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  • Hadjar: “Felice del quinto posto, ma ci manca proprio passo”

    Hadjar: “Felice del quinto posto, ma ci manca proprio passo”

    Le qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna hanno regalato un esito del tutto eccezionale, considerato l’andamento delle ultime annate.

     Isack Hadjar, quinto al termine del Q3, ha battuto Max Verstappen sul giro secco, precedendo il proprio compagno di squadra di ben due posizioni, con Lando Norris in mezzo a separare i due tori della Red Bull.Nel 2026 tale scenario non costituisce del tutto una novità, poiché il francese aveva chiuso davanti al quattro volte Campione del Mondo anche in occasione delle qualifiche di Melbourne e di Suzuka, nelle quali, tuttavia, il fenomeno di Hasselt non era riuscito ad accedere al Q3.

    In Inghilterra, invece, il talento parigino ha concluso davanti a Super Max con quest’ultimo presente nella sessione decisiva.

    In una stagione fatta di tanti bassi e di alcuni sporadici alti, la Red Bull sembra quantomeno aver risolto il problema del secondo pilota, grazie al rendimento del francese, aspetto che contribuisce ad accrescere la frustrazione di un Verstappen sempre più intollerante verso le vetture 2026.

    Nonostante l’ottimo piazzamento in griglia di partenza, Hadjar pare tuttavia focalizzarsi più sul bicchiere mezzo vuoto, riconoscendo i limiti della vettura del team di Milton Keynes, distante sette decimi dal tempo valso la pole position ad Andrea Kimi Antonelli e carente in termini di passo gara nella Sprint Race. 

    Per tale motivo, il francese, nelle interviste di rito concesse al termine delle qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna, ha commentato con un tono disilluso il risultato, palesando delle preoccupazioni in vista della gara di oggi:

    Guardando il distacco da Russell, è chiaro che il quinto posto era il risultato massimo verso il quale potevamo ambire. È stata una buona sessione, io mi sento bene in macchina, ma il problema più grande è che ci manca un po’ di passo ovunque. Non riusciamo a eccellere in qualcosa per poi essere deficitari in altro: la verità è che su ogni aspetto siamo un po’ più indietro rispetto agli avversari. Rimane poi il problema delle partenze: nelle prove libere avevamo effettuato alcuni tentativi incoraggianti, ma nella Sprint Race non siamo riusciti a sfruttare al meglio lo spunto, e per noi è sempre un grattacapo”.

  • Leclerc: “Ho scelto di non copiare Hamilton e di rimanere fedele al mio stile di guida”

    Leclerc: “Ho scelto di non copiare Hamilton e di rimanere fedele al mio stile di guida”

    Dopo settimane difficili e risposte che faticavano ad arrivare, il sabato di Silverstone riconsegna alla Ferrari la sua certezza più grande: Charles Leclerc.

    Se da un lato non c’era probabilmente margine per impensierire la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, autore di una pole position semplicemente sontuosa, dall’altro la prestazione del monegasco restituisce finalmente l’immagine di un pilota nuovamente solido, concreto e competitivo.

    Una prestazione tanto attesa quanto cercata, che consente al numero 16 di ritrovare serenità dopo settimane tutt’altro che semplici, durante le quali risultati inferiori alle aspettative avevano inevitabilmente alimentato pressioni e critiche, forse anche eccessive, nei confronti dell’alfiere di Monte-Carlo.

    Come spesso accade, però, Charles ha preferito rispondere nel modo che gli riesce più naturale: lasciando parlare la pista.

    La prima fila conquistata oggi rappresenta un segnale importante, sia sotto il profilo del risultato sia, soprattutto, sotto quello della fiducia, in una fase della stagione in cui ritrovare certezze era diventato fondamentale.

    Del resto, già al termine della Sprint Race Leclerc aveva anticipato l’intenzione di intervenire in maniera significativa sull’assetto e sulla gestione della SF-26.

    Una scelta che, alla luce del risultato ottenuto in qualifica, sembra aver dato i frutti sperati, consentendogli di ritrovare quel feeling con la monoposto che nelle ultime uscite era sembrato venir meno.

    Emblematiche, in tal senso, le dichiarazioni rilasciate dall’alfiere monegasco ai giornalisti presenti nella tradizionale conferenza stampa al termine delle qualifiche:

    Di recente avevo davanti due possibilità. La prima era cambiare completamente il mio stile di guida e cercare semplicemente di replicare quello che sta facendo Lewis, perché è evidente che con lui sta funzionando. La seconda, invece, era continuare a seguire la mia direzione e trovare un modo per adattare la vettura affinché si sposasse meglio con il mio stile di guida. Alla fine ho scelto la seconda strada: restare fedele a ciò che in passato mi aveva dato risultati e cercare di trovare una soluzione con la macchina, sfruttando tutti gli strumenti che avevo a disposizione all’interno dell’abitacolo. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto “.

