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  • Vasseur ottimista: “Stiamo andando nella giusta direzione, il gap si sta riducendo”

    Vasseur ottimista: “Stiamo andando nella giusta direzione, il gap si sta riducendo”

    Frederic Vasseur non nasconde una cauta ma solida soddisfazione al termine delle qualifiche del Gran Premio di Cina.

    La Ferrari, ricordiamo, ha blindato la seconda fila, con Lewis Hamilton terzo davanti a Charles Leclerc, confermando un trend di crescita che i dati sembrano certificare in modo inequivocabile.

    Il manager francese, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, ha evidenziato come il gap dalla Mercedes si stia assottigliando sessione dopo sessione: dagli otto decimi di Melbourne ai tre e mezzo odierni.

    “Questo significa che stiamo andando nella direzione giusta e che c’è una certa convergenza nelle prestazioni”, ha spiegato Vasseur, pur ammettendo con pragmatismo che la velocità di punta sui rettilinei resta ancora il terreno di caccia preferito delle Frecce d’Argento.

    La sfida di domani non sarà però solo una questione di pura potenza termica o deployment energetico.

    Le gomme, su un tracciato esigente e “limitante” come quello di Shanghai, rappresentano l’ago della bilancia.

    Vasseur ha sottolineato come la conoscenza della pista sia aumentata costantemente dall’inizio del week-end e come la gestione dei set rimasti – uno di medie e uno di hard – lasci spazio a strategie flessibili.

    Se la Ferrari ha fatto delle partenze fulminanti il suo marchio di fabbrica in questo avvio di stagione, il team principal invita alla calma: non ci si può aspettare di guadagnare posizioni a ogni via, poiché la concorrenza sta lavorando duramente per colmare le proprie lacune.

    Infine, un passaggio inevitabile sulla gestione dei due “pesi massimi” che domani scatteranno fianco a fianco.

    Avere Hamilton e Leclerc sulla stessa riga della griglia è un segnale di forza, ma richiede una gestione chirurgica.

    “I nostri piloti sono professionisti. Per noi è positivo avere due grandi piloti che si spingono a vicenda: fa parte della prestazione”, ha chiosato Vasseur, smorzando sul nascere ogni ipotesi di tensione interna.

    In un 2026 che vive di millesimi e gestione dell’ibrido, la Ferrari sembra aver trovato la stabilità necessaria per smettere di inseguire e iniziare, finalmente, a minacciare il primato Mercedes.

  • Leclerc: “In gara possiamo giocarcela, andiamo in pista per vincere”

    Leclerc: “In gara possiamo giocarcela, andiamo in pista per vincere”

    Dopo una Sprint Race che aveva già mostrato una SF-26 competitiva, la Ferrari ha battuto un ulteriore colpo nelle qualifiche del Gran Premio di Cina, con il distacco dalla Mercedes che è sceso dagli 8 decimi di una settimana fa in Australia ai 3 decimi e mezzo sulla complicata pista di Shanghai.

    La Scuderia di Maranello ha risposto presente nonostante il solido vantaggio motoristico della Mercedes, con Lewis Hamilton in terza posizione e Charles Leclerc subito dietro, in quarta.

    Proprio il monegasco era stato tra i protagonisti delle prime fasi della sessione, firmando la miglior prestazione in Q1 e il secondo tempo in Q2.

    Nel Q3, tuttavia, Leclerc non è riuscito a ripetersi, dovendosi arrendere allo strapotere delle Frecce d’Argento e al proprio compagno di squadra.

    Arrivato ai microfoni di Sky Sport Italia F1, il pilota numero 16 ha analizzato la propria prestazione, sottolineando la poca confidenza con il tracciato cinese.

    Ecco le sue parole:

    “Siamo un po’ più vicini, ma è vero anche che George ha avuto problemi quindi non so come sarebbe finita. Non sono molto contento, ma devo dire che sono pessimo in questa pista, lo sono sempre stato. Ho fatto tanti sforzi negli anni, ma mi manca qualcosa in qualifica su questa pista. Non siamo troppo lontani e con queste macchine quarto, secondo, terzo non cambia tanto rispetto all’anno scorso dove era molto importante la posizione in qualifica. In gara si possono fare cose diverse”.

