Categoria: Daily News

  • Verstappen ha scoperto un trick in GT3 che ha lasciato a bocca aperta Juncadella

    Verstappen ha scoperto un trick in GT3 che ha lasciato a bocca aperta Juncadella

    Nonostante la squalifica post-gara della Mercedes-AMG GT3 #3 del team Winward, le performance sfoderate da Max Verstappen nella NLS2, tra le pieghe del Nordschleife, sono rimaste impresse negli occhi di chi quella pista la mastica da una vita.

    Il veterano di casa Audi, Christopher Haase, aveva già espresso il suo stupore per come Verstappen fosse riuscito a tallonarlo nelle sezioni ad alta velocità senza perdere carico aerodinamico.

    Ora, a rincarare la dose è il suo compagno di squadra Daniel Juncadella, che ai microfoni di Motorsport.com ha rivelato un retroscena quasi mistico sul modo in cui l’olandese gestisce l’aria sporca:

    “È stato impressionante vedere quanto velocemente abbia capito come stare così vicino a Christopher. Era la sua prima volta in un duello del genere con una GT3 su questa pista. In realtà ha fatto qualcosa di molto speciale di cui abbiamo parlato dopo la gara. È un accorgimento a cui non avrei mai pensato io stesso, nonostante guidi auto GT da moltissimo tempo”.

    Il pilota spagnolo ha però deciso di non rivelare i dettagli tecnici della scoperta di Max, preferendo mantenere un vantaggio in vista della 24 Ore del Nurburgring:

    “Non vi dirò di cosa si tratta, preferisco tenermelo per me. È un gran bel trucco che ha scoperto. Forse ve lo racconterò un giorno”.

    Secondo Juncadella, la superiorità di Verstappen non risiede solo in una tecnica di guida specifica, ma in una forza mentale fuori dal comune:

    “Non si tratta tanto del suo stile di guida, è la pura fiducia che ha nel calarsi in un’auto che conosce appena, su una pista che richiede un’autostima assoluta. È stato sul ritmo fin dalle libere del venerdì e lo ha confermato in gara”.

    Per Juncadella, il segreto della transizione senza sforzo di Verstappen risiede nelle migliaia di ore trascorse nelle corse virtuali, che gli hanno conferito una capacità di lettura delle situazioni superiore:

    “La sua esperienza nel simracing gli dà un enorme vantaggio. Attraverso tutte quelle gare online, capisce esattamente come lottare contro gli altri e come leggere le situazioni prima ancora che accadano. Dimostra solo quanto sia appassionato di corse”.

  • Red Bull, Waché a serio rischio. Il tecnico francese aveva gonfiato il petto in inverno

    Red Bull, Waché a serio rischio. Il tecnico francese aveva gonfiato il petto in inverno

    La stagione 2026, nelle menti e nei cuori degli uomini di casa Red Bull, ha sempre rappresentato una sfida tanto affascinante quanto complessa.

    Per la prima volta, infatti, la scuderia di Milton Keynes si sarebbe presentata ai nastri di partenza di un Mondiale di Formula 1 con una monoposto animata da una Power Unit realizzata in completa autonomia.

    E così è stato.

    In occasione dei test pre-stagionali, in Spagna prima e in Bahrain dopo, la RB22 è scesa in pista sfoggiando il risultato del duro lavoro portato a termine dalla nuova divisione RBPT, Red Bull Powertrains: un propulsore in grado di sorprendere appassionati e addetti ai lavori con performance che in pochi si aspettavano da una squadra impegnatasi per la prima volta in prima persona sul fronte motoristico.

    Nessuno, allora, si sarebbe aspettato che a deludere le aspettative di Max Verstappen e Isack Hadjar sarebbe stato il telaio, rivelatosi nei mesi successivi il vero tallone d’Achille della RB22.

    La Red Bull, ad oggi, deve fare i conti con diversi chili di troppo – si parla di addirittura 12 kg di sovrappeso – e con una guidabilità semplicemente non all’altezza, tanto da portare diversi insider a ritenere la monoposto di Milton Keynes inferiore a quella sviluppata dalla scuderia satellite Racing Bulls.

