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  • Russell: “È un momento difficile, qualcosa non sta andando nel verso giusto”

    Russell: “È un momento difficile, qualcosa non sta andando nel verso giusto”

    Il tracciato di Montreal si è dimostrato un vero campo di battaglia per i due piloti della Mercedes, capaci di duellare con carattere e di spingersi al limite, prima che un guasto sulla W17 di George Russell congelasse la sfida, costringendo quest’ultimo alla resa.

    Il britannico, proprio nel momento clou della lotta con Andrea Kimi Antonelli, è infatti stato appiedato da un improvviso problema alla sua Power Unit – la cui origine è ancora da chiarire – e una volta parcheggiata la monoposto si è lasciato andare a un momento di sfogo a dir poco emblematico.

    Si è trattato di una vera e propria doccia fredda per il numero 63, già sottoposto da settimane al pressing psicologico e prestazionale del giovane italiano, che ora si ritrova a dover rincorrere nel Mondiale con un pesante passivo di 43 punti in Classifica Piloti.

    Rientrato nel paddock ancora visibilmente scosso, Russell non ha nascosto la sua profonda amarezza per quanto accaduto, esprimendosi come segue:

    Non me ne va una giusta al momento. Sarebbe sicuramente stato meglio se mi fosse successo a Miami, quando ero sesto, o in altre occasioni, e non a Montreal quando ero primo. C’è qualcosa che non sta andando nel verso giusto per me. Non voglio augurare sfortuna a qualcun altro, vorrei solo lottare e giocare le mie carte equamente, avendo le stesse opportunità. Al momento, la fortuna non è dalla mia parte“. 

  • Hamilton: “La gara? Sono ottimista. La macchina è messa bene”

    Hamilton: “La gara? Sono ottimista. La macchina è messa bene”

    Le qualifiche del Canada hanno lasciato a Lewis Hamilton un buon feeling con la Ferrari SF-26, ma anche la consapevolezza di non avere ancora il passo dei rivali.

    Il pilota britannico ha infatti fatto registrare il quinto tempo, mentre il compagno di squadra, Charles Leclerc, si è dovuto accontentare dell’ottava casella della griglia.

    Il sette volte Campione del Mondo è apparso più a suo agio con la SF-26 rispetto al monegasco, eppure, nonostante le sensazioni positive, Lewis non è riuscito ad andare oltre la terza fila.

    Al termine della sessione, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Lewis ha risposto alla domanda se si aspettasse qualcosa in più in termini di prestazione pura, visto il feeling con la macchina:

    “Nel Q1 così e così ed erano delle gomme usate. Nel Q2 sono partito bene e sapevo di poter anche migliorare leggermente, ma praticamente non ci sono riuscito. Sono partito male l’ultimo giro.”

    Archiviate le qualifiche, il focus ora si sposta sulla gara che scatterà alle 22:00 italiane. 

    La Ferrari spera di trovare un alleato nell’incognita pioggia, che potrebbe rimescolare i valori che sull’asciutto appaiono molto definitivi, soprattutto per quanto riguarda Mercedes.

    “Possibilità per domani e condizioni atmosferiche? Sono ottimista. Non so cosa aspettarmi per domani. Bisogna vedere quali saranno le condizioni. Questa sera lavoreremo duro. Se sarà bagnato dovremo ottimizzare alcune cose, ma la macchina è messa bene. Spero che la pioggia possa liberare il campo di gioco per tutti, quindi potrei andare un po’ meglio”.

  • Hamilton: “Molti mi danno per finito, ma io sto già programmando i prossimi anni. Non me ne vado”

    Hamilton: “Molti mi danno per finito, ma io sto già programmando i prossimi anni. Non me ne vado”

    Quando ti ritrovi sul tetto del mondo, a correre al fianco dei migliori fra tutti i piloti, basta un attimo di esitazione a confinarti nell’Ade degli sconfitti.

    È sufficiente scivolare nel più banale degli errori per essere etichettato come finito, per riaccendere quelle voci che con tanta fatica eri riuscito a soffocare, quelle che già tempo fa declamavano a gran voce sentenze sul tuo avvenire, sancendo un’imminente uscita di scena.

    Così è stato per Lewis Hamilton: il rendimento più opaco delle ultime gare ha finito per oscurare il brillante esordio del britannico, segnato dal primo podio in rosso conquistato nel secondo appuntamento della stagione, a testimonianza di un avvio decisamente più incoraggiante rispetto all’annata precedente.