    L’analisi del monegasco è poi proseguita riflettendo anche sul nuovo approccio con queste vetture, dove la ricerca del limite estremo sembra pagare meno in qualifica:

    “Differenze rispetto a ieri? Dal mio lato ho cambiato alcune cose. Queste macchine in qualifica le devo ancora capire, paga più la costanza. È meglio essere sotto il limite, fare sempre la stessa cosa, che arrivare in Q3 e provare qualcosa. Mi dispiace perché questa era una delle mie forze, ma mi abituerò. In qualifica non mi piace tanto, ci sono cose che possiamo cambiare e che possono aiutare. In gara ce la possiamo giocare, lì la gestione della batteria è diversa, ma a livello di guida puoi rischiare di più”.

    Vincere domani? Noi andiamo con questo obiettivo”, ha concluso Leclerc.

  • Antonelli nella storia della Formula 1: è il più giovane poleman di sempre

    Antonelli nella storia della Formula 1: è il più giovane poleman di sempre

    Le qualifiche del Gran Premio di Cina consegnano alla storia una giornata memorabile per il motorsport tricolore: Andrea Kimi Antonelli conquista la sua prima pole position in carriera e diventa ufficialmente il più giovane poleman nella storia della Formula 1. 

    Il talento italiano ha fermato il cronometro sull’1:32.064, un riferimento inarrivabile per gli altri che sancisce il suo status di nuova stella polare del Circus. 

    La prima fila tutta Mercedes è completata da George Russell, staccato di 222 millesimi, a conferma di una superiorità tecnica della compagine di Brackley che sul giro secco resta ancora il riferimento assoluto grazie all’efficienza della propria Power Unit.

    In casa Ferrari, la seconda fila parla le lingue di Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Il sette volte iridato si è preso la terza piazzola (+0.351), precedendo per un soffio il compagno di squadra monegasco (+0.364). 

    Nonostante un telaio apparso estremamente bilanciato e preciso nei tratti guidati dello Shanghai International Circuit, la SF-26 ha dovuto ancora una volta fare i conti con il gap di potenza nei lunghi rettilinei cinesi, un deficit che ha impedito alle Rosse di insidiare concretamente il primato del giovane bolognese. 

    Alle loro spalle si attestano le McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris, mentre Pierre Gasly porta l’Alpine in settima posizione davanti a un Max Verstappen ancora in evidente crisi d’identità con la sua Red Bull.

    Se le zone nobili della classifica sorridono al tricolore, il fondo della griglia racconta una storia fatta di crisi tecniche profonde e delusioni cocenti. 

    Se si parla molto del momento nero di Aston Martin e delle comprensibili difficoltà di crescita della neonata Cadillac, è la Williams a configurarsi come la vera delusione di questo inizio 2026

    L’eliminazione in Q1 di Alexander Albon, accompagnata da team radio carichi di frustrazione, e il naufragio di Carlos Sainz evidenziano i limiti di una struttura che, nonostante la disponibilità del miglior motore del lotto, non è ancora riuscita a interpretare il nuovo corso regolamentare, restando impantanata nelle ultime file.

  • Russell vince la Sprint Race cinese, Ferrari ripone le proprie speranze nel sistema ADUO

    Russell vince la Sprint Race cinese, Ferrari ripone le proprie speranze nel sistema ADUO

    George Russell concede il bis a Shanghai e si aggiudica la prima Sprint Race del 2026, confermando una superiorità Mercedes schiacciante.

    La gara breve sul tracciato cinese è stata caratterizzata da una fase iniziale – esattamente con accaduto a Melbourne – incandescente, con Lewis Hamilton autore di uno scatto magistrale che lo ha portato a contendere la leadership al numero 63 per diverse tornate. 