  • Verstappen: “Se non stravolgiamo la macchina non ha senso correre”

    Verstappen: “Se non stravolgiamo la macchina non ha senso correre”

    Il sabato di Silverstone si è chiuso con una diagnosi severa per Max Verstappen.

    Dopo una qualifica complicata, l’olandese ha fotografato senza filtri le difficoltà della Red Bull, lontana dal livello necessario per inserirsi stabilmente nella lotta con Mercedes e Ferrari.

    Il settimo posto in griglia non è soltanto un risultato lontano dalle aspettative: è il riflesso di una macchina che, nelle parole del quattro volte iridato, oggi non offre né equilibrio né efficienza.

    Il primo passaggio, affidato al Telegraaf, è il più duro. “Se lasciamo la macchina così com’è, non ha molto senso correre”, ha spiegato Verstappen. “Preferirei ribaltare tutto, perché se non facciamo niente resteremo comunque in questa posizione. Oppure, peggio ancora, scivoleremo indietro di un’altra posizione”.

    Il punto, però, riguarda soprattutto la natura del problema. Non esiste un solo limite evidente, ma una somma di elementi che rende la RB22 difficile da portare al limite. In zona mista, Verstappen ha chiarito ulteriormente il quadro:

    “Semplicemente la macchina non funziona come dovrebbe. Da una parte non c’era bilanciamento, dall’altra eravamo lenti sui rettilinei”.

    A rendere il passaggio significativo è la sensazione, sottolineata dallo stesso Verstappen, che il problema fosse particolarmente marcato dal suo lato del box. “In qualche modo, dalla mia parte del garage, eravamo più lenti ovunque”, ha aggiunto.

    Una frase che allarga il tema dalla semplice prestazione della Red Bull alla difficoltà specifica nel mettere insieme un pacchetto coerente per il suo stile di guida.

    Il nodo, per il team, è proprio questo: una monoposto lenta in rettilineo costringe a usare più energia, e su una pista come Silverstone il prezzo da pagare arriva soprattutto nella parte finale del giro.

    Verstappen lo ha spiegato con grande chiarezza:

    “Se sei lento sui rettilinei usi di più la batteria, lo si vede soprattutto nell’ultimo settore. A un certo punto non hai più batteria e non funziona più nulla”.

  • Antonelli: “Non sarà facile battere le Ferrari, ho visto Lewis andare veramente forte”

    Antonelli: “Non sarà facile battere le Ferrari, ho visto Lewis andare veramente forte”

    La favola inglese di Andrea Kimi Antonelli si arricchisce di un nuovo capitolo straordinario.

    Non sazio del trionfo nella Sprint Race, il giovane talento italiano ha infiammato Silverstone conquistando una pole position da urlo, grazie a un giro perfetto stampato in un fulmineo 1:28.111.

    Sull’asfalto britannico, il diciannovenne bolognese, in un evidente stato di forma smagliante, ha dato l’ennesima prova di forza di una stagione finora esaltante, rifilando ben 370 millesimi al suo compagno di squadra, George Russell, e mettendosi alle spalle entrambe le Ferrari.

    Il passo mostrato nella gara corta della mattinata, inoltre, candida prepotentemente il numero 12 a una storica vittoria nella culla della Formula 1.

    Per il colpo grosso, tuttavia, Kimi dovrà fare i conti con i due alfieri della Rossa.

    Il Cavallino, oltre ad aver sicuramente ottimizzato il già ottimo set-up della SF-26 per limitare il degrado degli pneumatici, potrebbe giocare di squadra o adottare strategie differenziate e imprevedibili per agguantare la prima posizione.

    Al termine di un sabato da incorniciare, Antonelli ha analizzato così quanto accaduto in qualifica ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    L’inizio della sessione è stato un po’ difficile. Ho iniziato con le gomme usate per prendere il ritmo in Q1, poi in Q2 ho fatto un errore in Curva 3 a causa del vento e dei freni freddi. Poi, però, in Q3 è andato tutto per il verso giusto“.

