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  • Domenicali: “Voglio vedere Alonso in F1 ancora per molto tempo”

    Domenicali: “Voglio vedere Alonso in F1 ancora per molto tempo”

    Le strade di Stefano Domenicali e Fernando Alonso si sono incrociate sotto il segno della Ferrari.

    Correva il 2010 quando il manager imolese, allora team principal del Cavallino, accoglieva a Maranello lo spagnolo per dare la caccia al titolo mondiale.

    Gli anni sono passati e i due oggi ricoprono cariche differenti: il pilota corre per l’Aston Martin, mentre il dirigente italiano è al timone dell’intero Circus.

    Nel corso del recente fine settimana a Barcellona, il due volte Campione del Mondo aveva pronunciato parole dal forte sapore d’addio, definendo il week-end catalano come probabilmente l’ultimo della sua carriera al volante di una Formula 1.

    Di fronte a queste dichiarazioni, Domenicali ha risposto da grande estimatore del pilota, accantonando per un attimo il proprio ruolo istituzionale.

    “Soffro per Alonso, perché ho un rispetto immenso per lui e so quanto sia fantastico. Ma so anche che è una persona resiliente. Se gli verrà data una buona macchina, avrà l’opportunità di dimostrare tutto il suo talento. La sua è una mentalità fatta di dedizione assoluta, a ogni livello. Ha bisogno del progetto giusto. Spero che rimanga qui, e non solo per un anno, ma per molto tempo”, ha dichiarato l’amministratore delegato della Formula 1 ai microfoni del quotidiano spagnolo AS.

    Interpellato infine su cosa perderebbe la massima serie automobilistica in caso di un definitivo ritiro dello spagnolo, il CEO della Formula 1 ha preferito chiudere immediatamente lo scenario: “Non è il momento di parlarne perché voglio vederlo qui ancora per molto tempo”.

  • Red Bull, in Austria arrivano gli upgrade che dovranno convincere Verstappen a restare

    Red Bull, in Austria arrivano gli upgrade che dovranno convincere Verstappen a restare

    Lasciatasi alle spalle il fine settimana di Barcellona, chiuso senza infamia e senza lode ma lontano dalle posizioni che contano, la Red Bull ha ora di fronte a sé la gara di casa, che si disputerà proprio questo week-end in Austria.

    La monoposto di Milton Keynes, per quanto sorprendentemente dotata della power unit di riferimento – almeno per quanto riguarda il motore termico – ha faticato sin dall’inizio della stagione a inserirsi tra le prime posizioni, principalmente a causa del considerevole sforamento del peso minimo.

    Se è vero che i numerosi aggiornamenti introdotti a Miami hanno parzialmente migliorato la competitività della RB22, è altrettanto vero che la vettura anglo-austriaca è ancora lontana dalla vetta e ha consentito a un campione del calibro di Max Verstappen di ottenere un solo podio, in Canada, e un mesto settimo posto in classifica generale.

    Secondo quanto riportato da Erik van Haren sul De Telegraaf, la Red Bull porterà in occasione del Gran Premio d’Austria un secondo corposo pacchetto di aggiornamenti, volto a migliorare le performance generali e a riportare finalmente la RB22 entro i limiti di peso.

    Sebbene i vertici della scuderia non si aspettino di ricucire immediatamente il divario che attualmente li separa da Mercedes e Ferrari, è evidente che a Milton Keynes vi sia un grande desiderio di ben figurare davanti al pubblico di casa, soprattutto perché, per la prima volta, le monoposto saranno spinte da una Power Unit fabbricata interamente in casa.

    Ma non è tutto: secondo il ben informato giornalista olandese, gli aggiornamenti sarebbero necessari non solo per raddrizzare una stagione molto difficile, ma anche per convincere Max Verstappen a rimanere in squadra nel 2027, rinunciando a esercitare alcune clausole contrattuali legate alle prestazioni del team che gli permetterebbero di svincolarsi prima della scadenza naturale del contratto, fissata nel 2028.