    Una macchia, questa, che, stando a quanto riportato da F1 Insider, avrebbe messo pericolosamente a rischio la posizione dell’attuale direttore tecnico, Pierre Waché, il quale nel corso dell’inverno si sarebbe vantato di aver dato vita ad una vettura addirittura un secondo più veloce di quella dei “cugini” di Faenza.

    Alla luce delle prestazioni a dir poco inconsistenti confezionate nei primi tre appuntamenti del calendario, a Miami ci si aspetta quindi una forte reazione da parte della Red Bull, con un importante pacchetto di aggiornamenti atteso per quell’occasione.

    Da esso, secondo F1 Insider, potrebbe dipendere il futuro del tecnico francese: se gli upgrade dovessero rivelarsi un ulteriore fallimento, potremmo assistere ad un inaspettato terremoto all’interno dei box della compagine anglo-austriaca.

  • ADUO, Ferrari entro la soglia del 4%. Il nuovo ICE dovrebbe debuttare a Luglio.

    ADUO, Ferrari entro la soglia del 4%. Il nuovo ICE dovrebbe debuttare a Luglio.

    L’entrata nel vivo della stagione 2026 porta con sé la prima verifica dei parametri ADUO, il meccanismo di bilanciamento delle prestazioni previsto dal regolamento per livellare i valori in campo tra i costruttori.

    Sulla base dei dati raccolti nei primi tre Gran Premi, secondo quanto appreso dagli affidabili e sempre puntuali colleghi di AutoRacer.it, Ferrari, Audi e Honda dovrebbero confermarsi all’interno della soglia del 4% di distacco rispetto al riferimento Mercedes, condizione che permetterà loro di attivare le opzioni di sviluppo supplementari stabilite dalle norme vigenti.

    A Maranello la pianificazione segue una linea di estrema prudenza: sebbene il deficit dell’attuale motore endotermico sia noto agli ingegneri, la rotazione delle Power Unit non subirà strappi: la seconda unità manterrà le specifiche attuali, mentre il primo vero aggiornamento tecnico è atteso per la terza unità (PU3).

    Il debutto di un ICE evoluto, mirato a incrementare la potenza e migliorare l’efficienza termica, è dunque previsto non prima del mese di Luglio, subordinato al responso ufficiale della FIA sui valori medi dopo la sesta gara stagionale.

    Se la Mercedes gode attualmente di un vantaggio stimato in circa 30 cavalli, il team di Brackley deve però fare i conti con i vincoli del budget cap, avendo già allocato gran parte delle risorse sullo sviluppo iniziale.

    Uno scenario opposto a quello della Red Bull, analizzato da Cristiano Sponton nell’articolo in questione, dove l’ottimo livello dell’endotermico – paragonabile a quello Mercedes – rischia di diventare un limite politico: non essendo il motore l’origine della crisi tecnica di Milton Keynes, il team potrebbe non avere accesso ai permessi di sviluppo garantiti dal sistema ADUO, restando di fatto escluso dai benefici regolamentari di cui godranno i diretti concorrenti.

  • Komatsu spinge Bearman ancora più in alto: “È impressionante. E non vedo ancora il suo limite”

    Komatsu spinge Bearman ancora più in alto: “È impressionante. E non vedo ancora il suo limite”

    In casa Haas, il nome di Oliver Bearman non è più soltanto quello di un giovane da accompagnare.

    Dopo l’inizio della stagione 2026, Ayao Komatsu ha scelto parole che spostano l’asticella delle aspettative e, insieme, spiegano perché il team continui a puntare con tanta convinzione sul pilota britannico.

    Grazie al settimo posto di Melbourne e al quinto di Shanghai, Bearman si è già garantito un avvio di spessore in questo nuovo ciclo tecnico.

    A sintetizzare il pensiero del team principal giapponese è una frase molto netta:

    “Davvero impressionante. Ma, a essere onesti, abbiamo fissato un obiettivo molto alto per Ollie, perché migliora ogni volta”.