    Il duello tra i due ex compagni di squadra ha infiammato i primi giri, mettendo in luce l’ottimo bilanciamento della Ferrari nei tratti guidati, prima che l’efficienza della Power Unit anglo-tedesca permettesse a Russell di riprendere il comando e scavare un solco. 

    Nemmeno l’ingresso della Safety Car nel finale, causata dal ritiro dell’Audi di Nico Hulkenberg, ha rimescolato i valori al vertice: alla ripartenza Russell ha gestito agilmente, chiudendo davanti a un ottimo Charles Leclerc, abile nello scavalcare Hamilton attraverso una migliore gestione degli pneumatici.

    Il “podio” finale vede dunque Russell precedere le due Rosse di Charles e Lewis, quest’ultimo tornato protagonista di una prestazione solida e combattiva.

    Appena fuori dalla top three si è piazzata la McLaren di Lando Norris, seguita da Andrea Kimi Antonelli

    Il giovane talento italiano della Mercedes è stato autore di una gara in salita: dopo una partenza difficile che lo ha visto scivolare a centro gruppo, il bolognese ha dovuto scontare una penalità di 10 secondi – pagata durante la sosta in regime di Safety Car – per un contatto ravvicinato con la Red Bull di Isack Hadjar nelle battute iniziali. 

    Nonostante l’handicap, Kimi è comunque riuscito a risalire fino alla quinta posizione, limitando i danni in ottica campionato. 

    Nelle retrovie prosegue invece il calvario di Max Verstappen, solo nono e ancora una volta lontano dalla zona punti, a conferma di una RB22 che sembra aver perso completamente la bussola.

    Il dominio velocistico della Mercedes, evidente soprattutto nelle fasi di ripartenza e sui lunghi rettilinei cinesi, continua ad alimentare dibattiti e polemiche. 

    Molti appassionati, frustrati da questo predominio, attendono il primo giugno come uno spartiacque decisivo per la questione del rapporto di compressione e delle misurazioni effettuate a caldo

    Tuttavia, è necessario raffreddare gli entusiasmi di chi ipotizza un imminente rimescolamento dei valori: le informazioni raccolte suggeriscono infatti che la Mercedes sia già ampiamente conforme al limite dei 130 gradi

    Si tratta di una soglia termica considerata estremamente conservativa per una rilevazione a caldo, il che rende improbabile che il nuovo protocollo possa limitare l’efficienza della camera di combustione dei motori di Brixworth.

    In questo scenario, l’unica strada percorribile per la Ferrari (a cui va dato il merito di aver realizzato una grande macchina) consiste nello sviluppo integrale di una nuova Power Unit.

    A Maranello i tecnici sono già al lavoro su un nuovo propulsore, con l’obiettivo – qualora i dati a disposizione della FIA lo consentano – di introdurre l’unità aggiornata entro il Gran Premio del Belgio sfruttando le maglie del sistema ADUO.

    La solidità del vantaggio della Stella è emersa chiaramente anche nella gara di oggi: secondo quanto appreso da Motorsport.com Italia, le W17 hanno girato con una mappatura 3.5 su una scala di 5.0, gestendo la corsa con un margine di potenza residua ancora enorme.

    Nonostante la salita appaia ripida, la Scuderia non ha comunque alcuna intenzione di alzare bandiera bianca, facendo leva su una reattività che a Maranello non si vedeva da anni.

  • Verstappen: “La giornata è stata un disastro”

    Verstappen: “La giornata è stata un disastro”

    La parabola di Max Verstappen a Shanghai è quella di un leone impotente all’interno della sua RB22.

    Al termine della Sprint Qualifying, il pilota olandese si ritrova relegato in un’ottava casella che, nonostante i cinque decimi rifilati al compagno di squadra Isack Hadjar, ha il sapore amaro della disfatta.

    La quarta fila sembra rappresentare il reale limite fisico di una vettura incapace di assecondare il talento del campione di Hasselt, apparso in netta difficoltà nel trovare il ritmo necessario per sfidare i vertici della classifica.