  • Honda ammette: “Il ritiro annunciato nel 2021 ha causato un ritardo che va ancora colmato”

    Honda ammette: “Il ritiro annunciato nel 2021 ha causato un ritardo che va ancora colmato”

    Giunti ormai a un terzo della stagione, non diminuisce lo stupore per la drammatica situazione dalla quale il binomio Honda-Aston Martin non sembra riuscire a riemergere.

    Gli anni di dominio della casa nipponica, quando le sue Power Unit spingevano la Red Bull verso vittorie a ripetizione, sembrano solo un lontano ricordo. Nel frattempo, le ambizioni di Lawrence Stroll di trasformare la propria squadra in un top team vengono frustrate gara dopo gara.

    Nel corso di una recente intervista pubblicata da RacingNews365, il presidente di Honda Racing Corporation, Koji Watanabe, ha sintetizzato le cause che hanno contribuito all’attuale difficile situazione dichiarando:

    “È importante riconoscere che la situazione attuale è fondamentalmente diversa da quando lavoravamo con Red Bull. Il regolamento è piuttosto difficile, abbiamo una nuova partnership con Aston Martin, il carburante è del nuovo partner Aramco e il lubrificante è Valvoline, anch’esso nuovo. Quindi tutto è nuovo per noi e non è facile”.

    Va ricordato che la Casa di Sakura aveva lasciato l’impegno diretto nella massima serie al termine della stagione 2021, lasciando a Red Bull e ad AlphaTauri il know-how per gestire e mantenere le Power Unit dal 2022 in poi, all’interno della nascente divisione Red Bull Powertrains, oggi divenuta costruttore indipendente.

    Tuttavia la nascita dell’attuale regolamento legato alle Power Unit ha spinto Honda a un clamoroso dietrofront, annunciando già al termine del 2022 un rientro in Formula 1 concretizzatosi nella partnership con Aston Martin – ma comunque in ritardo rispetto a quanto necessario per competere al vertice.

    Un’affannosa rincorsa confermata dallo stesso Watanabe con queste parole:

    “Il nostro ritiro ha causato un ritardo di preparazione che richiede tempo per essere colmato. La partenza tardiva dello sviluppo, il tempo necessario per ricostruire strutture, competenze e riportare all’interno i talenti necessari hanno rappresentato un fattore significativo che ha portato all’attuale situazione”.

  • Aston Martin, Ungheria e Gran Bretagna decideranno il futuro della AMR26

    Aston Martin, Ungheria e Gran Bretagna decideranno il futuro della AMR26

    Quando Aston Martin annunciò l’ingaggio di Adrian Newey, in pochissimi nutrivano dubbi sul potenziale che il team di Silverstone avrebbe potuto esprimere nel corso del 2026.

    Contro ogni pronostico, tuttavia, il progetto AMR26 si è rivelato finora un autentico fallimento sotto ogni punto di vista.

    Sin dai test di inizio anno erano emerse enormi criticità legate alla Power Unit Honda, ma con il passare dei Gran Premi il dito è stato puntato anche sulle caratteristiche tecniche della monoposto progettata da Newey.

    A confermarlo è stata la tappa di Monaco, pista sulla quale Fernando Alonso e Lance Stroll hanno chiuso le qualifiche in ultima fila, staccati di un secondo anche dalla Cadillac.

    Il singolo punto portato a casa dallo spagnolo nel Principato è stato solo il frutto del rocambolesco valzer di penalità e ritiri che ha stravolto l’ordine d’arrivo.

    La successiva trasferta di Barcellona, conclusa con un doppio ritiro, ha immediatamente riportato l’Aston Martin nella dimensione avvilente in cui si trova dall’inizio del campionato.

    La scuderia britannica cerca ora di guardare al futuro per uscire dalla crisi in cui è piombata, mirando anche a scacciare le indiscrezioni su un possibile addio di Alonso in favore dell’Alpine di Flavio Briatore.

    Come riportato da Motorsport.com Italia, i tecnici capitanati da Newey starebbero deliberando un ingente pacchetto evolutivo da introdurre in Ungheria.

    Si tratterebbe di una vera e propria “versione B” della AMR26, con la quale si cercherà di esasperare i concetti aerodinamici che finora non hanno pagato.

    Al momento sulle vetture non sono state deliberate novità sostanziali per un motivo preciso: a Silverstone si attende il parallelo salto in avanti del propulsore Honda.