    Eppure, quello che sembrava il preludio a un possibile riscatto si è presto interrotto, lasciando spazio ai vecchi fantasmi: sono infatti tornate a risuonare le voci che suggerivano un ritiro del veterano di Stevenage, ritenuto da alcuni ormai troppo avanti con gli anni per proseguire la sua carriera nella classe regina.

    Tuttavia, per Lewis la situazione è ben diversa: il britannico sente di star finalmente viaggiando in armonia con il suo team, del quale ha ormai assorbito ritmi e metodologie di lavoro. Un equilibrio nuovo, più stabile rispetto al passato recente, che ha riportato una certa serenità nel suo approccio ai fine settimana di gara.

    E, in questo contesto, un addio alla classe regina appare più lontano che mai.

    “Se i miei piani per la prossima stagione sono chiari? Ho ancora un contratto, quindi direi che tutto è perfettamente chiaro per me. Sono ancora concentrato, sono ancora motivato, amo ancora quello che faccio con tutto il mio cuore. Rimarrò qui per un bel po’, quindi abituatevi, ha spiegato il quarantunenne britannico nel corso della conferenza stampa del Canada, senza mancare una frecciata a chi ha messo in dubbio la sua permanenza nel Circus. Ci sono molte persone che mi danno per finito, ma il ritiro non è nemmeno nei miei pensieri. Sto già pensando al futuro e pianificando i prossimi anni. Ho intenzione di restare qui ancora a lungo”, ha concluso.

  • Leclerc: “La pioggia potrebbe creare ulteriori problemi, ma cercheremo di sfruttarla”

    Leclerc: “La pioggia potrebbe creare ulteriori problemi, ma cercheremo di sfruttarla”

    O chiudo ottavo o la metto nel muro in Q3 “.

    Era stato tristemente profetico Charles Leclerc quando, sul finire del Q2, si era lasciato andare a questo team radio carico di frustrazione per una sessione di qualifiche complicata dall’inizio alla fine, in cui il monegasco aveva intuito sin da subito le difficoltà della sua SF-26.

    Alla fine, se da un lato la nota positiva è stata evitare l’errore e il contatto con le barriere, dall’altro il verdetto della pista è stato comunque severo: ottavo posto in griglia in vista di un Gran Premio del Canada che ora si prospetta tutto in salita e di difficile lettura.

    A pesare sulla prestazione del ferrarista, oltre a uno scarso feeling con il tracciato canadese, è stato anche il comportamento di una Rossa numero 16 parsa enigmatica già dalla giornata di venerdì, fattore che continua a sollevare più di un interrogativo sul reale stato di forma della monoposto di Maranello.

    È stato un week-end orribile ” – ha esordito un visibilmente insoddisfatto Leclerc ai microfoni di Sky Sport F1 Italia – “Speriamo che domani possa andare meglio, anche perché il feeling non può essere peggio di quello che ho avuto finora. Ho avuto zero feeling con la macchina, soprattutto per i problemi che abbiamo avuto ieri. Oggi li abbiamo risolti, però purtroppo in qualifica non abbiamo fatto le cose giuste sin dal Q1. Quello che mi serviva era fare degli out lap puliti ed essere nella finestra corretta della gomma per riprendere fiducia. In Q3 sono riuscito a mettere un po’ di più la gomma nella finestra giusta e lì ho ritrovato un minimo di fiducia, riuscendo a fare un ultimo giro accettabile, anche se comunque sono in P8, quindi accettabile non è neanche la parola giusta. È vero che come distacchi siamo tutti lì, però l’ottava posizione non è sicuramente abbastanza “.

    Incalzato da Mara Sangiorgio sulla possibilità di una gara bagnata, il monegasco ha preferito mantenere un approccio realistico, senza sbilanciarsi troppo sulle possibili opportunità offerte dalla pioggia:

    Penso che tutta la gara sia un grande punto interrogativo. Se guardo i problemi che abbiamo avuto finora, la pioggia potrebbe complicare ancora di più le cose. Però c’è chi dice che la pioggia è sempre un’opportunità e spero quindi che riusciremo a sfruttarla, anche se finora i miei problemi sono stati legati soprattutto alla temperatura “.

  • Ferrari, la SF-26 ha un telaio superlativo minato da una PU inadeguata

    Ferrari, la SF-26 ha un telaio superlativo minato da una PU inadeguata

    Il circuito di Montreal, che ospita il Gran Premio del Canada, rappresenta da sempre un banco di prova molto specifico per le vetture della massima serie.