    Il pilota italiano ha poi continuato la sua disamina, spostando l’attenzione sulla gara, che potrebbe costringerlo ad affrontare una battaglia serrata con gli alfieri di Maranello:

    Non sarà facile contro la Ferrari. Possono lottare in due contro di me e all’inizio della Sprint Race ho visto Lewis andare veramente forte. Sicuramente dovrò fare una buona partenza e imporre fin da subito un buon ritmo. Sarà importante uscire dalla zona di Overtake. Inoltre, se il vento dovesse confermarsi forte come oggi, sarebbe un’ulteriore difficoltà da gestire“.

  • Hamilton: “Ci manca ancora qualcosa. In pieno gas gli altri si allontanano”

    Hamilton: “Ci manca ancora qualcosa. In pieno gas gli altri si allontanano”

    Lewis Hamilton non è riuscito a replicare la pole position della Sprint Qualifying, chiudendo le qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna in terza posizione alle spalle di Andrea Kimi Antonelli e del compagno di squadra Charles Leclerc

    Il veterano di Stevenage ha confermato la sua presenza stabile nelle posizioni di vertice, senza tuttavia riuscire a capitalizzare fino in fondo il potenziale mostrato il giorno precedente.

    “Non ero semplicemente veloce come ieri. Abbiamo fatto alcune modifiche, niente di grande, ma abbastanza per cambiare un po’ il comportamento della vettura e non mi sono sentito altrettanto a mio agio”, ha spiegato Hamilton ai microfoni di Sky Sports F1 UK.

    Il tema centrale, più ancora del feeling al volante, resta però quello del deployment della Power Unit, un fattore già emerso nella Sprint e tornato a pesare in questa qualifica. 

    Su un tracciato come quello di Silverstone, dove lunghi tratti si percorrono a gas completamente aperto, la differenza strategica rispetto agli avversari diretti diventa macroscopica in fondo ai rettilinei.

    “È lo stesso problema della Sprint. Abbiamo una gestione del deployment diversa rispetto ai nostri rivali. Quando sei in pieno gas senti che la potenza cala e vedi gli altri allontanarsi”, ha ammesso il sette volte Campione del Mondo. 

    Si tratta di un limite legato all’erogazione e allo sfruttamento dell’energia elettrica lungo l’arco del giro, un aspetto che si conferma tra i punti più sensibili su cui i tecnici di Maranello devono ancora lavorare.

    Nonostante questo deficit nei tratti a pieno carico, il quadro complessivo resta decisamente competitivo.

    “Nel complesso siamo messi bene come squadra, ma sappiamo che c’è ancora qualcosa da sistemare. Partire lì davanti, secondo e terzo, ci dà comunque una buona opportunità per domani. Speriamo di poter mettere pressione”, ha concluso Hamilton, proiettandosi già verso la gara di domani.

  • Leclerc: “Mi manca il feeling con questa macchina, Lewis riesce a estrarre il 100%”

    Leclerc: “Mi manca il feeling con questa macchina, Lewis riesce a estrarre il 100%”

    La Sprint Qualifying del Gran Premio di Gran Bretagna ha consegnato alla Ferrari una realtà dai due volti: da una parte la competitività straordinaria di Lewis Hamilton a Silverstone, dall’altra le difficoltà di Charles Leclerc nel sentirsi pienamente padrone della sua SF-26.

    Il monegasco non ha chiuso una sessione negativa in senso assoluto, ma le sue parole raccontano un disagio che continua a pesare sul confronto interno.

    Il passaggio più significativo arriva subito, quando Leclerc riconosce espressamente la differenza di rendimento con il compagno di squadra.

    Lewis sfrutta più spesso il 100% del potenziale della macchina, cosa che io non riesco a fare. Quindi devo lavorare su tutto, in realtà, ma penso che la cosa più importante sia semplicemente ritrovare il feeling con questa macchina”, ha spiegato.

    Il punto, però, riguarda soprattutto la capacità di arrivare al limite nel momento decisivo.

    Leclerc è sempre stato uno dei riferimenti assoluti sul giro secco, ma in questa fase della stagione non sembra riuscire a estrarre dalla Rossa quella naturalezza che in passato era stata una delle sue armi principali.

    “Quando non hai feeling, diventa difficile tirare fuori il tempo sul giro e avere fiducia ogni sabato, andare al limite della macchina”, ha aggiunto. “È questo ciò con cui faccio fatica in questo momento: essere costante, essere al 100%. In SQ1 e SQ2 ero vicino, ero abbastanza fiducioso per l’SQ3, ma arrivato a quel punto ho perso la fiducia. Semplicemente non sento la macchina bene come dovrei”.