    Non è soltanto un elogio alla prestazione immediata, ma una valutazione più profonda sul ritmo con cui Bearman continua ad assorbire esperienza per trasformarla in rendimento.

    Komatsu, infatti, insiste su un aspetto preciso: la completezza. La velocità pura del pilota cresciuto nella Ferrari Driver Academy, spiega, non è mai stata in discussione.

    Quello che oggi colpisce di più è il modo in cui Bearman riesce a imparare, a leggere il lavoro con il team e a crescere fuori dall’abitacolo con la stessa rapidità mostrata in pista:

    “Il modo in cui riesce a imparare e migliorare così rapidamente è parte di ciò che lo rende incredibile. Ha sempre avuto quella velocità impressionante, fin dal primo giorno. Ma il motivo per cui sono così entusiasta è che non vedo un suo limite”.

    Nel ragionamento di Komatsu rientra anche il percorso costruito nei mesi precedenti.

    Il riferimento al Messico 2025, definito “incredibile”, e il giudizio molto positivo sul lavoro svolto nei test pre-stagionali con un regolamento completamente nuovo servono a tracciare una linea di continuità:

    “Il modo in cui si è comportato nei test, al simulatore, fuori pista, è stato davvero ottimo”.

    La chiusura di Komatsu fotografa al meglio questo avvio di 2026:

    “Se guardi Melbourne e Shanghai, direi che è stato impeccabile. Brillante. E poi l’atteggiamento, il modo in cui lavora con gli ingegneri, l’esecuzione… quindi sì, sono molto, molto soddisfatto”.

    Per Haas, in altre parole, Bearman non è solo un talento evidente: è già una base tecnica e mentale su cui costruire il futuro.

  • Gasly: “Troppe critiche a questa Formula 1. Si sottovaluta il ruolo del pilota”

    Gasly: “Troppe critiche a questa Formula 1. Si sottovaluta il ruolo del pilota”

    Nonostante i motori spenti e i paddock mediorientali vuoti, in attesa dei correttivi regolamentari previsti all’orizzonte, questo mese di pausa forzata della Formula 1 si sta rivelando più febbrile che mai.

    Le settimane che precedono il Gran Premio di Miami sono cariche di tensione, scandite dalle attesissime riunioni della Federazione Internazionale, mentre tra gli appassionati serpeggia la speranza di ritrovare a maggio una classe regina capace di offrire nuovamente lo spettacolo adrenalinico che solo la massima categoria del Motorsport sa regalare.

    Eppure, tra le richieste di modifica e le discussioni più animate, c’è chi – pur riconoscendo la necessità di ritoccare le regole – si rifiuta di leggere la situazione esclusivamente in chiave negativa.

    Dopo la gara in Giappone, che lo ha visto protagonista di una lunghissima difesa contro Max Verstappen, Pierre Gasly si è presentato dinanzi ai media con un atteggiamento meno allarmato rispetto ai colleghi, sottolineando come i piloti, nonostante i vincoli imposti dalla gestione della batteria, possano ancora fare la differenza.

    A tal proposito, l’alfiere francese ha analizzato la situazione esprimendosi come segue:

    Credo che si tenda a sottostimare il ruolo del pilota. Quando affronti il primo settore a Suzuka e hai quel livello di aderenza, della batteria non ti importa un bel niente: devi comunque restare al limite estremo del grip che hai. Certo, concordo con i miei colleghi sulla gestione dell’energia, vediamo tutti le stesse cose e parliamo la stessa lingua. Vogliamo che questo sport sia al top e sono convinto che questa revisione del regolamento andrà nella direzione giusta. Sono sicuro che durante la pausa tutti daranno il massimo per riportare la Formula 1 al suo splendore“.

  • Krack: “Non serve fare pace con Honda, ma abbiamo una montagna da scalare”

    Krack: “Non serve fare pace con Honda, ma abbiamo una montagna da scalare”

    C’era grande attesa, nei mesi precedenti al via della stagione corrente, per la prima Aston Martin firmata dalla geniale matita di Adrian Newey.

