quella di Hamilton, autore di un ottimo fine settimana, il quale gli è valso il secondo podio consecutivo dopo quello arpionato a Montreal.Il sette volte iridato, scattato dalla terza casella della griglia, è balzato subito alle spalle del Poleman Antonelli, a causa di un problema di affidabilità riscontrato sin dalla partenza da Verstappen.

    Da quel momento, il nativo di Stevenage ha dovuto lottare con la gestione degli pneumatici e con una penalità di 5 secondi inflittagli per aver superato il limite di velocità in Pitlane, scontata al pit stop aggiuntivo sfruttato in regime di Safety Car provocato dall’incidente di Stroll.

    La sanzione ha messo in seria discussione il piazzamento del ferrarista, incalzato fino all’ultimo cambio gomme dal compagno di squadra; dopo la ripartenza nel finale del Gran Premio, Hamilton non è mai riuscito a impensierire l’alieno Antonelli, gestendo fino alla bandiera a scacchi un secondo posto che rappresenta il risultato massimo per il 44, il quale sale sul podio di Monte-Carlo per l’ottava volta in carriera, eguagliando il mitico Ayrton Senna

    .Al termine della corsa il britannico, intervistato ai microfoni di Dazn Espana, ha manifestato una ritrovata fiducia, dichiarando di poter ancora ambire alla vittoria del Mondiale:

    Qualche gara fa mi sono detto di continuare a credere in me stesso. È stato uno dei momenti più difficili della mia vita. Dovevo riscoprirmi e rialzarmi. È incredibile. Abbiamo una gara la prossima settimana. Quindi, forza, manca ancora molto alla fine del campionato: non è finita e ora mi trovo in una posizione in cui posso dare la caccia a Kimi; non avrei mai pensato di trovarmi in questa posizione a questo punto. Quindi, devo fare in modo che la squadra sia con me e che si possa continuare a lottare lì davanti.”

  • Antonelli: “La pole? Sono riuscito a mettere tutto insieme, ma con Max è stata dura” 

    Antonelli: “La pole? Sono riuscito a mettere tutto insieme, ma con Max è stata dura” 

    Avevamo lasciato Andrea Kimi Antonelli davanti a tutti – in Canada, sul gradino più alto del podio, a torreggiare su due pluri-Campioni del Mondo del calibro di Max Verstappen e Lewis Hamilton – ed è ancora davanti a questi ultimi che lo abbiamo ritrovato ieri al termine delle qualifiche del Gran Premio di Monaco.

    Il giovane pilota italiano della Mercedes ha saputo agguantare la pole position tra le insidiose curve del Principato al termine di un tiratissimo Q3.
    Il distacco di soli 43 millesimi che lo separa dalla Red Bull di Verstappen non esprime completamente la grandezza dell’impresa, se non si tiene conto della differenza di esperienza tra l’alfiere Mercedes – alla sua seconda apparizione a Monaco – e i ben più navigati piloti che ha saputo tenersi alle spalle.

    Grande la soddisfazione espressa da Antonelli al termine della sessione, confermata dal volto raggiante con il quale si è presentato alle interviste a caldo, nelle quali ha dichiarato:

    “È stato un giro nel quale sono riuscito a mettere tutto insieme, ma è stata tiratissima con Max perché credo che nel primo tentativo fossimo separati soltanto da un millesimo. Mi sono reso conto però che l’ultimo giro era buono, sono molto contento e devo un enorme ringraziamento al team”. 

    Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia ha dichiarato di aver fatto un giro molto speciale e pulito, ammettendo però di essere sorpreso di aver conquistato la pole position:

    “Ieri è stato complicato ed ero preoccupato dopo le FP2, ma abbiamo stravolto il set-up e da stamattina mi sono sentito subito a mio agio. La W17 non è semplice da guidare, ma abbiamo fatto un enorme passo avanti”. 

    Al talento bolognese, Jenson Button ha chiesto se avesse vissuto il suo giro di qualifica come lo viveva il suo idolo Ayrton Senna – ovvero come un’esperienza quasi mistica – ma Antonelli ha elegantemente declinato ogni paragone dichiarando:

    “Monaco porta con sé le qualifiche più intense dell’anno e ci vuole un impegno enorme. Devi avvicinarti sempre più al limite e ai muretti per trovare gli ultimi due decimi. Trovare la fiducia non è facile, ma mi sono sentito bene fin da stamattina. Sono davvero felice”. 