    “Il motore? Siamo estremamente sorpresi, ci aspettavamo un grande distacco dagli altri, quindi è un bel passo avanti”, ha infine sottolineato il numero 16. “Come squadra siamo molto, molto sorpresi di essere così competitivi su una pista come questa”.

  • Vasseur: “Leclerc in crisi? Due gare difficili non cambiano il quadro generale”

    Vasseur: “Leclerc in crisi? Due gare difficili non cambiano il quadro generale”

    Appena arrivato in Gran Bretagna, Frederic Vasseur aveva sottolineato l’importanza di “iniziare il week-end di gara con il piede giusto“, consapevole delle difficoltà legate al format Sprint che prevede un’unica sessione di prove libere, e memore della deludente trasferta in Austria della scorsa settimana.

    Il deficit di efficienza evidenziato dalla Power Unit Ferrari a Spielberg, lasciava inoltre presagire un altro fine settimana tutt’altro che semplice per il Cavallino, considerando i lunghi rettilinei che caratterizzano anche lo storico circuito di Silverstone.

    Sovvertendo ogni pronostico, invece, Lewis Hamilton ha prima firmato il miglior tempo nelle libere, per poi far sua anche la pole position nella Sprint Qualifying, confermando l’eccezionale stato di forma mostrato in questa prima fase di stagione.

    L’altra SF-26 di Charles Leclerc non è andata oltre la quarta posizione in griglia, a certificare, anche in questo caso, le difficoltà riscontrate dal talento monegasco nell’estrarre il massimo potenziale dalla sua vettura negli ultimi Gran Premi, soprattutto se confrontato con il rendimento del compagno di squadra.

    Sul momento non semplice che sta attraversando Charles, lo stesso Vasseur ha difeso a spada tratta il suo pilota durante la consueta conferenza stampa dedicata ai team principal:

    Penso che la vostra conclusione fosse l’opposto dopo la Cina e il Giappone. Non è perché hai due gare al top rispetto al tuo compagno di squadra, o le due gare successive dietro di lui, che cambia completamente il quadro generale. Charles ha faticato probabilmente un po’ di più con il set-up nelle ultime due o tre gare, ma era in prima fila la settimana scorsa in Austria“.

    Nessun caso Leclerc, dunque, e interpellato sul sostegno, umano oltre che tecnico, che il team sta offrendo al numero 16, il manager di Draveil ha preferito porre l’accento sull’importanza del lavoro di squadra, indipendentemente dal momento attraversato da ciascun componente del team:

    Penso che tutti abbiano bisogno di avere il supporto del team e il team ha bisogno del supporto dei piloti. Lavoriamo come una squadra in ogni singola circostanza. Anche quando sei davanti, supporti il pilota e il pilota spinge la squadra“.

  • Hamilton: “Non ci aspettavamo una performance simile dal nostro motore”

    Hamilton: “Non ci aspettavamo una performance simile dal nostro motore”

    Come d’incanto, dopo aver metabolizzato la profonda frustrazione del week-end austriaco, la Ferrari è tornata a ruggire in quel di Silverstone, regalando a Lewis Hamilton la pole position della Sprint Qualifying nella sua terra natia.

    Nel venerdì inglese, l’aria del paddock si è impregnata di pura incredulità. La SF-26, infatti, ha scosso tutti gli appassionati scendendo in pista con una velocità sorprendente e segnando persino il miglior picco di giornata di 323 km/h, raggiunti proprio dal pilota britannico.

    Per quanto visto fin qui in stagione, questo dato è stato un vero colpo di scena, ulteriormente amplificato dalle parole rilasciate in precedenza dagli alfieri del Cavallino, che raccontavano di aspettative davvero basse.

    L’avvio di week-end, però, è stato perfetto per la Rossa, capace di modulare una gestione della batteria lungo il giro in maniera completamente diversa da quella della concorrenza e di combinarla ad un set-up che è apparso davvero impeccabile.

    Il tutto è stato poi trasformato in un successo dalla splendida magia al volante del sette volte iridato, capace di sfruttare al meglio la sua enorme esperienza sul tracciato di casa.

    Al termine di una giornata elettrizzante, Hamilton ha commentato il suo risultato ai microfoni di F1 TV con la sincerità di chi è stato il primo a rimanere stupito dalla metamorfosi della SF-26:

    Sono davvero felice. Silverstone è speciale: è la pista migliore. Onestamente, come avevo detto in conferenza stampa, pensavamo che avremmo faticato. Ma, in realtà, il calo del motore non è stato neanche vicino a quello che ci aspettavamo. Ieri ero spaventato, perché tutti dicevano che saremmo stati almeno 6 decimi dietro, e oggi la nostra competitività mi ha sorpreso, tanto da mettermi il dubbio sulla modalità di motore usata dagli altri. Invece, in qualifica, la nostra competitività è stata confermata. Voglio ringraziare tutti in fabbrica: devo tutto a loro, stanno spingendo davvero tanto. L’anno scorso eravamo bloccati nella terra di nessuno. Ora, invece, riusciamo a migliorare la macchina portando sempre qualcosa di nuovo. È una sensazione fantastica“.