    Il colosso di Sakura, sempre in vista della trasferta di Budapest, potrebbe sfruttare il regolamento ADUO per introdurre i due aggiornamenti consentiti in un’unica soluzione, con l’intento di garantire uno step di potenza significativo.

    Se i programmi di entrambe le parti dovessero rispettare le tempistiche, dall’Ungheria potrebbe iniziare una seconda stagione per l’Aston Martin: un cammino forse ancora lontano dagli obiettivi iridati originari, ma certamente più decoroso rispetto a quanto mostrato finora.

  • Bortoleto: “Ho sempre conosciuto il valore di Antonelli, ma quello che sta facendo è incredibile”

    Bortoleto: “Ho sempre conosciuto il valore di Antonelli, ma quello che sta facendo è incredibile”

    Il debutto nella nuova era della Formula 1 con il progetto Audi non sta concedendo scorciatoie a Gabriel Bortoleto.

    Il brasiliano è alle prese con una stagione d’esordio complessa, inserita all’interno di un team ancora in piena costruzione e caratterizzata da un confronto interno non semplice con l’esperto Nico Hulkenberg.

    Eppure, nelle parole dell’ex campione di Formula 2, le difficoltà del presente fanno parte di un percorso di crescita necessario.

    “Ovviamente c’è molto da imparare. Non solo un nuovo regolamento, ma per noi nuovi motori, un team diverso sotto tanti aspetti, ed errori da cui è fondamentale passare. Ma mi piace l’atteggiamento del gruppo, perché siamo tutti concentrati su ciò che vogliamo per il futuro: lottare per vincere”, ha spiegato Bortoleto in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, esprimendo totale fiducia nella leadership della squadra. “Conosco la qualità del lavoro delle persone con cui ho a che fare, partendo da Mattia Binotto, a cui sono molto vicino e grato per avermi dato questa occasione. So che quando Mattia si fissa degli obiettivi non lo fa tanto per fare, ha delle chiavi di lettura precise sulla direzione che stiamo seguendo”.

    In questo scenario si inserisce un chiaro tema generazionale, con una griglia di partenza sempre più ricca di giovani talenti capaci di lasciare il segno fin da subito. Bortoleto osserva i successi dei suoi coetanei, consapevole di dover attendere che il progetto tecnico di Ingolstadt maturi per potersi esprimere sugli stessi livelli.

    “I giovani sono sempre più protagonisti del paddock ed è una grande notizia, perché il ricambio generazionale e il nuovo regolamento stanno mostrando al pubblico che anche noi possiamo farci valere. È bello che con gli altri ci sia un bel rapporto, ci supportiamo e ci aiutiamo là dove possibile, perché poi in pista vogliamo tutti vincere”, ha raccontato il brasiliano, prima di dedicare un pensiero ad Andrea Kimi Antonelli, attuale leader del Mondiale e suo vecchio rivale nelle categorie minori. “Ho sempre saputo il valore di Kimi, ma è fantastico vedere come stia facendo tutto ciò che deve con una macchina che glielo permette, mettendo in difficoltà anche un avversario forte e preparato come Russell. Io dalla mia parte devo continuare a fare ciò che faccio aspettando la mia occasione, ma la pazienza non è la miglior qualità dei brasiliani”.

    Nonostante le sfide dettate dalla competitività della monoposto, Bortoleto avverte i passi in avanti compiuti dal punto di vista personale, soprattutto nella gestione del fine settimana e nell’approccio mentale ai momenti difficili. “Penso di conoscere meglio l’ambiente e il mio team, e di conseguenza riesco anche a dire la mia su quello che vorrei in macchina e sulle sensazioni. Un’altra cosa sulla quale penso di essere migliorato è la gestione degli errori: quando sbagli, o quando semplicemente le cose non vanno come vorresti, devi essere in grado di andare avanti in fretta perché la Formula 1 corre più veloce di te”, ha concluso il pilota.

  • Vermeulen: “Vogliamo che Verstappen resti in Red Bull, ma solo se ha la possibilità di vincere”

    Vermeulen: “Vogliamo che Verstappen resti in Red Bull, ma solo se ha la possibilità di vincere”

    Il futuro di Max Verstappen resta uno dei temi centrali nel paddock, ma dall’entourage del campione olandese viene dettata una linea precisa: nessuna rottura annunciata, nessuna fuga già scritta, ma la necessità di avere garanzie tecniche chiare.