    Sconsolato e visibilmente insoddisfatto, Verstappen ha cercato un confronto via radio con Gianpiero Lambiase chiedendo dove fosse possibile limare il cronometro, ricevendo una risposta lapidaria che non lascia spazio a interpretazioni:

    “Non c’è nulla che tu possa fare”.

    Questa sentenza riassume perfettamente il senso di impotenza che avvolge il box del numero 3.

    Ai microfoni della zona mista, Verstappen non ha nascosto la frustrazione, fornendo un’analisi brutale della situazione:

    “L’intera giornata è stata un disastro a livello di passo. Niente grip, niente bilanciamento. Perdiamo un’enormità di tempo nelle curve e questo innesca a cascata altri piccoli problemi. Il nostro vero limite oggi è la percorrenza”.

    Nonostante il quadro complesso, resterebbe teoricamente aperta la speranza di intervenire sul setup o su strategie più aggressive per la gara, una prospettiva che però Max ha liquidato con freddezza:

    “Daremo un’occhiata, ma al momento non so cosa possiamo fare. Vedremo”.

  • Russell: “La partenza? Bisogna aspettarsi l’imprevisto”

    Russell: “La partenza? Bisogna aspettarsi l’imprevisto”

    George Russell scatterà davanti a tutti nella Sprint Race di Shanghai, confermando una superiorità che ormai non sembra più fare notizia.

    La Sprint Qualifying disputata questa mattina ha ribadito i valori già visti in Australia, con una Mercedes capace di blindare l’intera prima fila e di imporre un distacco pesante a tutta la concorrenza.

    Il leader del Mondiale ha inflitto quasi tre decimi al compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli e oltre sei decimi alla McLaren di Lando Norris, un margine che certifica lo stato di grazia della W17 sul giro secco.

    Analizzando la sfida che lo attende domani, Russell ha indicato lo scatto iniziale come l’unico vero punto critico del pacchetto Mercedes.

    “Bisogna aspettarsi l’imprevisto, non so cosa accadrà”, ha ammesso il britannico, sottolineando però il grande lavoro svolto dopo Melbourne per ottimizzare le procedure di avvio.

    “I miei stacchi durante le libere sono stati incoraggianti e, fortunatamente, i piloti che mi partono accanto sono motorizzati Mercedes: spero non siano fulminei come le Ferrari”.

    Oltre alla partenza, resta l’incognita della tenuta sulla distanza, legata soprattutto al fenomeno del graining che lo scorso anno rimescolò le carte proprio sul tracciato cinese.

    Per Russell, la gestione delle coperture sarà il fattore determinante per evitare che il vantaggio velocistico svanisca dopo i primi giri:

    “Le gomme possono calare drasticamente, vedremo cosa riusciremo a fare”.

    La missione della Stella sarà dunque quella di trasformare la pole odierna in una vittoria solida, cercando di non lasciare spiragli alla rimonta delle Rosse.

  • Mercedes vuole il 24% di Alpine. Arriva la conferma di Flavio Briatore

    Mercedes vuole il 24% di Alpine. Arriva la conferma di Flavio Briatore

    La trattativa per l’acquisizione del 24% delle quote di Alpine, attualmente in mano a Otro Capital, entra in una fase cruciale e si arricchisce di un dettaglio fondamentale che ne cambia la prospettiva politica. 

    Se nei giorni scorsi le indiscrezioni puntavano con forza su un interesse personale di Toto Wolff, in diretta competizione con una cordata guidata da Christian Horner, le ultime ore hanno rimescolato le carte. 

    A fare chiarezza sulla vicenda è stato Flavio Briatore, il quale ha precisato come il diretto interessato all’operazione non sia il manager austriaco a titolo privato, bensì la Mercedes stessa come azienda. 

    Si tratterebbe dunque di un movimento strategico del costruttore anglo-tedesco, pronto a consolidare la propria influenza all’interno del Circus e, nello specifico, nei confronti del team di Enstone.