  • Verstappen: “In partenza attenzione alle Ferrari, hanno sempre ottimi spunti”

    Verstappen: “In partenza attenzione alle Ferrari, hanno sempre ottimi spunti”

    Tra le tortuose vie del Principato di Monaco il manico del pilota fa spesso la differenza, e non a caso al termine delle qualifiche andate in scena ieri è emerso il solito Max Verstappen, capace di artigliare la seconda piazza in griglia a pochi centesimi dalla pole position del superlativo Antonelli.

    Il quattro volte iridato è stato autore di un giro pazzesco, con il quale ha sfiorato la partenza al palo nell’appuntamento più prestigioso dell’anno.

    Un risultato notevole se si considera che la RB22 gli ha regalato finora pochissime soddisfazioni, ma che tra le strade del Principato sembra aver trovato un buon livello di competitività, complice anche il quinto posto centrato dal compagno di squadra Hadjar.

    Che il fuoriclasse olandese sia pronto a sferrare la zampata appena si presenta l’occasione non costituisce una novità.

    Sarà interessante scoprire come proverà a sfruttare ogni minimo spiraglio per balzare in testa poiché Verstappen non si accontenterà della seconda posizione, nonostante le pochissime opportunità di sorpasso offerte dal tracciato monegasco.

    Nelle interviste di rito concesse a caldo, il pilota è apparso soddisfatto per la prima fila conquistata:

    Se qualcuno ieri mi avesse pronosticato una mia prima fila in qualifica, avrei accolto favorevolmente la previsione. Fino a questa mattina avevamo qualche problema con la macchina, e per questo arrivare a giocarsi la pole è stato molto positivo”.

    In vista della corsa, l’olandese ha mostrato un approccio più prudente, concentrandosi sulle possibili insidie che potrebbero arrivare alle sue spalle:

    “Partire con queste macchine è molto complesso, e dietro di noi abbiamo le due Ferrari che solitamente hanno sempre buoni spunti. Staremo a vedere cosa accadrà domani. Intanto mi godo questa giornata, soprattutto perché non è mai facile ottenere un buon tempo con queste vetture, viste le differenze di erogazione di potenza tra i vari punti del tracciato, e a Monaco è ancor più complesso, ma quando concludi un giro al limite è sempre appagante”.

  • Hamilton: “Volevo la pole, ma la monoposto è peggiorata drasticamente rispetto a ieri”

    Hamilton: “Volevo la pole, ma la monoposto è peggiorata drasticamente rispetto a ieri”

    Dopo una prima giornata all’insegna dell’ottimismo e della fiducia, nel magico sabato del Principato di Monaco in casa Ferrari sono emersi i primi dubbi sulla reale capacità di recitare un ruolo da assoluta protagonista: perplessità che hanno poi trovato conferma nella sessione di qualifiche, conclusa con la terza posizione di Lewis Hamilton, immediatamente seguito da Charles Leclerc.

    Un verdetto discreto, che lascia però un profondo senso di amaro in bocca per aver annientato le speranze dei tifosi e degli uomini in rosso di poter artigliare una prima fila che, alla vigilia, sembrava decisamente alla portata.

    Dopo le prime due sessioni di libere, infatti, la SF-26 ha iniziato a perdere lo splendido smalto di inizio week-end già nelle FP3, per poi cedere definitivamente il passo alla Mercedes di Andrea Kimi Antonelli e alla Red Bull di Max Verstappen.

    Per il sette volte iridato si conferma, in ogni caso, un ottimo stato di forma e un feeling solido con la monoposto, ribadito anche tra i muretti e le insidie di una pista unica come quella di Monte Carlo.