    Come noto, il tracciato canadese si caratterizza per l’alternanza di lunghi rettilinei e chicane e per l’assenza di curve veloci, in cui si sfruttano efficienza e stabilità aerodinamica.

    Sono quindi indispensabili potenza e velocità di punta, ma anche stabilità in frenata, ottima trazione e un sistema sospensivo capace di aggredire i cordoli nei cambi di direzione.

    Entrambe le sessioni di qualifica hanno visto le prime quattro posizioni dello schieramento monopolizzate da vetture motorizzate Mercedes, con la prima delle due Ferrari a tre decimi.

    In questo scenario, l’analisi telemetrica del miglior giro di Russell e Hamilton in Q3, rivela come in ogni rettilineo Russell infligga circa tre decimi di distacco al sette volte Campione del Mondo della Ferrari, con velocità di punta mediamente superiori di 5 km/h.

    Questo distacco viene però recuperato apparentemente senza fatica in ognuna delle chicane della prima parte del circuito.

    Va inoltre sottolineato come la SF-26 di Hamilton fosse addirittura in vantaggio di circa un decimo al tornantino.

    Da questo punto in poi, tuttavia, la superiorità della Power Unit Mercedes diventa annichilente.

    Ma non è tutto.
    Metà dei tre decimi di distacco vengono inflitti sul rettilineo del traguardo – peraltro piuttosto breve – in cui la W17 di Russell transita fino a 10 km/h più veloce della monoposto italiana.

    Una possibile interpretazione è che la Power Unit Ferrari sia costretta a dare fondo a tutto il suo potenziale sul rettilineo precedente, riuscendo solo parzialmente a ricaricare la batteria nella staccata e nella percorrenza dell’ultima chicane.

    Mercedes, d’altro canto, sembra imboccare il rettilineo del traguardo con ancora una notevole quantità di energia disponibile.

    Il tracciato di Montreal ha quindi certificato impietosamente la notevole carenza di potenza della Power Unit Ferrari rispetto a Mercedes.

    Considerando anche la prestazione delle Haas – a stento entrate in Q2 – le qualifiche di Montreal hanno inquadrato la SF-26 come una monoposto davvero molto ben riuscita: sincera, dotata di ottima percorrenza e trazione in uscita dalle curve lente, ma equipaggiata, forse, con una delle Power Unit più carenti dell’intera griglia.

  • Vasseur: “Non siamo soddisfatti dei risultati delle qualifiche”

    Vasseur: “Non siamo soddisfatti dei risultati delle qualifiche”

    Le qualifiche del Gran Premio del Canada, specchio fedele di quanto già visto nelle sessioni Sprint, hanno emesso un verdetto limpido e spietato per la Ferrari.

    La SF-26, infatti, continua a confermarsi una monoposto eccellente dal punto di vista telaistico, ma penalizzata da un deficit di potenza cronico, capace di spegnere ogni velleità di gloria.

    I piloti della Rossa, dopo aver illuminato i primi due settori del tracciato di Montreal per tutto il week-end, si sono puntualmente inchinati alla dura legge del cronometro sul lungo rettilineo canadese.

    Il risultato? Un amaro quinto e un incolore ottavo posto in griglia, rispettivamente per Lewis Hamilton e Charles Leclerc.

    La mancanza di velocità di punta, tuttavia, rischia di non essere l’unica spina nel fianco del Cavallino in vista della gara. L’elevata probabilità di pioggia e il crollo delle temperature stanno rimescolando le carte, trasformando il muretto della Scuderia in una polveriera di strategie, nel tentativo di raddrizzare un fine settimana finora da dimenticare.

    A entrare nel merito della questione è stato Frederic Vasseur, il quale, al termine della giornata, si è espresso come segue:

    Non possiamo massimizzare una sessione con un quinto e un ottavo posto quando eravamo secondi nel primo tentativo. Lewis ha fatto un ottimo primo giro in Q3, mentre il secondo è stato più complicato. Charles, invece, sta avendo più difficoltà fin dall’inizio del week-end. Ieri aveva qualche difficoltà con i freni, oggi con la finestra di funzionamento degli pneumatici. Credo che sia una sfida per tutti, perché fa più freddo rispetto a un anno fa e abbiamo una mescola più dura. Partiamo da qui e vedremo domani. Le condizioni probabilmente saranno completamente diverse, sarà la prima volta che correremo con queste gomme e con questo regolamento in queste condizioni: sarà una sfida entusiasmante. Non so se questo giocherà a nostro favore oppure no. Dobbiamo concentrarci su quello che possiamo fare, su come reagire e anticipare la situazione, in modo da essere già pronti a tutto“.