    Briatore ha sottolineato come la situazione sia in costante evoluzione, descrivendo uno scenario dove ogni giorno si presentano nuove variabili:

    “Ogni giorno è una situazione nuova. Quello che voglio dire è che so che si tratta di una trattativa con la Mercedes. Non con Toto, ma con la Mercedes, e vedremo. In questo momento abbiamo tre o quattro potenziali acquirenti. Non dimenticate che stiamo parlando della quota di Otro, che non ha nulla a che vedere con Alpine. Ci sono alcuni candidati pronti a concludere l’affare”.

  • Analisi dei dati: Ferrari da prima fila nel T1 e nel T2, PU Mercedes straripante nel T3

    Analisi dei dati: Ferrari da prima fila nel T1 e nel T2, PU Mercedes straripante nel T3

    L’analisi dei dati telemetrici relativi alle qualifiche di Shanghai, pur al netto di alcuni segnali frammentari che stanno facendo discutere, restituisce un quadro tecnico estremamente chiaro sulla natura del dominio Mercedes e sulle difficoltà della Ferrari nel rispondere colpo su colpo. 

    Nonostante un distacco finale che sul cronometro appare severo, la realtà del giro secco racconta – come evidenziato dal sempre puntuale Federico Albano di FormulaPassion.it – una sfida molto più equilibrata per oltre due terzi del tracciato: George Russell, Lewis Hamilton, Lando Norris e Charles Leclerc sono rimasti infatti racchiusi in un fazzoletto di decimi fino all’imbocco dell’ultimo, interminabile rettilineo cinese.

    Il fenomeno che sta caratterizzando questo inizio di 2026 è un continuo effetto “yo-yo” tra le diverse monoposto, dettato dalle strategie di gestione dell’energia. 

    La Ferrari, ad esempio, è riuscita in più occasioni a ricucire il gap accumulato nei primi due settori scaricando energia proprio all’inizio del terzo settore. Di contro, nello stesso frangente, Russell procedeva in fase di harvesting, ovvero di ricarica, riallineando temporaneamente i riferimenti cronometrici. 

    Si tratta di un braccio di ferro invisibile dove Mercedes sembra però disporre di una coperta decisamente più lunga rispetto alla concorrenza.

    Il momento della verità arriva puntualmente quando si entra nelle fasi di clipping e super-clipping, frangenti sui quali si è anche steso un velo di mistero. 

    I dati di fine rettilineo per Mercedes svanivano infatti dai radar proprio nel punto di massima spinta: un’anomalia telemetrica registrata in ogni giro (!) che ha fatto storcere il naso a molti, ma che non cancella l’evidenza dei micro-settori. 

    Proprio in quel tratto “oscurato” (non intenzionalmente, riferiscono dalla regia) Russell scava il solco definitivo, lasciando tutti sul posto con una progressione impressionante.

    Questa superiorità potrebbe derivare da una maggiore efficienza nel processo di combustione e compressione, che garantisce alla Power Unit della Stella quei cavalli extra necessari a gestire ricariche così aggressive senza perdere troppo terreno nelle fasi guidate. 

    In definitiva, se in curva le prestazioni tra le scuderie di vertice restano simili – con la Ferrari capace di recuperare qualcosina nei tratti più tecnici – la differenza la fa la gestione dei flussi energetici

    Quando Mercedes decide di scaricare tutto il potenziale del sistema ibrido, la sfida si chiude istantaneamente, trasformando quello che era un duello sul filo dei centesimi in un vero e proprio monologo.

  • Leclerc: “Resto fiducioso, in gara saremo più vicini a Mercedes”

    Leclerc: “Resto fiducioso, in gara saremo più vicini a Mercedes”

    Il venerdì di Charles Leclerc è stato un calvario di piccoli intoppi dai grandi effetti.

    Prima un problema con un toggle – un comando sul volante – ha disturbato il suo primo tentativo delle Qualifiche Sprint, poi il blackout energetico nel momento decisivo della SQ3, relegandolo ad un secondo dalla pole di George Russell.

    “Ho perso per qualche motivo mezzo secondo sul rettilineo finale”, ha ammesso Leclerc alle interviste internazionali, descrivendo un’emorragia di velocità che ha trasformato la lunga striscia d’asfalto tra Curva 13 e 14 in un calvario tecnologico.