    Tuttavia, le aspettative nei confronti della AMR26 sono drasticamente calate fin dai test di Barcellona e, successivamente, naufragate di fronte ai numerosi problemi tecnici che hanno tormentato il team di Lawrence Stroll in questo avvio di 2026, collezionando una serie di ritiri interrotta soltanto dall’opaco diciottesimo posto di Fernando Alonso a Suzuka.

    Proprio in Giappone Mike Krack, Chief Trackside Officer del team, ha voluto spegnere sul nascere le voci di una possibile tensione con Honda, legata alle recenti difficoltà della Power Unit.

    “Non c’era bisogno di fare la pace, perché abbiamo un buon rapporto. Abbiamo molto rispetto per Honda e abbiamo visto quanto lavoro è stato fatto sui problemi che stiamo affrontando. Per questo, per rispetto, abbiamo cercato in tutti i modi di finire la gara. Ne avevamo parlato prima, come abbiamo discusso durante la settimana e continueremo a farlo”.

    Krack ha poi concluso analizzando la situazione generale del team con sede a Silverstone:

    “Come squadra, non puoi autodistruggerti. Siamo in una situazione difficile e dobbiamo aggrapparci agli aspetti positivi degli ultimi tre mesi. Siamo andati a Barcellona a fine gennaio e da allora non abbiamo completato molti giri. Ora siamo riusciti a finire le gare, cosa che in Formula 1 dovrebbe essere la norma e non qualcosa da celebrare. Dobbiamo accettare la realtà in cui ci troviamo e lavorare per uscirne. Va dato merito a tutti: al personale in pista, a Sakura e anche a Silverstone, per la determinazione con cui abbiamo mosso questi primi passi. Purtroppo, non appena risolvi l’affidabilità, l’attenzione si sposta subito sulle prestazioni. Da questo punto di vista ci aspettano passi enormi: non piccoli progressi, ma salti davvero importanti. Dobbiamo sfruttare la pausa per compiere il primo, ma davanti a noi c’è una montagna da scalare. Nessuno sta festeggiando ma credo che, rispetto al modesto obiettivo che ci eravamo posti, una parte l’abbiamo raggiunta”.

  • Ferrari, ADUO in arrivo: la conferma arriva da Antonelli

    Ferrari, ADUO in arrivo: la conferma arriva da Antonelli

    Niente è più travolgente del senso di onnipotenza che porta con sé una striscia di risultati positivi all’interno dei confini in continuo e rapido cambiamento della classe regina e nessuno, più di chi è aggrappato al vertice della classifica iridata, ne teme l’altrettanto straordinaria fugacità.

    Ed è proprio nella culla creatasi dalla potente combinazione di queste due sensazioni che sembrano nascere le recenti rivelazioni che Kimi Antonelli ha riservato ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, rilasciate dopo essersi affermato in Giappone come il più giovane leader della lotta mondiale della storia della Formula 1.

    Ad infestare i deboli, prematuri sogni iridati del giovane pilota bolognese, dopo la lotta intestina intrattenuta con George Russell, sembra stia giungendo anche un’opprimente nube di rosso, che minaccia di accecarlo fin dal ritorno in pista previsto per il primo fine settimana del mese di maggio.

    Con l’annullamento degli appuntamenti in Bahrain e Arabia Saudita, infatti, l’eleggibilità del Cavallino Rampante a beneficiario dell’ausilio rappresentato dall’ADUO si è virtualmente ridotta nei suoi tempi d’attesa e si è trovata ad essere confermata dallo stesso alfiere delle Frecce d’Argento (anche se è doveroso sottolineare che da parte della Federazione Internazionale non è ancora giunto alcun comunicato ufficiale, ndr):

    “So che ci saranno dei cambiamenti grossi: anche l’ADUO che è stato concesso alla Ferrari per esempio, che gli consentirà di sviluppare il motore… Sicuramente si avvicineranno moltissimo, perché comunque la loro macchina va forte e quindi se riescono anche a migliorare il motore si avvicineranno ulteriormente”.