    Al termine della qualifica più adrenalinica della stagione, Hamilton ha cercato di analizzare l’andamento della vettura del Cavallino Rampante durante le varie sessioni, evidenziando, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, una parabola discendente che lo ha lasciato interdetto:

    Se pensavo di poter fare la pole? Sì, ma credo che gli altri abbiano fatto un passo avanti rispetto a ieri. In Mercedes hanno ammorbidito parecchio la vettura e si sono avvicinati, mentre noi in qualche modo abbiamo fatto un passo indietro. In realtà non abbiamo cambiato nulla di sostanziale, per cui non so cosa sia successo. Già le FP3 non erano state fantastiche, ma almeno eravamo abbastanza veloci. Nelle qualifiche, invece, le sensazioni della monoposto erano completamente diverse. Non so se anche Charles ha riscontrato le stesse problematiche. Io ho dovuto di continuo apportare modifiche all’ala anteriore, togliendo carico di continuo: è stato tutto un po’ strano“. 

  • Leclerc: “Se risolveremo i problemi ai freni, quella di domani sarà una giornata migliore”

    Leclerc: “Se risolveremo i problemi ai freni, quella di domani sarà una giornata migliore”

    La prima giornata dell’inimitabile Gran Premio di Monaco ha confermato i pronostici della vigilia: la Ferrari c’è, è solida e si candida, senza mezzi termini, al ruolo di favorita.

    A certificarlo sono le seconde prove libere, che hanno visto Lewis Hamilton strappare la miglior prestazione, tallonato da Charles Leclerc a soli 111 millesimi di distacco.

    La SF-26, d’altronde, ha già dimostrato in questa prima parte di stagione di disporre di un telaio eccellente – probabilmente il punto di riferimento del lotto – pagando dazio quasi esclusivamente nei lunghi rettilinei per via del gap motoristico nei confronti di Mercedes e Red Bull.

    Le stradine del Principato, strette e spietate, stanno quindi esaltando le doti native della Rossa, premiandone l’ottimo carico aerodinamico e una straordinaria efficienza meccanica, cruciale per scaricare a terra ogni singolo cavallo in trazione.

    Ma se da un lato il sette volte iridato sta dando continuità alle ottime sensazioni mostrate a Montreal, dall’altro il padrone di casa, pur firmando crono di assoluto rilievo, è sembrato ancora alla ricerca della simbiosi perfetta con la sua monoposto.

    Le difficoltà del numero 16 appaiono comunque circoscritte alla sola fase di frenata, così come accaduto in Canada, un dettaglio su cui gli ingegneri del Cavallino dovranno lavorare sodo nelle prossime ore.

    Al termine della giornata, Leclerc ha analizzato quanto accaduto in pista come segue ai microfoni di Sky Sports F1 UK:

    Oggi è stato molto difficile. Stiamo affrontando un bel po’ di problemi con i freni dal mio lato, quindi stiamo cercando di risolverli. È molto specifico quello che abbiamo ed è un problema simile a quello avuto in Canada. Abbiamo alcune idee per migliorare la situazione, non siamo ancora riusciti a trovare una soluzione chiara, ma spero che ci riusciremo per domani. Di conseguenza la fiducia non è al massimo livello al momento, ma a parte questo quella di Monaco è una pista che amo e sono sicuro che, se risolveremo questi problemi per domani, sarà un bel passo avanti. Alla fine, non è stata una giornata disastrosa, ma Max e Lewis sono stati molto forti. Non sono preoccupato, ma sarà una qualifica difficile“.

  • Leclerc: “Il rinnovo? Non di solo amore si tratta. Credo nel progetto tecnico”

    Leclerc: “Il rinnovo? Non di solo amore si tratta. Credo nel progetto tecnico”

    Il fine settimana che invade e paralizza le strade del Principato dal secolo scorso ha sempre rappresentato un appuntamento col cuore per Charles Leclerc, cresciuto inseguendo con lo sguardo dalla propria abitazione quella monoposto dipinta di rosso le cui redini, come promesso a papà Hervé, negli anni successivi sarebbero state attratte dalle sue mani come una preda col suo cacciatore.

    A rendere ancora più speciale l’edizione corrente del Gran Premio di Monaco, però, ci ha pensato il rinnovo firmato dal padrone di casa con la Ferrari nella giornata di ieri, precedendo di poche ore l’avvio di un turbinio di emozioni e impegni che il monegasco potrà ora affrontare con la consapevolezza di essere ancora saldamente legato al suo fedelissimo Cavallino.