    A definire la posizione è stato Raymond Vermeulen, manager del pilota Red Bull, intervenuto ai microfoni della Bild per chiarire la situazione contrattuale del suo assistito.

    “Abbiamo un contratto fino al 2028. Naturalmente ci sono delle clausole di uscita, ma ci sono sempre state e non ne abbiamo mai esercitata una. Siamo sempre stati leali e resteremo tali. Vogliamo continuare il percorso con la Red Bull e far concludere la carriera di Max qui. Ma naturalmente, solo con la possibilità di vincere, ha spiegato Vermeulen.

    Una dichiarazione che non chiude la porta alla permanenza, anzi, ma fissa il confine entro cui ogni discorso dovrà muoversi. Da qui nasce la necessità di stringere i tempi. L’entourage di Verstappen non vuole trascinare l’incertezza per mesi, soprattutto in una fase in cui la Red Bull è chiamata a rispondere sul piano tecnico dopo un avvio di campionato più complicato del previsto.

    “Vorremmo che la decisione venisse presa presto, in modo che tutti sappiano. Potrebbe arrivare anche prima della pausa estiva”, ha indicato il manager, lasciando intendere che il quadro si chiarirà in anticipo rispetto alle scadenze naturali del mercato.

    La dirigenza di Milton Keynes ha già provato ad affrontare il tema di un prolungamento, scontrandosi però con un primo rifiuto da parte del pilota. In parallelo, resta sullo sfondo la questione della clausola di rescissione presente nel contratto: un elemento che il team vorrebbe rimuovere o neutralizzare per blindare definitivamente il proprio pilota simbolo.

    Prima ancora delle formule contrattuali, la scuderia dovrà convincere Verstappen in pista.

    Gli aggiornamenti attesi sulla monoposto, a partire dal week-end di casa al Red Bull Ring, rappresentano un passaggio cruciale non solo per l’attuale stagione, ma per il futuro a lungo termine del quattro volte iridato. La volontà di restare c’è, ma serve la certezza di poter vincere.

  • Arnoux: “Ci sono tutti gli ingredienti per veder lottare Ferrari e Mercedes per il Mondiale fino alla fine”

    Arnoux: “Ci sono tutti gli ingredienti per veder lottare Ferrari e Mercedes per il Mondiale fino alla fine”

    La vittoria di Lewis Hamilton in Spagna ha ridefinito gli equilibri in casa Ferrari con una forza diversa. Non soltanto per il ritorno del Cavallino davanti a tutti, ma per il peso specifico di una prestazione che ha rimesso il sette volte iridato al centro della scena. 

    A leggere il momento è stato René Arnoux, che in un’intervista a La Gazzetta dello Sport ha offerto una valutazione netta sul presente di Maranello, sul confronto interno con Charles Leclerc e sulla complessità del Mondiale.

    Alla domanda su cosa abbia fatto davvero la differenza a Barcellona, se il pilota o la macchina, Arnoux ha risposto senza separare i due piani: 

    “Mi hanno sorpreso entrambi. Pensavo che Hamilton avesse perso lo smalto con l’età, ma ha dimostrato di essere un vero campione. Si è preso la squadra sulle spalle, conquistando la fiducia dei tifosi. La Ferrari, invece, ha compiuto un enorme passo in avanti. Gli sviluppi hanno funzionato e il campionato è ancora lungo. Ci sono tutti gli ingredienti per una lotta all’ultimo respiro con la Mercedes“.

    Il quadro, tuttavia, cambia quando il discorso si sposta su Leclerc. Il successo di Hamilton, arrivato in un fine settimana d’inizio stagione già difficile per il monegasco, ha reso ancora più visibile una frattura emotiva e tecnica che Arnoux non ha cercato di attenuare: 

    “In questo momento il suo morale è sotto terra. Ha mostrato una fragilità per certi versi inaspettata, commettendo troppi errori. È andato a sbattere a Miami, Monte-Carlo e Barcellona. Evidentemente non si trova bene con la vettura, ma il problema è soprattutto mentale. Non si aspettava questo livello di competitività da Hamilton“.