    La diagnosi, pur non ufficiale, appare chiara agli occhi dei tecnici: un errore nel deployment dell’ibrido. La SF-26 ha esaurito la spinta elettrica troppo presto, lasciando il pilota “a piedi” proprio nel punto dove la potenza conta di più.

    In questo scenario, il dietrofront sulle novità aerodinamiche assume contorni quasi marginali.

    Mentre il box Mercedes sembra aver trovato la quadratura del cerchio nell’era 2026, Ferrari ha preferito tornare a una soluzione tradizionale, forse per limitare le variabili in un week-end già complesso.

    Leclerc, con la consueta schiettezza, ha liquidato la questione:

    “Non credo che avrebbe cambiato il quadro della nostra situazione”.

    Una dichiarazione che sposta il peso della prestazione dall’aerodinamica attiva alla sostanza termica ed elettrica della Power Unit.

    Resta però una speranza: la gestione del degrado e il passo gara. Come già accaduto in Australia, la power unit Mercedes sembra capace di picchi prestazionali in qualifica che la Ferrari non riesce a pareggiare, ma il distacco tende a ridursi sensibilmente sulla lunga distanza.

    Charles punta tutto su questo:

    “In gara siamo più vicini, sono ancora fiducioso che potremo rifarci”.

  • Hamilton: “Il team ha fatto un lavoro fantastico, ma dobbiamo colmare il gap motoristico”

    Hamilton: “Il team ha fatto un lavoro fantastico, ma dobbiamo colmare il gap motoristico”

    La Sprint Qualifying del Gran Premio di Cina ha restituito un’istantanea che sa di film già visto: proprio come a Melbourne, il verdetto cronometrico ha premiato una Mercedes ampiamente dominante e in stato di grazia, capace di imporre un ritmo sul giro secco insostenibile per una Ferrari costretta, nuovamente, al ruolo di inseguitrice.

    Il miglior riferimento della sessione per la Scuderia di Maranello porta la firma di Lewis Hamilton. Il britannico ha fermato le lancette su un 1:32.161, un tempo che gli vale la quarta piazzola in griglia per la gara Sprint, ma che evidenzia il pesante distacco di 641 millesimi dalla pole position siglata da George Russell.

    Nonostante il gap dalla vetta, il sette volte iridato è riuscito a mettersi alle spalle il proprio compagno di squadra, Charles Leclerc.

    Mentre il monegasco ha dovuto fare i conti con alcune difficoltà sul fronte elettrico, il numero 44 ha confermato di aver ritrovato quel feeling e quella sensibilità al volante che sembravano smarriti nella passata stagione.

    Questa situazione continua a generare riflessioni contrastanti in casa Cavallino, dove regna la consapevolezza di avere tra le mani una vettura valida, ma ancora incapace di sprigionare l’energia necessaria sui rettilinei, unico vero deficit rispetto alla Stella.

    Il focus si sposta ora sulla Sprint Race di domani, dove Lewis, facendo leva sugli ottimi scatti in partenza della sua SF-26 e sulla distanza ridotta di soli cento chilometri, potrebbe tentare di bissare il successo ottenuto lo scorso anno.

    Al termine della giornata, Hamilton ha commentato così la sua prestazione e il lavoro svolto:

    “Sono soddisfatto, il team ha fatto un lavoro fantastico. Dopo delle prove libere complicate, i miei ingegneri sono riusciti a ribaltare la macchina, che è tornata a darmi buone sensazioni. Sul rettilineo perdiamo troppo tempo, abbiamo tanto lavoro da fare e dobbiamo spingere tantissimo a Maranello per migliorare in termini di potenza. Eravamo consapevoli di questo: la Mercedes è partita prima di tutti nello sviluppo del motore. La monoposto comunque dà sensazioni grandiose, possiamo competere con loro nelle curve, il problema è solo nella potenza. In qualifica non abbiamo usato la nuova ala posteriore, ma mi è sembrata molto buona”.