  • Verstappen:”La gara con le vetture LEGO? Siamo piloti di Formula 1, non dei pagliacci”

    Verstappen:”La gara con le vetture LEGO? Siamo piloti di Formula 1, non dei pagliacci”

    È arrivato puntuale – e come spesso accade senza troppi giri di parole – il pensiero di Max Verstappen sull’evento che la Formula 1 metterà in scena domenica, poco prima del via del Gran Premio di Gran Bretagna.

    Prima dello spegnimento dei semafori e in occasione della tradizionale Drivers’ Parade, i piloti non sfileranno infatti sul consueto camion per salutare il pubblico presente sugli spalti.

    Al loro posto andrà in scena una gara a bordo di monoposto costruite con i mattoncini LEGO, un’iniziativa promozionale voluta dalla Formula 1 per intrattenere gli spettatori nei minuti che precederanno il via della gara.

    Non si tratta di una novità assoluta.

    Un format simile era già stato proposto in occasione del Gran Premio di Miami del 2025, quando i piloti, divisi in coppie, si erano resi protagonisti di siparietti e contatti volutamente scherzosi che avevano divertito il pubblico.

    Un’idea che, però, non convince affatto Max Verstappen. Intervenuto nel corso del media day di Silverstone, il quattro volte Campione del Mondo non ha nascosto il proprio disappunto, bocciando senza mezzi termini l’iniziativa:

    Io coi LEGO preferisco giocarci a casa con i bambini, in pista preferisco stare insieme agli altri piloti su un camion. È più divertente e più professionale. Siamo piloti di Formula 1 e non dobbiamo fare la figura dei ragazzini o dei pagliacci che provano a scontrarsi. Non è ciò di cui ha bisogno la Formula 1 “.

  • Wolff: “Non possiamo dare nulla per scontato, le gerarchie possono cambiare”

    Wolff: “Non possiamo dare nulla per scontato, le gerarchie possono cambiare”

    Il fine settimana del Gran Premio d’Austria ha restituito alla Mercedes il ruolo di protagonista assoluta della griglia, offrendo l’immediata reazione dopo la vittoria di Lewis Hamilton a Barcellona.

    La vittoria di George Russell e il terzo posto conquistato da Andrea Kimi Antonelli hanno infatti riportato al centro della scena il dominio tecnico delle Frecce d’Argento, apparse in Stiria come il punto di riferimento e insidiate solo dalla Red Bull di Max Verstappen.

    La monoposto del team di Brackley si è dimostrata estremamente solida nella gestione delle gomme, supportata da una power unit che non sembra avere rivali, sebbene la Federazione Internazionale abbia decretato il motore della Red Bull il più prestazionale della griglia.

    A fare il punto sulla situazione in vista del prossimo appuntamento che si terrà a Silverstone è stato lo stesso team principal della Mercedes, Toto Wolff, che ha voluto sottolineare come il quadro possa cambiare da un momento all’altro.

    Queste le sue dichiarazioni, rilasciate nella preview del Gran Premio di Gran Bretagna sul sito ufficiale Mercedes:

    “In Austria abbiamo ottenuto ottimi risultati con un doppio podio, ma non possiamo dare per scontato che questo trend prosegua. I valori in campo sono molto ravvicinati, le gerarchie cambiano rapidamente e ciò che appare competitivo una settimana può rivelarsi molto diverso quella successiva: questa è la realtà attuale della Formula 1″.

    Il manager austriaco si è poi focalizzato sul fronte
    degli aggiornamenti, un duello che vede coinvolti tutti i top team, dove ogni singolo step evolutivo introdotto dai rivali costringe a una continua reazione:

    “Siamo impegnati in un’accesa sfida sul fronte dello sviluppo. Quando una squadra compie un passo avanti, le altre reagiscono, comprimendo o modificando gli equilibri. Finora la costanza è stata il nostro punto di forza, frutto di disciplina e della capacità di eseguire al meglio i fondamentali. Il nostro obiettivo è continuare a lavorare bene, migliorare le prestazioni della vettura dove possibile e non lasciare nulla al caso in pista”.