    Il tema del dualismo non riguarda solo la Ferrari. Anche in Mercedes, il rapporto tra George Russell e Andrea Kimi Antonelli si sta trasformando in una delle questioni centrali del campionato. Sui possibili ordini di scuderia ipotizzati da Toto Wolff a partire dall’Austria, Arnoux invita alla prudenza: 

    “È presto, non siamo neanche a metà campionato. A Barcellona Russell è stato più veloce di Antonelli nelle libere e in qualifica. Il team non poteva chiedergli di spostarsi. La situazione del britannico, però, è complicata: si sta giocando tutto, se dovesse perdere il Mondiale il suo futuro sarebbe in bilico. L’italiano, invece, può correre con più serenità. Ha solo 19 anni e ha disputato 31 gare in carriera, quindi le aspettative sono totalmente diverse. Kimi è amato dal team e da Wolff e credo che abbia buone possibilità di vincere il titolo. La Mercedes, però, deve stare attenta, in passato ci sono stati tanti incidenti tra compagni di squadra”.

    La critica più severa dell’ex pilota francese arriva però sul regolamento e su ADUO, tema che continua ad alimentare discussioni nel paddock: 

    Questo regolamento fa schifo: è troppo complesso ed è inaccettabile che i piloti siano costretti a ricaricare le batterie sul rettilineo. Non sono contrario all’elettrico, ma il rapporto 50 e 50 è stata una pessima idea“.

  • Hamilton: “Corro contro tanti ragazzi, ma mi sento alla grande adesso”

    Hamilton: “Corro contro tanti ragazzi, ma mi sento alla grande adesso”

    La prima vittoria di Lewis Hamilton con la Ferrari sul circuito di Barcellona va ben oltre il semplice verdetto della pista.

    Per il sette volte Campione del Mondo questo successo rappresenta una profonda liberazione personale, arrivata dopo un primo anno complicato a Maranello e un inizio di campionato che aveva inevitabilmente sollevato interrogativi sulla sua capacità di esprimersi ancora ai massimi livelli.

    Il nuovo ciclo regolamentare ha rimescolato le carte in tavola e il britannico è stato abile a sfruttare lo scenario per ritrovare la velocità necessaria a inserirsi nella lotta iridata.

    Attualmente Hamilton occupa la seconda posizione nel Mondiale Piloti, staccato di 41 lunghezze dal leader Andrea Kimi Antonelli, ma la vera svolta per il pilota della Rossa trascende i numeri della graduatoria.

    “Tutte le vittorie sono speciali a modo loro”, ha spiegato il numero 44 ai media. “Ci sono percorsi diversi dietro ciascuna di esse. Quella di Silverstone nel 2024 fu, a suo modo, un momento monumentale per me, perché arrivò in una fase in cui forse pensavo che non sarei mai più riuscito a vincere. Dopo un anno come quello passato, ci sono stati sicuramente momenti in cui mi sono detto che forse è vero che quando arrivi a un certo punto perdi il controllo”.

    La risposta della pista ha però spazzato via ogni incertezza, diventando il fulcro del suo attuale ragionamento. “Ma ho dovuto dimostrare che non è così. Ce l’hai sempre dentro e serve solo lavoro. Serve perseveranza, quella convinzione costante in te stesso per riuscire a entrare dentro di te, mantenerti vivo, mantenerti in forma”, ha sottolineato, prima di chiudere con una considerazione che fotografa bene la sua condizione attuale, spegnendo ogni discussione legata all’anagrafe: “Mi sento benissimo fisicamente. Corro contro ragazzi di 19 anni che stanno facendo cose incredibili, ma io mi sento alla grande”.

  • Villeneuve: “Ferrari, rinnovare Leclerc non è stata una buona idea”

    Villeneuve: “Ferrari, rinnovare Leclerc non è stata una buona idea”

    Se Lewis Hamilton sta attraversando il momento più brillante della sua avventura in Ferrari, dall’altra parte del box la situazione di Charles Leclerc appare decisamente più complessa.