    Ma la volontà di rimanere alla corte di Fred Vasseur, come ha spiegato lo stesso numero 16 ai microfoni di Motorsport.com, non è scaturita da una semplice promessa di amore eterno, bensì da una rinnovata fiducia nei confronti di una vettura e di un team che, nonostante le copiose ed evidenti difficoltà degli ultimi anni, a detta dell’alfiere è in cammino verso l’agognato successo:

    “Credo che ogni rinnovo venga sempre valutato con la dovuta attenzione e, in questo caso, non è stato diverso rispetto ai precedenti. L’aspetto principale è credere nel progetto. Per quanto riguarda l’amore che provo per questa squadra, non è più qualcosa che devo mettere in discussione, quindi da quel punto di vista non ho dovuto riflettere molto. Abbiamo visto soluzioni inedite sulla monoposto e questo mi ha dato ulteriore fiducia, convincendomi che questa è la squadra con cui voglio stare”.

    Interrogato sulla possibilità che le avances delle scuderie rivali abbiano potuto interferire con il processo di rinnovo del contratto con la Rossa, Leclerc non ha scelto mezze parole per ribadire la propria presa di posizione: nessuna tentazione è mai stata tanto forte da intaccare la sua ferrea volontà di riportare il mondiale in Italia.

    “Non ho mai valutato davvero delle alternative. Sicuramente ci sono state delle conversazioni, anche perché dopo dieci anni in questo paddock si creano relazioni che vanno oltre il semplice ambito professionale. Per quanto mi riguarda, e ci tengo a dirlo, ciò che volevo fare è sempre stato molto chiaro: quello che voglio è vincere, l’ho sempre detto, e ciò che desidero davvero è vincere in rosso. Questo rinnovo nasce con l’obiettivo di riportare la Ferrari in alto”.

  • Leclerc: “Mondiale aperto, non ho mai visto una Ferrari così spinta al limite”

    Leclerc: “Mondiale aperto, non ho mai visto una Ferrari così spinta al limite”

    Il ritorno della Formula 1 tra i muretti del Principato di Monaco riaccende inevitabilmente i riflettori sul rapporto tra Charles Leclerc e le strade che lo hanno visto crescere.

    Non è solo una questione di appartenenza geografica, ma di un bilancio sportivo ancora in sospeso, sospeso tra giornate indimenticabili (come la vittoria colta il 26 maggio 2024) e altre in cui il risultato ambito è sfuggito amaramente.

    In un fine settimana che per caratteristiche tecniche potrebbe finalmente permettere alla SF-26 di annullare il gap motoristico e sfidare apertamente il primato Mercedes, il pilota numero 16 ha affidato a La Gazzetta dello Sport un’analisi lucida sulle prospettive di un Mondiale che considera ancora del tutto in gioco:

    Considero tutto aperto. Una stagione come quella che stiamo vivendo, con un nuovo regolamento tecnico, permette ai team di avere una curva di sviluppo molto ripida. Nelle prime gare abbiamo scoperto tanto della nostra vettura, per poi lavorare a Maranello per sviluppi importanti. Lo scorso anno ci ha insegnato quanto le gerarchie possano cambiare velocemente”.

    Nonostante una W17 capace di imporre il proprio ritmo in questa prima fase del campionato, Charles non mostra timori reverenziali e ribadisce la convinzione che le Frecce d’Argento non siano inattaccabili:

    “Questa stagione può andare in tutte le direzioni e il Mondiale è davvero ancora aperto. Dobbiamo continuare a lavorare nel modo giusto e non perdere l’entusiasmo, soprattutto all’interno del team”.

    Oltre alle ambizioni iridate, Leclerc ha voluto evidenziare la trasformazione interna vissuta dalla Gestione Sportiva, sottolineando come il progresso tecnico sia supportato da una metamorfosi nell’approccio alle corse che sembra aver colmato le lacune del passato:

    “Non penso di aver mai visto la squadra così al limite. C’è una mentalità aggressiva che mi piace molto, in ogni aspetto: la produzione, l’innovazione, i rischi che ci siamo presi. L’altro aspetto diverso che percepisco è quello della calma: vogliamo i risultati però allo stesso tempo c’è una lucidità nel gestire il tutto che qualche stagione fa non avevamo”.