  • Ripartizione 60/40, corsa contro il tempo: parti al lavoro per trovare un accordo di massima

    Ripartizione 60/40, corsa contro il tempo: parti al lavoro per trovare un accordo di massima

    Mentre il week-end del Gran Premio del Canada è in pieno svolgimento, è inevitabile che gli addetti ai lavori abbiano già la mente proiettata al 2027, soprattutto a seguito della volontà (Ferrari, Audi e Honda sono disponibili al dialogo nonostante il primo rifiuto) di modificare la ripartizione tra potenza termica ed elettrica a favore del termico già a partire dal prossimo anno.

    Lo spostamento dell’attuale bilanciamento verso una potenza per il 60% garantita dal motore a combustione interna sarebbe ottenibile aumentando il flusso di carburante, ma questo comporterebbe la riprogettazione non solo dei propulsori, ma anche dei telai, per ospitare serbatoi più capienti già per il 2027.

    Come riportato in un recente articolo apparso su The Race, questi interventi potrebbero rivelarsi troppo impattanti sul budget cap per alcuni team, e la FIA starebbe valutando tutte le ipotesi alternative, tra le quali l’accorciamento di alcuni giri per le gare più esigenti in termini di consumi.

    Alan Permane, team principal di Racing Bulls, ha confermato questo scenario ipotetico con queste parole:

    “Abbiamo raggiunto un accordo, quantomeno a livello di team principal, secondo cui, se qualcuno volesse mantenere il proprio telaio e il serbatoio non fosse abbastanza capiente per completare una gara da 310 km, allora potremmo valutare – solo dove assolutamente necessario – di accorciare alcune gare di uno o due giri e limitare a un solo giro il tragitto verso la griglia”. 

    In merito a quest’ultimo punto, Laurent Mekies, team principal Red Bull, ha auspicato decisioni celeri dichiarando:

    “Dal lato telaistico non credo ci siano particolari pressioni, ma permane tensione sul fronte delle Power Unit dal punto di vista delle tempistiche, ed è per questo che tutti stiamo cercando di convergere verso una soluzione il più rapidamente possibile”. 

  • Hamilton potrebbe restare in Ferrari almeno fino alla fine del 2028

    Hamilton potrebbe restare in Ferrari almeno fino alla fine del 2028

    “Penso che resterò qui per parecchio tempo, per cui vi conviene abituarvi”.

    È attraverso queste parole che, durante la conferenza stampa canadese, Lewis Hamilton aveva immediatamente rimandato al mittente le voci su un suo possibile ritiro.

    D’altronde, quando un campione del suo calibro inizia a mostrare i primi segni di debolezza – forse solo temporanei – la nostalgia degli appassionati per gli “anni d’oro” inizia a mescolarsi con il timore del capolinea, creando un corto circuito simile a quando si arriva alle ultime pagine di un romanzo travolgente.

    Ma l’imperativo impresso sulla sua pelle, quel “Still I Rise” diventato mantra generazionale, parla chiaro: rialzarsi sempre, finché scorre nel sangue anche solo una goccia di quella passione che lo ha proiettato sul tetto del mondo.

    Il 2026 del numero 44 è iniziato proprio sotto questo segno.

    Il sette volte iridato, seppur a sprazzi, è sembrato tornato a divertirsi in pista: il suo primo podio con la Ferrari in Cina, le battaglie con Charles Leclerc e la ritrovata ricerca del limite ne sono la prova lampante.

    Oltre alle prestazioni, dalla sua parte c’è anche una solida certezza contrattuale.

    Come rivelato da Martin Brundle, il pilota britannico stringe tra le mani una clausola esclusiva che gli riserva il diritto di prolungare di un biennio il matrimonio con la Rossa, restando così padrone assoluto del proprio destino.

    A tal proposito, vi riportiamo di seguito le parole del commentatore inglese di Sky Sport F1:

    Lewis si diverte molto di più con queste vetture rispetto a quelle a effetto suolo. Sembra più a suo agio e più felice. C’è sicuramente una ritrovata energia che non vedevamo da un anno o due. Ma dall’altra parte del garage ha Charles Leclerc, che è in ottima forma. Tuttavia, a quanto ho capito, Lewis ha un’opzione unilaterale a proprio favore anche per il 2028, se desidera rimanere alla Ferrari. Quindi, penso che ciò che sta dicendo nelle interviste sia una risposta a chi lo sta spingendo a ritirarsi. Lewis è fatto così, si trova in un’ottima posizione e non rinuncerà a tutto questo a meno che non sia costretto a farlo“.