    I due ritiri consecutivi tra Monte-Carlo e Barcellona, pur arrivati per cause non dipendenti da lui, hanno pesato sia sulla classifica che sul morale del monegasco che, dopo anni da punto di riferimento della Scuderia, si trova ora a convivere con un Hamilton rigenerato e sempre più centrale nel progetto Ferrari.

    Il rinnovo pluriennale sottoscritto con la Rossa alla vigilia del Gran Premio di Monaco rappresenta comunque un segnale forte.

    Da una parte il Cavallino ha confermato la piena fiducia nel talento di Leclerc, dall’altra il numero 16 ha ribadito la volontà di continuare a inseguire quel titolo iridato che, dopo tanti bocconi amari, sarebbe il giusto coronamento del suo percorso a Maranello.

    Eppure, il prolungamento del rapporto tra Leclerc e la Ferrari continua a far discutere nel paddock, soprattutto in virtù del momento delicato del monegasco e della crescita costante di Hamilton all’interno della squadra.

    Tra le voci più critiche c’è quella di Jacques Villeneuve che, intervenuto a Sky Sports F1 UK nel corso del programma The F1 Show, ha espresso i propri dubbi:

    La Ferrari ha appena rinnovato il contratto di Leclerc, perciò ora come sarà stimolato? Non credo sia stata una buona idea. A Barcellona abbiamo visto le prime crepe, perché Charles non accettava di stare dietro a Hamilton in un week-end “.

    L’ex pilota canadese ha poi approfondito il suo punto di vista, sottolineando come Leclerc sia ormai nella fase più matura della propria carriera:

    In questo sport sei considerato vecchio a 28 anni, ma non tanto per l’età quanto per l’esperienza, e lui dovrebbe essere al picco della sua forma. Si può sempre imparare, adesso deve fare dei piccoli aggiustamenti e costruire un team attorno a sé, anche se forse ora è troppo tardi, perché c’è qualcun altro che si sta insediando. Con Vettel aveva vita facile, vedremo ora come reagirà“.

  • Coulthard: “Sainz è frustrato, vuole al più presto un top team”

    Coulthard: “Sainz è frustrato, vuole al più presto un top team”

    Ben lontani dalle aspettative di inizio stagione, i risultati ottenuti fin qui dalla Williams sono stati a dir poco deludenti.

    A masticare amaro sono soprattutto i piloti della storica scuderia inglese, che hanno visto la possibilità di una FW48 capace di lottare per le posizioni importanti infrangersi contro la dura realtà di un progetto nato male.

    Nonostante la frustrazione maggiore sia probabilmente quella di Alexander Albon, per Carlos Sainz la situazione non è molto diversa.

    Il madrileno, rimasto orfano del sedile Ferrari, aveva scelto la compagine di Grove rifiutando diverse alternative, Audi in primis, proprio per scommettere sul trend di crescita che i britannici stavano mostrando.

    Ora, però, con il vento decisamente a sfavore, per il numero 55 quel futuro roseo con la Williams si è trasformato in una prigione, capace di relegarlo alla dura lotta anche solo per qualche punto in classifica.

    A confermarlo ci sono le voci, sempre più insistenti nel paddock, secondo cui il pilota spagnolo e il suo management stiano intrattenendo fitti colloqui con altri team della massima serie.

    Testimone della volontà di Carlos di voler ritornare al vertice è David Coulthard, che ha analizzato la questione ai microfoni del podcast Up To Speed:

    Si vede chiaramente la frustrazione in entrambi i piloti della Williams. Credo che Albon sia persino un po’ più frustrato, visto che è stato appena nominato il pilota con il maggior numero di gare disputate per la Williams. È profondamente legato a quella squadra. Fa parte del suo DNA e ha sempre dato il massimo. Quindi penso che la sua frustrazione sarà maggiore di quella di Carlos, che sta sicuramente tenendo d’occhio la sua prossima opportunità, visto che è passato dalla Ferrari, dove ha ottenuto vittorie, alla Williams, dove si accontenta di conquistare punti. Vuole tornare al vertice, e per raggiungere quella posizione in Williams ci vorranno ancora alcuni anni. Dobbiamo riconoscere i progressi, ma Sainz vuole un top team al più presto“.