    Quello intrattenuto dalle dichiarazioni di Antonelli, però, rimane un gioco costruito su equilibri estremamente sottili: se da un lato, quindi, il pilota italiano è consapevole dell’ipotetico slancio tecnico di cui potrebbe rendersi protagonista la SF-26 nel futuro prossimo, altrettanto convincente è la sua fiducia nei confronti di una W17 che, almeno in queste battute iniziali della nuova stagione, altro non fa che rispondere ad ogni suo impercettibile comando.

    “Non sono preoccupato più di tanto: alla fine una volta che andrò in pista penserò a fare quello che ho fatto negli scorsi week-end. Poi sono sicuro che comunque anche noi porteremo aggiornamenti abbastanza importanti: la macchina va già forte e c’è una bella dinamica nel team, quindi non sono preoccupato più di tanto, ma sono consapevole che gli altri team arriveranno prima o poi”.

  • Patrese: “La F1 non può permettersi un ritiro di Verstappen”

    Patrese: “La F1 non può permettersi un ritiro di Verstappen”

    Al termine del Gran Premio andato in scena lo scorso fine settimana in Giappone, a tenere banco più di quanto non abbia fatto la lotta intestina di casa Mercedes per la vetta della classifica mondiale è stato il tornado mediatico scatenatosi dopo le ripetute allusioni di Max Verstappen ad un suo ritiro quantomai imminente.

    Ad alimentare il fuoco delle frecciate dell’alfiere olandese, non immune a passate dichiarazioni dalla simile valenza, ha contribuito anche e soprattutto l’incidente che ha avuto come protagonista Oliver Bearman, fortunatamente rimasto illeso nonostante il durissimo impatto a cui la sua vettura è stata costretta per non centrare la monoposto di Franco Colapinto, rallentata nettamente dalla necessità di recuperare energia come da nuovo regolamento.

    Una decisione, quella a cui ha fatto eco ripetutamente il quattro volte Campione del Mondo, che, come sottolineato da Riccardo Patrese ai microfoni di una piattaforma di scommesse sportive, scuoterebbe dalle fondamenta il mondo della classe regina, che senza il nativo di Hasselt perderebbe non solo uno dei grandi protagonisti del suo albo, ma anche una delle figure che attraggono più pubblico tra quelle in griglia:

    “Non possiamo perdere Max dalla Formula 1 perché è il pilota che rende lo spettacolo molto migliore: la Formula 1 non può permettersi di perderlo e i fan non possono permettersi di perdere Verstappen dallo spettacolo”.

    Parole, quelle dell’ex pilota italiano, che sembrano risuonare come un monito all’interno di questo scenario tutt’altro che rassicurante, infiammato da un carattere che Verstappen non ha mai mancato di dimostrare sia nei limiti del tracciato che quando si tratta di mandarle a dire ai vertici della Federazione Internazionale:

    “Max ha già tratto molta soddisfazione da ciò che ha raggiunto. Forse ora dirà: «Basta, ne ho abbastanza, vado a pescare!». Ha un carattere molto forte: se si arrabbia, potrebbe benissimo andarsene. Vediamo cosa propone la FIA per migliorare la situazione: spero che abbiano le soluzioni giuste per accontentare i piloti”.

  • Antonelli: “Italia senza Mondiali? Un peccato, io cercherò in ogni modo di rendere fiero il mio Paese”

    Antonelli: “Italia senza Mondiali? Un peccato, io cercherò in ogni modo di rendere fiero il mio Paese”

    La mancata qualificazione – per la terza volta consecutiva – al Campionato del Mondo da parte della Nazionale italiana di calcio ha inevitabilmente scatenato un’ondata di clamore nel nostro Paese.

    A far discutere ulteriormente sono state le dichiarazioni dell’ormai ex presidente della FIGC, Gabriele Gravina, il quale – durante la conferenza stampa in Bosnia successiva all’eliminazione – alla domanda di chi gli chiedeva perché altri sport italiani continuino a ottenere risultati di rilievo mentre il calcio arranca ha risposto in maniera piuttosto frettolosa:

    Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici “.