  • Leclerc: “SF-26 piuttosto buona, ma dobbiamo risolvere i miei problemi ai freni”

    Leclerc: “SF-26 piuttosto buona, ma dobbiamo risolvere i miei problemi ai freni”

    Quattro vetture motorizzate Mercedes nelle prime quattro posizioni, con la Ferrari subito dietro a monopolizzare la terza fila.

    È questo il responso che ci ha consegnato la Sprint Qualifying del Gran Premio del Canada, che ha visto Mercedes e McLaren confermare tutto il loro potenziale, con la Rossa costretta a inseguire ma senza pagare un distacco troppo pesante dalla vetta, come invece lasciava presagire la vigilia.

    Mettendo da parte il quinto posto conquistato da Lewis Hamilton e il sesto fatto registrare da Charles Leclerc, infatti, il responso della pista canadese ha consegnato una SF-26 distante appena tre decimi dalle Frecce d’Argento: un gap che, viste le caratteristiche del circuito di Montreal, può rappresentare un segnale comunque incoraggiante per il team di Maranello.

    Tuttavia, tra gli aspetti negativi emersi nel corso della giornata, oltre al solito problema di competitività con la gomma rossa, c’è anche la questione legata ai freni, portata alla luce da un Charles Leclerc comunque apparso motivato nell’intervista rilasciata ai microfoni della Formula 1 nel post qualifiche:

    “Dobbiamo risolvere i problemi con i freni, altrimenti sarà un fine settimana molto lungo perché ogni volta entro nelle curve sperando di non finire a muro. Quindi sì, è il problema principale al momento. A parte questo, la macchina è piuttosto ok. Lewis è stato molto veloce questo fine settimana. Da parte mia, devo solo lavorare sulle sensazioni con i freni, e speriamo che potremo ribaltare la situazione domani

  • Hamilton: “Ho fatto bene a non utilizzare il simulatore, credo che continuerò a non usarlo”

    Hamilton: “Ho fatto bene a non utilizzare il simulatore, credo che continuerò a non usarlo”

    Grazie alla sua sconfinata esperienza sul tracciato di Montreal, Lewis Hamilton è tornato a mostrare il suo volto più competitivo, precedendo il compagno di squadra Charles Leclerc per l’intera prima giornata del fine settimana canadese.

    Il sette volte Campione del Mondo ha artigliato la quinta posizione nella Sprint Qualifying, tenendosi dietro il monegasco e fermandosi a soli 46 millesimi dalla terza piazzola di Lando Norris.

    Eppure, proprio l’ultimo assalto al cronometro – quello che ha decretato la griglia della Sprint Race – ha lasciato l’amaro in bocca al britannico. Appena montata la mescola più morbida per la SQ3, la SF-26 è apparsa improvvisamente più instabile, portando il nativo di Stevenage a commettere sbavature mai viste nelle sessioni precedenti.

    La prestazione del numero 44 resta, comunque, degna di nota, specie se paragonata al suo trend dall’approdo a Maranello.

    Dietro questo exploit si cela una filosofia d’altri tempi, quasi aliena per i piloti moderni: niente simulatore, solo preparazione fisica e mentale.

    Una scelta, la sua, che potrebbe non essere legata ai software della Rossa, ma che inevitabilmente riaccende i riflettori sui fantasmi della correlazione dati, un deficit cronico che già in passato ha frenato il Cavallino.

    Al termine della giornata, Hamilton ha voluto specificare questo “ritorno al passato” sulla preparazione ai Gran Premi, analizzando quanto accaduto come segue:

    È stata sicuramente la miglior sessione di qualifica degli ultimi tempi. Non so perché gli altri guadagnino così tanto nel Q3, forse è questione di motore. Comunque, sono contento di essere tornato in lotta, mi sono divertito tantissimo oggi. Inoltre, credo che non avendo lavorato al simulatore, mi sia sentito molto meglio una volta al volante. Forse seguirò questa strada per il resto dell’anno. Mi ha dato più benefici concentrarmi sull’allenamento e sulla squadra. Abbiamo lavorato tanto con la macchina, cercando stabilità ed equilibrio meccanico, mi sono trovata molto bene“.