    Parole, queste, che hanno immediatamente innescato polemiche e reazioni nel mondo sportivo italiano.

    Tra ironia e provocazione, numerosi atleti hanno rivendicato il valore, i sacrifici e i successi ottenuti negli anni, sottolineando il peso delle loro discipline nel panorama nazionale.

    Sulla vicenda è intervenuto anche l’attuale leader del Mondiale di Formula 1, Andrea Kimi Antonelli, che ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, intervistato da Mara Sangiorgio, si è lasciato andare con una stoccata ironica:

    Tra l’altro noi facciamo uno sport da dilettanti “.

    Al di là delle polemiche, per il pilota bolognese resta l’amarezza per l’assenza dell’Italia al Mondiale di calcio, ma anche uno stimolo in più per portare in alto il tricolore in Formula 1:

    È un peccato che non andiamo ai Mondiali di calcio quest’anno. Penso positivo comunque: è un motivo in più per me per portare l’Italia ancora più in alto. Ho un bellissimo ricordo degli Europei vinti nel 2021: ero a Napoli, a Sarno, e dopo aver vinto una gara io e mia madre siamo corsi in macchina per tornare a casa il più velocemente possibile e guardare la finale. È stato un periodo bellissimo “.

    Mentre l’Italia del calcio si ferma, quella dello sport continua dunque a correre.

    E se il pallone cerca risposte, giovani talenti come Andrea Kimi Antonelli tengono viva la bandiera, ricordando a tutti che l’orgoglio azzurro non si spegne: cambia semplicemente campo.

  • Hill avvisa Verstappen: “Minacce inutili, non puoi sempre ottenere quello che vuoi”

    Hill avvisa Verstappen: “Minacce inutili, non puoi sempre ottenere quello che vuoi”

    “You can’t always get what you want”, recita il ritornello dell’omonimo singolo inciso dai Rolling Stones, schiaffeggiandoci con un monito tanto severo quanto saggio.

    “Non puoi sempre ottenere ciò che vuoi”, canta instancabile, ricalcando quelle stesse parole con cui, ai microfoni della BBC, l’ex pilota e campione Damon Hill si è indirettamente rivolto a Max Verstappen.

    In questo caso, però, il tono utilizzato è senza dubbio più caustico che paterno o affettuoso.

    “Se dice ciò per influenzare il modo in cui le cose stanno andando, non funzionerà”, ha proseguito, riferendosi a come l’olandese stia suggerendo che soltanto una radicale revisione dei regolamenti del 2026 scongiurerebbe un suo eventuale addio alla classe regina.

    Dopo aver criticato aspramente le nuove monoposto – colpevoli di premiare l’artificialità della gestione energetica a scapito dell’istinto del pilota – il cinque volte iridato ha infatti manifestato pubblicamente la volontà di porre fine alla propria carriera in Formula 1.

    Dichiarazioni che molti – Hill compreso – hanno letto come il perno di una strategia volta a indirizzare il dibattito sul futuro della categoria, sfruttando tutto il peso specifico che il nome Verstappen porta con sé.

    Non a caso, Hill ha liquidato questa possibile chiave di lettura con parole lapidarie:

    È tutto inutile, le persone gli diranno: «Max, vattene e torna quando avrai riflettuto un po’». È molto semplice”.

    Al netto di quanto ci sia di calcolato in questa mossa, però, l’insofferenza espressa dall’olandese si inserisce in una riflessione più ampia, condivisa da chi osserva con crescente scetticismo una Formula 1 sempre più costruita attorno alla gestione e all’artificio.

    Una categoria bella di una bellezza vuota, spoglia di quell’anima ruvida e imprevedibile che per anni ne aveva rappresentato la parte più autentica, sacrificata sull’altare dello spettacolo.
    Hill, dal canto suo, ha insistito su una lettura più personale della vicenda:

    Max non è costretto a correre. Inoltre, è diventato papà da poco e ha corso in Formula 1 per molto tempo. Arriva per tutti un momento in cui la propria passione perde un po’ di attrattiva. Forse ha bisogno di una pausa.